cinema

mercoledì, 26 02 2014

Ops e molte altre impronte digitali

di

OPSVi è mai capitato di parlare con uno sviluppatore front end? Noi lo abbiamo appena fatto a Impronte digitali su radiocitta’fujiko. Andrea De Carolis è stato nostro ospite, invitato dalla nostra social media manager Biljana Prijić, e ci ha raccontato i suoi vari progetti.

 

Il primo è ops.is/cinema una app essenziale, nella forma e nella sostanza, per scegliere i film nelle sale di Bologna, Milano, Torino (per ora, ma è in espansione), senza dover sottostare a inutili banner, markette, trailer etc.

 

Poi ci siamo piacevolmente persi a chiacchierare dei Net Awards, di responsive design, della prossima apertura di un Open device lab a Bologna.

Non rimane che ascoltare tutto qui sotto nel consueto podcast.

 

venerdì, 14 12 2012

The Lord of the Rings honest trailer

Oggi volevo postare tutta un'altra cosa, ma poi mi sono imbattuto nell'honest trailer de Il Signore degli Anelli e visto che in questo periodo siamo tutti in mood tolkieniano mi sono messo a guardarlo e ho riso per così tante volte che, vabbè, giudicate voi.

 

mercoledì, 28 11 2012

Sono stato al cinema

Come sapete già se mi seguite su Twitter, nelle ultime settimane ho fatto un giro al festival del cinema di Roma e a quello di Torino, e ho visto una quindicina di film. Dopo ogni proiezione mi sono (quasi) sempre prodotto nello sport preferito dei festival-goers, utile nella grande conversazione della community con gli altri spettatori quanto come piccolo esercizio di sintesi ed ecologia mentale: la micro-recensione in 160 caratteri. Le metto tutte qua, nella speranza che prima o poi possano essere utili a qualcuno:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

mercoledì, 27 06 2012

Pogo, Pulp Fiction e il futuro del remix

Lo so che è vecchio di quasi una settimana (ooold!), ma io in questi giorni non ho mai il tempo di fare niente quindi ho visto solo adesso il più recente video di Pogo, un mega remixone di Pulp Fiction che è un vero proprio orgasmo per gli appassionati di musica e delle opere del buon Quentin (non necessariamente in questo ordine). Una bella riflessione sul suo significato, poi, la trovate da Luca Cabal.

 

mercoledì, 21 12 2011

Michel Gondry does Taxi Driver

Michel Gondry ha rifatto Taxi Driver, a modo suo.

 

 

venerdì, 16 12 2011

I film in America stato per stato

[una spettacolare infografica in flash da Very small Array. Clicca qui per vederla a tutto schermo.]

lunedì, 26 09 2011

Back to the future a cappella

Non c'è niente di meglio per cominciare con il piede giusto la settimana della scena dell'inseguimento di Ritorno al futuro (quella in cui Marty accidentalmente inventa lo skateboard) con la colonna sonora interamente cantata a cappella:

 

giovedì, 22 09 2011

Il critico cinematografico cieco

Una decina di giorni fa sono stato al cinema a vedere L'ultimo terrestre, il primo film girato da Gipi. Il film non è perfetto però mi è piaciuto; ma non voglio parlarvi di questo. Alla fine della proiezione sono rimasto quantomeno perplesso dal notare che stava uscendo dalla sala del cinema anche un gruppo di tre o quattro persone cieche, ed era impossibile non farsi venire almeno un dubbio su quel che potessero aver capito di un film che si basa assai poco su audio e dialoghi e che ha intere sequenze completamente prive di un sonoro che possa indicare cosa sta succedendo sullo schermo. Da lì a soffermarsi a pensare un attimo al rapporto tra non vedenti e cinema (che a naso è assai più complesso di quello dei non udenti, che quantomeno hanno la pagina 777 del televideo e i sottotitoli) il passo è stato breve. E' come guardare un film voltati di spalle sentendo solo il sonoro: con certi film orientali o del primo novecento deve essere un'esperienza molto vicina al NON essere un'esperienza.

