mercoledì, 19/12/2012

Inkiostro – I dischi del 2012

Un anno un po' fiacco? E' un commento qualunquista, e anche un po' da vecchio, ma guardando indietro mi pare che 2012 non mi abbia dato quanto i precenti in termini di musica. Ho faticato a stilare questa lista, e se gli anni scorsi di solito c'erano troppe cose che mi spiaceva rimanessero fuori, questa volta arrivare a 10 dischi non è stato facilissimo. Non ricomincio con la solfa che parte con la sovraproduzione e si conclude coi tempi di consumo sempre più veloci, la conoscete già tutti, e immagino valga anche un po' per voi. Occore farci i conti senza troppa malinconia e concentrarci nel trovare le poche cose buone che dopo 12 mesi rimangono. Stilare una top ten è sempre un utile esercizio di sintesi ed ecologia dei pensieri e alla fine, dai, mi sa che questi dischi in futuro me li ricorderò.

 

 

 
10
 
Woods – Bend beyond (Woodsist)

 

Non ricordo chi era stato a dirmi che se un disco riesce ad accompagnarti per almeno due stagioni è già un gran disco, perchè contiene al suo interno una variabilità di atmosfere o di possibili letture che solo un'opera di un certo livello riesce a raggiungere compiutamente. Il nuovo disco dei Woods ha fatto da soundtrack alle tarde settimane della mia Estate, quando il folk rock di Cali in a cup illuminava le mattinate calde di una spensieratezza piacevolmente irresponsabile e la sua armonica odorava di anni '60 e coste del Pacifico dove non sono mai stato; ma poi è arrivato l'autunno, e poi l'inverno, e lì per me c'era la bella ballad It ain't easy, che dispensa una curiosa saggezza gattopardiana quando spiega che «Non è difficile dire che le cose non sono facili, mentre cerchi modi diversi per far sì che le cose rimangano le stesse». Parole sante.

 

MP3  Woods – Cali in a cup

MP3  Woods – It ain't easy

 
 
9
 
White Rabbits – Milk famous (TBD)

 

Non sapevo di esser così tanto fan degli Spoon finchè non sono arrivato a stilare questa top ten e ho scoperto che ci sono finiti ben due dischi che alla band di Britt Daniel sono legati a doppio filo. Se i Divine Fits, tre posizioni più avanti, vedono tra le proprio fila proprio il cantante della band newyorkese, i White Rabbits col terzo disco Milk Famous rilanciano forte e chiaro gli insegnamenti che il suddetto Daniel gli ha dato producendo il precedente It's frightening. Se lo vedi con malizia è quasi plagio, se invece te ne freghi sei portato a pensare quasi che gli allievi stiano arrivando a superare i maestri, con una costruzione delle canzoni attentissima e un talento per gli arrangiamenti incastrati e spezzati che non è da tutti. Il tocco c'è, la personalità arriverà (e speriamo che non rovini tutto). Per ora c'è un bel disco, e mi pare abbastanza.

 

MP3  White Rabbits – Heavy metal

MP3  White Rabbits – I'm not me

 

 
 
8
 
Pinback – Information retrieved (Temporary residence)

 

Vi ho detto già troppe volte quanto amo i Pinback e praticamente tutti i loro effetti collaterali che ormai in merito non so più cosa scrivere. Se non avete amato prima il loro indie matematico che deriva tanto dalle frequentazioni alternative che spesso hanno sfondato i confini del metal del chitarrista Rob Crow quanto al passato con gli indie heroes Three mile pilot (in cui milita anche Pall Jenkins dei Black Heart Procession) del bassista Zach Smith non comincerete ad amarlo con il disco che vede il loro ritorno sulle scene dopo 5 anni di pausa. Ma secondo me non sapete cosa vi perdete o non ci avete provato abbastanza, perchè ogni volta che spingo Play mi viene da pensare che di gruppi così unici in giro non se ne trovano quasi più.

