guarda te

mercoledì, 29 03 2006

Moretti Aggregator*

Su Il Caimano ho ben poco di originale da dire. In giro, però, ne ho letto parecchie cose degne di nota.
[Occhio, spoiler]

Achille se la prende coi giornali.
Francesca tira fuori un test da urlo: «Quanto sei morettiano?».
Luca Sofri relativizza come al suo solito (e come dargli torto, stavolta).
Leonardo dice tutto come al suo solito. Perfetto.
Giuliano Ferrara dimostra (a modo suo) di apprezzare.
Enrico Ghezzi dimostra (a modo suo) di non apprezzare.

Bonus:
Moretti ospite ieri a Viva Radio Due
(rapidhsare MP3 – 51 MB)
Moretti che imita Califano? Moretti che imita la sua stessa imitazione fatta da Fiorello? Moretti che incontra lo smemorato di Cologno? L’ospitata nello show radiofonico di Fiorello è pressochè imperdibile.
Adamo – Lei (MP3)
E non La notte
, come precedentemente postato. E’ che entrambe si adattano alla perfezione ad essere cantate stonando in auto, mica altro.

[* «Aggregator»? Ma come parlo?]

giovedì, 23 03 2006

Dancer in the light


[White in (low-res qui, hi-res qui) è definito micrometraggio, ma è più un esperimento video sulle relazioni tra movimento, suono e luce, di durata assai breve ma con dettagli curatissimi e un paio di intuizioni davvero felici. Audiovisivamente, una delle cose più interessanti in cui mi sia capitato di imbattermi da un po’]

mercoledì, 15 03 2006

Love’s a two-way dream

Eternal sunshine of the spotless mind -aka Se mi lasci ti cancello– è stato senza dubbio, malgrado la nostra disperata volontà di considerarlo solo un esercizio di stile falso e tendenzioso, uno dei migliori film degli ultimi anni. Del resto dietro la macchina da presa c’era Michel Gondry, semplicemente il miglior regista di videoclip di sempre, con un tocco che per creatività visiva e stile autoriale si riconosce anche ad occhi chiusi.
Dopo un po’ di cose minori (tipo questa), Gondry sta per tornare con un film nuovo di zecca (già presentato con enorme successo sia al Sundance che a Berlino) che promette di fare faville. The science of sleep torna sull’eterna ossessione del suo autore per il sonno e il mondo onirico (argomento già ampiamente esplorato in Eternal sunshine of the spotless mind come in alcuni degli episodi migliori della sua videografia –Let forever be dei Chemical Brothers, Bachelorette di Bjork e Everlong dei Foo Fighters, ad esempio), con una trama che mischia ancora una volta storia d’amore e surreali mind games, e il consueto corredo di meravigliose follie visive. Protagonisti sono
Gael Garcia Bernal e Charlotte Gainsbourg (proprio lei, la meravigliosa figlia di Serge Gansbourg e di Jane Birkin), ma un ruolo di primo piano è interpretato anche dall’italiano Inigo Lezzi, già aiuto regista in vari film del primo Moretti. Pare che il film sia già uscito in Francia, ma non è ancora dato di sapere quando lo vedremo da queste parti. Per ora accontentatevi di un succosissimo teaser, e, anche questa volta, cominciamo con il conto alla rovescia.

Michel Gondy – The science of sleep (teaser) (MOV)

mercoledì, 08 03 2006

Just press play

Visto che i video vi piacciono tanto, eccovene tre per cui basta solo spingere Play.


Real life Simpson Intro
[la sigla dei Simpson…vera]



Microsoft designs the iPod package

[assolutamente geniale, e molto sottile. comunicatori di tutto il mondo, sbellicatevi]




Natalie Portman raps

[catttiiiva]

[qui]


[e parecchi altri ne trovate su DomenicaCinema, l’ottimo appuntamento settimanale inaugurato dal socio sul blog di Airbag: qua, qua e qua]

martedì, 07 03 2006

Finding Lost

E così, mentre noialtri siamo intenti a interrogarci sui segni del Dharma e ci spacchiamo la testa nel tentativo di trovare un filo agli indizi contraddittori disseminati in 40 puntate da J.J. Abrams (una nuova, bizzarra e spoilerosissima teoria qui), finalmente ieri sera Lost ha fatto la sua comparsa anche al di fuori del circuito della pay-tv e di TeleBittorrent. Sono molto curioso di vedere se il culto si propagherà in grande  o se, come immagino, sulla tv generalista la cosa sarà un po’ più sfumata; da parte mia, praticamente tutti coloro che ho sottoposto alla visione delle prime puntate ne sono invariabilmente caduti vittima.
Il successo che sta mietendo la serie è indubbiamente straordinario, e molti si sono interrogati sulla strana alchimia e sull’equilibrio finzionale che, nonostante le ripetute oscillazioni a rischio caduta, non è ancora venuto meno. Su questa alchimia si interrogava
qualche tempo fa anche uno dei miei tech- guru, Steven Johnson, in un bel post:

