-Heavy rotation-

Daft Punk – Giorgio by Moroder

Adrian Tomine – New York Drawings

Mad Mern s06e06

L'enchillada di Alma a Red Hook

Phoenix – Chloroform

Lo Shedrain Windjammer

Awkward stock video

Gli Ava Luna alla Brooklyn Bowl

 

 

 

 

lunedì, 19/11/2012

Dumb ways to die, e la campagna di sensibilizzazione di tinge di indie-pop

Da quando esiste il concetto di «video virale» e da quando esistono i social network per veicolarlo, abbiamo avuto occasione di vedere in rete molti esempi fatti bene e ancor di più fatti male. I casi fallimentari ce li scordiamo quasi subito (ed è esattamente il motivo per cui sono tali), quelli buoni, che promuovano una marca di ketchup, un'automobile o un anticalcare, invece fanno sorridere anche solo a nominarli.

 

Quando si scende nel terreno della promozione non di un prodotto ma di un concetto o di un valore sociale, i casi positivi sono ancora più rari (a me vengono in mente quasi solo gli eccezionali video con le istruzioni di sicurezza della Air New Zealand); c'è però un esempio piccolo piccolo che nella settimana appena finita ha avuto molta visibilità in una certa parte di web. Dumb ways to die è la campagna di sensibilizzazione per promuovere una maggiore sicurezza nell'uso dei treni da parte della Metro Australia. Il messaggio però non viene passato in modo banale e didascalico, ma  indiretto e assai ironico, attraverso una canzone indie-pop (provvista di video super-cute) che elenca in foma di filastrocca i modi più stupidi in cui si può morire, scritta all'uopo dall'ignota band australiana Tangerine Kitty. In 5 giorni il video ha avuto più di 4 milioni di visualizzazioni e la canzone più di 17mila ascolti e 13mila download, e se non è un successo questo non so bene cosa lo è. 

 

A riprova della completezza dell'operazione, c'è anche il tumblr con le GIF animate tratte dal video, per dire. Chapeau.

 

 

giovedì, 15/11/2012

Gli Offlaga non portano sfiga

E quando diventi un riferimento nelle canzoni degli altri, vuol dire che un segno l'hai veramente lasciato. Con l'indimenticabile verso «Volevi il tormentone come Lady Gaga, ti ho portato un Toblerone come gli Offlaga» all'interno di Ti porto sfiga, gli a me ignoti (ma è giusto) nu-metallari italiani Nemesi namedroppano gli Offlaga Disco Pax con una leggerezza al contempo naturalissima e sconcertante. Forse ci hanno davvero preso tutto, ma anche noi qualcosa ce lo siamo preso, dai.

[gli Offlaga suonano stasera a Bologna alle Scuderie Bentivoglio di Piazza Verdi. Ci vediamo là]

 

mercoledì, 14/11/2012

The nerd girl

martedì, 13/11/2012

Se Grillo agita il dito, Impronte Digitali guarda proprio il dito

Come già sapete quest'anno a Impronte Digitali abbiamo come graditissima ospite ricorrente Giovanna Cosenza, che tra le mille cose che fa è professoressa di Semiotica al Corso di laurea in Scienze della Comunicazione dell'Università di Bologna (di cui ora è anche coordinatrice) e acuta commentatrice e blogger.

Nella puntata andata in onda ieri (qua sotto trovate il podcast) ci siamo spostati dai temi tecnologici che ci sono più propri per parlare di politica e comunicazione, approfondendo in particolar modo Beppe Grillo e il Movimento Cinque Stelle.

Dall'analisi dello stile comunicativo dell'agitafolle genovese a un po' di valutazioni sulla strategia del suo movimento, abbiamo ribaltato la classica metafora della luna e del dito concentrandoci proprio sul dito (ed è stato facile capire di quale dito si tratta) e cercando di capire quali siano le tecniche utilizzate da Grillo e dal M5S. Le conclusioni a cui siamo arrivati, in qualche modo, sono state un po' inattese. Buon ascolto.

 

 

MP3  Impronte digitali – 12/11/2012

giovedì, 08/11/2012

Intervallo (strappone che suonano i System of a down con dei violini elettrici)

[Meytal Cohen - Toxicity (System of a down cover)]

mercoledì, 07/11/2012

Chi c’è dietro Gangnam style? Gli Illuminati, ovvio

Cose che ti rallegrano la giornata: un post lungo, dettagliato e delirante di un ignoto blog canadese che prova senza ombra di dubbio come dietro l'uber-tormentone coreano Gangnam Style ci sia un complotto che vede la collaborazione tra l'ordine degli Illuminati e la Korea del nord. Contiene perle come questa:

 

lunedì, 05/11/2012

Ce la meritiamo, l’estinzione

Ho seguito da vicino (per motivi personali e di affetto verso la città) l'arrivo dell'uragano Sandy su New York City. Ho monitorato siti di news e live blog, browsato gli hashtag sui social network, passato la serata di lunedì a guardare online la terrificante diretta sul Weather Channel (e poi non sono riuscito a dormire, strano, eh?) e, ora che il peggio dovrebbe essere passato, a leggere i report dei disastri e a guardare le foto. Nell'era degli smartphone, di Facebook e di Instagram, le foto dei disastri sono un vero e proprio genere a sé stante, in cui la curiosità un po' malata verso i risultati della distruzione viene elevata a potenza dalla pervasività in real-time della condivisione sociale e dalla distorta logica del Like.