Qualche giorno dopo, poi, ho scoperto l'esperienza di Tommy Edison, meglio noto come blind film critic. Come da definizione, Edison è un critico cinematografico cieco e il suo sito, costituito per lo più da video, promette «a humorous and unique perspective on movies». «Prospettiva» in realtà in questo caso sembra un termine un po' infelice, ma forse «Punto di vista» era ancora peggio.. 
Come dice Ganz che mel'ha segnalato è più bella l'idea in sè delle recensioni vere e proprie. Ma è un dettaglio.

martedì, 20 09 2011

Lebowsky Art

Il pittore americano Joe Forkan realizza quadri che ritraggono scene de Il grande Lebowsky ispirati a celebri opere della storia dell'arte. Quello qua sopra si chiama La cena di Emmaus come l'omonimo quadro di Caravaggio, ma ne trovate molti altri, bellissimi, sull'apposita sezione del suo sito.

martedì, 26 07 2011

Nerdgasm

 

E' un film che sembra provenire direttamente dalla fantasia malata di noialtri nerd: si chiama Knights of badassdom, racconta la storia di alcuni giocatori di ruolo dal vivo (sort of) che si ritrovano a un raduno in mezzo a un bosco ed accidentalmente evocano un demone vero e proprio ed è interpretato da una all-star di attori da alcune delle più celebri serie tv del momento (ci sono Jason di True Blood, Tyrion Lannister di Game of Thrones, Davis di Treme, Abed di Community, Paul Kinsey di Mad Men, River di Firefly e vari altri). Nei giorni scorsi, al Comic-Con di San Diego è stato presentato il trailer che vedete qui sopra, e le premesse per un film di culto ci sono tutte. Ora speriamo che in Italia non lo traducano come «I cavalieri di spaccaculandia», anche se in questo caso sarebbe una traduzione quasi letterale.

(via)

martedì, 19 07 2011

L’ultimo frame

E' un giochino divertente e per nulla scontato anche per i cinefili più hardcore: sapreste riconoscere un film dal suo ultimo fotogramma? Where the lovely things are si è dedicato a raccogliere gli ultimi frame di alcuni celebri film della storia del cinema, e se avete un po' di tempo vi invito a guardarveli tutti e a cercare di indovinarli (prima di leggere le soluzioni, che sono in fondo): la maggior parte sono davvero difficili.

E ora ci metto anche del mio: qualcuno riesce a indovinare a quale dei miei film preferiti appartiene l'ultimo fotogramma qua sotto? E' un film famosissimo, ma io non credo lo avrei indovinato.  

 

martedì, 29 03 2011

Boris – il film

 

Quando ci si trova a parlare di Boris – il film è impossibile non cominciare dal folle e ambizioso progetto che incarna: portare al cinema quella che è stata la serie tv italiana più bella e amata degli ultimi anni (ma, forse di tutti i tempi). Ci voleva un miracolo, ma il film ce la fa, e riesce a traghettare con spaventosa naturalezza sul grande schermo tutto ciò che ha reso la serie un culto per un numero incalcolato (ma grande) di persone: il sarcasmo amaro e disincantato sulla situazione italiana, i personaggi grotteschi eppure dannatamente familiari, i tormentoni esilaranti e la scrittura di dialoghi di altissima qualità.

 

Ma c'è di più: l'effetto «serie tv al cinema» viene quasi ribaltato, e ci si scopre a pensare a quanto l'anomalìa sia stata semmai l'essere riusciti a portare in televisione (anche se sulla pay-tv prima e sul digitale dopo) un'opera così stratificata e metaforica, in cui si ride tanto per «Bucio di culo!» quanto per l'affresco impietoso della situazione lavorativa, politica e umana di questo cazzo di paese che è talmente rovinato che è quasi riuscito a farci affezionare ai suoi peggiori difetti. Certo: il film, come la serie, non è perfetto, e verso il finale si ripiega un po', replicando uno schema in qualche modo simile a quello dell'ultima stagione. Ma non può che andare così, e probabilmente ogni altro finale sarebbe stato sbagliato.

 

Di più, senza svelarvi la trama, non posso dire. Ma se amate la serie amerete il film, mentre se non la conoscete potrebbe essere il modo perfetto per vedere all'opera Renè Ferretti e soci in forma assolutamente smagliante. Portateci gli amici, la mamma, il babbo e i fratelli minori, e ho il sospetto che piacerà un po' a tutti, e non necessariamente per motivi diversi. Non so come ci riesca, ma ci riesce. GENIO!