Mystery, of course, is a staple of much serial drama. But when American television has withheld information for the purposes of suspense, it has historically focused on a single unanswered question, who shot JR? being the canonical example. As uncanny as it was, Twin Peaks itself would have never attracted a mainstream audience without a central, catchphrase mystery at its core: who killed Laura Palmer?
The genius of Lost is that its mysteries are fractal: at every scale — from the macro to the micro — the series delivers a consistent payload of confusion. There are the biographical riddles: why was the beautiful Kate accompanied by a federal marshal on the flight? There are geographic riddles (why have the rescue teams missed the island, and why does it appear to have a history of attracting castaways?) and historical ones (why has that SOS signal been playing for so many years?) And then there are existential riddles: are these people even alive at all? Perhaps there were no survivors, and these characters are just ghosts haunting an island of lost souls. Or does Abrams have up his sleeve an elaborate homage to The Island Of Dr. Moreau?

venerdì, 03 03 2006

Trilogia cinematografica (anti)berlusconiana

Uno.
Due
.
Tre.
Uno pare il più serio dei tre, ma ha una locandina da paura, e recensioni ottime. E’ uscito in libreria e nei cinema un paio di giorni fa; qualcuno l’ha visto? Mi dite com’è? Due dev’essere un delirio, e non vedo l’ora che qualcuno si decida a distribuirlo; temo in luoghi comuni stile pistole su piatti di spaghetti, ma sono speranzoso. Tre è il più atteso, e finora quello di cui si sa meno. Ma tanto è una certezza.

mercoledì, 01 03 2006

One night to be confused





Una brillante e stupidissima parodia dell’ormai famoso bello spot del Sony Bravia, noto anche come «quello delle 250.000 palline colorate lasciate cadere da una collina di San Francisco» (se n’è già parlato qui). Il sottofondo è sempre la splendida Heartbeats di Josè Gonzalez, che è poi a sua volta la cover di un pezzo degli stessi The knife di cui si parlava ieri. Che forse apprezzarebbero più la parodia. Forse.
Bonus:

Sony Bravia Advert – Versione estesa (MOV)
Josè Gonzalez – Heartbeats (MP3)
The Knife – Heartbeats (MP3)
Josè Gonzalez – Live @ P3 Musikjournalen (LINK > 5 MP3)
Ei fu – Josè Gonzalez in Italia (5 Maggio, Salumeria della musica – Mi)

martedì, 28 02 2006

Video Aggregator /Febbraio

L’aggregator che vanta innumerevoli tentativi di imitazione; l’unico con tutti i video scaricabili. YouTube, mangia la mia polvere.

Cat Power – Living Proof (MOV)
Disclaimer per i deboli di cuore: attenzione, questo video contiene Chan Marshall con una tutina attillata in pelle rossa. Disclaimer per i puritani: attenzione, questo video contiene Chan Marshall crocefissa, e alcune inesplicabili figure femminili incappucciate a metà tra delle suore e delle donne col burqa.  Disclaimer per gli amanti del rock: attenzione, questo video contiene una pallosissima ballad sudista. Disclaimer per i fascisti: attenzione, questo video contiene pugni alzati. Disclaimer per gli amanti del bello: attenzione, questo video è davvero brutto.

Disco Drive – All about this (WMV)
Periodo turbolento (come è noto, Andrea Pomini è uscito dal gruppo) ma fecondissimo per la macchina da guerra punk-funk torinese: un nuovo (bellissimo, fidatevi) EP in arrivo e un gran bel video del singolaccio tratto dal What’s wrong with you, people?. Idea semplice, resa ottima e un gran numero di dettagli esilaranti. Roba da esportazione.

The Knife – Silent Shout (RM)
Eccola qua, la mia ultima fissa musicale: sono in due, vengono dalla Svezia e sono degli alieni. Suonano un’elettronica cupa e atmosferica, ossimoricamente glaciale ma calda, come dei Mùm dentro un film horror o dei Kraftwerk innamorati. Questo video che presenta l’omonimo nuovo album è cupo e ipnotico, e mi piace un sacco.

Shout Out Louds – Please please please (MOV)
Il video ha quasi due anni, ma il singolo esce adesso (dopo un tour con gli Strokes e uno coi Magic Numbers) ed è già un classico. Spartano ma ammiccante, e più furbo di quanto sembra. Come al solito ho paura del momento in cui diventeranno davvero famosi; ma – davvero- non vedo come sia possibile che questo non succeda.

Death Cab for Cutie – Crooked Teeth (MOV)
Come può una band che fa un video simile essere davvero credibile? Come possono il costante primo piano sul faccione di Cicciobello Gibbard, le sequenze con il cambio di t-shirt (quasi tutte a righe orizzontali, si badi) e tutti quei passaggi in stile sole-cuore-amore far vendere uno straccio di copia del disco in più? Mi sembra un suicidio. Quindi, neanche tanto paradossalmente, dovrebbe piacermi. E invece.

I’m from Barcelona I’m from Barcelona (RM)
Il twee-pop è un genere che normalmente mi piace, ma quando è troppo parrocchiale finisce per farmi venire il diabete al primo sha-la-la e non riesco a proseguire più di qualche secondo. Non avevo quindi visto il plurilinkato video dell’inno degli I’m from Barcelona, e a occhio e croce ho fatto male: questo video, cazzo, è bellissimo, e nel senso più demenziale del termine. Basta: mi arrendo e mi unisco allo sha-la-la.

Amari – Bolognina Revolution (live@Covo) (MOV)
In attesa del nuovo video della band friulana (in arrivo a brevissimo; nel frattempo qui un teaser molto promettente, e andando in giro per fotolog se ne vedono delle belle), una ripresa tratta dal concerto di un paio di mesi fa sul palco del locale di Viale Zagabria. Nel migliore dei mondi possibili la prossima estate li vedremo calcare quello del Festivalbar. Sarebbe ora.

