indie-gestione

mercoledì, 23 01 2008

Attenzione, tagli nell’asfalto

La prima volta che ho cercato su Google qualche informazione sui Rumble Strips, ho scoperto che il loro nome indica i tagli sull’asfalto, la barbara tecnica in usoda qualche anno per costringere i guidatori impuniti a rallentare e i piloti addormentati a svegliarsi perchè stanno andando fuori strada. Non so a voi, ma a me sembra curiosa, come metafora per una giovane rock band.

 

Giovani, inglesi (del Devon, questa volta) e scalmanati, i Rumble Strips sono un po’ diversi da tutti gli altri. Stavolta al bill possiamo sottrarre un po’ di wave (che stia passando di moda?) e aggiungere un paio di fiati, sottrarre un po’ di stilosità modaiola e aggiungere una vena sguaiata e melodrammatica, sottrarre un po’ di frangette e aggiungere una manciata di ciuffi spettinati. E’ il tipo di band che dal vivo potrebbe accendere la fiamma dell’eterno ritorno del rock’n'roll, e lasciarci a fine concerto felici, sudati e dimentichi dell’età anagrafica segnata sulle nostre carte d’identità; oppure potrebbero annoiarci dopo qualche pezzo per inesperienza, scarsa personalità, o spocchia preventiva, come decine di band inglesi prima di loro.
Come al solito il gioco vale la candela, e non resta che andare a vederli per scoprirlo. Infatti i Rumbles Strips arrivano in Italia oggi per 4 date: stasera alla Limonaia di Fucecchio (FI), domani al Circolo degli Artisti di Roma, venerdì a Bologna al Covo, sabato all’Extra di Recanati (MC). Allacciare le cinture.

 

[venerdì dopo il concerto al Covo mi trovate di nuovo al Gate 1 a mettere i dischi. Prometto di essere un po' meno nu rave di venerdì scorso]

 

The Rumble Strips - Alarm Clock  (MP3)

The Rumble Strips - Girls and boys in love (MP3)

 

mercoledì, 16 01 2008

Mi sento grande come una citta’ EmmeDi’ EmmeA’

Charlie fa surf, il nuovo singolo dei Baustelle, è una delle canzoni più mostruose che mi sia capitato di sentire ultimamente.
Non so spiegare esattamente il perchè. Non è la solita storia della band indipendente che diventa major e fa i singoli commerciali, nè un giudizio prettamente musicale (è power pop iper-melodico, nel suo genere non è neanche male), e neanche un discorso strettamente contenutistico (il namedropping di droghe in un pezzo simile non era iconoclasta neanche ai tempi dei Prozac+); è una somma di tutto questo, e molto di più. E’ la consapevolezza che è un successo annunciato, e la consapevolezza che un pezzo così possa essere un successo annunciato nell’anno domini 2008 in questa italietta in cui un gruppo colto e intelligente decide di tagliare la sua spocchia a misura dei fan di Maria De Filippi, e che l’operazione funziona dannatamente bene.
E’ un pezzo mostruoso.
Irresistibile.

 

Molto meglio (con un parere che sembra opposto al mio ma alla fine è uguale) dice Fabio De Luca nel suo Tumblr:

I ♥ il nuovo singolo dei Baustelle. I ♥ la rima “quanta roba si fa/MDMA”, l’incedere da Dinosaur Jr che fanno una cover dei Cure, il fatto che non si capisca se stanno dalla parte di Charlie oppure no, e neppure se Charlie sia fascio oppure se lo siano i Baustelle, il dipingere un mondo ormai conclamatamente post- qualunque cosa, la superficialità “di spessore” e la totale assenza di ironia (Assante, non stanno cercando di essere ironici: casomai laconici.) Sono i CCCP del 2008, fatevene una ragione. [#]

 

Baustelle - Charlie fa surf (radio rip) (MP3)

Baustelle - Charlie fa surf – video (YouTube)

 

martedì, 15 01 2008

La piccola agenda dei concerti

Puntuale nella sua irregolarità, con l’inizio dell’anno torna la lista dei concerti inkiostro-approved di Bologna e dintorni, da stampare e attaccare sul frigo. Dopo un autunno discontinuo e un Natale al solito piuttosto parco di grandi nomi, la stagione riprende con lentezza ma già da fine mese comincia a regalare eventi di un certo rilievo, per sfociare in una doppietta Febbraio/Marzo densissima di cose interessanti. Le (troppe) sovrapposizioni costringono a scelte non facili, ma ciascun locale fa quello che sa fare meglio, e speriamo che la concorrenza giovi. Altrimenti l’ubiquità, come al solito, è in saldo.

 

 

Quando Chi Dove
Gio 17/01 At swim two birds + Terje Nordgarden + Soloincasa Locomotiv (BO)
Ven 18/01 A toys orchestra
Damo Suzuki [Luca G e Andrea (Julie's Haircut), Olivier Manchion (Ulan Bator), Burro (Giardini di Mirò)]
Covo (BO)
Locomotiv (BO)
Sab 19/01 Amor Fou + Le luci della centrale elettrica
My awesome mixtape
Covo (BO)

Bronson (RA)

