martedì, 15/06/2010

Impronte digitali e la Repubblica degli Stagisti

di

"L'Italia è un Repubblica fondata sullo stage" così Beppe Servegnini aggiorna l'art.1 della nostra Costituzione. E allora qualcosa bisogna pur fare per rimboccarsi le maniche e fronteggiare il nemico-stage perché non possiamo certo aspettare un cambiamento delle famigerate "congiunture internazionali" o che in Finanziaria il Governo si occupi degli stagisti e degli under 30. La prima mossa è andare su Repubblica degli stagisti, il cui direttore Eleonora Voltolina sarà l'ospite oggi alle 19 ad impronte digitali su radiocitta'fujiko.

 

MP3 – Impronte digitali – Repubblica degli stagisti

 

CHI SIAMO
"La Repubblica degli stagisti nasce nel 2007 come mio blog personale. Ha avuto successo perché in tanti come me pensano che uno strumento neutro come lo stage sia invece un modo per assumere a basso costo, e gli stagisti finiscono per diventare sottoproletariato. Ora il progetto si è allargato è diventato una testata redatta da giornalisti professionisti. E ospitiamo gli annunci delle aziende che propongono offerte di lavoro rispettose della carta dei diritti degli stage da noi elaborata".

 

QUALI STRUMENTI PER STAGISTI?
"Pubblichiamo informazioni di servizio. Non solo per chi cerca stage interessanti ma anche per segnalare quelle aziende che organizzano tirocini truffaldini. Molti ci chiedono aiuto a help@repubblicadeglistagisti.it. Qualche giornalista ci ha definiti sindacato degli stagisti, in qualche misura è vero. Anche se non vogliamo porci in maniera antagonista, ma al controrio vogliamo collaborare con le aziende e per quanto possibile stimolarle a migliorare le loro offerte".

 

DISOCCUPAZIONE GIOVANILE = 29,5%
"L'Istat ha pubblicato i dati sull'occupazione: un giovane under 34 su tre non ha lavoro. Una situazione difficile che dipende dal sistema italiano e non solo. Ognuno però dovrebbe riuscire a accettare stage in modo consapevole, sapendo a cosa dir sì e a cosa no. Bisogna avere la dignità di dire sotto un certo contratto non lavoro. Invece purtroppo sentirsi con l'acqua alla gola crea cattiva occupazione".

 

LA FORMAZIONE PERENNE SERVE A QUALCOSA?
"Il ministro Sacconi inisiste sulla formazione, che va benissimo. Ma il problema è trovare lavoro, oggi tanti giovani sono iper formati, troppo formati. La formazione perenne significa che ogni volta che si cambia lavoro o stage, si viene comunque inquadrati come stagisti e si riparte da zero. Ci vorrebbe un cambiamento culturale delle imprese per cui chi ha nel curriculum 2 stage deve essere assunto. Il sogno è che questo passaggio sia normato per legge".

 

IL GOVERNO NON RIFORMA L'APPRENDISTATO O FA UNA LEGGE SUGLI STAGE
"Il Min. Sacconi in realtà ha riformato l'apprendistato ma quello che riguarda gli studenti 15enni delle scuole professionali. E qui c'è una frattura perché l'appredistato sarebbe un buono strumento, ma in Italia solo il 5% degli apprendisti ha un'istruzione superiore. I neolaureati invece cominciano sempre come stagisti, cioè senza tutele di nessun tipo. Questo è il problema".

 

CARTA DEI DIRITTI DEGLI STAGISTI
"Noi crediamo talmente nell'appredistato da citarlo nella carta dei diritti degli stagisti. che è il nostro manifesto. Chiediamo tutele contrattuali, un rimborso minimo e percentuale minima di assunzione dopo lo stage".

martedì, 15/06/2010

The vuvuzela from hell

Fissatelo molto intensamente e guardatelo fino alla fine (un premio a chi ci riesce senza spegnere); funziona?

