Daft Punk – Giorgio by Moroder
Adrian Tomine – New York Drawings
Mad Mern s06e06
L'enchillada di Alma a Red Hook
Phoenix – Chloroform
Gli Ava Luna alla Brooklyn Bowl
Daft Punk – Giorgio by Moroder
Adrian Tomine – New York Drawings
Mad Mern s06e06
L'enchillada di Alma a Red Hook
Phoenix – Chloroform
Gli Ava Luna alla Brooklyn Bowl
A sinistra, alcuni fotogrammi di "Sabbie mobili" di Marracash, diretto da Gaetano Morbioli. A destra, "Born to Die" e "Blue Jeans" di Lana Del Rey.
Qualche giorno fa, Carles di Hipster Runoff si chiedeva se i Coldplay siano mai stati indie. Me lo sono chiesto anch'io e una risposta non la ho. Ai tempi del loro esordio, avevano di certo l'attenzione di quel pubblico, ma undici anni fa, la parola "indie" non aveva ancora il significato e le implicazioni di oggi. Parachutes era un album gradevole, a tratti memorabile, e ci siamo passati tutti: era bello vedere "Yellow" su MTV e non sfigurava nelle nostre compilation romantiche. Ma tra vent'anni, sospireremo malinconici su un loro pezzo? Perché non ci piacciono più, eppure non li odiamo?
Al secondo album, i Coldplay non solo erano già di dominio pubblico, erano un fenomeno internazionale da classifica e un timido gigante da disco di platino che agisce senza trucco e senza inganno. L'evoluzione c'è stata, hanno flirtato un po' con l'elettronica e Brian Eno, hanno alzato il livello degli arrangiamenti rendendoli più epici ma, per usare una definizione inglese che calza loro a pennello, restano sempre middle-of-the-road. In una celebre intervista con Ricky Gervais per Q, Chris Martin disse: "Abbiamo successo perché siamo come la Coca light. Per alcune persone, la Coca Cola è troppo". La Coca Cola erano i Radiohead.
I Coldplay non sono mai stati scomodi. Nello scenario delle band inglesi, da una parte ricordiamo frontmen britpop rissosi con la tendenza a dire la cazzata che piace tanto alla stampa o orgogliosi di farsi fotografare strafatti, e dall'altra eremiti assoluti con una vita privata del tutto priva di nota. Chris Martin sta lì nel mezzo: non ha mai detto nulla di provocatorio (mi stupirei se avesse mai detto una parolaccia), ma allo stesso tempo si è lanciato in una sobria mondanità di alto livello fatta di cene con Jay-Z e Madonna e viaggi umanitari in Africa. È passato da sfigatello middle class a miliardario marito di. Ci sarebbe molto da dire su Gwyneth Paltrow ma, per citare Videogum, riassumiamo definendola "il Peggio". Si esibisce in Glee, si improvvisa cantante country e scrive una newsletter per mamme lavoratrici come lei. Non è più quell'attrice elegante e pluripremiata di fine anni '90 e non è stata un grande investimento per l'immagine e la credibilità della band, ma quando qualcuno dice che è "la Yoko Ono dei Coldplay", è difficile trattenere le risate.
E allora cosa c'è che non va nel gruppo nel 2011?
La settimana scorsa è uscito il nuovo singolo "Every Teardrop Is A Waterfall", giusto in tempo per Glastonbury, dove i Coldplay occuperanno la posizione di headliner per la terza volta. La copertina è un gigantesco disastro grafico (sono passati dal titolo di un quadro di Frida Kahlo spruzzato su Delacroix a un font in outline su un muro spruzzato), le nuove foto per la stampa ritraggono il gruppo munito di bombolette spray (ribellione!) e Chris Martin ha dichiarato che una delle fonti di ispirazione per il nuovo album è la serie The Wire (yo!). Non è chiaro cosa stiano cercando di comunicare, ma anche se il contorno extra-musicale è in conflitto con la canzone, non è abbastanza provocatorio per farci storcere il naso una volta per tutte. Senza infamia né lode, middle-of-the-road, Coca Cola light.
Non so perché non ci piacciono più i Coldplay. Staremo lì nel mezzo perché sarà troppo difficile odiarli.