The Strokes – Heart in a cage (WMV)
Mi ero perso la trasformazione degli Strokes in una band hard-rock, che fa i video con pose da guitar hero in cima ai grattacieli della Grande Mela e rovina le belle canzoni come questa con assoli che neanche Slash una ventina di anni fa. E il livello di senso dell’umorismo sembra, ahimè, pericolosamente basso.


The Magic Numbers – I see you, you see me (RM)
Cosa faresti se ci fosse una sconosciuta che assomiglia a Winona Rider (bellissima, quindi) che ti insegue per baciarti, e poi farti una foto da aggiungere alla sua collezione? Nuovo bel video surreale per il quartetto
inglese di cicciobombi (che, va da sè, in questo video non compaiono neanche) preferito dal sottoscritto.

Death from above 1979 – Sexy Results (MSTKRFT remix) (MOV)
Di quel pazzo di MSTRKRFT parlavamo anche il mese scorso, e a breve distanza dal video tutto porno-segratarie e Milkshake di Easy Love, eccolo tornare con un remix dei suoi Death from above 1979 che trasforma l’originale in un delizioso pezzo electro-funk e ci mette a contorno un video un po’ disturbante: c’è un corpo che balla, e due bocche in luoghi dove non te le aspetteresti..

Massive Attack – Live with me (RM)
Più un documentario che un video, più inverosimile che realistico, più Protection che Mezzanine, il nuovo video dei Massive Attack è firmato Jonathan Glazer ma mi sembra abbastanza deludente (finale a parte). Meglio la canzone, che porta impresso l’enorme marchio della voce del grande Terry Callier, e le evoluzioni che prefigura.

[i vecchi Video Aggregator]

venerdì, 17 02 2006

Ermeneutica della signora Ciccone

[appunti per un post pretenzioso che non scriverò mai]
Il video di Sorry di Madonna è un video brutto, ma non è un brutto video. Come (quasi) tutte le produzioni della signora Ciccone non può essere liquidato trattandolo semplicemente per quello che è -una pacchianata mal fatta e senza capo nè coda- ma deve essere accuratamente intepretato alla luce della carriera della regina del pop e della sua più recente incarnazione mediatica. Solo così è possibile riuscire a superare la fitta cappa di oltritudine del video per penetrarne il valore intertestuale e apprezzarne le finezze stilistiche nascoste dietro l’apparenza da baracconata Mtv-style. Perfetto seguito di Hung up, Sorry prosegue così nella celebrazione degli anni ’80 ideali che sono dentro ognuno di noi, con un tripudio di pattini e boombox seriamente in grado di mandare in delirio l’intera sezione dell’Arcigay locale. Ma stavolta Miss Veronica osa di più, sconfinando in modo tanto spudorato quanto quasi naturale nei ’90 di Kylie che cita gli ’80, tanto che, in più di un punto, sembra quasi trasfigurarsi nell’unica icona pop che sia mai stata in grado di competere con la sua grandezza; del resto lo sfondo da disco dei poveri, il body rosa, l’acconciatura angolosa e l’evidente photoshoppamento del volto parlano chiaro. Indietro (e quindi avanti) anni luce, e di più.
[grazie a Woland, ovviamente]

Madonna – Sorry (mov)

mercoledì, 15 02 2006

L’indie non esiste (più)

Ecco come compare la sezione Musica della homepage di www.mtv.it di oggi:

Passino gli Strokes, ma i Broken Social Scene?? I Devics!? TILLY AND THE WALL?!?!? E la homepage della suddetta sezione Musica, che tra le altre cose propone i Clap your hands say yeah con le parole «Che meraviglia: ecco i Talking Heads del nuovo millennio», non fa eccezione.
Mi sono perso qualcosa io? Oppure, semplicemente, chi gestisce il sito di Mtv è un pazzo? Qualcuno crede davvero che allo spettatore medio di Mtv freghi qualcosa di questi gruppi? Ma -soprattutto- lo sa, lo spettatore medio di Mtv, chi sono i Talking Heads?

martedì, 07 02 2006

nessun titolo

Leggere inkiostro > Pagare il canone
E’ cosa nota che non pagare il canone RAI è uno degli sport nazionali più diffusi amati anche tra chi normalmente si fa vanto di non appartenere alle affollate file degli evasori fiscali. La motivazione, di solito, varia dal classico Non ho la TV al prevedibile Ce l’ho ma non la guardo al sempreverde La RAI fa schifo e non si merita i miei soldi. Basta però un’occhiata alla lettera che la solerte compagnia radiotelevisiva di bandiera manda agli insolventi per accorgersi che, a conti fatti, il canone con la RAI c’entra ben poco:

Come già ribadito, l’obbligo di legge del pagamento del canone di abbonamento deriva dal possesso o in ogni caso dalla disponibilità, all’interno del nucleo familiare (anagraficamente inteso), dell’appartecchio TV o comunque di un apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle trasmissioni televisive, compresi personal computer, decoder digitali e altri apparecchi multimediali.

