Daft Punk – Giorgio by Moroder
Adrian Tomine – New York Drawings
Mad Mern s06e06
L'enchillada di Alma a Red Hook
Phoenix – Chloroform
Gli Ava Luna alla Brooklyn Bowl
Daft Punk – Giorgio by Moroder
Adrian Tomine – New York Drawings
Mad Mern s06e06
L'enchillada di Alma a Red Hook
Phoenix – Chloroform
Gli Ava Luna alla Brooklyn Bowl
[È l'illustrazione di una t-shirt che si compra qui]
Come da teaser qua sopra, la seconda stagione dell'everyone's favourite guilty plasure Game of Thrones andrà in onda ad Aprile su HBO.
Breaking Bad è probabilmente la migliore serie tv di questi anni. Potreste pensare che io lo dica sull'onda dell'impatto emotivo dello spettacolare season finale che è andato in onda tre sere fa su AMC, ma non è così. Dall'inizio della terza stagione in poi ogni puntata è una piccola meraviglia di scrittura, di regia e di recitazione, tenuta in piedi da una trama sorprendente, da dialoghi perfetti e da attori bravissimi (per la sua interpretazione del protagonista Walter White, Bryan Cranston ha vinto 3 Emmy di fila come miglior attore di una serie drammatica). Insieme a The Wire, a Studio 60 e a Mad Men è probabilmente la serie tv che mi sia piaciuta di più di tutti i tempi, e mi meraviglio sempre a scoprire quanto poco sia nota dalle nostre parti.
Mentre voi ve la procurate e mentre io medito se rivedermela tutta dalla prima puntata, vi evito ogni spoiler ma vi lascio con i due azzeccatissimi pezzi presenti come soundtrack dell'ultima puntata. Sarà una lunghissima attesa fino all'ultima stagione dell'anno prossimo, e non ho veramente idea di cosa diavolo il creatore Vince Gilligan tirerà fuori dal cappello. Ma sono matematicamente sicuro che mi stupirà.
Torna Impronte digitali, emerita trasmissione su radiocitta'fujiko di Bologna, ogni martedì alle 19, per parlare di web e nuove tecnologie.
Quest'anno cominciamo incontrando Pier Mauro Tamburini, autore televisivo (nello staff di Camera Café), giornalista per il Post e ora dedito alle webseries. Una di queste è La deriva del panda, (Inkiostro ne ha già scritto), e Pong. Scopriremo scena e retroscena del fenomeno webserie: curiosità e gag che riguardano le serie e il modo in cui vengono scritte, domande seriose su come si produce una webserie, in quanti giorni si gira e dove, quanto costa e se si guadagna, fra quante decadi Endemol e simili si accorgeranno del fenomeno e, in generale, dove sta portando questo intreccio tra web e video.
Intanto rinnovo l'invito a guardarla e come da tradizione il podcast
MP3 – IMPRONTE DIGITALI – Pier Mauro Tamburini
Parto sempre un po' prevenuto con le webserie, ma la puntata zero dell'italianissima La deriva del panda mi ha strappato un paio di risate di quelle grasse. E' fatta di sketch veloci sui rapporti tra giuovani uomini e giuovani donne, è stata scritta, girata e montata in 10 giorni, e dietro ci sono alcuni dei nomi di quel piccolo fenomeno che è stata Pong. Se oggi avete una ventina di minuti liberi spingete play.
[create da artanis-one. Su DeviantArt trovate anche il Dr. Zoidberg, Mordicchio e Morbo]
Gli ultimi mesi sono stati particolarmente positivi per lo sviluppo delle webserie italiane: l'esempio più clamoroso è stato senza dubbio quello di Freaks!, una miniserie ispirata esplicitamente a Misfits che ha avuto un notevole impatto (800 mila views per il primo episodio) ma non ce ne sono state altre capaci di eguagliarne il successo.
Qualche ora fa è uscito il trailer di una nuova webserie tutta italiana che, se mantenesse anche solo metà di quello che promette in questi 45 secondi, potrebbe diventare un caso. Oppure no. Si intitola Last Monkey, è composta da 6 episodi e andrà "in onda" ogni giovedì su Youtube a partire dal primo settembre.
