faccio cose vedo gente

lunedì, 30 01 2012

I 100 dischi italiani più belli di sempre

"Cento giurati d'eccezione", tra cui ho l'onore di esserci anch'io, sono stati chiamati a votare i 100 dischi italiani più belli di sempre per Rolling Stone Italia. La classifica sarà pubblicata sul numero di Febbraio, in edicola domani.

Dei miei ne sono finiti in classifica ben sei, di cui due nella top ten (ma manca completamente il mio numero uno). Chissè se li indovinate.

 

(copio la lista da Il Post)

 

1.ROSSI, Vasco: Bollicine
2.BATTIATO, Franco: La voce del padrone
3.BATTISTI, Lucio: Una donna per amico
4.DE ANDRE’, Fabrizio: Crêuza de mä
5.JOVANOTTI: Lorenzo 1994
6.CAPOSSELA, Vinicio: Ovunque proteggi
7.DIAFRAMMA: Siberia
8.CSI – CONSORZIO SUONATORI INDIPENDENTI: Linea gotica
9.AREA: Arbeit Macht Frei
10. CELENTANO, Adriano: Adriano Celentano con Giulio Libano e la sua orchestra
11.LIGABUE, Luciano: Buon compleanno Elvis
12.CCCP FEDELI ALLA LINEA: 1964-1985 Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi del conseguimento della maggiore età
13.BENNATO, Edoardo: I buoni e i cattivi
14.GAETANO, Rino: Mio fratello è figlio unico
15.ELIO E LE STORIE TESE: Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu
16.SUBSONICA: Microchip emozionale
17.DANIELE, Pino: Nero a metà
18.MASSIMO VOLUME: Stanze
19.VERDENA: WoW
20.DE GREGORI, Francesco: Rimmel
21.BAUSTELLE: La malavita
22.TENCO, Luigi: Luigi Tenco
23.OFFLAGA DISCO PAX: Socialismo tascabile
24.BERTE’, Loredana: Traslocando
25. SANGUE MISTO: SxM
26.ZUCCHERO: Oro, incenso e birra
27.FINARDI, Eugenio: Sugo
28.CAPAREZZA: Verità supposte
29.GUCCINI, Francesco: Via Paolo Fabbri 43
30.TEATRO DEGLI ORRORI: A sangue freddo
31.BLACK BOX: Dreamland
32.CONSOLI, Carmen: Confusa e felice
33.3 ALLEGRI RAGAZZI MORTI: La testa indipendente
34.CASINO ROYALE: Sempre più vicini
35.ZERO, Renato: Zerofobia
36.ALMAMEGRETTA: Sanacore
37.CAPUTO, Sergio: Un sabato italiano
38.NEGRAMARO: Mentre tutto scorre
39.FRANKIE Hi-NRG: La morte dei miracoli
40.DALLA, Lucio: Lucio Dalla
41.AFTERHOURS: Non è per sempre
42.GAZNEVADA: Sick Soundtrack
43.LINEA 77: Horror vacui
44.PFM: Storia di un minuto
45. FAUST’O: Suicidio
46.LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA: Canzoni da spiaggia deturpata
47.FABRI FIBRA: Controcultura
48.GABER, Giorgio: Far finta di essere sani
49.99 POSSE: Curre curre guaglió
50.FOSSATI, Ivano: Panama e dintorni
51.LE ORME: Uomo di pezza
52.SORRENTI, Alan: Aria
53.883: Hanno ucciso l’Uomo Ragno
54.RUGGERI, Enrico: Vai Rrouge!
55.GARBO: A Berlino… va bene
56.AUTORI VARI: Rock ’80 / Rockerilla: Gathered
57.CALIFANO, Franco: Tutto il resto è noia
58.POOH: Parsifal
59.GOBLIN: Profondo rosso
60.FERRO, Tiziano: Nessuno è solo
61.GRAZIANI, Ivan: Pigro
62.CAMERINI, Alberto: Rockmantico
63.VANADIUM: A Race with the Devil
64.BALLETTO DI BRONZO: Sirio 2222
65.KRISMA: Chinese Restaurant
66.SKIANTOS: Kinotto
67.LOLLI, Claudio: Ho visto anche degli zingari felici
68.MARLENE KUNTZ: Il vile
69.NEGAZIONE: Lo spirito continua
70.CONTE, Paolo: Concerti
71.NANNINI, Gianna: Latin Lover
72.MATIA BAZAR: Tango
73.PRAVO, Patty: Patty Pravo
74.ELISA: Pipes & Flowers
75.MORANDI, Gianni: Gianni Morandi
76.ORNELLA VANONI: La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria
77.NEGRITA: Reset
78. CREMONINI, Cesare: Maggese
79.FORTIS, Alberto: Alberto Fortis
80.PAOLI, Gino: Gino Paoli allo Studio A
81.MINA: Live ’78 Bussoladomani
82.GIARDINI DI MIRO’: Punk… Not Diet!
83.NUOVA COMPAGNIA CANTO POPOLARE: La gatta Cenerentola
84.GIURATO, Flavio: Il tuffatore
85.BIGLIETTO PER L’INFERNO: Biglietto per l’inferno
86.LITFIBA: 17 re
87.SQUALLOR: Pompa
88.PERTURBAZIONE: In circolo
89.GANG, THE: Le radici e le ali
90.CIAMPI, Piero: Io e te abbiamo perso la bussola
91.TOZZI, Umberto: Gloria
92.BANCO DEL MUTUO SOCCORSO: Darwin!
93.BLUVERTIGO: Metallo non metallo
94.CARBONI, Luca: Carboni
95.ZEN CIRCUS: Andate tutti affanculo
96.AFRICA UNITE: Un sole che brucia
97.JANNACCI, Enzo: Quelli che…
98.PROZAC+: Acidoacida
99.BIANCHI, Maurizio: Mectpyo Bakterium
100.VENDITTI, Antonello: Sotto il segno dei pesci

giovedì, 29 12 2011

Psicopatologia spicciola del dj pretenzioso. Cap. 6. A new year’s eve carol

di

Marley era morto. Tanto per cominciare. Su questo non c'è alcun dubbio. L'usura del cd di The Legends, il fatto che  fosse assolutamente impossibile ascoltare Could You Be Loved senza che saltasse la traccia e s'interrompesse a metà, stava lì a testimoniarlo. Era l'impietoso atto d'accusa, la prova finale dell'insuccesso. Altro che DIY, altro che indie, altro che chiacchiere. Bob Marley, ecco cosa si era ridotto a suonare alle feste ormai. Fino a consumarne il cd. Sennò non l'avrebbero chiamato.

 

Il vecchio dj (ex) pretenzioso se ne stava il pomeriggio del 31 dicembre mogio mogio a etichettare nuove inutili compilation degli ultimi gruppi di chill wave californiana che non avrebbe mai suonato, a lucidare il cassone che conteneva la consolle ferma a casa da mesi, a rimuginare dolente sull'ingiustizia della società che lo aveva emarginato da anni, maledicendo sottovoce i giovani che si ostinavano a ballare La Bamba e YMCA nonostante fossero canzoni vecchie di decine di anni, amareggiandosi sulla mancanza di meritocrazia di questo sconcio paese che si degnava di muovere il culo solo sulle note di Gloria di Umberto Tozzi.

 

Sulla via di casa, all'avvicinarsi della vigilia di capodanno, la sua desolazione peggiorava ancora se possibile: stavano tutti lì a chiedersi "E tu cosa fai a capodanno?" "Ma lo sai che alla festa X c'è il dj Y?" "No, io vado alla festa Z dove suona il dj K". Ovviamente nessuno lo aveva contattato per mettere i dischi in nessuna delle tante e grandi feste organizzate in città. Quando Ornello, titolare dell'omonima tabaccheria Ornello, gli chiese di selezionare musica per il veglione che si sarebbe tenuto a casa sua, l'ex dj pretenzioso grugnì che aveva ben più nobili impegni, ben altre feste fuori dal paesello, ben più colte platee a cui rivolgersi, ben più prestigiosi locali dove portare la sua meravigliosa musica. 

 

D'un tratto gli apparve sulla vetrina dell'unico negozio di dischi della città, ormai chiuso da anni, il riflesso di Marley, con un gigantesco cannone in mano. La visione lo turbò alquanto. Rincasò e iniziò a sentire strani rumori, cigolìi sinistri che salivano dalla cantina, il nuovo pezzo di Lana Del Rey dal pc spento, radio a transistor che inziavano a frusciare, scratch campionati che sembravano provenire dal bagno. A quel punto si aprì una porta e il fantasma di Marley accompagnato dalle note di Get Up Stand Up gli apparse e lo ammonì severamente "Con la tua musica assurda stai dimenticando la vera missione del dj, soprattutto a Capodanno: far divertire e ballare la gente, fargli fare i trenini mentre urlano al cielo peppèpeppèpeppè. E invece te ne stai qui ad avvelenarti davanti a un pc, a scaricarti l'ultimo mixtape di Diplo, una porcata tale che non la ballerebbe nemmeno lui!". Infine gli preannunciò la visita dei tre spiriti del Capodanno.