Se state leggendo queste righe da casa possedete un PC, o comunque ne avete la disponibilità. Se avete un videofonino possedete un altro apparecchio multimediale atto o adattabile alla ricezione delle trasmissioni televisive; categoria in cui, a occhio e croce, ricadono pure l’iPod video, il Game Boy e pure certe lavatrici (giuro). Insomma, a meno che non passiate le vostre serate esclusivamente a leggere, accoppiarvi selvaggiamente o ubriacarvi, al canone RAI non potete sfuggire. La domanda, a questo punto, è perche non lo chiamino Tassa sulla tecnologia e tanti saluti.

martedì, 31 01 2006

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Video Aggregator /Gennaio

Mark Lanegan e Isobel Campbell – Ramblin’ man (mov)
Facile fare un video per una canzone iconica come Ramblin’ man. Talmente facile, che, alla fine, questo video rischia quasi di mancare il colpo, e di sprecare l’evocatività del duetto tra il lupo Lanegan e l’angelica Campbell in favore di una sfocata e livida serie di sequenze più o meno orgiastiche che paiono uscite da una pubblicità di lingerie. Non che non sia un bel guardare, ma la canzone consentiva qualcosa di più.

Arctic Monkeys – When the sun goes down (mov)
Non so se è un problema mio, ma la storia raccontata dal nuovo video della current big thing inglese mi sembra un po’ confusa. Va bene raccontare i sobborghi inglesi (yawn), ma quando le pretese diventano troppe, è meglio tornare alle fanciulle che ballano come dei robot sul sano vecchio dancefloor..

MSTRKRFT – Easy Love (mov)
[il server va un po’ a carbone, ma con un po’ di calma ce la fa]

Jesse Keeler dei Death from above 1979 dev’essere un personaggio mica male. Nel tempo libero dal suo combo industrial-punk, con il nome MSTRKRFT si diletta coi remix ballabili (Bloc Party, Metric) e ora anche con pezzi suoi. Questo spudorato gioiellino electro, per dire, ha pure un video di tutto rispetto: quattro porno-segretarie, un lettino arancione, una mirrorball e una colata di milkshake alla fragola. Fate voi.

Regina Spektor – Us (rm)
Un gran pezzo -vecchio- e gran video -nuovo- di (soviet?) kitsch surreale per il ritorno della beneamata cantautrice art-pop newyorkese, sempre più al confine tra Joanna Newsom, Fiona Apple e Tori Amos. Ossimoricamente cupo ma glorioso, e persino ambizioso nel suo giocare con i fermo immagine. Brava.


Old Time Relijun – Wolves and Wolverines (mov)
Gran titolo per questo incubo post-punk gotico che non dispiacerebbe a certi autori di Canicola, e la cui estetica grottesca odora tanto di Contortions quanto di Porci con le ali. A me, peraltro, sono sempre stati antipatici, ma questa è tutta un’altra storia.

Franz Ferdinand – The fallen (wmv)
Marching bands of Glasgow: i FF stavolta marciano, e sono sempre più calati nell’estetica frangetta + giacca di pelle + riferimenti pop vintage. Prescindibili ma piacevoli, come da copione.

Belle & Sebastian – Funny lilltle frog (rm)
Quello che è forse il più brutto singolo dei B&S da tempo immemore tenta di recuperare con un bel video danzerino che ha come protagonista lo stesso Stuart Murdoch. Se ve lo steste chiedendo no, non ci riesce. La parola giusta, in questi casi, è disappunto.

The morning paper – A rabbit on the seashore (zip > wmv)
Alcune ottime intuizioni in questo video interamente in computer graphic creato da Giacomo Triglia per l’enfant prodige della glitchtronica atmosferica bolognese. Se si pensa che è una produzione amatoriale, è roba davvero notevole.

Gomo – I wonder (mov)
Ero indeciso su quale video dell’iperglicemico portoghese linkare; prima avevo optato per Feeling alive e la sua brillante via metamusicale verso Mtv. Non appena ho visto questa geniale e catartico spot che incornicia la ballad migliore del disco, però, non ho avuto dubbi. Finalmente qualcuno con delle idee. 

The boy least likely to – Be gentle with me (mov)
La favolosa band inglese non si smentisce, e confeziona un video gentile e infantile proprio come si poteva immaginare: pupazzi, burattini e storie d’amore nel parco. Imprescindibili, e basta. I wanna pick peaches off a cherry tree, e basta.

Beth Orton – Conceived (asf)
Beth Orton è invecchiata. Pupazzi anche qua (e neanche pochi), melassa buonista a fiumi, la sempre latente somiglianza fisica con Suzanne Vega un po’ (troppo) sottolineata, e un pezzo tragicamente incapace di lasciare il benchè minimo segno sull’ascoltatore. Il resto del disco, dopo qualche ascolto, non fa differenza. Una delusione cocente.


