martedì, 10/11/2009

And if I bleed you dry

Non avevo mai ascoltato con attenzione i Twilight Sad, ma da qualche settimana non riesco a togliermi dalla testa il loro ultimo singolo I became a prostitute.

E’ bello nella versione acustica di The Laundromatinee ma è certamente meglio nella drammatica e nichilista versione elettrica, che oltre agli ovvi Interpol meno freddi mi ricorda, non so perchè, i migliori Afterhours.

 

 

 

 

 

The Twilight Sad – I became a prostitute (MP3)

 

 

martedì, 10/11/2009

Go out and play!

lunedì, 09/11/2009

A ciascuno la sua presa

[Clicca sull’immagine per ingrandire]

 

 

Le prese di alimentazione: ecco il tipo di cosa su cui ti soffermi a pensare solo quando (solitamente prima di partire per un viaggio) diventano un problema.

 

E invece questa cartina delle prese nel mondo è curiosamente affascinante, e mostra contemporaneamente scelte inspiegabili e apparentemente assurde insieme a pattern o affinità con radici storiche tra paesi che ora non potrebbero apparire più diversi. Notare che l’Italia è l’unica (insieme all’Etiopia -e fino a qui- alla Siria -?- e al Cile -?!-) ad avere la presa piccola con tre gambe allineate (che avrà anche un nome tecnico, che però ovviamente ignoro), che la Danimarca e la Tailandia sono le uniche a condividerne un modello, e che la Svizzera, che come al solito deve distinguersi, ne ha una unica al mondo (che hanno solo in Madagascar).

 

Su Gizmodo un sacco di dettagli, e la risposta alla domanda: verranno mai uniformati tutti questi modelli? La risposta ovviamente è no. Avevate dubbi?

 

venerdì, 06/11/2009

Futurama – The Movie: What if?

di

L’incredibile fan-poster che circola su 4chan per un immaginario film live action tratto da Futurama. In fondo, avreste idee migliori per il casting? Particolarmente gradita la presenza di Cobie Smulders nei panni di Leela, ma anche Seth Rogen come Bender è azzeccato.

Sono curioso di sapere chi diavolo interpreta Bruce Campbell.

(via epicponyz / thedailywhat)

venerdì, 06/11/2009

Cause I don’t really, don’t give a shit

Domani sera suonerà al Covo per la sua unica data italiana Jay Reatard, l’ultimo beniamino di una lunga tradizione di punk’n’garage’n’roll americano fatto di chitarre maltrattate, sudore, canzoni veloci e catchy e una pericolosa tendenza a combinare indicibili casini. Il suo ultimo disco è uscito nientemeno che per Matador (streaming intero qui), e sono molto, molto curioso di vedere se sul palco tiene fede alla leggenda.

[a seguire, peraltro, il sottoscritto e Arturo Compagnoni a mettere un po’ di dischi. Sarà una di quelle belle]

 

| # | faccio cose vedo gente, indie-gestione, suoni | I Commenti sono chiusi

giovedì, 05/11/2009

Psicopatologia spicciola del dj pretenzioso. Cap 1. La variabile Strappona

di

Della difficile arte di combinare birra, musica decente e donne discinte e alticce che ballano.

Ennesimo esordio (in prova) alla consolle dell´ennesimo bar del centro salonicchese, dopo lunghi mesi di astinenza. Primo ingaggio dopo aver smesso con le sigarette. Per un dj pivellino ci sarebbero giá abbastanza motivi di nervosismo da cominciare a guardare con benevolenza la lisa compilation dei Clash, quella con la abusatissima Should I Stay. Facile cedere alla tentazione di buttarsi sul sicuro mantenendo una finta integritá musicale (´zzo vuoi? Sono i Clash!). Ma qui non si é dj di primo pelo e il pivellino ci strapperebbe solo un sorriso paterno e condiscendente.

Ció non vuol dire che in qualche angolo oscuro delle borse sdrucite del dj smaliziato non risiedano cd contenenti pezzi assai piú vergognosi dell'anthem dei Clash. Singifica solo che i molteplici debutti hanno insegnato ad avere pazienza, a mettere in pratica i trucchi del mestiere, a rispettare tempi, rituali e tradizioni. Il vero dj smaliziato é quello che con una sola occhiata sa giá inquadrare le diverse tipologie di prede/ascoltatori/clienti presenti. Proprio in virtú di ció il dj smaliziato ha imparato a riconoscere l'importanza fondamentale per il suo lavoro di una particolare tipologia di avventori. L´importanza della variabile Strappona.

