Venerdì sera – Tunng @ Covo
Se la definizione post hippie-folk potesse mai avere un qualche significato, alla corrispondente voce del grande dizionario dei generi musicali ci sarebbe una foto dei Tunng. Vecchia e plurisegnalata conoscenza di questo blog (1, 2, 3, 4), il combo folktronico inglese riesce a farmi digerire anche sonorità cattocomuniste che normalmente mi farebbero scappare a gambe levate. E al secondo live in pochi mesi confermo quanto già scritto: si tratta di uno dei migliori live act in circolazione, sia per quanto riguarda il folk che nel campo dell’indietronica. Peraltro la loro cover di The Pioneers dei Bloc Party, da queste parti in heavy rotation da mesi, rischia di essere il mio pezzo dell’anno.
Tunng – The Pioneers (MP3)
Sabato sera – Sodastream @ Covo
Il duo australiano è considerabile ormai nel novero dei classici, e non è un caso che questa parola abbia la stessa radice di classe, dote di cui i Sodastream abbondano, riuscendo a tenere ipnotizzata una platea ben numerosa per quasi due ore con il solo ausilio di chitarra, voce e contrabbasso (ok, qualche volta anche una tastiera). A tanta intensità nuda e confessionale è sempre difficile abituarsi, e ho lasciato presto le prime file per sfuggire ai demoni che alcuni brani degli ultimi due dischi della band riescono a tirare fuori. Badate bene, non è roba che riesce a tutti.
[Ci sono ancora un sacco di date in Italia -una anche a Urbino!-, non perdeteveli]
Sodastream – Blinky (MP3)
Domenica sera – Peeping Tom @ Estragon
Varrebbe la pena di vedere live tutti i progetti di Patton, persino i più astrusi, anche solo per sentirlo arringare la folla nel suo italiano impeccabile. Anche ieri le perle sono state tante («Fuck Luca Carboni!», «I viali di Bologna: puttane, papponi….e piadine»), nonostante un pubblico non esattamente calorosissimo; e dire che il live set dei Peeping Tom è stato magnificamente paraculo, con Michele provvisto di camicia bianca e papalina a giocare a fare il gangsta in compagnia di Rahzel in modalità beatbox, corista soul gnocca e Dub Trio a tessere trame matematiche e spingere sulle chitarre. Nulla di fondamentale, ma uno show davvero ben fatto. Perchè essere presi per il culo può anche essere divertente, se chi lo fa lo sa fare bene.
Peeping Tom (feat. Odd Nosram) – Five Seconds (MP3)


Difficile immaginare un personaggio meno di moda di
Che
La notizia è di quelle grosse:

Andare quieti per la propria strada, mantenersi a un livello qualitativo ben più alto dalla media e rimanere, un po’ per forza un po’ per scelta, lontani dai riflettori, impermeabili alle mode e alla tentazione del singolo orecchiabile, fuori da questa o quella parrocchia della scena indipendente italiana. Doti da lodare e comportamenti da sostenere, converranno tutti; eppure, a guardarsi intorno, succede sempre più di rado, e non paga. Ed è un vero peccato, perchè a non saper guardare sotto la superficie, si finisce per perdersi band notevolissime come gli
E’ curioso trovarsi a parlare di uno dei dischi che ti hanno segnato l’Estate nel momento in cui l’accorciarsi delle giornate diventa davvero tangibile e certe scorribande automobilistiche nel sud della Francia colorate dalle sue note si cristallizzano definitivamente nel ricordo. E’ che il contrappasso lasciato dal nuovo disco dei romani
Ho sempre le idee molto confuse quando mi imbatto in una band che plagia alla perfezione una band che mi piace. Da un lato «troppo facile», dall’altro consumato un disco, si passa al suo surrogato.
Cosa non si è costretti a fare per vendere un disco nel 2006. Nell’era del file sharing, della condivisione con un click e dell’inarrestabile trasformazione dei dischi in beni accessori anche per gli appassionati di musica, pubblicare un cd, più o meno buono, non basta più. Se n’è accorta da tempo più di una casa discografica, tanto che ormai non si pubblica quasi più disco che non abbia almeno un bonus DVD, uno special packaging o una tiratura limitata. E se n’è accorto da tempo anche
Come qualcuno forse ricorderà, dei
In Italia siamo bravi, dai. Tra indie, post-rock, post-punk e musica d’autore, lo stivale ha prodotto e produce parecchie cose interessanti, che, non fosse per l’immagine da terzo mondo musicale unicamente neomelodico che da sempre ci accompagna, troverebbero attenzione anche dall’estero. Prendete i
Eggià, oggi è il
Sarà il casio in levare, saranno i beat pigri come e più del solito, sarà il basso finto e gommoso o sarà che l’autunno si appropinqua; sarà quello che volete ma We made the team, nuovo, glacialissimo, singolo extra-album dei Radio Dept, mi sembra assai superiore a quasi tutti i pezzi dell’ultimo Pet Grief.
Erano gli anni ’90, e i soft drink alcolici erano ancora all’alba del loro attuale periodo di gloria. Niente Bacardi Breezer, Smirnoff Ice o Havana Loco: il pioniere dei soft drink alcolici era una bevanda al gusto di limone chiamata Lemonhead, spuntata fuori più o meno dal nulla senza nessuna griffe a sponsorizzarla nè, probabilmente, consumatori pronti ad affezionarsene (a me però piaceva).
Nuccini! – Matters of love and death (2nd rec)
Fr Luzzi – Happines is an overestimated value (Arab sheep)