faccio cose vedo gente

lunedì, 12 05 2014

Psicopatologia spicciola del dj pretenzioso. Cap 9. L’inevitabile ritorno

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Cala il buio come ogni venerdì sera a Goddam City. Negli ultimi anni i locali si sono moltiplicati, per uno di quegli effetti inspiegabili della crisi, o forse invece spiegabilissimi. La gente in mancanza di meglio si butta sull’alcol e sulla vita notturna, non vuole pensare agli aspetti negativi e noiosi dell’esistenza. Inutile starsi a chiedere dove trovino i soldi: li trovano.

 

Intere vie costellate di vetrine aperte e illuminate, posti nuovi che spuntano a mazzi da quattro, l’aria tiepida e inebriante di maggio come adrenalina, locandine di festival e concerti affisse su tutti i muri, gente che beve dai bicchieri di plastica per strada, fuma appoggiata alle auto, feste che si accavallano, compagnie vocianti in gran tiro che transumano da una birroteca a una vineria, da un pub a un cocktail bar, da un club a un kebabbaro.

 

E musica. Musica ovunque. Musica a volume altissimo. Musica di ogni genere. Musica per quasi tutti i gusti. Un incremento inusitato di potentissimi soundsystem professionali, un proliferare mai visto prima di dj.

 

I negozi di materiale elettronico hanno visto un’impennata senza precedenti nelle vendite di attrezzatura per giramanopole: controller, microfoni, mixer, cdjs, casse amplificate, luci strobo, addirittura giradischi! Ci sono decine di nuovi dj, nomi mai sentiti prima che rimbalzano da venue a venue, da party a party, da consolle a consolle. Dj che diventano popolarissimi nel giro di un mese, dj che grazie al loro vorticoso giro di amicizie sui social network riempiono bar senza nemmeno lo sbattimento di attaccare una locandina, distribuire un flyer, fare una telefonata. Dj che escono dalle fottute pareti.

 

Se hai il dj giusto il tuo locale è pieno, la gente balla, si diverte, beve di più. Se hai il dj giusto faresti bene a tenertelo stretto, a pagarlo bene, a trattarlo coi guanti, può essere una vera benedizione per le tue casse, di questi tempi. Se hai il dj giusto sei a posto.

 

I dj migliori sono già stati opzionati tempo fa dai locali più importanti. Ormai i superstar djs di Goddam City ci mandano i loro giovani apprendisti a mischiare dischi per l’aperitivo. Loro entreranno acclamati in scena tassativamente dopo la mezzanotte, quando le platee saranno già cariche e moriranno dalla voglia di ballare le canzoni più famose. Arriveranno scortati, fra gruppi di ragazze in deliquio, accolti da salve di ultrasuoni che diverrano insopportabili appena varcheranno la soglia della postazione e indosseranno, accigliatissimi, le loro cuffie placcate in oro massiccio.

 

Fra i gruppetti di nottambuli ambulanti si aggira con passo nervoso anche una figura scura, solitaria, ricurva, si direbbe un uomo. Abbigliamento invernale, cappuccio della felpa calato a coprire il volto, mani in tasca. Schiva rapido i capannelli di ragazzi che chiacchierano fuori dai locali, ma si ferma come impietrito ogni volta che da un impianto parte un pezzo nuovo. Si blocca. Poi ha un fremito come di rabbia che trattiene a stento e gli scuote tutto il corpo. Stringe i pugni in tasca, ma questo non lo può sapere nessuno. Se qualcuno avesse l’ardire di passargli accanto lo sentirebbe ringhiare sommessamente e farfugliare sottovoce dei fonemi incomprensibili, simili a litanie antiche di qualche esotica tribù amazzonica.

 

L’uomo misterioso rallenta il passo e capta la conversazione fra due bellissime ragazze che annoiate sorseggiano mojito annacquati appena fuori da un wine-bar

 

“Certo che con tutti questi locali c’è solo l’imbarazzo della scelta eh?”
“Sì, infatti solo che la musica… forse qualcuno potrebbe osare un po’ di più. Voglio dire, tanti posti ma quasi la stessa roba ovunque, è tutto così poco originale. Sarei molto più felice e disponibile a scatenarmi davvero se ci fosse un po’ di selvaggio rock!”
“Hai ragione! Magari di quello indipendente che piace così tanto a noi giovani di oggi, sai tipo i gruppi che suonano a quel festival enorme a Barcellona o di cui scrive quella rivista americana su internet, Pitchfork!”
“Guarda, non me ne parlare, se stasera potessi ascoltare un pezzo, ma non chiedo tanto eh, che ne so, degli His Clancyness, non so cosa darei. Una volta, dicono, c’era uno qui che metteva quella musica, o una cosa del genere, così mi hanno raccontato. Pensa che bello doveva essere!”
“Sì, ne ho sentito parlare anche io una volta, ma secondo me dev’essere qualche leggenda metropolitana, tipo il coccodrillo bianco nelle fogne di New York”
“Aahaha, hai ragione, figurati se permetterebbero mai a qualcuno di mettere su un pezzo dei Cloud Nothings!”
“Ahahah, ma sei pazza? Guarda, se uno di questi dj da strapazzo mettesse una canzone del genere stasera sento che sarei anche più aperta e disponibile a incontrare qualcuno”
“Ahah, incontrare, vorrai dire limonare!”
“Ahah, che scema che sei, dai vieni qua, facciamoci un selfie e mettiamolo su Instagram, sbottona un po’ quella camicetta, su!”
“Ahahah, sìì facciamolo, sex and drugs and indie rock! Ahahah!”

 

Finito il giro dei bar il losco figuro si incammina verso casa a testa bassa. Appena entrato punta verso il frigo, lo apre, prende una birra del Lidl, si siede davanti al suo pc, si scola la lattina, apre la posta.

 

Una mail nuova nella mailbox. Magari è la sua ex moglie che chiede spiegazioni sui ritardi nel versamento degli alimenti. Magari è la solita newsletter settimanale di una delle duemila imprescindibili label svedesi specializzate in synth-pop. Magari no. La apre.

 

“Caro dj pretenzioso, siamo i gestori del beer bar SBEERRO. Scusa se ti contattiamo così in ritardo, ma siamo in stato d’emergenza: Smurg, il nostro dj resident, ha vissuto recentemente un grave e bizzarro lutto in famiglia: sua nonna è venuta a mancare (sembra abbia ingerito cibo per topi!) e del suo socio, Dj Pong, non si hanno notizie da giorni. Ci chiedevamo se potessi farci la cortesia di sostituirlo, almeno per la serata di domani, poiché con tutti i dj della città già prenotati in giro ci troviamo in grossa difficoltà e non possiamo assolutamente cancellare l’evento all’ultimo minuto. Ovviamente per il compenso potremmo al massimo offrirti qualche birra. Facci sapere”.

 

Chiude la posta elettronica, spegne il pc, si alza. Prende un’altra birra del Lidl, ma non la stappa. Va in bagno. Schiude il vetro del box doccia dove si trova seduto a terra, legato e imbavagliato, un ragazzo che si dimena e tenta di urlare, con le lacrime agli occhi.

 

“Ciao Pong, com’è andata la giornata? Ti andrebbe una birretta? Se prometti di non strillare puoi avere questa lattina bella ghiacciata. Guarda, non l’ho nemmeno aperta, non devi avere paura del veleno per topi stavolta. Lascia perdere la nonna di Smurg! Era una donna malata, l’eutanasia un tema assai dibattuto, la terza età molto sopravvalutata. Le ho fatto un favore, credimi. Allora, che ne dici, brindiamo al mio nuovo ingaggio?”

mercoledì, 15 05 2013

E’ Primavera

Eggià, è tornato quel momento dell'anno in cui la stagione si scrive con la lettera maiuscola, perchè non si riferisce a un periodo dell'anno ma al Primavera Sound, il miglior festival musicale d'Europa (gli altri ormai neanche ci provano più) che tra meno di una decina di giorni sarà di scena come al solito al Parc del Fòrum di Barcellona. L'ultima volta che ci sono stato mi ero ripromesso di non tornarci a breve (non perchè sia brutto, anzi) e di provare a esplorare anche altri festival; poi però qualche mese fa è uscita la line-up (presentata con un video spettacolare) e davanti a nomi come Blur, Nick Cave & the bad seeds, Phoenix, Postal Service, The Jesus & Mary Chain, The Knife, James Blake, My Bloody Valentine, Tame Impala, Grizzly Bear (e potrei continuare) non ho saputo resistere e mi sono assicurato un biglietto per la tre giorni catalana.

 

Quest'anno ho idea che la quantità di italiani tra il pubblico sarà ancora superiore al solito, quindi saremo in tanti ad avere l'annoso problema degli incastri nella composizione della propria time-table personale. Come sempre le pagine sul sito ufficiale non aiutano, e sono più utili questa versione aggiornata della time-table su Clashfinder (che è possibile personalizzare per creare il proprio percorso. Il mio è qui: in verde le cose imperdibili, in blu le alternative), o quelle stampabili (come questa in excel o questa in PDF) create dagli utenti del forum. E non dimenticate di studiarvi la mappa, in cui potrete scoprire che quest'anno il palco principale (l'Heineken Stage) è quello più lontano all'ingresso (quello che due anni fa si chiamava Llevant e l'anno scorso Mini) e che quindi per seguire i nomi più grossi e alternarsi tra quello e il Primavera Stage ci sarà da pedalare. Un buon modo per smaltire la birra, no?

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martedì, 26 03 2013

Psicopatologia spicciola del dj pretenzioso. Cap 8. La Parabola discendente del dj pretenzioso

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Prima o poi accade. Anche il dj pretenzioso più ottuso smette di negare la realtà. Nonostante compri mensilmente dalle 4 alle 6 riviste musicali cartacee, consulti quotidianamente una pletora di blog musicali italiani e stranieri, continui imperterrito a scaricare intere discografie che non ascolterà mai, ordini osceni vinili di importazione con settimane di anticipo rispetto all'uscita, a un certo punto il dj pretenzioso si renderà conto di essere definitivamente sorpassato.

