lunedì, 16/04/2012

iPoo, una app che fa cagare

Io non ci credevo, ma esiste veramente. Ecco iPoo, la app dedicata a chi è seduto sulla tazza del cesso.

La descrizione parla da sola:

Always find yourself with nothing to do while you're sitting on the can? Introducing iPoo – a new iPhone application that gives you something to do – while you poo! iPoo is a social community that brings together pooers from around the world. Write messages, draw graffiti, earn points and badges, see what others are posting – all while dropping a deuce! [#]

Se lo volete sapere: no, non l'ho scaricata.

venerdì, 13/04/2012

Ecco il modo in cui vi farete amare (o odiare) da tutto l’ufficio oggi

E' Incredibox, una beatbox interattiva animata assolutamente eccezionale. Io non sono riuscito a spegnerla finchè non ho provato tutti i suoni e un buon numero delle loro combinazioni, ma anche adesso faccio fatica a separarmene. Una droga.

giovedì, 12/04/2012

Suit up!

Sull'edizione americana di GQ, all'interno della fondamentale (ma anche no) GQ Guide to suits, Nick Cave parla del primo completo che ha mai comprato, ai tempi in cui la sua musica e la sua vita erano un tantino più interessanti di quelle odierne.

 

"The first suit I ever bought was from a secondhand place in New York when I was on tour there in the early '80s. It was three pieces, lime green with an orange check. I have no idea what it was made of, only that it melted when you would nod off and the cigarette would fall on your trousers. And I was actually imprisoned in it. I was busted buying drugs on the Lower East Side, and I was thrown in a holding pen in this ridiculous lime green suit. And I was thinking, Jesus, I wish it wasn't lime green. And of course, the one other white guy in the cell runs up and goes, 'Fuck, it's Nick Cave!' And what's more, we had a gig that night. We were staying at the Iroquois hotel, and when the sergeant said, 'Nick Cave, c'mon, make your phone call,' I asked him to call the Iroquois. And he says, 'Can you spell that?' And I'm like 'I… R…' 'Nope! Next!' So I was there for three days, and I missed the shows, sitting there in my lime green suit." [#]

 

MP3  Little Red – Do you love me? (Nick Cave & the Bad Seeds cover)

mercoledì, 11/04/2012

«Facebook bought sincerity»

Sull'acquisto di Instagram da parte di Facebook c'è stato il solito ventaglio di reazioni che ci sono sempre nei casi in cui una corporation grossa e cattiva compra un servizio piccolo e cool: ci sono quelli di «Che schifo, ora lo disinstallo», e quelli di «Siete i soliti snob, il servizio è sempre quello e se disinstallate vuol dire che non vi piaceva poi così tanto», con tutto ciò che ci sta in mezzo. Le parole più sensate le ho però lette sul New York Mag, a firma Paul Ford:

 

 

To some users, this looks like a sellout. And that’s because it is. You might think the people crabbing about how Instagram is going to suck now are just being naïve, but I don’t think that’s true. Small product companies put forth that the user is a sacred being, and that community is all-important. That the money to pay for the service comes from venture capital, which seeks a specific return on investment over a period of time, is between the company and the venture capitalists; the relationship between the user and the product is holy, or is supposed to be.

 

So if you’re an Instagram user, you’ve been picking up on all of the cues about how important you are, how valuable you are to Instagram. Then along comes Facebook, the great alien presence that just hovers over our cities, year after year, as we wait and fear. You turn on the television and there it is, right above the Empire State Building, humming. And now a hole has opened up on its base and it has dumped a billion dollars into a public square — which turned out to not be public, but actually belongs to a few suddenly-very-rich dudes. You can’t blame users for becoming hooting primates when a giant spaceship dumps a billion dollars out of its money hole. It’s like the monolith in the movie 2001 appeared filled with candy and a sign on the front that said “NO CANDY FOR YOU.”