Dom 20/01 Atari Mattatoyo (Carpi – MO)
Mar 22/01 Athebustop performs Radiohead Sesto Senso (BO)
Gio 24/01 Red Worms Farm Locomotiv (BO)
Ven 25/01 The Rumble Strips
Canadians
Covo (BO)
Estragon (BO)
Peccato non poter tornare a vedere Fiorio & co., sempre godibili dal vivo e ora promossi in una location da grandi numeri come l’Estragon, ma stasera in città ci sono i Rumble Strips e non ce n’è per nessuno: sono curiosissimo di vedere il loro scatenato e sghembo pop britannico (con tromba) sul palco del club di Viale Zagabria, sospetto che ne rimarremo molto soddisfatti. Inoltre, a seguire, il sottoscritto in consolle.
Sab 26/01 Justine Electra
At swims two bird
Covo (BO)
Bronson (RA)
Dom 27/01 Don Turbolento Mattatoyo (Carpi – MO)
Mar 29/01 Amycanbe Sesto Senso (BO)
Gio 31/01 Altro Locomotiv (BO)
Ven 1/02 The Others Covo (BO)
Sab 2/02 Babyshambles + Cat Claws
Offlaga Disco Pax
Estragon (BO)
Maffia (RE)
Un paio di anni fa i Babyshambles live erano stati una sorpresa: ci aspettavamo un Doherty devastato e imbarazzante, invece il nostro dimostrò di saper diluire la sua staripante aura maudit all’interno di un ottimo rock act. Il loro live quindi è consigliato, anche se io credo me lo perderò per veleggiare verso Reggio e non perdermi la presentazione live di Bachelite. Quando lo sentirete anche voi, capirete il perchè.
Dom 3/02 John Spencer & Heavy Trash
Idaho
Smashing Pumpkins
Bronson (RA)
Locomotiv (BO)
Palamalaguti (BO)
Davvero niente male, come domenica. John Spencer vale la trasferta a Ravenna, gli Idaho non li seguo da un po’ ma a occhio meritano ancora, mentre la band di Billy Corgan vabbè, abbiamo avuto tutti un’adolescenza, no?
Gio 7/02 Edwood + The calorifer is very hot Locomotiv (BO)
Ven 8/02 Amari
Kobenhavn Store + Fake P
Caribou
Estragon (BO)
Covo (BO)
Velvet (RN)
Come per i Canadians, passa qualche mese dalla presentazione del disco al Covo e gli Amari tornano in città all’Estragon; anche qui sperando che i numeri si siano fatti abbastanza grandi da riempire il club del Parco Nord. Stavolta a farne le spese sono le due interessantissime giovani band della giovane 42 Records, che però -attenzione- potrebbero parzialmente rubargli la scena. Io aspiro a fare la doppietta, secondo voi riesco?
Sab 9/02 Datarock
The Raveonettes
Covo (BO)
Bronson (RA)
Dom 10/02 Trabant Mattatoyo (Carpi – MO)
Ven 15/02 To Rococo Rot
2ManyDeejays
Covo (BO)
Vox (Nonantola – MO)
Sab 16/02 The 1990s
Ex-Otago
Covo (BO)
Bronson (RA)
Dom 17/02 Robin Guthrie Locomotiv (BO)
Lun 18/02 Queens of the stone age Estragon (BO)
Mar 19/02 Jens Lekman Teatro Rasi (RA)
Non ho avuto un bel rapporto con Night falls over Kortedala, incensato dalla critica, amatissimo da fan vecchi e nuovi, ma un tantino troppo barocco per i miei gusti. Ultimamente sto cambiando idea e sto iniziando ad apprezzarlo molto, e sono sicuro che ne verrò conquistato live, come al solito. Lekman live in teatro è imperdibile.
Ven 22/02 Pete and the pirates
Earth & Sir Richard Bishop
Kula Shaker
Covo (BO)
Bronson (RA)
Estragon (BO)
Giovane per giovane, meglio Pete and the pirates o i Tiny masters of today? Difficile capire chi c’è e chi ci fa, e chi è qui per restare e chi scomparirà alla prova del secondo disco. Io non sono troppo preparato su nessuna delle due band, i consigli sono benvenuti.
Sab 23/02 Zen Circus & Brian Ritchie (Violent Femmes)
Monade
Altro
Vitalic
Estragon (BO)

Covo (BO)
Bronson (RA)
Velvet (RN)

Si chiama Villa Inferno il disco degli Zen Circus insieme al venerabile Brian Ritchie dei Violent Femmes, in uscita a breve per Unhip Records. Troppo facile parlare di loro come degli eredi italiani della band di Blister in the sun, come è troppo facile parlare del successo che negli anni hanno misteriosamente continuato a mancare. Questa è la volta buona; anche se la scelta tra loro e i Monade (di Laetitia Sadier degli Stereolab) è difficile.
Dom 24/02 Comaneci + Musica da cucina Locomotiv (BO)
Mer 27/02 Michael Gira Bronson (RA)
Gio 28/02 Magazzeno Bis: Port Royal Locomotiv (BO)
Ven 29/02 Girls in Hawaii + Canadians
Tiny Vipers
Electric Six
Bronson (RA)
Officina 49 (Cesena – FC)
Estragon (BO)
Tre nomi eccellenti per un venerdì bisestile in cui tutto può succedere. A occhio la mia scelta cadrà sul Bronson, per il ritorno dei Girls in Hawaii, il tipo di band-bignami che non si capisce come tre anni fa spezzò cuori a volontà (tra cui il mio). Cambio rotta cambio stile.
Sab 1/03 Art Brut Bronson (RA)
Eddie! Argos! Top of the pops! Art! Brut! Top of the pops! Bron! Son! Top of the pops!
Dom 2/03 Camillas Locomotiv (BO)
Ven 7/03 Offlaga Disco Pax
Los Campesinos!
Qui + The Death of Anna Karina
Estragon (BO)
Covo (BO)
Locomotiv (BO)
Pessima sovrapposizione, quella che vede l’attesa data bolognese degli Offlaga con l’arrivo in città degli scalmanatissimi Los Campesinos!; se riesco a vedere i primi a Reggio questa sera posso scegliere i secondi (che dal vivo potrebbero essere eccellenti come una delusione, chi lo sa), altrimenti mi sa che al cuor non si comanda. Peccato però.
Sab 8/03 Baustelle
Black Dice
Tunng
Estragon (BO)
Covo (BO)
Bronson (RA)
Gio 13/03 Paolo Benvegnù Covo (BO)
Sab 15/03 Offlaga Disco pax Bronson (RA)
Dom 16/03 Autechre Kindergarten (BO)
Dom 23/03 Marco Parente Arterìa (BO)
Ven 28/03 Shout Out Louds Covo (BO)
Ricordo la scorsa data al Covo della band svedese come uno dei live più belli, intensi e (per motivi miei) difficili degli ultimi anni. Questa data giunge dopo un nuovo disco che non mi è piaciuto neanche un po’, ma il credito accumulato è tanto che sono pronto a tutto. Anche se ho un po’ paura.
Ven 4/04 Boys Noize Vox (Nonantola – MO)
Ven 11/04 iLIKETRAINS Covo (BO)
Sab 12/04 Einsturzende Neubauten
The Wombats
The Bishops
Estragon (BO)
Velvet (RN)
Covo (BO)
Ho un po’ perso le tracce di Blixa e soci da qualche anno, ma sono sicuro che un loro concerto rimanga un’esperienza memorabile senza se e senza ma. Sono meno sicuro che l’Estragon sia la location adatta per loro, e sono tentato dalle band più giovani e modaiole che suonano in zona, ma alla fine vedrai che torno lì, come sempre.
Sab 19/04 Cinematic Orchestra Estragon (BO)
Gio 26/04 My awesome mixtape Locomotiv (BO)
Lun 26/05 Explosions in the sky Estragon (BO)