 

Non ha più scuse. Le discoteche ci sono. Le feste si organizzano. I bar aprono e propongono eventi. Facebook è tutto un ribollire di appuntamenti musicali immancabili. Le radio crescono come funghi dentro e fuori dal web. C'è una grande richiesta di musica in giro e anche di bravi dj. Di altri dj.

 

Lui ormai è fuori dal giro.

 

Primo: l'ammissione del problema. Ci possono volere anni prima che il dj pretenzioso, che passa inutilmente la vita a tenersi musicalmente aggiornato, riesca alfine a capitolare davanti all'evidenza. Nessun locale lo chiama più e non può essere che tutti abbiano perso contemporaneamente il suo numero di cellulare, come amava raccontarsi sottovoce. La verità è che nessuno ha bisogno della sua musica, anche se si è proposto ovunque a prezzi dimezzati o azzerati o in qualche caso rimettendoci soldi di tasca sua. Ormai è finita. Le sue interminabili collezioni di "rare dj tracks" e le pile di magazine di settore, le ore passate a leggere recensioni online e le sporadiche serate di successo (?!) degli anni passati iniziano a sembrare sinistramente inutili persino a lui. Dopo un primo tentativo di suicidio penosamente farlocco (impiccarsi con il cavetto rca della consolle? Davvero?) che non muove a compassione nessuno, subentra la depressione più cupa.

 

Secondo: l'analisi del disastro e l'individuazione dei responsabili. Ritorna il complottismo facile, roba che Grillo al confronto è uno equilibrato ("Non mi capiscono, la musica che propongo è troppo avanti, c'è troppa ignoranza, manca la cultura del bello, c'è la crisi") ma non basta più. Il pretenzioso prova quindi a incolpare l'eventuale consorte ("Non mi sei mai stata di supporto, cosa ti costava venire al club una volta l'anno scorso? Cosa significa ero incinta?!"), la famiglia di origine ("Non mi avete mai chiesto di mettere musica alle vostre feste di compleanno, a pagamento intendo. E poi mi dicevi sempre che ero bravissimo, mamma") e in ultima ipotesi il suo infante primogenito ("Da quando c'è questo impiastro non posso più uscire di casa la sera, potrei portarmelo con il passeggino in consolle, non capisco perché la madre non vuole"). Ma il dj pretenzioso ha già finito la lista dei capri espiatori. Non funziona. Piuttosto che ammettere di essere ormai una figura indesiderabile e appendere finalmente le cuffie al chiodo il nostro si arrovella per notti intere. Si chiude a riccio, muto e scuro in volto, dentro soffre le pene dell'inferno.

 

Terzo: l'illuminazione. Ma certo! Come aveva fatto a non pensarci prima! Il problema non è certo l'arrogante pretesa di imporre a gestori di locali e rari avventori musica inascoltabile ("Ma con ottimi voti su Pitchkork!") ed esigere per di più di essere pagato e ringraziato anche se non balla nessuno. Il problema è sicuramente la tecnologia obsoleta! Siamo nell'epoca di Spotify, della digitalizzazione degli archivi. Ormai mixer e cdjs sono superati! Trovarsi davanti un dinosauro che maneggia quegli strani dischetti di plastica e quel preistorico ambaradan senza l'autoironia di definirsi vintage e senza nemmeno uno straccio di laptop collegato è anacronistico. E antiestetico. Ma il pretenzioso ora ci vede chiaro e ha deciso: si cambia.

 

Quarto: la soluzione. Preceduto da settimane di febbrile studio e dal confronto fra decine di schede tecniche e tutorial su youtube, arriva ineluttabile il giorno della follia. Ipotecando gran parte delle risorse economiche familiari e con esse il futuro del suddetto primogenito, il dj pretenzioso sferra il colpo di coda, la mossa a sorpresa che lo rilancerà con forza, secondo i suoi calcoli, nel panorama musicale locale e nazionale. E compra un controller digitale vergognosamente costoso.

 

Quinto: le patetiche giustificazioni dell'insano gesto. Il dj pretenzioso, con gli occhi iniettati di sangue e un po' di schiuma ai lati della bocca fornisce anche a chi non gliene chiede conto le motivazioni che lo hanno letteralmente costretto all'acquisto ("Ma davvero non capisci? Questo è un investimento! Me lo ripago in tre settimane! Così si è evoluta la scena dei club, questa è la storia dei dj di successo mondiale, tutti gradualmente trasformatisi da meri esecutori mischiadischi a geniali produttori, venerati compositori, creativi remixatori. Pensa ai 2 many djs, a Fatboy Slim a Guetta a Skrillex! Non avrebbero certo potuto farlo continuando a utilizzare solo delle infime consolle. La ricombinazione creativa dei generi, il patchwork musicale, l'interpretazione post-moderna, il brillante ripescaggio, il nuovo concetto di dance floor consapevole! Ora niente è più come primaAHAHAHAH"). A chi gli chiede dove intende utilizzare il suo nuovissimo controller, visto che da mesi non ci sono locali che gli propongono di mettere musica, fa spallucce e poi cambia discorso.

 

Sesto: i prevedibili effetti collaterali. La moglie chiede il divorzio, prende il bambino e torna dalla madre. Ma alla fine a lui non dispiace: ora ha finalmente più tempo da dedicare al suo eccitante giocattolino che gli spianerà sicuramente la strada verso il successo.

 

Settimo: l'amara consapevolezza della senescenza. Avete presente quei cinquantenni che dopo una vita sedentaria danno di matto e si comprano una Harley Davidson per sentirsi più giovani, ma poi devono allungare la dieci euro al ragazzo che gliela consegna per farsi spiegare come metterla in moto? Così si sente il dj pretenzioso che alla soglia delle 40 primavere tenta di imparare a usare un controller ravanando fra le peggiori ipotesi proposte da yahoo answer e negli infimi forum per dj digitali. Il problema è che dopo una settimana non ha ancora imparato ad usare traktor o men che meno ad accendere il preziosissimo aggeggio.

 

Gran finale: dopo una spaventosa quantità di tempo dedicata a capire come funziona il suo delicato marchingegno, il pretenzioso apprende finalmente ad usarlo in maniera soddisfacente. Ora è davvero pronto per ricominciare. Può riconquistare le consolle dove imperversava (?!) un tempo, far impazzire le piste da ballo, riempire i club. Se lo sente.

 

Ma ormai le discoteche che avevano aperto hanno chiuso. Di feste non ne fanno più. Inoltre sono clamorosamente tornati di moda i giradischi tradizionali con i vinili e al limite i mangiacassette, che sono vintagissimi. Quindi, proprio come prima, non lo chiama nessuno a mettere musica, nessuno gli offre serate, nessuno vuole tra le scatole lui, il suo tecno-gioiello del missaggio digitale e la sua musica improponibile.

 

("E questa cazzo di consolle nuova non ha nemmeno dei cavi per fare finta di impiccarsi, maledizione!")

martedì, 20 11 2012

Una volta qui era tutta campagna elettorale (cit.)

Purtroppo però questa domenica sarò in trasferta a Torino per il Festival del cinema e non riuscirò a partecipare al primo turno (perchè dò per scontato che ce ne sarà un secondo) delle Primarie del Centrosinistra.

[Sì, lo so che ci sono anche modi per votare fuori sede, ma visto che comunque non ho ancora le idee chiare lo prendo come un segno e vedo intanto cosa scegliete voialtri]

 

Per ora, mi limito a linkare il video (che probabilmente avete già visto) de Il terzo segreto di satira dedicato agli elettori tipo dei candidati alle Primarie. Perchè mi ha fatto un po' ridere.

 

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domenica, 30 09 2012

Tutto Molto Bello 2012 – contro il logorìo del calcio moderno

di

 

Sfera Cubica, Locomotiv Club & AICS Bologna

in collaborazione con Prodezze Fuori Area

presentano

 



TUTTO MOLTO BELLO

 

 
 
il primo Torneo di Calcetto per Etichette Indipendenti (e non solo!) giunto alla II edizione, in programma domenica 30 settembre 2012 presso il Locomotiv Club di Bologna.

Dopo il successo dell'edizione 2011 con 8 etichette partecipanti, banchetti, live e tanti artisti in campo, torna Tutto Molto Bello, il primo Torneo di Calcetto per Etichette Indipendenti (e non solo!) giunto alla II edizione, in programma domenica 30 settembre 2012 nell'area esterna al Locomotiv Club di Bologna in via Sebastiano Serlio 25/2.

Una seconda edizione ricca e variegata, con 16 etichette partecipanti (il doppio della prima edizione!), che si scontreranno su due campi dalle ore 15 fino a tarda sera, con intermezzi musicali, arbitri professionisti e sottofondi musicali. Accesissime partite di calcio a cinque con protagoniste agguerrite compagini formate da artisti, produttori, promoter, tecnici del suono, tour manager, operatori del settore indipendente italiano
L'evento sarà arricchito dagli showcase dei musicisti delle etichette in campo, open stage, food & drink, area expo con i banchetti delle label, finalissima in notturna, diretta radiofonica e ovviamente… prodezze fuori area!    

 
 
 
 
LIVE
 
 
Peppe Voltarelli
L'orso
Honeybird & The Birdies
Kafka on the shore
Med In Itali
Boxerin Club
 

Jennifer Gentle

giovedì, 05 07 2012

Gli anni ’90 non sono mai finiti

Probabilmente questo post è inutile, perchè sapete già tutto di quello che mi accingo a rilanciare. Da un po' di anni da queste parti, infatti, la Maratona Anni '90 della Notte Rosa all'Hana-bi di Marina di Ravenna è uno degli eventi più divertenti ed esilaranti dell'Estate, e ho l'impressione che quest'anno non farà eccezione.
 