 

MP3  Pinback – Sherman

MP3  Pinback – Proceed to memory

 

 
 
7
 
Hot Chip – In our heads (Domino)

 

L'avevo preso un po' sotto gamba, il quinto disco degli Hot Chip. Negli ultimi tempi Alexis Taylor e soci sembravano un po' appannati e fuori dal tempo, incapaci di mantenere quello che il loro capolavoro The Warning otto anni fa prometteva e sospesi in uno status di simpatici mestieranti del pastiche sonoro, capaci di scrivere pezzi killer ma incapaci di fare veramente un salto verso la serie A del pop elettronico.
Forse questo salto non l'hahno fatto e non lo farranno mai, ma probabilmente va bene così: il loro continuo provarci e il loro rimanere sempre un po' troppo sfigati è ormai parte del loro carattere e della loro musica. Il grande numero di suggestione e sfumature che riescono a regalare, unito a un indiscutibile talento per la melodia che molti gli invidiano, rimane a testimoniare che le carte ci sono tutte. La mano era buona ma alla fine forse la partita è persa: però ci siamo divertiti.

 

MP3  Hot Chip – Night and day

MP3  Hot Chip – Look at where we are

 

 
 
6
 
Divine Fits – A thing called divine fits (Merge)

 

La cosa chiamata Divine Fits è il supergruppo di Britt Daniel degli Spoon e Dan Boeckner degli Wolf Parade, e per uno strano miracolo riesce a essere un disco vero di una band vera che spesso finisce per essere milgiore della somma delle sue parti. Ti saresti aspettato un presuntuoso lavoretto di maniera da parte di musicisti stufi dei loro progetti principali, e invece ti ritrovi quello che probabilmente è il miglior disco indie-rock del 2012 (che, beninteso, non mi pare sia stato un anno esattamente memorabile per la cosa chiamata indie-rock). Un po' di chitarre, un po' di synth, due voci inconfondibili, linee di basso che spaccano e la sensazione che così tanto talento così ben utilizzato non lo si incontri tutti i giorni in giro. Una cosa chiamata gran disco.

 

MP3  Divine fits – Shivers

MPDivine fits – The Salton sea

 

 
 
5
 
Jens Lekman – I know what love isn't (Secretly Canadian)

 

Jens Lekman ormai è uno di famiglia. Non ha più niente da dimostrare eppure ogni volta ce lo dimostra, e disco dopo disco le sue storie si fanno più nitide e vere senza perdere un briciolo della dimensione naif che hanno sempre avuto. E' come se Lekman anno dopo anno non facesse che diventare sempre più se stesso, l'amico con cui vorresti bere una birra una volta a settimana solo per sentirlo ragionare sulla vita, l'amore e tutto il resto, oppure quello che ogni sei mesi si trasferisce in un continente diverso e che, anche se ti racconta ogni volta che ha finalmente trovato il posto per sè, sai bene che finirà per trovarsi sempre da capo.  La grandeur pop e la cameretta. Alcuni dei migliori testi che si possano trovare nel pop di questi tempi. Il tentativo di cambiare tutto per poi ritrovarsi sempre lo stesso.
Oh Jens, oh Jens, your songs seem to look through a different lens
.

 

MP3  Jens Lekman – I know what love isn't

MP3  Jens Lekman - Become someone else's

 

 
 
4
 
Chelsea Wolfe – Unknown rooms, a collection of acoustic songs (Sargent House)

 

Chelsea, con questo disco mi hai fulminato. Sei sicura che il sound gotico, rumoroso e marziale che normalmente fai («doom folk», l'hanno chiamato) sia veramente quello che fa per te? Perchè in questa raccolta di canzoni piccola piccola con un titolo che odora di opera minore, tiri fuori una classe inattesa e una penna di altissimo livello che nei tuoi dischi precedenti non si sentiva. Mi ricordi la PJ Harvey dolente di To bring you my love o di White chalk, la vedova disperata, l'amante abbandonata, la strega che vive nel deserto e vede presagi di sventura nei segni della natura. Con questi arrangiamenti classici che sembrano venire da un grammofono nell'altra stanza, hai trovato una dimensione sonora di una qualità che prima potevi solo sognarti e che ti mette al pari con i migliori nomi del cantautorato femminile di questi tempi. Me ne puoi fare altri, di dischi così?