 

 

(Eventuali) Gite fuori porta:
[Tanto so già che non riuscirò ad andarci. Ma sarebbe bello]

 

Quando Chi Dove
Dom 9/03 PJ Harvey Auditorium Parco della musica (ROMA)

 

lunedì, 14 01 2008

Your CD owns you

Immagino che la notizia l’abbiate sentita tutti: seguendo il principio secondo cui chi compra un cd non compra la musica che c’è dentro nè l’oggetto fisico con cui fare cià che vuole, ma semplicemente il diritto all’ascolto personale del suddetto, secondo la RIAA ora è reato pure rippare i CD e trasformarli in mp3 per ascoltarseli nel proprio lettore. Di questo passo, l’esilarante CD disclaimer immaginato da Something Awful pare tutt’altro che remoto. Un frammento:

 

venerdì, 11 01 2008

Under pressure

Il mio Slimtimer dice che questa settimana totalizzerò un complessivo di circa 45 ore lavorate. Il che, contando le pause pranzo, i momenti di cazzeggio giustamente esclusi dalla conta, il percorso casa-lavoro-casa, i pasti, le (poche) ore di sonno e la spesa alla coop, hanno lasciato più o meno una decina di ore libere (su 120). Ore pressochè interamente spese nella lettura di Jonathan Lethem, nella visione di Battlestar Galactica, Gossip Girl e Pushing Daisies, nell’acquisto di un paio di pantaloni e nella vana ricerca di un paio di sneakers (punto sempre dolente, come qualcuno ricorderà). Appena il tempo per andare in radio stasera per una puntata presidenziale di Get Black (a chi, al contrario di me, ha tempo da perdere, consiglio il Presidential Pong), e neanche il tempo di riposarsi nel weekend (allocato per una trasferta parentale logistica) che comincerà una nuova settimana di lavoro. Almeno voi -vi prego- mi impedite di perdere tempo pure sul blog?

 

Xiu Xiu feat Michael Gira - Under pressure (Queen & David Bowie cover) (MP3)

 

giovedì, 10 01 2008

Cortocircuito

Dal Myspace di PJ Harvey:

Polly is due to enter the studio with John Parish later this month to commence work on a collaborative album, a follow-up to their 1996 collaboration on Dance Hall At Louse Point. They will be joined in studio by long-time cohort, Eric Drew Feldman, Carla Azar from Autolux and Giovanni Ferrario. The studio session will take place ahead of Polly’s forthcoming tour of New Zealand & Australia and confirmed show in Rome on March 9th which are in support of her current album White Chalk.

The, yet to be titled, album is expected out later this year.  [#]

Ma…quel Giovanni Ferrario? Quello dei Micevice, e -soprattutto- degli Scisma di Armstrong? Cioè: due miti musicali della mia giovinezza di opposta provenienza e di lega difficilmente paragonabile (entrambi resistiti ottimamente alle intemperie del tempo, tra l’altro) finiranno sullo stesso disco?

 

PJ HarveyThat was my veil (Peel Sessions) (MP3)

Scisma - Dolce (MP3)

 

martedì, 08 01 2008

How our spaghindie can change your life

Non ho mai capito per quale motivo, dopo il folgorante buzz degli esordi (demo italiano dell’anno, e set a Benicassim), i Les Fauves siano praticamente scomparsi. In giro poche recensioni, blog per lo più silenziosi, e date live quasi niente (e dire che sono di Sassuolo, da queste parti dovrebbero essere di casa). Eppure le carte per far strada ci sono (ancora) tutte: rock’n'roll fumante dalle molteplici influenze che sposa la passione per certi suoni deviati con la disciplina delle band britanniche della nuova leva, un live set impeccabile e tiratissimo (ricordo una travolgente apertura per gli Art Brut al Covo, un paio di anni fa), e pezzi che funzionano sia in radio che sul dancefloor.
Il loro ultimo disco N.A.L.T. 1 – A Fast Introduction è uscito da qualche mese, ma in giro se n’è davvero parlato troppo poco. Curioso, perchè un pezzo come No Spaghindie sembrava fatto apposta per essere linkato di sottecchi da mezza blogosfera e produrre esercizi di polemica-for-dummies tra gli esterofili e i campanilisti privi del senso dell’umorismo necessario per apprezzarla; mentre Novara, con quel riff televisivo che si ritrova, davvero non può lasciare immobili.
Rock’n'roll, anyone?

 

Les Fauves - No spaghindie (MP3)
Les Fauves - Novara (MP3)

 

giovedì, 03 01 2008

Questa notizia merita un post intero, altroche’

Paolo, cantante dei My awesome mixtape, si è tagliato i capelli quasi a zero.

 

giovedì, 20 12 2007

Once bitten, twice shy

E’ stato bello arrivare a due giorni dalle ferie convinto che sarebbero stati dei placidi giorni lavorativi pre-natalizi, e poi scoprire all’ultimo di avere una scadenza mortifera imminente in un progetto di cui non so quasi niente. Quindi oggi si produce molto e si cazzeggia poco. Si ascolta un sacco il vecchio Why? (in attesa che il nuovo faccia la sua comparsa integrale in rete), il live dei Portishead all’All tomorrow’s parties di qualche settimana fa (regalo: è interamente scaricabile da qui) e un po’ di evergreen natalizi, per fingere di essere in periodo. Come ogni anno, in heavy rotation c’è la spettacolare versione di Last Christams dei Pas/Cal, incendiaria, entusiasta e polimorfa, che sulla distanza batte l’originale (qui), la cover di Erlend Øye (qui), quella degli Swipe con la pipetta Gwenno (qui) e buona parte del resto dei classici natalizi. Buon Natale, nè, io torno a lavorare. 

