Archivio Autore

lunedì, 25/05/2009

Due settimane

Non ci vuole un genio a capire che nella scena musicale indipendente mondiale questo è decisamente il momento dei Grizzly Bear.

Autori di quello che è già uno dei dischi dell’anno (anche se tecnicamente Veckatimest non esce prima di domani), protagonisti dei set più osannati e impeccabili del South by Southwest di Austin e destinati a un futuro da grandi nel panorma dell’adult pop più colto (la stessa lega che l’anno scorso è stata dominata dai Fleet Foxes, per intenderci), i Grizzly Bear sono finalmente pronti a riscuotere quello che meritano.

 

Per quanto mi riguarda, a incoronarli tra gli eroi musicali del 2009 basterebbe il piccolo primato di cui sono titolari sul mio lettore MP3, dove la loro Two weeks per numero di ascolti batte quasi del doppio tutti i contender più accreditati (e quest’anno non ne mancano, per fortuna).

Come tutti i pezzi del quartetto di Brooklyn, Two weeks non avrebbe sfigurato nelle mani di un girl-group degli anni ’60 (riferimento non facile da vedere ma che, una volta scovato, appare la lente più chiara attraverso cui osservare la musica della band), a partire dai suoi cori quasi angelici per arrivare all’andamento indolente e al testo cripticamente frustrato. Un prodigio di chamber-pop sognante ma contemporaneamente inquieto, come sembrano indicare anche i due video che girano su YouTube; il primo, non ufficiale, schifosamente poetico e romatico (e bellissimo), mentre il secondo -ufficiale, appena diffuso- lento e inquietante oltre ogni dire.

Se non li avete mai approfonditi, un’ottima introduzione ad un mondo musicale complesso e molto affascinante. Se invece li conoscete già, sappiamo entrambi qual è il brano più ascoltato del momento sul vostro lettore MP3.

 

 

Grizzly Bear – Two weeks (MP3)

 

-Previously-

Grizzly Bear – He hit me and it felt like a kiss (Carole King cover) (MP3)

Grizzly Bear – Knife (MP3)

 

-Elsewhere-

Grizzly Bear – Live on WNYC (4 canzoni)

Grizzly Bear – Black Cab Sessions (live video)

 

venerdì, 22/05/2009

I’ve come to wish you an unhappy birthday

Oggi Stephen Patrick Morrissey compie 50 anni. Che possa avere un pessimo compleanno, e come al solito scriverci sopra un disco bellissimo.

 

Il sito dedicato alle celebrazioni: HappyBirthdayMorrissey.Com

The Times

The Guardian

BBC

mercoledì, 20/05/2009

Wednesday I’m in points

[in realtà stavolta i punti non ci sono.
Ma avevo un po’ di link che mi avanzavano]

 

 

Pedal pandemonium! | Chris Carter dei Throbbing Gristle, una ventina di pedali e il loro tributo al BBC Radiophonic Workshop. (via)

 

 

In bed with Metalmarco | Luca Sofri passa una notte con Metalmarco, gran visir di Italian Subs Addicted, sottotitolatore senior di Lost e benefattore dell’umanità. Nel numero in edicola di Wired, edizione italiana (di cui non abbiamo mai parlato qua, ma magari un’altra volta).

 

 

It’s a brand life | Jane’s brand timeline potrait, una giornata della vita di Jane attraverso i marchi con cui entra in contatto. Idea banale, sviluppo scontato, risultato affascinante (e un po’ inquietante).

 

 

Caizzi for president | Da Cerca su google, Come fare una canzone alla Animal Collective. Un video tutorial molto preciso, che vi garantirà successo e fama imperituri nella scena indie mondiale. Mi raccomando l’osso di bue, è fondamentale.

 

 

Game Web 2.Over | Tre anni fa questo collage dei logo più famosi del web 2.0 aveva fatto il giro del web. In piena crisi economica qualcuno lo ha ripreso in mano, e ha scoperto che più o meno una metà di quei servizi ora non esiste più.

 

 

Sono Wolf, risolvo problemi | Di Wolfram Alpha, il motore di ricerca intelligente che promette di rimpiazzare Google (sì, ciao) sapete già tutto. Ma li avete visti questi e questi Easter Eggs? E Wolfram Beta?

 

 

Cavi dipanati | Del numero del Wired americano dedicato al mistero, curato da JJ Abrahms e riempito di enigmi vi ha parlato Dedalus1 qualche settimana fa. Per quelli che nel mentre se lo sono procurato, ora sono disponibili tutte le soluzioni.

 

 

Twittare sodo | Tweeting too hard, il sito che raccoglie i Tweet più presuntuosi, egocentrici ed irritanti. Soooo true.