Domani sera, Venerdì 6 Luglio, Dalle 20 fino alle 3 di mattina, una buona decina di DJ (forse anche qualcuno in più) si alterneranno alla consolle della beneamata Spiaggia 72 di Marina di Ravenna per riproporre il meglio e il peggio del decennio delle camicie di flanella, della guerra nel golfo e dei Ragazzi del Muretto. Da qualche parte a metà serata salirò in consolle anch'io, in coppia con il sodale Osso di ritorno da Sidney, per quello che è già un revival dei party a cui abbiamo partecipato l'anno scorso con il nome di InkiOsso. Non sappiamo ancora da che parte andremo questa volta: Brit-pop? Chemical beat? Classici dell'Alternative? O magari è la volta che tiriamo fuori un po' di improponibile house commerciale? Avrò il coraggio di mettere Scatman? E i Soerba? I Liquido? Ho un po' paura, e dovresti averne anche voi. 

 

Se potete andare ad una sola festa in spiaggia durante l'Estate, questa è la serata in cui esserci.

 

[e nella improbabilissima eventualità in cui non conosciate l'Hana-bi, leggete l'articolo di Arturo su Rumore di questo mese, e vi verrà istantaneamente voglia di venirci il prima possibile]

martedì, 26 06 2012

Offlaga Disco Max rocks!

Qua in città fa talmente tanto caldo che, se non si riesce a scappare al mare per il weekend, l'unico modo di superare vivi la giornata è di aspettare sera e dirigersi nell'ospitale quadriportico del Bolognetti Rocks a prendersi un aperitivo ghiacciato. Se ci capitate stasera, martedì 26 giugno, tra le 19.30 e le 21.30 (magari perchè attirati dal seguente concerto degli Zen Circus a ingresso gratuito, sul palco intorno alle 22), troverete in consolle come al solito me, accompagnato però da un ospite d'eccezione, ovvero Max 'Offlaga Disco Max' Collini, già voce e ideologia a bassa intensità del trio reggiano che tutti amiamo. Max ha accettato la mia offerta e per una sera abbandonerà il microfono per prendere posto dietro il mixer e mettere un po' di musica con me per l'aperitivo. Non ho la più pallida idea di cosa metterà, ma ho il sospetto che ci divertiremo. E' un'occasione unica: un vero fan degli Offlaga non può mancare. 

martedì, 12 06 2012

Inkiostro aperirocks

Interrompo velocemente il lento ritmo di posting a cui il delirio lavorativo da cui sono sommerso mi costringe ultimamente, per invitarvi a bere una birra stasera al Bolognetti Rocks, il pregevole spazio estivo all'interno del quadriportico di Vicolo Bolognetti gestito da Covo e Osteria dell'Orsa che sarà il porto sicuro di questo inizio d'Estate. Uno spazio accogliente, birrette fresche, cibarie fornite dall'osteria di culto di Via Mentana, e un eccellente programma di concerti, eventi, partite e DJ set quasi tutti gratuiti. Stasera saranno sul palco quegli adorabili folkettoni francesi degli Herman Dune, ma prima del concerto e della successiva serata danzante ci sarà il sottoscritto a sonorizzare un placido aperitivo e la prima parte della serata. Visto che mi capita molto più spesso di avere a che fare con una pista da far ballare che con gente che chiacchiera e si rilassa bevendo mojito, ho un sacco di pezzi più belli del solito da mettere. Oltre a stasera sarò di stanza per l'aperitivo (quasi) tutti i prossimi martedì: tra una settimana (il 19) dividerò la consolle con la crew del sempre eccellente Sentire Ascoltare, mentre il martedì successivo (il 26) se tutto va bene avrò un super special guest che vi annuncerò a tempo debito. Ci vediamo là.

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venerdì, 27 04 2012

Big Blog Theory CONTEST: vinci un ingresso omaggio al Covo

La cosa bella delle serate di Big Blog Theory è che non sono divertenti solo per voi, che potete ritrovarvi nella pista del Covo con lo spirito degli anni in cui la parola hipster era tendenzialmente priva di significato, ma anche per me, che posso finalmente condividere la consolle con alcuni amici e piccoli eroi con cui voglio mettere i dischi da anni. Prendete Benty: oltre all'esperienza pluriennale come DJ in una sterminata varietà di posti veri (mica solo i club indie-snob a cui siamo abituati noialtri), è anche l'autore di una delle cose più geniali che venga pubblicata su queste pagine (La psicopatologia spicciola del DJ pretenzioso) che gli vale e gli varrà grande stima e fama imperitura. Sono già emozionato adesso.

 

Vengo quindi subito al sodo, e vado a farvi la domanda che consentirà a due di voi di vincere un ingresso omaggio al Covo per la serata di stasera, che sarà aperta dallo scatenato live de Il Pan del Diavolo e poi continuerà al caro vecchio Gate 1 per un party che ricorderemo.

 

I dischi del Pan del Diavolo sono pubblicati da un'ottima etichetta italiana, per cui nel 2010 è uscito anche un disco che è finito sul podio dei miei dischi dell'anno. Come si chiama l'etichetta e come si chiama il disco? 

 

Inviate la risposta via e-mail all'indirizzo inkiostro AT inkiostro.com scrivendo anche il vostro nome e cognome. Poi contatterò io i due vincitori. Le risposte date nei commenti non valgono.

A stasera!

 

Update: Il contest è chiuso.

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giovedì, 26 04 2012

Psicopatologia spicciola del dj pretenzioso. Cap. 7. La classe pretenziosa va in Paradiso

di

Delle avversità professionali e umane che incontra il dj pretenzioso. Delle relazioni consolatorie nelle comunità virtuali di dj pretenziosi. Della Grande Occasione. Del Paradiso del dj pretenzioso

 

Più volte abbiamo parlato delle fenomenali ascese internazionali di disc jockey  che fanno fortuna come le rockstar.

 

La carriera del dj pretenzioso, non lo sottolineeremo mai abbastanza, è invece costellata da insuccessi e delusioni di ogni sorta.

La natura stessa dell'individuo è contraddistinta dal gap incolmabile fra volere e potere, traguardi ambiziosamente fissati e tragicamente non raggiunti. D'altronde metter musica nel bar del paesino della provincia più remota convinti che in pista ci siano cittadini di Soho o Williamsburg non denota eccelse capacità interpretative della realtà circostante.

Quali sono le più comuni avversità che si abbattono sul dj pretenzioso?

Ingaggi che non si trovano o saltano, compensi che senza preavviso si riducono o scompaiono, colleghi che ti sostituiscono, bar che chiudono, feste che per motivi di ogni genere non si tengono più, impianti che si rompono, promoter che non ti considerano, cd che si bloccano, avventori che non arrivano, o non ballano e/o ti contestano, offerte di residence che non quagliano, promesse di djset che non vengono mantenute, gestori che ti cacciano, piste desolate che non si riempiono, pr che ti snobbano, strappone che non strappano. Questa è la dura vita del dj pretenzioso il 90% delle volte.

Imparare a gestire un fallimento per un dj pretenzioso è una necessità biologica legata strettamente alla sopravvivenza, come respirare, mangiare, fare polemica su Maria Antonietta sul forum di rockit e leggere Stereogum.

Ci piacerebbe molto scrivere che tutto ciò è altamente formativo e consente al dj pretenzioso di sviluppare capacità straordinarie di autocritica, o la leggerezza per affrontare ogni difficoltà col sorriso, o la forza di ricominciare ogni volta senza lasciarsi scoraggiare, consapevoli che domani è un altro giorno, ma nessuno ballerà comunque su una canzone dei Boards Of Canada a capodanno.

Invece no.

Anni passati a inghiottire bocconi amari hanno reso il dj pretenzioso un essere depresso, rancoroso, sospettoso, vittimista, fatalista, pessimista, complessato, ferocemente dietrologo e gran teorico del complottismo.

Eccovi un campionario delle più ricorrenti frasi che il pretenzioso predilige, parlando in genere da solo.

Non ho una serata da resident perché metto musica scomoda. Perché sono troppo avanti. Perché gli altri sono troppo indietro. Perché è un circolo chiuso quello dei locali. Perché la gente è stupida e non capisce niente in Italia. Perché si balla solo quello che passa la radio/la tv. Perché gli altri dj sono degli smidolladi sputtanati commercialotti scontati. Perché è tutta una mafia. Perché non hanno ancora i mezzi per capirmi. Non mi fanno suonare perché son invidiosi della mia immane cultura musicale. Perché la mia musica fa paura. Perché le mie serate fanno pensare. Perché mi odiano e vogliono uccidermi.

 

Il dj pretenzioso non è mai sfiorato dal dubbio che non lo chiamino perché la sua musica non la ballerebbe nessuno.

A questo punto esistono due possibilità. La prima è impazzire e diventare dei serial killer o degli stragisti. La seconda è trovare qualcuno che ti capisca, qualcuno con cui sfogarsi. Il pretenzioso non è del tutto solo nell'universo. Ci sono altri suoi simili dispersi negli angoli più bui dell'impero, i soli che ne comprendano e condividano il dramma, altri pretenziosi che si immedesimano nelle alterne vicende djistiche e con cui farsi reciprocamente forza. Più spesso di quanto sia necessario i pretenziosi scrivono sui blog dove mettono in pubblico le proprie frustrazioni da dj indie e le rare soddisfazioni che ne derivano, dove si commentano compulsivamente fra di loro dandosi di gomito. Più di recente si ritrovano nei social network, su pretenziosi profili facebook dove è tutto un dirsi "mi piace" e darsi gran pacche sulle spalle per aver pubblicato il video di una misteriosa band neo zelandese degli anni 70. E attorno si fanno il social-deserto. A volte i pretenziosi si incontrano a un concerto, sotto palchi di band improbabili e si piangono sulle loro spalle pretenziose. In alcuni casi si accoppiano perfino.