  

Pas/Cal - Last Christmas (MP3)

 

lunedì, 17 12 2007

Scava, Nick, scava!!!

Lo scorso Settembre, Nick Cave ha compiuto 50 anni. 
Scatenato e imprevedibile musicista post-punk in gioventù, carismatico e brillante crooner, rocker e bluesman poi, fino a diventare il cantautore e balladeer maledetto degli anni d’oro, negli ultimi anni Cave pare aver perso un po’ lo smalto (parzialmente recuperato, secondo qualcuno, con il recente side-project revivalista Grinderman; che per me però puzza insopportabilmente di crisi da mezza età). I suoi ultimi dischi con i Bad Seeds erano, a voler essere buoni, di qualità altalenante, e contenevano alcuni pezzi che sarebbe fin troppo generoso definire bruttini.

A inizio Marzo uscirà il nuovo LP Dig Lazarus, dig!!! (con tre punti esclamativi) che -come riporta Mojo- Cave ha descritto con queste parole:

«Yeah, three exclamation marks. Lazarus has kind of stuck his head above ground and just thought, "Fuck this! Hand me my spade". The title track is about Lazarus coming back from the dead and finding himself in NYC, circa 1977. Studio 54 is going, AIDS hasn’t been given a name and it’s the coolest city in the world. BUT Lazarus just isn’t interested».

«It’s completetly different to the prev bad seeds’ albums , there’s no piano, just on one song. I play organ and I wrote on organ but a significant part of it was written in the studio». [#]

In super-anteprima (e in anticipo su tutti gli m-blog del mondo, o almeno così pare a guardare la Hype Machine o Elbows), ecco a voi il nuovo singolo, trasmesso per la prima volta sabato scorso da BBC2, nello show di quel bell’uomo di Jonathan Ross. Cosa ne dite? Rabbrividiamo? O riusciamo a trovare qualcosa di buono anche in questo pop inoffensivo e vagamente radiofonico? Ci attacchiamo alla speranza che segua la tradizione degli ultimi dischi (in cui i pezzi più brutti erano spesso i singoli)? O lo prendiamo (insieme ai baffi) come un altro sintomo di una inarrestabile decandenza? Lo stiamo davvero perdendo, come pare a me?

 

Nick Cave & the Bad Seeds - Dig, Lazarus, dig!!! (radio rip) (MP3)

 

venerdì, 14 12 2007

Se chiedi alla polvere, a volte risponde

Pare che l’incontro tra gli Hollowblue e Dan Fante sia stato di quelli fulminanti. Un giorno la band livornese (con due EP all’attivo, uno su Suiteside e uno su Midfinger) e il figlio di John Fante (anche lui scrittore, in Italia già uscito con un paio di libri su Marcos y Marcos) non si conoscevano, e il giorno dopo -complice il contatto dell’amico comune Anthony Reynolds- già collaboravano. Qualche pezzo scritto insieme, un mini-tour la scorsa Estate, e altro materiale in lavorazione che pare uscirà a fine 2008, per una partnership musical-letteraria (una «Confraternita del Chianti», direbbe qualcuno) curiosa e abbastanza inedita.

Per ora vede la luce un brano di questa collaborazione, che è anche il pezzo che apre Stars are crashing (in my backyard), il nuovo disco della band in uscita oggi per Midfinger (sul sito dell’etichetta) e a Gennaio (nei negozi). Un bell’esempio di cantautorato fumoso e maudit, ora languido ora più tirato, con alcune notevoli ballad dalla grande atmosfera e dagli arrangiamenti assai curati e l’aspirazione, in più punti sorprendentemente riuscita, a confrontarsi con i grandi maestri del genere.

Qui sotto un assaggio (proprio la collaborazione di cui sopra), in download esclusivo su queste pagine. Altri pezzi (vecchi) li trovate sul Myspace. Dan Fante lo trovate in libreria. E le stelle cadenti stanno precipitando. Nel retro.

 

Hollowblue - First Avenue (featuring Dan Fante) (MP3)

 

martedì, 11 12 2007

Moving to Bologna, following the Radio Maps

Quando la settimana scorsa Jonathan Clancy, già valente voce di Settlefish e A classic education nonchè pilastro della redazione musicale della cugina Radio Città del Capo, mi ha segnalato -sapendo quanto mi piaccia lo scalmanato giovane trio inglese- la session live che i Wombats avevano fatto all’interno di Maps (trasmissione di cui è autore insieme al conduttore Francesco Locane), mi sono goduto i clip e gli mp3 e ho risposto entusiasta che li avrei segnalati presto su queste pagine.

Dato il periodo tutt’altro che tranquillo e le preoccupazioni decisamente poco piacevoli che monopolizzano le mie giornate, me ne sono poi bellamente scordato, ed ora sono stato battuto sul tempo nientemeno che da sua maestà Pitchfork, che ha linkato la session (e in particolare la bella versione acustica di Kill the director) all’interno della sua sempre preziosa column m-blog Forkcast.

 

Fa piacere notare che una volta ogni tanto anche i grandi nomi dell’infotainment musicale indipendente si accorgono di quello che succede da questa parte del globo, anche se solo per segnalare la session di una band inglese. Chissà, magari prima o poi si accorgeranno anche dei Settlefish, band che -come diverse altre realtà nostrane- non ha niente da invidiare a una buona metà delle cose che transitano sulle pagine della tirannica webzine musicale.

E Lunga a vita a Maps, giovane ma già eccellente realtà blog-radiofonica, che si è distinta subito per la grandissima quantità di ottime session live, interviste audio e materiale originale (qualche nome? Jason Molina, Black Mountain, Amari, Uzeda, My awesome mixtape + Mariposa, Amor Fou, Pelle Carlberg). Davvero niente male.

 

lunedì, 10 12 2007

All my friends

E’ così che comincia.

