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venerdì, 30/03/2012

Lana Del Cash

A sinistra, alcuni fotogrammi di “Sabbie mobili” di Marracash, diretto da Gaetano Morbioli. A destra, “Born to Die” e “Blue Jeans” di Lana Del Rey.

venerdì, 25/03/2011

Black Friday

Oggi è il terzo venerdì che passiamo in compagnia di Rebecca Black, quindi sono trascorsi abbastanza secoli-internet per poter esaminare il vero fenomeno virale del 2011 post-Charlie Sheen. Se non sai a cosa mi riferisco, innanzitutto spero che la SIP ti ripari presto la linea, e poi fatti descrivere questo video da un tuo amico che “naviga”.
 
Rebecca Black (13, F, California) ha più di 39 milioni di visite su YouTube, ha venduto 40.000 copie in una settimana e ha scatenato una gara infinita di meme e parodie (a tenere alto il tricolore, ci pensa il meraviglioso Rebecco Nero). Ha anche ricevuto minacce di morte e la sua “Friday” è stata definita la peggior canzone di sempre.
 
È divertente? Sì, il video è inavvertitamente comico per molte ragioni. È amatoriale, ma non abbastanza per finire nella categoria “fare gli scemi con la telecamera in un pomeriggio di noia”. È professionale, ma non abbastanza per sembrare un video musicale vero e proprio. La produzione, il green screen e gli effetti speciali (il lampione che diventa fermata del bus!) evidenziano il fatto che qualcuno ci ha messo dei soldi e ha preso la cosa sul serio, e ai nostri occhi si crea lo stesso effetto comico dei film low-budget che si credono Guerre Stellari. Quanti soldi? 2.000 dollari: una cifra ridicola per girare un video, una cifra esorbitante per fare un regalo alla propria figlia tredicenne. “Voglio un videoclip” è il nuovo “voglio un pony”.
 
Poi c’è lei, Rebecca, con una voce insignificante (manipolatissima) e poca verve da popstar. Confrontatela con Bieber o Britney e Justin Timberlake ai tempi del Mickey Mouse Club e capirete che non è solo una questione età o di talento: Rebecca è una ragazzina che si sta divertendo con gli amici e pensa “cazzo, figata!”, non una che ha il discorso per i Grammy già pronto nel taschino. È una concorrente dello Zecchino d’Oro, ma per sua sfortuna al posto del Mago Zurlì c’è 4chan.
 
Ma la cosa che sembra aver suscitato più ilarità è il testo della canzone. “Friday” è la giornata-tipo di un'adolescente che si sveglia, fa colazione, deve scegliere dove sedersi sulla macchina degli amici e aspetta con ansia il weekend. È così derisibile? Non vi ricorda niente?
 
Wake up in the morning feeling like P Diddy
Grab my glasses, I'm out the door, I'm gonna hit this city
Before I leave, brush my teeth with a bottle of Jack
Cause when I leave for the night, I ain't coming back
I'm talkin’ 'bout pedicures on our toes, toes
Trying on all our clothes, clothes
[…] 
Tick tock, on the clock

But the party don't stop, no

 
Queste strofe sono tratte da “TiK ToK” di Ke$ha, il singolo più venduto del 2010 (12.8 milioni di copie, top 3 in 13 paesi). "TiK ToK" è "Friday", ma cantata da un'adulta, prodotta da adulti e per un pubblico adulto. Di fronte alla tautologica "pedicure per le dita dei piedi" e il Jack Daniels come collutorio, che Dio benedica i cereali di "Friday". E non dimentichiamoci che l'umiliazione della Black sta avvenendo in un mondo che nomina ai Grammy album contenenti le rime "I wanna see your peacock, cock" e "fill up my cup, mazel tov". Nel contesto del pop odierno, c'è poco da stupirsi e se una tredicenne fa della musica di merda un punto d'arrivo e non è difficile capire da dove ha preso l'ispirazione. È difficile capire perché non sia già alla numero uno.
 

lunedì, 12/07/2010

La Canzone Pop Perfetta

 
1. La Canzone Pop Perfetta deve essere uptempo ma non allegra. Tutt'altro.
 
2. La Canzone Pop Perfetta deve sorprenderti al middle 8, spogliandosi gradualmente di tutti gli elementi che la compongono fuorché la voce, per poi introdurre con veemenza il climax dell'ultimo ritornello.
 
3. La Canzone Pop Perfetta deve macchiarsi di decine di remix tamarri con la certezza che la versione originale ne uscirà comunque vittoriosa.
 
4. La Canzone Pop Perfetta deve prestarsi all'arrangiamento acustico con eleganza, suscitando lucciconi.
 
5. La Canzone Pop Perfetta deve aspirare ad essere atemporale e non immediatamente ricollegabile al sound di un produttore in voga o una tendenza musicale in particolare.
 
6. Nella Canzone Pop Perfetta, l'ingrediente elettronico deve essere protagonista.
 
7. La Canzone Pop Perfetta deve istigare il sing-along, preferibilmente a occhi chiusi.
 
8. La Canzone Pop Perfetta non deve sfinire sfumando. Il fade-out è un artifizio per pigri.
 
9. C'è chi dice che la Canzone Pop Perfetta debba durare 3 minuti e 30 secondi. Cazzate: l'importante è che non superi i 5 minuti.
 
10. Nelle note di produzione della Canzone Pop Perfetta, è bene che si trovino cognomi che terminano in -sson e/o contengono umlaut e caratteri che non sapresti come digitare.