Una volta su un milione il lamento straziante del pretenzioso raggiunge le orecchie giuste, grazie ai legami stabiliti con gli altri pretenziosi di cui parlavamo poco sopra. Non chiedeteci come e perché, la bottiglia col messaggio persa nell'oceano viene raccolta dalle mani che il pretenzioso nemmeno sperava di raggiungere. Solo allora può avvenire il miracolo. Il miraggio di una vita, il sogno inconfessabile che si traduce in realtà. E all'improvviso arriva

l'ingaggio prestigioso nel club importante dove si suona musica indipendente.

Dopo una vita sprecata dietro le più squallide consolle a sentirsi intimare di cambiare genere, di mettere qualcosa di "ballabile" per un pubblico che disprezzava profondamente, a ricevere richieste umilianti che era costretto ad accettare morendo dentro, a essere fischiato o minacciato fisicamente per le sue improbabili proposte musicali, a esibirsi in balere agghiaccianti, per il nostro è finalmente giunta la Grande Occasione. Si appresta a raggiungere il Paradiso dei dj pretenziosi. Una cosa da raccontare ai nipoti, se solo potesse averne.

Nella testa del dj pretenzioso questo luogo magico equivale ai più trendy club nuiorchesi, anche se si trova a Nonantola o nella periferia di Foligno. Il pretenzioso si è sognato per anni anche solo di metterci piede per vederci un concerto. Così il Paradiso del pretenzioso ha assunto nel tempo le dimensioni mitologiche di un tempio incantato, culla della buona musica, ovvero quella che il pretenzioso ritiene tale. Per una notte – si ripete ossessivamente in testa – lui sarà il sacerdote del tempio. La dissertazione sul senso del ridicolo del pretenzioso la rimandiamo a un'altra volta.

Come se lo immagina il prestigioso indie club il nostro pretenzioso?

Meraviglioso, frequentato da famosi rocker, dj affermati, blogger influenti e con il gotha del giornalismo musicale nazionale a bancone che ascolta attentamente la selezione di brani,  tutti sorseggiando dell'ottimo scotch e annuendo compiaciuti alle scelte del dj.

Il Walhalla del pretenzioso è pieno di giovani fichissimi indie kids, tutti aggiornatissimi sulle ultime uscite discografiche di Azaelia Banks ma anche ferratissimi sui Fugazi, tutti che suonano in uno o più gruppi, ma sono sempre pronti a farsi guidare sul dancefloor dalla mano esperta del dj che ne ha viste e ascoltate tante e ancora tanto ha da insegnare.

Nella Janna dell'hipster non ci sono le 40 vergini promesse agli islamici, ma si incontrano ragazze affascinanti, procaci e discinte, sorridenti e incredibilmente propense a ballare musica che abbia ottenuto almeno 6.4 su Pitchfork.  Inoltre sono tutte fatalmente attratte o innamorate del mischiadischi e pronte a concedersi sessualmente a costui per un mix azzeccato o un brano che morivano dalla voglia di sentire da anni, ma non avevano mai avuto il coraggio di chiedere. Manco l'avesse scritto lui.

In questo giardino dell'Eden indie i barman sono tutti rapidi, gentili e generosi, si ricordano i tuoi cocktail preferiti e ne offrono di squisiti appena creati da loro ogni notte, a te e ai tuoi amici.

I buttafuori sono colti, simpatici e paciosi, sfoggiano vistosi tatuaggi di Gandhi e Martin Luther King credono nel dialogo e nel confronto non violento, sono pronti a chiudere un occhio se qualche ragazza vuole entrare a tutti i costi per ballare, anche senza biglietto. D'altronde c'è da capirla, gira i dischi il dj pretenzioso stasera, come resistere, chi si perderebbe questa occasione irripetibile?

In questo Nirvana dell'alternative i padroni del locale sono praticamente dei secondi padri, sopraffini intenditori musicali, navigati a ogni esperienza nel mondo dell'indie rock, felici di ospitare il pretenzioso, raccontargli aneddoti su questo o quel gruppo canadese che ha suonato fra quelle quattro gloriose mura e mai e poi mai oserebbero interferire con le sue sacre setlist. E soprattutto sono fortemente intenzionati a riempire il pretenzioso di denaro e complimenti, proporgli serate a cadenza settimanale, procacciargli droga anche se non richiesta, solo per il gusto di condividerla con lui, e poterlo così ringraziare di quella musica che davvero mancava.  

Nessuno farà richieste nel Paradiso del dj pretenzioso, tutti saranno felici delle selezioni suonate dal dj, e quei pochi che oseranno chiedere lo faranno in maniera simpatica, competente, non insistente e chiederanno solo brani coerenti con la scaletta e magicamente sempre presenti nelle valigette del dj. E quando lui li accontenterà lo ringrazieranno mentre ballano scatenati e gli invieranno drink da bere alla loro salute.

Soprattutto tutti tutti tutti saranno pronti  a scendere in pista e a esaltarsi ballando fino al mattino appena il pretenzioso salirà in consolle e dalle casse partirà la prima nota di un oscuro remix di Squarepusher, uscito la sera prima su un tumblr giapponese che – ovviamente – tutti avranno scaricato e imparato ad amare nottetempo. E quando alle 5 arriverà la polizia a staccare le casse ci sarà una rivolta del dancefloor, e alla fine anche i poliziotti e i vicini lamentosi che li hanno chiamati si arrenderanno alla bellezza della musica scelta dal pretenzioso e inzieranno a ballare felici un pezzaccio classico dei Chemical Brothers, che a quell'ora si può andare anche un po' sul revival. Dove il revival – lo sottolineo – sono i Chemical Brothers e non Raffaella Carrà.

Solo pensare a tutto questo può portare il dj pretenzioso a una crisi di pianto per la gioia. Ora egli ha le chiavi per accedere alla Felicità. La Grande Occasione, quella da ricordare. Il treno che passa una volta sola nella vita. L'apice della fin lì sfortunata carriera. La serata che può determinare la svolta. Quella da non fallire. Il pretenzioso comincia ad avvertire infatti un filino di panico.

Come si prepara il dj pretenzioso a questo appuntamento cruciale? Come andrà davvero quella serata? Il Paradiso dei pretenziosi è davvero come se lo era sempre immaginato?

Queste ed altre risposte nel prossimo capitolo della Psicopatologia spicciola del dj pretenzioso.  Oppure ve lo dico se venite al Covo venerdì sera.

lunedì, 23 04 2012

Big Blog Theory CONTEST: vinci un ingresso omaggio al Covo

di

Ve l'avevamo detto che venerdì 27 aprile al Covo torna Big Blog Theory? Certo che ve l'avevamo detto. E comunque – fino alla data in questione – ve lo ripeteremo fino alla nausea. E uso la prima persona plurale per darmi un tono, non perché scrivo da un blog collettivo.

 

Dicevamo: sua maestà Inkiostro, re di tutti i dj pretenziosi, mi ha invitato a mischiare dischi assieme a lui nella serata che rinverdisce i fasti musicali dei blog di inizio millennio (per i più giovani: i blog erano delle cose su internet su cui si scriveva, ma per più di 140 caratteri e senza tastino "mi piace" o "condividi", tipo questo che state leggendo). 

 

Mettiamo in palio due ingressi omaggio al Covo per il concerto dei Pan Del Diavolo (e per il resto della serata musicato da noialtri ovviamente). Se li aggiudicheranno i primi due che risponderanno correttamente al quiz sottostante inviando una email a inkiostro at inkiostro.com (non rispondete nei commenti, non vale). Non vi dimenticate di scrivere nome e cognome, poi ci pensa il padrone di casa a contattarvi.

 

Vado con la domanda.

 

In quale pezzo degli LCD Soundsystem si nominavano per quattro volte i SonicsJames Murphy in quel brano sostiene di essersi svegliato nudo su un'isola: quale e in che anno?

 

CONTEST CHIUSO hanno già vinto, e ti pareva, la meritocrazia che non c'è, è tutto un magna magna, tanto vincono sempre i soliti noti, la conventicola, gli amici degli amici. Ciao

mercoledì, 18 04 2012

Big Blog Theory #2

E finalmente ci siamo. Dopo una prima serata che ha mantenuto la promessa di riportare lo spirito della golden age dei blog sul dancefloor del Covo, siamo pronti per la puntata numero due di Big Blog Theory, il party che dà al termine social network un significato che non prevede uno schermo e una tastiera ma sorrisi e sudore.

Nella prima serata abbiamo ballato singoli nuovi e vecchi classici, in pista c'era gente che saltava, coppie che si formavano e coppie che limonavano, Enzo ha suonato le Pipettes e i Clap your hands say yeah come se fossimo nel 2005 (grazie, Enzo) e ci siamo divertiti tutti un sacco.

 

Stavolta a farmi compagnia in consolle sono onoratissimo di avere the king of roghenroa, l'uomo che con la sua partenza ha ridotto la Grecia sull'orlo del baratro, l'autore e gran cerimoniere della Psicopatologia spicciola del DJ pretenzioso: Benty. Già DJ di lungo corso nei peggio locali di Salonicco e in certi party di culto dell'anconetano, Benty ha promesso di attirare strappone nel raggio di centinaia di chilometri, e possiamo stare certi che la sua prima serata nella città felsinea non passerà inosservata.

 

Ad aprire le danze ci sarà Il Pan del Diavolo, duo siciliano al fulmicotone che, riuscendo nell'impresa di coniugare rock'n'roll sudato sincero a certa tradizione cantautorale italiana, sta girando l'Italia e inanellando un sold-out dopo l'altro.