Torniamo tutti un’ultima volta a casa sua, prima che lasci la casa e si trasferisca. E’ uno di quegli eventi pianificati da mesi, perchè di questi tempi è impossibile far combaciare le agende di tutti senza un lungo preavviso. E’ come Capodanno, anzi, è meglio di Capodanno. Questa sera ci rivediamo, facciamo una cena come ai vecchi di tempi, quattro ore tra i fornelli, montagne di colesterolo, i bottiglioni di vino di Zampa, una playlist in shuffle che va da un angolo della stanza, e un po’ di vecchi amici che, anche se alcuni vivono ancora nella stessa città, da qualche anno non si vedono mai.

E’ così che comincia. Ed eccetto la parte con la morale, è come in un film.

 

Sabato sera. Prima della cena, intorno alle 7, mentre -ancora in pochi- cuciniamo, la Valeria ai fornelli e Vinz che fa la cheese cake, mi fermo un attimo, apro una birra, e contemplo la perfezione del momento mettendo su All my friends degli LCD Soundsystem.

All my friends è la mia canzone del 2007, un distillato di vita in sette minuti e quaranta che descrive lo zeitgeist del mio anno come nient’altro riesce a fare. E che, contemporaneamente, sottolinea senza possibilità di dubbio la grandezza di James Murphy, rocker, e DJ e produttore e filosofo, maestro di vita e figura torreggiante nel frammentato e spesso sconsolante panorma musicale contemporaneo. Col suo loop di pianoforte fuori tono che non esplode mai, la sezione ritmica ossessivamente serrata, le chitarre malinconiche e distratte e il cantato col cuore in mano, All my friends è una cavalcata perfetta nella forma quanto nei contenuti; e la cosa, considerando che il suo difficile argomento è il passare del tempo e il dover affrontare i rimpianti della vita adulta, era tutt’altro che scontata.

 

Mentre scontato -o meglio, perfetto- è il suo ruolo sabato sera, perchè All my friends parla esattamente di noi, parla di questo, parla di adesso. Parla di passare i primi anni della vita adulta a seguire un progetto, a costruirsi una carriera, una relazione solida, degli interessi indipendenti, un’autonomia e una qualche forma di autorevolezza nel proprio settore; e di rendersi conto, qualche tempo dopo, che tutto quello che desideri è di essere di nuovo con i tuoi amici, con lo stesso, identico, spirito che le responsabilità ti hanno fatto perdere. E’ possibile conciliare le due cose o siamo -sempre- condannati a scegliere, e in ogni momento a rimpiangere la nostra scelta?
Oppure una scelta reale non c’è e possiamo solo limitarci, prima di accorgerci che siamo morti, a fermarci ogni tanto a pensare «Where are my friends tonight»?
Se anche è così (ed è così, temo), e se anche ormai le occasioni sono sempre meno, se quasi tutti viviamo in città diverse, se gli acciacchi cominciano davvero a farsi sentire e se le responsabilità non ci lasciano tregua, una volta ogni tanto è bello poter dare una risposta a quella domanda: qui.

 

LCD Soundsystem - All my friends (MP3)

 

venerdì, 07 12 2007

Friday I’m in points

[quasi un tumblr, ma con un bel template e i commenti. Estetica? Democrazia? O vanagloria?]

 

_Se scrivi un post per punti vuol dire che non hai idee. O tempo. O che stavolta sei davvero alla frutta.

 

_Woody Allen per il Sindacato degli autori televisivi in sciopero. Alcune tra le sue battute migliori degli ultimi tempi.

 

- Le Breeders fanno un nuovo disco. I Moldy Peaches si sono di nuovo riuniti per uno show, e non escludono di farlo in pianta un po’ più stabile. I Led Zeppelin rimandano, ma confermano: sono tornati pure loro. Per i My bloody Valentine aspettiamo solo una data italiana (e anche qui, un disco). I Portishead tornano a calcare un palco stasera e domani nella versione natalizia dell’ATP (che curano), e a Marzo arriva quel disco che aspettiamo da 10 anni. Mancano i Wham e gli 883 e le abbiamo viste tutte.

 

- Ricaricare un iPod con una cipolla? Ci eravamo cascati in tanti, ma pare essere una bufala; e dive c’è una bufala c’è Il Disinformatico di Paolo Attivissimo, che spiega il perchè.

 

- Se stasera passate a Bologna, mi trovate a mettere i dischi al Covo (al Gate 1, con Marina) dopo il concerto dei sempre ottimi Enon. Sarò più Starcastico che mai.

 

_ 20 most wanted Christmas gifts for the info-addicted. Sottotitolo: 20 idee regalo per i geek. A parte il Nabaztag regalatemi pure quello che volete, chè tra poco è pure il mio compleanno.

 

- Un Word Processor (letteralmente) fatto a mano: Word perhect. Bizzarro, ma affascinante.

 

- Diversissime eppure lanciate quasi in contemporanea, la 42 Records e RCRD LBL sono due ottimi esempi di quello che ci riserva il futuro nel campo della musica indipendente. Una è italiana, l’altra americana. Una è una vera e propria etichetta che pubblica dischi, l’altra è un m-blog che vanta contenuti legali (a fronte di registrazione dell’utente e pubblicità) e la sponsorship di varie etichette. La prima ci ha già regalato una ottima compilation in free download (con un sacco di eccellenti band italiane, tra cui Fake P, Magpie, Albanopower, København Store, A classic education e Cat Claws), la seconda una valanga di post dimenticabili e appena un paio di contenuti interessanti (un inedito dei Junip di Josè Gonzalez e un nuovo pezzo dei Zoot Woman) e poco di più.  Per ora vinciamo uno a zero. Anzi, 42 a 2.

 

_Per finire un pregevolissimo link postato da cru7do chez Il Boss: Topless Wii. E’ proprio quello che promette.

 

giovedì, 06 12 2007

Dichiaro indipendenza

[Bjork + Michel Gondry = Declare Independence.
Nonostante io continui ad essere un devoto fan di Gondry e nonostante il pezzo sia l'unico che mi piace di Volta, tutto quello che mi viene in mente guardandolo è: Gli anni '90 sono finiti, sveglia..! ]

 

giovedì, 06 12 2007

La patata bollente

Novità abbastanza contraddittorie in casa Hot Chip. Dopo l’eccellente The warning, gli inglesi nerdancer di mamma DFA sono pronti a tornare con Made in the dark, in uscita a inizio Febbraio sempre per l’etichetta del beneamato Giacomino Murphy.