 

Arrivò così il primo spirito, quello dei Capodanni Passati, con le fattezze di Dj Albertino, che lo riportò a rivivere il primo capodanno dietro a un mixer. Dapprima il giovane e futuro pretenzioso era tutto intento a scriversi a penna una scaletta, poi a mettere in ordine dei vinili, infine si recò a montare l'impianto scassatissimo con drammatico anticipo. Poi la scena si spostò nel pieno della festa dove tutti ballavano felici al ritmo degli Snap, alcune ragazze venivano a chiedere di mettere Animal Action dei Paraje e lui contentissimo esaudiva quelle ed altre ben peggiori richieste, molti vomitavano allegramente vodka alla pesca agli angoli di una squallida pizzeria dell'alto maceratese. C'era tanta gioia e si percepiva  un gran divertimento collettivo. A un certo punto però il giovane dj decise di cambiare musica, mettendo sul piatto prima Losing My Religion dei R.E.M. e poi Proibito dei Litfiba. Molti furono contenti, alcuni però protestarono e gli chiesero di suonare qualcosa di Dj Cirillo. Il giovane dj rispose sdegnato che lui quella musica non ce l'aveva, per scelta. Il pretenzioso soffriva molto a vedere sè stesso così giovane e già così spocchioso e chiese allo spirito di non tormentarlo oltre con quelle scene penose dei suoi diciott'anni.

 

L'ex pretenzioso si svegliò in lacrime e si riaddormentò agitatissimo trovandosi davanti allo spirito dei Capodanni Presenti, uno spirito dalla panza enorme, la giacchetta bianca e con la faccia poco rasata di James Murphy. Costui lo accompagnò sulle note di Daft Punk Is Playing In My House a vedere i due party  più affollati della città, dove dj Y e dj K proponevano esattamente la stessa playlist, infarcita di disco scontata, commerciale vecchiotta e grandi classici del capodanno di provincia. Nessuno sembrava lamentarsene e i trenini impazzavano. E poi lo spirito lo fece entrare a casa di Ornello, dove c'erano solo 15 persone che mangiavano le lenticchie con lo zampone rancido, brindavano con spumante scadente e sfiatato, ridevano e scherzavano, ma la musica veniva da Radio Latte e Miele solomusicaitaliana, e tutti guardavano sospirando a quella consolle vuota dove avrebbe dovuto suonare il dj pretenzioso, se solo avesse accettato la proposta del tabaccaio Ornello. Il pretenzioso restò molto colpito da questa visione, lo spirito a forma di James Murphy scomparve e il vecchio rimase avvolto dalla nebbia fino all'arrivo del terzo spirito, quello dei Capodanni Futuri.

 

Il terzo spirito si palesò avvolto da un mantello nero e con un cappuccio a coprirgli il volto, senza parlare, esprimendosi solo a gesti, chiese al pretenzioso di seguirlo. Gli indicò un capannello di gente che commentava la morte di un vecchio dj, amaramente deriso da tutti. "Eh metteva proprio della musica di merda" , "Non mi ricordo di aver ballato mezza volta quando suonava lui!" "Quando gli chiedevi di mettere un brano un po' conosciuto ti mandava a quel paese, vecchio pazzo!" un gestore di un locale aggiunse "Una volta venne a suonare musica da me: worst new year's eve EVER!". In un negozio di rigattiere il pretenzioso osservò disgustato la scena di persone che si avventavano ingorde sulle valigette dei dischi del defunto disc jockey di cui tutti parlavano. Ma quando si resero conto di che suoni inascoltabili ci fossero in quei cd dai titoli improbabili, buttarono tutto nell'indifferenziata e se ne andarono, smoccolando assai delusi.

 

Il pretenzioso voleva sapere chi era il vecchio dj morto che tutti disprezzavano, ma quando lo spirito dei Capodanni Futuri lo portò davanti al suo capezzale, egli esitò a scoprirne la salma. Si accorse intanto che la sua consolle era stata venduta, sarebbe voluto entrare a casa sua, ma lo spirito dei Capodanni Futuri lo indirizzò invece verso il cimitero. Dove gli indicò una lapide con su scritto QUI GIACE IL DJ PRETENZIOSO, MORTO SENZA AVER MAI FATTO DIVERTIRE LA GENTE ALLE FESTE, DOVE SUONAVA MUSICA CHE CONOSCEVA SOLO LUI E ALTRI QUATTRO STRONZI.

 

Il vecchio  dj pretenzioso si svegliò all'improvviso e scoprì che era solo la sera del 31 dicembre e c'era ancora tanto tempo per mettere le cose a posto! Si precipitò al supermercato dove comprò tutte le compilation dei grandi successi dance dell'anno e, rimestando nel cestone delle offerte, trovò a tre euro il cd con tutte le hit da festa che si era sempre rifiutato di mettere. Infine corse da Ornello, che lo prese dapprima per pazzo, e accettò con foga la sua proposta di suonare per sole 15 persone. E pure gratis! Lasciò a casa tutti i cd degli Smiths e suonò per ore tutti i classici del revival, dai Blues Brothers a James Brown, da One Step Beyond al Gioca jouer. Una festa veramente di merda, dove tutti ubriachissimi chiedevano a gran voce il Discosamba e le loro richieste vennero prontamente accolte. Per tre volte consecutive. E andarono poi a formare un trenino allegrissimo che uscì di casa, si riversò per le strade ebbro di gioia e venne infine travolto da un furgone guidato da dj Y, strafatto di coca, di ritorno dalla sua festa.

 

Ora il vecchio dj pretenzioso aveva davvero capito e imparato ad amare lo spirito più profondo del Capodanno.

lunedì, 05 12 2011

CMJ 2011 – un recap lacunoso

Ok, a ormai più di un mese dal suo svolgimento, ho capito che non scriverò mai un post completo ed esaustivo sulla CMJ Marathon. I 5 giorni del meta-festival newyorkese sono stati un'abbuffata musicale senza precedenti, una sequenza senza soluzione di continuità di showcase e live grandi e piccoli, con i migliori tastemaker della scena indipendente (etichette, magazine, siti web, blog, agenzie di promozione) a fare la gara a chi creava il party con la line-up più zeppa di nomi che ora sono ignoti e che domani (forse) diventeranno grandi. Il che rende difficilissimo orientarsi e scegliere il proprio percorso (e rende indubitabilmente irrealizzabile la speranza di riuscire a vedere tutti i nomi interessanti tra i più di mille presenti), ma porta a piccole grandi scoperte completamente casuali che sono il sale di eventi come questi.

Lascio a eventuali post futuri, se alcune delle promesse che ho notato saranno mantenute, racconti e trattazioni dettagliate. Per ora mi limito a poche parole e un sacco di link. 

 

Bello!

Se dovessi dare solo due nomi avrei pochi dubbi: Grimes e Still Corners. 
Adorabile, imbarazzatissima e talentuosa ragazza canadese, Grimes è circondata da un hype palpabile, ma quando sale sul palco da sola, e la vedi davanti a due synth, un Mac e un altro paio di macchine non le daresti davvero due lire. Quando comincia a suonare e cantare il suo bubblegum pop etereo e stratificato, però, sei fregato. Lei è bravissima e suona tutto, la sua musica assomiglia a un sacco di cose (da Madonna a Lykke Li a Robyn a Fever Ray) e l'alchimia di tutti gli elementi, non si sa bene perchè, è ammaliante e funziona da paura. L'anno prossimo, quando dovrebbe uscire il suo disco d'esordio, farà sfracelli. Io ve lo d'ho detto.
Completamente diverso è l'effetto che fanno live gli Still Corners, band inglese uscita su Sub Pop recensita ottimamente un po' ovunque. Il loro set cammina in punta di piedi, come è d'uopo per musica tanto cinematica e stereolabica, e grazie soprattutto alla vocalist Tessa Murray, che ha l'eleganza e la malinconia di certe ragazze d'Albione, il live cresce d'intensità e bellezza e conquista tutti. 
Ma ci sono altri set che mi hanno colpito molto, curiosamente tutti femminili. Non sapevo cosa aspettarmi da un set da solista di Deradoorian, già voce nei Dirty Projectors, ma nel suo set da sola mi sono venuti in mente tanto Bjork quanto i The Knife: elettronica fredda e intellettuale non priva di squarci di grande bellezza. E hanno mantenuto le promesse i set cupi e intensissimi della spettrale Chelsea Wolfe (di cui vi ho parlato qua) e della waver gotica Zola Jesus. Artiste molto simili (benchè la prima si muova più su sonorità folk e noise mentre la seconda è più dalle parti del dark e dell'industrial), bravissime sul palco e supportate da ottime band. A occhio, nomi che resteranno. Tra l'altro, Zola Jesus suona al Covo il 7 Dicembre (dopodomani), io non me la perderei.

 

Uhm, interessante

Un gradino sotto il quintetto al femminile che mi è piaciuto di più, ci sono stati altri live che mi hanno lasciato un ottimo sapore in bocca. Impossibile non citare il divertentissimo set messo in piedi da The Stepkids; il loro principale selling point non è il (pur ottimo) filologicissimo sound funk/soul psichedelico anni '70 ma le straordinarie proiezioni che vengono sparate sulla band, e che aggiungono tutta un'altra dimensione trippy al concerto. Guardate qui e qui per avere un'idea. Sempre in area soul si muovono i giovanissimi Ava Luna, capitanati da un ragazzino appena uscito dall'adolescenza che canta come Prince e da un trio multietnico di coriste che probabilmente frequentano ancora la high school. Veramente impressionanti. 
Venendo a suoni più indie, molto carucci sia The Beets, che si muovono tra lo-fi e garage e hanno inciso per la Captured Tracks, sia i canadesi Parlovr, che sono una specie di Wolf Parade ancora più acidi che mi hanno colpito all'istante. E impossibile non citare i Cavemen, che dal vivo sanno il fatto loro, finendo per fare abbastanza il botto al festival, e diventando in ambito indie uno dei nomi più caldi del momento.
Per finire merita una menzione Chad Valley, improbabile cicciobomba inglese che suona una chillwave sontuosa e ci spara sopra dei falsetti effettati che possono lasciarti secco. Superata l'ilarità iniziale, più convincente di tanti nomi più blasonati nel genere ipnagogico. 

