-Heavy rotation-

Daft Punk – Giorgio by Moroder

Adrian Tomine – New York Drawings

Mad Mern s06e06

L'enchillada di Alma a Red Hook

Phoenix – Chloroform

Lo Shedrain Windjammer

Awkward stock video

Gli Ava Luna alla Brooklyn Bowl

 

 

 

 

martedì, 21/05/2013

Brassft punk

Non so se è successa la stessa cosa anche a voi, ma nonostante il mio lettore ultimamente abbia visto un’impressionante infilata di dischi nuovi di nomi a me molto cari (da Nick Cave ai The National, dai The Knife a James Blake, dai Perturbazione ai Vampire Weekend, dagli Strokes ai Phoenix), credo di aver accumulato più ascolti di Random Access Memories dei Daft Punk nell’ultima settimana che di tutti i dischi sopra citati nei due mesi precedenti. Non è un disco perfetto (per certi versi è persino pigro), ma a quanto pare era esattamente quello di cui avevo bisogno in questo momento.

Mentre sono occupato ad ascoltare Giorgio by Moroder col repeat (l’ho fatto) e poi a recuperare i dischi di cui sopra (perchè lo farò), voi ascoltatevi i Brassft Punk, una brass band di New Orleans che ha messo online questo clamoroso EP che contiene 4 grandi classici del duo francese interamente rifatti a base di fiati. Lo amerete.

 

lunedì, 20/05/2013

Epifani e Caravaggio

[Al di là dell'ovvia lettura metaforica della caduta del nuovo segretario del PD Epifani di questo pomeriggio ad Avellino, immagino di non essere l'unico a rimanere incantato da questa foto (trovata su Repubblica). Non sembra anche a voi un quadro di Caravaggio?]

venerdì, 17/05/2013

Fuga dalla seconda media

“Mamma, come si scrive Cristal Meth”?

“Mamma, come si scrive Reykjavik?”

“Mamma, come si scrive Bastianich?”

“Ma tu lo sai cosa vuol dire inadeguatezza? No, non lo sai.”

“Tra poco le medie finiscono, quindi evito di innamorarmi.”

“Mamma, potresti andarci piano con Bed in Breakfast (Breaking Bad, n.d.R.), che poi mi diventi tossica di Cristal Meth?”

“Credo che in questo quadrimestre avrò un bel 10 in inglese.”

“Mamma, ho preso cinque in geografia. La Svezia. Non ti arrabbi vero?”

“Te l’ho detto. Ho deciso di innamorarmi al liceo. Almeno ho cinque anni davanti. Tra un po’ questi delle medie non li vedo più.”

“Liceo? A cosa mi serve il liceo? Tra un annetto pubblicherò il mio romanzo e vi mantengo tutti quanti”

“Cavolo, la A. (Gnocca Delle Medie, n.d.R.) ha saputo che scrivo un romanzo e mi minaccia ogni ricreazione. Se non le do un pezzo di merenda lo dice a tutta la classe.”

“No, ma, sentirsi inadeguati. I-na-de-gua-tez-za. Ecco.”

“Io non voglio dare un pezzo di merenda all’A. Cioè, lei solo perché è gnocca pretende tutto. E quando la interrogano, i maschi si sperticano per suggerirle. Non è giusto”

“La A. da grande vuol fare il liceo delle estetiste”

 “Io non ho bisogno di fare il liceo. Io farò lo scrittore”

“Mamma, ma i Phoenix sono così famosi come hai tentato di farmi credere in tutti questi anni?”

“Mamma, ma gli Shout out Louds li conosce qualcuno?”

“La Svezia, cavolo. Non mi veniva in mente niente, se non l’Ikea.”

“Comunque la prof. di inglese mi ha messo una nota perché ho detto “cazzo è chin?” durante Simon Says. Simon says… chin! e io non sapevo che cazzo era.”

“La A. la dovrebbero bocciare. Altroché.”

“Mamma, ma secondo te i miei compagni lo sanno chi sono i Phoenix?”

“Mamma, lo sai che Fede va a fare l’alberghiero, perché dopo vuole fare Masterchef?”

