suoni

mercoledì, 21 07 2010

Amigo o algo mas

Cose che con la calura estiva ti fanno esplodere il cervello: 883 + spagnolo + manga + scritte bimbominkia in un'altra lingua.
Game. Set. Match.

(via)

 

lunedì, 12 07 2010

La Canzone Pop Perfetta

 
1. La Canzone Pop Perfetta deve essere uptempo ma non allegra. Tutt'altro.
 
2. La Canzone Pop Perfetta deve sorprenderti al middle 8, spogliandosi gradualmente di tutti gli elementi che la compongono fuorché la voce, per poi introdurre con veemenza il climax dell'ultimo ritornello.
 
3. La Canzone Pop Perfetta deve macchiarsi di decine di remix tamarri con la certezza che la versione originale ne uscirà comunque vittoriosa.
 
4. La Canzone Pop Perfetta deve prestarsi all'arrangiamento acustico con eleganza, suscitando lucciconi.
 
5. La Canzone Pop Perfetta deve aspirare ad essere atemporale e non immediatamente ricollegabile al sound di un produttore in voga o una tendenza musicale in particolare.
 
6. Nella Canzone Pop Perfetta, l'ingrediente elettronico deve essere protagonista.
 
7. La Canzone Pop Perfetta deve istigare il sing-along, preferibilmente a occhi chiusi.
 
8. La Canzone Pop Perfetta non deve sfinire sfumando. Il fade-out è un artifizio per pigri.
 
9. C'è chi dice che la Canzone Pop Perfetta debba durare 3 minuti e 30 secondi. Cazzate: l'importante è che non superi i 5 minuti.
 
10. Nelle note di produzione della Canzone Pop Perfetta, è bene che si trovino cognomi che terminano in -sson e/o contengono umlaut e caratteri che non sapresti come digitare.
 
 

venerdì, 02 07 2010

Mixed Feelings

All the ducks are

swimming in the water

allther allther allther

allther allther allther

[Nice Weather For Ducks – Lemon Jelly]

 

 

Puntuale il djsett mixato dell'estate da suonare sull'autoradio mentre ci si dirige verso il mare non è un djsett mixato ma un nastrone, però mixato. Messa da parte la crisi (è finita, può solo esserci la parte più pesante) e rifiutati i finti aumenti di stipendio che riducono il RAL*, non resta che farsi trasportare dalla risacca.

Organizzato in tre parti che possono riassumersi in


Il falò dell'odierno

Meanwhile Back When We'Were Bloggers

(Non) Avere (+) Vent'anni

 

contiene tre momenti CKÈ** e ne evita almeno altri tre. Buon mare.


Lunchmeat (Maxcar does the Planet Funk in 2010) – Menomena [cdr]

Tremel (Astronomer Remix) – Glasser [Young Turks]

Back Home – Gold Panda [Various Productions]

Olympians (Spaceman vs The Olympians) – Fuck Buttons [ATP]

Do Your Duty (Pepe Braddock Mix) – Candi Staton [Honest Jon's]

Sea Rea – Caribou [self-released]

Lewis Takes Off His Shirt (Dan Deacon Remix) – Owen Pallett [Domino]


All To All (Maxcar is a Cocteau Twin in 2010) – Broken Social Scene [cdr]

The Blues – Primary 1 feat. Nina Persson [Primary Records]

Fixed – Stars [Vagrant / Soft Revolution]


Electronic Reinassance (Maxcar is a Chemical Bro in 2010) – Belle And Sebastian [cdr]

Silver Surfer, Ghost Rider, Go!!! – Trentmøller [In My Room / A:larm]

Good Vibrations (Stanton Warriors Remix) – The Beach Boys [cdr]

Don't Stop Me – Orbital [ACP]

Scribble – ;Underworld [Underworldlive.com]

Grow – Delorean [True Panther]

Nice Weather For Ducks – Lemon Jelly [XL]

 

 

Mixed Feelings – maxcar [mirror]

| # | indie-gestione, suoni | I Commenti sono chiusi

mercoledì, 30 06 2010

Bright lit blue skies

Non avevo assolutamente mai prestato attenzione ad Ariel Pink e alla sua musica, e ho bellamente continuato a ignorarlo anche quando il suo ultimo disco Before Today, uscito per 4AD, è stato osannato dalla critica di mezzo mondo. Poi, grazie ai consigli insistenti di più di un amico che mi ha intimato di ascoltarlo nonostante il suo folk psichedelico non sia esattamente il mio genere, ho ceduto e ne sono lieto. Ma soprattutto sono clamorosamente capitolato di fronte a Bright lit blue skies, piccola gemma di pop californiano '60s stile «guida sulla highway mentre fuggi dalla tua vita e vai al mare» che mi ha fatto secco nello stesso identico modo insospettabile in cui mi uccidono i Mamas and papas, certe cose lente e non surfaiole dei Beach Boys, i Doors meno scontati o Phanerothyme dei Motorpsycho. L'Estate aiuta; ma non è solo quello.

 

MP3  Ariel Pink's Haunted Graffiti – Bright lit blue skies

 

lunedì, 28 06 2010

Torna Frequenze Disturbate?