Il primo singolo estratto dal disco (Shake a fist) era uscito già la scorsa estate, nell’imbarazzato silenzio generale di fan, blogger e stampa, evidentemente perplessi dall’inutilità del pezzo, che arrivava dopo una serie di anthem eccellenti come Over & Over, Boys from school e The Warning, ma anche della successiva ottima My Piano (dal DJ Kicks).

Un po’ migliore è il singolo deputato al lancio del disco vero e proprio: Ready for the floor (video qui sotto) sembra una versione un po’ sfigata di Over & Over (e al primo ascolto sembra un pezzo un po’ mediocre), ma ha un gran video (File under: Joker, ballerine cromatiche, Tetris, gioco dei pacchi, vernice contro l’uomo invisibile). Ancora meglio l’unico altro inedito finora diffuso, I became a volunteer, ottimo esempio di quella sorta di kraut-soul dilatato che è praticamente il marchio di fabbrica del combo inglese. I fasti di The Warning, però, paiono ben lontani.. Voi che dite?

 

 

 

 

Hot Chip - Shake a fist (MP3)

Hot Chip - I became a volunteer (link -> MP3)

 

mercoledì, 05 12 2007

Do your homework

[come avrete già intuito questa settimana sono di poche parole; motivo per cui mi si addice molto Lavori domestici, la compilation della Homework Records da oggi interamente in free download dal loro sito. Glitch, IDM, minimal, tech-funk e dozzine di altre etichette musicali senza significato; in breve: suoni splendidi, e (quasi tutti) italiani. E una gran copertina.]

 

venerdì, 30 11 2007

How to turn Scarlett Johansson into a zombie

Bonus (sempre lei):

The Teenagers
Starlett Johansson (MP3)

 

mercoledì, 28 11 2007

Whisper words of wisdom, videoclip

Se lo prendi come un film musicale (così è presentato, per lo più) Across the universe -il film di Julie Taymor interamente costruito sulle canzoni dei Beatles, da poco uscito nelle sale- è un film agghiacciante. La trama è un’accozzaglia di banalità da soap opera di terza serie, siparietti lisergici giustificati dall’ubiquo clichè anni ’60, guest star (Bono, Joe Cocker, Salma Hayek) inutili e forse pure dannose e contorsioni di sceneggiatura utili solo ad inserire il maggior numero possibile di canzoni dei Beatles.

Se lo prendi come un musical, le cose migliorano un pochino: le performance vocali degli attori sono abbastanza decenti, gli arrangiamenti sufficientemente vari e personali, l’alternanza cantato/parlato ben bilanciata e le coreografie molto ben fatte.

Se lo prendi come una serie di video-clip di pezzi dei Beatles, però, Across the universe è decisamente un bel vedere. La Taymor, la cosa è nota, ha creatività da vendere, e il numero delle invenzioni che tira fuori per illustrare visivamente le canzoni e dar loro la sua chiave di lettura (tre esempi su tutti: With a little help from my friends, Strawberry fields foreverHappiness is a warm gun) è secondo solo al piacere del fan dei Beatles che gode per una messa in scena tanto curata e passa tutto il film a trattenersi dal cantare a squarciagola ogni singolo pezzo.

Peccato solo che questo dovrebbe -anche- essere un film, e le belle trovate da sole non bastano. Se però andate al cinema con l’idea giusta di quello che state per guardare, chissà, magari vi piace pure. 

 

Rufus Wainwright - Across the universe (MP3)

[che non è nella colonna sonora di questo film ma in quella di I am Sam, altra opera Beatles-related. I brani della colonna sonora di Across the universe sono molto più trascurabili di questa bella -e insoltamente, visto il personaggio- sobria versione firmata da Rufus Wainwright]

 

martedì, 27 11 2007

A ciascuno i suoi anni ’80

 

Calvin Harris - Acceptable in the 80s (MP3)

Editors - Acceptable in the 80s (live) (MP3)

 

[Cosa resterà di questi anni '80? La plastica e i lustrini secono l'enfant prodige Calvin Harris, vera stella dell'anno nel campo dell'elettronica coatta -al cui confronto i Justice sono roba da palati fini- e autore di uno dei riempipista della stagione. Il dark e il gloomy mood secondo gli Editors, che sottopongono al loro trattamento il pezzo (come accadde già a Feelgod, Inc. dei Gorillaz, e fu notevole) tirandone fuori una marcia angosciata ed epica che parte dai Joy Division (ma và?) e in certi momenti ricorda pure i Suicide. Quasi grottesco, ma funziona.]

 

lunedì, 26 11 2007

Backpain @ the Covo

Un giorno scriverò un post, in cui vi spiegherò cosa vuol dire, nell’arco dello stesso giorno, svegliarsi con la schiena bloccata (una cosa che ti fa sentire non solo vecchio -quello ti ci senti già dalla venerabile età di anni sedici- ma anche incommensurabilmente accidentale, se capite cosa intendo) e, dopo esserti fatto tutto il giorno di antidolorifici anche solo per riuscire a muoverti, ritrovarsi dentro a un Covo quasi sold-out davanti a tre ragazzetti di Liverpool che fanno ballare e saltare una folla di coetanei numerosa centro volte tanto con il miglior british jangling pop di questo anno domini 2007.

 

Un giorno vi spiegherò la sensazione di right here right now che può prendere una persona in una situazione del genere, in cui, mentre assiste al concerto dei Wombats da solo nella folla stando ben attento a non farsi urtare troppo dai ragazzetti scalmanati, si rende conto che quello a cui sta assistendo è un momento in qualche modo epifanico, che fotografa una promettentissima band nel momento esatto in cui è ancora così inesperta e entusiata da fare un set sudato e spontaneo (3 singoli e un’invasione di palco solo tra i primi 5 pezzi) e non abbastanza nota da riempire del tutto il locale, prima di decollare definitivamente o di scomparire nel dimenticatoio con un secondo disco calcolato e trascurabile.