 

MP3  Chelsea Wolfe – The way we used to

MP3  Chelsea Wolfe – Sunstorm

 

 
 
3
 
Chromatics – Kill for love (Italians do it better)

 

Qua non ho niente da aggiungere a quello che scrivevo a Giugno:
«I Chromatics li seguo da lontano da qualche anno, più o meno dai tempi di quel pezzone che era In the city, e sono da sempre il mio gruppo preferito della scuderia di quella etichetta col nome tutto sbagliato che si chiama Italians do it better. Sono un giro da un po' di anni e ultimamente hanno avuto anche un po' di visibilità per essere finiti nella soundtrack di Drive, ma è solo con l'ultimo disco che hanno trovato la quadra di un sound sfuggente che è contemporaneamente caldo e algido, maledetto e languido, metropolitano e desertico. La colonna sonora perfetta per un lungo viaggio notturno in macchina (il loro disco precedente si chiamava Night Drive), attraversando posti sconosciuti in cui non ti fermerai mai, con la mente che vaga verso il ricordo di qualche amore passato o di una storia senza speranza con una ragazza lontana. Elettronico e a volte quasi trip-hop, ma con abbondanti iniezioni si synth che profumano di certi anni '80 curiosamente eleganti, ma anche dello shoegaze meno rumoroso e di malinconico pop fumoso sempre un pochino fuori dal tempo, il sound dei Chromatics è nero e gravido di presagi, ed appartiene alla notte di chi è stanco ma non può e non vuole dormire, ed è crucciato da increspature di inquietudine che è sempre troppo definire dei tormenti.» [#]

 

MP3  Chromatics – The River

MP3  Chromatics – Into the black (Neil Young cover)

 

 
 
2
 
Colapesce – Un mearviglioso declino (42 Records)

 

Erano i primi gelidi mesi dell'anno, e ascoltavo Restiamo in casa in cuffia mentre tornavo a casa di notte camminando nelle vie del centro. Durante la Primavera La distruzione di un amore mi pareva una canzone all'incontrario con un titolo sagace tutto sbagliato. Ho aspettato l'Estate per poter mettere a ripetizione Oasi nell'autoradio nelle mattine in cui andavamo al mare. Cadevano le foglie e io passavo i miei weekend nei treni mentre Bogotà mi raccontava delle distanze nello spazio e nel tempo.
C'è tutto il mio anno nell'incredibile esordio di Colapesce, un disco quasi perfetto per un cantautore ispirato come non se ne sentono spesso nel nostro paese. Una scrittura incredibilmente matura, arrangiamenti pieni e curatissimi e una produzione eccezionale: un piccolo miracolo.

 

MP3  Colapesce – Restiamo in casa

MP3  Colapesce – Oasi

 
 
1
 
TV Girl – The Wild, the Innocent, the TV Shuffle (Greadhead presents / autoprodotto)

 

Scrivevo a Maggio:
»Per la loro prima fatica in full lenght, i Tv Girl da San Diego non usano il termine album, ma quello assai più insolito di «mixtape». Che c'entri il fatto che il disco fa un abbondante uso di campionamenti probabilmente illegali e che quindi non possa essere pubblicato ufficialmente (e infatti è in free download da qui) non appare poi così fondamentale. The Wild, The Innocent, The TV Shuffle è infatti una sequenza di pezzi pop abbastanza killer che frullano un gran numero di generi e ricordano contemporaneamente cose diversissime tra loro (Eels, The Go! Team e The Avalanches, ma io ci sento anche i Real Estate più orecchiabili e Casiotone for the painfully alone, o come dice Enzo il primo Jens Lekman), mischiando le carte esattamente come farebbe un buon nastrone. I miei pezzi preferiti sono il doo-wop due punto zero Misery, l'anthem un po' FM tardi '90 Loud and clear, che parte come una specie di Drinking In LA velocizzata cantata da Mr. E e alla fine diventa uno zapping radiofonico in battuta che ti venire voglia di ballare.»
Il mio disco dell'anno non è esattamente un disco, non è stato esattamente pubblicato, non appartiene a un genere preciso (neanche a due o a tre) e sono abbastanza sicuro che non comparirà nella classifica di fine anno di nessun altro. Come riassunto di questo 2012 completamente folle, quindi, è perfetto.

