suoni

mercoledì, 31 03 2010

Emilia paracula

Via Colas a su segnalazione di Jukka, (che intitola il suo post con il miglior calembour possibile: «m'importa na sega nord») ecco la farneticante dichiarazione di voto di Giovanni Lindo Ferretti, già voce, parole e pseudo-guru punk di CCCP, CSI e PGR, e ora più o meno fondamentalista cattolico, e -scopriamo adesso- pure leghista. Impazzito? Paraculo? Rincretinito con l'età? Oppure l'ultimo vero punk?

 

«Dobbiamo votare tutti –prosegue Ferretti – perché votare più che un diritto è un dovere . Non è la prima volta che voto per la Lega Nord , però fino a pochi giorni fa ero quasi convinto di darlo al Pdl .
L’ultimo discorso del presidente Berlusconi sulla faccenda araba non mi è piaciuto, anzi lo ringrazio perché così mi ha chiarito le idee facendomi risolvere quello che era un mio problema e cioè a chi dare il voto. D‘altra parte come cittadino mi sento in dovere di votare e lasciare la scheda bianca mi disturba. Il nostro è un Paese molto complicato con tanti problemi da risolvere. Ormai sta prendendo campo ilsistema che più che votare a
favore di qualcuno si vota contro il presidente.
Meno male che c’è la Lega nord. Preferisco scegliere, consapevole che eleggiamo signori che stanno lì solo 5 anni.
Berlusconi ha molti pregi, però ultimamente sta attraversando un periodo pesante e particolarmente sfortunato» [#]

 

MP3  CCCP – Emilia Paranoica

martedì, 30 03 2010

più o meno quello che ha detto la tipa dei Knife truccata da seppia ripiena ritirando un premio

Basterebbe poco ad Olof. Una mail a Pitchfork con allegato un mp3 e a malapena un "Ciao sono Olof dei Knife e questo è il mio progetto parallelo industrial/techno/aggiungituungenere". Invece per un anno buono Oni Ayhun su Oni Ayhun Records è stato uno di quei progetti anonimi che eccitano un mondo ristretto di pervertiti techno che corre dietro a sigle ed etichette come EQD, WAX, SQRVB (una di queste sigle non è riconducibile a Shed) e a cosa c'è dietro la maschera rossa di Redshape. Oggi dovrebbe essere abbastanza assodato che Oni Ayhun è in realtà Olof Drejier dei Knife nella sua incarnazione da club berlinese senza voce sotto Creative Commons e se non ci fosse il lato B del terzo vinile OAR a confermarlo dovrebbero fare fede le apparizioni ricoperto di bianco con un clarinetto elettronico autocampionato live al Panorama Bar di, appunto, Berlino. Le classiche indiezine che celebravano i Knife come disco dell'anno e che si sono spese per l'obbrobriosa opera darwiniana ignorano le uscite di Oni Ayhun e non recensiranno certo l'attesissimo e acclamato, sempre in ambito di noi pervertiti, quarto vinile che è una gioia di chimica industriale. Dedicato a NaHCO3 + H+ → Na+ + CO2 + H2O.

 

MP3 Oni Ayhun – OAR 003-B

lunedì, 29 03 2010

Il coro delle indie-vergini suicide

Sulle Girl Crisis in rete si trova ben poco, e la cosa è quantomeno curiosa visto che il tasso di indie-notiziabilità del progetto è notevole, e anche il risultato artistico -se vi piace il genere- è tutt'altro che da sottovalutare.

Sotto questo nome si raccolgono una decina di interpreti e musiciste femminili dell'area di Brooklyn (tra cui le Au Revoir Simone, le Telepathe, Caroline Polachek dei Chairlift, Molly Shea degli Acrylics e varie altre) con l'idea di reinterpetare grandi classici del passato in scarne versioni quasi a cappella davanti all'obiettivo di tale Bek Anderen che riprende tutto in stile super 8.

Il risultato sono immobili e sfocati video spettrali (come se fossero vecchie polaroid appena animate) che sembrano ritrarre il coro di una sorority di vergini morte tragicamente in circostanze misteriose più di un secolo fa. Si tratta ovviamente di poco più di un esercizio di stile, ma lo stile c'è, e in casi come questo può già fare la differenza.