Girata in poco più di una settimana giorni con due settimane di post-produzione e diretta da Giuseppe Contarino, Last Monkey è descritta così nel profilo Facebook ufficiale:
Salti temporali. Atroci omicidi. Sangue. "Last Monkey" è la storia di Jane, fredda assassina al servizio della Similus, organizzazione segreta che si muove indietro nel tempo per riscrivere il passato.
Esilarante finta versione RPG a 8 bit (da qualche parte tra Zelda e Monkey Island) di Game of thrones creata dai soliti geniacci di College Humour. Attenzione: decisamente NSFW e interamente composto di spoiler della prima stagione.
Nella quarta stagione gli uber-zarri italoamericani di Jersey Shore sbarcano in Italia, e da quello che si è letto nei giornali e che si vede nel promo qua sotto, per gli amanti di certo trash catodico (o i fini commentatori di usi e costumi e pop culture) sarà probabilmente un must see. Negli USA la nuova stagione comincia tra una decina di giorni (non so da noi; immagino in autunno), e sospetto che contribuirà a migliorare l'immagine dell'Italia all'estero (negli USA, almeno) quanto una gaffe o una barzelletta di Berlusconi a un meeting internazionale.
Dio quanto mi manca Mad Men. Mentre aspettiamo la nuova stagione (che partirà a Marzo del 2012), rifacciamoci con questo eccezionale diagramma di flusso del solito geniale The oatmeal:

Quando ci si trova a parlare di Boris – il film è impossibile non cominciare dal folle e ambizioso progetto che incarna: portare al cinema quella che è stata la serie tv italiana più bella e amata degli ultimi anni (ma, forse di tutti i tempi). Ci voleva un miracolo, ma il film ce la fa, e riesce a traghettare con spaventosa naturalezza sul grande schermo tutto ciò che ha reso la serie un culto per un numero incalcolato (ma grande) di persone: il sarcasmo amaro e disincantato sulla situazione italiana, i personaggi grotteschi eppure dannatamente familiari, i tormentoni esilaranti e la scrittura di dialoghi di altissima qualità.
Ma c'è di più: l'effetto «serie tv al cinema» viene quasi ribaltato, e ci si scopre a pensare a quanto l'anomalìa sia stata semmai l'essere riusciti a portare in televisione (anche se sulla pay-tv prima e sul digitale dopo) un'opera così stratificata e metaforica, in cui si ride tanto per «Bucio di culo!» quanto per l'affresco impietoso della situazione lavorativa, politica e umana di questo cazzo di paese che è talmente rovinato che è quasi riuscito a farci affezionare ai suoi peggiori difetti. Certo: il film, come la serie, non è perfetto, e verso il finale si ripiega un po', replicando uno schema in qualche modo simile a quello dell'ultima stagione. Ma non può che andare così, e probabilmente ogni altro finale sarebbe stato sbagliato.
Di più, senza svelarvi la trama, non posso dire. Ma se amate la serie amerete il film, mentre se non la conoscete potrebbe essere il modo perfetto per vedere all'opera Renè Ferretti e soci in forma assolutamente smagliante. Portateci gli amici, la mamma, il babbo e i fratelli minori, e ho il sospetto che piacerà un po' a tutti, e non necessariamente per motivi diversi. Non so come ci riesca, ma ci riesce. GENIO!
Finalmente il trailer ufficiale del film di Boris. Dai dai dai dai!
[via]
Prime immagini e pressbook dal film di Boris, e una certezza: il film esce, appropriatamente, il Primo Aprile.
Come è appropriato che il trailer, già in visione in sala, non sia ancora visibile online.
Uffici stampa alla cazzo di cane?
[e nella colonna sonora ci sono ovviamente Elio e le storie tese, che interpretano un pezzo intitolato Pensiero Stupesce. Aspettare fino ad Aprile sarà dura]
Piccole cose che fanno i veri nerd felici: il blog americano Mighty God King in questi giorni ha lanciato la Alignment Chart Week, ovvero la settimana in cui l'hobby è pubblicare la categorizzazione del mondo (nello specifico, dei personaggi delle serie tv) secondo gli allineamenti di Dungeons and Dragons (se non sapete di cosa sto parlando, non siete dei veri nerd). Qua sotto quelle di Mad Men e Big Bang Theory, ma sul sito ci sono anche quella di The Wire (che è un po' spoilerosa, per questo non ve la metto), 30 Rock, Arrested Development e alcune altre. Molto ben fatte.