 

Ma anche no

Non c'è niente come vedere decine di gruppi al giorno per farti diventare super esigente e per farti sparare pesanti giudizi tranchant dopo due pezzi (il gioco funziona così). 
Pollice verso quindi per l'imbarazzante pseudo new age dell'arpista elettronico Active Child (il cui set era molto atteso; la gente è PAZZA), per i droni sperimentali di Oneohtrix Point Never (girare due manopole non basta a fare un buon live) e per il derivativissimo dream pop dei Twin Sister (ci faceva cagare negli anni '80, e adesso questa roba è ancora più tediosa). 
L'hip hop non è il mio genere (soprattutto quello che va di questi tempi), ma in un festival così grande è stato impossibile non incappare in almeno due set (il beat-master super cool Aaraabmuzik e il duo gangsta dei poveri Main Attraktionz) che, pur diversissimi, mi hanno ovviamente fatto cagare. E' importante avere dei punti saldi.
Un po' inutile dal vivo la chill-wave dei Com Truise (che oltre ad avere un nome bellissimo su disco non mi dispiacevani, in realtà), per nulla apprezzabile la svolta elettronica degli allora math-rocker The forms, e privo di mordente e una direzione precisa il progetto Bleached (che contiene un paio di Mika Miko). 
Venendo a cose che su disco mi piacciono, è ancora povero il set solitario del nostro connazionale Porcelain Raft, il cui delicato e riverberato pop da cameretta è difficile da far rendere su un palco. E, per quanto faccia simpatia e tenerezza per la giovane età sua e del resto della band (tutti sono i 18 anni, credo), il crooner indie-pop ginger King Krule dal vivo non riesce a rendere le belle atmosfere del suo EP di esordio ed è poco sopra la sala prove, e non nel modo sghembo che talvolta ci piace.

 

Varie ed eventuali

Il CMJ, come si diceva sopra, è un festival fatto per scoprire cose nuove. Andarci per vedere e inseguire nomi grossi e già affermati è una missione non facile (non ce ne sono poi molti) oltre che piuttosto stupida. Ho fatto una sola eccezione, aiutato dalla scaletta di uno dei day parties di quello che indiscutibilmente è il re del festival (l'uber-blog Brooklyn Vegan), per J Mascis, già leader dei Dinosaur Jr e leggenda dell'indie americano, che a inizio anno ha pubblicato un disco acustico che finirà diritto nella mia top ten dell'anno. Il live set non ha riservato sorprese: diretto, spartano, semplicissimo e splendido.
Molto brava anche Eleanor Friedberger, che si è presa una pausa dai Fiery Furnaces, e la scorsa Estate ha inciso un bel disco solista di rock con pochi fronzoli, ottimamente reso al palco. Caruccio ma decisamente troppo educato il live di Emmy the Great, dove sono capitato per caso perchè ho sbagliato porta mentre cercavo di andare a vedere la star australiana Gotye (di cui ho visto solo due pezzi, di cui uno però era il piccolo capolavoro Somebody I used to know, quindi sono soddisfatto).
Poi metto qua un po' di altri nomi che mi hanno lasciato un'impressione genericamente positiva, ma non abbastanza da aver voglia di scrivere qualcosa oltre al loro nome: Young magicDOMGauntlet HairSilver SwansWidowspeak, Lord HuronWe BarbariansLocksleyPrussia. Un elenco che serve più a me che a voi, mi sa.

venerdì, 02 12 2011

Festa ufficiale per la chiusura dell’era del Caimano

Non so a chi sia venuta in mente la definizione qua sopra per descrivere la serata di domani, ma dopo la doverosa toccata di maroni di fronte a un ottimismo tanto spericolato, non posso che invitarvi a non mancare al Covo per l'imperdibile concerto della premiata ditta Enrico Brizzi e YuGuerra. Il sodalizio tra l'autore di Jack Frusciante è uscito dal gruppo e la band del rocker bolognese dura da un paio di anni e ha prodotto un paio di singoli e un intero disco (La vita quotidiana in Italia, uscito per Irma Records) che fonde roccioso rock emiliano e testi nati intorno ai due recenti libri La vita quotidiana a Bologna ai tempi di Vasco e La vita quotidiana in Italia ai tempi del Silvio (il primo dei quali è davvero molto bello).

 

Ho già visto Brizzi & YuGuerra dal vivo un anno e mezzo fa e mi sono piaciuti un sacco, e sono sicuro che domani non farà eccezione. Tra l'altro, verrà presentato l'ultimo singolo Silvio Summer, di cui verrò girato anche il video, e il me stesso fan sfegatato di 15 anni fa è già emozionato all'idea di poter comparire, anche se di sfuggita e nello sfondo, nel videoclip di uno dei suoi eroi degli anni '90.   

A completare il cortocircuito, dopo il concerto sarò anche in consolle a mettere un po' di dischi. Potrebbe scapparmi fuori una Sunnyside of the street, siete avvisati.

 

 

MP3  Enrico Brizzi & Yu Guerra – Silvio Summer

MP3  Enrico Brizzi & Yu Guerra – Rialzati Bologna

giovedì, 17 11 2011

The foxes are coming to town

 

Barbe, camicie di flanella, cappelli di lana pelosa e cori armonizzati altrettanto morbidi: non riesco a immagine un periodo migliore di Novembre per un concerto dei Fleet Foxes. La band di Seattle dopo il clamoroso esordio omonimo e la solida conferma di Helplessness Blues sta arrivando in Italia per 3 date (stasera all'Atlantico live di Roma, sabato all'Estragon di Bologna e domenica al Teatro Smeraldo di Milano) che se fossi in voi non mi perderei per nulla al mondo. Il loro repertorio è ormai zeppo di pezzi splendidi, la resa live è eccellente e quando ho avuto occasione di vederli questa Estate a Barcellona, dove suonavano sul palco grande al tramonto, sono rimasto ancora una volta molto colpito.
A Bologna è prevedibile la folla delle grandi occasioni, e dopo il concerto avrò l'onore di essere ospite in consolle da Mingo e mettere un po' di dischi. Dopo tanti coretti e melodie gentili ci starà benissimo un po' di rock'n'roll.

 

 

MP3  Fleet Foxes – Grown Ocean (Maida Vale Live Session)

MP3  Fleet Foxes – Mykonos (Maida Vale Live Session)

lunedì, 07 11 2011

Quelle due volte che ho messo i dischi a New York City

Per descrivere adeguatamente le mie due serate da DJ a New York e quello che hanno significato per me dovrei essere uno scrittore assai più bravo di quello che sono. Essere ospite di Matte alla consolle di un locale figo come Pianos è stato il proverbiale sogno che diventa realtà,e non ci sono molte altre parole che possono esprimere il grado di esaltazione che un evento simile ha generato. Cioè: ho messo i dischi a New York. As lame as it may sound, there's nothing more to add.

 

Nelle varie ore che ho avuto a disposizione ho messo un po' di tutto, dall'indiepop ai classici, dalle chitarre all'elettronica (per lo più roba europea, per marcare il territorio; anche se a un certo punto ho passato un po' di cose americane e, per rispondere idealmente a FdL che mi ha preceduto alla stessa consolle il mese prima, neanch'io ho messo alcun pezzo di Mago Panzone Murphy, anche se ho messo Do it again degli Holy Ghost in cui il nostro è il titolare della voce che dice appunto «Do it again», quindi forse non vale).

Nei due set sono riuscito a infilare anche alcuni pezzi di artisti italiani, che non hanno sfigurato e in due casi (Banjo or freakout remixato da Allez Allez, già suo socio nei Walls e Quakers & Mormons) hanno portato anche a richieste di informazioni da alcuni astanti. Importare hip hop italico (di più: bolognese) nella terra che l'hip hop l'ha inventato è stata una piccola soddisfazione. Qua sotto -se non ricordo male- tutti i pezzi di artisti italiani che ho messo: me n'ero portati diversi altri che però non hanno trovato posto nel set. La prossima volta, magari.

 

 

MP3  The Jacqueries – I try (Macy Gray cover)

MP3  Banjo or freakout – Mr. No (Allez allez remix)

MP3  Quakers & Mormons  - Speechless sentence

MP3  Heike has the giggles – Crazy in love (Beyonce cover)

MP3  Porcelain Raft – Tip of your tongue

venerdì, 28 10 2011

Manhattan Skyline

Sono molto fiero della foto con lo skyline di New York qua sopra. Sembra una cartolina disegnata, lo so. E invece è una normalissima foto scattata poco prima del tramonto, e il suo effetto stropicciato viene dal mix della pixelatura dello zoom del mio iPhone, dal filtro 1977 che gli ho applicato con Instagram, e dal vetro un po' sporco della finestra del luogo in cui l'ho scattata. Che è la lounge del settimo piano del Thompson LES Hotel di Allen Street, dove mi trovavo per assistere agli showcase di PureVolume durante la CMJ Marathon (di cui appena riesco vi racconterò). In quel momento mi ero un po' distratto perchè sul palco non c'era molto da guardare: c'era un tavolo con 4 persone sedute dietro a 4 computer portatili (Nancy Whang degli LCD Soundsystem, Amrit Singh dell'uber-blog musicale Stereogum, Ayad Al Adhamy dei Passion Pit e Naveen Selvadurai, fondatore di Foursquare) che partecipavano al contest di Turntable.fm, la piattaforma in cui chiunque può creare una chatroom online e creare una playlist condivisa (una versione più figa ed evoluta di Outloud.fm, che vi avevo già segnalato). Mentre i quattro indie-VIP si sfidavano a colpi di pezzi per lo più electro ed R'n'B (la playlist che è uscita fuori non mi è sembrata un granchè, devo dire), non ho potuto non notare la luce spettacolare nella vetrata dietro di loro, e sono riuscito a scattare la foto qua sopra.