 

Nei prossimi giorni, come al solito, ricchi premi e cotillons.
Chi non viene è Still Ill.

venerdì, 02 03 2012

Big Blog Theory CONTEST (l’ultimo, giuro): vinci un ingresso omaggio al Covo

Non ve la rifaccio, la tiritera: se vi interessa un party che si ispira allo spirito dei tempi andati sapete già dove e quando; se non vi interessa, aspettate solo che passi la giornata di domani e che io smetta di parlarne. Fino alla data #2.

 

Quindi passo subito alla domanda, rispondendo alla quale due di voi potranno vincere un ingresso omaggio per entrare sabato sera al Covo e all'annesso concerto di Maria Antonietta. Gli ingressi andranno ai primi due che risponderanno correttamente al quiz che vado a farvi.

 

Big Blog Theory prende nome da un brutto calembour ispirato al nome di una celebre sit-com estremamente nerd. Uno dei suoi protagonisti è estremamente timido e riesce a rivolgere la parola alle ragazze solo quando è in determinate condizioni. Come si chiama e in quali condizioni deve essere?

Inviate la risposta via e-mail all'indirizzo inkiostro AT inkiostro.com scrivendo anche il vostro nome e cognome. Poi contatterò io i due vincitori. 

Attenzione: NON scrivete la risposta nei commenti; quelli lasciateli ai troll e ai rompiballe vari che hanno il sacrosanto diritto di farci sapere che Maria Antonietta è sopravvalutata e che Big Blog Theory ha rotto le balle ancora prima di cominciare.

Ci vediamo domani.

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mercoledì, 29 02 2012

Big Blog Theory CONTEST: vinci un CD autografato di Maria Antonietta

Stop if you think you've heard this one before: sabato sera al Covo c'è Big Blog Theory, la serata danzante in cui alziamo il naso dallo schermo e andiamo a berci delle birrette e fare quattro salti al Covo al suono della miglior musica indie di tutti i tempi. In consolle ci saranno il sottoscritto ed Enzo Polaroid, e prima di noi l'atteso live di Maria Antonietta; ma questo già lo sapete, visto che in questi giorni vi sto martellando di presentazioni e riempendo di regali.

Quindi tosto procediamo ad un altro sapido giveaway: in palio un'altra copia autografata dell'ottimo esordio in italiano della cantautrice pesarese. Lo vincerà il primo a rispondere correttamente a questa domanda:

 

Maria Antonietta sul braccio ha un grosso tatuaggio: cosa rappresenta?

Inviate la risposta via e-mail all'indirizzo inkiostro AT inkiostro.com scrivendo anche il vostro nome e cognome. Poi contatterò il vincitore.

 

Attenzione: NON scrivete la risposta nei commenti; quelli lasciateli ai troll e ai rompiballe vari che hanno il sacrosanto diritto di farci sapere che Maria Antonietta è sopravvalutata e che Big Blog Theory ha rotto le balle ancora prima di cominciare.

Attenzione (2): potrete ritirare il CD direttamente al Covo la sera del 3 marzo. Il CD non vi verrà spedito; l'unico modo per riceverlo è venire al Covo quella sera.
Ci vediamo sabato

 

UPDATE: Il contest è chiuso.

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lunedì, 27 02 2012

Big Blog Theory CONTEST: vinci un ingresso omaggio al Covo

Potrei spendere molte parole per presentare la data zero di Big Blog Theory che avrà luogo Sabato 3 marzo al Covo dopo il concerto di Maria Antonietta, ma l'ho già fatto due volte (e questa non è l'ultima), e la mia creatività ha un limite.

 

Quindi non reitero la spiegazione dell'evento e del perchè dobbiate venirci e vado subito al sodo: grazie al Covo ho la possibilità di regalare a DUE di voi UN ingressi omaggio per la serata, che vi consentiranno di entrare alla serata (e al concerto) senza sborsare un centesimo. Gli ingressi andranno ai primi due che risponderanno correttamente al quiz che vado a farvi.

 

Maria Antonietta è originaria di Pesaro, e di Pesaro è anche uno dei DJ di uno dei migliori party del Covo, che incidentalmente suona anche in una nuova band molto promettente. Come si chiama questo DJ e come si chiama questa band?

 

Inviate la risposta via e-mail all'indirizzo inkiostro AT inkiostro.com scrivendo anche il vostro nome e cognome. Poi contatterò io i due vincitori. 

Attenzione: NON scrivete la risposta nei commenti; quelli lasciateli ai troll e ai rompiballe vari che hanno il sacrosanto diritto di farci sapere che Maria Antonietta è sopravvalutata e che Big Blog Theory ha rotto le balle ancora prima di cominciare.

Ci vediamo sabato.

 

Update: il contest è chiuso.

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giovedì, 23 02 2012

Big Blog Theory CONTEST: vinci un cd autografato di Maria Antonietta

Due giorni fa vi ho presentato Big Blog Theory, il nuovo party del Covo che mi vedrà ogni mese in consolle affiancato dai migliori nomi provenienti dal mondo dei blog, delle webzine e della rete. La data numero zero avrà luogo sabato 3 Marzo, quando avrò l'onore di essere affiancato da Enzo Polaroid. Per celebrare e presentare degnamente l'evento, nei prossimi 10 giorni metterò in palio CD e ingressi omaggio, che andranno in regalo al più veloce di voi che risponderà correttamente nei commenti alla domanda che di volta in volta vi porrò.

 

Sabato 3 marzo saliremo in consolle subito dopo il concerto di Maria Antonietta, ed è proprio Maria Antonietta, in senso più o meno lato, l'argomento delle domande che vi porrò. Cominciamo con una domanda facile facile: per nome e, in qualche modo, estetica, Maria Antonietta fa pensare a un celebre film. Nonostante l'ambientazione storica, nel film a un certo punto del film compare un oggetto completamente anacronistico, che da sempre è un vero e proprio feticcio per indie-kidz e hipster di tutto il mondo. 

 

Il primo che scriverà correttamente il nome COMPLETO di questo oggetto qua sotto nei commenti si aggiudicherà  una copia autografata del CD omonimo di Maria Antonietta (gentilmente offerta da Estragon Booking e a Picicca). Potrete ritirarla direttamente al Covo la sera del 3 marzo, con le modalità che vi comunicherò via e-mail (quindi lasciate un indirizzo e-mail valido nell'apposito campo dei commenti). Attenzione: il CD non vi verrà spedito; l'unico modo per riceverlo è venire al Covo quella sera.

 

Ready, Steady, go.

 

UPDATE: Contest chiuso.

martedì, 21 02 2012

Big Blog Theory!

Ve li ricordate, gli anni tra il 2003 e il 2005? Vi ricordate cosa voleva dire essere appassionati di musica indie negli anni d'oro dell'epoca dei blog? Non c'erano i social network, non c'era YouTube, i cellulari che avevamo in tasca servivano al massimo per mandarci gli sms e la parola hipster non voleva dire (quasi) niente. Vi ricordate dell'entusiasmo nello scoprire un gruppo nuovo, una piccola etichetta dall'altra parte del mondo, l'esistenza di tante persone in giro per l'Italia e per il mondo con gusti musicali simili ai nostri? Vi ricordate Frequenze Disturbate a Urbino, Musica nelle valli, gli Homesleep Weekend? Vi ricordate il concerto dei Radio Dept al Covo? 

 

Noi c'eravamo, e anche se è passato un po', quegli anni ce li ricordiamo bene. Ed è proprio per cercare di recuperare quello spirito e quell'entusiasmo che nasce la serata (coraggiosamente) chiamata Big Blog Theory. Ogni mese tra le mura del Covo (e dove sennò) avrò l'onore e l'onere di essere il padrone di casa, e ad affiancarmi in consolle ci sarà ogni volta un ospite diverso dal mondo dei blog, delle webzine e della rete. Nella data zero, sabato 3 marzo, con me ci sarà Enzo Polaroid, sindaco e capostipite degli indie-blogger, che per la prima volta sfiderò in singolar tenzone a farvi ballare successi vecchi e nuovi con lo spirito di quel periodo in cui niente era davvero scontato. Prima di noi in concerto Maria Antonietta, la controversa rockeuse pesarese che non ha più bisogno di presentazioni

 

Alzate i nasi dai vostri schermi, uscite dalla cameretta o dall'ufficio e unitevi a noi. Se in quegli anni c'eravate, o, ancor di più, se non c'eravate, stavolta voglio vedervi tutti là.

lunedì, 30 01 2012

I 100 dischi italiani più belli di sempre

"Cento giurati d'eccezione", tra cui ho l'onore di esserci anch'io, sono stati chiamati a votare i 100 dischi italiani più belli di sempre per Rolling Stone Italia. La classifica sarà pubblicata sul numero di Febbraio, in edicola domani.

Dei miei ne sono finiti in classifica ben sei, di cui due nella top ten (ma manca completamente il mio numero uno). Chissè se li indovinate.