“Mamma, scusa, en passant, cosa vuol dire chin?”

“Mamma, ma se scrivo ‘inadeguatezza’ nel romanzo poi nessuno me lo compra più?”

“Mamma, tu sei in grado di rimediarmi qualunque pettinatura orrenda mi facciano quei mostri di parrucchieri dove mi porti.”

“Tra cinque anni (al compimento del diciottesimo anno, n.d.R.) non mi taglierò mai più i capelli.”

“Io li odio, quelli che usano il phon”

“Io li odio, quelli che suggeriscono all’A.”

“Io le odio, le femmine con lo smalto”

“Io lo odio, Beppegrillo”

“Mamma, scusa, puoi controllare su Facebook se la mia prof. di italiano è grillina?”

“Tra cinque anni, mi farò una doccia al mese.”

“Bastianich si è venduto!”

“Madonna che schifo sti capelli. Sembro Justin Bieber”

“Io lo odio Justin Bieber”

“Io li odio, quelli che contribuiscono al riscaldamento globale con i loro phon”

“Io la odio, l’epica”

“Tra cinque anni andrò a vivere nelle campagne londinesi, nella casa che mi comprerò con i proventi del mio romanzo. Potete venirci tutti, tanto sarà una casa enorme. Tutti tranne la prof. di italiano.”

“Cazzo è chin?, mi è scappato a inglese. Cazzo. Però tutti mi hanno dato il cinque, dopo.”

“Ma quant’è figo il tizio giovane di quella roba che guardi tu sulle Cristal Meth?”

“Mamma, mi compri una felpa come quello lì che spaccia Cristal Meth?”

“Mamma, mi porti da un barbiere che mi pettini come quello lì delle Cristal Meth?”

“Mamma, ma tu lo sai veramente cos’è chin in inglese?”

“Mamma, ma tu lo sai veramente quanta di quella merda ci mettono dentro alle Cristal Meth?”

“Ecco, potessi fermare il tempo. Questa è la lunghezza perfetta. Non crescete più, capelli. Siete perfetti.”

“Mamma, nessuno di quelli che conosco ha votato grillo, vero?”

“Mamma, ma tu lo sai chi è Justin Bieber o ascolti solo Shout Out Louds e roba svedese?”

“Mamma, tu non ti sei mai fatta di Cristal Meth, vero?”

mercoledì, 15/05/2013

E’ Primavera

Eggià, è tornato quel momento dell'anno in cui la stagione si scrive con la lettera maiuscola, perchè non si riferisce a un periodo dell'anno ma al Primavera Sound, il miglior festival musicale d'Europa (gli altri ormai neanche ci provano più) che tra meno di una decina di giorni sarà di scena come al solito al Parc del Fòrum di Barcellona. L'ultima volta che ci sono stato mi ero ripromesso di non tornarci a breve (non perchè sia brutto, anzi) e di provare a esplorare anche altri festival; poi però qualche mese fa è uscita la line-up (presentata con un video spettacolare) e davanti a nomi come Blur, Nick Cave & the bad seeds, Phoenix, Postal Service, The Jesus & Mary Chain, The Knife, James Blake, My Bloody Valentine, Tame Impala, Grizzly Bear (e potrei continuare) non ho saputo resistere e mi sono assicurato un biglietto per la tre giorni catalana.

 

Quest'anno ho idea che la quantità di italiani tra il pubblico sarà ancora superiore al solito, quindi saremo in tanti ad avere l'annoso problema degli incastri nella composizione della propria time-table personale. Come sempre le pagine sul sito ufficiale non aiutano, e sono più utili questa versione aggiornata della time-table su Clashfinder (che è possibile personalizzare per creare il proprio percorso. Il mio è qui: in verde le cose imperdibili, in blu le alternative), o quelle stampabili (come questa in excel o questa in PDF) create dagli utenti del forum. E non dimenticate di studiarvi la mappa, in cui potrete scoprire che quest'anno il palco principale (l'Heineken Stage) è quello più lontano all'ingresso (quello che due anni fa si chiamava Llevant e l'anno scorso Mini) e che quindi per seguire i nomi più grossi e alternarsi tra quello e il Primavera Stage ci sarà da pedalare. Un buon modo per smaltire la birra, no?