Ieri leggo: “Anonimo account su Twitter nominato critico musicale dell’anno”. Ho pensato: “è fatta! Si sono accorti di me oltreoceano! Ho saltato lo squalo!” E invece no, si riferivano a @Discographies, l’opera di un misterioso personaggio che riassume le discografie di artisti famosi in 140 caratteri. Una di quelle idee talmente semplici e geniali che potevano venire solo a qualcun altro.
Andate a leggerveli tutti (alcuni sono intraducibili), ma questi sono i miei preferiti:
Madonna: 1-4 “Donna bianca single cerca pubblico. Si eccita con: 5 sesso estremo; 6 coccole; 7-8 finti accenti inglesi; 9 t-shirt di Che Guevara; 10 la disco; 11 il botox.
Brian Eno: 1-3,5 “Cosa combina, professore?” “Sto inventando il futuro della musica.” 4,6-24 “E ora?” “Lo sto reinventando. Silenziosamente.”
Yoko Ono: 1-5 “È tremenda! È lei che ha fatto sciogliere i Beatles! Lei ha…” 6 “(Uh-oh.)” 7-8 “(Ora dobbiamo essere carini con lei?)” 9-11 “È un genio!”
Weezer: 1 “Ti ricordi quel nerd delle superiori?” 2 “Quello che non riusciva a parlare con le ragazze?” 3-7 “Perché lo frequenti ancora?”Linkin Park: 1-4 “Presto! Nella macchina del tempo! Se riusciamo a evitare l’incontro tra Run-DMC e Aerosmith, questo orrendo futuro non esisterà mai!”
Joanna Newsom: 1 Plink! Plinketa-plink!; 2 Plink! Plinketa-plink! (con orchestra); 3 Plink! Plinketa-plink! (per due stramaledette ore)
Alanis Morissette: 1 lui incontra lei; lei fa una fellatio a lui; lui lascia lei; lei scrive poesie strazianti. 2-5 “Il mio store su Etsy va alla grande!”
Britney Spears: 1-6 Come abbiamo riempito gli anni di tristezza e solitudine tra la pubblicazione di Ray of Light e l’invenzione di Lady Gaga.
Ora sapete cosa sarebbe bello? Fare la stessa cosa coi cantanti italiani. Inizio io.
Elisa: 1 La Morissette italiana!; 2 La Björk italiana!; 3-7 La Pausini friulana!
Subsonica: 1 La groova di Torino; 2 Il cielo su Torino; 3 Le astronavi su Torino; 4 “Dove sarebbe questa Torino?”; 5 “Vabbè, si torna a casa”
Paola e Chiara: 1-2 “Ci chiamano bambine…” 3-7 “…ma siamo delle ZOZZE.”
Fatevi sotto nei commenti.
Oggi non c'è Tumblr, quindi è un casino sapere cosa è virale. C'è Terry Richardson che schiaccia refresh ogni cinque secondi, un mio collega sta facendo le gif animate con la fotocopiatrice e un altro amico si è offerto di scendere per strada con un megafono per proclamare le citazioni del giorno. Se non si trova il modo di far circolare al più presto foto di finestre appannate con sopra una scritta in Helvetica qui finisce male.
Così mi chiamano da The Daily What e mi fanno: "senti guarda, c'abbiamo la classe scoperta, non è che puoi fare da supplente?" E io: "Katy Perry metal version of the day? Sure, why not I'll just leave this here obligatory looks shopped caturday [esplode]"
Bonus: che c'è tutta una sottocultura di gente che fa cover e remix metal di Katy Perry.
Nell’ultimo decennio la scuola di MTV Italia ha sfornato creature di ogni specie. I VJ che hanno accompagnato la nostra giovinezza col tempo si sono allontanati dalla rete di Campo Dall’Orto trasformandosi in imprenditori ontopsicologi, intervistatori di Battiato, attori da cinepanettone e padroni di gatti con problemi di digestione. “Fucina di talenti” è l’espressione a cui non state pensando. Tuttavia, come illustrato in questa infografica tanto brutta quanto eloquente, la parabola più diffusa è sicuramente quella del conduttore con ambizioni canore finite in tragedia.

Il giovane VJ si propone a un canale musicale in quanto appassionato di musica e forse già musicista in cameretta. Ma al centesimo passaggio del video dei Sonohra e alla centounesima visita di Marco Carta a TRL, un pensiero pericoloso s’instaura nella sua mente: vuole fare il passo successivo e sente di averne le capacità. Non vuole più intervistare, vuole essere intervistato; non vuole più ospitare, vuole essere ospitato. Ed è proprio quando inizia a credere di essere pieno di WIN che sta varcando la soglia del FAIL. Il VJ, ebbro di musica brutta, inizia a fare musica brutta.
Insomma, Carlo Pastore c'ha una band, si chiamano We Men (I see what you did there) e hanno un video buffissimo che ora ci rigustiamo frame per frame.

Il video si apre con Pastore a letto. Sulla coperta c'è scritto “Everything will be OK” e sul coprimaterasso c'è stampata una foto di persone dall'alto.
Ma dai! Non era un coprimaterasso con sopra stampata una foto di persone dall'alto, erano veramente persone dall'alto! E reggevano Pastore!

C'è una tipa che mangia un ghiacciolo, ma oopsie! il ghiacciolo si spezza e si sbrodola tutta! Che sbadatella…
Corriamo con dei lenzuoli perché siamo giovani ma anche un po' bambini! Siamo un film di Gondry!
Forse abbiamo cambiato location. Dove siamo? In una piscina? Sembra un tuffo difficile! Ma LOL, si è buttato in una piscinetta gonfiabile! Ahahah! Questo video continua a confondere le mie aspettative. Dev'essere arte.
È stato carino da parte di Andrea G. Pinketts concedere questo cameo.
Ho una Canon e tu stai per finire sul mio Flickr. A dire il vero, non “tu”, bensì l’ombra delle tue Converse con accanto una cupcake.
Faccia seria/meditativa perché c'è festa intorno a me, ma ho tutto un mondo dentro che trasuda sensibilità.
E ora il domandone: Carlo Pastore sa cosa sta facendo? Conosce la differenza tra il target che vuole e il target che attrae? Sa come reagirà l’Italietta indie? Secondo me sì e non gliene frega niente. Ciò che fa gli piace e ci crede un casino (pure troppo, o si sarebbe accorto da solo di non avere una voce e una pronuncia inglese adeguate) quindi perché insistere su questa storia del sellout? Anzi, in un mondo in cui MTV ha perso la M, un ex VJ che decide di fare musica è proprio l’opposto di sellout. La musica è scadente e il video è scemo, ma almeno non sono strappone arancioni.