 

 

Blank music | E, quatto quatto, grazie a Dangermouse, Sparklehorse e David Lynch, sta per uscire Dark Night of the soul, il primo CD musicale ad essere privo di musica (è un CDR vuoto). E’ davvero una rivoluzione? O solo una sfiga contingente (causata dalla solita ottusità delle major) sfruttata intelligentemente come pubblicità? AI posteri ecc ecc.
Nel mentre ascoltatevi il pezzo più rock’n’roll del lotto, il duetto (trietto?) con Julian Casablancas degli Strokes:

 

Dangermouse and Sparklehorse – Little girl (feat. Julian Casablancas) (MP3)

 

 

lunedì, 18/05/2009

It’s just you and me and the washing machine

Era ora.

La prima volta l’abbiamo ascoltata che il disco d’esordio non era ancora uscito, e l’abbiamo adorata; poi My lonely and sad Waterloo è finalmente arrivato nei negozi, e ci siamo stupiti non poco per la sua assenza dalla tracklist. Da allora sono passati due anni, e nel mentre l’abbiamo ascoltata a ripetizione, ballata un sacco, canticchiata sotto la doccia o quando facevamo il bucato, e citata più volte come una delle migliori canzoni indiepop del panorama italiano (e forse non solo) ad essere ancora inspiegabilmente inedita.

Questo primato è durato fino ad oggi, perchè, con una mossa a sorpresa, nella giornata odierna Me and the washing machine dei My awesome mixtape vede finalmente la luce. La 42 Records, nuova etichetta per cui i Bologna Geek Dancers hanno da poco firmato, ha infatti deciso di costruirci attorno un EP, e di farne il succoso antipasto del secondo disco How Could A Village Turn Into A Town.

 

Other Houses EP esce oggi, e oltre alla versione definitiva di Me and the washing machine e a due remix (ad opera di Congorock e di Peluche) contiene altri due inediti. Il nuovo materiale denota un deciso passo in avanti per la band, che ha già raggiunto una maturità sonora e compositiva assolutamente invidiabile, che si smarca dai modelli procedenti ed emerge con una scrittura originale e con arrangiamenti mai così ricchi e al contempo leggeri. E il nuovo disco, in uscita a Settembre, lo conferma ancora di più (fidatevi).

 

Potete scaricare gratuitamente la versione digitale di Other Houses EP da Vitaminic Pronti al Peggio, e approfittarne anche per vedere i due nuovi video realizzati per loro da Opificio Ciclope; potete quindi comprarvi online l’edizione in cassetta colorata limitata e numerata (ne ho già vista una copia ed è un piccolo gioiellino Art Attack), in combinazione con la relativa t-shirt.

E poi passare tutta l’Estate a canticchiare «Pam-parà Parà-pa-pa-pa»…

 

 

 

My awesome mixtape – Me and the washing machine (MP3)

 

venerdì, 15/05/2009

Frequenze disturbate 2009?

Ancora non si sa nulla di sicuro, ma se incrociamo le dita anche quest’anno l’improbabile potrebbe accadere: nel 2009 una nuova edizione di Frequenze Disturbate potrebbe vedere la luce.

 

Gli anni delle elezioni amministrative non sono mai stati facili per il festival musicale di Urbino (il più bello d’Italia, secondo alcuni; certamente il più sofferto), eppure pare che, contrariamente a quanto sembrava all’inizio, la macchina organizzativa abbia cominciato ad avviarsi e (se tutto va bene) presto ne sapremo qualcosa di ufficiale. Pare ci sia già stato un incontro tra organizzatori e amministrazione (un cui succoso reperto è ritratto nella foto qua sopra), su Facebook c’è già un gruppo che reclama il festival a gran voce e speriamo di vedere presto un po’ di attività sul sito ufficiale (e magari pure un re-design grafico).

Nulla è ancora detto, ma se son rose fioriranno. Nel dubbio, mi mangio una crescia propiziatoria alla vostra -un po’ meno alle mia- salute, e incrocio le dita.

 

giovedì, 14/05/2009

Pillow fight!

Quando sono stanco morto e lavoro troppo (tipo adesso) di solito riesco a pensare a una sola parola: cuscino.

Così questa gallery dei 15 coolest pillows (grazie a Luca per il link) casca a puntino; il cuscino-gambe-di-donna e i cuscini-Scarabeo li avevo già linkati in passato, ma la testa di cavallo morto, il libro, il CTRL + ALT + DEL e il Boyfriend (provvisto di falangi e di camicia), tra gli altri, non sono male.

 

I migliori però nella lista mancano. Tamarrissimi, direttamente dalla mia stanza, i DJ Pillowcases:

 

 

lunedì, 11/05/2009

G-E-N-I-O

Social Bench #5 di Jeppe Hein

 

sabato, 09/05/2009

Stessa idea, diverso svolgimento

The WisdomTree bookshelf, di Jordi Milà da Barcellona. Gaudì, anyone?

 

 

L’albero della sapienza, del Lo_dwn Design Studio, Torino. Didascalico.

 

 

 [(grazie a Nanna (per la prima) e a Valentina (per la seconda)]

 

| # | faking the books | I Commenti sono chiusi

giovedì, 07/05/2009

Awesome quakers and stunning live pics

Stasera al Sesto Senso di Bologna ci sono due piccoli eventi da tenere d’occhio.

