mercoledì, 12/01/2011

Questo è punk

E se non lo capite, mi sa che non avete capito niente del punk.

 

 

[via]

mercoledì, 12/01/2011

Lele Mora for Alfonso Luigi Marra

 

Specchio specchio delle loro brame, di' pure a costoro che ciò che riguarda Marra è sempre la cosa più brutta del reame! Non sono un critico [sic] , ma Il labirinto femminile è il libro più straordinario che ho [sic] mai letto, e allora mi sono offerto per un euro [GENIO!] di rompere io il silenzio assordante di quelli che dovevano parlare, ma credo temano causi (?) gli attesi cambiamenti. Leggilo! E' davvero bellissimo.

 

[la campagna pubblicitaria di questo libro è talmente geniale che mi stanno quasi facendo venire voglia di leggerlo]

martedì, 11/01/2011

Virgin Merola

di

Di solito quando ci si candida alle primarie si cerca di presentarsi come il candidato più affidabile, con più idee e si pronunciano discorsi tipo "rinnovare le classi dirigenti della nostra città". Poi dopo gli slogan, si sceglie il logo. E' molto facile sopratutto se uno ha la fortuna di chiamarsi Virginio, un nome fonte di evidente ispirazione, per cui non c'è proprio bisogno di sforzarsi: non ne vale la pena. Spero che per Virginio Merola (candidato sindaco di Bologna alle primarie per il PD) non ci sia bisogno anche di un team di avvocati.

 

 

Grazie al Mago G per la segnalazione.

lunedì, 10/01/2011

Direzioni diverse?

Leggete questo passaggio, che parla de Il Teatro degli orrori:

Le opere d'arte di valore non sono effimere, hanno una durata. Non a caso due brani di A sangue freddo sono tra i più trasmessi (nell'ambito degli indipendenti) dalle oltre trecento del circuito web. Il più tramesso in assoluto è il loro A sangue freddo, proprio il brano che dà titolo all'album intero, dedicato a uno degli eroi dei nostri tempi, Ken Saro-Wiwa, scrittore e attivista nigeriano, difensore dei diritti della sua terra, di cui è da poco uscito il diario di prigionia (Un mese  e un giorno, B. C. Dalai). Così veniamo al punto: Pierpaolo Capovilla e soci non fanno canzonette, ma affrontano di petto la vita, con tutti i suoi spigoli, le sue insensatezze, le sue infinite ipocrisie. Nei loro accuratissimi testi – fra i migliori nel panorama del cantautorato italiano – trovano voce sia le questioni personali ed esistenziali (la solitudine, l'amore, la paura), sia quelle sociali (terzo mondo, catastrofi naturali, povertà). Privato e pubblico, intrecciati fra loro: si parla tanto di amore, cercato, perduto, desiderato, e al tempo stesso si chiama in causa Dio o si denunciano le spine dei nostri giorni.

Oltre alla già citata A sangue freddo, ricordiamo un Padre nostro violento, duro, ma a nostro avviso non blasfemo, in cui si invoca Dio di liberarci dalla malinconia, ma anche dal malaugurio, dai maldicenti, dagli ignoranti, dai terremoti, dalla fame. Un grido disperato, segno di sensibilità, di un dialogo comunque non interrotto, e infinatemente meglio dell'indifferenza, della superficialità o dell'apatia.

Da dove verrà? Rumore? XL? Sentire Ascoltare?

No: Famiglia Cristiana.

[via]

 

 

MP3  Il Teatro degli Orrori – Direzioni diverse

lunedì, 10/01/2011

Psicopatologia spicciola del dj pretenzioso. Cap 4. Il Dilemma del bravo dj

di

Dell'eterno conflitto fra il dj pretenzioso e il bravo dj, delle depressioni del dj pretenzioso disoccupato, del dj pretenzioso a una festa ben riuscita in cui però non è lui a mettere i dischi e del mistero delle onnipresenti valigette dei dischi

 

La bibbia del dj si chiama Last Night a Dj Saved My Life, un libro di Bill Brewster e Frank Broughton che racconta la meravigliosa storia della musica da ballo, la nascita e l'evoluzione della figura del dj e dei dancefloor. Una delle frasi contenute in LNADSML che ogni dj dovrebbe tatuarsi sulla pelle è

 

"il bravo dj è quello consapevole di avere davanti non un pubblico ma gente che vuole ballare e divertirsi".