Se seguite questo blog da un po' di anni, certamente già saprete dell'amore che il sottoscritto e buona parte dei musicofili "della vecchia guardia" hanno provato per Frequenze Disturbate. Quello che per anni è stato il miglior festival musicale italiano è stato capace di costruire sempre un cast di qualità eccellente, riunito in un posto bellissimo (Urbino, Marche) in grado di attirare pubblico da tutta Italia trasformandosi in una specie di piccolo villaggio vacanze per gli appassionati di musica di tutta Italia, alla pari di quanto succede per molti festival di culto all'estero.
A causa di problemi organizzativi (il festival ha cambiato agenza più volte, e dipendendo in buona parte da fondi pubblici ha subìto spesso l'influsso delle tornate elettorali) negli ultimi 5 anni il festival si è svolto solo 2 volte con dimensioni ridotte, tendendo a perdere progressivamente l'aura di culto che aveva sempre avuto e buttando a mare un patrimonio di aficionados preziosissimo.

 

Ma noi non ci diamo per vinti, mai. Ed è per questo che gioiamo senza posa alle voci insistenti che dicono che quando nessuno lo sperava neanche più Frequenze Disturbate tornerà ad affollare le piazze e i parchi della città ducale. Le notizie di oggi (grazie a @francescalus per la dritta) danno il festival per certo, tra appena un mese, il 30 e il 31 Luglio, con nomi già sicuri Kings of Convenience e Baustelle. In rete è impossibile trovare conferme ufficiali o comunicati stampa (il sito ufficiale del festival è ancora aggiornato a 2 anni fa, così come il profilo di Facebook e il MySpace; ma se come penso l'organizzazione è cambiata di nuovo la cosa non stupisce), ma le due band hanno delle giornate buche i quei giorni quindi la cosa è tecnicamente possibile.

 

Sarà vero? Ci crediamo? E crediamo che in poco più di un mese si riuscirà a tirare su un cast avvicinabile a quello degli anni d'oro? Improbabile. Ma si può sempre sperare, no?

In ogni caso noi saremo là, costi quel che costi. Se butta male al massimo andiamo a mangiarci una crescia.

domenica, 20 06 2010

Brunori for president

Il padrone di casa qua lo diceva quasi un anno fa:

Non meno bravo di Dente (ma un po’ più classico e meno stralunato), curiosamente Baustelliano pur avendo una poetica virtualmente opposta, ispirato come il Daniele Silvestri degli anni d’oro ma con un timbro di voce che non pùò che ricordare Rino Gaetano, Brunori Sas si è già aggiudicato il Premio Ciampi come miglior esordio italiano del 2009 e se non l’ha già fatto, ora è pronto a conquistare i vostri cuori.

Io l'ho scoperto solo adesso grazie al bellissimo video di Guardia '82 e non posso che dargli ragione. Anche se è dell'anno scorso e anche se adesso piove, questa è la canzone della mia Estate.

 

lunedì, 14 06 2010

Il calcio è un grande rito che devi rispetàr

E -anche se di calcio ce ne frega il giusto- a modo nostro rispettiamo il grande rito, e ci uniamo alla folta compagine di blog, webzine e affini che celebrano l'esordio mondiale della nostra anonima nazionale con l'anteprima collettiva di un pezzullo assai carino che una cara indie-band italica ha preparato per l'occasione.  I Cat Claws da Roma  provano a fare la nuova Po po po po po po, imbastendo un testo sui clichè del calcio (la colpa è sempre dell'arbitro) nella forma di una Hung Up nostrana in salsa electro / punk-funk; non ci sono i cori da stadio, l'atmosfera stradaiola o la retorica del fair play che ti aspetteresti da un pezzo sull'argomento (e questa è probabilmente una buona notizia), ma il pezzo funziona a meraviglia e pare che sia stato scelto nientemeno che dalla Gialappa's come soundtrack ufficiale per alcune delle sue tradizionali radiocronache delle partite (quest'anno trasmesse su RTL). La verità, in realtà, è che volevo solo pubblicare le foto di Caizzi e Lavinia in tenuta calcistica vintage. Ma questo a voi non interessa, no?

 

venerdì, 11 06 2010

The bored king of the beach

So bored di Nathan Williams aka Wavves è stato uno dei pezzi che hanno segnato l'anno scorso. Inno alla noia in salsa shitgaze surf, è stato oggetto di un hype feroce, è stato celebrato come uno dei pezzi più rappresentativi della sua generazione ed è stato reinterpretato e omaggiato da più parti (anche in Italia), il tutto culminato con alcune acclamate esibizioni al SXSW di Austin (a un paio c'ero anch'io) e all'inclusione in varie liste delle canzoni più significative dello scorso anno. L'attenzione verso Wavves ha iniziato a scemare quando il nostro nel Maggio 2009 ha sbroccato sul palco del Primavera Sound Festival di Barcellona, litigando col suo batterista e annullando il tour europeo che sarebbe seguito di lì a breve.

 

Anno nuovo vita nuova, e il nostro ci riprova: nuovo singolo (si ascolta qua sotto; davvero niente male), nuovo disco (provvisto di orrida copertina, e intitolato King of the beach), e nuovo tour (con una data italiana il 20 Luglio, che avrà appropriatamente luogo all'inestimabile spiaggia dell'Hana-bi di Marina di Ravenna), con il desiderio di mostrare che l'hype va e viene, i nervi possono saltare ma stoffa per rimanere c'è. Staremo a vedere.

