tv series

martedì, 27 08 2013

The price is right, bitch

[un giovane Aaron Paul (ovvero Jesse di Breaking Bad) che partecipa da concorrente della versione americana di Ok il prezzo è giusto? Mi sa che è in giro da un po' ma mi era sfuggito. Del resto dopo Renzi alla Ruota della fortuna non è che ci sia da stupirsi]

martedì, 06 08 2013

The O.C. e la gentrificazione dell’indie-rock (e di questo blog)

Fino a qualche anno fa avrei segnalato lo spendidio post di Chris DeVille su Stereogum Deconstructing: The O.C. And Indie Rock Gentrification pochi minuti dopo la sua pubblicazione, e l’avrei probabilmente integrato con le mie riflessioni sul non-genere musicale a cui abbiamo dedicato parte della nostra gioventù. Ora invece, incastrato tra gli impegni di lavoro della mia società e quelli della vita personale, distratto dalla pianificazione di una vacanza in un posto esotico e senza neanche fare più finta di aver voglia di ascoltare dischi nuovi, lo linko con una buona giornata di ritardo e mi limito a un pigro copiaincolla. Come dice il finale, «For better or worse, indie rock has settled down into a comfortable life of luxury, nostalgia and privilege. Seth Cohen is all grown up, and he looks a lot like his parents.», che è in parte vero e in parte no. Ma non ho neanche più voglia di spiegarvi perchè in parte no, quindi facciamo che sì.

 

Ten years ago today, five words forever changed the nebulous concept known as indie rock: “Welcome to the O.C., bitch.” That dialogue was in the pilot of Fox’s teen soap opera The O.C., but you already knew that. The fact that it’s virtually impossible to imagine a reader of this website who isn’t aware of the show underlines the notion that it played a huge part in the genre’s trajectory this past decade — and in tastemakers’ retreat from it.

 

Let’s not belabor the whole “What does indie rock even mean?” thing. Yeah, “indie” is short for independent, and somewhere along the line it shifted from a description of a business model to a description of a musical style, at which point it was distended, like “grunge” and “alternative” and “new wave” and “punk” and “metal” and “rock” before it, beyond coherence. The O.C. played a pivotal role in that process. Still, even at this late date, you know indie rock when you hear it, whether in classicist forms like Parquet Courts and Cloud Nothings or modernized festival tentpoles like TV On The Radio and Spoon and Yeah Yeah Yeahs. It’s intangible but unmistakable — a designation you’d assign to Liz Phair’s shambolic underground smash Exile In Guyville but never her radio-baiting Liz Phair.

 

Back in June, I argued that a move like Phair’s much-maligned pop crossover attempt in 2003 never would have provoked so much outrage in 2013. The thesis was basically that “poptimism” — the unapologetic embrace of pop music once deemed distasteful by critical elites — had been internalized to the point that your average straw-hipster is more likely to fawn over Justin Timberlake or Beyonce than the Walkmen or the National, and that becoming a superstar, even “selling out” to become a superstar, is now applauded rather than shunned. It ended like so: “In 2013, poptimism is the air we breathe. Why that happened is a complicated argument for another essay.” If there was ever an occasion for that essay, it’s the tenth anniversary of The O.C., a major player in the gentrification that helped drive away the kind of people who think of themselves as cutting-edge. [#]

venerdì, 02 08 2013

Betting Bad

Per compensare il fatto che quando tra 9 giorni andrà in onda la première dell’ultima stagione di Breaking Bad io sarò in un posto selvaggio privo di computer e connessione, oggi qua si gioca a Betting Bad, il sito di scommesse (senza soldi) su come finirà la serie messo in piedi da alcuni fan (e fatto da Dio). Scimmia.

 

martedì, 30 07 2013

You know nothing, John Snow

martedì, 14 05 2013

Pubblicità progresso per nerd

[La pubblicità progresso contro i finti nerd di Portlandia]

lunedì, 13 05 2013

Game of checkins

Prendete una delle serie tv più di successo degli ultimi anni (Game of thrones) con una delle sequenze di opening titles più originali e distintive che ci siano in giro (la parodizzarono anche i Simpson, vi ricordate?), e incrociatela con un piccolo fenomeno delle reti sociali per la verità un po' in declino (Foursquare), e come i personaggi della saga di Westeros avrete anche voi un'epica sigla persolalizzata a volo d'uccello sui luoghi della vostra vita, usando Game of checkins.