 

Un giorno forse avrò una risposta al perchè continuiamo a esaltarci per ragazzetti ventenni che fanno casino con le loro chitarre, snocciolano canzoni con riferimenti culturali da terza media e si profondono nell’ennesima ripetizione di un modello musicale abusatissimo con minime (se non nulle) variazioni, e ciononostante noi non possiamo fare a meno di essere lì, e di battere il piede a tempo anche se la schiena fa malissimo, il moshpit ti spinge indietro rischiando di spezzarti a metà, e diversi volti nella folla ti ricordano gli adolescenti brufolosi che ti ritrovi dall’altra parte della cattedra, un paio di volte a settimana .

 

Un giorno smetteremo di rischiare la salute per assistere a concerti rock’n'roll di band che non cambieranno la storia della musica e forse neanche la storia della serata, in cui ventenni scalmanati ballano davanti ad altri ventenni scalmanati che cantano di scalmanarsi e ballare e innamorarsi e andare a vivere a New York.

Questo giorno, però, deve ancora arrivare.
Non mi avrete, non ancora.

 

The Wombats - Let’s dance to Joy Division (live @ Astoria) (MP3)

The Wombats - Moving to New York (live @ Astoria) (MP3)

The Wombats - Lost in the post (live @ Astoria) (MP3)

 

Bonus:

The Wombats – Moving to New York (acoustic live @ Planet Claire) (MP3)

 

martedì, 20 11 2007

Lasciami qui lasciami stare lasciami cosi’

 

Tender Forever - My Love (Justin Timberlake cover) (MP3)

 

lunedì, 19 11 2007

Mp3 player blues

Come accennavo un mesetto fa, dopo due anni e mezzo di gloriosa e impeccabile carriera, il mio lettore mp3 mi sta purtroppo abbandonando. Dev’essere caduto qualche volta di troppo, il caro vecchio Zen Micro, e non riuscirò a sopportare ancora per molto lo spinotto delle cuffie ballerino e il conseguente audio a singhiozzo; urge un rimpiazzo. E qui, ovviamente, cominciano i dubbi.

 

Delle tre tipologie principali di lettori mp3 che esistono al momento (a. Stile Ipod Shuffle: piccoli, memoria flash tra 256 MB e 2 GB, senza display o con un display molto piccolo; b. Stile iPod Nano: medie dimensioni, memoria flash tra 1 e 8 GB, tutte o quasi le funzionalità più diffuse sui lettori mp3; c. Stile iPod Classic: grandi dimensioni, memoria hard-disk tra i 4 e gli 80 GB, full optional), il mio genere è decisamente il secondo: la memoria flash consuma meno batterie e si rompe con meno facilità, un display completo è indispensabile ma non serve che sia grandissimo (tanto non credo ci guarderò spesso dei video), e -vista l’altissima frequenza con cui aggiungo e tolgo canzoni e dischi- anche 4-8 GB di memoria possono bastarmi.

Contando che grazie a mia sorella che è negli States posso accedere direttamente alla disponibilità e ai prezzi (molto più economici dei nostri visto il dollaro debole) americani, cosa scelgo?

 

Opto per il nuovo iPod Nano, bruttino e -come tutti gli iPod- con meno feature e prezzo più alto dei concorrenti diretti (8 GB, 199$ = 136€)? Rimango fedele alle Creative e scelgo lo Zen V Plus, più economico e con più feature, ma che pure lui non scherza in quanto a bruttezza (8 GB, 159$ = 109€) oppure il nuovo Zen, più bello, più caro e con memoria espandibile (8 GB, 199$ = 136€)? Il Sony Walkman NWZ-A818 lo escluderei perchè proprio non mi piace..ma se mi sbagliassi (8 GB, 199$ = 136€)? E se invece mi buttassi sull’ iRiver Clix, decisamente più bello e lodato ovunque in rete per la sua qualità, ma con un prezzo forse un po’ esagerato (8 GB, 239$ = 162€)?

Oppure sparo più alto, e mi faccio conquistare dalla bellezza, dall’interfaccia (e dal wi-fi) dell’iPod Touch (8 GB, 299$ = 204€)? E dell’Archos 605 Wi-fi cosa vogliamo dire, con le sue feature di ogni genere e la sua memoria gigante, a fronte di un prezzo onestissimo; non è esattamente quello che mi serve (non sembra proprio tascabile..) ma quasi quasi (30 GB, 299$ = 204€)? E -siccome pure il mio cellulare è vecchio, ed è decisamente tutto tranne che smart- non vogliamo mica farci tentare dall’iPhone, che su eBay si trova sbloccato, e quindi funzionante anche in Italia, pur rinunciando agli aggiornamenti del firmware (8 GB, 549$ in media = 374€)?

 

Come avrete intuito, al momento ho le idee un po’ confuse.

A suo tempo (qui  e qui) in materia mi avevate dato diverse ottime dritte, quindi io ci riprovo. C’è qualche altro player (o smart-phone che funziona bene come lettore mp3) che non ho considerato? Voi quale scegliereste?

 

mercoledì, 14 11 2007

Francesca is playing at my house (my house) /2

 

Se giocassimo e basta

Voi non lo sapete.

Sto parlando di 11,3 cm di tacco sul viale.

Aspetto inkiostro.

Mi dice dieci meno un po’.

Dieci Meno Un Po’, nella mia ottica di Esemplare Di Femmina Etero Che Ha Appena Comperato Undici Virgola Tre Centimetri Di Tacco, ecco, sul viale, vuol dire sostanzialmente Puntualità.

Puntualità sti cazzi.

“Scusami. Dovevo aggiornare il blog”

“Ma che cazzo dici. Il tuo blog ormai lo scrivo io”

 

Appunto.

 

Undici Virgola Tre Centimetri.

 

Sul palco, a poco più di undici virgola tre centimetri, ci sono Loro.

La ragazza del merchandaising di altri venti concerti mi fa Ah Ma Tu Sei Quella Che.