 

Poi il sole è tramontato, e anche se lo sklyne dietro al palco era veramente mozzafiato, le foto che ho scattato dopo non sono un granchè. Il contest è finito (ha vinto Amrit: il blogger batte i musicisti), e sul palco sono salite le Dum Dum Girls che mi hanno veramente sorpreso con un eccellente set acustico, immagino simile a quello che la cantante Dee Dee porterà sui palchi italiani insieme al suo fidanzato Brandon Welchez dei Crocodiles (il 18 Novembre al Plastic di Milano, il 19 al Covo di Bologna, il 20 al Circolo degli Artisti di Roma, il 23 al B-Side di Rende (Cosenza), il 24 al Cellar Theory di Napoli, il 25 al Tabasco di Firenze,il 26 allo Spazio 211 di Torino, e il 27 al Factory di Padova).

Il set è finito, e io sono uscito per perdermi nel Lower East Side. Just an ordinary night in New York City.

 

 

Dum Dum Girls – Bang Bang, I'm a Burnout (live acoustic)

 

venerdì, 14 10 2011

La soluzione divi del rock

Solo per dirvi che il sottoscritto qua oggi torna a New York e ci rimane per un po'. Il tempo di fare un giro in città, di mettere i dischi da Pianos, di capire che aria tira tra gli indignados di #occupywallstreet e di saltare da un club all'altro in occasione dei 5 giorni della CMJ Marathon. Se qualcuno di voi è in zona faccia un fischio, qua aggiornamenti discontinui e presumbilmente quasi nulli (più facile che mi trovate su Twitter) fino al mio ritorno.

sabato, 24 09 2011

Tutto Molto Bello

di

All'interno del Supersound organizzato a Faenza, domenica 25 settembre alle ore 12 si terrà anche il primo torneo di calcetto fra etichette indipendenti italiane, Tutto Molto Bello. Per chi non volesse perdersi gli avvincenti duelli calcistici fra freschi candidati al Tenco (per l'opera prima) I Cani e Iosonouncane, capitan Polaroid che marca stretto Luca Benni della To Lose La Track, l'inevitabile sudditanza psicologica degli arbitri per i Mariposa, il tutto accompagnato da dj set e testimoniato dalle telecamere più implacabili di una moviola di Soluzioni Semplici, l'appuntamento curato dalla benemerita Trovarobato è domani.

 

Per chi arrivasse prima, presso la Galleria della Molinella alle ore 11.00 la sempre meritevolissima Trovarobato organizzerà anche una conferenza dal titolo "Blog, Web Tv On Demand, Radio, Fanzine Cartacee. Un punto sulla diffusione del messaggio cultural-musicale al di fuori dei canali tradizionali". Parteciperanno: il blog "Gli Indiepatici", il collettivo "Soluzioni Semplici" di Roma, "Youthless Fanzine" da Reggio Emilia e la webradio veronese "Fuori Aula Network" (a rappresentare questo prestigioso blog e soprattutto sè stesso non si sa in qualità di cosa ci sarò pure io, in quanto Benty). A moderare Emiliano Colasanti del blog Stereogram.

 

Per chi invece si ferma dopo il torneo di calcetto dalle 19 gli showcase di Jacqueries, Lo Stato Sociale, Fragil Vida, Fast Animal Slow Kids, Mangiacassette, Mezzala e ciliegina su una torta già di per sè golosissima alle 22.00 circa la sempre validissima Trovarobato insieme a Prodezze Fuori Area presenta gli Offlaga Disco Pax che si cimenteranno in un reading musicato "quasi completamente calcistico con musica improvvisata da Sollier a Simutenkov, e con festeggiamento per il 92° compleanno della Reggiana"

 

Questa è la pagina facebook per maggiori informazioni. Chi non viene è un burfaldino

martedì, 06 09 2011

Psicopatologia spicciola del dj pretenzioso. Cap 5. L’ipotesi della Donna del DJ

di

Del DJ come sex symbol. Della sua negazione, ovvero il dj pretenzioso. Della remota ipotesi di accoppiamento del dj pretenzioso. Estenuante discettazione sulle motivazioni che portano le fanciulle verso tale baratro. Del cosa significa vivere con un dj pretenzioso. Del prevedibile epilogo

 

Bob Sinclar è il testimonial nella pubblicità di una famosa marca di auto. Su Pete Tong, dj di BBC1, hanno girato un film nel 2004. David Guetta fa praticamente di secondo lavoro l'ospite televisivo. I celeberrimi Tiesto, Oakenfold, Van Helden, per restare fra i dj "commerciali" o dj come Fatboyslim e i 2Manydjs, per arrivare a quelli di area più "alternativa" (perdonerete l'uso del virgolettato e di questo termine nel 2011 ma non me la sentivo di usare "indipendente") riempiono stadi, spiagge, locali da migliaia di persone, girano documentari sui loro tour mondiali, compongono e selezionano musica per le colonne sonore dei film, producono album di rockband dalla fama internazionale. Questa lunga introduzione voleva solo ribadire quanto il concetto di superstar dj sia ormai da anni pacifico e per niente di nicchia. I dj sono artisti assurti a rango di stelle, nomi di primo rilievo nei principali festival musicali di tutto il mondo, personaggi riconoscibili in tv e delle cui vite private si occupano le riviste di gossip. Adorati dalle folle, ricchi da fare schifo sono conseguentemente divenuti dei sex symbol universali. La tendenza verso questo invidiabile status era in atto da parecchio, pensate a quel verso di Ahi Maria di Rino Gaetano "Da qualche tempo ho più donne del dj" e siamo ancora fra gli anni 70 e 80 in Italia.

 

Se è quindi vero che ormai il luogo comune vuole il dj corteggiato da donne bellissime e costantemente accerchiato da cubiste da sogno, se è vero che gli si riconosce ormai la stessa carica sexy delle più celebrate rockstar, se è altresì vero che un sacco di giovani decidono di fare i dj solo per essere notati dalle ragazze mentre trafficano accigliatissimi dietro un mixer, sappiamo però che esiste un lato oscuro della medaglia. Dobbiamo ora rivolgere bruscamente le telecamere verso l'angolo buio dove si muove triste e pensoso il dj pretenzioso.

 

Un uomo perlopiù solitario che passa le nottate insonni a spulciare le pagine di Altered Zones per scaricare con la bava alla bocca l'ultimo remix dei Neon Indian, dopo appena trenta secondi che l'hanno messo online. Invece che dedicarsi a del sano porno come sarebbe normale attendersi. Un uomo che ha dedicato i suoi anni migliori a cesellare le sue compilation per generi, annate, assonanze stilistiche, tormentandosi sull'ordine migliore per disporle nella valigetta e riflettendo a lungo su quali fossero i pezzi più idonei per concatenare tipi di musica apparentemente lontani. Che è esattamente il tipo di cose che lo condannano ad un isolamento perenne.

 

Oggi esamineremo dei casi ipotetici di dj pretenziosi che per brevi stagioni trovano delle compagne. Sembra inverosimile ma a volte anche l'anello più svantaggiato della catena evolutiva del dj, nonostante non sia famoso nemmeno nel bar dove mette i dischi, riesce a suscitare l'interesse (curiosità? compassione? pietà?) di alcuni problematici esemplari di sesso femminile.

 

In genere si tratta di donne distratte che equivocano la tipologia di dj: lo vedono armeggiare autorevole in consolle e cadono nel tranello. In realtà il dj pretenzioso non ha niente a che vedere con gli spensierati e fascinosi cocainomani che entusiasmano i dancefloor della riviera di Rimini e Riccione. Già solo il colorito cereo del volto e l'espressione corrucciata di chi soppesa come se ne andasse della sua stessa vita la scelta di passare dai Sonics ai White Stripes, mentre in pista non c'è nessuno, dovrebbero essere un deterrente sufficiente per tutte le ragazze circostanti, anche le più disperate. Esistono altri campanelli d'allarme che potrebbero salvare da questa trappola umana le potenziali vittime. In genere basta fare attenzione alla prima domanda che pone il dj pretenzioso. Quasi sempre per approcciare questi rari esemplari femminili il dj pretenzioso lascia cadere nella conversazione in modo finto-casuale l'inesorabile "Ma tu che musica ascolti"? Molte potrebbero pensare a una banale chiacchierata per rompere il ghiaccio, equivalente a quelle sui segni zodiacali et similia. In realtà il dj pretenzioso sta valutando seriamente se esistono chance da concedere a questa relazione in nuce, riservandosi eventualmente la possibilità di non passare nemmeno alla domanda successiva. A quel punto le candidate DdDP (Donna del Dj Pretenzioso) sono ancora in tempo per salvarsi.