 

MP3  TV Girl – Misery

MP3  TV Girl – Loud and clear

 

martedì, 18/12/2012

Proposte per un mondo migliore

Le proposte per un mondo migliore di Astutillo Smeriglia sono sempre attuali:

 

Per par condicio, qualsiasi servizio televisivo che parli di ufo o di apparizioni miracolose deve essere accompagnato da risate fuori campo.

 

Tutti coloro che ammirano la straordinaria perfezione dell’universo verranno infestati dalla Taenia Solium. Così potranno ammirare la straordinaria perfezione dell’universo più da vicino.

 

Se uno parla a nome di Dio, deve esporre il cartello: “riproduzione non autorizzata”.

 

Il suono del clacson deve essere diffuso all’interno dell’abitacolo, non all’esterno. Analogamente gli abbaglianti vanno puntati negli occhi di chi li aziona.

 

Minare i campi da calcio.

 

Il sistema politico in cui viviamo va benissimo, purché si disattivino i pulsanti del Parlamento.

 

Tutti gli operai che votano a destra vanno immediatamente accontentati: salario dimezzato, niente ferie, cinquanta ore di lavoro settimanali e due spilloni roventi nei capezzoli.

 

Quando uno fa un’omelia, una ramanzina o un qualsiasi predicozzo moraleggiante, alla fine deve apparire il numero di volte che si è masturbato. Questo per mettere le cose nella giusta prospettiva. [#]

venerdì, 14/12/2012

The Lord of the Rings honest trailer

Oggi volevo postare tutta un'altra cosa, ma poi mi sono imbattuto nell'honest trailer de Il Signore degli Anelli e visto che in questo periodo siamo tutti in mood tolkieniano mi sono messo a guardarlo e ho riso per così tante volte che, vabbè, giudicate voi.

 

giovedì, 13/12/2012

Heaven knows it’s gotta be this time

Ceremony dei New Order (anche se forse sarebbe più corretto dire dei Joy Division) è certamente una delle mie canzoni preferite di tutti i tempi, e non posso che essere lieto che ai tantissimi che l'hanno coverizzata recentemente si siano aggiunti i Chromatics, già autori di uno dei miei dischi dell'anno. La loro versione languida ed elegante rimane una spanna sotto l'inarrivabile versione disperata degli XIu Xiu, ma parliamo comunque di interpretazioni che colgono (in modo opposto) l'essenza dell'originale e la ripropongono esattamente come se fosse roba loro. Che non è da tutti.

 

mercoledì, 12/12/2012

Behold the Desktop Orchestra

 

'she was captain dark down weird', a two minute, energetic chiptune anthem by montreal artist battle lava sets the sound for an illuminated lab of thirty 24" imacs. with a mere game boy, battle lava creates novel sounds with the analog waves of yesteryear. the visuals, composed in a single flash document are split for each screen and assigned when desktop orchestra is launched. each display is controlled by a flash applet served by php and can be started and stopped on demand. [#]

martedì, 11/12/2012

Impronte digitali virali

di

Un'impronta digitale dedicata alla viralità. Come si costruisce un video che macina visualizzazioni? Quali sono le tecniche di comunicazione & marketing studiate a tavolino? Quali possono essere le conseguenze di un successo, magari agognato, ma di cui non si prevedevano le dimensioni?

 

Son tutte domande a cui ha dato risposta la prof. Giovanna Cosenza, preside della laurea triennale di Comunicazione all'Università di Bologna, e ospite "coordinata e continuativa" della trasmissione settimanale su radiocitta'fujiko, lunedì ore 19.

 

Tra gli esempi citati, su tutti Kony 2012, il video sui crimini del guerrigliero ugandese che è diventato un caso di politica internazionale.

