martedì, 25/11/2008

Ditelo con i coretti!

Da una decina di giorni, precisamente da sabato 15, non riesco ad ascoltare musica che non contenga almeno trelinee vocali armonizzate. Dopo l’incredibile concerto dei Fleet Foxes ai Magazzini Generali di Milano, il mio doping personale sono diventati i coretti e le canzoni piene di aaaaaaaaahhhhhhh uuuuuuuuuuuuuhhhhhhhhhh oooooooooooohhhhhhh.
Dopo aver consumato il disco e l’ep delle suddette volpi agili sono andato alla ricerca di altri gruppi che potessero darmi la modica quantità di voci modulate di cui ormai abbisogno per sopravvivere. E ho notato una cosa curiosa: sotto il velo di melodie dolci e melassose, spesso le canzoni coi coretti (da qui in poi CcC) celano retroscena decisamente inquietanti.
Prendete i Fleet Foxes.

Fatto? Immagino che una larga percentuale dei lettori di questo blog conosca il loro singolo più famoso, White Winter Hymnal. Vi siete mai messi a leggere il testo? Se l’avete fatto vi sarete probabilmente resi conto del fatto che la canzone, nonostante quel diffuso sentore natalizio – che come tutti sanno è dato da un misto di mascarpone, zenzero, cannella e sterco di renna – cela un terribile segreto. Andiamo a vedere.

I was following the pack
all swallowed in their coats
with scarves of red tied ’round their throats
to keep their little heads
from fallin’ in the snow

Ok scena bucolica, gruppo di gente… Ma andiamo a vedere dopo.

And I turned ’round and there you go
And, Michael, you would fall
and turn the white snow red as strawberries
in the summertime

Qualcosa non quadra. Ad un’analisi attenta, la drammaticità della scena appare in tutta la sua evidenza.
Michael cade e la bianca coltre di neve si trasforma in una distesa di fragole. Michael non si è semplicemente sbucciato un ginocchio. Michael, chiaramente, perde sangue a fiotti, una quantità probabilmente simile a quella che esce dall’ascensore di "Shining".
Al sesto verso della canzone Michael ancora non lo sa, ma è già morto.
Delle cause della morte del povero Michael non è dato sapere. Ci sono però indizi interessanti nella canzone Mykonos, in cui pare evidente la fuga del protagonista verso lidi pacifici, il sole il mare lo iodio per "dissipare le ombre del casino che hai combinato".

And you will go to Mykonos
With a vision of a gentle coast
And a sun to maybe dissipate
Shadows of the mess you made

I particolari della fuga sono tutti in questi quattro versi. L’interpol indaga.
Appare evidente, quindi, che Michael – da tutti descritto come un bravo ragazzo studioso e diligente che faceva volontariato – è stato brutalmente assassinato dal branco, gente avvolta in cappotti e sciarpe in modo da meglio occultare la propria identità. Poichè ci troviamo negli Stati Uniti, è probabile che ognuno dei partecipanti al massacro avesse con se almeno un paio di pistole, e lo zampillare del plasma dai fori dei proiettili trasforma un pomeriggio in campagnia in un agghiacciante bagno di sangue.
Nessuno si era però accorto di tutto questo, perchè il cantante cela la brutale confessione sotto un tappeto di coretti simil-natalizi, che sviano l’attenzione dell’ascoltatore dal terribile fatto di sangue.
Qualcuno però è stato attento e ci ha fatto un film.


Mentre andavo a caccia di CcC mi sono imbattuto in un gruppo che ascoltavo quando ero piccolo, dai vinili di mammà: i Mamas and Papas. Noti all’universo italico come quelli a cui i Dik Dik devono metà del loro successo (per l’altra metà "sentiti ringraziamenti" ai Procul Harum), sono una band ingiustamente sottovalutata. Al di là di California Dreaming, capolavoro assoluto menomato dal fatto che tutti la conoscono ma quasi nessuno si è preso la briga di ascoltarla attentamente, i M&P hanno scritto una buona quantità di canzoni meravigliose, con intrecci vocali e arrangiamenti tra i migliori di sempre.
Tra le mie canzoni preferite ce n’è una che si chiama I Saw Her Again Last Night. Anche qui, coretti a profusione, cambi di tempo e di mood, in una canzone pop pressochè perfetta. Ad un ascolto superficiale pare una sincera ballata d’amore, di un uomo che ripensa alla sua bella incontrata poche sere prima.
La realtà ancora una volta è ben diversa.

I saw her again last night,
And you know that I shouldn’t

Perchè non avrebbe dovuto? Lei è fidanzata? E’ sposata? Niente di tutto questo.

Just string her along; it’s just not right
If I couldn’t I wouldn’t.
But what can I do; I’m lonely too.
And it makes me feel so good to know
She’ll never leave me.