martedì, 14/05/2013

Gli ebook rilasciano impronte digitali

di

gutenberg francobollo

Libri di carta e libri digitali. A radiocitta'fujiko abbiamo radunato una lettrice seriale infervorata e battagliera, un editore ottimista che ha ammesso e promesso di voler fare di più e una libraia che immagina come potrebbero cambiare spazi, allestimenti e filosofia del suo lavoro.

 

Tre punti di vista e lettura diversi, con qualche punto di incrocio e affinità in comune, per una puntata speciale di Impronte digitali.

 

 

 

MP3 – IMPRONTE DIGITALI EBOOK

 

 

Francesca, lettrice

Gli ebook mi piacciono da matti. Consiglio di cominciare dai classici, Promessi Sposi, Karamazov e tra le case editrici indipendenti brave nel digitale Perdisa e Sugaman. Sono anche una lettrice forte di libri cartacei e posso dire che l'ebook non sostituisce la carta, ma dovrebbe esser visto, sia da editori che lettori, come un'opportunità in più, una possibilità in più di scelta sul mercato. Leggo ebook soprattutto in autobus, dove spesso mi guardano come una marziana. Eppure il mercato sta crescendo, quindi lettori di ebook dove siete? Vorrei conoscervi.

 

Marco Cassini, editore Minimum Fax

Non mi preoccupo per il futuro dei libri di carta. Sono due supporti e strumenti diversi. I lettori cartacei e digitali consumeranno sempre letteratura, e questo va bene, così come quando è arrivata la musica digitale non si è smesso si acquistare, suonare e andare ai concerti. Come editore ammetto la colpa di non aver ancora pubblicato libri, collane che sfruttano meglio il formato digitale e non siano solo la riproposizione di libri pensati per la carta. Siamo un po' in ritardo, ma se gli editori facessero questo passo, gli ebook sarebbero più ricchi e allo stesso tempo salverebbero il libro cartaceo che sarebbe qualcosa di completamente diverso.

 

Barbara, libraia

Credo non esisteranno più le librerie come le intendiamo ora. Credo potranno esistere, e mi auspico esisteranno, dei piacevoli luoghi fisici di incontro dove offrire la possibilità di svariati consumi culturali, dove il cliente quindi potrà vivere diverse esperienze e acquistare diversi prodotti. Potrebbero essere luoghi di nicchia o al contrario una sorta di “piazze culturali”. Mi auguro la seconda.

martedì, 14/05/2013

Pubblicità progresso per nerd

[La pubblicità progresso contro i finti nerd di Portlandia]

lunedì, 13/05/2013

Game of checkins

Prendete una delle serie tv più di successo degli ultimi anni (Game of thrones) con una delle sequenze di opening titles più originali e distintive che ci siano in giro (la parodizzarono anche i Simpson, vi ricordate?), e incrociatela con un piccolo fenomeno delle reti sociali per la verità un po' in declino (Foursquare), e come i personaggi della saga di Westeros avrete anche voi un'epica sigla persolalizzata a volo d'uccello sui luoghi della vostra vita, usando Game of checkins.

(grazie a Checco)

Game of Checkins is a mashup of Google Earth and Foursquare that generates the opening credits to Game of Thrones, using your friends' hard earned mayorships as kingdoms. Because, like, being mayor is hard work. It's like this:

 

mercoledì, 24/04/2013

Impronte su twitter

di

napolitano

 

Mentre il Governo scioglie riserve e sottosegretari, la domanda che molti si pongono è in che modo Twitter e gli altri social stanno influenzando la politica e i politici. Ne abbiamo parlato con Leonardo su radiocitta'fujiko.

 

Pare che Twitter sia diventato importante. E non ha nessuna importanza che lo spaccato di società che offre ai suoi utenti non sia in nessun modo significativo; basta che ne siano convinti i grandi elettori mentre scrollano i loro iPad.