 

 

E Gangnam Style, la danza inventata dal rapper coreano PSY, che oltre ad esser il più visualizzato in assoluto di Youtube ha generato una serie incredibile di imitatori

 

 

MP3 IMPRONTE DIGITALI – video virali

martedì, 11/12/2012

All I want for Christmas is a Creep

Come sempre, a Dicembre, lo sport nazionale ed internazionale di blog e magazine è quello di indulgere nelle inevitabili cover dei classici natalizi che musicisti di ogni ordine e grado non ci fanno mancare ad ogni anno che passa. Nonostante il buon senso e il grado nullo di mood natalizio mi dicano il contrario, non mi tiro indietro e vista la buona compagnia (1, 2) rilancio con un'altra versione di uno dei pochi anthem moderni (oddio, moderni: sono passati 19 anni) del genere, incrociata in modo blasfemo con Creep dei Radiohead dalla giovane (e non esattamente originalissima) band inglese Peace. Per niente indispensabile; quindi perfetta.

 

 

MP3  Peace – All I want for Christmas is you / Creep (Mariah Carey / Radiohead cover mash-up)

giovedì, 06/12/2012

Cute overload (il più bel travestimento per cani che abbiate mai visto)

(via)

mercoledì, 05/12/2012

Look at this Instagram

Stavolta quelli di College Humour si sono superati.

(via)

 

lunedì, 03/12/2012

Impronte digitali, scritte bene

di

Con una speranzosa dedica a "tutti nativi digitali, che portino con sé il meglio dell'era libresca" si apre il nuovo libro di Luisa Carrada "Lavoro, dunque scrivo!" (Zanichelli). Con il suo storico blog Mestiere di scrivere, Carrada dispensa consigli per chi vuole raggiungere una comunicazione semplice, chiara e ovviamente (ma non solo) digitale.

 

Un manuale di scrittura (perché la scrittura è una tecnica) che fa respirare aria pura solo scorrendo i titoli dei capitoli:

  • dopo la potatura, un'ultima spuntata
  • gerundio, dal sapor burocratese
  • le virtù degli elenchi galoppanti
  • per troppa naturalezza, attenzione agli eccessi

 

La sentiremo stasera alle 19 su radiocitta'fujiko, a Impronte digitali.

Preparate la matita (elettronica) rossa !

 

MP3 IMPRONTE DIGITALI – Il mestiere di scrivere

lunedì, 03/12/2012

Il videoclip dell’anno (in cui i credits sono più lunghi del video stesso)

Gli Unstoppable Death Machines li ho intravisti una volta dal vivo, ma non ricordo molto, a parte che erano molto casinisti e molto divertenti. Grazie a Giavasan li ritrovo ora su Spin con il piccolo anthem Do the Devo, che oltre a essere una bella tirata garage-punk un po' in stile Death from above 1979 ha un video MERAVIGLIOSO e francamente incredibile. E con una gran bella storia:

"Nick filmed UDM performing the track in the main gallery space of Clocktower Gallery. He then made a cut and we printed out every frame. For Nick's residency at the Clocktower, we made a giant light box table and invited friends to trace over the video frames as a reference, and draw in any style and medium. We did that for a few weeks — hand drawing every frame, including backgrounds. Probably over 100 friends contributed. With Nick, we then photographed every frame with the help of Tod Seelie, so we could take the stills and animate the video. The result is the most beautifully chaotic animated music video possibly ever created. I had such a good time hanging out, drawing, and working with so many inspiring people. I was actually surprised as to how much it all gelled. So many different styles and ideas came together almost seamlessly." [#]

 

sabato, 01/12/2012

Bentornato Nick Cave

AVevo tanta, tanta paura quando ho cliccato Play sullo streaming di We no who U R, nuovo singolo di Nick Cave coi Bad Seeds che arriva 5 anni dopo il deludente Dig!! Lazaurs, DIg!!!  e 2 dopo quella schifezza del secondo disco dei Grinderman. Il titolo un po' gangsta faceva presagire un ulteriore passo sulla strada della triste crisi di mezza età che l'ha colpito negli ultimi anni, ed è stato un sollievo sentire che almeno stavolta non è così.

We no who U R è una ballad un po' ipnotica con suoni per nulla classici e un testo abbastanza incomprensibile; è una scelta bizzarra come singolo e non cambierà le nostre vite, però preferisco cento o mille cose del genere all'ennessimo pezzo cazzone e caciarone che non fa giustizia alla storia e al talento del cantautore australiano. Con la speranza che sia il primo indizio che la crisi creativa degli ultimi anni è ormai solo un ricordo.