 

Nel mentre, So bored rimane un gran pezzo con potenzialità pop e da dancefloor in gran parte inespresse, come è facile intuire ascoltando la versione assai più ruffiana che ne ha fatto Bethany Cosentino aka Best Coast (che dello stesso hype furibondo è oggetto, ma quest'anno) sullo stesso palco di Barcellona in cui Wavves ha avuto il suo breakdown lo scorso anno. Casualità o omaggio? Dato che i due fanno coppia fissa io direi la seconda. E chissà che Best Coast non decida di farci felici e di incidere la sua versione, così, finalmente, possiamo ballarla come si deve sul dancefloor. Magari in spiaggia.

 

 

 

 

MP3  Wavves – Post Acid

| # | indie-gestione, suoni | I Commenti sono chiusi

giovedì, 10 06 2010

A Benvegnù quel che è di Benvegnù

Paolo Benvegnù è uno dei più talentuosi cantautori della sua generazione (e anche di quella dopo), mostruosamente sottovalutato pressochè da tutti (fin dai tempi degli indimenticati Scisma) ma fortunatamente assai restìo ad appendere la sua chitarra al chiodo e a trovarsi un lavoro al catasto. Anzi, il nostro rilancia: dopo mesi (anni?) di tour pressochè ininterrotti su e giù per l'Italia con le line-up più varie è arrivato il momento del disco live, che lo fotografa in forma smagliante e con il repertorio eccellente che gli è proprio. Il disco si ascolta in streaming integrale su XL, ed è accompagnato da un paio di pezzi in studio: una cover di Who by fire di Leonard Cohen (che suppongo in qualche modo c'entri col progetto di cover italiche Stranger Music) e il singolone Io e il mio amore, già inserito all'interno della compilation Il paese è reale e qui reinciso e accompagnato da un video bellissimo girato da Simone Manetti (no, non è uno dei Manetti Brothers). Se fossimo un paese normale, sarebbe in heavy rotation su tutte le radio.

 

lunedì, 07 06 2010

Cosa hanno in comune l’ADIDAS, Star Wars, i Daft Punk e i mondiali di calcio?

La risposta, ovviamente, è: niente.

 

Non sembrano però pensarla allo stesso modo quelli dell'ADIDAS, che in occasione dei mondiali di calcio hanno lanciato uno spot in cui un gruppo fantasiosamente assortito di celebrità della musica e del calcio (dai Daft Punk a Snoop Dogg, Noel Gallagher e Ian Brown, da David Beckham a Franz Beckenbauer, più vari altri che non so bene chi siano, anche se sono sicuramente *qualcuno*) mettono in scena la celebre sequenza della Cantina di Guerre Stellari. Proprio una bella idea, eh?

 

 

 

Come al solito esilarante (e molto condivisibile) il cinico commento di Hipster Runoff:

adidas made some commercial, and I am not sure what it has to do with the World Cup. I think we are sorta in a phase where every ‘high budget’ commercial has to be aimed at ‘getting tons of youtube plays’ on the internet by people who aren’t even interested in soccer/football/the world cup / adidas. I guess adidas feels pressure from Nike, since Nike always makes better commercials than they do.

 

adidas basically put Daft Punk, Snoop Dogg, some guy from Oasis, David Beckham, and a few other famous ass holes who appeal 2 different demographics in this video. Felt ‘pressure’ to blog about it, since it was such a strategically created meme. Overall feel like it is ‘boring.’ Star Wars is chill/memorable after riding a chillwave for a few hours, but still just feel ‘whatever’ towards this video just because I am too young for the Star Wars brand to 100% resonate with me. Like it was theoretically ’successful’ but didn’t really even add anything substantive to the brand, except maybe that they were willing 2 pay LucasArts to use Star Wars footage. [#]

mercoledì, 02 06 2010

Echoes

Più o meno tutto quello che voglio da un nuvoloso tardo-pomeriggio di un dì di festa passato a sistemare (ancora) il posto dove a breve vivrò sono i sette minuti e cinquantaquattro di Angel Echoes di Four Tet remixata da Caribou (scoperta grazie a Umanuvem). Repeat.

 

| # | indie-gestione, suoni | I Commenti sono chiusi

lunedì, 31 05 2010

Offlaga Disco Max è pronto al peggio

Erano mesi che sapevo che sarebbe arrivata, e anche se conosco Max piuttosto bene ero molto curioso di vedere cosa sarebbe venuto fuori nell'episodio di Pronti al Peggio dedicato a Max Collini, voce e parole degli Offlaga Disco Pax. I nostro è protagonista di un episodio della serie Fossifigo, i documentari dedicati al lavoro quotidiano dei musicisti indipendenti nostrani (che, come è noto, non riescono praticamente mai a campare di sola musica) che sono la punta di diamante della produzione dell'eccezionale WtebTv.

