giovedì, 07/07/2011

Qualcuno sa perchè

Game of thrones violin solo cover (via).

giovedì, 07/07/2011

8 bit glasses

Sono veri e si ordinano da qui. Perfetti per nerd, videogiocatori, designer e altra gente a cui non interessa essere presa poco sul serio.

(via, grazie a Checco)

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martedì, 05/07/2011

National Feràra

L'inatteso sold-out dell'ultim'ora rovina un po' la festa per i tanti amici che purtroppo non riusciranno ad esserci, ma dà un'idea della fama raggiunta dai The National e dal piccolo evento che rappresenterà il loro concerto di questa sera a Ferrara. Io per un pelo non rimanevo fuori, e sarebbe stato un po' ironico perchè in occasione di questo concerto sono stato invitato dagli amici di Ciccsoft a dare il mio modesto contributo a una cosetta carina che i nostri, come fecero anche l'anno scorso per il live dei Pixies, hanno realizzato per l'occasione. Come la presentano loro:

 

 

Turn the light out, say goodnight,
no thinking for a little while

 

Abbiamo pensato che il concerto dei National di martedì 5 luglio, per Ferrara Sotto le Stelle, meritasse una sorpresa. Che ce la meritassimo noi, una sorpresa. Uno speciale di carta, da toccare e conservare, come siamo soliti fare da queste parti, di tanto in tanto. Ma un po’ diverso dal solito.
Quattro racconti, per quattro canzoni, scritti per Ciccsoft da Cidindon, Chiara, Inkiostro e GiorgioP/Junkiepop. Illustrati dai disegni dei ragazzi di Maciste (Federico Manzone, Damiano Fenoglio e Lorenzo Mò). Tutto infilato dentro una busta.

 

Il risultato lo potrete scoprire martedì sera, mentre sarete in coda dai cancelli oppure seduti in piazza Castello ad attendere prima Beirut, e poi The National. Saranno disponibili 500 copie: se volete che ve ne teniamo da parte una, fateci sapere. [#]

 

MP3  The National – So far around the bend

venerdì, 01/07/2011

Joe Strummer a marolla !!

di

Se n'era parlato quasi due anni fa su queste colonne come una notizia meravigliosa, ora invece la fredda smentita: il comune di Tonara non vuole più dedicare una via a Joe Strummer !!

 

Il piccolo paese al centro della Sardegna, noto per la produzione di torrone, ha eletto una nuova giunta di centrodestra, gli amici di (Su Barraliccu), entusiasmi come e più di noi, sono andati subito a informarsi da Stefano Succu, neo assessore ai lavori pubblici: “l’idea non è mai nemmeno stata discussa dall’attuale amministrazione”.

 

Non facciamo scoraggiare e votiamo l'immancabile sondaggio / petizione !!

 

PS. l'espressione tipicamente indi(e)gena può esser tradotta come  "joe strammer a tutti i costi"

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giovedì, 30/06/2011

Religion for dummies

[Sunday Morning Breakfast Cereal]

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mercoledì, 29/06/2011

Grand Theft Auto 3 e la Costituzione Americana

di

Video Software Dealers Association contro Schwarzenegger non è il titolo di un B-movie con l'attore che interpreta se stesso. Ma una sentenza di una Corte della California che dà ragione ai venditori di videogames contro una proposta di legge californiana che voleva proibire la vendita ai minori di videogiochi violenti. Per questa legge, i giochi proibiti sono quelli in cui

la gamma di opzioni disponibili per il giocatore include uccisioni, mutilazioni, smembramenti o violenza sessuale contro un'immagine di essere umano, qualora tali atti siano rappresentanti [in un modo] che secondo una persona ragionevole, che consideri il gioco nel suo complesso, attragga l'interesse deviato o morboso dei minori [che è] palesemente offensivo del prevalente sentire comune riguardo a ciò che è adatto ai minori

Per i venditori di videogiochi la legge è contraria al Primo Emendamento della Costituzione USA e in particolare a quella parte del Primo Emendamento (che sancisce anche la libertà religiosa, la libertà di associazione eccetera) che è nota come la Free Speech Clause, la clausola sulla libertà di parola. Cioé il principio per cui la legge non può in alcun modo limitare la libertà di espressione degli individui.
 