 

Ora mi rivolgo a voi col cuore in mano, ragazze. Usate la testa, prendete precauzioni! Basterebbe rispondere Vasco Rossi o Laura Pausini per elevare una salvifica barriera tra voi e la relazione più sbagliata della vostra vita. Proteggetevi! È per salvaguardare la vostra dignità, per non dover mai arrivare a dire un giorno  "Scusa caro, non ti arrabbiare, davvero non potevo immaginare che punk melodico californiano e power pop avessero tanti elementi in comune!".

 

Se il dj pretenzioso si presenta come un semplice appassionato di musica, non essendo ancora stato smascherato, le cose si complicano. Occorre farlo venire allo scoperto. Nella maggior parte dei casi vi confesserà di essere un dj pretenzioso solo dopo alcuni appuntamenti, per non compromettere l'unica possibilità stagionale di un'agognata copula. Ciò è dovuto al fatto che tale rivelazione normalmente sortisce nelle donne un effetto più respingente dell'ammissione di dipendenze da stupefacenti pesanti e di pratiche quali la coprofilia. Ergo nessun dj pretenzioso si sognerebbe mai di usare questo suo "hobby" come arma di seduzione, strumento invece utilissimo per tutti gli altri tipi di dj che rimorchiano direttamente dalla consolle. Dove spesso riescono persino a consumare, fra un missaggio e l'altro.

 

A volte delle donne, spesso non del tutto consapevoli delle conseguenze a cui vanno incontro, decidono scientemente di avere relazioni con dei dj pretenziosi, proprio in quanto dj pretenziosi. D'altronde la selezione naturale passa per vie spesso per noi imperscrutabili. Anche al dj pretenzioso, per quanto sembri contronatura, viene concessa l'opportunità di accoppiarsi. Ma ci sono equivoci da chiarire, elementi da conoscere per operare una scelta del tutto consapevole.

 

Per iniziare: essere la DdDP non vi garantisce i privilegi che hanno le  donne degli altri dj. Nessuno vi offrirà bevute gratuite nel club dove lavora il vostro uomo, visto che a causa della musica selezionata da lui il locale è costantemente vuoto. Pagherete tutto e a prezzo pieno. In alcuni casi appositamente maggiorato. Si narra di alcuni dj pretenziosi particolarmente disperati che iniziano relazioni sentimentali solo per costringere le malcapitate ad assistere agli interminabili dj set e così facilmente raddoppiare le presenze nel posto dove lavorano. Inoltre nessuno vi metterà gratuitamente nelle liste di "amici" e "vip" che non pagano all'entrata. D'altronde non c'è nessuna fila da saltare, figuriamoci se i proprietari mettono un biglietto all'ingresso, non sapreste davvero cosa farvene di un privilegio del genere. C'è per voi il grosso vantaggio che praticamente nessuna donna attenterà alla stabilità della vostra coppia, perché veramente chi lo desidera un idiota che passa la vita a rimuginare se mettere un brano di Amy Winehouse sia da vero dj indie. A parte forse alcuni esemplari più aggressivi di Strappona Vulgaris. Vi attendono però lunghe serate di noia in bar infrequentabili, costrette a presenziare per amore del vostro mischiadischi del cuore. Mentre le vostre amiche si divertono sfacciatamente altrove, ballando musica latin, strusciandosi addosso a nerboruti ballerini sudamericani, ubriache di mojito e shottini, voi rimarrete da sole ad ascoltare musica che non vi piace, nonostante la vostra pretenziosa metà non se ne faccia una ragione ("Che significa non mi piacciono questi!? Ma sono i Vaccines!"). Se può consolarvi sappiate che come voi la pensa il resto della popolazione mondiale. Il tutto mentre l'indaffaratissimo consorte giramanopole non vi degna praticamente di uno sguardo e se gli rivolgete la parola sbuffa pure, perché è tutto concentrato a cercare la liason fra un pezzo dei Pere Ubu e uno dei TV On The Radio. 

 

Dopo un numero in genere abbastanza breve di sventurate notti trascorse ad appassire su uno sgabello, trangugiando costosissimi ma mai sufficienti drink, anche la più innamorata delle DdDP inzia ad inventare scuse per evitare quelle crudeli sedute di tortura. Il dj pretenzioso in genere la prende malissimo, ma finge ipocrita condiscendenza ("No cara, davvero, non importa se non vieni stassera, capisco che tu abbia voglia di passare una serata con le tue vecchie zie, ogni tanto"). Lo vedrete per le settimane seguenti con un muso lungo chilometri. Quando lei deciderà infine di tornare ad ascoltarlo mettere dischi, dopo aver subito continue pressioni, minacce e ritorsioni e si troverà di nuovo davanti al solito locale deserto, lui dapprima tenterà una tardiva captatio benevolentiae dedicandole canzoni che lei giustamente schifa ("Ma cara, questa è la nostra canzone!") e subito dopo sarà pronto a colpevolizzarla  ("Guarda, fino a dieci minuti fa era strapieno di gente che ballava sui tavoli, mi sa che sei tu che porti sfiga"). A quel punto la santa donna dovrebbe ricorrere alle cure di uno specialista in disordini della personalità.

 

Anche per quanto riguarda la vita casalinga la donna del dj pretenzioso deve rassegnarsi a lunghe solitudini e infiniti silenzi mentre lui affitta l'impianto, monta l'impianto, mette i dischi, compra i dischi, sceglie i dischi, prepara i dischi, scrive i titoli delle canzoni, scrive le recensioni, va ai concerti, di cui dopo scriverà delle recensioni, interagisce in rete con mezzo universo musicale indipendente, come se ne facesse davvero parte. Inizialmente la poverina soffrirà per questo. In realtà la DdDP arriverà presto a comprendere che quel silenzio è spesso preferibile alle conversazioni di estremo interesse sul singolo di Jamie XX o sulla scarsa forma dei Washed Out nell'ultima data italiana. In quei casi, oh sventurate ragazze, annuite sempre e non contradditelo mai. Tanto fra un po' dovrà lasciarvi per andarsene ad aggiornare il suo blog o a uno dei suoi imperdibili concerti. Altre informazioni utili:

 

  • per San Valentino, anziché cenette romantiche, rose e cioccolatini la DdDP è solita riceve vinili rarissimi di Modselektor. Va menzionato il dettaglio insignificante che lei di solito non possiede alcun giradischi. Al che sarà cura del dj pretenzioso riprendersi rapacemente quei vinili ("Evabbè se proprio non sai che farci") e sostituirli con delle banali compilation registrate su anonimi cd vergini.
  • Per quanto riguarda le ferie estive la DdDP sarà costretta a sacrificare i suoi sogni di spiagge deserte e capitali europee per andar dietro ai festival musicali dislocati nei posti più disparati d'Europa ("Ma cara, altro che Parigi, vedrai, Novi Sad è BELLISSIMA!") e assistere così alle performance di artisti che grazie al dj pretenzioso ha imparato presto a odiare con tutta sè stessa.
  • A Capodanno? Trovatevi delle valide alternative: lui mette i dischi!
  • Siate inoltre consapevoli che unendovi a tale mostro mettete a rischio anche i vostri risparmi di una vita, che verranno probabilmente bruciati in investimenti profittevolissimi quali l'ultima avveniristica consolle, vinili, tshirt di gruppi improbabili (che nel caso la band perda quotazioni proverà a rifilarvi come regalo per Natale o San Valentino).

 

Non è un caso che spesso, senza lasciare nemmeno un bigliettino di addio, da un giorno all'altro la poveretta fa le valigie in tutta fretta e scappa. In genere con altri uomini che ha conosciuto mentre il dj pretenzioso era a girare dischi o all'ennesima imperdibile serata di un'etichetta specializzata in gruppi screamo. Al nuovo compagno la ormai ex DdDP avrà chiesto prima che tipo di musica ascolta, per cautelarsi. Solo dopo che il candidato avrà risposto "I Modà e Gigi D'Alessio" e avrà dimostrato di possederne le discografie complete con copie originali degli album, la donna rinfrancata alfine gli si concederà sessualmente in modo generoso ed entusiasta.

 

(dedicato alla mia paziente DdDP)

giovedì, 04 08 2011

Il mio nuovo blog preferito

E' una di quelle cose che finchè non ti ci trovi non riesci davvero a immaginare veramente. Avete idee di quante richieste improbabili, assurde, sbagliate, bislacche o completamente fuori luogo arrivino alla persona che si trova dietro la consolle di un locale con il compito di far ballare la gente e che di solito si fregia del titolo di DJ? E avete idea di quante tecniche sottili o manifeste vengano messe in piedi dal DJ e dal locale per diminuire, controllare o annulare completamente il numero di richieste assurde, che in certi contesti sono solo una perdita di tempo (o per trovare il modo di limitarle alle sole ragazze, meglio se carine, meglio se single, meglio se disponibili, meglio se non completamente fuori di testa)?

 

No breasts no requests («Niente tette niente richieste») è un blog che raccoglie bigliettini con richieste, insulti vari e offerte pervenuti al DJ e cartelli ironici, seri o cattivissimi attaccati nei locali in prossimità della consolle. A voi faranno solo sorridere, a me e a un po' di gente che conosco farà letteralmente rotolare a terra dalle risate, ed evocherà ricordi di serate che spesso provvediamo immediatamente a dimenticare.