Ovviamente l'episodio dedicato a Max (che dismessi i panni dell'evengelizzatore neosensibilista fa l'agente immobiliare) è bellissimo, e rende davvero l'idea di cosa sia la persona dietro al personaggio, e di quanto possa essere naturale, ma anche difficilissimo, conciliare due anime apparentemente così diverse.

Qui sotto la prima parte, la seconda qui.

 

mercoledì, 19 05 2010

A ciascuno il suo Giardino

Se non fosse una battuta troppo brutta, verrebbe da dire che Mirò non è affatto egoista, e che i suoi bellissimi Giardini non se li tiene certo solo per sè. Dopo più di 10 anni di attività i Giardini di Mirò sono ormai un patrimonio di tutti: della scena italiana, di cui sono da tempo una delle punte di diamante, di tantissime band indipendenti, che a loro si ispirano (in termini di attitudine e coerenza, se non anche di sound) e di tutti gli ascoltatori, che non cessano di tributargli affetto e stima. E sono ricambiati dalla band, visto che è probabilmente con questo spirito che è nata l'idea del progetto Altri giardini. Come spiega il comunicato:

 

Qualche mese fa i Giardini di Mirò avevano invitato i loro fan sparsi nella rete a partecipare al progetto Altri Giardini, al disco, quindi, in uscita a breve, che conterrà cover del loro repertorio registrate da amici e musicisti.

Le risposte all'appello, da parte di gruppi ancora senza contratto, senza tour o dischi alle spalle, sono state tante.
Sei di queste sono entrate a far parte del progetto, insieme alle rivisitazioni ad opera di Death In Plains, Iori's Eyes, Albanopower, Arbdesastr, Gazebo Penguins, Kobenhavn Store, Wolther goes Stranger, Stefano Pilia, Banjo or Freakout, His Clancyness, Musica da Cucina (feat. Comaneci e Bob Corn).

A partire dal 19 maggio e per una settimana, i 17 pezzi del disco saranno tutti disponibili in streaming su alcuni siti musicali, in una sorta di network a catena.

Una scelta, questa, un'idea, nata con l'intento di costruire una comunità con il fine di condividere musica e intenti. [#]

 

Come avete intuito, Inkiostro è fiero di dare il suo piccolo contributo. Su queste pagine trovate The soft touch of Berlin guitarfalling (dal bellissimo The soft touch EP) rifatta da Death in plains (progetto solista di Enrico Boccioletti dei Damien*) e La favilla (ovviamente da Il Fuoco) reinterpretata dallo strumentista dal curriculum impressionante (ora, tra le altre cose, membro dei Massimo Volume) Stefano Pilia. Le altre canzoni sono (o saranno a breve) sparpagliate per la rete: le trovate su Stereogram, Polaroid, Vitaminic, Rolling Stone, Indie-Eye, Italian Embassy e Rockit.

[se poi i siti si linkassero anche tra loro sarebbe il massimo, ma in certi casi si sa che è chiedere troppo]

 

Il disco verrà poi stampato in copia fisica e venduto nelle date estive dell'Altro Tour. E sarà, ovviamente, scaricabile dal sito della band. A ciascuno il suo giardino, come si diceva. Buon ascolto.

 

 

 

 

martedì, 18 05 2010

Natasha Khan (Bat for lashes) by Blackhair

 

MP3  Bat for lashes – Use somebody (Kings of Leon cover)

 

| # | indie-gestione, suoni | I Commenti sono chiusi

giovedì, 06 05 2010

Unknown pleasures in Reggio

Io nei prossimi giorni sarò un po' fuori mano, ma se domani sera siete in Emilia vi consiglio vivamente di fare un salto qui:

 

 

Oltre al bassista dei Joy Division e dei New Order saranno della partita i Julie's Haircut, i Magpie, gli MQuestionmark e Johnny La Rosa, tutti presenti anche all'interno di A different Story – Songs by Joy Division, compilation di tributo ai Joy Division con molti nomi della scena indipendendente reggiana curata da Daniele Carretti (Offlaga Disco Pax, Magpie, Lettera32). la compilation sarà in vendita da domani sera. Un paio di succosi assaggi:

 

MP3  Julie's Haircut – Colony

 

MP3  Magpie – Digital

martedì, 04 05 2010

A kind of violet

I suoi suoni cupi e malinconici si adattano poco alla bella stagione, e i fan storici dicono che è bello ma gli ultimi due erano meglio; eppure non posso farci davvero niente, e la resistenza nei confronti di High Violet, il nuovo disco dei The National in uscita la prossima settimana per 4AD, si è rivelata completamente inutile. La formula è sempre la stessa, descritta in modo eccellente dal Guardian qualche giorno fa:

 

Because Berninger sounds like a polite Nick Cave and suffers like a literate Chris Martin, the National's music is often described as elegiac, when in truth, it's more uplifting than that. The rhythms are much too urgent to be called stately. The juxtaposition between the singer's mournful baritone and the joyous guitar lines and vocal harmonies is a defining characteristic of their sound. "You have to trust a voice like that," says friend and neighbour Sufjan Stevens. "He sings like an older brother with a dark side. He'll protect you on the playground, but he's not afraid to tell it like it is, and he'll kick you in the face if he has to." [#]

 

In occasione dell'uscita del disco, i National prenderanno in gestione per una settimana un locale dalle parti del leggendario negozio di dischi Other Music di New York City, trasformandolo nella High Violet Annex e curandone l'ancora misteriosissima programmazione. Visti gli amici che si ritrovano rischia di essere qualcosa di seriamente imperdibile. E indovinate chi si trova da quelle parti la prossima settimana? Eggià: your friendly neighborhood blogger. Mi sa che avrò qualcosa da raccontarvi.