La Corte ha dato ragione ai venditori di videogiochi e la California ha quindi fatto ricorso alla Corte Suprema. E lunedì la Corte Suprema ha confermato la sentenza californiana, concludendo, con votazione di 7 a 2, che la restrizione al contenuto dei videogiochi è una restrizione alla libertà di espressione e non può essere ammessa se non in casi eccezionali. Per la Corte Suprema, il principio della libertà di espressione è sempre identico, a prescindere dal medium con cui ci si esprime:

La Free Speech Clause esiste principalmente per proteggere il discorso su questioni pubbliche, ma è stato riconociusto da molto tempo ormai che è difficile distinguere la politica dall'intrattenimento ed è pericoloso provarci. "Chiunque ha familiarità con esempi di propaganda tramite opere di finzione. Ciò che per un uomo è svago insegna la dottrina di un altro" (Winters contro New York). […] Come i libri, le opere teatrali e i film, che li hanno preceduti, i videogiochi comunicano idee – e persino messaggi sociali – attraverso espedienti letterari familiari (come personaggi, dialoghi, trama e musica) e attraverso caratteristiche specifiche del mezzo (come l'interazione tra il giocatore e il mondo virtuale). Ciò è sufficiente a riconoscere la protezione ai sensi del Primo Emendamento.

 

La Corte Suprema ha già sostenuto che "i giudizi estetici e morali sull'arte e sulla letteratura sono materia di scelta dell'individuo non di decreti del Governo, anche se quest'ultimo dovesse avere un mandato della maggioranza" (Stati Uniti contro Playboy Entertainment Group Inc.). E ha anche ribadito che il principio base in materia è quello per cui "il Governo non ha alcun potere per restringere l'espressione a causa del suo messaggio, delle sue idee, del suo oggetto o del suo contenuto" (Ashcroft contro American Civil Liberties Union).
 

Esistono delle eccezioni, ad esempio l'oscenità, l'istigazione a delinquere e le aggressioni verbali. Si tratta, però, di "categorie di discorso ben definite e strettamente limitate, la cui prevenzione e la cui punizione non hanno mai sollevato alcun problema costituzionale" (Chaplinsky contro New Hampshire). E, peraltro, la Corte ha un'idea ben chiara di cosa sia "oscenità":

l'eccezione di oscenità al Primo Emendamento non copre qualsiasi cosa che il legislatore ritiene scandaloso, ma solo la rappresentazione di "atti sessuali"

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mercoledì, 29/06/2011

L’avete vista ovunque ma non riesco a non linkarla

Carta igienica, l'infografica. (via)

martedì, 28/06/2011

Le impronte digitali di Sora Cesira

di

E' un grande onore ospitare la più grande geniessa del video musical/politico/virale. La Sora Cesira non ha bisogno di presentazioni (quasi), i classici "Arcore's Night" e  "We are for polverini" o il recente "Abba" sui referendum parlano da soli.

Ma stasera ad Impronte digitali (ore 19 su radiocitta'fujiko), faremo parlare lei. Abbiamo una marea di domande da farle, aspettiamo anche le vostre.

 

MP3  Impronte digitali con la Sora Cesira

 

 

martedì, 28/06/2011

The lord of the hipsters

Dalla serie di disegni The Broship di How are you I'm fine thanks.
[grazie a Checco]

venerdì, 24/06/2011

Il ballatone tristerrimo e la tonante voce soul

Ve la ricordate l'Estate del 2006? Eravamo giovani, eravamo belli, eravamo felici, e le radio passavano senza sosta quel gran pezzone pop che è Crazy degli Gnarls Barkley, il progetto estemporaneo del soulman Cee-Lo Green e dell'uber-producer Danger Mouse.

E ve lo ricordate l'Inverno del 2007? Eravamo giovani, eravamo belli ma eravamo tristissimi, e per crogiuolarci nel nostro dolore ascoltavamo No one's gonna love you dei Band of horses, una band di barbuti post-grunger di Seattle che parlavano di funerali, fantasmi e tristezze assortite.

 

Mai avremmo potuto credere, allora, che la tonante voce che intonava l'anthem estivo Crazy cinque anni dopo si sarebbe cimentata proprio con il ballatone tristerrimo di cui sopra, peraltro trasformandolo quasi in un pezzo allegro. Strana la vita.

 

 

MP3  Cee Lo Green – No one's gonna love you (Band of horses cover)

 

venerdì, 24/06/2011

Io aggiungerei anche “lavorare”, e forse “vivere”

[da Reddit, via]

giovedì, 23/06/2011

This house is a bookshelf

[Kazuya Morita Architecture Studio]

mercoledì, 22/06/2011

La tradizionale rubrica estiva di fumetti Pt.1

di

Nell’avvicinarsi dell’estate (anzi è già qui!) giunge il consueto mucchio sparso e selvaggio di fumetti, appena usciti oppure da recuperare, un sacco di bella roba secondo me. ENJOY!