[i vecchi Video Aggregator]

venerdì, 20 01 2006

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Coi capelli blu, come Milhouse

[il sottoscritto in versione Simpson, made with Simpsonmaker]

lunedì, 16 01 2006

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Viral is the new buzz
Nei giorni scorsi iFilm ha pubblicato la sua lista dei migliori 25 video virali del 2005. Diversi li avete già visti su queste pagine nel corso dell’anno, altri sono stati abbondantemente segnalati in giro per la blogosfera (se non li avete visti, sono consigliatissimi Shining e i Backstreet Boys cinesi), altri ancora (come il nuovo spot di Gap firmato Spike Jonze) mi erano ignoti ma meritano assai. Buona visione.

venerdì, 13 01 2006

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Due film de’paura
Nel senso che a pensarci un po’ ho paura: The proposition, sceneggiato da Nick Cave e Clerks II, seguito della leggendaria opera prima di Kevin Smith. Il primo è una sorta di western australiano, intenso e violentissimo, che pare sia piaciuto molto ai fan di Cave. Il secondo tenta di risollevare la carriera di un regista geniale in caduta libera attraverso la più bieca delle operazioni, far rivivere i fasti del film indipendente americano più importante degli anni ’90. Il primo promette bene, perchè i fan di Cave sono estremamente critici e, di solito, sulla mia stessa lunghezza d’onda. Il secondo promette bene perchè Smith, nonostante opere discutibilissime come Jay e Silent Bob e Jersey Girl, non mi ha mai deluso del tutto; e per il tamarrissimo sottofondo degli Anthrax, certo. Eppure, nonostante tutto, ho paura.
The propositionTrailer (.mov)
Clerks IITeaser (.mov – via Il Boss)

lunedì, 02 01 2006

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«Mister I can’t do a suicide bombing ‘cause I’m sick»
Era un gelido e deserto sabato di inizio dicembre, quando una serata che stentava a decollare fu salvata da una bottiglia di whisky, un vasetto di crema di scorza Majani e una puntata inedita dei Griffin. La suddetta puntata comincia con un nuovo messaggio di Osama Bin Laden all’America, che mi fa letteralmente rotolare dalle risate ogni volta che lo vedo. Onore e merito al socio AndreaNP per averlo scovato.

mercoledì, 28 12 2005

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Video Aggregator /Dicembre
[Tutti chiusi in casa ad annoiarsi e riempirsi di cibo; cosa c’è di meglio di un bel video aggregator?]
_Stars – Your ex-lover is dead
(download) Eterno splendore di una canzone immacolata? Di più: a essere memorabile e immacolato è pure il video, ottima intuizione dei registi
Experimental Parachute Moment (in c’è di mezzo pure Kevin BSS Drew), che per questo videoclip si ispirano a Gondry ma non a quello dei videoclip. Perfetto con il tema (l’eterno ritorno di un amore passato, l’eterna rimozione di un amore passato; è morto? Non è mai esistito? O è tutta colpa della Lacuna Inc.?), perfetto con la stagione, e girato da Dio. Meraviglia.
_Arcade Fire + David Bowie – Wake up (download) E fu così che, dopo che sono stati tra i dischi dell’anno di mezzo mondo e in almeno due anni diversi, e dopo che tutti, chi prima chi poi, ne hanno osannato la qualità, il famoso indieblogger (cit.) finalmente scoprì gli Arcade Fire. Mi ci voleva questo video live, in cui il pezzo più epico del disco è suonato dal collettivo canadese al gran completo insieme al fan David Bowie, per capitombolare senza speranza. E svegliarmi.
_Cardigans – I need some fine wine and you, you need to be nicer (downnload) Ora che la spotlight li ha abbandonati per seguire qualcosa di più effimero, la punta di diamante del pop svedese può tornare alle  belle canzoni di un tempo senza proeccuparsi troppo di apparire perfetta per l’Mtv style: l’amata Nina Persson è in versione rocker da 4 soldi e la band suona in una stanza senza tanti orpelli. Il resto sono immagini torride senza troppo fuoco e un video dall’apparenza costosa senza troppo senso. Ma noi li amiamo lo stesso, anzi, di più.
_Austin Lace – Kill the Bee (download) Copioincollo l’ottimo e meravigliosamente folle comunicato della Homesleep che presenta il video di questo pezzo che non riesco a smettere di ascoltare: Like any great modern parable, Austin Lace’s "Kill the Bee" encourages us to re-examine our own lives through refreshed eyes by including numerous elements to which we can immediately relate. Things like singing and dancing, grocery shopping and car washing, weddings and umbrellas, bubbles and troubles, catering and bicycles, turtleneck sweaters and misunderstandings, death and marching bands, exquisite cinematography and excellent music. I think it was Aristotle’s twin sister, Pam, who said it best: "Only boneheads skip the good stuff." Live and love and love some more. And then kill the bee.
_Wolf Parade – Shine a light (download) Non proprio il video che ci si aspettarebbe da una delle band dell’anno: mezzi poveri e gusto dell’orrido vanno a braccetto in questo clip volutamente brutto e inutile, con effetti speciali probabilmente realizzati con una versione craccata male di After Effects e una non-trama non degna di essere menzionata. Scelta discutibile e -personalmente- deludente, ma magari a qualcuno piace.
_Fiona Apple – O sailor (download) L’ultima agonia di Fiona Apple è inquietante e incantevole come da copione. Tragico e barocco, un po’ Titanic un po’ Moulin Rouge, il video del nuovo singolo ha in più quel tanto di languore malato che ha fatto la fortuna della cantautrice americana. E anche stavolta non fa eccezione.
_Why? – Rubber traits (download) Non ho ancora ascoltato il disco solista di Why?, ma non posso non notare che tutti quelli che lo fanno ne cadono
invariabilmente vittima anche se non sono avvezzi ai suoni Anticon. Io pure non sono mai stato un particolare fan dell’etichetta della formica nera, e questo pezzo non mi colpisce troppo. Il video cut-uppato, però, non guasta affatto. E forse, con un paio di ascolti in più..
_Out Hud – It’s for you (download) Da dei maestri del dancefloor come loro era lecito aspettarsi qualcosa di più frenetico e glamour, più in linea con la loro formula ormai brevettata «Me and Kylie down by the schoolyard». Invece i newyorkesi mettono in scena questa pantomima entomologica lumimosa, colorata e lenta, e perdono buona parte dell’Ibiza Connection che riescono a realizzare sotto le strobo. Controcorrente a tutti i costi.
_Liars – It fit when I was a kid (streaming) Arte arte arte, ormai i Liars sembrano urlarlo quasi disperatamente in qualunque cosa che fanno, che sia un concerto, la copertina hard-core di un singolo, il suddetto singolo che potrebbe essere un pezzo scartato degli Einsturzende Neubauten meno ispirati e il video del suddetto singolo, didascalico, surreale e iconoclasta quel tanto che basta per fregare a malapena i più ingenui. Goffo tentativo, anzichenò.
_Arab Strap – Dream sequence (donwload) Una sequenza onirica assai poco onirica per la premiata ditta Moffat / Middleton, che oltre a bucare singolo (molto meglio le belle Don’t ask me to dance e Speed Date) non si sforza troppo neanche per il video. Peccato, perchè anche se il loro immaginario è già ben definito e la loro carriera definitivamente avviata, un disco nuovo e coraggioso come The last romance avrebbe meritato un po’ di promozione in più. Accontentiamoci di un pianoforte infinito, delle guance rubizze di Moffat e dei dettagli delle corde di una chitarra, il resto limitiamoci a immaginarlo. O a sognarlo.
_The Doves – Sky starts falling (download) Arrivati a fine anno, spesso, ci si si guarda indietro, e ci si accorge di aver colpevolmente ignorato dischi come questo. Per poi imbattersi in uno splendido video tanto sgranato quanto hi-fi, con biplani che volano come farfalle e tazze da thè che cadono come fiocchi di neve, e desiderare di vivere in un mondo così. Colonna sonora compresa.
[i vecchi Video Aggregator]

