Daft Punk – Giorgio by Moroder
Adrian Tomine – New York Drawings
Mad Mern s06e06
L'enchillada di Alma a Red Hook
Phoenix – Chloroform
Gli Ava Luna alla Brooklyn Bowl
Daft Punk – Giorgio by Moroder
Adrian Tomine – New York Drawings
Mad Mern s06e06
L'enchillada di Alma a Red Hook
Phoenix – Chloroform
Gli Ava Luna alla Brooklyn Bowl
A me piace molto viaggiare, anche se poi mi innamoro dei posti e finisco per voler tornare sempre negli stessi. Se invece fossi completista anche in questo come sono in diversi altri aspetti della mia vita, probabilmente adorerei il post The 25 Least Visited Countries in the World di
10. Afghanistan: 17,500 tourists (2012, New York Times)
Why so few?
There's a war. Taliban is in it.Why you may still want to visit
The mountains of Afghanistan are wild and beautiful. They are also hiding places for bandits and terrorists, so you may want to wait until it becomes a little more peaceful.What else
You'll have a unique chance to try on a traditional blue burqa. I did for two minutes. Poor women! Do also remember to get your visa to the country you will return to in advance. Getting it inside Afghanistan may not be the easiest of tasks. Saying that you are in the country as a tourist will make you appear a liar, so do have a cover story or be prepared to be declared less than smart.
Prima o poi accade. Anche il dj pretenzioso più ottuso smette di negare la realtà. Nonostante compri mensilmente dalle 4 alle 6 riviste musicali cartacee, consulti quotidianamente una pletora di blog musicali italiani e stranieri, continui imperterrito a scaricare intere discografie che non ascolterà mai, ordini osceni vinili di importazione con settimane di anticipo rispetto all'uscita, a un certo punto il dj pretenzioso si renderà conto di essere definitivamente sorpassato.
Non ha più scuse. Le discoteche ci sono. Le feste si organizzano. I bar aprono e propongono eventi. Facebook è tutto un ribollire di appuntamenti musicali immancabili. Le radio crescono come funghi dentro e fuori dal web. C'è una grande richiesta di musica in giro e anche di bravi dj. Di altri dj.
Lui ormai è fuori dal giro.
Primo: l'ammissione del problema. Ci possono volere anni prima che il dj pretenzioso, che passa inutilmente la vita a tenersi musicalmente aggiornato, riesca alfine a capitolare davanti all'evidenza. Nessun locale lo chiama più e non può essere che tutti abbiano perso contemporaneamente il suo numero di cellulare, come amava raccontarsi sottovoce. La verità è che nessuno ha bisogno della sua musica, anche se si è proposto ovunque a prezzi dimezzati o azzerati o in qualche caso rimettendoci soldi di tasca sua. Ormai è finita. Le sue interminabili collezioni di "rare dj tracks" e le pile di magazine di settore, le ore passate a leggere recensioni online e le sporadiche serate di successo (?!) degli anni passati iniziano a sembrare sinistramente inutili persino a lui. Dopo un primo tentativo di suicidio penosamente farlocco (impiccarsi con il cavetto rca della consolle? Davvero?) che non muove a compassione nessuno, subentra la depressione più cupa.
Secondo: l'analisi del disastro e l'individuazione dei responsabili. Ritorna il complottismo facile, roba che Grillo al confronto è uno equilibrato ("Non mi capiscono, la musica che propongo è troppo avanti, c'è troppa ignoranza, manca la cultura del bello, c'è la crisi") ma non basta più. Il pretenzioso prova quindi a incolpare l'eventuale consorte ("Non mi sei mai stata di supporto, cosa ti costava venire al club una volta l'anno scorso? Cosa significa ero incinta?!"), la famiglia di origine ("Non mi avete mai chiesto di mettere musica alle vostre feste di compleanno, a pagamento intendo. E poi mi dicevi sempre che ero bravissimo, mamma") e in ultima ipotesi il suo infante primogenito ("Da quando c'è questo impiastro non posso più uscire di casa la sera, potrei portarmelo con il passeggino in consolle, non capisco perché la madre non vuole"). Ma il dj pretenzioso ha già finito la lista dei capri espiatori. Non funziona. Piuttosto che ammettere di essere ormai una figura indesiderabile e appendere finalmente le cuffie al chiodo il nostro si arrovella per notti intere. Si chiude a riccio, muto e scuro in volto, dentro soffre le pene dell'inferno.