 

Sembra facile, ma non per il nostro dj pretenzioso, che a sua volta crede di avere una missione. Non tanto e non solo farli ballare e divertire, quanto evangelizzare le piste da ballo con la sua musica nuova e di qualità.

 

Il dilemma del dj pretenzioso nasce proprio da tormentose riflessioni attorno a questo assunto "Quanta gente riesce a divertirsi ballando l'ultimo di Caribou? Più o meno che se mettessi la Bamba? E allora perché mi ostino a non mettere la Bamba? Sarà mica che non sono un bravo dj, visto che Caribou non lo balla nessuno?". Di solito è quello che credono i gestori dei locali, il che spiega il frenetico turn over di dj pretenziosi. Forse dipende anche dal posto in cui il dj pretenzioso si trova a mischiare i suoi spocchiosissimi dischi. In genere però la risposta rassicurante che il povero ottuso si fornisce è "Sono loro che non mi capiscono, il mondo è ingiusto, la società non è ancora pronta per questa musica" e continua a suonare oscuri live degli Spiritualized, chiedendosi perché la pista resti vuota.

 

Nel suo Mamma, Mamma, Voglio Fare Il Dj l'ineffabile Fabio De Luca invita gli aspiranti dj a suonare ovunque ce ne sia la possibilità, anche luoghi poco ortodossi: rosticcerie,  mense scolastiche, autolavaggi. Per il dj pretenzioso questa è spesso una triste necessità più che una scelta. Sono già pochi i locali ove tollerano la sua improponibile musica. Mettersi a fare troppo i difficili significherebbe  passare lunghe stagioni di inattività. E vi assicuro che c'è solo un soggetto peggiore del dj pretenzioso: il dj pretenzioso disoccupato. Lo spettacolo umano del dj pretenzioso disoccupato è straziante, il soggetto cade in una spirale di depressione condita da complessi di persecuzione e si rinchiude in un bozzolo di totale incomunicabilità, da cui esce brevemente solo per stroncare qualche disco sul suo moribondo blog. Le scene più penose si possono assistere quando il pretenzioso/disoccupato viene a tradimento condotto a una festa dove c'è un altro dj e dove tutti – manco a dirlo – ballano e si divertono. Una festa dove insomma suona un bravo dj. Il suo anticristo personale.

 

Il pretenzioso/disoccupato schiumerà ovviamente invidia, non ballerà assolutamente mai,  anche se la playlist dovesse essere di suo gradimento non lo darà affatto a vedere, non farà che lamentarsi con tutti della musica troppo commerciale, della scaletta prevedibile e disomogenea, dei passaggi realizzati male. Inoltre scaglierà maledizioni assortite al suo concorrente (?) sperando che queste lo colpiscano all'istante cosicché il bravo dj non possa continuare il suo dj set e qualcuno urli allarmatissimo la frase che il dj pretenzioso attende di ascoltare da una vita "Fate presto! C'è un altro dj in sala?"

 

Così si spiega il mistero delle preziose valigette di dischi da cui il dj pretenzioso, anche se disoccupato, non si separa mai.

sabato, 08/01/2011

Ma soprattutto per cercare se stessa

 

venerdì, 07/01/2011

Il tempo che passa si vede anche dai caschi dei Daft Punk

[Clicca per ingrandire. La fonte è il forum di TheDaftClub, via Gizmodo. Tron non l'ho ancora visto ma tanto dicono tutti che fa un po' schifo. La colonna sonora invece l'ho sentita, e il mio giudizio è eloquentemente riassumibile in «Meh»]

giovedì, 06/01/2011

Dawson Leery, asshole for hire

James Van der Beek is my co-pilot. Pensavamo si sarebbe fermato alle GIF animate di JamesVanDerMemes.Com (la risposta al suo celeberissimo Crying Dawson, presentata qui), e invece lui giorno dopo giorno continua a rilanciare. Presidente di Internet della settimana?