 

 

giovedì, 24 03 2011

The movie math quiz

Questo è il tipo di cosa che piacerà ai matematici e che piacerà ai cinefili, che è risolvibile solo da parte dei matematici cinefili e che è completamente priva di significato per i non matematici e non cinefili.
Io però non sono nessuna delle due cose, ma sono un geek e queste cose mi divertono da matti, quindi: riuscite a indovinare i titoli dei 10 film a cui corrisponde ciascuna di queste immagini a sfondo matematico?

 

venerdì, 03 12 2010

Michael Cera VS the world

Ciao, mi chiamo Michael Cera, recito nei film pucci e suono il basso in un gruppo nuovo insieme a Joe Plummer dei Modest Mouse, Nick Thorburn degli Islands e Honus Honus dei Man Man. Anche se sto sulle palle un po' a tutti (ma ho recitato nella serie tv di culto Arrested devolpment! Certa gente non ha davvero rispetto), e se, dopo tutta la monnezza che ho fatto, eravate prontissimi a odiare il mio ultimo film, Scott Pilgrim VS The World in realtà un po' vi è piaciuto (però non lo ammetterete mai). Come non ammetterete che questi Mister Heavenly sembrano abbastanza promettenti; non avranno fatto un brutto affare a tirare in mezzo uno sfigato come me?

 

 

 

[se vi interessa, qua c'è tutto il concerto di qualche giorno fa a Portland in MP3; qua tutti i video]

giovedì, 02 12 2010

Fare l’amore, ridere, il caffè e antani

di

Non so chi di voi guardi abitualmente la tele, e non dico il televisore, dove sparate le cose che vi scaricate sugli ardìsc voi giovinastri, intendo proprio i canali della tele, la Rai, la Mediaset, la Sette. Se avete acceso uno di questi canali negli ultimi giorni avrete probabilmente visto questo spot del caffè Lavazza.

  

  

Niente di nuovo, anzi, forse è meglio Julia Roberts zitta che l'inguardabile faccione della zia di Vincent Vega alle prese con Cocahunziker. Ma se i più svegli di voi osserveranno che il copy di questa roba è un po' polveroso e triste, alcuni dei più noti blog americani di pop culture non trovano per nulla normale che Julia Roberts prenda, pare, e dico pare, un milione e mezzo di dollaroni per una comparsata in cui non dice nemmeno, che ne so, "lavazza", "mamma mia", o "pizza spagheti bellusconi".

  

Ad aprire le danze è Jessica Coen su Jezebel, il cui breve post si intitola "The Most Lucrative 46 Seconds Of Julia Roberts' Career":

She who eats, prays and loves has also been paid $1.5 million to appear in an Italian commercial for Lavazza coffee…in which she doesn't say one word. Though she does make three or four facial expressions, including "contemplative" and "joyous."

A seguire, Dan Hopper di Best Week Ever commenta così:

Here’s Julia Roberts appearing in an Italian commercial for Lavazza coffeemakers, where she was reportedly paid $1.5 million to watch Italian Keith Olbermann and an artist-looking dude banter then drink coffee and smile. This may sound high at first, in a world where 7,000 children will die instantly today solely because Lavazza didn’t give them .01% of that money for clean drinking water, but if you check the celeb Blue Book, that’s pretty much the going rate for getting Julia Roberts to stand, drink coffee, and smile (each action is 500k).

Ouch.

Gabe di Videogum fa leva su un argomento interessante, ovvero che Julia Roberts ormai ce la caghiamo solo noi:

Also, really, Italy? Julia Roberts? What, was Kathy Ireland unavailable? (Insert other examples of famously beautiful women who still look great not only for their age but for any age but also whom we can all agree have lost a certain cultural relevance when it comes to representing physical ideals.) At the very least, if you’re going to give Julia Roberts 1.5 million dollars, at least get some snappy sass from her. SNAPPY SASS!