Terzo: l'illuminazione. Ma certo! Come aveva fatto a non pensarci prima! Il problema non è certo l'arrogante pretesa di imporre a gestori di locali e rari avventori musica inascoltabile ("Ma con ottimi voti su Pitchkork!") ed esigere per di più di essere pagato e ringraziato anche se non balla nessuno. Il problema è sicuramente la tecnologia obsoleta! Siamo nell'epoca di Spotify, della digitalizzazione degli archivi. Ormai mixer e cdjs sono superati! Trovarsi davanti un dinosauro che maneggia quegli strani dischetti di plastica e quel preistorico ambaradan senza l'autoironia di definirsi vintage e senza nemmeno uno straccio di laptop collegato è anacronistico. E antiestetico. Ma il pretenzioso ora ci vede chiaro e ha deciso: si cambia.
Quarto: la soluzione. Preceduto da settimane di febbrile studio e dal confronto fra decine di schede tecniche e tutorial su youtube, arriva ineluttabile il giorno della follia. Ipotecando gran parte delle risorse economiche familiari e con esse il futuro del suddetto primogenito, il dj pretenzioso sferra il colpo di coda, la mossa a sorpresa che lo rilancerà con forza, secondo i suoi calcoli, nel panorama musicale locale e nazionale. E compra un controller digitale vergognosamente costoso.
Quinto: le patetiche giustificazioni dell'insano gesto. Il dj pretenzioso, con gli occhi iniettati di sangue e un po' di schiuma ai lati della bocca fornisce anche a chi non gliene chiede conto le motivazioni che lo hanno letteralmente costretto all'acquisto ("Ma davvero non capisci? Questo è un investimento! Me lo ripago in tre settimane! Così si è evoluta la scena dei club, questa è la storia dei dj di successo mondiale, tutti gradualmente trasformatisi da meri esecutori mischiadischi a geniali produttori, venerati compositori, creativi remixatori. Pensa ai 2 many djs, a Fatboy Slim a Guetta a Skrillex! Non avrebbero certo potuto farlo continuando a utilizzare solo delle infime consolle. La ricombinazione creativa dei generi, il patchwork musicale, l'interpretazione post-moderna, il brillante ripescaggio, il nuovo concetto di dance floor consapevole! Ora niente è più come primaAHAHAHAH"). A chi gli chiede dove intende utilizzare il suo nuovissimo controller, visto che da mesi non ci sono locali che gli propongono di mettere musica, fa spallucce e poi cambia discorso.
Sesto: i prevedibili effetti collaterali. La moglie chiede il divorzio, prende il bambino e torna dalla madre. Ma alla fine a lui non dispiace: ora ha finalmente più tempo da dedicare al suo eccitante giocattolino che gli spianerà sicuramente la strada verso il successo.
Settimo: l'amara consapevolezza della senescenza. Avete presente quei cinquantenni che dopo una vita sedentaria danno di matto e si comprano una Harley Davidson per sentirsi più giovani, ma poi devono allungare la dieci euro al ragazzo che gliela consegna per farsi spiegare come metterla in moto? Così si sente il dj pretenzioso che alla soglia delle 40 primavere tenta di imparare a usare un controller ravanando fra le peggiori ipotesi proposte da yahoo answer e negli infimi forum per dj digitali. Il problema è che dopo una settimana non ha ancora imparato ad usare traktor o men che meno ad accendere il preziosissimo aggeggio.
Gran finale: dopo una spaventosa quantità di tempo dedicata a capire come funziona il suo delicato marchingegno, il pretenzioso apprende finalmente ad usarlo in maniera soddisfacente. Ora è davvero pronto per ricominciare. Può riconquistare le consolle dove imperversava (?!) un tempo, far impazzire le piste da ballo, riempire i club. Se lo sente.
Ma ormai le discoteche che avevano aperto hanno chiuso. Di feste non ne fanno più. Inoltre sono clamorosamente tornati di moda i giradischi tradizionali con i vinili e al limite i mangiacassette, che sono vintagissimi. Quindi, proprio come prima, non lo chiama nessuno a mettere musica, nessuno gli offre serate, nessuno vuole tra le scatole lui, il suo tecno-gioiello del missaggio digitale e la sua musica improponibile.
("E questa cazzo di consolle nuova non ha nemmeno dei cavi per fare finta di impiccarsi, maledizione!")
Potevo fare grandi celebrazioni ma alla fine ho deciso di optare per un'elegante nonchalance: oggi questo blog compie DIECI ANNI. Se mi metto a pensare a tutte le cose che potevo fare nel tempo che ci ho dedicato nel corso degli anni c'è da deprimersi. Oppure invece no.