(grazie a Checco)

Game of Checkins is a mashup of Google Earth and Foursquare that generates the opening credits to Game of Thrones, using your friends' hard earned mayorships as kingdoms. Because, like, being mayor is hard work. It's like this:

 

venerdì, 12 04 2013

The Simpsons + Breaking Bad

[Bastano il colore blu, una soggettiva dall'interno di un contenitore e un cappello. Inoltre: nuove frontiere del meta.]

mercoledì, 03 04 2013

Qual è il punto di congiunzione tra Mad Men e Girls?

Quando hai un blog da più di 10 anni, a volte ti capita di cercare qualcosa su Google e di finire per essere rimandato a una pagina che il te stesso di qualche anno prima ha scritto e pubblicato e il te stesso arterioslerotico e drammaticamente privo di tempo libero di adesso ha invariabilmene dimenticato.

L'altra sera, per dire, stavo cercando una cosa su Mad Men (la cui sesta e penultima stagione comincia la prossima settimana su AMC), e sono finito su questo mio post di tre anni fa, in cui presentavo una notevolissima versione suonata del tema della serie (di RJD2) incrociato con la standard americano Nature Boy. Ricordandomi che meritava ho guardato di nuovo il video, e l'occhio mi è immadiatamente caduto sulla cantante, che a suo tempo non avevo mai visto, mentre che ora, surprise, è tra le protagoniste di una delle serie tv più acclamate dell'anno. Immaginandomi un improbabile crossover, spingo di nuovo Play.

 

giovedì, 14 03 2013

Papa Heisenberg I

[da un twit di Bryan Cranston himself]

mercoledì, 13 03 2013

In una giornata come oggi è impossibile non postare House of Cardinals

[ma vi farà ridere solo se avete già visto House of cards, l'eccellente serie tv di Netflix con Kevin Spacey e Robin Wright. Io l'ho divorata.]

lunedì, 11 03 2013

E’ tempo che qualcuno ambienti una serie in Iowa

[in realtà manca dalla cartina ma esiste. Dettagli e mappa ingrandita su Osservatori esterni]

venerdì, 08 02 2013

Game of Downton Abbey

Questa mi mancava: una specie di mash-up suonato delle sigle di Game of thrones e Downton Abbey.

 

venerdì, 25 01 2013

[obbligatorio] Lego + Breaking Bad = WOW

[Non è ufficiale, ma è chiaro che è Walter White. Si compra qua. E c'è anche Omar di The Wire]

martedì, 15 01 2013

Game of poltrones

 

 

 

 

 

Altre ancora su Game of poltrones.
[grazie a Giudit]

venerdì, 19 10 2012

Sound of cylons

Se siete degli hardcore fan di Battlestar Galactica cliccate e cantate con Simon & Garfunkel. Se non lo siete, andatevelo a guardare e poi tornate.

 

giovedì, 11 10 2012

La sigla dei Simpson in carne e ossa

La sigla dei Simpson è ormai un pezzo di cultura pop che è stato remixato innumerevoli volte nel corso del tempo; però questo re-enactment fatto da attori veri (impressionante nella precisione dei dettagli) non l'avevo ancora visto.

 

 

 

Update: Chiamatemi Alzheimer: l'ho già postato più di 6 anni fa. Aiuto.

giovedì, 20 09 2012

«Uhm, what would Benedict Cumberbatch do?»

TV shows: how to be a real fan

mercoledì, 12 09 2012

Sapevo che l’avrebbero fatto: The Wire in versione RPG a 8 bit

La rubrica di CollegeHumour è ormai un genere a sè stante, e dopo Game of thrones (2 volte), Breaking Bad, Dr. Who, Battlestar Galactica e Jersey Shore si sentiva la mancanza della serie tv più bella di tutti i tempi tra quelle che sono passate sotto il trattamento che le trasforma in ipotetici videogiochi RPG a 8 bit.