La variabile Strappona, per qualche arcano mistero, tende a concretizzarsi soprattutto nel corso delle decisive serate di prova. In genere la sua presenza e' assai beneaugurante, da qui deriva la nota espressione diffusa fra dj di sesso maschile 'God Bless the Stapponz'.

La variabile Strappona si manifesta solitamente in gruppi di due, massimo tre elementi. Raramente queste formazioni oltrepassano tale numero di componenti. Io sto scrivendo codesto post per testimoniare l´eccezionale accadimento di venerdi' 16 ottobre 2009, quando a Salonicco (Grecia) ho avvistato e filmato verso le 2 di mattina, davanti alla mia consolle presso il bar KAIADAS, un branco di 10 (dieci – DIECI) Strappone. Erano allo stato brado e si abbeveravano lungo il bancone con cocktail multicolori e miriadi di shottini, accompagnate da rari esemplari di tamarri maschi in calore, contraddistinti da una salivazione insolitamente abbondante. Una vera gioia per gli occhi del dj e per le casse del locale.

Ma soffermiamoci brevemente sulla descrizione della Strappona. La Strappona Vulgaris (cit. Giulia Blasi su Donna Moderna) é una ¨varietà di donna, distinguibile per l’abbronzatura color cuoio anche a febbraio, il piercing in zone banali e meno banali, le scollature ombelicali e le gonne inguinali (a volte sostituite dal pantalone a vita bassa con perizoma sporgente), il trucco carico e i capelli di colori inesistenti in natura,¨  e ci permettiamo di aggiungere a questa precisa descrizione, almeno la presenza di un tatuaggio visibile. Le strappone purosangue tendono a rispondere a nomi come Samantha, Jessica e Jennifer, proprio come gli esemplari delle piú vivaci comunitá di viados.

Al gestore del locale interessa solo che le Strappone consumino alcol. Sarebbe come preoccuparsi che un essere umano respiri. L´innata tendenza della Strappona all´alcol é parte del suo genotipo. A volte la Strappona non si rende immediatamente riconoscibile, finché lo stato di ebbrezza non ne rivela la piú intima natura, spesso con un repentino innalzamento del volume della voce (giá di suo vari decibel sopra la media), del tasso innato di molestia e di quello esterno di socializzazione.

Al dj interessa soprattutto comprendere a quale tribú musicale la Strappona appartiene. Generalmente la Strappona Vulgaris si colloca sul versante commerciale danzereccio e apprezza quasi sempre robacce tamarre tipo Crookers, Justice e Bloody Beetroots. Ma non é raro qui in Grecia imbattersi in esemplari di Strappona Rocker (dagli Steppenwolf ai White Stripes), Strappona Fricchettona (dai Mano Negra ai Gogol Bordello, che in Italia sarebbe il corrispondente della Strappona Pizzica Taranta e Caparezza), la Strappona Nostalgica (Bon Jovi e Guns and Roses), Strappona Confusa (dagli Abba ai Black Sabbath) e il rarissimo esemplare di Strappona Brit (se il dj mette i Pulp o gli Inspiral Carpets questo esemplare ha spesso delle visioni mistiche di Damon Albarn che le scatenano un istinto di riproduzione immediato e insopprimibile).

Tornando al mio avvistamento, il branco di Strappone é arrivato in ordine sparso, reduce da qualche altra scorribanda in qualche altro bar, gia' sotto i fumi dell'alcol. Allegre, vocianti determinate a fare casino. Ancora c'erano sul piatto i 13th floor elevators e quelle scostumate gia' ballicchiavano.

L´importanza della Strappona per il dj pretenzioso sta proprio nel fatto che nessuno si sognerebbe di ballare la roba che lui si ostina a passare in nome della sua presunta superioritá musicale. Ma quando la Strappona inizia a danzare le cose cambiano. Tutti gli avventori del locale iniziano lentamente ad essere contagiati, ad accerchiare e corteggiare l´esemplare di Strappona, a offrendole drink. Il dj pretenzioso sa che il decollo di una serata puó dipendere anche solo da lei. Per questo tende a trattarla, nonostante le spesso incolmabili distanze musicali, con un occhio di riguardo.