Cose che ti rallegrano la giornata: un post lungo, dettagliato e delirante di un ignoto blog canadese che prova senza ombra di dubbio come dietro l'uber-tormentone coreano Gangnam Style ci sia un complotto che vede la collaborazione tra l'ordine degli Illuminati e la Korea del nord. Contiene perle come questa:
Vediamo.
Tu, T.Y., hai dei figli, un’età e ami profondamente quello che fai.
Io, F.R., ho dei figli, un’età e amo profondamente quello che fai. Tu.
Certamente sono io che mi sono rincoglionito ormai oltre ogni limite, ma questa versione a cappella di As long as you love me dei Backstreet Boys fatta dai brasiliani Ordinarius mi piace più di quanto dovrebbe.
[Non che io ultimamente sia da queste parti così spesso da avere reale bisogno di avvertirvi, ma:]
Ciao, tra poco parto, vado in una specie di isola (quasi) deserta dove a quanto pare non c'è connessione a internet, e se c'è comunque farò in modo di utilizzarla il meno possibile. Ci rivediamo tra un po' di giorni, vi lascio con il nuovo singolo dei Grizzly Bear che è una cosa che fa abbastanza paura.

[da Piesone Art. Carino anche The Truth about you and your guitar]
Marley era morto. Tanto per cominciare. Su questo non c'è alcun dubbio. L'usura del cd di The Legends, il fatto che fosse assolutamente impossibile ascoltare Could You Be Loved senza che saltasse la traccia e s'interrompesse a metà, stava lì a testimoniarlo. Era l'impietoso atto d'accusa, la prova finale dell'insuccesso. Altro che DIY, altro che indie, altro che chiacchiere. Bob Marley, ecco cosa si era ridotto a suonare alle feste ormai. Fino a consumarne il cd. Sennò non l'avrebbero chiamato.
Il vecchio dj (ex) pretenzioso se ne stava il pomeriggio del 31 dicembre mogio mogio a etichettare nuove inutili compilation degli ultimi gruppi di chill wave californiana che non avrebbe mai suonato, a lucidare il cassone che conteneva la consolle ferma a casa da mesi, a rimuginare dolente sull'ingiustizia della società che lo aveva emarginato da anni, maledicendo sottovoce i giovani che si ostinavano a ballare La Bamba e YMCA nonostante fossero canzoni vecchie di decine di anni, amareggiandosi sulla mancanza di meritocrazia di questo sconcio paese che si degnava di muovere il culo solo sulle note di Gloria di Umberto Tozzi.
Sulla via di casa, all'avvicinarsi della vigilia di capodanno, la sua desolazione peggiorava ancora se possibile: stavano tutti lì a chiedersi "E tu cosa fai a capodanno?" "Ma lo sai che alla festa X c'è il dj Y?" "No, io vado alla festa Z dove suona il dj K". Ovviamente nessuno lo aveva contattato per mettere i dischi in nessuna delle tante e grandi feste organizzate in città. Quando Ornello, titolare dell'omonima tabaccheria Ornello, gli chiese di selezionare musica per il veglione che si sarebbe tenuto a casa sua, l'ex dj pretenzioso grugnì che aveva ben più nobili impegni, ben altre feste fuori dal paesello, ben più colte platee a cui rivolgersi, ben più prestigiosi locali dove portare la sua meravigliosa musica.
D'un tratto gli apparve sulla vetrina dell'unico negozio di dischi della città, ormai chiuso da anni, il riflesso di Marley, con un gigantesco cannone in mano. La visione lo turbò alquanto. Rincasò e iniziò a sentire strani rumori, cigolìi sinistri che salivano dalla cantina, il nuovo pezzo di Lana Del Rey dal pc spento, radio a transistor che inziavano a frusciare, scratch campionati che sembravano provenire dal bagno. A quel punto si aprì una porta e il fantasma di Marley accompagnato dalle note di Get Up Stand Up gli apparse e lo ammonì severamente "Con la tua musica assurda stai dimenticando la vera missione del dj, soprattutto a Capodanno: far divertire e ballare la gente, fargli fare i trenini mentre urlano al cielo peppèpeppèpeppè. E invece te ne stai qui ad avvelenarti davanti a un pc, a scaricarti l'ultimo mixtape di Diplo, una porcata tale che non la ballerebbe nemmeno lui!". Infine gli preannunciò la visita dei tre spiriti del Capodanno.