 

When people write critically about Facebook, they often say that “you are the product being sold,” but I think that by now we all get that. The digital substance of our friendships belongs to these companies, and they are loath to share it with others. So we build our little content farms within, friending and upthumbing, learning to accept that our new landlords are people who grew up on Power Rangers. This is, after all, the way of our new product-based civilization — in order to participate as a citizen of the social web, you must yourself manufacture content. Progress requires that forms must be filled. Thus it is a critical choice of any adult as to where they will perform their free labor. Tens of millions of people made a decision to spend their time with the simple, mobile photo-sharing application that was not Facebook because they liked its subtle interface and little filters. And so Facebook bought the thing that is hardest to fake. It bought sincerity. [#]

mercoledì, 11/04/2012

The dark side of Pac-man shelf

Ve la ricordate la liberia a forma di Pac-man?

(pensate: è così famosa che mi sa che non l'ho mai postata)

Ora c'è la sua nemica naturale. Si compra qua.

 

martedì, 10/04/2012

Idee gratis che vi faranno diventare ricchi

Ricchi come i creatori di Instagram, appena comprati da Facebook per un miliardo di dollari?
(ma questo già lo sapete. Ieri sera ho sentito la notizia persino al GR2)

Può essere. Non escludo che la prossima idea vincente venga da Nonostartr, il generatore di idee insensate per start-up tecnologiche.

giovedì, 05/04/2012

Il tipo di cosa che mi piace

 

Glitchr, una pagina di facebook dedicata a rompere il lay-out di Facebook. Sullo stesso tema, 9 Tweets that break Twitter.

mercoledì, 04/04/2012

Let’s play “Existensial crisis and dragons”!

[una delle cose più nerd che io abbia mai visto]

martedì, 03/04/2012

Impronte SpotPolitike

di

Un'ospite molto gradita torna stasera alle 19 a Impronte digitali, su radiocitta'fujiko: Giovanna Cosenza, Presidente della Magistrale in Semiotica dell'Università di Bologna, blogger e autrice di SpotPolitik. Perché la «casta» non sa comunicare (Laterza).

 

Comunicazione politica, di questo (s)parleremo con esempi e commenti sul perché la "casta" non è all'altezza di quello che dovrebbe essere suo compito basilare: parlare agli elettori e cittadini. Dal cerone e i trucchi pubblicitari di Berlusconi, passando per i "ragassi" di Bersani, gli inkazzi dipietristi,  il "lirismo" di Vendola, senza dimenticare un capitolo "Ma le donne? Dove stanno le donne?, e finendo con la carismatica sobrietà dello stile Monti.

 

Ci sarà da divertirsi. Intanto copio e incollo la quarta di copertina.

 

Che cos’è la SpotPolitik? È la politica che pensa che per comunicare basti scegliere uno slogan generico, due colori e qualche foto. Quella che riduce la comunicazione a uno spot televisivo. Di SpotPolitik hanno peccato tutti i partiti italiani con pochissime eccezioni. Gli anni dal 2007 al 2011 sono stati i peggiori in questo senso, ma non illudiamoci che sia finita: la cattiva comunicazione potrebbe sommergerci ancora. Riflettere sugli errori del passato può essere utile ai politici, per non caderci ancora; e a tutti noi per scoprire come sia stato possibile accettare (e votare) quella roba.

 

MP3 – IMPRONTE DIGITALI SpotPolitik

martedì, 03/04/2012

No future / No past

L'ultimo disco dei Cloud Nothings Attack on memory non è un disco che mette tutti d'accordo. Da un lato ci sono i vecchi fan affezionati al sound indie-rock abbastanza leggero delle prime produzioni della band, rimasti spiazzati e in parte delusi dalla svolta pesante e grezza che caratterizza il disco (si sente forte l'impronta di Steve Albini, che l'ha prodotto), mentre dall'altro c'è una discreta parte della critica (tra cui Pitchfork) che ha lodato la scelta controcorrente e apprezzato il nuovo corso della band. In tutto ciò, noialtri che ogni tanto ci troviamo dietro una consolle siamo sempre lì a chiederci se ci sia qualche pezzo adatto a essere ballato o genericamente proposto a una platea, e in questo caso, a parte Stay Useless (che ricorda gli Strokes meno patinati) caschiamo abbastanza male.