 

 

 

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venerdì, 26 03 2010

30 years of Covo club

Per un locale notturno compiere 30 anni è una cosa ENORME. Pensate ai posti che frequentate, ovunque viviate. Pensate ai posti dove andate a vedere concerti, a ballare, a bere una birra con gli amici e a ricaricare le batterie nel weekend: quanti di essi sono in piedi da più di 10 anni? Quanti hanno mantenuto la stessa identità artistica e le stesse mura, e sono passati indenni attraverso quasi tutti i weekend stagionali dei rutilanti anni ottanta, dei nervosi novanta e degli spaesati zero senza perdersi per strada o mutare volto? Pochissimi, in Italia come nel mondo. E uno di questi è il Covo.

 

Il Covo ha di deciso di celebrare i suoi 30 anni di storia con un sito che raccoglie centinaia di foto scattate tra le sue mura (guardatele: potreste esserci voi che ballate, oppure Jarvis Cocker o, che ne so, i Modest Mouse) e l'elenco completo (o quasi) di tutte le band che ci hanno suonato. E ovviamente, con un festival.

 

Dopo l'anteprima di fine Febbraio che ha visto sul palco Adam Green (che pare si sia poi limonato mezzo locale) e in consolle la living legend britannica Alan McGee, ieri c'è stata l'apertura ufficiale, affidata all'interessante progetto Rain Machine di Kyp Malone, già voce, chitarra e surplus tricologico dei TV on the radio.

Stasera si comincia a fare davvero sul serio, con l'attesissimo Covo VS Bologna!: 7 band bolognesi, che negli anni hanno suonato più volte al Covo, alle prese con 20 classici del dancefloor del locale di Viale Zagabria (assegnatigli non senza una certa crudeltà). I Cut alle prese con i White Stripes? I Tunas che rifanno gli Oasis? I Valentines nei panni degli LCD Soundsystem? E i Settlefish che suonano gli Strokes? Davvero imperdibile. A seguire in consolle i guest saranno i Junior Boys.

Sabato un'altra serata dal sold-out annunciato: i protagonisti saranno i Giardini di Mirò (che suoneranno il loro capolavoro Rise and fall of academic drifting), i Massimo Volume (che suoneranno il loro capolavoro Stanze) e Manuel Agnelli degli Afterhours nella inedita e succosissima veste di DJ. Se volete entrare, vi consiglio di arrivare prestissimo.

 

La prossima settimana altre 4 serate che lasceranno il segno. Martedì 30 roba di altissima qualità con Lisa Germano (che presenta il suo ultimo disco Magic Neighbor) e Phil Selway dei Radiohead (che presenta il suo atteso e misterioso esordio solista); sono molto curioso. Giovedì 1 Aprile si torna negli anni '80 con la reunion dei Radio City, una delle band simbolo di quegli anni in città (nelle cui fila milita anche Capitan Fede Poggi Pollini); ad aprire gli Avvoltoi di Moreno Spirogi e a chiudere in consolle ci sarà nientemeno che Enrico Brizzi.

Venerdì 2 Aprile in scena ci saranno gli alfieri dell'indie-pop queer parrocchiale Hidden Cameras (che anni fa suonarono al Cassero, e sul palco a suonare il tamburello finì una delle autrici di questo blog), e a seguire una serata che si annuncia un delirio: al Gate1 sarà in consolle il Covo Original 90's Sound system (con alcuni dei migliori DJ degli anni '90 del Covo: Dedu, Yanez, Steve e i mitici Fede Ferrari e Alberto SImoni), mentre al Gate2 ci sarà il Covo Original 00's Sound system con i rappresentanti di questi cazzo di anni zero (Giovanni 'UDA' Gandolfi, Elisa Graci, MarinaP e il sottoscritto). A fine serata non credo sarò in grado di rispondere di me.

Sabato 3 Aprile un finale col botto, perchè sul palco di saranno i Teenagers, e in consolle da una parte Kate Jackson (degli indimenticati Long Blondes) e dall'altra la squadra di London Loves.