Arrivò così il primo spirito, quello dei Capodanni Passati, con le fattezze di Dj Albertino, che lo riportò a rivivere il primo capodanno dietro a un mixer. Dapprima il giovane e futuro pretenzioso era tutto intento a scriversi a penna una scaletta, poi a mettere in ordine dei vinili, infine si recò a montare l'impianto scassatissimo con drammatico anticipo. Poi la scena si spostò nel pieno della festa dove tutti ballavano felici al ritmo degli Snap, alcune ragazze venivano a chiedere di mettere Animal Action dei Paraje e lui contentissimo esaudiva quelle ed altre ben peggiori richieste, molti vomitavano allegramente vodka alla pesca agli angoli di una squallida pizzeria dell'alto maceratese. C'era tanta gioia e si percepiva un gran divertimento collettivo. A un certo punto però il giovane dj decise di cambiare musica, mettendo sul piatto prima Losing My Religion dei R.E.M. e poi Proibito dei Litfiba. Molti furono contenti, alcuni però protestarono e gli chiesero di suonare qualcosa di Dj Cirillo. Il giovane dj rispose sdegnato che lui quella musica non ce l'aveva, per scelta. Il pretenzioso soffriva molto a vedere sè stesso così giovane e già così spocchioso e chiese allo spirito di non tormentarlo oltre con quelle scene penose dei suoi diciott'anni.
L'ex pretenzioso si svegliò in lacrime e si riaddormentò agitatissimo trovandosi davanti allo spirito dei Capodanni Presenti, uno spirito dalla panza enorme, la giacchetta bianca e con la faccia poco rasata di James Murphy. Costui lo accompagnò sulle note di Daft Punk Is Playing In My House a vedere i due party più affollati della città, dove dj Y e dj K proponevano esattamente la stessa playlist, infarcita di disco scontata, commerciale vecchiotta e grandi classici del capodanno di provincia. Nessuno sembrava lamentarsene e i trenini impazzavano. E poi lo spirito lo fece entrare a casa di Ornello, dove c'erano solo 15 persone che mangiavano le lenticchie con lo zampone rancido, brindavano con spumante scadente e sfiatato, ridevano e scherzavano, ma la musica veniva da Radio Latte e Miele solomusicaitaliana, e tutti guardavano sospirando a quella consolle vuota dove avrebbe dovuto suonare il dj pretenzioso, se solo avesse accettato la proposta del tabaccaio Ornello. Il pretenzioso restò molto colpito da questa visione, lo spirito a forma di James Murphy scomparve e il vecchio rimase avvolto dalla nebbia fino all'arrivo del terzo spirito, quello dei Capodanni Futuri.
Il terzo spirito si palesò avvolto da un mantello nero e con un cappuccio a coprirgli il volto, senza parlare, esprimendosi solo a gesti, chiese al pretenzioso di seguirlo. Gli indicò un capannello di gente che commentava la morte di un vecchio dj, amaramente deriso da tutti. "Eh metteva proprio della musica di merda" , "Non mi ricordo di aver ballato mezza volta quando suonava lui!" "Quando gli chiedevi di mettere un brano un po' conosciuto ti mandava a quel paese, vecchio pazzo!" un gestore di un locale aggiunse "Una volta venne a suonare musica da me: worst new year's eve EVER!". In un negozio di rigattiere il pretenzioso osservò disgustato la scena di persone che si avventavano ingorde sulle valigette dei dischi del defunto disc jockey di cui tutti parlavano. Ma quando si resero conto di che suoni inascoltabili ci fossero in quei cd dai titoli improbabili, buttarono tutto nell'indifferenziata e se ne andarono, smoccolando assai delusi.
Il pretenzioso voleva sapere chi era il vecchio dj morto che tutti disprezzavano, ma quando lo spirito dei Capodanni Futuri lo portò davanti al suo capezzale, egli esitò a scoprirne la salma. Si accorse intanto che la sua consolle era stata venduta, sarebbe voluto entrare a casa sua, ma lo spirito dei Capodanni Futuri lo indirizzò invece verso il cimitero. Dove gli indicò una lapide con su scritto QUI GIACE IL DJ PRETENZIOSO, MORTO SENZA AVER MAI FATTO DIVERTIRE LA GENTE ALLE FESTE, DOVE SUONAVA MUSICA CHE CONOSCEVA SOLO LUI E ALTRI QUATTRO STRONZI.