 

giovedì, 29/11/2012

Dopo aver visto queste illusioni anamorfiche non mi fido più dei miei occhi

[W-O-W. Su Youtube ci sono anche i link alle immagini da stampare e ritagliare]

mercoledì, 28/11/2012

Sono stato al cinema

Come sapete già se mi seguite su Twitter, nelle ultime settimane ho fatto un giro al festival del cinema di Roma e a quello di Torino, e ho visto una quindicina di film. Dopo ogni proiezione mi sono (quasi) sempre prodotto nello sport preferito dei festival-goers, utile nella grande conversazione della community con gli altri spettatori quanto come piccolo esercizio di sintesi ed ecologia mentale: la micro-recensione in 160 caratteri. Le metto tutte qua, nella speranza che prima o poi possano essere utili a qualcuno:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

giovedì, 22/11/2012

Sputerò sulle vostre tombe

La mia reazione al primo ascolto de Il giorno più lieto, pezzo che apre il Made in centocelle EP (Christmas Edition) degli Sputerò sulle vostre tombe, non è stato un sorriso sardonico per il nome della band (che cita Boris Vian) e dei suoi presunti membri nè per il titolo dell'EP, ma è stata: dove ho già sentito questa voce? Non è un po' troppo simile a quella del cantante di una certa band romana che recentemente ha avuto una certa visibilità? Non è che si tratta di un divertissment sotto mentite spoglie? Magari poi no, eh. Però ascoltate il pezzo e ditemi anche voi.

 

Peraltro il pezzo, anche se pare poco più di un demo, non è affatto male. E anche il resto dell'EP, a parte l'abuso di auto-tune, nasconde un certo tocco e un po' di buone idee. Chissà.

 

martedì, 20/11/2012

Una volta qui era tutta campagna elettorale (cit.)

Purtroppo però questa domenica sarò in trasferta a Torino per il Festival del cinema e non riuscirò a partecipare al primo turno (perchè dò per scontato che ce ne sarà un secondo) delle Primarie del Centrosinistra.

[Sì, lo so che ci sono anche modi per votare fuori sede, ma visto che comunque non ho ancora le idee chiare lo prendo come un segno e vedo intanto cosa scegliete voialtri]

 

Per ora, mi limito a linkare il video (che probabilmente avete già visto) de Il terzo segreto di satira dedicato agli elettori tipo dei candidati alle Primarie. Perchè mi ha fatto un po' ridere.

 

lunedì, 19/11/2012

Phastidiose impronte digitali

di

Tutti noi ci interrogiamo sul futuro di questa vecchia, stanca e incazzata Italia e su quello dei nostri portafogli, ma in pochi hanno la possibilità di parlare a tu per tu con un economista. Noi lo faremo stasera alle 19 su radiocitta'fujko: l'ospite settimanale di Impronte digitali sarà Mario Seminerio, il titolare del blog Phastidio.

 

Il nome deriva dal "fastidio che proviamo di fronte ai luoghi comuni", ed è con questo approccio diretto e analitico che Seminerio racconta e commenta i principali fatti dell'attualità economica e politica internazionale. Da qualche settimana è anche uscito La cura letale (BUR), libro in cui Seminerio spiega (molto bene) quello che sospettiamo in molti: l'austerità può anche non guarire ma uccidere il malato. Il lubro spiega anche come possiamo ancora salvarci: un filo di ottimisco per fortuna c'è ancora.

 

MP3 IMPRONTE DIGITALI – Phastidio

 

Sopra  il podcast, intanto cito un articolo uscito su Huffington Post sulle recenti proteste contro l'austerità e quanto ci aspetta nel 2013:

 

La desertificazione dell'economia, la scomparsa di opportunità di vita e di lavoro. Uomini e donne, giovani ed anziani, che in numero crescente restano indietro e che non trovano più risposte da un welfare che sta ormai dissolvendosi sotto il peso di tagli sempre più ciechi e che alimentano altri tagli, a seguito di buchi che si aprono ormai spontaneamente nel bilancio pubblico. Il fallimento di questa sghemba costruzione europea, l'esplosione di debiti causata ed alimentata ormai in larga misura dalla violenza della stretta fiscale sotto i diktat dell'egemone tedesco, sordo e cieco nella propria angst da debito.