 

Charles Burns, "X'ed Out" (Rizzoli Lizard, 18,91 €)
Incominciamo subito con un pezzo da novanta, dopo l’indimenticabile “Black Hole” caposaldo della graphic novel contemporanea e l’inquietante e malsano “Big baby” torna Charles Burns con “X’ed Out” che sta per “Crossed out” , cioè cancellato con una croce. Molti i riferimenti colti per questo incredibile fumetto: l’universo di Burroughs su tutti, ma anche le polaroid di Lucas Samaras e il “gemello” Tin Tin che proprio in “L’étoile mystérieuse“ (di cui è ripresa la copertina) vive una delle sue storie più oniriche.
X’ed out è l’incubo, febbricitante e tormentato, di un ragazzo costretto in casa da un malessere legato alla sua relazione con una ragazza perseguitata da un ex fidanzato mezzo criminale.
Non sappiamo molto di lui, tranne un’evidente ferita sulla testa, una sorta di “passaggio” tramite il quale entriamo nella sua testa, nei suoi ricordi, desideri e incubi.
Mi sembra interessante trovarmi di nuovo (dopo Stitches) a citare David Lynch quando parlo di un fumetto, ma come Mulhollandd Drive o INLAND EMPIRE si tratta di un lungo viaggio nella testa del protagonista. Tra l’altro la parte onirica in cui il protagonisti si chiama Nit Nit (il rovesciamento di Tin Tin ovviamente) ricorda fortemente un altro film-capolavoro che mescolava diverse dimesioni: “eXistenZ “ di Cronemberg. I colori acidi/pastello contribuiscono a creare un’atmosfera inquieta in cui non sappiamo mai cosa aspettarci.
Alla fine non scopriremo niente di più su quello che gli sta succedendo  (Chi è? Perché si trova a letto? Che fine ha fatto la ragazza?) sicuramente ci rimarrà in bocca il sapore di uno di quegli incubi in cui tutto va per il verso storto e non ci ricordiamo più chi siamo o dove siamo. Un altro “buco” da qui il protagonista esce pronunciando la frase simbolica: “Ecco l'unica parte che mi ricorderò. La parte in cui mi sveglio e non so dove mi trovo”. Splendidamente terrificante.
Ps: Nei commenti mi informano che esiste un prequel pubblicato dalla casa editrice francese Le Dernier Cri dal titolo "Johnny 23". Come si evince anche da questa lunga e bellissima intervista a X'ed Out seguirà solo un volume dal titolo The Hive.

 

 

Julien Neel, Ogni cosa (Bao Pubblishing, 16 €)
Un bambino trascorre vacanze indimenticabili con il padre prestigiatore. Anni dopo, il padre è gravemente malato e il bambino è diventato autore di fumetti. Presente e passato si fondono in una storia deliziosa fatta per raccontare tutto l’amore di un figlio per il padre. Triste ma anche divertentissima. Il nome di Julien Neel ce lo siamo segnato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Francesco Cattani, Barcazza (Canicola, 14 €)
Storia inquieta è angosciante della giornata al mare di una famiglia. Invidie, gelosie, morbosità il tutto annegato nella fortissima luce estiva. Un fumetto minimalista, operazione esteticamente interessante anche se narrativamente dice poco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alessandro Baronciani, Le ragazze dello studio di Munari (Black Velvet Editrice, 19 €)
Il tratto di Baronciani è ormai diventato inconfondibile. Questa storia racconta di tre relazioni con tre ragazze diverse finite contemporaneamente. Succede tutto a Fabio, libraio e collezionista di volumi usati, antichi e grande appassionato di Bruno Munari. Questo fumetto già dalla sua ideazione si presenta come un tributo all’ultimo grande artista del secolo scorso. In questo libro la passione per le sue opere si confonde tra le citazioni e gli effetti speciali della cartotecnica per dare al lettore un’inedita esperienza di lettura e un originale coinvolgimento visivo e narrativo. (Se aimè non sapete niente di Munari vi consiglio caldamente di leggere “Fantasia” , Laterza, 9 euro) 
Qui
un’anteprima del fumetto, Qui lo straordinario Bruno Munari nel 1992.