 

MP3 IMPRONTE DIGITALI – Leonardo

mercoledì, 24/04/2013

Quella volta che ho partecipato a un videoclip col cursore del mio mouse

Si definisce un «crowd-sourced music video», e all'inizio quel «please note that we are recording your pointer» suona come una sciocchezza. Poi partono le istruzioni (un po' videogame, un po' sondaggio, un po' videoarte, ma diverso dai video interattivi che si erano visti finora), e scopri che sei arrivato fino alla fine della canzone anche se il gruppo non l'avevi mai sentito nominare. Per la cronanca, si chiamano Light Light e hanno avuto una bella idea per il video del loro pezzo Kilo. Che peraltro non è neanche male.

 

 

lunedì, 22/04/2013

Metti i Kings of Convenience una sera in piazza

La liason tra i Kings of Convenience e il Bel Paese è cosa nota (vedi puntate precedenti: la cover di E la luna bussò al Not.fest, il video per difendere La Pillirina di Siracusa, Erlend che entra al Covo mentre sto mettendo i dischi), quindi stupisce poco che il beneamato due norvegese in questi giorni sia di nuovo in Italia (magari per lavorare al nuovo disco?) e di nuovo dalle parti di Siracusa (dove Erlend ha una casa). Ma ciò non ci rende meno lieti di scoprire questa spettacolare cover di Una ragazza in due, classico portato al successo da I Giganti nel 1965 (che poi è la versione italiana della ballad americana Down came the rain), cantata in italiano senza amplificazione una notte dalle sedie di un bar in Piazza Duomo a Siracusa. Wow.

 

mercoledì, 17/04/2013

Impronte confuse e spaccate

di

urna quirinaleIl caos e le divisioni sono i filoni dell'ultima puntata di Impronte digitali su radiocitta'fujiko. Con Giovanna Cosenza, preside della laurea triennale di Comunicazione all'Università di Bologna, abbiamo giocato a comporre e scomporre gli schieramenti alla vigilia delle elezioni per il Quirinale e gli scenari in stallo per il governo.

 

Il Pd del tutti contro tutti, il Pdl di un'unica persona, l'evaporazione di Monti e dei centristi, il M5S che non ha ancora desiso se il cambiamento lo vuole davvero o se preferisce solo urlarlo.

 

Tra confusioni e speccature ci siamo azzardi anche in previsioni, ascoltare per credere.

 

MP3 IMPRONTE DIGITALI – CONFUSE & SPACCATE

mercoledì, 17/04/2013

Any sufficiently advanced technology is indistinguishable from magic

La cosa più bella in cui vi imbatterete in questa giornata: la nonnetta novantenne alle prese con un moderno visore di quella che quindici anni fa avremmo definito «realtà virtuale» (l'Oculus rift). Wow

 

venerdì, 12/04/2013

The Simpsons + Breaking Bad

[Bastano il colore blu, una soggettiva dall'interno di un contenitore e un cappello. Inoltre: nuove frontiere del meta.]

mercoledì, 03/04/2013

Qual è il punto di congiunzione tra Mad Men e Girls?

Quando hai un blog da più di 10 anni, a volte ti capita di cercare qualcosa su Google e di finire per essere rimandato a una pagina che il te stesso di qualche anno prima ha scritto e pubblicato e il te stesso arterioslerotico e drammaticamente privo di tempo libero di adesso ha invariabilmene dimenticato.

L'altra sera, per dire, stavo cercando una cosa su Mad Men (la cui sesta e penultima stagione comincia la prossima settimana su AMC), e sono finito su questo mio post di tre anni fa, in cui presentavo una notevolissima versione suonata del tema della serie (di RJD2) incrociato con la standard americano Nature Boy. Ricordandomi che meritava ho guardato di nuovo il video, e l'occhio mi è immadiatamente caduto sulla cantante, che a suo tempo non avevo mai visto, mentre che ora, surprise, è tra le protagoniste di una delle serie tv più acclamate dell'anno. Immaginandomi un improbabile crossover, spingo di nuovo Play.