 

 

 

 

MP3  The National – Bloodbuzz Ohio

mercoledì, 28 04 2010

Usa il cervello e i nervi con disinvoltura e mira al cuore MIRA AL CUORE

Gli Offlaga Disco Pax e Massimo Zamboni che rifanno Allarme dei CCCP è stato sicuramente uno dei miei momenti preferiti del bellissimo 25 Aprile nella piazza di Carpi (insieme alle parole indimenticabili di Germano "Comandante Diavolo" Nicolini). Il concerto, che celebrava anche il quindicennale di Materiale Resistente con l'uscita del nuovo Materiali Resistenti, è stato, oltre che festa bella e mai così necessaria, anche un'interessante fotografia di un pezzo della scena indipendente italiana, che dopo molti  anni per lo più esterofili ed escapisti, è tornata ad essere anche veicolo di idee e impegno in qualche modo politici (oltre agli Offlaga basta pensare al Teatro degli Orrori, Le Luci della Centrale elettrica, gli ultimi Giardini di Mirò, a modo loro pure i Baustelle…); e mi sa che di questi tempi ci vuole proprio.

 

Quanto alla cover, Max che urla (canta!) «Solo tu», con la chitarra di Zamboni dietro e le recenti infelicissime uscite di Giovanni Lindo Ferretti che risuonano ben chiare in mente, e noi in mezzo a una piazza enorme e gremita e bellissima, è stato un cortocircuito niente male. Mira al cuore.

 

mercoledì, 28 04 2010

Selling out

Spiace copiaincollarla di sana pianta, ma la spettacolare infografica del sempre eccellente Information is beautiful che illustra quanto deve vendere al mese un musicista in ciascun formato per arrivare al salario minimo va vista nella sua interezza. Impressionante ma non esattamente eloquente (ha senso paragonare l'acquisto di un disco fisico allo stream in un servizio flat?), e proprio per questo molto indicativa della confusione che regna sovrana nel settore. Ormai l'idea di vivere solo grazie alle vendite di musica registrata (in qualsiasi forma siano) è una pia illusione anche per le star?

 

(via)

 

martedì, 27 04 2010

Joanna Newsom (by Blackhair)

 

MP3   Joanna Newsom – Peach, plum, pear

 

venerdì, 23 04 2010

Il lungo festival della primavera/estate emilano-romagnola

E con l'annuncio dell'attesissima data unica degli Arcade Fire per l'Independent Days Festival (che qua era nota da un po' ma che è pubblica solo da un paio di giorni, e che prelude a un'intera giornata indie-oriented del festival quindi aspettiamoci molti altri nomi interessanti) è impossibile non soffermarsi un attimo sull'impressionante sequenza concertistica che nei prossimi mesi porterà nel triangolo Bologna – Ferrara – Ravenna una quantità davvero imbarazzante di nomi internazionali abbastanza imperdibili. Dai pezzi da novanta (la reunion dei Pavement, i Wilco, l'accoppiata al fulmicotone LCD Soundsystem e !!!, i Pixies, i Kings of Convenience, i Gossip…) ad alcune primizie attesissime (il fenomeno Mumford and sons, le Dum Dum Girls, gli HEALTH con i Japandroids, i Cold Cave…) fino a certi ben lieti ritorni (i Lali Puna, i Radio Dept, Daniel Johnston, i Black Heart Procession, Micah P. Hinson…), l'impressione è quella di trovarsi di fronte a uno di quegli enormi festival estivi nordeuropei in cui il cast però è stato sparpagliato lungo 3 mesi e in un raggio di un centinaio di chilometri. Non so voi, ma io mi sento già anche troppo fortunato così.

 

[Una specie di versione redux della piccola agenda dei concerti, che è talmente tanto lunga da compilare che a questo giro non ho davvero il tempo di farla]

 

 