mercoledì, 14 12 2005

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And now, for something completely different /2
Oggi -ma tu guarda- ancora un post per punti.
_Qualcosa è cambiato: www.macromedia.com.
_Dopo quella di Sexy Boy degli Air segnalata la settimana scorsa, i Franz Ferdinand si cimentano anche con la cover (stavolta live) di What you waitin’ for? di Gwen Stefani, con risultati nettamente superiori. Una potenziale hit. Di nuovo.
_Qualche giorno fa ho visto al cinema Me and you and everyone we know, la rivelazione del cinema indipendente americano della stagione. Ci ho visto molto Clowes, tanto Solondz (ma senza cattiveria) e un po’ di Coupland, attori molto ben assortiti e un’atmosfera lieve che non mi è affatto dispiaciuta. Forse non esattamente il film dell’anno, ma il tocco c’è.
_Gli anni passano, le classifiche si moltiplicano, eppure Disco Bravo, the real classifica dei dischi dell’anno dei blogger curata da Gecco, rimane una certezza. Alzate le palettine, su…
_…ma prima di farlo, leggetevi la preziosa guida How to make an hip end-of-the-year ‘Best Album’ list che prende amabilmente per il culo il fenomeno e che, ovviamente, non sbaglia neanche un colpo.

_Se state pensando di farmi un regalo di Natale, ecco qua una lista da cui NON prendere ispirazione.
_Violetta e Manu che parlano per un’ora e mezza della carriera di Shannen ‘Brenda’ Doherty? Un contributo culturale fondamentale per l’umanità (esilarante, ça va sans dire) che potete ascoltare qua.
_Maledetto Ben Gibbard: solo una data in Italia, per giunta di martedì sera, per giunta a Milano, per giunta al Transilvania. Dopo il pacco dell’ultima volta ci penso due volte prima di programmare la trasferta, eppure il tarlo ormai è lì..
_La geniale copertina di Now that’s what I call blogging, un disco che nessuno ha scritto ma che ovviamente è in testa alla classifica di Technorati. Lost all my archives (when I moved to MT) e Dropped from my blogroll sono già dei classici.
_E, ultimo ma non ultimo, venerdì puntata speciale di Airbag con ospiti d’onore gli Amari, autori di uno dei dischi più belli e ambiziosi dell’anno, e in concerto al Covo la sera successiva. Alle 21 su Radio Città Fujiko, 103.1 FM a Bologna o in streaming nel resto del mondo. Praticamente, ma anche teoricamente, imperdibile.

giovedì, 01 12 2005

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Sciocco mortale
Stasera mentre cenavo sono incappato in The Ring. Prima di morire di noia ne ho visto un pezzetto, e non mi è sembrato questo granchè; faceva molta più paura Vacanze di Natale 95 su Rete4, per dire. Guardatevi, piuttosto, il favoloso L’invadenza di Azuzl della Coma Film. Sette, impagabili, minuti di inquietante demenza.

martedì, 29 11 2005

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Inkiostro video aggregator /Novembre
[Flux è bella finchè c’è -ma c’è ancora?- ma il web è meglio. E il mio video aggregator di più]
_Offlaga Disco Pax – Robespierre (download) Che dire? Praticamente perfetto.
_New! – Amari – Campo minato (donwload) Ripeto quanto già scritto: il più bel piano sequenza dell’indie italico. Cioè, video praticamente perfetto pure questo; in Italia non ci sono mai stati così tanti video indipendenti clamorosi come in questo momento. Conquisteremo il mondo, coi nostri lavori part-time.