 

martedì, 02/04/2013

I 25 paesi meno visitati al mondo

A me piace molto viaggiare, anche se poi mi innamoro dei posti e finisco per voler tornare sempre negli stessi. Se invece fossi completista anche in questo come sono in diversi altri aspetti della mia vita, probabilmente adorerei il post  The 25 Least Visited Countries in the World di

10. Afghanistan: 17,500 tourists (2012, New York Times)

Why so few?
There's a war. Taliban is in it.

Why you may still want to visit
The mountains of Afghanistan are wild and beautiful. They are also hiding places for bandits and terrorists, so you may want to wait until it becomes a little more peaceful.

What else
You'll have a unique chance to try on a traditional blue burqa. I did for two minutes. Poor women! Do also remember to get your visa to the country you will return to in advance. Getting it inside Afghanistan may not be the easiest of tasks. Saying that you are in the country as a tourist will make you appear a liar, so do have a cover story  or be prepared to be declared less than smart.

martedì, 26/03/2013

Psicopatologia spicciola del dj pretenzioso. Cap 8. La Parabola discendente del dj pretenzioso

di

Prima o poi accade. Anche il dj pretenzioso più ottuso smette di negare la realtà. Nonostante compri mensilmente dalle 4 alle 6 riviste musicali cartacee, consulti quotidianamente una pletora di blog musicali italiani e stranieri, continui imperterrito a scaricare intere discografie che non ascolterà mai, ordini osceni vinili di importazione con settimane di anticipo rispetto all'uscita, a un certo punto il dj pretenzioso si renderà conto di essere definitivamente sorpassato.

 

Non ha più scuse. Le discoteche ci sono. Le feste si organizzano. I bar aprono e propongono eventi. Facebook è tutto un ribollire di appuntamenti musicali immancabili. Le radio crescono come funghi dentro e fuori dal web. C'è una grande richiesta di musica in giro e anche di bravi dj. Di altri dj.

 

Lui ormai è fuori dal giro.

 

Primo: l'ammissione del problema. Ci possono volere anni prima che il dj pretenzioso, che passa inutilmente la vita a tenersi musicalmente aggiornato, riesca alfine a capitolare davanti all'evidenza. Nessun locale lo chiama più e non può essere che tutti abbiano perso contemporaneamente il suo numero di cellulare, come amava raccontarsi sottovoce. La verità è che nessuno ha bisogno della sua musica, anche se si è proposto ovunque a prezzi dimezzati o azzerati o in qualche caso rimettendoci soldi di tasca sua. Ormai è finita. Le sue interminabili collezioni di "rare dj tracks" e le pile di magazine di settore, le ore passate a leggere recensioni online e le sporadiche serate di successo (?!) degli anni passati iniziano a sembrare sinistramente inutili persino a lui. Dopo un primo tentativo di suicidio penosamente farlocco (impiccarsi con il cavetto rca della consolle? Davvero?) che non muove a compassione nessuno, subentra la depressione più cupa.

 

Secondo: l'analisi del disastro e l'individuazione dei responsabili. Ritorna il complottismo facile, roba che Grillo al confronto è uno equilibrato ("Non mi capiscono, la musica che propongo è troppo avanti, c'è troppa ignoranza, manca la cultura del bello, c'è la crisi") ma non basta più. Il pretenzioso prova quindi a incolpare l'eventuale consorte ("Non mi sei mai stata di supporto, cosa ti costava venire al club una volta l'anno scorso? Cosa significa ero incinta?!"), la famiglia di origine ("Non mi avete mai chiesto di mettere musica alle vostre feste di compleanno, a pagamento intendo. E poi mi dicevi sempre che ero bravissimo, mamma") e in ultima ipotesi il suo infante primogenito ("Da quando c'è questo impiastro non posso più uscire di casa la sera, potrei portarmelo con il passeggino in consolle, non capisco perché la madre non vuole"). Ma il dj pretenzioso ha già finito la lista dei capri espiatori. Non funziona. Piuttosto che ammettere di essere ormai una figura indesiderabile e appendere finalmente le cuffie al chiodo il nostro si arrovella per notti intere. Si chiude a riccio, muto e scuro in volto, dentro soffre le pene dell'inferno.