 

lunedì, 19/11/2012

Dumb ways to die, e la campagna di sensibilizzazione di tinge di indie-pop

Da quando esiste il concetto di «video virale» e da quando esistono i social network per veicolarlo, abbiamo avuto occasione di vedere in rete molti esempi fatti bene e ancor di più fatti male. I casi fallimentari ce li scordiamo quasi subito (ed è esattamente il motivo per cui sono tali), quelli buoni, che promuovano una marca di ketchup, un'automobile o un anticalcare, invece fanno sorridere anche solo a nominarli.

 

Quando si scende nel terreno della promozione non di un prodotto ma di un concetto o di un valore sociale, i casi positivi sono ancora più rari (a me vengono in mente quasi solo gli eccezionali video con le istruzioni di sicurezza della Air New Zealand); c'è però un esempio piccolo piccolo che nella settimana appena finita ha avuto molta visibilità in una certa parte di web. Dumb ways to die è la campagna di sensibilizzazione per promuovere una maggiore sicurezza nell'uso dei treni da parte della Metro Australia. Il messaggio però non viene passato in modo banale e didascalico, ma  indiretto e assai ironico, attraverso una canzone indie-pop (provvista di video super-cute) che elenca in foma di filastrocca i modi più stupidi in cui si può morire, scritta all'uopo dall'ignota band australiana Tangerine Kitty. In 5 giorni il video ha avuto più di 4 milioni di visualizzazioni e la canzone più di 17mila ascolti e 13mila download, e se non è un successo questo non so bene cosa lo è. 

 

A riprova della completezza dell'operazione, c'è anche il tumblr con le GIF animate tratte dal video, per dire. Chapeau.

 

 

giovedì, 15/11/2012

Gli Offlaga non portano sfiga

E quando diventi un riferimento nelle canzoni degli altri, vuol dire che un segno l'hai veramente lasciato. Con l'indimenticabile verso «Volevi il tormentone come Lady Gaga, ti ho portato un Toblerone come gli Offlaga» all'interno di Ti porto sfiga, gli a me ignoti (ma è giusto) nu-metallari italiani Nemesi namedroppano gli Offlaga Disco Pax con una leggerezza al contempo naturalissima e sconcertante. Forse ci hanno davvero preso tutto, ma anche noi qualcosa ce lo siamo preso, dai.

[gli Offlaga suonano stasera a Bologna alle Scuderie Bentivoglio di Piazza Verdi. Ci vediamo là]

 

mercoledì, 14/11/2012

The nerd girl

martedì, 13/11/2012

Se Grillo agita il dito, Impronte Digitali guarda proprio il dito

Come già sapete quest'anno a Impronte Digitali abbiamo come graditissima ospite ricorrente Giovanna Cosenza, che tra le mille cose che fa è professoressa di Semiotica al Corso di laurea in Scienze della Comunicazione dell'Università di Bologna (di cui ora è anche coordinatrice) e acuta commentatrice e blogger.

Nella puntata andata in onda ieri (qua sotto trovate il podcast) ci siamo spostati dai temi tecnologici che ci sono più propri per parlare di politica e comunicazione, approfondendo in particolar modo Beppe Grillo e il Movimento Cinque Stelle.

Dall'analisi dello stile comunicativo dell'agitafolle genovese a un po' di valutazioni sulla strategia del suo movimento, abbiamo ribaltato la classica metafora della luna e del dito concentrandoci proprio sul dito (ed è stato facile capire di quale dito si tratta) e cercando di capire quali siano le tecniche utilizzate da Grillo e dal M5S. Le conclusioni a cui siamo arrivati, in qualche modo, sono state un po' inattese. Buon ascolto.

 

 

MP3  Impronte digitali – 12/11/2012

giovedì, 08/11/2012

Intervallo (strappone che suonano i System of a down con dei violini elettrici)

[Meytal Cohen – Toxicity (System of a down cover)]