(via)
[Clicca per ingrandire]
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Ieri sera negli States è andato in onda l'ultimo episodio della stagione, quindi pazientate per un ultimo post su Mad Men e poi per un po' su queste pagine non ne sentirete più parlare. Non resisto infatti dal postare la gallery di The Fab Life che mostra com'erano gli attori principali della serie anni prima di diventare famosi nelle loro versioni anni '60; da un lato con alcuni è inevitabile farsi quattro risate, dall'altro è rincuorante vedere che il tempo democraticamente dà (o toglie) un po' a tutti. (via)
Mad Men è una delle sere tv più belle, curate e blasonate della sua generazione, questo è scontato. Ma in effetti fin dalla prima puntata ha un neo che può essere un dettaglio ma che ho sempre trovato inspiegabile in un prodotto di qualità così alta: la sigla. Tanto le immagini (una bizzarra animazione che mostra un uomo nero che cade da un grattacielo -la profezia di un finale della serie con Don che si butta da una finestra dall'agenzia? Troppo scontato, spero) quanto la musica (tratta da uno strumentale del produttore di hip-hop elettronico RJD2) mi sono sempre sembrati curiosamente sciatti e poco in linea con le altrimenti perfette atmosfere della serie, che ha un'identità così distintiva che avrebbe facilmente consentito di mettere in piedi piccoli capolavori come la sigla di Dexter o quella di True Blood.
Da qualche giorno però gira in rete una splendida reinterpretazione ad opera di un gruppo di musicisti capitanati da Allison Williams (figlia di Brian Williams), che ha preso la sigla, l'ha suonata live con strumenti veri in un setting da fumoso caffè e l'ha incrociata con il grande classico Nature Boy, a suo tempo portato al successo da Nat King Cole. Con una chanteuse in abito da sera, violini, xilofono e batteria veri e un testo che non stonerebbe se parlasse davvero di Don Draper, questo video ha davvero tutto per candidarsi ad essere la sigla per la stagione finale della serie (prevista per l'anno prossimo). Chi è con me?
Se volete farmi un regalo, la Hasbro ha creato una versione di Monopoli dedicata a The Wire (che è, per chi fosse così stolto da non conoscerla, più o meno la più bella serie tv di tutti i tempi). It's all about the corners, motherfucker. (via)
[Clicca sull'immagine per ingrandire. Potrebbe metterci un po']
I tempi in cui le puntate dei Simpson meritavano di essere viste riviste e straviste per la qualità stratosferica della scrittura e per la quantità di battute e frasi memorabili sono ormai lontani, purtroppo. I Simpson di questo decennio raramente sono stati all'altezza di quelli del precedente. Le uniche cose per cui vale la pena vederli sono le ospitate e le cosiddette "couch gag", cioè il siparietto che da vent'anni cambia alla di ogni sigla.
Ieri sera le due cose si sono fuse, e ne è uscita un'intera sigla pensata e diretta da Banksy (mi rifiuto di scrivere una parola in più, se siete attenti lettori di questo blog sapete bene chi è). Il risultato è in linea col personaggio: ironico, dissacrante, geniale.
Se poi, come me, sapete a memoria tutte le puntate di quando erano la cosa più rivoluzionaria della tv e vi basta un frame per cominciare a ridere, vi consiglio di fare un salto qui.
Il vostro apice di intimità fisica nella coppia?
Quella caccola prelevata come foste l’allegro chirurgo dal naso del vostro amore e subito deposta con cura in un kleenex? Naaa.
Il vibratore tenuto come santa reliquia che salta fuori solo per le occasioni speciali? No.
In due in bagno e non di certo per insaponarsi meglio la schiena? Norp.
Ed il vostro limite di sopportazione alimentare?
Il latte scaduto ma “ti giuro che ho odorato e secondo me lo puoi bere”? Nay.
Il gelato che vuoi mangiare in macchina “ho preso un sacco di tovaglioli, dai che non sporco”? Nuuu.
La muffa sul formaggio “togliamola via con il coltello che tanto il resto è buono”? None.
Ed i tanti motivi veri o presunti per cui vi chiedete come facciano gli inglesi senza bidet e con tutta quella moquette.
Him&Her, nuova sitcom della BBC3, la più schifosa che ci sia.