_White Stripes – Denial Twist (download) Michel Gondry gioca con le tre dimensioni tentando di emulare il suo capolavoro (Let forever be, ovviamente) ma anche se l’idea non è male il giochetto va ancora perfezionato e il video che ne esce -complice la canzone decisamente dimenticabile- non è un gran che. Il cameo di Conan O’Brian, abbastanza inutile, non cambia le cose.
_The Strokes – Juicebox (megaupload) Casablancas e soci non si fanno mancare nulla: giocano con gli ovvi riferimenti al tema di Batman, regalano scene lesbo e gay completamente gratuite (vi ricordate il casting call?), si bullano della categoria dei conduttori radiofonici (da quale pulpito..) e -quatti quatti- passano ad uno stile assai più pulito e glitteroso che in passato. Nonostante il pezzo alla fine non sia male, la scelta è decisamente discutibile.
_Josè Gonzàlez – Stay in the shade (download) Il simbolismo è un po’ oscuro ma potenzialmente interessante; un video lo-fi nell’illustrare un’inquieta ballata lo-fi. Non aggiunge granchè alla canzone (meglio le palline colorate di ieri, ovviamente), ma se non conoscete Gonzàlez, rimediate.
_Stephen Malkmus – Baby C’mon (download) Un altro, illustre, candidato per la categoria Video in stop-motion ricorsivo e surreale dell’anno. La canzone è quello che è (nel disco ricorda i fasti del passato solo il ballatone Freeze the Saints), il video non è male ma è forse troppo hi-fi per il nostro ex Pavement preferito. Stride.

_Bright Eyes – At the bottom of everything (download) Il malsano senso dell’umorismo di Conor Oberst è cosa nota, e questo video, a metà tra Elio e le Storie tese e l’incipit di Lost, lo testimonia in modo egregio. A me non fa ridere, ma forse è un mio problema.
_The Pipettes – Dirty mind (download) Premetto che l’entusiasmo suscitato dal trio di fanciulle di Brighton mi ha finora lasciato abbastanza perplesso. Detto ciò, mi aspettavo di più da questo video, che sembra fatto un po’ fretta e manca di tutti i dettagli che mi sarei atteso da una band stilosa come loro. Per dire, i pois si vedono a malapena.

_LCD Soundsystem – Losing my edge (download) Nuovo -geniale- video per il classico metamusicale più amato da grandi e piccini. Che Murphy avesse una faccia da schiaffi era cosa nota; ma le rullate?
_Broken Social Scene – Ibi dreams of Pavement (A better day) (download) Per il suo nuovo singolo (ma non era meglio Shorelines?) il collettivo canadese sceglie un video smutandato e casinista un po’ come la canzone, che sembra uscita direttamente da Crooked Rain Crooked Rain. A latere, il video è il seguito di quello di Cause=Time. Che però era meglio. (via Lonoise)
_T.Rauschmiere + Sandra Nasic – A very loud lullaby (download) Chi l’avrebbe detto che il boss della beneamata Shitkatapult si mettesse a rockeggiare così? E chi che quella camionista di Sandra Nasic, formerly kwnown as la cantante dei Guano Apes potesse Goldfrappizzarsi fino a questo punto? Il video non è male, dai, ma la canzone starebbe bene su Mtv, e ho detto tutto.
_Franz Ferdinand – Walk away (download) Video da cantanti confidenziali, tutto gilet e citazioni cinematografiche da noir anni ’40 per il pezzo più convincente della nuova anima balladeer della band di Kapranos e soci. Niente di speciale, ma ci piace.
_Weezer – Perfect situation (download) I Weezer non sono più buoni neanche per The O.C., ormai si sa, e invece di darsi al Dawson-core scelgono questo rock FM senza infamia e con una lode direttamente proporzionale alla vostra assenza di scrupoli. Io non ne ho giò da tempo, e adoro sia il pezzo che lo spudoratissimo video. Anche se Rivers Cuomo non ha gli occhiali. In compenso però c’è Elisha Cuthbert.
[i vecchi Video Aggregator]

lunedì, 28 11 2005

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And then relief

Duecentocinquantamila palline colorate lasciate cadere da una collina di San Francisco. Una canzone di Josè Gonzàlez (che poi è una cover) che parla di tutt’altro, ma che è miracolosamente perfetta per descrivere il momento. Non è un videoclip, non è un film, ma una pubblicità. Che non faccio altro che vedere e rivedere.
Versione regolare | Download
Versione estesa (consigliata) | Download
[grazie a Distilleria]