 

Buon compleanno, Covo.
Altri trenta di questi anni, e altri cento di questi festival.

giovedì, 25 03 2010

“Bonnie Prince Billy” e “Club version” nella stessa canzone

Sembra una delle cose più improbabili che possano succedere, invece è così: esiste una canzone per cui il nome «Bonnie 'Prince' Billy» e l'attributo «Club Version» compaiono insieme. Ci sono riusciti gli Hot Chip, in occasione della versione maxi del loro ultimo singolo I feel better (quello col video completamente fuori di testa in cui una boy-band incontra dei sanguinari santoni che emettonon raggi laser), che contiene vari remix tra cui quello con l'ospite inatteso di cui sopra. Vi dirò: funziona. Ed è decisamente meglio dell'originale!

[da poco annunciato: gli Hot Chip saranno all'Estragon di Bologna sabato 29 maggio]

 

 

MP3  Hot Chip feat. Bonnie 'Prince' Billy – I feel better (Club version)

 

 

 

[bonus che non c'entra niente, scovato a caso mentre cercavo su YouTube il video ufficiale da linkare: un tizio che suona I feel better per sola chitarra classica. Bella versione]

lunedì, 22 03 2010

Canadians Day

In casa Ghost Records per promuovere il nuovo disco dei Canadians The fall of 1960  (in uscita il 9 Aprile) hanno avuto una buona idea.

In controtendenza rispetto alle solite strategie che vogliono l'esclusiva dello streaming data a questo o quel sito, il secondo disco della band indie-power-pop veronese da oggi si può ascoltare su una cinquantina di siti grandi e piccoli (lista completa), e chiunque può andare qui e reperire il codice per partecipare e diffonderlo a sua volta. Un'anteprima diffusa e democratica che rompe le vecchie regole e consente a tutti di ascoltare un disco che vede i Canadians ampliare il proprio spettro sonoro senza però perdere le coordinate Weezer / Grandaddy che ce li hanno fatti amare dall'inizio e che, anche se intitolato all'autunno, è gradevolmente primaverile. E in queste giornate Yes Man e Carved in the bark ci stanno da Dio.

 

 

 

lunedì, 22 03 2010

Let’s make some music make some money make some pretentious records

Non  so voi ma io non sono ancora riuscito a farmi un'idea precisa su Congratulations, il nuovo attesissimo disco degli indie-blockbuster MGMT che (dopo essere finito in rete nel corso del weekend) ora è in streaming integrale sul loro sito.

Chi si aspettava che avessero di nuovo in canna colpi come Time to pretend o Kids è rimasto inevitabilmente deluso, e invece di quei perfetti singoloni di pop ballabile si è ritrovato alle prese con un ambizioso opus psichedelico che fa venire in mente il vecchio Bowie, i Kinks, i Beatles, gli Zombies ma anche i Pink Floyd (argh!) o, tra le cose più recenti, gli Of Montreal. Niente di troppo imprevisto, a ben pensarci, e roba tutt'altro che di pessima qualità; però neanche niente per cui strapparsi i capelli, e di questi tempi chissà se un disco del genere avrà la forza di farsi ascoltare abbastanza da essere apprezzato oppure cadrà rapidamente nel dimenticatoio destinato ai passi più lunghi delle relative gambe.

 

Nel mentre, cade a fagiuolo questa interpretazione di Time di pretend suonata voce e piano un paio di giorni fa nello show di Jo Wiley su BBC Radio 1 dal cantante dei Sigur Rós Jónsi in libera uscita dalla sua soporifera band. Let's make some music, make some money, find some models for wives…sì.

 

 

MP3  Jónsi (Sigur Rós) – Time to pretend (MGTM cover)

venerdì, 19 03 2010

Lily Allen (by Blackhair)

 

MP3  Mark Ronson feat. Lily Allen – Oh My God (Keiser Chiefs cover)

giovedì, 18 03 2010

Welfare pop

Ladies and gentlemen, there's a new band in town. Si chiama Lo stato sociale, e suona un indie-electro-pop verboso debitore in egual misura sia ai synth e ai beat post 80s dei Postal Service (con un po' di cassa dritta in più) sia a certa musica leggera italiana che, a volte te lo scordi, abbiamo un po' tutti nel DNA. Un coraggioso tentativo di declinare l'educazione per lo più sentimentale della scalmanata teppa bolognese in chiave di pop italico, con i suoni gommosi che piacciono a noi giovani, la cassa che spinge e già un po' di nostalgia per l'assistenzialismo pubblico drammaticamente in via di disfacimento.