 

 

Bonus:

– lo spartito di Breaking balls – Sonata for vuvuzela

suona la vuvuzela online

– l'imperdibile Vuvuzela dei Gebroeders Ko (due simpatici tamarri da balera olandesi che hanno dedicato una canzone alla trombetta in tempi non sospetti)

la app per iphone

– il vuvuzela filter (ma funziona?) (via)

 

lunedì, 14/06/2010

Il calcio è un grande rito che devi rispetàr

E -anche se di calcio ce ne frega il giusto- a modo nostro rispettiamo il grande rito, e ci uniamo alla folta compagine di blog, webzine e affini che celebrano l'esordio mondiale della nostra anonima nazionale con l'anteprima collettiva di un pezzullo assai carino che una cara indie-band italica ha preparato per l'occasione.  I Cat Claws da Roma  provano a fare la nuova Po po po po po po, imbastendo un testo sui clichè del calcio (la colpa è sempre dell'arbitro) nella forma di una Hung Up nostrana in salsa electro / punk-funk; non ci sono i cori da stadio, l'atmosfera stradaiola o la retorica del fair play che ti aspetteresti da un pezzo sull'argomento (e questa è probabilmente una buona notizia), ma il pezzo funziona a meraviglia e pare che sia stato scelto nientemeno che dalla Gialappa's come soundtrack ufficiale per alcune delle sue tradizionali radiocronache delle partite (quest'anno trasmesse su RTL). La verità, in realtà, è che volevo solo pubblicare le foto di Caizzi e Lavinia in tenuta calcistica vintage. Ma questo a voi non interessa, no?

 

lunedì, 14/06/2010

L’unica soluzione per la perdita di petrolio

[da Pundit Kitchen]

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venerdì, 11/06/2010

The bored king of the beach

So bored di Nathan Williams aka Wavves è stato uno dei pezzi che hanno segnato l'anno scorso. Inno alla noia in salsa shitgaze surf, è stato oggetto di un hype feroce, è stato celebrato come uno dei pezzi più rappresentativi della sua generazione ed è stato reinterpretato e omaggiato da più parti (anche in Italia), il tutto culminato con alcune acclamate esibizioni al SXSW di Austin (a un paio c'ero anch'io) e all'inclusione in varie liste delle canzoni più significative dello scorso anno. L'attenzione verso Wavves ha iniziato a scemare quando il nostro nel Maggio 2009 ha sbroccato sul palco del Primavera Sound Festival di Barcellona, litigando col suo batterista e annullando il tour europeo che sarebbe seguito di lì a breve.

 

Anno nuovo vita nuova, e il nostro ci riprova: nuovo singolo (si ascolta qua sotto; davvero niente male), nuovo disco (provvisto di orrida copertina, e intitolato King of the beach), e nuovo tour (con una data italiana il 20 Luglio, che avrà appropriatamente luogo all'inestimabile spiaggia dell'Hana-bi di Marina di Ravenna), con il desiderio di mostrare che l'hype va e viene, i nervi possono saltare ma stoffa per rimanere c'è. Staremo a vedere.

 

Nel mentre, So bored rimane un gran pezzo con potenzialità pop e da dancefloor in gran parte inespresse, come è facile intuire ascoltando la versione assai più ruffiana che ne ha fatto Bethany Cosentino aka Best Coast (che dello stesso hype furibondo è oggetto, ma quest'anno) sullo stesso palco di Barcellona in cui Wavves ha avuto il suo breakdown lo scorso anno. Casualità o omaggio? Dato che i due fanno coppia fissa io direi la seconda. E chissà che Best Coast non decida di farci felici e di incidere la sua versione, così, finalmente, possiamo ballarla come si deve sul dancefloor. Magari in spiaggia.