Infine, anche un blog cinematografico come Cinematical ha qualcosa da dire sull'argomento, ipotizzando che le pubblicità europee e asiatiche siano ormai l'ultimo baluardo di uno star system morente:

If Julia, whose star power isn't what it once was, can command that much pay for a quick, silent job, one has to wonder if commercials will become a more prevalent source of celebrity income. As cinematic paychecks stay moderate, it's hard to refuse the opportunity to spend a day or two standing around, and get paid over a million bucks for the easy, breezy work.

mercoledì, 17 11 2010

Berlusconi meets Inception

Dal genio di Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi (ma secondo me da qualche parte c'è anche Ennio Annio): Inception – Made in Italy. Se nel leggendario Lost in Berlusconi. i protagonisti dovevano far reggere la trama tra un'improbabile smentita e una ricostruzione fantasiosa qua lo scopo è opposto: innestare l'idea delle dimissioni nella testa del premier. Ce la faranno?
[grazie a Lucia]

mercoledì, 10 11 2010

Una GIF animata vale più di mille parole (o fotogrammi)

La straordinaria e inquietante GIF animata a tema Shining qua sopra («Wendy?») nei giorni scorsi ha fatto il giro del web, ma quello che quasi nessuno ha menzionato è la sua provenienza. Il tumblr If we don't, remember me ne raccoglie varie decine, tutte a sfondo cinematografico e tutte con animazioni minime, usando una tecnica abbastanza inedita e ottenendo risultati inattesi. Insieme a quelle con Nicholson (tutte), la mia preferita è probabilmente quella con Margot Tenenbaum chiusa in bagno che si mette lo smalto. Ipnotica.

 

mercoledì, 20 10 2010

L’inferno del cinema

[Piccolo capolavoro dantesco a opera di Manu di Secondavisione. Clicca per ingrandire un po']

mercoledì, 13 10 2010

Impronte digitali VS i400Calci

di

Non sono mai stato un amante di horror e film d'azione. Mi diverte però l'assoluta goduria con cui gli appassionati del genere si beano di Schwarzenegger, Sly Stallone e simili. Per questo il mio programma preferito su radiocitta'fujiko è sempre stato il Reparto G.U.M. Per questo i400calci.com mi hanno subito affascinato.  Evidentemente tutto ciò che può essere "The Expendables" o le cronache del Fright Fest 2010 hanno conquistato anche i votanti dei Macchianera Blog Award che hanno attribuito il premio "miglior blog cinematografico 2010".

 

 

 

Per la nuova stagione di Impronte Digitali abbiamo l'onore e il piacere di ospitare Nanni Cobretti e Miike Bongiorno (nonostante le nostre insistenze, purtroppo Cicciolina Wertmüller non ci sarà). Appuntamento mercoledì 13 alle 19, ovviamente in streaming su radiocitta'fujiko. Non potete mancare se volete sapere tutto su gente come Dolph Lundgren, recuperare frammenti di vecchi classici, scoprire nuove sorprese come la saga de Los Extermineitors, non perdere le ultime novità in fatto di sempre vitale cinematografia giapponese e gli immancabili Premi Sylvester 2010.

 

lunedì, 30 08 2010

Messing with the physics of Lego

di

Ci sono buone possibilità che la penserete diversamente e sono certo che nei prossimi mesi l'argomento sarà fonte di lunghissimi litigi dai quali mi sottrarrò il più possibile, ma a scanso di sorprese dell'ultim'ora (leggi: Scott Pilgrim), per quanto mi riguarda Inception di Christopher Nolan è il film dell'anno. Se non lo è, poco ci manca.

  

E quindi? No, perché un tizio ha costruito una replica con i Lego della scena in cui la città si avvolge su se stessa (nessuno spoiler: il trailer l'avete visto no?) e dato che qui siamo su Inkiostro l'occasione era troppo ghiotta.

  

"What happens when you mess with the physics of it all?"

  

(via)

venerdì, 13 08 2010

Chevvelodicoaffà

The Royal Tenenbaums lego minifig

(via)

mercoledì, 16 06 2010

Lost in vabbè

Io lo so che è facilissimo e in qualche misura inevitabile esaltarsi guardando il trailer del nuovo film di Sofia Coppola Somewhere, che sembra il seguito di Lost in translation con la nostra musica al punto giusto (i Phoenix, Casablancas), quella alienazione troppo figa che vorremmo tutti provare (e invece quando ti capita non è proprio uguale), quel tocco di pop (Guitar hero) e di trash (i Telegatti, Valeria Marini) che stavola fa entrare pure il nostro paese sotto la spotlight, e in generale gli sguardi profondi e la serendipità e gli imprevisti che ti cambiano la vita e lo spleen molto molto poetico e il piacere delle piccole cose.

 

Poi però ti soffermi un attimo a pensare e il dubbio che ci stiamo davvero facendo un po' troppo prendere per il culo ti viene, no? Secondo me dovrebbe.