 

Lo Stato Sociale presenteràla sua opera prima  Welfare Pop EP sabato al Covo in apertura al concerto dei My Awesome Mixtape (a seguire in consolle al Gate 1 il sottoscritto e Kozmik, al Gate 2 Anfetaminado con Art e Pullo) oppure il venerdì successivo a Villa Serena per la PRIMAveraFESTA, prima di partire in tour per mezza Italia. Come direbbe qualcuno, non osate fare gli assenteisti.

 

 

MP3  Lo Stato Sociale – L'apatico

MP3  Lo Stato Sociale – Magari non è gay ma è aperto

mercoledì, 17 03 2010

Rialzati Bologna

Il concerto/reading di Enrico Brizzi insieme a Yu Guerra alla sua band di sabato scorso è stato assolutamente superiore alle aspettative. Mi aspettavo che Dio salvi Bologna fosse poco più che un divertissment musical-letterario con una locandina indovinata basato sulla tragicomica situazione politica della città, invece sullo stile delle performance on stage di Brizzi (che negli anni ha portato in giro spettacoli con altre band, come i Frida X o i Numero 6) mi sono trovato di fronte a uno spettacolo assolutamente ben fatto.

 

Base di rock solido e roccioso, un performer in grande forma, ottimi testi basati sul bellissimo La vita quotidiana a Bologna ai tempi di Vasco (se vivete o avete vissuto a Bologna e non l'avete letto fatelo ADESSO), l'eccezionale featuring di Steno dei Nabat sull'anthem Oi Laida Bologna, per un omaggio ad una città che ha visto momenti migliori ma che si può ancora rialzare. Si sa che da queste parti ci piace cantarcele e suonarcele quindi non sono sicuro che una cosa del genere funzionerebbe altrove; io, però, ho avuto il groppo in gola per buona parte della performance.

 

 

MP3  Enrico Brizzi e Yu Guerra – Rialzati Bologna

lunedì, 15 03 2010

Ga Ga GIF

Dopo l'equazione (RAH)² (AH)³ + RO (MA + MAMA) + (GA)² + OOH(LA)² di Bad Romance, Lady Gaga (imprescindibile padrona dello Zeitgeist musicale 2009/2010 detestata da metà degli autori di inkiostro e adorata dall'altra metà) è tornata con Telephone. Il clamoroso videoclip tarantiniano ormai l'avrete già visto tutti, e ne avete letto praticamente su ogni blog e sito web della terra; io, che vi voglio bene, mi limito a regalarvi una crisi epilettica grazie a questo set di GIF animate tratte dal video (trovato via). Party like its' 1996!

 

 

venerdì, 12 03 2010

E il baustellometro si impenna

Eccolo qua: da oggi è in rotazione in tutte le radio Gli Spietati, il nuovo singolo dei Baustelle che anticipa il nuovo disco I mistici dell'occidente (che esce il 26 marzo per per Atlantic/Warner) e Un romantico a Milano, il primo romanzo scritto dal cantante Francesco Bianconi (che esce il 30 marzo per Mondadori). Il primo è stato prodotto da Pat McCarthy (già con Madonna, U2 e REM) ed è introdotto da una citazione di Elémire Zolla, il secondo viene definito dalla sua scheda «La vita agra mezzo secolo dopo»: rassicurante vedere che il tasso di pretenziosità del tutto non è calato neanche un po'.

 

 

Io devo ancora farmi un'idea precisa, anche se al primo ascolto mi sembra un classico esercizio di stile baustelliano, forse un po' più orecchiabile e sanremese che in passato e con un testo più facilotto rispetto ai loro standard. A voi come sembra?

mercoledì, 10 03 2010

Damien Rice, a volte ritornano

Non so se interessa ancora a qualcuno nè se dopo quella ciofeca di 9 interessa nemmeno a me, ma c'è in giro un nuovo pezzo di Damien Rice (dato per disperso dal 2006), dalla compilation appena pubblicata Music of ireland – welcome home.
Si chiama Under the tongue e non sembra male:

 

martedì, 09 03 2010

Videoclip dell’anno

L'avete sicuramente già visto (da Livio -che talvolta scrive anche su queste pagine col nome Dedalus1– o da Enzo) ma non posso non postarlo. Band indie-pop pressochè ignota, canzone non esattamente indimenticabile, ma un video con un'idea così semplice da essere brillante e una realizzazione tecnica probabilmente fatta con pochi mezzi ma eccellente. Spingete play.