 

 

 

 

MP3  Wavves – Post Acid

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giovedì, 10/06/2010

A Benvegnù quel che è di Benvegnù

Paolo Benvegnù è uno dei più talentuosi cantautori della sua generazione (e anche di quella dopo), mostruosamente sottovalutato pressochè da tutti (fin dai tempi degli indimenticati Scisma) ma fortunatamente assai restìo ad appendere la sua chitarra al chiodo e a trovarsi un lavoro al catasto. Anzi, il nostro rilancia: dopo mesi (anni?) di tour pressochè ininterrotti su e giù per l'Italia con le line-up più varie è arrivato il momento del disco live, che lo fotografa in forma smagliante e con il repertorio eccellente che gli è proprio. Il disco si ascolta in streaming integrale su XL, ed è accompagnato da un paio di pezzi in studio: una cover di Who by fire di Leonard Cohen (che suppongo in qualche modo c'entri col progetto di cover italiche Stranger Music) e il singolone Io e il mio amore, già inserito all'interno della compilation Il paese è reale e qui reinciso e accompagnato da un video bellissimo girato da Simone Manetti (no, non è uno dei Manetti Brothers). Se fossimo un paese normale, sarebbe in heavy rotation su tutte le radio.

 

mercoledì, 09/06/2010

Time spent in shower Pie Chart

[da Graphjam.Com]

mercoledì, 09/06/2010

Impronte digitali ai mondiali

di

Ebbene sì, nonostante tutto siamo in attesa dei Mondiali di calcio. Ancora non son riuscito a liberami di questo vizio porco. Che comunque ha un che di tecnologico, e con questa scusa ne abbiamo parlato ieri alle 19 ad impronte digitali su radiocitta'fujiko. Proprio in contemporanea con il Post, che pubblicava delle dritte molto simili alle nostre.

 

MP3   IMPRONTE DIGITALI Mondiali 2010

 

Un che di tecnologico perché da quando Sky ha scippato legittimamente vinto l'apposito bando di gara, la visione in chiaro sarà solo per 25 partite su 64. E noi che aspettiamo 4 anni per goderci un Nuova Zelanda – Slovacchia o un Corea del Nord – Costa d'Avorio, dobbiamo ricorrere al web. 

L'elenco dei streaming gratutito è presto fatto: Rojadirecta, Myp2p e LiveTv. Anche se Myp2p ha già schedulato le partite, a me piace soprattutto il primo, mi sembra più completo e più stabile. Completo perché per ogni trasmissione c'è un elenco con tutte i segnali streaming, le applicazioni p2p da scaricare o quelle flash con cui vederle. Il problema principale è che molti canali sono intasati, perché la banda non è sufficiente e quindi si rischia o l'interruzione totale o la singhiozzante intermittenza. Bisogna perderci un po' di tempo. Di solito mi trovo meglio con Sopcast o TVU player, che sono generalmente in spagnolo e inglese.

Perché anche la questione linguistica non è secondaria: i canali italiani sono in minoranza. E gli altri rispettano gli sterotipi nazionali: inglesi precisi e noiosi, latini passionari e divertenti.  Attenzione che la sigla AR non significa telecronista argentino, ma armeno.

 

Se vi perdete qualcosa le highlights le trovate velocemente, anche 30 minuti dopo il fischio finale, su CalcioBlog.it. Per il calendario segnalo questo santo rosario di Marca, per i pronosticatori il bracket del Post e per gli enciclopedici le schede di CalcioBlog.

| # | impronte digitali | I Commenti sono chiusi

martedì, 08/06/2010

Dove Yuppies e Hipsters si incontrano

[Where they meet, dal solito geniale Techno Tuesday]

| # | ahipod, hipsteria, indie-gestione | I Commenti sono chiusi

martedì, 08/06/2010

A scuola di Direct Marketing

di

Pochi ingredienti ma semplici:

1) un servizio furbo che tappa un'esigenza reale
2) un target mirato con scaltrezza e precisione
3) una brillante idea di packaging
4) un pezzo dei Vampire Weekend in sottofondo (ok, questo serve solo come esca per Inkiostro…)

Ecco a voi Lavonline.it, lavanderia e calzoleria a domicilio, e il ragionamento vincente con cui si sono immessi nel mercato:

lunedì, 07/06/2010

Il mio nuovo eroe

E' questo tizio che suona Cracklin Rosie con 2 telefoni Android, 2 telefoni Windows Mobile e un iPod Touch.
E' sfigatissimo, ma ora il mio scopo nella vita è essere come lui. Chissà quanta figa attira.

 

| # | fantascienza, oh my geekness | I Commenti sono chiusi

lunedì, 07/06/2010

Cosa hanno in comune l’ADIDAS, Star Wars, i Daft Punk e i mondiali di calcio?