Come al solito qualità altissima, ripescaggi geniali (la mitica scena in cui l'unica battuta è «Fuck») e spoiler (anche se sono divisi per stagioni, quindi è facile fermarsi dove si è arrivati). Uno spettacolo.

 

giovedì, 19 07 2012

The Wire in versione Lego

Due delle mie cose preferite al mondo (The Wire, la migliore serie TV di tutti i tempi, e i Lego) insieme? Avrei postato questo video prima ancora di vederlo. Ma poi l'ho visto, e oltre ad essere fatto da Dio, è anche esilarante («What's up his ass?» «No one likes our season, that's what»; Carcetti to join Game of thrones, «Shiiiiiiiiiiiiiiit»). Roba che ti sistema la giornata.
(va in ordine cronologico, quindi occhio agli spoiler)

 

 

giovedì, 05 07 2012

La seconda stagione di Game of Thrones come videogioco a 8 bit

Quelli di College Humour l'hanno fatto di nuovo.

(e se non avete visto tutta la seconda stagione della serie, non provate a cliccare)

 

 

giovedì, 21 06 2012

«Some straight like you, giant stick up his ass at like what, sixty, he’s just gonna break bad?»

Sono incappato per caso in questo eccellente recap delle prime 4 stagioni del capolavoro Breaking Bad fatto dall'utente YouTube Jswinney1 un po' in stile Requiem for a dream e ora non so se riuscirò ad aspettare quasi un mese. La quinta e ultima stagione della serie creata da Vince Gilligan comincia su AMC il 15 Luglio.

 

giovedì, 03 05 2012

Hai presente quel vecchio videogioco fantasy con gli incesti

Game of thrones theme, 8 bit version.
Creata su un Commodore 64 dallo svedese Komposiktrut, rilanciata da Swedes please, segnalatami da Federico.

martedì, 27 03 2012

Serialmente, Impronte digitali

di

Frenesia, gran fotta, ganixedda. Son tutte parole che esprimono il nostro sentire comune verso le serie tv e i loro protagonisti. Bramiamo di sottotitolare, vedere e finalmente dibattere. Che è esattamente quello che faremo stasera alle 19 su radiocitta'fujiko con Chiara Lino, giornalista del Post che scrive recensioni di serie tv su Serialmente. "Opinioni non richieste sulle serie tv americane".

 

Vi confesso che nel mio ufficio ho fatto installare un cassetto di camicie inamidate, e intanto qui sotto il podcast.

 

MP3 – IMPRONTE DIGITALI Serialmente

 

martedì, 20 03 2012

Game of foams

Le saponette con gli stemmi delle casate di Game of Thrones si comprano su GeekSoap, un sito che, come dice il nome stesso, è specializzato in saponette a tema nerd, come quelle di Super Mario, della cartuccia della SEGA, del dado da venti o di Donkey Kong. Il tutto, peraltro, senza menzionare quasi mai i veri (e palesi) oggetti delle saponette per non incorrere in problemi di copyright. Ah, c'è anche il guanto da scrub di Cthulhu.

mercoledì, 14 03 2012

Spoiler Etiquette

di

Ah, spoiler. Possiamo metterci a discutere per settimane su cosa sia o meno uno spoiler e dove si possa tracciare la linea di confine tra ciò che va celato e ciò si può discutere pubblicamente di una serie tv, in corso o terminata. Ma ci sarà sempre qualcuno che violerà questo tacito accordo, causando litigi e disagio sociale.

    

Per combattere questa terribile piaga contemporanea, gli attori di alcune popolari e/o amatissime serie tv (True Blood, The Wire, Battlestar Galactica, Walking Dead, Dexter, Heroes) si sono riuniti in un PSA sotto l'egida di College Humor (leggi: non è una cosa seria) per proporre finalmente una Official Spoiler Etiquette.

 

Attenzione. Contiene spoiler.

 

 

[per la precisione: i "veri" spoiler contenuti nel video riguardano la fine della terza stagione di The Wire e la fine della quarta stagione di Dexter]