 

lunedì, 08 03 2010

In the mystery zone

Era da un po' che volevo scrivere qualcosa di The mistery zone, il mio pezzo preferito di Transference, il nuovo, bellissimo, disco degli Spoon. Volevo scrivere di come una canzone che parla essenzialmente di quello che potrebbe essere ma ancora non è e del moitvo per cui non possiamo farne a meno sia una volata tirata da una batteria inarrestabile, da un basso che la segue a ruota e da una chitarra singhiozzante cui manca sempre qualche istante per raggiungerli (quell'istante è una mistery zone, ovviamente). E' una canzone sulle possibilità e il loro fascino travestita da convenzionale pezzo rock, che con gli ascolti si svela come un puzzle delicatissimo e miracoloso con un arrangiamento incredibile e una produzione quasi ineguagliabile.

Le parole le ha trovate Matthew Perpetua (già capostipite dell'M-blogging e tra le migliori penne di Pitchfork) qualche giorno fa su Fluxblog:

What is a mystery zone?

1. It’s a liminal state. Neither here nor there, but on the threshold of something new. Everything is uncertain, opportunities abound. It’s exciting and terrifying.

2. It’s the period of time before you really get to know someone, but you’re aware of each other’s existence. You had no idea you’d be significant to one another. It’s back when all there was to it was attraction, curiosity, and possibility.

3. It’s everything that goes on in everyone else’s life when you’re not around, or when you’re lost in your own head.

4. It’s an alternate universe version of your life in which you made totally different choices.

5. It is the realm of the “information troll”.

6. It’s the moment before physical impact. What will it feel like?

7. It’s before you kiss someone, before you have sex with them. It’s all of the things you can’t know about a person just by talking to them, and everything you can glean by touching them.

8. It’s anywhere except for where you are or where you have been.

9. It’s the love you’ve never received, and the love you’ve never given.

10. It is whatever happens next. [#]

 

 

MP3  Spoon – The mistery zone

mercoledì, 03 03 2010

OK Go, web viral video superstars

Gli Ok Go ormai non possono più fare niente per convincerci di essere davvero una band e non un semplice gruppo di entertainer con uno spiccato gusto per i video stupidi e un ottimo staff di videomaker, quindi ormai non ci provano neanche più. Il nuovo video per This too shall pass (non quello di 2 mesi fa; questo è nuovo) è un domino strepitoso e vertiginoso, con un sacco di belle trovate e un piano sequenza straordinario. Non cambierà le vostre vite nè il vostro giudizio musicale sulla band (anche se questo pezzo non è malaccio, dai), ma se vi piace il genere vi farà ghignare di piacere.

Poi tra due minuti l'avrete dimenticato, e va bene così.

 

 

venerdì, 26 02 2010

Music for sunny mornings

Quando sono uscito di casa stamattina c'era il sole, e un'aria primaverile di quelle che il venerdì possono cancellare la luna storta con cui ti svegli tutti i giorni e trasformarla in una passeggiata gloriosa verso il weekend. Ho messo in cuffia il nuovo singolo dei Morning Benders Excuses (che è un gran bel modo per cominciare una giornata) e ho pensato che magari le ore di lavoro sarebbero volate veloci senza troppi casini.
Poi ha cominciato a piovere, ma quella è un'altra storia.

 

Devo ancora inquadrarli bene, i Morning Benders. L'anno scorso li ho incrociati distrattamente ad Austin ma non mi avevano colpito granchè, come tante band giovani che devono ancora trovare una forma personale per proporre il loro suono. La gavetta non ha fatto male, pare, perchè il nuovo disco della band Big Echo esce nientemeno che per Rough Trade, che deve aver visto nel loro indie-pop corale con frequenti richiami agli anni 50 e 60 più classici una bella promessa per l'avvenire. Non so ancora quanta strada faranno, nè se e quanto il disco intero mi piaccia, ma quando spingo Play su questo pezzo la mia giornata diventa un po' migliore.