A tal proposito, ho trovato significativa e un po' inquietante questa meta-foto trovata come al solito nella splendida (ma per niente esaustiva) raccolta effettuata da The Big Picture. Il primo pensiero è che forse ce la meritiamo, l'estinzione.

 

giovedì, 01/11/2012

Mestieri resi più semplici da facebook e dai social network: il veggente

Related: la bella infografica The Social Media Zombie Apocalypse.

mercoledì, 31/10/2012

Buon Halloween, con Pumpktris

Sì, è quello che credete. Tipo la cosa nerd più figa di sempre.

[via Ars Technica, grazie a Checco]

martedì, 30/10/2012

Fact Checking

di

 

C'è sempre qualcuno che prova a ripetere "su Internet ognuno può spararla grossa senza sanzioni". Un'affermazione che sappiamo porta a giustificare le peggio repressioni e soprattutto ignora colpevolmente che proprio sul web si trovano gli strumenti di verifica e correttezza delle informazioni. Uno di questi è FactChecking.It, interessante servizio promosso della benemerita Fondazione <a href di Trento.

 

 

Ieri sera a Impronte digitali su radiocittafujiko, il direttore della fondazione Michele Kettmaier ha raccontato molto sull'utilità della verifica delle notizie in tempi di perenne campagna elettorale. Come potete sentire dal podcast qui sotto, uno degli aspetti più interessanti del progetto è l'aspetto civico e comunitario del progetto: chiunque può segnalare un articolo, un'intervista, un post o un sondaggio che contiene una scorretta informazione, o può chiedere in rete se qualcuno è in grado di verificarlo. In questo modo si può misurarne la veridicità e sul lungo periodo conteggiare anche l'attendibilità di un media o di un personaggio pubblico.

 

Un'iniziativa lodevole, tanto da esser subito contattata dal Corriere della Sera per una partnership inedita e interessante. I cittadini e i giornalisti sentono la mancanza di una pratica che all'estero è uso comune? Con un servizio del genere, gratuito e open source, il controllo della veridicità dei fatti diventa un po' più semplice.

 

MP3 – IMPRONTE DIGITALI Fact Checking

lunedì, 29/10/2012

Close-up on Suzanne Vega

Su queste pagine ho già scritto molte volte di Suzanne Vega, e ogni volta dico con parole diverse più o meno le stesse cose. Ad esempio, un paio d'anni fa, parlando di Close-up, Vol. 1 – Love songs, scrivevo:

Se non è da sempre, sicuramente è da molti anni che Suzanne Vega è fuori dai giri cool (provate a cercarla su Pitchfork: zero risultati). Una carriera lunga e lentissima (7 album in 25 anni), intermezzata da anni di silenzio e da una vita placida lontana da ogni tentazione di jet set  (anche di quello indipendente). Nel 2010 è tornata in studio, non per incidere materiale nuovo ma per dare nuova veste e nuova vita a molte delle canzoni pubblicate negli anni, spesso non valorizzate da arrangiamenti inutilmente barocchi e produzioni pallide figlie dei loro tempi. Qua c'è la voce, la chitarra e il minimo indispensabile di strumenti per dare personalità al sound: il resto è la canzone, nuda, con melodie bellissime e testi inarrivabili. Un disco nuovo. [#]

 

MP3  Suzanne Vega - Some journey

MP3  Suzanne Vega - Headshots

 

Nel mentre la serie Close-up è arrivata al quarto e ultimo volume Close-up, Vol 4 – Songs of family, che è quello che contiene meno canzoni famose dei quattro, ma forse alcune delle più belle. La raccolta si apre con Rosemary, che, benchè non stia su nessun album, è la mia canzone preferita della folksinger newyorkese (8 anni fa vi ho spiegato il perchè) e continua con parecchi dei brani migliori della sua produzione più recente.
Brani che certamente non mancheranno nelle date sel suo tour italiano, che parte stasera da Bologna e continua fino a venerdì passando anche per Salerno, Caserta e Roma. Sinceramente ho perso il conto di quante volte l'ho vista dal vivo (una quindicina, a occhio), e ovviamente anche a questo giro non posso evitarlo (ma ho preferito la data di Roma di venerdì alle due esose date bolognesi di oggi e domani). Che l'abbiate già vista dal vivo o che non la conosciate, fossi in voi non me la perderei.

 

MP3  Suzanne Vega – Rosemary (Close-up version)

martedì, 23/10/2012

The Man-machine sweater

Una delle più iconiche copertine della storia della musica in versione maglione della nonna. Il design è di Mishka (ma non ce n'è traccia aul sito, immagiono che vìoli un po' troppi copyright per farglielo vendere tranquillamente), e viene da 17 ultra-cozy music sweaters.

venerdì, 19/10/2012

Sound of cylons

Se siete degli hardcore fan di Battlestar Galactica cliccate e cantate con Simon & Garfunkel. Se non lo siete, andatevelo a guardare e poi tornate.