A quel punto il contegno musicale del dj pretenzioso, anche del piu' smaliziato (proprio lui, quello che poc´anzi derideva il novellino), tende ad andare abbastanza presto a escort. Ma del complicato rapporto fra dj pretenzioso e Strappona e delle peculiari dinamiche che si instaurano fra di loro, parleremo nella prossima puntata.

giovedì, 05/11/2009

Wanna date my avatar

Ne abbiamo parlato anche un paio di giorni fa a Impronte digitali, ma mi sono accorto di non avere mai linkato qui l’improbabile Do you wanna date my avatar firmata dalla cricca di The Guild. Ovvero, un piccolo anthem nerd pieno di umorismo di bassa lega e giochi di parole scontati dal cast di una delle più celebri sitcom online (interamente dedicata al mondo del gaming: Worlds of Warcraft e similia), già vincitrice nel 2007 dello Youtube Video Awards (eggià, esiste uno YouTube Video Award) e nel 2008 dello Yahoo Video Award (idem, ma non ha una voce wikipedia).

 

Anche questo singolo (un banale ma appiccicosissimo pezzo elettropop) è stato a suo modo un piccolo caso finendo, nella settimana in cui è uscito (ad Agosto) contemporaneamente primo nella Amazon MP3 chart e secondo della iTunes Muisc Video Chart. Come commenta Idolator, online bastano ancora qualche ragazza carina e un po’ di giochi di parole nerd per spalancare molte porte.

 

 

The Guild – Do you wanna date my avatar (MP3)

 

 

mercoledì, 04/11/2009

Un po’ di rispetto, e che diamine

Ricevo notizia (grazie a Giovanna) dell’esistenza di cravatte realizzate con il nastro di vecchie audiocassette e la prima cosa che penso è NO.

Indossarne una sarebbe come per un animalista indossare una pelliccia di volpe o ermellino. E non vale dire che erano già morte. Non scherziamo.

 

mercoledì, 04/11/2009

loud loud Loud Loud LOUD LOUD

Un solo imperativo: alzare il volume.

Gli Sleigh Bells vengono da Brooklyn, sono pompatissimi da Pitchfork e col volume a palla ti fanno esplodere le casse e i timpani, e sorridere e ballare come uno scemo. Non ha molta importanza che abbiano suoni saturi come dei pezzi noise, ma facciano sostanzialmente un ammiccante pop da club con ritmiche vagamente hip-hop (file under: The Go! Team, M.I.A., The Kills), tutto quello che si può fare su Crown on the ground è repeat repeat repeat repeat repeat

 

 

Sleigh Bells – Crown on the ground (MP3)

 

 

martedì, 03/11/2009

Produzioni seriali di locandine false

Un’altra notte prima degli esami – la lotta armata al TAR. Un biopic che non vedremo mai, da Endism.

 

 

Le luci della centrale elettrica – Diamonds in the mine (Leonard Cohen cover) (MP3)

[da Stranger Music: an open-source tribute to the music and the art of Leonard Cohen]
 

 

 

martedì, 03/11/2009

Tutto torna: agli alieni piace Space Invaders

Da Holy Taco, 25 awesome crop circles. Semplicemente splendidi.

 

| # | oh my geekness | I Commenti sono chiusi

lunedì, 02/11/2009

I can hardly resist

Halloween è appena passato, restiamo in tema di horror: I can hardly wait, classico minore di PJ Harvey (da 4 track demos) già reinterpretata da Juliette Lewis in Strange days (video) è caduta sotto le grinfie del malefico Brian Molko ne ha registrato una versione coi suoi Placebo pubblicandola come b-side del recente singolo Ashtray heart. Immaginate già da soli quanto faccia schifo o volete anche spingere play?

 

 

Placebo – I can hardly wait (PJ Harvey cover) (MP3)

 