Il vecchio dj pretenzioso si svegliò all'improvviso e scoprì che era solo la sera del 31 dicembre e c'era ancora tanto tempo per mettere le cose a posto! Si precipitò al supermercato dove comprò tutte le compilation dei grandi successi dance dell'anno e, rimestando nel cestone delle offerte, trovò a tre euro il cd con tutte le hit da festa che si era sempre rifiutato di mettere. Infine corse da Ornello, che lo prese dapprima per pazzo, e accettò con foga la sua proposta di suonare per sole 15 persone. E pure gratis! Lasciò a casa tutti i cd degli Smiths e suonò per ore tutti i classici del revival, dai Blues Brothers a James Brown, da One Step Beyond al Gioca jouer. Una festa veramente di merda, dove tutti ubriachissimi chiedevano a gran voce il Discosamba e le loro richieste vennero prontamente accolte. Per tre volte consecutive. E andarono poi a formare un trenino allegrissimo che uscì di casa, si riversò per le strade ebbro di gioia e venne infine travolto da un furgone guidato da dj Y, strafatto di coca, di ritorno dalla sua festa.
Ora il vecchio dj pretenzioso aveva davvero capito e imparato ad amare lo spirito più profondo del Capodanno.
Del DJ come sex symbol. Della sua negazione, ovvero il dj pretenzioso. Della remota ipotesi di accoppiamento del dj pretenzioso. Estenuante discettazione sulle motivazioni che portano le fanciulle verso tale baratro. Del cosa significa vivere con un dj pretenzioso. Del prevedibile epilogo
Bob Sinclar è il testimonial nella pubblicità di una famosa marca di auto. Su Pete Tong, dj di BBC1, hanno girato un film nel 2004. David Guetta fa praticamente di secondo lavoro l'ospite televisivo. I celeberrimi Tiesto, Oakenfold, Van Helden, per restare fra i dj "commerciali" o dj come Fatboyslim e i 2Manydjs, per arrivare a quelli di area più "alternativa" (perdonerete l'uso del virgolettato e di questo termine nel 2011 ma non me la sentivo di usare "indipendente") riempiono stadi, spiagge, locali da migliaia di persone, girano documentari sui loro tour mondiali, compongono e selezionano musica per le colonne sonore dei film, producono album di rockband dalla fama internazionale. Questa lunga introduzione voleva solo ribadire quanto il concetto di superstar dj sia ormai da anni pacifico e per niente di nicchia. I dj sono artisti assurti a rango di stelle, nomi di primo rilievo nei principali festival musicali di tutto il mondo, personaggi riconoscibili in tv e delle cui vite private si occupano le riviste di gossip. Adorati dalle folle, ricchi da fare schifo sono conseguentemente divenuti dei sex symbol universali. La tendenza verso questo invidiabile status era in atto da parecchio, pensate a quel verso di Ahi Maria di Rino Gaetano "Da qualche tempo ho più donne del dj" e siamo ancora fra gli anni 70 e 80 in Italia.
Se è quindi vero che ormai il luogo comune vuole il dj corteggiato da donne bellissime e costantemente accerchiato da cubiste da sogno, se è vero che gli si riconosce ormai la stessa carica sexy delle più celebrate rockstar, se è altresì vero che un sacco di giovani decidono di fare i dj solo per essere notati dalle ragazze mentre trafficano accigliatissimi dietro un mixer, sappiamo però che esiste un lato oscuro della medaglia. Dobbiamo ora rivolgere bruscamente le telecamere verso l'angolo buio dove si muove triste e pensoso il dj pretenzioso.
Un uomo perlopiù solitario che passa le nottate insonni a spulciare le pagine di Altered Zones per scaricare con la bava alla bocca l'ultimo remix dei Neon Indian, dopo appena trenta secondi che l'hanno messo online. Invece che dedicarsi a del sano porno come sarebbe normale attendersi. Un uomo che ha dedicato i suoi anni migliori a cesellare le sue compilation per generi, annate, assonanze stilistiche, tormentandosi sull'ordine migliore per disporle nella valigetta e riflettendo a lungo su quali fossero i pezzi più idonei per concatenare tipi di musica apparentemente lontani. Che è esattamente il tipo di cose che lo condannano ad un isolamento perenne.
Oggi esamineremo dei casi ipotetici di dj pretenziosi che per brevi stagioni trovano delle compagne. Sembra inverosimile ma a volte anche l'anello più svantaggiato della catena evolutiva del dj, nonostante non sia famoso nemmeno nel bar dove mette i dischi, riesce a suscitare l'interesse (curiosità? compassione? pietà?) di alcuni problematici esemplari di sesso femminile.