30 Aprile – Mumford and Sons – Covo (BO)

1 Maggio – Brian Jonestown Massacre – Covo (BO)

5 Maggio – Efterklang – Covo (BO)

7 Maggio – A place to bury strangers – Bronson (RA)

7 Maggio – The Depreciation Guild + Alex Kapranos (Franz Ferdinand) DJ set – Covo (BO)

8 Maggio – Pete & the pirates – Covo (BO)

8 Maggio – Black Rebel Motorcycle Club – Estragon (BO)

12 Maggio – Wolf Parade – Locomotiv (BO)

14 Maggio – The Residents – Estragon (BO)

14 Maggio – Liars – Bronson (RA)

15 Maggio – The Oh Sees – Covo (BO)

17 Maggio – John Zorn – Arena del Sole (BO)

21 Maggio – The Black Heart Procession – Bronson (RA)

22 Maggio – Quasi – Covo (BO)

24 Maggio – HEALTH + Japandroids – Locomotiv (BO)

24 Maggio – Cold Cave – Covo (BO)

24 Maggio – Gogol Bordello + Matt & Kim – Estragon (BO)

11 Maggio – Daniel Johnston – Sala Estense (FE)

25 Maggio – Pavement – Estragon (BO)

26 Maggio – Dum Dum Girls – Hana-bi (Marina di RA)

27 Maggio – Wolf Eyes + Mi Ami – Locomotiv (BO)

28 Maggio – Band of skulls – Hana-bi (Marina di RA)

29 Maggio – Hot Chip – Estragon (BO)

31 Maggio – Wilco + Retribution Gospel Choir – Teatro Comunale (FE)

31 Maggio – The Gossip – Estragon (BO)

1 Giugno – Lali Puna – Locomotiv (BO)

3 Giugno – The Radio Dept – Hana-bi (Marina di RA)

6 Giugno – Pixies – Piazza Castello (FE)

19 Giugno – Babyshambles – Piazza Castello (FE)

23 Giugno – Fennesz – Rocca Brancaleone (RA)

24 Giugno – LCD Soundsystem + !!! – Piazza Castello (FE)

27 Giugno – Broadcast – Rocca Brancaleone (RA)

18 Luglio – Micah P. Hinson – Cortile del Castello Estense (FE)

22 Luglio – Jònsi (Sigur Ros) – Piazza Castello (FE)

24 Luglio – Kings of Convenience – Piazza Castello (FE)

2 Settembre  – Arcade Fire – Arena Parco Nord (BO)

lunedì, 19 04 2010

On a cold day in springtime

Non è un pezzo particolarmente rivoluzionario e forse ricorda più gli ultimi dischi che il sound degli anni d'oro, ma il nuovo singolo dei Blur (è bello anche solo come suona: «nuovo singolo dei Blur»), pubblicato solo in vinile in occasione del Record Store Day, è una splendida ballad di quelle che ti si appiccicano alle orecchie e non te ne liberi per giorni interi. Speriamo sia il primo di molti nuovi pezzi insieme.

Ve la metto qui sotto, ché la versione MP3 in free download dal sito dei Blur curiosamente è troncata.


MP3  Blur – Fool's Day

domenica, 18 04 2010

E vabbè

venerdì, 16 04 2010

Oh, the divorces

Ammetto che al primo ascolto non mi aveva colpito particolarmente, tanto che avevo dimenticato che ci fosse in giro una nuova canzone di Tracey Thorn, già inconfondibile voce degli Everything but the girl. In passato ho seguito pochissimo la sua produzione solista, ma avevo dedicato un po' di attenzione a Oh, the divorces per il curioso riferimento a Jens Lekman, cui spetta l'onore di essere addirittura il destinatario del ritornello della canzone («Oh Jens / oh Jens / your songs seem to look through a different lens / you’re still so young / love ends just as easy as it’s begun»). Nonostante anagraficamente la prima possa tranquillamente essere la madre del secondo, i due paiono conoscersi piuttosto bene, tanto che l'anno scorso hanno duettato in una cover di un pezzo dei Magnetic Fields per la compilation di tributo per i 20 anni della Merge.

 

Dicevo: Oh, the divorces non mi aveva colpito. Poi un paio di sere fa grazie a un post di Chiara sono incappato nel video in cui la Thorn suona il pezzo per sola voce e piano per il sito del Guardian, e il suo fatalista e dolente valzer sulla fine dell'amore e quello che si porta dietro mi ha letteralmente fatto secco. Una decina di repeat dopo, ora tocca a voi caderne vittima.

 

 

 

 

MP3  Tracey Thorn – Oh, the divorces

 

Previously:

MP3  Tracey Thorn & Jens Lekman – Yeah! Oh Yeah! (The Magnetic Fields cover)

venerdì, 09 04 2010

Inkiostro 2010 – Supposedly spring nastrone

Ce l'abbiamo fatta a fatica, e fino all'ultimo sembrava che quest'anno la primavera non dovesse proprio arrivare. E invece, dopo un inverno storicamente freddo e nevoso (e cupo e faticoso), vari falsi allarmi e una Pasqua piovosa, la bella stagione sembra finalmente arrivata (non so se fidarmi), e raramente se n'è mai sentito così tanto il bisogno. Festeggiamo con un nastrone, confidando che da ora in poi le cose non potranno che andare meglio.

 

Come la volta scorsa il nastrone è scaricabile traccia per traccia o in un pratico zippone iPod friendly provvisto di copertina, ma visto che nel mentre Inkiostro è cresciuto ed è diventato un PuntoCom indipendente, le tracce sono anche ascoltabili online grazie al player di fianco a ciascuna di esse (che poi procede in sequenza con il resto della playlist). Buon ascolto.

 

 

 

MP3  01. Caribou – Odessa

Prima col progetto Manitoba e ora con il nome Caribou, Daniel Victor Snaith si è confermato un fenomeno nel mischiare elettronica, indie, pop e avanguardia in modo convincente e personale. Il nuovo singolo si può anche ballare: cosa vogliamo di più?

 

MP3  02. Kisses – Kisses

L'ormai classico balearico svedese incontra il crooning indie-pop di stile Jens Lekman passando per il revival elettro-pop '80s che ricorda gli oscuri e adorabili Le Sport. Sono svedesi? Macchè: americani. E lei fa la fashion blogger. E' già il mio disco dell'Estate.