 

venerdì, 30/10/2009

OUTfeet

di

Jimmy Choo è un po’ il fratello meno famoso tra due che fanno gli attori.
L’altro, inutile dirlo, sarebbe Manolo Blahnik.
Il palcoscenico di tutti i mali la sempre verde Sex&TheCity.
Jimmy Choo disegna per H&M una collezione disponibile a partire dal 14 Novembre in soli 200 negozi.
Tipo che se abiti a Torino ti attacchi.
Tipo che sei vuoi essere tra le prime a poter accedere alle “zone predisposte” c’era, non ho idea se ci sia ancora, un giochetto all’uopo su Facebook.
A dire il vero poi, vestiti, accessori e scarpe non mi entusiasmano molto*, ci sarebbero delle ballerine e dei sandaletti borchiati, anche se comprarsi delle JC senza tacco è di fatto una contraddizione in termini e le borse da uomo fanno orrore, se pensate al braccio di un uomo mediamente interessato a scoparvi.
La cosa figa è l’esserci, pensare di fare colazione insieme il sabato mattina e poi piazzarsi lì, in attesa che ti diano un braccialetto a tempo per i tuoi acquisti, rigorosamente contati anche quelli.
E a noi, si sa, i braccialetti ricordano i festivalli estivi, creandoci falsi entusiasmi e caduchi desideri.
E poi, altro atteggiamento ovvio della condizione umana non è comprendere finalmente che tutto ciò che volevi ti è assolutamente chiaro solo quando in mano ad un altro?
Gimme those shoes, bitch
.

* Diversamente mai avrei scritto prima degli acquisti.

jimmy-choo-hm

venerdì, 30/10/2009

Monster Mash due punto zero

[da The joy of tech]

[Buon Halloween]

 

 

Bobby ‘Boris’ Pickett & the Crypt-Kickers – Monster Mash (MP3)

 

 

| # | oh my geekness | I Commenti sono chiusi

giovedì, 29/10/2009

This time baby I’ll be bulletproof

Lou Barlow Spin session [Sharing / Too much freedom / Bulletproof (La Roux)]

 

giovedì, 29/10/2009

Ridefinizione del concetto di “umano”

Dal National Geographic.

(via)

 

| # | fantascienza | I Commenti sono chiusi

mercoledì, 28/10/2009

Worst parking error videos

 

 

Immaginateveli con il sottofondo della sigla di Benny Hill. Qua ce ne sono molti altri.

(e non dite che sicuramente al volante sono tutte donne, dai)

 

mercoledì, 28/10/2009

PJ Harvey (by Blackhair)

PJ Harvey – Angelene (MP3)

 

 

| # | indie-gestione, suoni | I Commenti sono chiusi

martedì, 27/10/2009

La musica liberata e le impronte digitali

 

Vi ho già parlato de La musica liberata, lo spettacolare libro di Luca Castelli che racconta come nessun altro i cambiamenti tecnici, economici e sociali subiti dall'industria discografica e dal nostro modo di scoprire, ascoltare e condividere la musica negli ultimi dieci anni. Tra Napster, iPod, blog e Radiohead, una lettura indispensabile per chi sia appassionato di musica e/o di tecnologia e semplicemente imperativa per chiunque si trovi a lavorare (in modo amatoriale o professionale) nel settore.

 

Stasera alle 19 avremo l'onore di avere Castelli in collegamento telefonico su Impronte digitali, il magazine di web e tecnologie che conduco ogni martedì con Filippo 'Pirex' Piredda sulle amichevoli frequenze di Radio Città Fujiko, a preludio della presentazione che il nostro terrà domani alle 21.30 alla libreria/osteria Modo infoshop (Via Mascarella, Bologna), per la rassegna curata dai cugini radiofonici di Maps.

Un'ottima occasione per farci raccontare la genesi del libro e i suoi passaggi fondamentali, per 'costringere' Castelli a

martedì, 27/10/2009

Le regole della fisica sono sopravvalutate

 

Letti a castello "Escher", dall’Ikea dei nostri sogni.

(via)

 

lunedì, 26/10/2009

Non lo vedi che ho da fare?

Vedete lo screenshot qua sopra? Sembra un comune foglio di calcolo con dei grafici, come quelli che stazionano sui desktop di molti di noi durante le giornate lavorative.

Se guardate meglio, però, noterete che al centro dello schermo c’è qualcosa di strano, una specie di navicella…

 

Can’t you see I’m busy con i suoi tre giochi (il word processor Breakdown, il piano cartesiano di Leadership e gli istogrammi di Cost cutter) è esattamente quello che (non) sembra: un sito di giochi in flash mascherati da documenti di lavoro. E non sono neanche male (nè i giochi nè le fattezze professionali che li celano), ideali per un lunedì autunnale con molto sonno e poca voglia di lavorare. E per chi non ne ha abbastanza, da Gas ci sono sempre i Lunedì Games, eredi ufficiali del nostro vecchio Monday Gaming.