In genere si tratta di donne distratte che equivocano la tipologia di dj: lo vedono armeggiare autorevole in consolle e cadono nel tranello. In realtà il dj pretenzioso non ha niente a che vedere con gli spensierati e fascinosi cocainomani che entusiasmano i dancefloor della riviera di Rimini e Riccione. Già solo il colorito cereo del volto e l'espressione corrucciata di chi soppesa come se ne andasse della sua stessa vita la scelta di passare dai Sonics ai White Stripes, mentre in pista non c'è nessuno, dovrebbero essere un deterrente sufficiente per tutte le ragazze circostanti, anche le più disperate. Esistono altri campanelli d'allarme che potrebbero salvare da questa trappola umana le potenziali vittime. In genere basta fare attenzione alla prima domanda che pone il dj pretenzioso. Quasi sempre per approcciare questi rari esemplari femminili il dj pretenzioso lascia cadere nella conversazione in modo finto-casuale l'inesorabile "Ma tu che musica ascolti"? Molte potrebbero pensare a una banale chiacchierata per rompere il ghiaccio, equivalente a quelle sui segni zodiacali et similia. In realtà il dj pretenzioso sta valutando seriamente se esistono chance da concedere a questa relazione in nuce, riservandosi eventualmente la possibilità di non passare nemmeno alla domanda successiva. A quel punto le candidate DdDP (Donna del Dj Pretenzioso) sono ancora in tempo per salvarsi.
Ora mi rivolgo a voi col cuore in mano, ragazze. Usate la testa, prendete precauzioni! Basterebbe rispondere Vasco Rossi o Laura Pausini per elevare una salvifica barriera tra voi e la relazione più sbagliata della vostra vita. Proteggetevi! È per salvaguardare la vostra dignità, per non dover mai arrivare a dire un giorno "Scusa caro, non ti arrabbiare, davvero non potevo immaginare che punk melodico californiano e power pop avessero tanti elementi in comune!".
Se il dj pretenzioso si presenta come un semplice appassionato di musica, non essendo ancora stato smascherato, le cose si complicano. Occorre farlo venire allo scoperto. Nella maggior parte dei casi vi confesserà di essere un dj pretenzioso solo dopo alcuni appuntamenti, per non compromettere l'unica possibilità stagionale di un'agognata copula. Ciò è dovuto al fatto che tale rivelazione normalmente sortisce nelle donne un effetto più respingente dell'ammissione di dipendenze da stupefacenti pesanti e di pratiche quali la coprofilia. Ergo nessun dj pretenzioso si sognerebbe mai di usare questo suo "hobby" come arma di seduzione, strumento invece utilissimo per tutti gli altri tipi di dj che rimorchiano direttamente dalla consolle. Dove spesso riescono persino a consumare, fra un missaggio e l'altro.
A volte delle donne, spesso non del tutto consapevoli delle conseguenze a cui vanno incontro, decidono scientemente di avere relazioni con dei dj pretenziosi, proprio in quanto dj pretenziosi. D'altronde la selezione naturale passa per vie spesso per noi imperscrutabili. Anche al dj pretenzioso, per quanto sembri contronatura, viene concessa l'opportunità di accoppiarsi. Ma ci sono equivoci da chiarire, elementi da conoscere per operare una scelta del tutto consapevole.
Per iniziare: essere la DdDP non vi garantisce i privilegi che hanno le donne degli altri dj. Nessuno vi offrirà bevute gratuite nel club dove lavora il vostro uomo, visto che a causa della musica selezionata da lui il locale è costantemente vuoto. Pagherete tutto e a prezzo pieno. In alcuni casi appositamente maggiorato. Si narra di alcuni dj pretenziosi particolarmente disperati che iniziano relazioni sentimentali solo per costringere le malcapitate ad assistere agli interminabili dj set e così facilmente raddoppiare le presenze nel posto dove lavorano. Inoltre nessuno vi metterà gratuitamente nelle liste di "amici" e "vip" che non pagano all'entrata. D'altronde non c'è nessuna fila da saltare, figuriamoci se i proprietari mettono un biglietto all'ingresso, non sapreste davvero cosa farvene di un privilegio del genere. C'è per voi il grosso vantaggio che praticamente nessuna donna attenterà alla stabilità della vostra coppia, perché veramente chi lo desidera un idiota che passa la vita a rimuginare se mettere un brano di Amy Winehouse sia da vero dj indie. A parte forse alcuni esemplari più aggressivi di Strappona Vulgaris. Vi attendono però lunghe serate di noia in bar infrequentabili, costrette a presenziare per amore del vostro mischiadischi del cuore. Mentre le vostre amiche si divertono sfacciatamente altrove, ballando musica latin, strusciandosi addosso a nerboruti ballerini sudamericani, ubriache di mojito e shottini, voi rimarrete da sole ad ascoltare musica che non vi piace, nonostante la vostra pretenziosa metà non se ne faccia una ragione ("Che significa non mi piacciono questi!? Ma sono i Vaccines!"). Se può consolarvi sappiate che come voi la pensa il resto della popolazione mondiale. Il tutto mentre l'indaffaratissimo consorte giramanopole non vi degna praticamente di uno sguardo e se gli rivolgete la parola sbuffa pure, perché è tutto concentrato a cercare la liason fra un pezzo dei Pere Ubu e uno dei TV On The Radio.