Tra l'altro, ora è di nuovo uscito il sole.

 

 

 

 

The Morning Benders – Excuses (MP3)

 

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mercoledì, 24 02 2010

La Primavera dei Tunng

E finalmente questo Inverno maledetto ce lo siamo quasi levato dalle scatole. Se non è ancora il tempo o la luce a farcene rendere conto, i primi indizi ce li dà la musica.

 

Quasi ad annunciare la bella stagione il primo Marzo Full time hobby pubblicherà il nuovo disco dei Tunng …And Then We Saw Land, che da queste parti si attende alacremente come si fa solo con la produzione di band che con tre dischi in curriculum non ne hanno sbagliato neanche uno.

Il nuovo LP è anticipato dal singolo Hustle, che sbilancia il classico sound della band (tipicamente in miracoloso equilibrio tra folk e indietronica) verso un pop countryeggiante costruito su un giro di banjo da manuale e su una melodia assolutamente killer. Roba probabilmente meno raffinata e complessa che in passato, ma di primissima qualità e dall'altissimo tasso additivo. 

 

Da ballare da soli in camera col repeat compulsivo (meglio se innnamorati) aspettando la Primavera.

 

 

 

 

Tunng – Hustle (MP3)

 

giovedì, 18 02 2010

The Pipettes FAIL

Forse lo saprete già: le Pipettes sono tornate con un nuovo singolo. Ed è un FAIL su tutta la linea.

Basta già il titolo (Our Love Was Saved By Spacemen), per non parlare della canzone (in cui un bel giro di violini à la Jens Lekman che campiona i Mamas and Papas viene ucciso da un banalissimo andamento disco e da una banalissima produzione radiofonica), del cambio di formazione (della formazione ‘classica’ Gwenno – Becki – Rosay è rimasta la sola Gwenno, e il ruolo delle altre due è ora coperto dalla nuova Ani) e del video (pardon: l’official viral video; simili definizioni ossimoriche mi fanno sempre sorridere).

Le abbiamo già perse?

 

 

lunedì, 15 02 2010

Indie in salsa Salsa

Ci sono pochi generi musicali più lontani dall’indie della musica latino-americana; quindi cosa c’è di più indie del mettere su un’orchestra che si dedica a rifare celebri pezzi indie in chiave salsa? Questa pare essere la missione della WIlliamsburg Salsa Orchestra capitanata dal percussionista Gianni Mano, che fa un buon lavoro nel ricontestualizzare degli indie-anthem in uno dei sound che personalmente trovo tra i più detestabili, riuscendo a mettere in piedi versioni, se non belle, quantomeno divertenti. Giudicate voi:

 

 

 

Williamsburg Salsa Orchestra – My girls (Animal Collective)

 

 

Williamsburg Salsa Orchestra – Wolf like me (TV on the radio)

 

 

Williamsburg Salsa Orchestra – Alala (Cansei de ser sexy)

 

 

Williamsburg Salsa Orchestra – Hey Lloyd, I’m ready to be heartbroken (Camera Obscura)

 

 

mercoledì, 10 02 2010

Devil is the details

E poi a volte nelle canzoni ci sono certe piccole cose che ti mandano fuori di testa. Come una particolare progressione melodica, il sibilo delle dita che scivolano sulle corde di una chitarra acustica o un controcanto nel posto giusto e al momento giusto.

In Paradise Circus, l’ultimo singolo dei Massive Attack dal nuovo Heligoland (che esce in questi giorni), quello che mi ipnotizza è il pattern ritmico; un intreccio di drum-machine contrappuntato da un handclapping irrequieto e da una batteria solida con rullata finale che si porta via la battuta e ti costringe a volerne ancora.

Che la canzone sia una gran bella canzone in un bel disco (che suona un po’ fuori tempo massimo, è vero. embè?) c’entra poco. La mia attenzione va tutta lì, a quell’intreccio matematico di linee ritmiche che si inseguono e raggiungono l’equilibrio ultimo tra perfezione della forma e incompiutezza della progressione, che ti porta ad essere contemporaneamente soddisfatto e insoddisfatto, e a continuare a spingere Play.