 

(copio la lista da Il Post)

 

1.ROSSI, Vasco: Bollicine
2.BATTIATO, Franco: La voce del padrone
3.BATTISTI, Lucio: Una donna per amico
4.DE ANDRE’, Fabrizio: Crêuza de mä
5.JOVANOTTI: Lorenzo 1994
6.CAPOSSELA, Vinicio: Ovunque proteggi
7.DIAFRAMMA: Siberia
8.CSI – CONSORZIO SUONATORI INDIPENDENTI: Linea gotica
9.AREA: Arbeit Macht Frei
10. CELENTANO, Adriano: Adriano Celentano con Giulio Libano e la sua orchestra
11.LIGABUE, Luciano: Buon compleanno Elvis
12.CCCP FEDELI ALLA LINEA: 1964-1985 Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi del conseguimento della maggiore età
13.BENNATO, Edoardo: I buoni e i cattivi
14.GAETANO, Rino: Mio fratello è figlio unico
15.ELIO E LE STORIE TESE: Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu
16.SUBSONICA: Microchip emozionale
17.DANIELE, Pino: Nero a metà
18.MASSIMO VOLUME: Stanze
19.VERDENA: WoW
20.DE GREGORI, Francesco: Rimmel
21.BAUSTELLE: La malavita
22.TENCO, Luigi: Luigi Tenco
23.OFFLAGA DISCO PAX: Socialismo tascabile
24.BERTE’, Loredana: Traslocando
25. SANGUE MISTO: SxM
26.ZUCCHERO: Oro, incenso e birra
27.FINARDI, Eugenio: Sugo
28.CAPAREZZA: Verità supposte
29.GUCCINI, Francesco: Via Paolo Fabbri 43
30.TEATRO DEGLI ORRORI: A sangue freddo
31.BLACK BOX: Dreamland
32.CONSOLI, Carmen: Confusa e felice
33.3 ALLEGRI RAGAZZI MORTI: La testa indipendente
34.CASINO ROYALE: Sempre più vicini
35.ZERO, Renato: Zerofobia
36.ALMAMEGRETTA: Sanacore
37.CAPUTO, Sergio: Un sabato italiano
38.NEGRAMARO: Mentre tutto scorre
39.FRANKIE Hi-NRG: La morte dei miracoli
40.DALLA, Lucio: Lucio Dalla
41.AFTERHOURS: Non è per sempre
42.GAZNEVADA: Sick Soundtrack
43.LINEA 77: Horror vacui
44.PFM: Storia di un minuto
45. FAUST’O: Suicidio
46.LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA: Canzoni da spiaggia deturpata
47.FABRI FIBRA: Controcultura
48.GABER, Giorgio: Far finta di essere sani
49.99 POSSE: Curre curre guaglió
50.FOSSATI, Ivano: Panama e dintorni
51.LE ORME: Uomo di pezza
52.SORRENTI, Alan: Aria
53.883: Hanno ucciso l’Uomo Ragno
54.RUGGERI, Enrico: Vai Rrouge!
55.GARBO: A Berlino… va bene
56.AUTORI VARI: Rock ’80 / Rockerilla: Gathered
57.CALIFANO, Franco: Tutto il resto è noia
58.POOH: Parsifal
59.GOBLIN: Profondo rosso
60.FERRO, Tiziano: Nessuno è solo
61.GRAZIANI, Ivan: Pigro
62.CAMERINI, Alberto: Rockmantico
63.VANADIUM: A Race with the Devil
64.BALLETTO DI BRONZO: Sirio 2222
65.KRISMA: Chinese Restaurant
66.SKIANTOS: Kinotto
67.LOLLI, Claudio: Ho visto anche degli zingari felici
68.MARLENE KUNTZ: Il vile
69.NEGAZIONE: Lo spirito continua
70.CONTE, Paolo: Concerti
71.NANNINI, Gianna: Latin Lover
72.MATIA BAZAR: Tango
73.PRAVO, Patty: Patty Pravo
74.ELISA: Pipes & Flowers
75.MORANDI, Gianni: Gianni Morandi
76.ORNELLA VANONI: La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria
77.NEGRITA: Reset
78. CREMONINI, Cesare: Maggese
79.FORTIS, Alberto: Alberto Fortis
80.PAOLI, Gino: Gino Paoli allo Studio A
81.MINA: Live ’78 Bussoladomani
82.GIARDINI DI MIRO’: Punk… Not Diet!
83.NUOVA COMPAGNIA CANTO POPOLARE: La gatta Cenerentola
84.GIURATO, Flavio: Il tuffatore
85.BIGLIETTO PER L’INFERNO: Biglietto per l’inferno
86.LITFIBA: 17 re
87.SQUALLOR: Pompa
88.PERTURBAZIONE: In circolo
89.GANG, THE: Le radici e le ali
90.CIAMPI, Piero: Io e te abbiamo perso la bussola
91.TOZZI, Umberto: Gloria
92.BANCO DEL MUTUO SOCCORSO: Darwin!
93.BLUVERTIGO: Metallo non metallo
94.CARBONI, Luca: Carboni
95.ZEN CIRCUS: Andate tutti affanculo
96.AFRICA UNITE: Un sole che brucia
97.JANNACCI, Enzo: Quelli che…
98.PROZAC+: Acidoacida
99.BIANCHI, Maurizio: Mectpyo Bakterium
100.VENDITTI, Antonello: Sotto il segno dei pesci

giovedì, 29 12 2011

Psicopatologia spicciola del dj pretenzioso. Cap. 6. A new year’s eve carol

di

Marley era morto. Tanto per cominciare. Su questo non c'è alcun dubbio. L'usura del cd di The Legends, il fatto che  fosse assolutamente impossibile ascoltare Could You Be Loved senza che saltasse la traccia e s'interrompesse a metà, stava lì a testimoniarlo. Era l'impietoso atto d'accusa, la prova finale dell'insuccesso. Altro che DIY, altro che indie, altro che chiacchiere. Bob Marley, ecco cosa si era ridotto a suonare alle feste ormai. Fino a consumarne il cd. Sennò non l'avrebbero chiamato.

 

Il vecchio dj (ex) pretenzioso se ne stava il pomeriggio del 31 dicembre mogio mogio a etichettare nuove inutili compilation degli ultimi gruppi di chill wave californiana che non avrebbe mai suonato, a lucidare il cassone che conteneva la consolle ferma a casa da mesi, a rimuginare dolente sull'ingiustizia della società che lo aveva emarginato da anni, maledicendo sottovoce i giovani che si ostinavano a ballare La Bamba e YMCA nonostante fossero canzoni vecchie di decine di anni, amareggiandosi sulla mancanza di meritocrazia di questo sconcio paese che si degnava di muovere il culo solo sulle note di Gloria di Umberto Tozzi.

 

Sulla via di casa, all'avvicinarsi della vigilia di capodanno, la sua desolazione peggiorava ancora se possibile: stavano tutti lì a chiedersi "E tu cosa fai a capodanno?" "Ma lo sai che alla festa X c'è il dj Y?" "No, io vado alla festa Z dove suona il dj K". Ovviamente nessuno lo aveva contattato per mettere i dischi in nessuna delle tante e grandi feste organizzate in città. Quando Ornello, titolare dell'omonima tabaccheria Ornello, gli chiese di selezionare musica per il veglione che si sarebbe tenuto a casa sua, l'ex dj pretenzioso grugnì che aveva ben più nobili impegni, ben altre feste fuori dal paesello, ben più colte platee a cui rivolgersi, ben più prestigiosi locali dove portare la sua meravigliosa musica. 

 

D'un tratto gli apparve sulla vetrina dell'unico negozio di dischi della città, ormai chiuso da anni, il riflesso di Marley, con un gigantesco cannone in mano. La visione lo turbò alquanto. Rincasò e iniziò a sentire strani rumori, cigolìi sinistri che salivano dalla cantina, il nuovo pezzo di Lana Del Rey dal pc spento, radio a transistor che inziavano a frusciare, scratch campionati che sembravano provenire dal bagno. A quel punto si aprì una porta e il fantasma di Marley accompagnato dalle note di Get Up Stand Up gli apparse e lo ammonì severamente "Con la tua musica assurda stai dimenticando la vera missione del dj, soprattutto a Capodanno: far divertire e ballare la gente, fargli fare i trenini mentre urlano al cielo peppèpeppèpeppè. E invece te ne stai qui ad avvelenarti davanti a un pc, a scaricarti l'ultimo mixtape di Diplo, una porcata tale che non la ballerebbe nemmeno lui!". Infine gli preannunciò la visita dei tre spiriti del Capodanno.

 

Arrivò così il primo spirito, quello dei Capodanni Passati, con le fattezze di Dj Albertino, che lo riportò a rivivere il primo capodanno dietro a un mixer. Dapprima il giovane e futuro pretenzioso era tutto intento a scriversi a penna una scaletta, poi a mettere in ordine dei vinili, infine si recò a montare l'impianto scassatissimo con drammatico anticipo. Poi la scena si spostò nel pieno della festa dove tutti ballavano felici al ritmo degli Snap, alcune ragazze venivano a chiedere di mettere Animal Action dei Paraje e lui contentissimo esaudiva quelle ed altre ben peggiori richieste, molti vomitavano allegramente vodka alla pesca agli angoli di una squallida pizzeria dell'alto maceratese. C'era tanta gioia e si percepiva  un gran divertimento collettivo. A un certo punto però il giovane dj decise di cambiare musica, mettendo sul piatto prima Losing My Religion dei R.E.M. e poi Proibito dei Litfiba. Molti furono contenti, alcuni però protestarono e gli chiesero di suonare qualcosa di Dj Cirillo. Il giovane dj rispose sdegnato che lui quella musica non ce l'aveva, per scelta. Il pretenzioso soffriva molto a vedere sè stesso così giovane e già così spocchioso e chiese allo spirito di non tormentarlo oltre con quelle scene penose dei suoi diciott'anni.

 

L'ex pretenzioso si svegliò in lacrime e si riaddormentò agitatissimo trovandosi davanti allo spirito dei Capodanni Presenti, uno spirito dalla panza enorme, la giacchetta bianca e con la faccia poco rasata di James Murphy. Costui lo accompagnò sulle note di Daft Punk Is Playing In My House a vedere i due party  più affollati della città, dove dj Y e dj K proponevano esattamente la stessa playlist, infarcita di disco scontata, commerciale vecchiotta e grandi classici del capodanno di provincia. Nessuno sembrava lamentarsene e i trenini impazzavano. E poi lo spirito lo fece entrare a casa di Ornello, dove c'erano solo 15 persone che mangiavano le lenticchie con lo zampone rancido, brindavano con spumante scadente e sfiatato, ridevano e scherzavano, ma la musica veniva da Radio Latte e Miele solomusicaitaliana, e tutti guardavano sospirando a quella consolle vuota dove avrebbe dovuto suonare il dj pretenzioso, se solo avesse accettato la proposta del tabaccaio Ornello. Il pretenzioso restò molto colpito da questa visione, lo spirito a forma di James Murphy scomparve e il vecchio rimase avvolto dalla nebbia fino all'arrivo del terzo spirito, quello dei Capodanni Futuri.