 

 

 

 

 

David B., Il cavallo pallido (Coconino Press, 13, 30 €)
Sono sogni tradotti in fumetti. Oltre a domandarci quanto abbia speso e continuerà a spendere David B. dal suo analista possiamo immergerci se vogliamo nella fauna inquietante del subconscio di un autore più che sensibile, quasi sensitivo. E’ sicuramente un’opera minore, ma non so perché sento che prima o poi mi sarà utile.

 

 

 

 

Florent Ruppert e Jérôme Mulot, Irene e i clochard (Canicola, 15 €)
La storia sghemba e commovente di una ragazza davvero complicata. I disegni frammentano l’immagine in mille dettagli impossibili da leggere tutti insieme. Così deve essere anche la testa di Irene giovanissima emula (almeno nelle sue visioni) della Beatrix Kiddo di Kill Bill. Qui una simpatica sveglia online animata disegnata dagli autori.

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Giacomo Monti, Nessuno mi farà del male (Canicola, 12 €)
18 racconti brevissimi  di persone comuni. Lo squallore della provincia unito a rapide incursioni nel sovrannaturale e nell’assurdo. Nel finale con l’entrata in scena degli alieni si assiste a una divertentissima e inaspettata deriva shi-fi. Forse un fumetto non per tutti, ma sicuramente interessante. Io mi sono divertita.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Paul Hornschemeier, Mamma torna a casa (Tunuè, 16,90 €)
Se esistesse ipoteticamente una classifica dei fumetti più tristi e disperati mai fatti credo che questo avrebbe buone probabilità di piazzarsi nella top 5.  Thomas, un bambino di sette anni dopo la perdita della madre si ritrova a dover tenere sotto controllo un padre che, sconvolto dall'accaduto, perde la ragione. Si tratta di una storia autobiografica raccontata però con grande asciuttezza e rigore. Incluso nella lista del Time come una delle dieci migliori storie del 2004 e definito dal grande maestro Will Eisner come vera e propria «letteratura illustrata», arriva per la prima volta in Italia, dopo la pubblicazione in Francia, Spagna e Germania.

 

 

 

 

 

 

martedì, 21/06/2011

La jam session virtuale di Paranoid Android

36 versioni di Paranoid Android trovate su Youtube, e mixate in audio e video fino a farle diventare un'enorme jam session virtuale.

lunedì, 20/06/2011

What’s sending us to grave

Asocial Network I e Asocial Network II di Maurice Mbikayi.

(grazie a Pirex)

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venerdì, 17/06/2011

So crazy right now

Dalle mie parti in questi giorni si va coi pazzi, e insieme a una spaventosa mole di lavoro, a una bastardissima influenza fuori stagione e ad altri impegni extra-lavorativi vari ed eventuali addensati tutti nel giro di un paio di settimane, si fa fatica a tenere il passo. Si fa a malapena in tempo a gioire per la messa online (con download gratuito per una settimana) della cover di Crazy in love di Beyonce rifatta dai ravennati Heike has the giggles, un pezzo che i nostri suonano dal vivo da anni e che appunto da anni qui si aspetta di poter riascoltare e ballare. Il pezzo viene regalato per supportare il tour estivo (di cui ho perso la data zero all'Hana-bi ma di cui cercherò di non mancare la data bolognese il 7 Luglio alla Botanique) in cui i nostri presentano il nuovo singolo Dear Fear, che anticipa il nuovo disco, in uscito per autunno per Foolica records e che -non so se ve lo posso dire- è una BOMBA. Alzate il volume! 

 

 

giovedì, 16/06/2011

Qualcosa di vero sul buio

 

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mercoledì, 15/06/2011

The Invisible Hand

di

 

Un videogioco sul commercio equo e solidale. Si chiama "The invisible hand", è prodotto a Bologna dalla Koala Games (quella di Facciamo un videogioco). Progetto molto interessante con cui a Impronte digitali abbiamo giocato e parlato con Maddalena Cattani, che per la ong Reggio Terzo Mondo ha seguito fase di progettazione e ora di diffusione/promozione. Il ruolo delle organizzazioni è stato cruciale nel rendere più reale e interattivo la trama che infatti segue tutta la filiera della produzione: coltivazione, accordi con distributori e arrivo nelle botteghe eque di tutto il mondo.

 

L'intento educativo è palese, "The invisible hand" è pensato per studenti e ragazzi. Ma anche noi ottuagenari ci siamo divertiti molti, oltre tutto si può scaricare direttamente online tramite donazione libera, che va poi reinvestita nei progetti delle ong coinvolte. Buon divertimento!!

 

 

IMPRONTE DIGITALI – The Invisible Hand

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