[via Girò su FB]

 

Una selezione:

 

 

 

 

 

 

[«Richieste accettate solo dopo un consulto orale»]

 

 

giovedì, 04 08 2011

Thermals on the rock

Un sacco di gente è già andata in vacanza, per molti non è un evento particolarmente interessante, per altri ancora il vero gruppo da vedere sono gli assai più colti Polvo, con cui divideranno il palco. Per me invece tutta l'attesa è concentrata sul set dei Thermals, che saranno di scena questa sera per una delle ultime serate del Bolognetti on the rocks. Non ho mai avuto occasione per parlarne su queste pagine (nè dello spazio estivo gestito ottimamente da Covo, Locomotiv e Osteria dell'Orsa nè della indie-rock band di Portland), ma non riesco a immaginare modo migliore per passare la mia ultima serata in città prima delle ferie. I Thermals li ho già visti anni fa a Austin e sono stati uno dei concerti più divertenti e onesti del festival: tre accordi, ottimo senso per la melodia, tiro e potenza in abbondanza ma anche cori e singalong come piovesse. Estivi e poco pretenziosi, ma anche bravissimi nel tirar fuori gran pezzi pop senza scadere troppo nel facile: perfetti per una serata estiva nella città che va svuotandosi. Il concerto è come sempre a ingresso gratuito; ci vediamo stasera, e attenzione che pare si cominci presto (aprono i Polvo).

 

 

martedì, 05 07 2011

National Feràra

L'inatteso sold-out dell'ultim'ora rovina un po' la festa per i tanti amici che purtroppo non riusciranno ad esserci, ma dà un'idea della fama raggiunta dai The National e dal piccolo evento che rappresenterà il loro concerto di questa sera a Ferrara. Io per un pelo non rimanevo fuori, e sarebbe stato un po' ironico perchè in occasione di questo concerto sono stato invitato dagli amici di Ciccsoft a dare il mio modesto contributo a una cosetta carina che i nostri, come fecero anche l'anno scorso per il live dei Pixies, hanno realizzato per l'occasione. Come la presentano loro:

 

 

Turn the light out, say goodnight,
no thinking for a little while

 

Abbiamo pensato che il concerto dei National di martedì 5 luglio, per Ferrara Sotto le Stelle, meritasse una sorpresa. Che ce la meritassimo noi, una sorpresa. Uno speciale di carta, da toccare e conservare, come siamo soliti fare da queste parti, di tanto in tanto. Ma un po’ diverso dal solito.
Quattro racconti, per quattro canzoni, scritti per Ciccsoft da Cidindon, Chiara, Inkiostro e GiorgioP/Junkiepop. Illustrati dai disegni dei ragazzi di Maciste (Federico Manzone, Damiano Fenoglio e Lorenzo Mò). Tutto infilato dentro una busta.

 

Il risultato lo potrete scoprire martedì sera, mentre sarete in coda dai cancelli oppure seduti in piazza Castello ad attendere prima Beirut, e poi The National. Saranno disponibili 500 copie: se volete che ve ne teniamo da parte una, fateci sapere. [#]

 

MP3  The National – So far around the bend

giovedì, 09 06 2011

Impronte digitali alla Festa Artusiana coi Pellegrini di Artusi

Quello che il bannerino qua sopra non mostra è che il 21 Giugno alla Festa Artusiana sul palco con i Pellegrini di Artusi ci siamo noi!

Dopo l'intervista in una puntata di Impronte digitali ad alto contenuto calorico io il mio socio radiofonico Pirex siamo stati invitati da Irene e Luigi, titolari del blog che descrive la folle missione di realizzare (e mangiare) tutte le 790 ricette del famoso La scienza in cucina e l'arte di mangiare bene di Pellegrino Artusi in 365 giorni, a fare una chiacchierata sul palco della festa che si svolge ogni anno a Forlimpopoli (FC) per celebrare l'opera del benemerito Artusi. Avremo la possibilità di chiedergli da dove è nata l'idea, di ascoltare i loro aneddoti (e ne hanno parecchi, fidatevi), di sapere cosa hanno scoperto e di avere un po' di dritte, culinarie e non. E intorno ci sarà la Festa Artusiana, con un programma ricchissimo che vi invito a non leggere se non siete nelle prossimità di un pasto.

Martedì 21, alle 21.00 alla Piazzetta Berta e Rita di Forlimpopoli (FC). Ci vediamo là?

lunedì, 30 05 2011

My own private Primavera

La cosa bella di andare ad eventi come il Primavera Sound è il fatto che, con i suoi 7 palchi e le sue più di 200 band spalmate nel corso di 3 giornate, nessuno degli astanti vede lo stesso festival. C'è chi si lancia in un tour de force per riuscire a vedere il maggior numero di band possibile, chi ignora i palchi principali per dedicarsi a coprire i progetti che non si vedono mai in Italia, chi costruisce le sue giornate intorno a un paio di gruppi e passa il resto del tempo a ciondolare, e chi fa piani complicatissimi che poi manda per aria perchè ha voglia di una birra, ha fame o non ha voglia di fare la strada tra un palco e l'altro. Ci si stupisce di quanto poco ci voglia ad abituarsi a vedere più di 12 ore di concerti al giorno, e di quanto il corpo e lo spirito, a fronte dell'età che avanza e della voglia che in teoria dovrebbe essere in calo, riescano a trovarsi subito a loro agio sotto il sole o il vento, in piedi per ore ed ore, con litri di birra nel sangue e robaccia fritta in corpo e ad avere ancora la voglia di fare tutto in fretta per arrivare in tempo per il primo live della giornata o di ballare un ultimo pezzo anche se sono le 5 di mattina. E ovviamente, tanto è bello lì per lì quanto ora è difficile tornare alla realtà.

 

Il mio Primavera personale é stato probabilmente vinto dai Pulp, la cui reunion è stato lo show magistrale e intenso che tutti volevamo. Ma anche l'algida versione bianca di PJ Harvey che canta storie di amore e morte (soprattutto di morte), Sufjan Stevens e la sua folk music cosmica (mezz'ora in meno e il concerto sarebbe stato perfetto, ma anche così chapeau), e i P.I.L. sopra ogni ragionevole e irragionevole aspettativa (chi l'avrebbe mai detto di trovare un Johnny Rotten così in forma) sono stati tra gli highlight del mio festival. Tra i nomi grossi non si possono non menzionare anche i Flaming Lips (che sono sempre sole cuore amore però al prossimo tour dovrebbero cercare di inventarsi qualcosa di nuovo), i Fleet Foxes (perfetti negli ampi spazi, e al tramonto, poi) e i Belle & Sebastian, che sono sempre piezz'e'core ma che io avrei fatto suonare su un palco più intimo.

 

Tra le cose piccole si confemano provenire da un altro pianeta James Blake, e Merril Garbus degli spettacolari tUnE-yArDs (entrambi i progetti, pur diversissimi, dal vivo lasciano davvero a bocca aperta). Sopra le aspettative gli hypatissimi Cults (ma sotto il fumo c'è dell'arrosto), i valvonauti Yuck (super '90s e molto molto divertenti), i tesissimi Soft Moon e i Ducktails (assai più indie-rock che su disco). Divertenti gli Holy Ghost. e scenograficissimo DJ Shadow (che DJizza live da dentro una palla con delle proiezioni spettacolari) Una certezza che non ha più bisogno di parole Caribou, come anche i Battles. Il resto non mi ha colpito, o non l'ho visto, o non mi è piaciuto (vedi alla voce Grinderman -l'orrore, l'orrore- ma anche Animal Collective), oppure ero in fila per ordinare una San Miguel o dei Xurros.

 

Ora ci dovrebbe essere la parte in cui ringrazio i miei eccellenti compagni di viaggio, dico che è stato bello incontrare così tanti amici al festival e mi rammarico di non aver incontrato gli altri di voi che c'erano; ma non ne ho voglia, sennò mi intristisco. Preferisco pensare che siamo ancora tutti là, e che la primavera ce la porteremo dentro per un po'.

venerdì, 08 04 2011

Sempre a Massimo Volume

Sono nel mezzo di una settimana incasinata e non ho il tempo che vorrei per scrivere del Massimo Volume Weekend che è di scena stasera e domani al Covo. Sarà che ho da poco finito di leggere la splendida biografia a loro dedicata da Andrea Pomini (consigliatissima) e che il loro ultimo disco Cattive abitudini si è piazzato sul podio dei miei dischi dell'anno del 2010, sta di fatto che avrei veramente troppo da scrivere, e se devo rischiare di farlo male è meglio non farlo per niente. Del resto  tutte le parole che servono sono già all'interno dei testi di Mimì Clementi, quindi esserci (stasera per il concerto regolare e domani per quello con la scaletta costruita dai fan) è un imperativo. Ed  essere in consolle dopo il loro concerto (in Sala Grande con Y:DK, stasera) questa volta è un onore di cui mi sento particolarmente fiero. Perché io non ho speranza. Io ho fede.

 

MP3  Massimo Volume – Morse (Bachi da pietra cover)

venerdì, 04 02 2011

Week Ends

E poi ci sono quei weekend che se avessi ancora un calendario fatto di carta li avresti cerchiati di rosso con un bel contorno di punti esclamativi, preparandoti a una tripletta di gran concerti come da queste parti non se ne vedono spesso.