 

Terzo: l'illuminazione. Ma certo! Come aveva fatto a non pensarci prima! Il problema non è certo l'arrogante pretesa di imporre a gestori di locali e rari avventori musica inascoltabile ("Ma con ottimi voti su Pitchkork!") ed esigere per di più di essere pagato e ringraziato anche se non balla nessuno. Il problema è sicuramente la tecnologia obsoleta! Siamo nell'epoca di Spotify, della digitalizzazione degli archivi. Ormai mixer e cdjs sono superati! Trovarsi davanti un dinosauro che maneggia quegli strani dischetti di plastica e quel preistorico ambaradan senza l'autoironia di definirsi vintage e senza nemmeno uno straccio di laptop collegato è anacronistico. E antiestetico. Ma il pretenzioso ora ci vede chiaro e ha deciso: si cambia.

 

Quarto: la soluzione. Preceduto da settimane di febbrile studio e dal confronto fra decine di schede tecniche e tutorial su youtube, arriva ineluttabile il giorno della follia. Ipotecando gran parte delle risorse economiche familiari e con esse il futuro del suddetto primogenito, il dj pretenzioso sferra il colpo di coda, la mossa a sorpresa che lo rilancerà con forza, secondo i suoi calcoli, nel panorama musicale locale e nazionale. E compra un controller digitale vergognosamente costoso.

 

Quinto: le patetiche giustificazioni dell'insano gesto. Il dj pretenzioso, con gli occhi iniettati di sangue e un po' di schiuma ai lati della bocca fornisce anche a chi non gliene chiede conto le motivazioni che lo hanno letteralmente costretto all'acquisto ("Ma davvero non capisci? Questo è un investimento! Me lo ripago in tre settimane! Così si è evoluta la scena dei club, questa è la storia dei dj di successo mondiale, tutti gradualmente trasformatisi da meri esecutori mischiadischi a geniali produttori, venerati compositori, creativi remixatori. Pensa ai 2 many djs, a Fatboy Slim a Guetta a Skrillex! Non avrebbero certo potuto farlo continuando a utilizzare solo delle infime consolle. La ricombinazione creativa dei generi, il patchwork musicale, l'interpretazione post-moderna, il brillante ripescaggio, il nuovo concetto di dance floor consapevole! Ora niente è più come primaAHAHAHAH"). A chi gli chiede dove intende utilizzare il suo nuovissimo controller, visto che da mesi non ci sono locali che gli propongono di mettere musica, fa spallucce e poi cambia discorso.

 

Sesto: i prevedibili effetti collaterali. La moglie chiede il divorzio, prende il bambino e torna dalla madre. Ma alla fine a lui non dispiace: ora ha finalmente più tempo da dedicare al suo eccitante giocattolino che gli spianerà sicuramente la strada verso il successo.

 

Settimo: l'amara consapevolezza della senescenza. Avete presente quei cinquantenni che dopo una vita sedentaria danno di matto e si comprano una Harley Davidson per sentirsi più giovani, ma poi devono allungare la dieci euro al ragazzo che gliela consegna per farsi spiegare come metterla in moto? Così si sente il dj pretenzioso che alla soglia delle 40 primavere tenta di imparare a usare un controller ravanando fra le peggiori ipotesi proposte da yahoo answer e negli infimi forum per dj digitali. Il problema è che dopo una settimana non ha ancora imparato ad usare traktor o men che meno ad accendere il preziosissimo aggeggio.

 

Gran finale: dopo una spaventosa quantità di tempo dedicata a capire come funziona il suo delicato marchingegno, il pretenzioso apprende finalmente ad usarlo in maniera soddisfacente. Ora è davvero pronto per ricominciare. Può riconquistare le consolle dove imperversava (?!) un tempo, far impazzire le piste da ballo, riempire i club. Se lo sente.