La risposta, ovviamente, è: niente.

 

Non sembrano però pensarla allo stesso modo quelli dell'ADIDAS, che in occasione dei mondiali di calcio hanno lanciato uno spot in cui un gruppo fantasiosamente assortito di celebrità della musica e del calcio (dai Daft Punk a Snoop Dogg, Noel Gallagher e Ian Brown, da David Beckham a Franz Beckenbauer, più vari altri che non so bene chi siano, anche se sono sicuramente *qualcuno*) mettono in scena la celebre sequenza della Cantina di Guerre Stellari. Proprio una bella idea, eh?

 

 

 

Come al solito esilarante (e molto condivisibile) il cinico commento di Hipster Runoff:

adidas made some commercial, and I am not sure what it has to do with the World Cup. I think we are sorta in a phase where every ‘high budget’ commercial has to be aimed at ‘getting tons of youtube plays’ on the internet by people who aren’t even interested in soccer/football/the world cup / adidas. I guess adidas feels pressure from Nike, since Nike always makes better commercials than they do.

 

adidas basically put Daft Punk, Snoop Dogg, some guy from Oasis, David Beckham, and a few other famous ass holes who appeal 2 different demographics in this video. Felt ‘pressure’ to blog about it, since it was such a strategically created meme. Overall feel like it is ‘boring.’ Star Wars is chill/memorable after riding a chillwave for a few hours, but still just feel ‘whatever’ towards this video just because I am too young for the Star Wars brand to 100% resonate with me. Like it was theoretically ’successful’ but didn’t really even add anything substantive to the brand, except maybe that they were willing 2 pay LucasArts to use Star Wars footage. [#]

venerdì, 04/06/2010

Questo non è lavorare

Il buon Bandini mi perdonerà, ma non posso esimermi dal copiaincollare per intero il suo ultimo post sul sempre folgorante Blogghino – Zona deumanizzata:

Certe volte quando sono in ufficio e faccio la pausa, prendo un 12 al distributore di bevande calde e poi camminando in corridoio capita che le porte degli altri uffici sono aperti. Mi fermo sulla soglia a guardare gli altri che lavorano. Sono tutti alle loro scrivanie, che fanno crocchiare i tasti delle loro tastiere e hanno le facce bluastre per il riflesso dello schermo del computer. Certe volte smettono di far crocchiare i tasti, per qualche secondo, fissano lo schermo, danno un colpetto di mouse, e poi ricominciano a far crocchiare i tasti. Certe volte sorridono allo schermo, poi tornano seri. Insomma, una gran rottura di palle, starli a guardare. I lavori di una volta, erano belli da stare a guardare. Gli operai che stendono l'asfalto, i muratori che impastano il cemento, gli impagliatori di sedie, gli impagliatori di animali, gli impagliatori di umani, i netturbini quando con il braccio meccanico sollevano la campana del vetro e la svuotano nel rimorchio, i contadini sui trattori, gli imbianchini, gli attacchini che attaccano i manifesti pubblicitari della Cedrata Clebbino, i lavavetri, l'omino che fila lo zucchero filato, gli idraulici quando tagliano un tubo con la pinza tagliatubi, i meccanici che smontano la coppa dell'olio, gli elettricisti che sbucciano i cavi, i panettieri che infornano il pane, le maestre che fanno il dettato, le commesse dei negozi quando fanno i pacchettini, i falegnami, i giardinieri. Invece questi lavori qua moderni dopo due minuti a guardarli ti annoi, non succede niente, vorresti cambiare canale ma non si può, questo mica è lavorare, questo non lo so cos'è, è farsi venire la faccia blu, è crepare. [#]

venerdì, 04/06/2010

The greatest list of the coolest ice cubes around

 

La statua dell'isola di Pasqua, il doverosissimo lego, l'orrida dentiera finta e le pinne degli squali: questo e altro su The greatest list of the coolest ice cubes around.

giovedì, 03/06/2010

Bella idea

Dio solo sa se la mia schiena certe volte avrebbe bisogno di questo Arm Sleeper's Pillow, la classica idea talmente buona da essere praticamente ovvia. Dormitori sul fianco del mondo, unitevi.

mercoledì, 02/06/2010

Echoes

Più o meno tutto quello che voglio da un nuvoloso tardo-pomeriggio di un dì di festa passato a sistemare (ancora) il posto dove a breve vivrò sono i sette minuti e cinquantaquattro di Angel Echoes di Four Tet remixata da Caribou (scoperta grazie a Umanuvem). Repeat.