 

A metterci una pezza ci pensa our beloved pal from New York City Matte aka Plastic HealtH, che si è profuso in un remix un po' robotico dell'inno paranoico No future / No past, che apre il disco ed è anche il primo singolo estratto. Un po' di velocità in più ed echi krauti e spaziali e una mattonata che ricorda certe cose emo-hardcore della prima ora diventa buona, se non per la pista piena, quantomeno per l'apertura o la chiusura di una serata di quelle un po' alienate. Davvero niente male per uno che di mestiere fa l'avvocato. 

 

 

lunedì, 02/04/2012

Ed eccolo qua, il video dei Perturbazione con Arisa

Come già sapete se mi seguite su Twitter, sabato sera sul palco del Locomotiv dove i Perturbazione stavano suonando una data del tour per l'anniversario dei dieci anni del loro capolavoro In circolo (un concerto ENORME, peraltro) a un certo punto è comparsa Rosalba Pippa, in arte Arisa. Tra l'incredulità degli astanti (non erano note frequentazioni dell'interprete di Sincerità con il mondo indipendente), il bizzarro combo ha suonato una versione abbastanza spettacolare di La notte, il pezzo con cui Arisa è arrivata seconda al Festival di Sanremo di quest'anno, arrangiata come un tipico pezzo della band torinese con inedite sfumature che ricordano i migliori Stars.

La stessa Arisa ha poi raccontato che il pezzo era stato preparato per la serata dei duetti del Festival, ma all'ultimo minuto la politica delle case discografiche e dei direttori artistici non ha approvato la cosa (è stato invece scelto il duetto con Mauro Ermanno Giovanardi, già voce dei La Crus) e non se n'è fatto niente. La collaborazione è stata comunque registrata, ed uscirà prossimamente su iTunes. Io lì per lì ero un po' perplesso, ma devo ammettere che il pezzo di Arisa mi piaceva già da prima, e questa versione è ancora meglio. Qua sotto un video, che non si sente proprio benissimo ma che vi dà una buona idea di quello che vi siente persi.

 

[vi risparmio il racconto e l'imbarazzo di quando, dopo il concerto, nel backstage me l'hanno presentata. Cosa le dici, ad Arisa?]

 

 

venerdì, 30/03/2012

La indovino con dodici

Avete presente il classico gioco in cui gli altri partecipanti ti attaccano sulla fronte il cartellino con il nome di un personaggio da indovinare e tu devi fargli delle domande stile Indovina Chi (che richiedano quindi come risposta solo un Sì o un No) per riuscire a capire chi è il personaggio? La versione online di questo gioco, francamente incredibile, è Akinator: tu pensi a un personaggio, lui ti fa delle domande a cui tu rispondi sì o no e lui, invariabilmente, INDOVINA. Ho provato con Saviano, PJ Harvey, Walter White, Scilipoti, Elio, mi ha persino indovinato Maccio Capatonda con appena 13 domande, e sono riuscito a farlo sudare solo con Douglas Coupland (ha sbagliato due volte ma dopo 50 e passa domande ci è arrivato) e con il tizio di Will It Blend? (per cui ho dato un po' di risposte a caso ma lui dopo un paio d'errori ci è arrivato lo stesso). Fa paura quello che si può fare con un database enorme e un buon algoritmo di ricerca e apprendimento.

Provatelo, e la prossima volta che giocate coi cartellini sulla fronte, mi sa che non vi divertirete più come prima.

(grazie a Luca)

venerdì, 30/03/2012

Lana Del Cash

A sinistra, alcuni fotogrammi di "Sabbie mobili" di Marracash, diretto da Gaetano Morbioli. A destra, "Born to Die" e "Blue Jeans" di Lana Del Rey.  

giovedì, 29/03/2012

Tambour

Altro che Guitar Hero e Rock Band, il futuro dei videogame musicali è in cose come Tambour, una lotta a colpi di ritmo che si può giocare (anche) con una batteria vera. Guardate il video e ditemi se non viene voglia di avere una batteria (anzi due) sotto mano anche a voi.

 

mercoledì, 28/03/2012

Un post che parla di Erlend Øye e Loredana Bertè

Vedo che risale alla scorsa Estate, ma me l'ero completamente perso e non mi pare di averlo visto segnalato in giro: Erlend Øye che canta E la luna bussò di Loredana Bertè in italiano (al NOT.Fest, di Noto, dalle parti di Siracusa) è una cosa da vedere.