Dopo un numero in genere abbastanza breve di sventurate notti trascorse ad appassire su uno sgabello, trangugiando costosissimi ma mai sufficienti drink, anche la più innamorata delle DdDP inzia ad inventare scuse per evitare quelle crudeli sedute di tortura. Il dj pretenzioso in genere la prende malissimo, ma finge ipocrita condiscendenza ("No cara, davvero, non importa se non vieni stassera, capisco che tu abbia voglia di passare una serata con le tue vecchie zie, ogni tanto"). Lo vedrete per le settimane seguenti con un muso lungo chilometri. Quando lei deciderà infine di tornare ad ascoltarlo mettere dischi, dopo aver subito continue pressioni, minacce e ritorsioni e si troverà di nuovo davanti al solito locale deserto, lui dapprima tenterà una tardiva captatio benevolentiae dedicandole canzoni che lei giustamente schifa ("Ma cara, questa è la nostra canzone!") e subito dopo sarà pronto a colpevolizzarla ("Guarda, fino a dieci minuti fa era strapieno di gente che ballava sui tavoli, mi sa che sei tu che porti sfiga"). A quel punto la santa donna dovrebbe ricorrere alle cure di uno specialista in disordini della personalità.
Anche per quanto riguarda la vita casalinga la donna del dj pretenzioso deve rassegnarsi a lunghe solitudini e infiniti silenzi mentre lui affitta l'impianto, monta l'impianto, mette i dischi, compra i dischi, sceglie i dischi, prepara i dischi, scrive i titoli delle canzoni, scrive le recensioni, va ai concerti, di cui dopo scriverà delle recensioni, interagisce in rete con mezzo universo musicale indipendente, come se ne facesse davvero parte. Inizialmente la poverina soffrirà per questo. In realtà la DdDP arriverà presto a comprendere che quel silenzio è spesso preferibile alle conversazioni di estremo interesse sul singolo di Jamie XX o sulla scarsa forma dei Washed Out nell'ultima data italiana. In quei casi, oh sventurate ragazze, annuite sempre e non contradditelo mai. Tanto fra un po' dovrà lasciarvi per andarsene ad aggiornare il suo blog o a uno dei suoi imperdibili concerti. Altre informazioni utili:
Non è un caso che spesso, senza lasciare nemmeno un bigliettino di addio, da un giorno all'altro la poveretta fa le valigie in tutta fretta e scappa. In genere con altri uomini che ha conosciuto mentre il dj pretenzioso era a girare dischi o all'ennesima imperdibile serata di un'etichetta specializzata in gruppi screamo. Al nuovo compagno la ormai ex DdDP avrà chiesto prima che tipo di musica ascolta, per cautelarsi. Solo dopo che il candidato avrà risposto "I Modà e Gigi D'Alessio" e avrà dimostrato di possederne le discografie complete con copie originali degli album, la donna rinfrancata alfine gli si concederà sessualmente in modo generoso ed entusiasta.
(dedicato alla mia paziente DdDP)
I awake in bed. I’m warm and safe, like every morning. Outside it is twenty below zero, but from inside my home winter seems far away.
As I rise and stretch, I notice I’m sore. Not from tending the fields though. I have no fields. Some unseen person does all the field-tending for me. Sometimes I forget that there’s any field-tending going on at all.
I buy all my food — I wouldn’t know how to grow it or hunt it. Three or four hours’ pay gets me a week’s worth. It’s a pretty good arrangement. I’m thirty years old and I’ve never gone a day without food.