mercoledì, 05/01/2011

Il miglior uso per un elenco telefonico

Chen Long-binIndia Buddha

lunedì, 03/01/2011

All the single digits

Che Spencer Tweedy, il figlio quindicenne di Jeff Tweedy dei Wilco, abbia dei geni buoni lo sapevamo già da quando 2 anni fa suonò la batteria nella band del padre al Madison Square Garden, e lo sa anche chiunque legga il suo blog. Ce ne fossero in giro, di ragazzini già così in gamba.

A me, ad esempio, ha divertito un sacco la storia di Single digits

 

A few weeks ago, my alge­bra class was assigned a project called “Math­e­matic Karaoke,” for which were told to pick a song, make it about num­bers (and stuff), and record our­selves singing it. The class imme­di­ately burst into excla­ma­tion: “I’m gonna do Eminem!” chirped one, “I’m gonna do Soulja Boy,” another. So it only seemed to appro­pri­ate to fol­low along the pop-stream cri­te­ria, with Ms. Bey­oncé Knowles. Of course, Sin­gle Ladies was my tune of choice.

My mom actu­ally gave me the ini­tially idea of Sin­gle Dig­its – after that, it was cake. Once I started record­ing, auto-tune worked its way in, and the rest was his­tory. Enjoy.

 

 

All the sin­gle dig­its
All the sin­gle dig­its
Now put your hands up

Five on your left and
Five on your right and
Ten on your lit­tle bitty toes
Add ‘em all together and
Whad­dya know, you got
Twenty dig­its right on the nose

Up in your grill
Ready to thrill
These num­bers gonna be your best friend
Plug them in
Addi­tion
Now you really graphing

Cause if you like it then you shoulda put a line on it
If you like it then you shoulda put a line on it
You can’t have a sys­tem if there is no line on it
Cause if you like it then you shoulda put a line on it

Whoa-oa-oa [#]

 

MP3  Spencer Tweedy – Single digits (Beyonce cover)

 

 

[peraltro, a suo tempo di Single Ladies ne fece una specie di versione spoken anche il padre]

sabato, 01/01/2011

I propositi per l’anno nuovo delle industrie dell’IT

[da The joy of tech]

giovedì, 30/12/2010

You and your chorus really got me

Una delle cose più belle successe nel mio recente viaggio a Londra è stato il concerto di Ray Davies alla Royal Festival Hall, in cui il leader dei Kinks ha suonato molti pezzi della sua vecchia band insieme a un coro di una quarantina di elementi, all'interno del bel teatro ai piedi dello stesso Waterloo Bridge su cui 43 anni fa è nata Waterloo Sunset. Poteva essere un bagno di sangue di kitsch e vecchiaia, invece la combinazione ha retto egregiamente e, seppur trasformati, i grandi singoli della band hanno mantenuto il tiro e l'impatto che li ha ormai resi immortali. Qua sotto un assaggio, con You really got me ripresa da me medesimo e dal mio telefono (si vede poco ma si sente benino). Qua invece c'è Sunny Afternoon, ripresa da un tizio a lato che stava un po' più vicino di me. Ho poi scoperto che l'anno scorso è uscito un intero disco di queste versioni; per i miei gusti mi sa che è un po' troppo, ma magari a voi piace. In ogni caso è perfetto per le feste.

 

 

 

MP3  Ray Davies and the Crouch End Festival Chorus – You really got me

mercoledì, 29/12/2010

Discographies

Ieri leggo: “Anonimo account su Twitter nominato critico musicale dell’anno”. Ho pensato: “è fatta! Si sono accorti di me oltreoceano! Ho saltato lo squalo!” E invece no, si riferivano a @Discographies, l’opera di un misterioso personaggio che riassume le discografie di artisti famosi in 140 caratteri. Una di quelle idee talmente semplici e geniali che potevano venire solo a qualcun altro.