 

Si parte stasera con gli Sleigh Bells al Covo, per quella che si annuncia una serata sudatissima e molto, molto rumorosa. Nonostante la proposta del duo di Brooklyn non sia in fondo niente di più di un sapiente pop ammiccante disteso su beat hip-hop molto croccanti e spettinato da chitarre iper-sature (per darvi un'idea: sono finiti sotto l'ala protettrice di M.I.A.), io ho un debole per loro fin dagli inizi (dal primissimo demo! how lame is that?) e sono molto curioso di vederli all'opera. Probabilmente sarà un trionfo o una completa disfatta, e voglio proprio vedere se i detrattori dovranno arrendersi all'evidenza o se alla fine ero io che mi sbagliavo. 
Se tastare l'hype non vi interessa, ottime anche le alternative: al Locomotiv ci sono i beneamati My awesome mixtape (con in apertura i gustosi Spaghetti Bolonnaise) mentre all'Arterìa c'è quel solito meraviglioso pazzo di IOSONOUNCANE.

 

MP3  Sleigh Bells – Rill Rill

MP3  Sleigh Bells - Infinity Guitars

 

 

Sabato sarà d'uopo veleggiare verso le terre di Romagna, dove al Bronson di Ravenna sarà di scena our beloved Laura Veirs. Dell'occhialuta folksinger del Colorado e del mio amore per lei vi ho già parlato parecchie volte, l'ultima delle quali in occasione della sua data della scorsa Estate all'Hana-bi, che come tutti sapete del Bronson è la versione estiva. Si sa che molti artisti vengono una volta in Romagna e ne rimangono conquistati tanto da diventare dei veri e propri regulars (qualcuno ci si è persino trasferito), quindi una seconda data a così breve distanza non stupisce neanche un po'. La stagione primaverile del locale ha un programma eccellente, quindi bisognerà tornare spesso da quelle parti, prima ovviamente di metterci le tende in pianta stabile all'avvicinarsi della stagione estiva.

Se non volete fare tanta strada, al Covo ci sono i Gay Beast e al Locomotiv gli Zen Circus + Der Maurer. E all'Estragon c'è Fabri Fibra. Mica cotiche.

 

MP3  Laura Veirs – Secret someones

MP3  Laura Veirs – Life is good blues

 

 

Domenica, si sa, è il giorno del Signore, e che siate o meno soliti recarvi in chiesa per celebrarne la Gloria, questa volta non avete scelta: nella Chiesa di Sant'Ambrogio a Villanova di Castenaso (alle porte di Bologna, a due passi dal casello di San Lazzaro) avrà infatti luogo un evento abbastanza eccezionale. Mark Kozelek, già indie-rock / slowcore / folk legend, leader degli indimenticati Red House Painters e dei Sun Kil Moon, nonchè interprete dalla voce inconfondibile e dall'intensità straordinaria. Vederlo in un contesto del genere sarà, come minimo, splendido. 

Giù il cappello alla crew del Covo per aver organizzato la data e soprattutto a Don Stefano Benuzzi, che di Sant'Ambrogio è il parroco e che, anche se non lo sapete, avete probabilmente incrociato un sacco di volte ai concerti delle vostre band preferite. Tutte le info qui, prenotatevi subito ché poi rimanete fuori.

 

 

MP3  Mark Kozelek – Celebrated Summer

MP3  Red House Painters – All mixed up

lunedì, 10 01 2011

Psicopatologia spicciola del dj pretenzioso. Cap 4. Il Dilemma del bravo dj

di

Dell'eterno conflitto fra il dj pretenzioso e il bravo dj, delle depressioni del dj pretenzioso disoccupato, del dj pretenzioso a una festa ben riuscita in cui però non è lui a mettere i dischi e del mistero delle onnipresenti valigette dei dischi

 

La bibbia del dj si chiama Last Night a Dj Saved My Life, un libro di Bill Brewster e Frank Broughton che racconta la meravigliosa storia della musica da ballo, la nascita e l'evoluzione della figura del dj e dei dancefloor. Una delle frasi contenute in LNADSML che ogni dj dovrebbe tatuarsi sulla pelle è

 

"il bravo dj è quello consapevole di avere davanti non un pubblico ma gente che vuole ballare e divertirsi".

 

Sembra facile, ma non per il nostro dj pretenzioso, che a sua volta crede di avere una missione. Non tanto e non solo farli ballare e divertire, quanto evangelizzare le piste da ballo con la sua musica nuova e di qualità.

 

Il dilemma del dj pretenzioso nasce proprio da tormentose riflessioni attorno a questo assunto "Quanta gente riesce a divertirsi ballando l'ultimo di Caribou? Più o meno che se mettessi la Bamba? E allora perché mi ostino a non mettere la Bamba? Sarà mica che non sono un bravo dj, visto che Caribou non lo balla nessuno?". Di solito è quello che credono i gestori dei locali, il che spiega il frenetico turn over di dj pretenziosi. Forse dipende anche dal posto in cui il dj pretenzioso si trova a mischiare i suoi spocchiosissimi dischi. In genere però la risposta rassicurante che il povero ottuso si fornisce è "Sono loro che non mi capiscono, il mondo è ingiusto, la società non è ancora pronta per questa musica" e continua a suonare oscuri live degli Spiritualized, chiedendosi perché la pista resti vuota.

 

Nel suo Mamma, Mamma, Voglio Fare Il Dj l'ineffabile Fabio De Luca invita gli aspiranti dj a suonare ovunque ce ne sia la possibilità, anche luoghi poco ortodossi: rosticcerie,  mense scolastiche, autolavaggi. Per il dj pretenzioso questa è spesso una triste necessità più che una scelta. Sono già pochi i locali ove tollerano la sua improponibile musica. Mettersi a fare troppo i difficili significherebbe  passare lunghe stagioni di inattività. E vi assicuro che c'è solo un soggetto peggiore del dj pretenzioso: il dj pretenzioso disoccupato. Lo spettacolo umano del dj pretenzioso disoccupato è straziante, il soggetto cade in una spirale di depressione condita da complessi di persecuzione e si rinchiude in un bozzolo di totale incomunicabilità, da cui esce brevemente solo per stroncare qualche disco sul suo moribondo blog. Le scene più penose si possono assistere quando il pretenzioso/disoccupato viene a tradimento condotto a una festa dove c'è un altro dj e dove tutti – manco a dirlo – ballano e si divertono. Una festa dove insomma suona un bravo dj. Il suo anticristo personale.

 

Il pretenzioso/disoccupato schiumerà ovviamente invidia, non ballerà assolutamente mai,  anche se la playlist dovesse essere di suo gradimento non lo darà affatto a vedere, non farà che lamentarsi con tutti della musica troppo commerciale, della scaletta prevedibile e disomogenea, dei passaggi realizzati male. Inoltre scaglierà maledizioni assortite al suo concorrente (?) sperando che queste lo colpiscano all'istante cosicché il bravo dj non possa continuare il suo dj set e qualcuno urli allarmatissimo la frase che il dj pretenzioso attende di ascoltare da una vita "Fate presto! C'è un altro dj in sala?"

 

Così si spiega il mistero delle preziose valigette di dischi da cui il dj pretenzioso, anche se disoccupato, non si separa mai.

venerdì, 08 10 2010

Stasera

Stasera il sottoscritto sarà in consolle al Covo (al Gate 2, dopo il concerto dei Mystery Jets); il flyer mi definisce «blog-master», ma non dategli retta. Non son mica così sfigato da star dietro a una cosa uncool come i blog, io.

 

 

 

MP3  Caribou – Leave house

martedì, 07 09 2010

Considerare David, due anni dopo

Non dirò che David Foster Wallace era un genio, non dirò che scriveva cose perfette (il contrario!), non dirò che il giorno che abbiamo saputo della sua morte eravamo tutti tristissimi e attoniti e ci venivano paragoni solo con Kurt Cobain (solo che allora avevamo 15 anni e moriva un'icona e ora ne abbiamo trenta ed è morto una specie di amico, un amico intelligentissimo e un po' incomprensibile che a volte ci stecchiva con dei lampi di verità come ormai non riesce più a fare quasi nessuno, perché siamo diventati molto presuntuosi ma non fino al punto di mentire a noi stessi), mentre in quella mattina di Settembre ci scambiavamo SMS e non ci potevamo credere, e continuavamo a dire che la stessa cosa l'avevamo provata solo quando avevamo saputo di Kurt Cobain, nel mentre pentendoci per il confronto perché non è proprio una cosa che gli rende giustizia, a uno dei migliori scrittori della sua generazione appena morto, ed anzi, se esiste una giustizia in qualche modo assoluta tra un po' di anni ci ricorderemo del contrario, e quando penseremo alla morte di Kurt faremo paragoni con quella di David, che è arrivata più tardi e ci ha colpito più forte perché solo a un certo punto della tua vita puoi capire davvero la gravità del privarsene, e quello che può portartici, e la cattiveria nel non pensare a tuo moglie che ti troverà lì appeso, agli amici, alle legioni di fan in tutto il mondo che aspettavano un nuovo libro, ai coccodrilli, e alle aragoste che ora rimarranno senza compagnia; mentre sono passati due anni e non abbiamo ancora letto tutto quelli che hai pubblicato, cosa aspettiamo? Forse non ci vogliamo pensare? Forse l'idea che rimanga una raccolta di racconti qua e una di saggi di là ci illude che ci sei ancora, là fuori? Non è che ci stiamo a pensare tutto il tempo, sia chiaro; e siamo in grado di prendere in mano un tuo libro e di consigliarlo a un amico senza necessariamente cadere in lacrime, ci mancherebbe (non siamo come te! noi siamo forti! noi ce la facciamo!); però in quei momenti lo sappiamo, vorremmo non saperlo e vivere nell'ignoranza che abbiamo sempre riservato ad altri autori e ad altri personaggi, magari bravissimi, di cui non ci frega niente, mentre tu, che pure lo sapevi benissimo, te ne sei fregato. Vorremmo essere arrabbiati, ma non ci riusciamo. Siamo solo tristi.