 

Il terzo spirito si palesò avvolto da un mantello nero e con un cappuccio a coprirgli il volto, senza parlare, esprimendosi solo a gesti, chiese al pretenzioso di seguirlo. Gli indicò un capannello di gente che commentava la morte di un vecchio dj, amaramente deriso da tutti. "Eh metteva proprio della musica di merda" , "Non mi ricordo di aver ballato mezza volta quando suonava lui!" "Quando gli chiedevi di mettere un brano un po' conosciuto ti mandava a quel paese, vecchio pazzo!" un gestore di un locale aggiunse "Una volta venne a suonare musica da me: worst new year's eve EVER!". In un negozio di rigattiere il pretenzioso osservò disgustato la scena di persone che si avventavano ingorde sulle valigette dei dischi del defunto disc jockey di cui tutti parlavano. Ma quando si resero conto di che suoni inascoltabili ci fossero in quei cd dai titoli improbabili, buttarono tutto nell'indifferenziata e se ne andarono, smoccolando assai delusi.

 

Il pretenzioso voleva sapere chi era il vecchio dj morto che tutti disprezzavano, ma quando lo spirito dei Capodanni Futuri lo portò davanti al suo capezzale, egli esitò a scoprirne la salma. Si accorse intanto che la sua consolle era stata venduta, sarebbe voluto entrare a casa sua, ma lo spirito dei Capodanni Futuri lo indirizzò invece verso il cimitero. Dove gli indicò una lapide con su scritto QUI GIACE IL DJ PRETENZIOSO, MORTO SENZA AVER MAI FATTO DIVERTIRE LA GENTE ALLE FESTE, DOVE SUONAVA MUSICA CHE CONOSCEVA SOLO LUI E ALTRI QUATTRO STRONZI.

 

Il vecchio  dj pretenzioso si svegliò all'improvviso e scoprì che era solo la sera del 31 dicembre e c'era ancora tanto tempo per mettere le cose a posto! Si precipitò al supermercato dove comprò tutte le compilation dei grandi successi dance dell'anno e, rimestando nel cestone delle offerte, trovò a tre euro il cd con tutte le hit da festa che si era sempre rifiutato di mettere. Infine corse da Ornello, che lo prese dapprima per pazzo, e accettò con foga la sua proposta di suonare per sole 15 persone. E pure gratis! Lasciò a casa tutti i cd degli Smiths e suonò per ore tutti i classici del revival, dai Blues Brothers a James Brown, da One Step Beyond al Gioca jouer. Una festa veramente di merda, dove tutti ubriachissimi chiedevano a gran voce il Discosamba e le loro richieste vennero prontamente accolte. Per tre volte consecutive. E andarono poi a formare un trenino allegrissimo che uscì di casa, si riversò per le strade ebbro di gioia e venne infine travolto da un furgone guidato da dj Y, strafatto di coca, di ritorno dalla sua festa.

 

Ora il vecchio dj pretenzioso aveva davvero capito e imparato ad amare lo spirito più profondo del Capodanno.

lunedì, 05 12 2011

CMJ 2011 – un recap lacunoso

Ok, a ormai più di un mese dal suo svolgimento, ho capito che non scriverò mai un post completo ed esaustivo sulla CMJ Marathon. I 5 giorni del meta-festival newyorkese sono stati un'abbuffata musicale senza precedenti, una sequenza senza soluzione di continuità di showcase e live grandi e piccoli, con i migliori tastemaker della scena indipendente (etichette, magazine, siti web, blog, agenzie di promozione) a fare la gara a chi creava il party con la line-up più zeppa di nomi che ora sono ignoti e che domani (forse) diventeranno grandi. Il che rende difficilissimo orientarsi e scegliere il proprio percorso (e rende indubitabilmente irrealizzabile la speranza di riuscire a vedere tutti i nomi interessanti tra i più di mille presenti), ma porta a piccole grandi scoperte completamente casuali che sono il sale di eventi come questi.

Lascio a eventuali post futuri, se alcune delle promesse che ho notato saranno mantenute, racconti e trattazioni dettagliate. Per ora mi limito a poche parole e un sacco di link. 

 

Bello!

Se dovessi dare solo due nomi avrei pochi dubbi: Grimes e Still Corners. 
Adorabile, imbarazzatissima e talentuosa ragazza canadese, Grimes è circondata da un hype palpabile, ma quando sale sul palco da sola, e la vedi davanti a due synth, un Mac e un altro paio di macchine non le daresti davvero due lire. Quando comincia a suonare e cantare il suo bubblegum pop etereo e stratificato, però, sei fregato. Lei è bravissima e suona tutto, la sua musica assomiglia a un sacco di cose (da Madonna a Lykke Li a Robyn a Fever Ray) e l'alchimia di tutti gli elementi, non si sa bene perchè, è ammaliante e funziona da paura. L'anno prossimo, quando dovrebbe uscire il suo disco d'esordio, farà sfracelli. Io ve lo d'ho detto.
Completamente diverso è l'effetto che fanno live gli Still Corners, band inglese uscita su Sub Pop recensita ottimamente un po' ovunque. Il loro set cammina in punta di piedi, come è d'uopo per musica tanto cinematica e stereolabica, e grazie soprattutto alla vocalist Tessa Murray, che ha l'eleganza e la malinconia di certe ragazze d'Albione, il live cresce d'intensità e bellezza e conquista tutti. 
Ma ci sono altri set che mi hanno colpito molto, curiosamente tutti femminili. Non sapevo cosa aspettarmi da un set da solista di Deradoorian, già voce nei Dirty Projectors, ma nel suo set da sola mi sono venuti in mente tanto Bjork quanto i The Knife: elettronica fredda e intellettuale non priva di squarci di grande bellezza. E hanno mantenuto le promesse i set cupi e intensissimi della spettrale Chelsea Wolfe (di cui vi ho parlato qua) e della waver gotica Zola Jesus. Artiste molto simili (benchè la prima si muova più su sonorità folk e noise mentre la seconda è più dalle parti del dark e dell'industrial), bravissime sul palco e supportate da ottime band. A occhio, nomi che resteranno. Tra l'altro, Zola Jesus suona al Covo il 7 Dicembre (dopodomani), io non me la perderei.

 

Uhm, interessante

Un gradino sotto il quintetto al femminile che mi è piaciuto di più, ci sono stati altri live che mi hanno lasciato un ottimo sapore in bocca. Impossibile non citare il divertentissimo set messo in piedi da The Stepkids; il loro principale selling point non è il (pur ottimo) filologicissimo sound funk/soul psichedelico anni '70 ma le straordinarie proiezioni che vengono sparate sulla band, e che aggiungono tutta un'altra dimensione trippy al concerto. Guardate qui e qui per avere un'idea. Sempre in area soul si muovono i giovanissimi Ava Luna, capitanati da un ragazzino appena uscito dall'adolescenza che canta come Prince e da un trio multietnico di coriste che probabilmente frequentano ancora la high school. Veramente impressionanti. 
Venendo a suoni più indie, molto carucci sia The Beets, che si muovono tra lo-fi e garage e hanno inciso per la Captured Tracks, sia i canadesi Parlovr, che sono una specie di Wolf Parade ancora più acidi che mi hanno colpito all'istante. E impossibile non citare i Cavemen, che dal vivo sanno il fatto loro, finendo per fare abbastanza il botto al festival, e diventando in ambito indie uno dei nomi più caldi del momento.
Per finire merita una menzione Chad Valley, improbabile cicciobomba inglese che suona una chillwave sontuosa e ci spara sopra dei falsetti effettati che possono lasciarti secco. Superata l'ilarità iniziale, più convincente di tanti nomi più blasonati nel genere ipnagogico. 

 

Ma anche no

Non c'è niente come vedere decine di gruppi al giorno per farti diventare super esigente e per farti sparare pesanti giudizi tranchant dopo due pezzi (il gioco funziona così). 
Pollice verso quindi per l'imbarazzante pseudo new age dell'arpista elettronico Active Child (il cui set era molto atteso; la gente è PAZZA), per i droni sperimentali di Oneohtrix Point Never (girare due manopole non basta a fare un buon live) e per il derivativissimo dream pop dei Twin Sister (ci faceva cagare negli anni '80, e adesso questa roba è ancora più tediosa). 
L'hip hop non è il mio genere (soprattutto quello che va di questi tempi), ma in un festival così grande è stato impossibile non incappare in almeno due set (il beat-master super cool Aaraabmuzik e il duo gangsta dei poveri Main Attraktionz) che, pur diversissimi, mi hanno ovviamente fatto cagare. E' importante avere dei punti saldi.
Un po' inutile dal vivo la chill-wave dei Com Truise (che oltre ad avere un nome bellissimo su disco non mi dispiacevani, in realtà), per nulla apprezzabile la svolta elettronica degli allora math-rocker The forms, e privo di mordente e una direzione precisa il progetto Bleached (che contiene un paio di Mika Miko). 
Venendo a cose che su disco mi piacciono, è ancora povero il set solitario del nostro connazionale Porcelain Raft, il cui delicato e riverberato pop da cameretta è difficile da far rendere su un palco. E, per quanto faccia simpatia e tenerezza per la giovane età sua e del resto della band (tutti sono i 18 anni, credo), il crooner indie-pop ginger King Krule dal vivo non riesce a rendere le belle atmosfere del suo EP di esordio ed è poco sopra la sala prove, e non nel modo sghembo che talvolta ci piace.