 

 

Poi c’è anche il video, che nella versione non censurata (visibile qua) ripropone diverse scene dal film porno del 1973 The Devil in Miss Jones alternate alle lucidissime dichiarazioni della sua protagonista ormai settantenne Georgina Spelvin. Il diavolo è nei dettagli, tutto torna.

 

 

Massive Attack + Hope Sandoval – Paradise Circus (MP3)

 

 

Bonus:

Massive Attack + Hope Sandoval – Paradise Circus (Gui Boratto rmx) (MP3)

[che è un bel remix. Anche se senza il pattern ritmico originale è un po’ un’altra cosa]

 

domenica, 07 02 2010

Ancora Scisma per un giorno

L’unica cosa brutta del sapere che, dopo L’ultimo valzer di sette anni fa, 4/6 degli Scisma hanno di nuovo suonato insieme è stato il non poterci essere. Del resto la reunion estemporenea che ha avuto luogo la scorsa settimana al Vicolo BioBar di Salò (la leggendaria creperia che probabilmente dirà qualcosa a più d’uno di voi) ha l’aria di essere stata una cosa tutta per famiglia, primissimi fan e affini.

Fortuna che al giorno d’oggi ci sono le fotocamere digitali e il Tubo a permetterci di essere là. E a ricordarci quanto ci mancano.

 

Qui sotto vi metto la mia all-time favourite L’equilibrio, ma andate qua e guardatevi tutti i video (soprattutto Rosemary Plexiglas, Simmetrie e L’Universo).

 

martedì, 02 02 2010

YouTube killed the Gondry star

E’ un problema solo mio o l’ultimo video di Michel Gondry (per Open your heart di Mia Doi Todd), pur essendo un classico video alla Gondry, è un po’ deludente? Non sarà che anni di video virali e filmati user-generated su YouTube e Vimeo, spesso creati da gente con pochi soldi, tanto tempo e (a volte) una buona idea (esattamente come molti dei video del Gondry degli anni d’oro), hanno ormai definitivamente rovinato il terreno per giochini di questo genere?

 

lunedì, 01 02 2010

Banjo alla conquista del mondo

In quello strambo e incoerente piccolo mondo che impropriamente chiamiamo musica indie, Banjo or freakout è ormai una piccola celebrità. Il suo grado nella catena alimentare continua lentamente a salire, e se esistesse una cosa insensata come una classifica internazionale dell’hype, Banjo si troverebbe al momento piuttosto in alto, e certamente sarebbe il nostro connazionale nella posizione più elevata della lista.

 

La sua storia è nota: Alessio Natalizia, già voce e chitarra dei torinesi Disco Drive, si prende una lunga pausa dalla band, si dedica a un progetto solista di pop riverberato, narcolettico e sognante e complice la sua residenza londinese e un blog pieno di cover personalissime comincia ad attirare le attenzioni dei tastemaker che contano. Seguono vari tour in ottima compagnia (a breve sarà in giro con i Soft Pack), un EP e un po’ di singoli e tra poco l’LP di esordio, in corso di registrazione in questi giorni a New York City con la produzione di Nicolas Vernhes (già al lavoro con Animal Collective, Deerhunter, Dirty Projectors e Fiery Furnaces) e -pare- il marchio Bella Union (Fleet Foxes, Midlake, Devics, chevvelodicoaffà). 

 

Un paio di settimane fa Banjo è stato ospite da quel bell’omino di Huw Stephens su BBC Radio1 e ha registrato una session live nei leggendari studi di Maida Vale, proponendo i suoi pezzi migliori (tra cui la mia preferita Left it alone e la nuova Move out) e parlando della sua musica, della registrazione del disco e, ovviamente, dell’Italia. Dove -l’amara verità- facendo musica del genere non uscirai mai dai soliti piccoli circuiti, e certamente non arriverai mai a suonare negli stessi studi in cui hanno suonato Bowie o Hendrix.

 

 

Banjo or freakout – Left it alone (Maida Vale BBC1 session) (MP3)

Banjo or freakout – Move out (Maida Vale BBC1 session) (MP3)

 

 

Huw Stephens 22 jan 2010  – Puntata completa (MP3)

 

martedì, 26 01 2010

Una volta esisteva il rock’n’roll

Spero davvero che questa chitarra digitale (la Misa Digital) non abbia MAI successo.