 

 

Anche se il secondo anniversario della morte di David Foster Wallace cade la prossima domenica, domani sera qua a Bologna un paio di amici hanno organizzato una serata per ricordarlo. Sono entrambi autori di questo blog (anche se, come tutti gli altri, non scrivono quasi mai), e insieme a Radio Città Fujiko e la Libreria.Coop Ambasciatori hanno messo in piedi una serata per parlarne; una specie di seduta di terapia collettiva postmoderna per elaborare il lutto, così me la immagino. Alle 21 di mercoledì 8 Settembre, alla Libreria Ambasciatori di Via degli Orefici 19 ci saranno Marco Cassini e Martina Testa di Minimum Fax, ci sarà la straordinaria voce di Marina Pitta a leggere come solo lei sa fare alcuni brani dai suoi libri, ci saranno Pirex e Francesca e ci saremo tutti noi. Ché poi il giorno giusto faranno anche una cosa a Roma, più in grande, perchè loro certe cose le sanno fare bene e sono tra i pochi che possono farle. Ma noi lo ricordiamo qua, tra di noi, come si fa con gli amici che

 

lunedì, 23 08 2010

Dite a Laura che l’amo (sempre)

Solo un breve e doveroso promemoria del fatto che stasera al solito Hana-bi d Marina di Ravenna sarà di scena la beneamata Laura Veirs ovvero la più brava folkster della sua generazione (e forse anche di qualcuna delle precedenti), nonchè adorabile post-fricchettona cui, in virtù del suo talento, si riescono a perdonare anche le gonne a fiori, le trecce, il nome che ha dato al figlio che appena avuto col suo produttore e batterista Tucker Martine (come diavolo verrà su un bambino chiamato «Tennessee»?) e il fatto che sul suo blog buona parte degli ultimi post sia stata scritta dai suoi genitori (i quali, incidentalmente, in questo momento sono in tour con lei. E con la band. E col bambino, che al momento ha tipo 5 mesi). Una così non puoi che amarla, ancor di più se negli ultimi tre dischi ha infilato, come niente fosse, canzoni come le tre qua sotto. Avrò anche l'onore di mettere un po' di dischi (a tema) prima del concerto. Ci vediamo là.  

 

MP3  Laura Veirs – Secret someones

MP3  Laura Veirs – Cast a hook

MP3  Laura Veirs – Life is good blues

lunedì, 23 08 2010

Modelli di vita

[gloria imperitura al Many per aver scovato questo video] 

giovedì, 12 08 2010

In tutti i luoghi in tutti i laghi

Mentre ieri pomeriggio, sdraiato sul lettino in riva al mare, leggevo Jonathan Franzen e riascoltavo The Besnard Lakes are roaring the night stavo pensando a cosa avrei potuto mettere in consolle prima e dopo il loro concerto di stasera all'Hana-bi. Parole chiave: rock psichedelico, Canada, musica da ampi spazi, boschi di conifere, cori '60s e aperture magniloquenti ma non pompose.

 

I Broken social scene più dilatati? Il Bon Iver più orchestrale? I Fleet Foxes senza barba? Qualcosa degli Arcade Fire (con cui i nostri hanno in comune la provenienza -Montreal- e il fatto di essere guidati da una coppia di marito e moglie)? Qualcosa della variopinta famiglia degli Animal Collective? Vediamo stasera. L'impegno di sintonizzarsi sulle corde del piccolo evento musicale che porterà in contatto la pineta della riviera romagnola con quelle dei boschi del Quebec è decisamente un bel modo per passare le ferie.
[a ballare ci penseremo al party indie di Ferragosto]

 

Difficilmente riesco a immaginare qualcosa di più bello del salire in consolle nel posto in cui passo queste giornate di vacanza, dal cornetto e cappuccino alla lettura del giornale, al wi-fi gratuito, alla piada a pranzo, il bagno, le chiacchiere, l'aperitivo, la frittura di pesce, i concerti, i party danzanti sotto la tettoia, le biciclettate notturne fino a casa. E che, incidentalmente, ha come al solito un programma di eventi (tutti gratuiti) che in questo periodo non ha eguali in Italia.

Se non siete partiti, se siete tornati, se siete vicini o se siete lontani, ci vediamo là. Anzi, qua.

 

 

 

MP3  The Besnard Lakes – Like The Ocean, Like The Innocent Pt. 1: The Innocent

venerdì, 16 07 2010

Dente + Hana-bi + Lost in the party + Micah P. Hinson

La temperatura in città ha ormai raggiunto vette improbabili (ieri a mezzanotte passata tornavo a casa a piedi dopo aver visto Amarcord in Piazza Maggiore, e il termometro segnava TRENTADUE gradi), e pare che fino alla prossima settimana le cose non miglioreranno neanche un po'. Quindi, come da copione, stasera si fugge a gambe levate, diretti verso quella Romagna che mai come in questo periodo mostra il suo valore aggiunto rispetto alla città.

 

 

La meta principale è come sempre l'Hana-bi di Marina di Ravenna, dove stasera sarà di scena Dente, che oltre ad essere il miglior giovane cantautore italiano è anche quello più perfetto da vedere su una spiaggia. Chissà se il nostro proverà anche una versione in solitaria di Precipitevolissimevolmente, la cover del classico beat realizzata insieme a Il Genio e ai Calibro 35 appena pubblicata come singolo da Ghost Records e Disastro Records (si scarica da iTunes). Ci starebbe proprio.

 

 

 

Il giorno successivo, dopo la canonica giornata di mare, ci sarà puntata speciale delle Indie Electro Sessions che riempono il dancefloor della Spiaggia 72 tutti i sabati sera: in consolle ci saranno il sottoscritto, il resident Arturo Compagnoni, Sirol e il padrone di casa dell'aperitivo domenicale Fabio Merighi, per una serata danzante in cui la lancetta penderà decisamente dal lato Indie dell'usuale spettro sonoro del sabato sera. Inoltre, caso più unico che raro, il grande capo Chris sarà impegnato altrove quella sera, e sapete bene cosa fanno i topi quando il gatto non c'è…

 

 

I locali sulla spiaggia di Marina di Ravenna, si sa, chiudono da sempre a mezzanotte, e se le forze ci assistono la serata potrà continuare in collina al Lost in the party, appuntamento annuale di culto che ha luogo nella fattoria di The Pulpit (in collaborazione con gli imolesi di Situazione Dinamica Produzioni e con Disappunto) del cui livello di delirio cui ho sempre sentito dire meraviglie. Alcune info sulla pagina FB dell'evento.

 

 

Tornati in Romagna e ulteriormente rosolati al sole dell'Hana-bi anche il giorno dopo, la sera invece sarà d'uopo dirigersi a Ferrara per uno dei più attesi concerti di Ferrara sotto le stelle. Dentro il cortile del Castello Estense, a ingresso gratuito, ci sarà Micah P. Hinson, i cui concerti sono sempre garanzia di grandissima qualità e cuore orribilmente spezzato in due. Sarà il modo perfetto per concludere il weekend e tornare mesti a una nuova settimana lavorativa. In attesa, come al solito, di un venerdì sempre troppo lontano.

 

venerdì, 09 07 2010

Non c’è niente che un aperitivo in spiaggia non possa sistemare

E' stato un mese un po' complicato.
Immaginatevelo: lavorare 12 ore al giorno, weekend compresi, mentre dormite in una casa nuova ancora completamente priva di libri e librerie, senza connessione ad Internet, computer, telefono, stereo, dischi, inutili suppellettili dal discutibile valore affettivo, mobili su cui appoggiare oggetti in generale, dalle chiavi di casa alle t-shirt appallottolate, e senza le montagne di oggetti accumulati in anni e anni di vita post-studentesca. Fuori ci sono 35 gradi, la macchina si rompe per l'ennesima volta e praticamente tutti i progetti che avevate fatto saltano uno dopo l'altro; e quelli che rispettate non ve li godete, perchè siete troppo occupati a preoccuparvi per tutte le altre cose che in quel momento NON state facendo. E non è che ve ne potete esattamente lamentare, perchè, si sa, i veri problemi nella vita sono altri.

 

E' stato un mese un po' complicato ma -forse- la parte peggiore è finita. Quindi si comincia a passare le serate nei parchi di Bologna, in giro per rassegne di concerti (niente male la Botanique di Estragon e Covo ai Giardini di Via Filippo Re e lo spazio del Locomotiv in Piazza Verdi) e a spostarsi tutte le volte che si può verso l'Hana-bi di Marina di Ravenna, che ha una programmazione di concerti eccellente (Badly Drawn Boy, Morning Benders, Wavves, Fucked Up, Besnard Lakes, Laura Veirs, The Pains of bein Pure at heart, Zu, Dente, ecc), le migliori serate danzanti dell'Estate e l'ospitalità full optional che solo la Romagna sa dare. Ed è proprio all'Hana-bi che il sottoscritto avrà occasione di tornare in consolle, ospite di Fabio 'Un eroe dei nostri tempi" Merighi per l'aperitivo domenicale che oltre a concludere il weekend in spiaggia a questo giro è anche il prologo della finale dei mondiali che ci vedremo cenando. Serve altro per farvi capire che ci vediamo domenica?

 

 

MP3  Kisses – Kisses