giovedì, 17 11 2005

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L’agonia metaforica di Elizabethtown
L’altra sera ho visto Elizabethtown. Mentre lo guardavo, pensavo che l’unica giustificazione per l’esistenza del suddetto film, nuova fatica di quel Cameron Crowe che finora non ci aveva mai deluso (oddio, Jerry Maguire..), fosse la morte di suo padre, che lui evidentemente intendeva ricordare tramite la metaforica agonia della sceneggiatura lunga due ore messa in scena nel film. La prima parte della mia supposizione è stata confermata dai titoli di coda; la seconda non esattamente, ma voglio pensare di aver ragione. Elizabethtown, una sorta di Garden State senza Zach Braff e senza scene divertenti, e con Ryan Adams al posto degli Shins, è un’opera talmente terrificante che mentre la guardi non vedi l’ora che sia finita per poterne magnificare la tragica bruttezza. Tutto nel film, a partire Orlando Bloom -espressivo come un carciofo, e con un parrucchiere che merita la pena morte- e dal dietologo di Kirsten Dunst (che però a un certo punto indossa una t-shirt dei Low; l’apice del film, praticamente) per arrivare ai terrificanti stereotipi sugli esoticissimi stati del sud, alla miriade di scene assolutamente inconcludenti e a dialoghi neanche al livello di quelli di una fiction di Rete 4, è completamente privo del benchè minimo interesse, e persino delle rassicuranti banalità di genere che quantomeno ne avrebbero giustificato l’esistenza come ‘la solita commedia romantica Hollywoodiana’.
Voglio pensare, però, che non sia Cameron Crowe ad essersi improvvisamente rimbecillito. Si tratta, in realtà, di una gloriosa ode all’insensatezza della vita e una celebrazione della morte del padre del regista tramite la rappresentazione della morte del cinema e, soprattutto, l’agonia della sceneggiatura, che parte senza idee e senza filo e che barcolla vistosamente per tutto il film, fino a esalare l’ultimo respiro a circa mezz’ora dalla fine. Una vera meta-tragedia, insomma; che l’inevitabile rimpianto per i soldi sprecati per il biglietto rende, nella sua mostruosità, praticamente perfetta.
[Ne ha scritto pure Violetta, con un post assolutamente brillante. Ve lo dicevo: è un film così brutto che stimola grandi pezzi di prosa comica]

giovedì, 10 11 2005

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Sundance fatti da parte
La classifica dei 50 migliori film indipendenti secondo il giornale americano Empire. Alcune inclusioni sono fantasiose (La passione di Gesù Cristo?) e alcuni posizionamenti inattesi (Happiness solo ventiquattresimo? Clerks solo quarto? E dietro a Terminator?) ma gli spunti non sono pochi. Anche se non so se essere proprio d’accordo con la prima posizione…

martedì, 08 11 2005

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I hate people who remind me of myself
Mesi fa mi ero imbattuto in Post Secret, il blog più bello che avessi mai visto. Parte da un’idea semplice tanto da essere banale -mettere a disposizione lo spazio per pubblicare cartoline in cui chiunque voglia può confessare anonimamente un segreto- ma raggiunge esiti altissimi; a suo tempo lo segnalai sul blog e i commenti erano tutti di gratitudine e ammirazione. Sono passati poco più di sei mesi e ora Post Secret è, secondo l’autorevole classifica di Technorati, il secondo blog più linkato al mondo. Negli USA sono state fatte varie mostre con le selezioni delle sue cartoline, il Guardian ha dedicato al fenomeno un articolo a dir poco osannante e a fine mese esce pure un libro, Post Secret: Extraordinary confessions from ordinary lives. Sarà mio.



sabato, 05 11 2005

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Il mistero di FLUX
All’ora di pranzo passava il video di Rebellion degli Arcade Fire. Poco dopo, i Go! Team. Quindi, praticamente senza interruzioni, Scuola Furano, Le Tigre, Arctic Monkeys, Nine Inche Nails, Franz Ferdinand, Editors, The Rakes. Difficile da credere: sulle frequenze di ElefanteTV, su cui fino a qualche giorno fa c’erano dei parolai brizzolati che cercavano di venderti un Mutandari, ora c’è un misterioso canale tv che manda una rotazione di video assolutamente clamorosi. Nessuna presentazione sulla stampa, niente pubblicità nè promo e nessuna informazione aggiuntiva, a parte misteriose scritte pixelate in sovraimpressione e il link a un sito che non fa altro che aumentare la confusione. Niente male, come strategia virale.
Ora, dopo un po’ di ricerche (partite da qui e da qui), la situazione è abbastanza chiara: il nuovo canale pare chiamarsi FLUX (come si evince dallo still delle scritte animate) ed è di proprietà di Telecom (o meglio di T.I.M., Telecom Italia Media). Il terzo canale di Telecom, per la precisione, insieme a La7 e Mtv; il collegamento con Mtv del resto era chiaro, dalla selezione di video Brand:new style agli spezzoni tratti da MTV2 al fatto che la tv trasmette da qualche giorno gli spot di YOS. Il terzo canale analogico di Telecom, ripeto; cose che al TAR già si fregano le mani per quanto ciò sia una palese violazione della Legge Gasparri. L’unico modo per tornare nella legalità, ovviamente, è che il canale passi in fretta sul digitale terrestre (magari addirittura a pagamento), dopo essersi fatto abbondantemente pubblicità grazie a questa operazione ai limiti della pirateria via etere. Pare infatti che le frequenze di ElefanteTv siano state ascquistate solo per potenziare i segnali di Mtv e La7 e per arricchire il bouquet dei mux digitali di T.I.M., e che quindi FLUX non durerà molto. Una sorta di tappabuchi analogico, che con ogni probabilità nel giro di qualche giorno o qualche mese (ma siamo in Italia, in teoria potrebbero passare anni, come suggerisce questo articolo), scomparirà nel magma del digitale lasciandoci come prima costretti a slalomare tra le selezioni demenziali di Mtv e AllMusic. Finchè dura, però, godiamoci il miracolo.