 

Varie ed eventuali

Il CMJ, come si diceva sopra, è un festival fatto per scoprire cose nuove. Andarci per vedere e inseguire nomi grossi e già affermati è una missione non facile (non ce ne sono poi molti) oltre che piuttosto stupida. Ho fatto una sola eccezione, aiutato dalla scaletta di uno dei day parties di quello che indiscutibilmente è il re del festival (l'uber-blog Brooklyn Vegan), per J Mascis, già leader dei Dinosaur Jr e leggenda dell'indie americano, che a inizio anno ha pubblicato un disco acustico che finirà diritto nella mia top ten dell'anno. Il live set non ha riservato sorprese: diretto, spartano, semplicissimo e splendido.
Molto brava anche Eleanor Friedberger, che si è presa una pausa dai Fiery Furnaces, e la scorsa Estate ha inciso un bel disco solista di rock con pochi fronzoli, ottimamente reso al palco. Caruccio ma decisamente troppo educato il live di Emmy the Great, dove sono capitato per caso perchè ho sbagliato porta mentre cercavo di andare a vedere la star australiana Gotye (di cui ho visto solo due pezzi, di cui uno però era il piccolo capolavoro Somebody I used to know, quindi sono soddisfatto).
Poi metto qua un po' di altri nomi che mi hanno lasciato un'impressione genericamente positiva, ma non abbastanza da aver voglia di scrivere qualcosa oltre al loro nome: Young magicDOMGauntlet HairSilver SwansWidowspeak, Lord HuronWe BarbariansLocksleyPrussia. Un elenco che serve più a me che a voi, mi sa.

venerdì, 02 12 2011

Festa ufficiale per la chiusura dell’era del Caimano

Non so a chi sia venuta in mente la definizione qua sopra per descrivere la serata di domani, ma dopo la doverosa toccata di maroni di fronte a un ottimismo tanto spericolato, non posso che invitarvi a non mancare al Covo per l'imperdibile concerto della premiata ditta Enrico Brizzi e YuGuerra. Il sodalizio tra l'autore di Jack Frusciante è uscito dal gruppo e la band del rocker bolognese dura da un paio di anni e ha prodotto un paio di singoli e un intero disco (La vita quotidiana in Italia, uscito per Irma Records) che fonde roccioso rock emiliano e testi nati intorno ai due recenti libri La vita quotidiana a Bologna ai tempi di Vasco e La vita quotidiana in Italia ai tempi del Silvio (il primo dei quali è davvero molto bello).

 

Ho già visto Brizzi & YuGuerra dal vivo un anno e mezzo fa e mi sono piaciuti un sacco, e sono sicuro che domani non farà eccezione. Tra l'altro, verrà presentato l'ultimo singolo Silvio Summer, di cui verrò girato anche il video, e il me stesso fan sfegatato di 15 anni fa è già emozionato all'idea di poter comparire, anche se di sfuggita e nello sfondo, nel videoclip di uno dei suoi eroi degli anni '90.   

A completare il cortocircuito, dopo il concerto sarò anche in consolle a mettere un po' di dischi. Potrebbe scapparmi fuori una Sunnyside of the street, siete avvisati.

 

 

MP3  Enrico Brizzi & Yu Guerra – Silvio Summer

MP3  Enrico Brizzi & Yu Guerra – Rialzati Bologna

giovedì, 17 11 2011

The foxes are coming to town

 

Barbe, camicie di flanella, cappelli di lana pelosa e cori armonizzati altrettanto morbidi: non riesco a immagine un periodo migliore di Novembre per un concerto dei Fleet Foxes. La band di Seattle dopo il clamoroso esordio omonimo e la solida conferma di Helplessness Blues sta arrivando in Italia per 3 date (stasera all'Atlantico live di Roma, sabato all'Estragon di Bologna e domenica al Teatro Smeraldo di Milano) che se fossi in voi non mi perderei per nulla al mondo. Il loro repertorio è ormai zeppo di pezzi splendidi, la resa live è eccellente e quando ho avuto occasione di vederli questa Estate a Barcellona, dove suonavano sul palco grande al tramonto, sono rimasto ancora una volta molto colpito.
A Bologna è prevedibile la folla delle grandi occasioni, e dopo il concerto avrò l'onore di essere ospite in consolle da Mingo e mettere un po' di dischi. Dopo tanti coretti e melodie gentili ci starà benissimo un po' di rock'n'roll.

 

 

MP3  Fleet Foxes – Grown Ocean (Maida Vale Live Session)

MP3  Fleet Foxes – Mykonos (Maida Vale Live Session)

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lunedì, 07 11 2011

Quelle due volte che ho messo i dischi a New York City

Per descrivere adeguatamente le mie due serate da DJ a New York e quello che hanno significato per me dovrei essere uno scrittore assai più bravo di quello che sono. Essere ospite di Matte alla consolle di un locale figo come Pianos è stato il proverbiale sogno che diventa realtà,e non ci sono molte altre parole che possono esprimere il grado di esaltazione che un evento simile ha generato. Cioè: ho messo i dischi a New York. As lame as it may sound, there's nothing more to add.

 

Nelle varie ore che ho avuto a disposizione ho messo un po' di tutto, dall'indiepop ai classici, dalle chitarre all'elettronica (per lo più roba europea, per marcare il territorio; anche se a un certo punto ho passato un po' di cose americane e, per rispondere idealmente a FdL che mi ha preceduto alla stessa consolle il mese prima, neanch'io ho messo alcun pezzo di Mago Panzone Murphy, anche se ho messo Do it again degli Holy Ghost in cui il nostro è il titolare della voce che dice appunto «Do it again», quindi forse non vale).

Nei due set sono riuscito a infilare anche alcuni pezzi di artisti italiani, che non hanno sfigurato e in due casi (Banjo or freakout remixato da Allez Allez, già suo socio nei Walls e Quakers & Mormons) hanno portato anche a richieste di informazioni da alcuni astanti. Importare hip hop italico (di più: bolognese) nella terra che l'hip hop l'ha inventato è stata una piccola soddisfazione. Qua sotto -se non ricordo male- tutti i pezzi di artisti italiani che ho messo: me n'ero portati diversi altri che però non hanno trovato posto nel set. La prossima volta, magari.

 

 

MP3  The Jacqueries – I try (Macy Gray cover)

MP3  Banjo or freakout – Mr. No (Allez allez remix)

MP3  Quakers & Mormons  – Speechless sentence

MP3  Heike has the giggles – Crazy in love (Beyonce cover)

MP3  Porcelain Raft – Tip of your tongue

venerdì, 28 10 2011

Manhattan Skyline

Sono molto fiero della foto con lo skyline di New York qua sopra. Sembra una cartolina disegnata, lo so. E invece è una normalissima foto scattata poco prima del tramonto, e il suo effetto stropicciato viene dal mix della pixelatura dello zoom del mio iPhone, dal filtro 1977 che gli ho applicato con Instagram, e dal vetro un po' sporco della finestra del luogo in cui l'ho scattata. Che è la lounge del settimo piano del Thompson LES Hotel di Allen Street, dove mi trovavo per assistere agli showcase di PureVolume durante la CMJ Marathon (di cui appena riesco vi racconterò). In quel momento mi ero un po' distratto perchè sul palco non c'era molto da guardare: c'era un tavolo con 4 persone sedute dietro a 4 computer portatili (Nancy Whang degli LCD Soundsystem, Amrit Singh dell'uber-blog musicale Stereogum, Ayad Al Adhamy dei Passion Pit e Naveen Selvadurai, fondatore di Foursquare) che partecipavano al contest di Turntable.fm, la piattaforma in cui chiunque può creare una chatroom online e creare una playlist condivisa (una versione più figa ed evoluta di Outloud.fm, che vi avevo già segnalato). Mentre i quattro indie-VIP si sfidavano a colpi di pezzi per lo più electro ed R'n'B (la playlist che è uscita fuori non mi è sembrata un granchè, devo dire), non ho potuto non notare la luce spettacolare nella vetrata dietro di loro, e sono riuscito a scattare la foto qua sopra.

 

Poi il sole è tramontato, e anche se lo sklyne dietro al palco era veramente mozzafiato, le foto che ho scattato dopo non sono un granchè. Il contest è finito (ha vinto Amrit: il blogger batte i musicisti), e sul palco sono salite le Dum Dum Girls che mi hanno veramente sorpreso con un eccellente set acustico, immagino simile a quello che la cantante Dee Dee porterà sui palchi italiani insieme al suo fidanzato Brandon Welchez dei Crocodiles (il 18 Novembre al Plastic di Milano, il 19 al Covo di Bologna, il 20 al Circolo degli Artisti di Roma, il 23 al B-Side di Rende (Cosenza), il 24 al Cellar Theory di Napoli, il 25 al Tabasco di Firenze,il 26 allo Spazio 211 di Torino, e il 27 al Factory di Padova).

Il set è finito, e io sono uscito per perdermi nel Lower East Side. Just an ordinary night in New York City.

 

 

Dum Dum Girls – Bang Bang, I'm a Burnout (live acoustic)

 

venerdì, 14 10 2011

La soluzione divi del rock

Solo per dirvi che il sottoscritto qua oggi torna a New York e ci rimane per un po'. Il tempo di fare un giro in città, di mettere i dischi da Pianos, di capire che aria tira tra gli indignados di #occupywallstreet e di saltare da un club all'altro in occasione dei 5 giorni della CMJ Marathon. Se qualcuno di voi è in zona faccia un fischio, qua aggiornamenti discontinui e presumbilmente quasi nulli (più facile che mi trovate su Twitter) fino al mio ritorno.

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