My soreness is actually from my leisure time, not work. I spent yesterday sliding down a snow-covered slope with a board attached to my feet. After that I was pretty worn out, so I went to a friend’s house, drank beer that was wheeled in from Mexico by another person I never met, and watched a sporting event as it unfolded in Philadelphia.
I don’t live in Philadelphia, but my friend has a machine that lets us see what’s happening there. I have one too. Almost everyone does.
The sun won’t rise for another hour, but I don’t need to light a fire or candles. I have artificial ones, mounted on the ceiling. Hit a tiny switch and I can see everything, any time of day. [#]
Continua qui, e un po' fa pensare.
Dell'eterno conflitto fra il dj pretenzioso e il bravo dj, delle depressioni del dj pretenzioso disoccupato, del dj pretenzioso a una festa ben riuscita in cui però non è lui a mettere i dischi e del mistero delle onnipresenti valigette dei dischi
La bibbia del dj si chiama Last Night a Dj Saved My Life, un libro di Bill Brewster e Frank Broughton che racconta la meravigliosa storia della musica da ballo, la nascita e l'evoluzione della figura del dj e dei dancefloor. Una delle frasi contenute in LNADSML che ogni dj dovrebbe tatuarsi sulla pelle è
"il bravo dj è quello consapevole di avere davanti non un pubblico ma gente che vuole ballare e divertirsi".
Sembra facile, ma non per il nostro dj pretenzioso, che a sua volta crede di avere una missione. Non tanto e non solo farli ballare e divertire, quanto evangelizzare le piste da ballo con la sua musica nuova e di qualità.
Il dilemma del dj pretenzioso nasce proprio da tormentose riflessioni attorno a questo assunto "Quanta gente riesce a divertirsi ballando l'ultimo di Caribou? Più o meno che se mettessi la Bamba? E allora perché mi ostino a non mettere la Bamba? Sarà mica che non sono un bravo dj, visto che Caribou non lo balla nessuno?". Di solito è quello che credono i gestori dei locali, il che spiega il frenetico turn over di dj pretenziosi. Forse dipende anche dal posto in cui il dj pretenzioso si trova a mischiare i suoi spocchiosissimi dischi. In genere però la risposta rassicurante che il povero ottuso si fornisce è "Sono loro che non mi capiscono, il mondo è ingiusto, la società non è ancora pronta per questa musica" e continua a suonare oscuri live degli Spiritualized, chiedendosi perché la pista resti vuota.
Nel suo Mamma, Mamma, Voglio Fare Il Dj l'ineffabile Fabio De Luca invita gli aspiranti dj a suonare ovunque ce ne sia la possibilità, anche luoghi poco ortodossi: rosticcerie, mense scolastiche, autolavaggi. Per il dj pretenzioso questa è spesso una triste necessità più che una scelta. Sono già pochi i locali ove tollerano la sua improponibile musica. Mettersi a fare troppo i difficili significherebbe passare lunghe stagioni di inattività. E vi assicuro che c'è solo un soggetto peggiore del dj pretenzioso: il dj pretenzioso disoccupato. Lo spettacolo umano del dj pretenzioso disoccupato è straziante, il soggetto cade in una spirale di depressione condita da complessi di persecuzione e si rinchiude in un bozzolo di totale incomunicabilità, da cui esce brevemente solo per stroncare qualche disco sul suo moribondo blog. Le scene più penose si possono assistere quando il pretenzioso/disoccupato viene a tradimento condotto a una festa dove c'è un altro dj e dove tutti – manco a dirlo – ballano e si divertono. Una festa dove insomma suona un bravo dj. Il suo anticristo personale.
Il pretenzioso/disoccupato schiumerà ovviamente invidia, non ballerà assolutamente mai, anche se la playlist dovesse essere di suo gradimento non lo darà affatto a vedere, non farà che lamentarsi con tutti della musica troppo commerciale, della scaletta prevedibile e disomogenea, dei passaggi realizzati male. Inoltre scaglierà maledizioni assortite al suo concorrente (?) sperando che queste lo colpiscano all'istante cosicché il bravo dj non possa continuare il suo dj set e qualcuno urli allarmatissimo la frase che il dj pretenzioso attende di ascoltare da una vita "Fate presto! C'è un altro dj in sala?"
Così si spiega il mistero delle preziose valigette di dischi da cui il dj pretenzioso, anche se disoccupato, non si separa mai.
Ciao, oggi è il mio compleanno, e per festeggiare me ne vado a Londra per qualche giorno. Consigli, dritte e pacche sulla schiena sono i benvenuti.