Poi mi guarda dietro. Dietro di me non ho code, oggi, provo a dirle. Mi fa uno sguardo deluso. E dire che è anche Halloween, sembra suggerirmi. Ma avevo promesso a inkiostro, quello del blog, insomma gli avevo promesso che avrei scritto due parole sugli Amari senza nominare la parola “bimbo”.

 

Quindi:

“Mio figlio” non c’era. Era Halloween, sì. Ma lui non c’era perché secondo me me lo pestavano, stavolta.

“Mio figlio” mi stava aspettando a casa, con la sveglia in mano, ti sembra questa l’ora in cui tornare, mamma.

Guarda Tato, hanno riarrangiato il campo minato, poi c’erano i new order sotto conoscere gente suprema, ma niente spade laser colorate al neon. Solo un gran sbarluccicare intorno al Batterista Enrico.

Fanculo mamma. La prossima volta mi ci riporti.

E se ne va a letto.

Posso dire “mio figlio”, vero inkiostro?

 

 

“Sono almeno dieci concerti che il giro di basso è quello di Blue Monday

Bene.

Una volta andai con inkiostro, sempre lui quello del blog, a vedere gli Xiu Xiu. “Ma a un certo punto lei canta, no?” continuo a convincermi sottovoce nel chiostro tetro, mentre intorno a me gente a caso soffre tantissimo, compreso il tizio degli Xiu Xiu.

A un certo punto lo chiedo anche a inkiostro: Alla prossima lei canta, gli dico, ecco, adesso, sì, lei, dico.

Avevo scambiato un concerto degli Xiu Xiu con gli Yeah Yeah Yeahs.

 

Sono secoli che il giro di basso è il giro di basso dei New Order. Bum-bum-bururburuburu-bum. L’avete capito, no?

L’avrebbe capito anche “mio figlio”. Se solo l’avessi ri-portato.

 

Non capisco solo una cosa. Il nome Amari, beninteso, è splendido, con tutto quel carico chilometrico di polisemia che si porta dietro. Ma le cose amare non piacciono ai bambini. Questo non capisco. Il concetto di amarezza è estraneo ai bimbi (si comincia intorno ai quattordici, direi), e i più grandi consumatori di Lucano o Averna sono non i veterinari come ci vorrebbero far credere, ma gente che ha mangiato e sofferto troppo. Cioè, sia detto per inciso, secondo me al tizio degli Xiu Xiu, che ricordiamolo non è uno Yeah Yeah Yeahs, un Montenegro davvero gli farebbe digerire un fracco di cosucce.

Eppure gli Amari piacciono un fracco ai mocciosi. Troppo facile dire che Loro stessi sono bambini che come tutti i bambini si divertono un casino a fare cose da grandi.

E secondo me già non è più così vero. Cioè, secondo me Loro sono davvero adulti. Io credo che gli Amari siano adulti e la prossima volta che incontro Dariella gli voglio dare del lei, cazzo. Un ragazzetto non accetterebbe mai di parlare con la voce e la mente di una femmina. (Arpeggiinlove, per chi ha bisogno di baricchianesimi). Nel nuovo disco dicono un fracco di parole, e una di queste parole che dicono tantissimo è odio/odiare.

I bambini, quando fanno queste cose le fanno per bene, non odiano mai. Si arrabbiano. O al massimo si sbraccianooooo.

Ci siamo. È un attimo che adesso parto con la tesina in scienze di sticazzi: il superamento del nichilismo nietzsciano, un’analisi sottointegrata di Scimmie d’amore, e sì, d’accordo, come dice “mio figlio”, in questo disco gli Amari si incazzano tantissimo con qualsiasi cosa. Con le gite fuori porta, con le femmine, con le femmine raffreddate, con le femmine gnagne, con le femmine stupide, con le femmine che reclamano sguardi. Poi vogliono giocare a nascondino come non hanno mai fatto (da bambini), cristo, capite. Questa è una palese nonché inevitabile ammissione del tempo che gli si è solcato addosso, cazzo. Altrochè spade laser. Barbe bianche finte, la prossima volta.

E diamogli tutti del lei, cazzo.

 

Mio figlio 30 anni che non ci vediamo è l’unica che non la canta. Secondo me non la vuole imparare apposta, perché non vorrà mai arrivare a doverla cantare. Ma ha solo sette anni. Ne scorre di acqua, sotto alla braga. Lui si sbraccia, e si annoia, e quando si annoia, me lo dice.

Ma non è mai amaro. E non odia niente. Io, invece, odio tantissime cose.

È fico. Essere bambino, dico.

Bambino. Non bimbo. Ho promesso a inkiostro di non scrivere la parola bimbo.

Già.

 

Get Black - Mamma non dire merda #5 + Amari – Campo minato (MP3)

Amari – Le gite fuori porta – video (link > MySpaceTv)

Amari – Mariottide @ Le gite fuori porta – footage (link > YouTube)

 

martedì, 13 11 2007

Stile da vendere

In qualche misura Josè Gonzalez e Greg Dulli sono figure artistiche simili. Pur con le ovvie, enormi, differenze di stile, presenza ed esperienza, il cantautore svedese e il rocker americano sono tra i rari musicisti ad aver avuto la capacità di sviluppare uno stile proprio che gode della reiterazione dei suoi fondamenti e non ha alcun bisogno di evoluzione o miglioramenti nel corso degli anni. Uno stile talmente distintivo che, per entrambi, si nutre costantemente dela musica degli altri, trasformandola ogni volta in un nuovo pezzo del proprio repertorio, qualcosa di fedele all’originale eppure inesorabilmente diverso, che trova contiguità con cose che tutto gli sarebbero tranne che vicine, e così facendo rivela cose decisive sia del suo autore che del suo nuovo interprete. Forse è proprio per questo che recentemente Dulli (con i suoi Twilight SIngers) ha interpretato la recente, ottima, Down the line di Josè Gonzalez e che entrambi, nelle loro carriere si sono cimentate con  dei pezzi dei Massive Attack; che sono equidistanti da entrambi. Ma che hanno anche loro stile da vendere.

 

The Twilight Singers - Down the line (Josè Gonzalez cover – live) (MP3)

 

Bonus:

The Twilight Singers - Live with me (Massive Attack cover) (MP3)