I’m in way over my head;
Now she thinks that I love her (yeah, yeah)
Because that’s what I said
Though I never think of her.
(No, no, never think of her)

Se avete ascoltato la canzone, il modo in cui queste parole sono cantate, l’arrangiamento, le armonie zucchero e miele, vi sentite un po’ truffati. Mai sareste andati a pensare che questa fosse la versione cantata del noto detto latino "in tempo di carestia ogni buco è galleria." Il simpatico figlio di mignotta canta del fatto che si vede con ‘sta tipa di cui non gli frega granchè ma siccome lei ci sta alla fine perchè negarsi una bottarella o due?
Ma fosse solo questo, vabbè. Lui no, la illude pure, le dice che la ama, lei è completamente persa e lui si vanta con gli amici al bar bevendo crema al whisky col ghiaccio, per poi andare a fare le penne col Booster al parcheggio vuoto dietro lo stadio.

Every time I see that girl,
You know I wanna lay down and die.
But I really need that girl
Though I’m living a lie;
(Though I living a lie…)
It makes me wanna cry

Ma vai a cagare, ipocrita! Pensate, gli vien pure da piangere, povero ragazzo…

Insomma la lezione l’abbiamo capita: con i coretti si può dire qualunque meschinità o nefandezza, e la gente se la beve meglio di un chupito.
Avete detto ai vostri genitori che vi laureate a febbraio ma in realtà avete dato solo due esami in sette anni?
Non c’è più bisogno di impiccarsi il giorno della laurea nel bagno dell’università, che si sporca pure il vestito buono: ingaggiate un gruppo vocale che metta in musica il vostro misfatto e vedrete che i vostri parenti lo accetteranno di buon grado!
Probabilmente vi daranno un buffetto e vi diranno sorridendo "sei sempre il solito…Però potevi avvertirci prima che vendessimo tuo fratello per pagarci il viaggio in corriera per venire da Agrigento ad Aosta…".


Extra: un po’ di mamme e papà
:

The Mamas and The Papas – I Saw Her Again Last Night (MP3)
The Mamas and The Papas – Creeque Alley (MP3)
The Mamas and The Papas – I Call Your Name (MP3)

10 Commenti a “Ditelo con i coretti!”:

  1. […] l'onore di essere ospite in consolle da Mingo e mettere un po' di dischi. Dopo tanti coretti e melodie gentili ci starà benissimo un po' di […]

  2. utente anonimo ha detto:

    questo articolo è di una bellezza incredibile. Se ci fosse un millesimo della curiosità che c’è qui negli articoli che leggo di solito…

  3. utente anonimo ha detto:

    Ciao Dottorgola non sai che piacere mi ha fatto leggere dei The mamas and the papas se li hai amati davvero ti consiglio un libro che ho letto ultimamente. Merete Morken Andersen, Sogna un piccolo sogno di me…ti piacerà tantissimo

  4. margotosleep ha detto:

    …dalle stesse parole dei Fleet Foxes, la canzone non “dovrebbe” significare niente:

    This is the first song on the LP, it’s lyrically fairly meaningless I guess but it’s not really meant to mean something. As an introduction to the record, we thought it would be nice to start it with a simple jam that’s focussed on singing – on the record it starts with a tongue-in-cheek harmony thing that we hoped would make people laugh or something but I think it just confuses them. This is my favorite song to play live, though singing it live is sometimes difficult because the lyrics are so vague. Weird how that works!

    Da http://www.daytrotter.com/article/1245/fleet-foxes

    Eppure in effetti, qualcosa di inquietante e straniante lo lascia.

    Io trovo il testo stupendo, è una poesia.

    (ps. Qui un’altra bella interpretazione del testo :) http://wordsworthmedia.wordpress.com/2008/06/19/fleet-foxes-white-winter-scene/

  5. utente anonimo ha detto:

    post geniale

  6. utente anonimo ha detto:

    canzoni come “Mykonos” sono micidiali perché ti si incollano addosso e non le scordi più proprio perché in fondo in fondo lo sai che sono un po’ creepy…

    Miss Ann Abin

  7. utente anonimo ha detto:

    il vestito buono si sporca ovviamente perché i cessi dell’università sono lerci

  8. Modesta ha detto:

    …questo post mi ha riportato indietro di anni quando lessi attentamente il testo di “moonlight shadow” scoprendo che non era soltanto un “coretto” melodico e orecchiabile.

  9. ildottorGola ha detto:

    Consiglio vivamente di affidarsi a questi sei simpatici teutonici.

    http://www.youtube.com/watch?v=dVlC_BK_Guc&NR=1

    Successo assicurato

  10. ahah, mi cappotto. ho il dubbio che i coretti funzionino solo se sei un mamasenpapas, un flitfoxes o un qualcosa del genere e quindi hai fatto bene a sottolineare l’affitto del gruppo vocale

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