 

giovedì, 18/10/2012

Cassette to iPod converter

Forse non utilissimo, ma molto elegante nella sua compattezza che cita l'indimenticato walkman: il Cassette to iPod converter.

 

martedì, 16/10/2012

Riceviamo e volentier pubblichiamo: gli Arditi di Padre Pio

Non so bene chi si nasconda dietro il progetto Arditi di Pio, ma so che certamente ha troppo tempo libero e (spero) non tutte le rotelle a posto. Giorgio mi segnala il loro ultimo video Padre Pio ti amo abbestia, che segue il precedente Salvaci da Satana, Padre Pio e, come dire, già il titolo parla da sè. Buona visione.

 

 

lunedì, 15/10/2012

I bei vecchi tempi (più importanti) dell’indietronica che forse non torneranno più

La prima volta che ho sentito il nuovo singolo degli Amari, Il tempo più importante, non sapevo bene cosa pensare. Gli Amari che abbiamo sempre amato sono sempre lì da qualche parte, col loro talento nel riuscire a parlare sempre di noi (da Part(y)-time jobs, a Campo minato a Manager nella nebbia, se le metti tutte in fila erano sempre la canzone giusta al momento giusto, e questa non fa eccezione), la produzione sempre curatissima e la classe indiscutibile. Il vestito però stavolta è più classico che mai, quasi sanremese (facile pensare che c'entri qualcosa il fatto che da un po' Dario 'Dariella' Moroldo è anche autore di pezzi per gli artisti della Sony), e per i fan della prima ora è facile rimanere spiazzati. Dopo qualche ascolto, però, il verdetto non può che essere positivo: Il tempo più importante è un gran pezzo, e se gli darà finalmente un po' della visibilità che meritano e gli farà conquistare un po' degli ascoltatori di Lattemiele, sarà una buona cosa.

 

Certo, il loro sound delle origini, soprattutto quello del periodo più indietronico, un po' ci manca. E forse è quello che ha pensato anche il buon Maxcar, che è tornato sul suo Batteria ricaricabile per postare un mash-up indicativamente intitolato Il Tempo + Importante (Non Escludo Il Ritorno Andropausa Mashup), che mischia gli Amari col DJ e produttore inglese Boddika (che non ha neanche uno straccio di pagina wikipedia per far finta di sapere chi sia; a occhio è o era del giro dubstep, visto che ha firmato un po' di singoli con Joy Orbison) ottenendo quella che potrebbe quasi essere una outtake dei Notwist epoca Neon Golden.
Anche se i bei vecchi tempi del glitch-pop forse non torneranno più, i vecchi fan sono accontentati. E ora spazio a quelli nuovi: l'anno prossimo vogliamo vedere la nostra band friulana preferita sul palco dell'Ariston.

 

venerdì, 12/10/2012

Quando la macchina batte l’uomo, soprattutto se fatta di lego

Risolvere un cubo di Rubik in 6 secondi e 40? Questo impressionante robot (non posso chiamarlo direttamente) fatto di Lego mindstorms può. Sono pronto per il dominio delle macchine, soprattutto se fatte di lego. Ricordatevi degli amici.

(grazie a Checco)

 

giovedì, 11/10/2012

La sigla dei Simpson in carne e ossa

La sigla dei Simpson è ormai un pezzo di cultura pop che è stato remixato innumerevoli volte nel corso del tempo; però questo re-enactment fatto da attori veri (impressionante nella precisione dei dettagli) non l'avevo ancora visto.

 

 

 

Update: Chiamatemi Alzheimer: l'ho già postato più di 6 anni fa. Aiuto.

mercoledì, 10/10/2012

La faccia di Morrissey quando gli dicono che in studio sta per entrare Johnny Marr

E' un vero spettacolo vedere per una volta uno dei musicisti più leggendari e stronzi (e leggendariamente stronzi) della storia della musica  veramente terrorizzato. Ci è riuscito Stephen Colbert, che ieri sera ha messo Morrissey sulla graticola per 5 minuti di esilarante botta e risposta in cui si potevano letteralmente contare le gocce di sudore sulla fronte del Moz. La regina, la reunion degli Smiths, il suo vegetarianesimo: questo e altro per 5 lungjissimi minuti di puro disagio. Vogliamo tutti bene a zio ciuffo, ma è difficile non godere un po' a vederlo per una volta soffrire un po'.

(via)

 

 

mercoledì, 10/10/2012

A questo punto potrei anche smettere di postare librerie

E' uscito da un po', ma solo recentemente Bookshelf – LIbrerie d'autore è caduto sotto le mie grinfie. Il bel libro di Alex Johnson (giornalista dell'Independent e titolare del meritorio The blog on the bookshelf) raccoglie centinaia di librerie spettacolari, molte delle quali nel corso degli anni sono finite anche su queste pagine (nell'apposita sezione). Un must per bibliofili e amanti del design.