 

MP3  03. Morning Benders – Promises

I Morning Benders continuano a bruciare le tappe, ma basta il giro di chitarra di Promises a dimostrare che ne hanno le carte. Notevolissima.

 

MP3  04. Tunng – Hustle (single version)

Anche se era ancora Febbraio l'ho già detto: con questa canzone si è aperta la mia primavera,  e mano a mano che le settimane passano la scelta non mi è mai sembrata così giusta. Un buon pezzo per cominciare la giornata.

 

MP3  05. Spoon – The Mystery Zone

Un'ode all'incertezza e al brivido della possibilità, con la batteria che tira il treno, la chitarra che gli corre dietro (senza raggiungerla mai) e Britt Daniels che si interrompe a metà. Ma l'ho già detto meglio di qua.

 

MP3   06. Shout Out Louds – 1999

Fin dalla prima volta che ho ascoltato questo pezzo non ho desiderato altro che metterlo in pista al Covo o ballarlo sotto la tettoia dell'Hana-bi in una delle sue memorabili serate estive. Il primo desiderio è stato già esaudito varie volte, mentre per il secondo manca poco. Un gran pezzo è un gran pezzo.

 

MP3  07. Dum Dum Girls – Jail La La

Band femminile e rumorosa e hype a mille non vanno sempre d'accordo insieme (il FAIL delle Vivian Girls ha insegnato qualcosa), ma stavolta sembra ci sia della ciccia, tanto che si è scomodata persino mamma Sub pop. Non ho le idee chiare su tutto il disco; il singolo, intanto, spacca.  

 

MP3  08. Heike has the giggles – Stop joking about Britney Spears

Il mio pezzo preferito dall'esordio dei concittadini di Laura Pausini prodotti dalla joint venture Bronson e Estragon è questa (ironica?) difesa di una popstar globale che non riesce a stare lontanta dai guai. Solidi riffoni anni '90, pochi fronzoli, zero pose e già uno stile che ha poco da invidiare a band assai più blasonate. Facciamo il tifo per loro.

 

MP3  09. Everybody was in the french resistance…now! – G.I.R.L.F.R.E.N (You Know I've Got A)

Eddie Argos si affranca dalla drammatica carenza di ispirazione degli ultimi dischi degli Art Brut con questo nuovo progetto meno rumoroso e assai più cazzone. Niente di serio, ma melodia e tocco sono quelli dell'indimenticato anthem Emily Kane.

 

MP3  10. The Apples in stereo – Dance Floor

Nel corso degli anni la band di Robert Schneider rimane ferma nella sua utopia indie-pop colorata, gommosa e un po' futuristica, che può stancare in fretta ma anche mettere a segno gemme pop come questa qua.

 

MP3  11. Pavement – Range Life (remastered)

Le reunion e i best, si sa, servono soprattutto per avere una scusa per ascoltare ancora vecchi dischi e per chiudere certi conti aperti con il proprio passato. I conti musicali dei Pavement sono stati tenuti aperti da migliaia di indie-band in questi anni, e forse è giunto il momento che siano proprio loro a dire la parola fine. E a farli entrare nella storia.

 

MP3  12. Foals – Spanish Sahara

Tra le mie band preferite di un paio di anni fa, i Foals continuano a scrollarsi di dosso l'etichetta di punk-funk matematico che gli avevamo appiccicato coi primi singoli, e ad esercitarsi in atmosfere più dilatate e un po' alienate. A me piacciono tantissimo in entrambe le vesti, quindi il nuovo disco non potrà che essere un gran disco.

 

MP3  13. Rainbow Bridge – Big Wave Rider

La chill-wave diventa grande, e questo duo di Olympia riesce ad affiancarsi dai clichè e dare il sound a un pigro pomeriggio estivo passato al sole a guardare le onde che si infrangono. Molto promettenti.

 

MP3  14. The Jacqueries – I Try (Macy Gray cover)

Giovanissimi, romani e probabilmente fuori di testa, visto che hanno osato prendere un classicone del pop di qualche anno fa e riproporlo in chiave indie-rock. Idea migliore di quanto sembra, e ottima esecuzione: promossi a pieni voti.

 

MP3  15. Monsters of folk – Dear God (sincerely M.O.F.)

Ce lo siamo dimenticati tutti in fretta l'esordio del supergruppo di Conor Oberst e M Ward, ed è un peccato perchè conteneva almeno un paio di perle. L'uscita del suo video caleidoscopico è un'ottima occasione per riascoltarne la opener, che è il pezzo migliore e -ironicamente- meno folk di tutto il lotto.

 

MP3  16. Gayngs – The Gaudy Side of Town

Il progetto di Ryan Olson è pronto a conquistare il mondo, e a sentire chi l'ha aiutato a registrare il disco d'esordio (in uscita per Jagjagywar) le carte ci sono tutte. Bon Iver, i Megafaun e i Rosebuds sono solo alcuni dei nomi che hanno collaborato, e quel che ne è uscito è questo languido soul davvero strepitoso, che è fisso sul mio lettore da diverse settimane.