Andate a leggerveli tutti (alcuni sono intraducibili), ma questi sono i miei preferiti:

Madonna: 1-4 “Donna bianca single cerca pubblico. Si eccita con: 5 sesso estremo; 6 coccole; 7-8 finti accenti inglesi; 9 t-shirt di Che Guevara; 10 la disco; 11 il botox.

Brian Eno: 1-3,5 “Cosa combina, professore?” “Sto inventando il futuro della musica.” 4,6-24 “E ora?” “Lo sto reinventando. Silenziosamente.”

Yoko Ono: 1-5 “È tremenda! È lei che ha fatto sciogliere i Beatles! Lei ha…” 6 “(Uh-oh.)” 7-8 “(Ora dobbiamo essere carini con lei?)” 9-11 “È un genio!”


Weezer
: 1 “Ti ricordi quel nerd delle superiori?” 2 “Quello che non riusciva a parlare con le ragazze?” 3-7 “Perché lo frequenti ancora?”

Linkin Park: 1-4 “Presto! Nella macchina del tempo! Se riusciamo a evitare l’incontro tra Run-DMC e Aerosmith, questo orrendo futuro non esisterà mai!”

Joanna Newsom: 1 Plink! Plinketa-plink!; 2 Plink! Plinketa-plink! (con orchestra); 3 Plink! Plinketa-plink! (per due stramaledette ore)

Alanis Morissette: 1 lui incontra lei; lei fa una fellatio a lui; lui lascia lei; lei scrive poesie strazianti. 2-5 “Il mio store su Etsy va alla grande!”

Britney Spears: 1-6 Come abbiamo riempito gli anni di tristezza e solitudine tra la pubblicazione di Ray of Light e l’invenzione di Lady Gaga.

Ora sapete cosa sarebbe bello? Fare la stessa cosa coi cantanti italiani. Inizio io.

Elisa: 1 La Morissette italiana!; 2 La Björk italiana!; 3-7 La Pausini friulana!

Subsonica: 1 La groova di Torino; 2 Il cielo su Torino; 3 Le astronavi su Torino; 4 “Dove sarebbe questa Torino?”; 5 “Vabbè, si torna a casa”

Paola e Chiara: 1-2 “Ci chiamano bambine…” 3-7 “…ma siamo delle ZOZZE.”

Fatevi sotto nei commenti.

mercoledì, 29/12/2010

Handwritten typeface (sort of)

[via]

lunedì, 27/12/2010

Venti ore di blizzard in quaranta secondi

domenica, 26/12/2010

E comunque buone feste

(via)

giovedì, 23/12/2010

The Boy least likely to Christmas

Raramente da queste parti ci sono stati Natali meno natalizi di quello che di qui a qualche giorno si impossesserà delle nostre giornate, per poi sparire in un baleno in un tedio di pile di panettoni in offerta.
«I don't feel very Christmassy at all», potrei dire, così come fanno i The boy least likely to nel loro disco speciale di Natale che, da ultimo arrivato in un genere molto affollato e squisitamente stagionale, rischiano invece di convincere come e più di tutti gli altri. Chi più di una band piccola piccola che ha fatto del recupero dell'infanzia e della naivetè più pucci la sua estetica può parlare di una festa che quando smetti di credere a Babbo Natale perde più o meno la totalità del suo fascino? Continuano a sembrare una band fuori dal mondo e dal tempo (e poi invece scopri che uno dei due lavora da Rough Trade, nel cui negozio di Brick Lane qualche giorno fa ho appunto comprato il disco), poi tra una ballad sulla neve e canzoni di auguri ci infilano pure un'omaggio a Last Christmas in cui George Michael e Andrew Ridgeley si incontrano al pub la vigilia di Natale e ricordano gli anni passati insieme nei Wham. Che per un secondo ti viene quasi voglia di crederci ancora.

 

 

MP3  The Boy least likely to – Christmas isn't Christmas

MP3  The Boy least likely to – George and Andrew