sabato, 05/04/2014

La musica liberata 5 anni dopo

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musicaliberataLa Musica liberata è quella raccontata da Luca Castelli nel suo libro uscito nel 2009 per Arcana. Luca, giornalista della Stampa che potete leggere anche sul suo blog, ragionava su come il digitale cambia forme di produzione, vendita e consumo della musica.

 

Un libro appasionante, con molte intuizioni, perciò 5 anni dopo abbiamo voluto richiamare Luca per un’Impronta digitale su radiocitta’fujiko. Per prima cosa gli abbiamo chiesto se la musica nel 2014 è ancora “liberata” e ci ha risposto così:

In questi anni ne sono successe parecchie. Riassumendo la musica è stata un po’ reingabbiata. 5 anni fa c’erano sia lo streaming che gli smartphone, ma non erano così diffusi e usati. Sono tutti strumenti che hanno dato più potere ai produttori di musica.

Nel resto della lunga chiacchierata abbiamo parlato di molte cose: file sharing, download legali e illegali, musica indipendente, gruppi emergenti che devono starci dentro, mp3, youtube etc. Ma visto che 5 anni fa Luca aveva pronosticato il successo di Spotify, gli abbiamo chiesto un’altra previsione:

Dal punto di vista tecnologico non vedo un cambiamento di portata simile. Quello che sarà interessante è come le nuove generazioni ascolteranno la musica con app, streaming o altro, che importanza le daranno. Finora abbiamo pensato a un ascolto, se pur innovato dalla tecnologia, ma sempre simile. Ora che tutto è intrecciato, pensiamo ai social, alle colonne sonore, ai videogame, è probabile che i giovani ascolteranno e suoneranno la musica in un modo nuovo.

 

Un commento a “La musica liberata 5 anni dopo”:

  1. zil ha detto:

    Visto il video di Tiziano Motti, onorevole, cantante (e delle volte cascatore): https://www.youtube.com/watch?v=-LOl-pKNOYI