 

MP3  17. The Radio Dept – Heaven's On Fire

Ammetto che anch'io come tanti al primo ascolto ho storto il naso, abituato com'ero a considerare i Radio Dept una band glaciale invece che, come in questo singolo, curiosamente balneare. Le due cose non si sa come riescono a convivere e addirittura a funzionare, per un pezzo che finisce per essere il migliore della band da diversi anni a questa parte.

 

MP3  18. The Go Find – Everybody Knows It's Gonna Happen, Only Not Tonight

Negli anni la Morr Music si è un po' appannata, o fose siamo solo noi a essere andati più avanti. Ogni tanto però è bello tornare a quelle atmosfere, e l'elegante (e neanche troppo glitch) pop temporeggiatore dei Go Find mi sembra un ottimo modo. Gran titolo, tra l'altro.

 

MP3  19. Lali Puna – Our Inventions

«The birds in the trees / Singing our mobile melodies / What a sweet, sweet world». I Lali Puna sono tornati, e sono IDENTICI ai quasi 10 anni fa di Scary World Theory. Quindi fuori dal tempo e drammaticamente fuori moda. Ed eccezionali.

 

MP3  20. Suzanne Vega – Freeze Tag

La migliore Suzanne Vega di sempre è quella che prende una selezione dei suoi pezzi migliori e li re-incide con nuovi arrangiamenti sobri e scarni per la serie Close-up: Freeze Tag (dal suo primo disco) è stato per anni il mio pezzo preferito della folksinger newyorkese, e mi ricorda le altalene ghiacciate del mio primo viaggio nella Grande Mela, un po' di anni fa.

 

MP3  21. My Bubba and Mi – After You

Tanto il nome di questo trio di fanciulle scandinave è infelice, quanto la loro musica invece è eccezionale (ed esce per un'etichetta italiana!). La mia canzone preferita del disco è questo folk blues malinconico, e anche live è splendida.

 

MP3  22. Mike Patton – Ore D'Amore

Finalmente Mike Patton ha inciso i pezzi del progettodi cover italiche Mondo Cane che portò con l'orchestra sul palco di Piazza Santo Stefano due Estati fa. Cialtronissimo, gigione e paraculo, vince sempre, e a priori. La voce e l'attitudine fanno il resto; e le canzoni, ehm, aiutano.

 

 

 

FULL DOWNLOAD – Inkiostro 2010 Supposedly Spring Nastrone (ZIP > Hotfile)

 

 

mercoledì, 07 04 2010

Una mezz’oretta per Lady Gaga

Che la amiate o che la disprezziate, che vi sia indifferente o che facciate finta di non sapere chi sia, nel biennio musicale 2009 – 2010 non potete non fare i conti con Lady Gaga. Il come, il cosa e il perchè ve lo spiega la lunghissima feature di copertina del NY Mag della settimana scorsa, che se avete una mezz'oretta libera  da dedicare a un'icona pop che sa cosa sta facendo merita la lettura.

 

Gaga’s presence also introduces the formerly unthinkable idea that Madonna, another voracious Italian girl, may really, truly, finally be on her way out. Her new look is an appropriation of Madonna’s circa “The Girlie Show” and “Blonde Ambition” (the darkened brows, the platinum-blonde hair, the red lips), and her music-video director, Jonas Åkerlund, is a major latter-day collaborator of Madonna’s. But the two are very different: Madonna hasn’t had a sense of humor about herself since the nineties, where Gaga is all fun and play. At her core, she’s a young art-school student, full of optimism and kindness, childlike wonder at the bubble world. Though she may not be bisexual herself—of the many friends of hers interviewed for this article, not one of them recalls her ever having a girlfriend or being sexually interested in any woman offstage—her politics are inclusive, and she wants to promote images of as many sexual combinations as are possible on this Earth. Gaga says she’s a girl who likes boys who look like girls, but she’s also a girl who likes to look like a boy herself—or, rather, a drag queen, a boy pretending to be a girl. There’s little that gives her more pleasure than the persistent rumor that she is a hermaphrodite, an Internet rumor based on scrutinizing a grainy video. That’s not Madonna. Madonna wouldn’t pretend she has a penis.

 

But that’s the genius of Gaga: her willingness to be a mutant, a cartoon. She’s got an awesome sense of humor, beaming tiny surreal moments across the world for our pleasure every day—like the gigantic bow made of hair she popped on her head last year. “One day, I said to my creative team, ‘Gaultier did bows, let’s do it in a new way,’ ” she says. “We were going back and forth with ideas, and then I said”—snaps finger—“hair-bow.” She giggles. “We all fucking died, we died. It never cost a penny, and it looked so brilliant. It’s just one of those things. I’m very arrogant about it.” Her videos are global epiphenomena, like the Tarantino-flavored “Telephone,” with its lesbian prison themes and Beyoncé guest appearance. “Gaga doesn’t care so much about the technical part, but she’s involved in every creative aspect,” says Åkerlund. “We just allow ourselves to be very stupid with each other, and then you get ideas like sunglasses made of cigarettes.” [#]

 

 

Bonus:

The Morning Pages – Telephone (Lady Gaga cover)
[una versione niente male, quasi alt-coutry]