Tra l'altro Erlend, che come è noto ha diversi amici in Italia ed è spesso dalle nostre parti (vi ricordate quando è entrato al Covo una sera in cui mettevo i dischi?) domenica farà un concerto gratuito  proprio a Siracusa («di cui è cittadino onorario», si legge sulla pagina Facebook dell'evento), in cui i partecipanti sono invitati a portare in dono «una ciambella, dolce o salata». La sa sempre lunga, il vecchio Erlend.

 

 

martedì, 27/03/2012

Serialmente, Impronte digitali

di

Frenesia, gran fotta, ganixedda. Son tutte parole che esprimono il nostro sentire comune verso le serie tv e i loro protagonisti. Bramiamo di sottotitolare, vedere e finalmente dibattere. Che è esattamente quello che faremo stasera alle 19 su radiocitta'fujiko con Chiara Lino, giornalista del Post che scrive recensioni di serie tv su Serialmente. "Opinioni non richieste sulle serie tv americane".

 

Vi confesso che nel mio ufficio ho fatto installare un cassetto di camicie inamidate, e intanto qui sotto il podcast.

 

MP3 – IMPRONTE DIGITALI Serialmente

 

lunedì, 26/03/2012

Pentrametron

Ovvero: un sito che produce in modo automatizzato sonetti composti coi tweet della gente. 

Amo il web e la gente con troppo tempo libero.

 

venerdì, 23/03/2012

«Cosa vuoi fare nella vita?» «Suonare Over the rainbow con un organo fatto di gattini giocattolo»

[presented without comment]

mercoledì, 21/03/2012

Hallways

[Il mio pezzo pop preferito del periodo è di un gruppo di cui scordo sempre l'esistenza, ma che un grande pezzo a disco riesce a infilarlo ogni volta. Questa Hallways ha pure un video niente male (spoiler: ci sono degli scheletri che suonano e ballano), e secondo me questa Estate la balliamo anche. Cosa volere di più]

martedì, 20/03/2012

Impronte photodigitali

di

Questa settimana ci tuffiamo nella società dell'immagine. Non vi preoccupate, per evitare il pericolo della sociologia da divano, ci affidiamo a Sara Emma Cervo e al suo blog Volevo fare solo la photoeditor. Alle 19 ad Impronte digitali su radiocitta'fujiko.

 

Sara è una photoeditor di professione, nel blog personale sfoga la possibilità di scegliere e mostrare quello che le piace, con una semplice didascalia. Meglio di quanto avviene nelle principali testate online. "In Italia non viene data importanza alla fotografia nei quotidiani online". I photoeditor sono pochi, spesso nelle redazioni non ci sono o gli viene data poca importanza. E i fotografi non godono nemmeno del riconoscimento della firma sulle proprie pubblicazioni. All'esterno invece le fotonotizie hanno dignità pari a quella del giornalismo testo e video. Le rozze conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: foto rubate, didascalie sbagliate, sgranature mostruose, gallery pruriginose acchiappa click.

 

Sara ci offre molte dritte, su dove e come sfogliare o condividere.

 

MP3 – IMPRONTE DIGITALI Volevo solo fare la photoeditor

martedì, 20/03/2012

Game of foams

Le saponette con gli stemmi delle casate di Game of Thrones si comprano su GeekSoap, un sito che, come dice il nome stesso, è specializzato in saponette a tema nerd, come quelle di Super Mario, della cartuccia della SEGA, del dado da venti o di Donkey Kong. Il tutto, peraltro, senza menzionare quasi mai i veri (e palesi) oggetti delle saponette per non incorrere in problemi di copyright. Ah, c'è anche il guanto da scrub di Cthulhu.

lunedì, 19/03/2012

La migliore definizione di “settimana” che vedrete in tutta la settimana

(via)

venerdì, 16/03/2012

Chissà tra quanto andremo a dei concerti suonati tutti da robot

Credo mai: è molto, troppo, più facile far suonare tutto direttamente a un computer, cosa succede già, e non da poco tempo. Però questa versione del tema di James Bond suonata interamente da robot (quadrirotori o quadricotteri, per la precisione) è abbastanza incredibile.