Poi magari il film è bellissimo e al cinema piangeremo tutti come degli agnellini e ci compreremo il DVD edizione deluxe con ore di contenuti extra che non guardaremo mai. Però adesso, dai, non ditemi che sono troppo cinico (perchè non è vero).

Il film negli USA esce a Natale (e chissà quando arriverà qua) (da noi invece esce a Settembre -Venezia?-, grazie a Kekkoz per la info). Mettiamoci comodi.

 

 

 

[il trailer in HQ]

mercoledì, 21 04 2010

Ecco dove l’avevo già visto!

La prima volta che hanno visto una foto dell'allora batterista dei Nirvana Dave Grohl, ormai quasi 20 anni fa, molti hanno avuto l'impressione di averlo già visto da qualche parte: ma dove? Non sarà mica che Grohl è esattamente identico alla protagonista femminile di uno dei thriller d'autore più famosi di tutti i tempi?

 

[la cosa divertente è che l'ha detto lui stesso in un'intervista a People, suggerendo che sia Shelley Duvall a interpretare il suo ruolo nell'imminente probabile film biografico sui Nirvana. GigaLOL]

venerdì, 19 03 2010

Alle porte di Tannhäuser

Blade Runner – Tears in Rain (in LEGO)

martedì, 09 03 2010

“Se abrieron las puertas del cielo que se escapó un ángel”

di

 

Non riesco a riempire il tempo che mi divide da un Darín pomeridiano su piccolo schermo, occhi a fessura stretta azzurra e qualche latina -sempre coi capelli lunghi- da quello di “Nueve Reinas”, “El Aura” (uh, Bielinsky) o “El Hijo de la Novia” (ancora Campanella alla sua prima nomination).
Il saluto a Retiro non mi emoziona poi tanto e mi infastidisce un poco, forse perché ora non credo che l’amore abbia molto a che vedere con lo struggersi per lo mezzo di un finestrino da treno, piuttosto con il continuo provocare di lei, o con quel –questa volta sì- romanticissimo modo di proteggersi e andare avanti, bilaterale e molto parallelo. Un po’ più vero di un paio di mani, immagini speculari non sovrapponibili, su un vetro appannato.
Lui scrive solo pezzi delle parole e lei aspetta, scadendo le proprie emozioni chiudendo e aprendo sempre la stessa porta. Bello, d’ora in avanti me ne porterò sempre appresso anche io una in legno.
Si fatica a definirne il genere, è drammatico, è thriller, è commedia, è un gran bel minestrone. Dopo un quarto d’ora inizi a renderti conto di quanto l’umorismo porteño possa divenire arrogante. Un po’ ridi, un po’ strozzeresti te ed i tuoi parenti stretti.
E siccome la storia inizia nei settanta ti pareva che non ci scappava pure la brutale ascesa sociale come bestia da regime? Sembra un po’ la risposta a quella non discussione che abbiamo avuto ad agosto, iniziata chiedendoci se in certi registi (io avevo appena deciso di non vedere più “Cordero de Dios” di Cedrón) i riferimenti alla dittatura nascessero da necessità vitale più che da sceneggiatura su carta.
La storia è corposa. Benjamín è in pensione, vuol fare lo scrittore, riapre –ovvio, senza aver mai chiuso davvero- il vecchio caso che di lui ne fa sempre tormento e finisce per rimettere insieme i frammenti di venticinque anni di vita e Argentina. È come tornare a casa e trovare niente cambiato.
Non che sia tutto un bene, eh.
Quelli di baires che si sentono sempre migliori di tutti, il lunfardo che sfiata da tutte le bocche ed il calcio che persino nelle lettere alla mamma riesce a chiudere il cerchio.
Francella lo adori nonostante non ti sorprenda nemmeno un po’ in quel ruolo. Racconta di amicizia da tutti i giorni, fatta di foto rovesciate e debolezze. Ti commuove la grandezza della recitazione di tutti, nessuno escluso, chi è trattenuto lo è per copione. Ti cattura anche ora, che "El Secreto de sus Ojos" neppure lo vedi, ma quasi lo riascolti solo.
Esistono ancora scene come quella enorme sopra-dal-sul-dentro del campo di pallone che ha la forza prima di sovrastare e poi di penetrare ogni cosa. E c’è un ascensore che cigola, un petto in una camicetta che ansima pesante, una pistola e nessuna parola.
Insomma, cadena perpetua un po’ per tutti.