 

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martedì, 01/06/2010

Impronte digitali e la privacy di facebook

di

Ammettiamolo siamo tutti pigri: leggere le norme della privacy è più noioso delle istruzioni del microonde o di un armadio ikea. Ma se qualcosa non va il pane rimane visibilmente congelato e il mobile sbilenco. Con la privacy del  web e soprattutto dei social network non è così: se qualcuno usa informazioni su di te e i tuoi amici, probabilmente sarai l'ultimo a rendertene conto.  E allora lungi dal mettersi a leggere e studiare chiamiamo un esperto, il migliore in Italia sull'argomento: Guido Scorza è l'ospite impronte digitali, martedì 1 giugno ore 19 su radiocitta'fujiko, ci spiega gli ultimi cambiamenti ed evoluzione sulla privacy di Facebook.

 

Se siete anche voi pigri per ascoltare la diretta, ecco l'MP3 – impronte digitali – facebook privacy – guido scorza

 

Intanto vi anticipo che oltre parlare dei cambiamenti (una sintesi è sul Post e su Punto Informatico), chiederemo a Scorza se davvero sono novità efficaci e buone o solo più furbe, se in futuro si potrà parlare di "privacy divide" tra utenti consapevoli e informati sul valore delle proprie informazioni e coloro che ne ignorano la portata commerciale, se possiamo ritenerci immuni dagli interessi delle web corporation e quali sono le regole per gli altri social network.

| # | impronte digitali | I Commenti sono chiusi

martedì, 01/06/2010

Lost explained / Lost unexplained

So che Lost è finito da una settimana e ne avete/abbiamo parlato tutti troppo su ogni social network possibile, ma prima di essere drammaticamente fuori tempo massimo ecco un paio di video di segno opposto che sono riuscito a vedere solo ora.

 

 

Lost explained in 3 minutes with Post-it

 

 

 

Unanswered Lost questions

[Lo so che non è questo il punto, ma a vederle in fila paiono davvero un po' troppe, no?]

 

 

 

Bonus: if Lost was a point-and-click 1987 LucasArts computer game (via)

lunedì, 31/05/2010

Offlaga Disco Max è pronto al peggio

Erano mesi che sapevo che sarebbe arrivata, e anche se conosco Max piuttosto bene ero molto curioso di vedere cosa sarebbe venuto fuori nell'episodio di Pronti al Peggio dedicato a Max Collini, voce e parole degli Offlaga Disco Pax. I nostro è protagonista di un episodio della serie Fossifigo, i documentari dedicati al lavoro quotidiano dei musicisti indipendenti nostrani (che, come è noto, non riescono praticamente mai a campare di sola musica) che sono la punta di diamante della produzione dell'eccezionale WtebTv.

Ovviamente l'episodio dedicato a Max (che dismessi i panni dell'evengelizzatore neosensibilista fa l'agente immobiliare) è bellissimo, e rende davvero l'idea di cosa sia la persona dietro al personaggio, e di quanto possa essere naturale, ma anche difficilissimo, conciliare due anime apparentemente così diverse.

Qui sotto la prima parte, la seconda qui.

 

lunedì, 31/05/2010

Banksy VS Napoli

Una volta le opere d'arte che erano sul suolo italiano arrivavano Napoleone o i tedeschi e ce le portavano via. Adesso invece facciamo tutto in casa: è successo a Napoli, dove un lungimirante (e bravissimo) writer ha coperto con un graffito l'opera che Banksy aveva fatto in via Benedetto Croce (detta Madonna in estasi (consu)mistica). Come riporta il Corriere, l'opera dello street artist di Bristol era quotata intorno ai centomila dollari. Alè!