 

Ma ormai le discoteche che avevano aperto hanno chiuso. Di feste non ne fanno più. Inoltre sono clamorosamente tornati di moda i giradischi tradizionali con i vinili e al limite i mangiacassette, che sono vintagissimi. Quindi, proprio come prima, non lo chiama nessuno a mettere musica, nessuno gli offre serate, nessuno vuole tra le scatole lui, il suo tecno-gioiello del missaggio digitale e la sua musica improponibile.

 

("E questa cazzo di consolle nuova non ha nemmeno dei cavi per fare finta di impiccarsi, maledizione!")

domenica, 24/03/2013

«What did we do to deserve Pitchfork?»

Una lettura perfetta per il pomeriggio di una piovosa domenica di fine inverno: 5.4 – Pitchfork, 1995 – present. Risale a un paio di mesi fa, ma l'ho incrociata solo oggi (grazie a Pop Topoi), e del resto solo oggi avrei avuto il tempo di leggere le sue quasi 60mila battute. Inizia ripercorrendo la storia del sito musicale più famoso e controverso della rete e finisce come un saggio di sociologia del consumo; non sono completamente d'accordo col suo punto di vista, ma contiene alcune riflessioni notevoli e un livello di approfondimento abbastanza raro.

That project—an ever evolving, uncontroversial portrait of contemporary tastes in popular music—addressed one problem surrounding music in the file-sharing era to the exclusion of all others. Faced with readers who wanted to know how to be fans in the internet age, Pitchfork’s writers became the greatest, most pedantic fans of all, reconfiguring criticism as an exercise in perfect cultural consumption. Pitchfork’s endless “Best Of” lists should not be read as acts of criticism, but as fantasy versions of the Billboard sales charts. Over the years, these lists have (ominously) expanded, from fifty songs to 100 or 200, and in 2008 the site published a book called The Pitchfork 500: Our Guide to the Greatest Songs from Punk to the Present. Similarly, Pitchfork’s obsession with identifying bands’ influences seems historical, but isn’t. When a pop critic talks about influences, he’s almost never talking about the historical development of musical forms. Instead, he’s talking about his record collection, his CD-filled binders, his external hard drive—he is congratulating himself, like James Murphy in “Losing My Edge,” on being a good fan. While Pitchfork may be invaluable as an archive, it is worse than useless as a forum for insight and argument. [#]

mercoledì, 20/03/2013

Le due torri

[Bologna diventa Mordor in questo spettacolare lavoro di Blu sui muri dell'XM24. Qua trovate una versione ingrandibile e navigabile (via)]

martedì, 19/03/2013

Impronte notiziabilissime

di

alessandro gazoia"Il web e l'arte della manutenzione della notizia" è un titolo perfetto per parlare del futuro del giornalismo, dei giornalisti e dei lettori.
Alessandro Gazoia l'ha scelto per un ebook pubblicato da Minimum fax (qui e qui due anteprime).

 

 

Alessandro è stato ospite di Impronte digitali su radiocitta'fujiko. L'argomento è tosto, soprattutto perché non ha ancora soluzione e tutto è in gran fermento. Il libro ha il grande merito di riassumere i vari problemi in modo non banale, che non è facile, e da ogni punto di vista. Quello dei modelli di businness: come fanno i giornali a starci dentro, quali contenuti si pagheranno e quanto? Quello dei lettori: saranno contenti, saranno più di oggi? Quello del lavoro: i futuri giornalisti saranno precari multicompetenze e multitasking come oggi? Quello della qualità: l'informazione libera e quindi la democrazia e quindi il mondo intero saranno migliori? Insomma, si vola alto, ma i piedi di Alessandro son ben piantati per terra, come potete leggere e ascoltare nel podcast qui sotto.

 


IMPRONTE DIGITALI – Alessandro Gazoia

giovedì, 14/03/2013

Papa Heisenberg I

[da un twit di Bryan Cranston himself]

mercoledì, 13/03/2013

In una giornata come oggi è impossibile non postare House of Cardinals

[ma vi farà ridere solo se avete già visto House of cards, l'eccellente serie tv di Netflix con Kevin Spacey e Robin Wright. Io l'ho divorata.]