 

Il primo ha come protagonista Maolo Torreggiani, già voce ed anima dei My awesome mixtape. In attesa dell’uscita del loro secondo disco (prevista per l’autunno per 42 Records), l’infaticabile capa rezza nostrano (minuscolo e con lo spazio) non ha perso tempo e ha messo in piedi Quakers and Mormons, progetto solista di matrice hip-hop sorprendentemente interessante. Nonostante solitamente io non bazzichi il genere, i primi pezzi di questa nuova creatura musicale (che non ha ancora neanche un Myspace) mi hanno molto colpito, non saprei esattamente spiegare il perchè. Ascoltate e ditemi anche voi.

 

Dopo l’aperitivo della settimana scorsa Quakers and Mormons debutterà ufficialmente questa sera al Sesto Senso di Bologna, in occasione dell’inaugurazione di (A)live!, la mostra dedicata alle foto di concerti di Emanuele Rosso. Già fumettista, fotografo, fotologger, speaker radiofonico e gran règaz, Emanuele (AKA EhiUomo!) ha raccolto i suoi migliori scatti live che verranno esposti per circa un mese.
Spesso brillanti e anticonvenzionali (come quella qua sopra, che ritrae per l’appunto i My awesome mixtape), le foto mostrano in azione -tra gli altri- Vampire Weekend, The Teenagers, Battles, Datarock, Amari e Settlefish. E gira voce che alcune riproduzioni saranno in vendita, quindi se avete la stanza da arredare…

 

Citando Enzo, direi proprio che ci si vede a banco.

 

 

Quakers and Mormons – Moldavia (MP3)

Quakers and Mormons – New York Town (MP3) 

 

mercoledì, 06/05/2009

Mi-ca-chù!

Della musica di Micahu and the shapes mi sono innamorato fin dalla prima volta che l’ho sentita. Lo scorso autunno avevo scaricato da chissà dove (non riesco a ricostruirlo) uno sparuto mp3 che aveva avuto una certa gloria sul mio Winamp; della band che l’aveva prodotto si trovavano però pochissime informazioni, e in breve tempo il file è finito nel triste dimenticatoio riservato alle belle canzoni senza un disco intero o una storia a dargli il giusto contesto. Disco intero che è arrivato in primavera (sotto la prestigiosa egida di Rough Trade, tra l’altro), e con esso l’attenzione della stampa che conta e un rinnovato colpo di fulmine nello stereo del sottoscritto.

 

Jewellery è un disco strano e familiare al tempo stesso. Per esso è stata coniugata l’etichetta di «pop cubista», che pare curiosamente appropriata nel definire il modo in cui una materia fondamentalmente melodica viene scomposta e ricombinata in modo innovativo e sorprendente, incorporando un approccio lo-fi, inserti di elettronica a 8 bit, echi blues (a volte viene in mente persino Tom Waits) e irruenza punk.

La titolare del progetto – Mica Levi, classe 1987- ha un nome da pokemon e l’aria un po’ da freak ma studia a una scuola di musica e ad ascoltare bene la cosa si sente. In cabina di regia siede niente meno che Matthew Herbert, ed è probabile che un nome del genere non si scomodi se non ha a che fare con qualcosa di grosso.

 

Sono poi riuscito a vederla live al South By SouthWest, ma nell’apposito post è finita citata solo tra le honorable mentions (dal vivo il suo set è ancora un po’ acerbo; ma si farà); ne ho scritto un po’ di più nell’esteso report in bella copia che trovate sul numero di Rumore in questi giorni in edicola.
Dalle nostre parti capiterà per una sola data questo Sabato al Palazzo dei Congressi di Roma, all’interno del sempre eccellente festival Dissonanze (quest’anno tra gli altri ci saranno Moderat, Bat for lashes, Lindstrøm, Timo Maas, Laurent Garnier, Telepathe..) che insieme ai rigatoni alla gricia e ar colosseo è una delle cose che più invidio alla capitale. 

 

Al grido di: meno Totti, più pokemon cubisti.

 

 

Micachu and the shapes – Golden phone (MP3)

Micachu and the shapes – Calculator (MP3)

 

sabato, 02/05/2009

Mentire sempre

[ovviamente Diesel Sweeties]

 

giovedì, 30/04/2009

The Teenagers @ Covo

Dei Teenagers, un paio di anni fa scrivevo così: 

il loro leziosissimo mix di post new-wave, eurotrash e porno-pop (definizioni volutamente senza senso, sia chiaro) ci ha messo qualche mese a conquistarmi, ma è da un po’ che ho abbandonato ogni resistenza, e tutte le cose che inizialmente me li rendevano un po’ indigesti (il citazionismo sfrenato, i continui riferimenti sessuali, lo spoken svogliato e le basi che sembrano fotocopiate da qualche demo in bassa qualità dei primi New Order), ora mi divertono come poche altre. [#]

 

Qualche mese dopo, parlando del loro singolo Starlett Johansson in un post che cominciava con il fotogramma del culo della suddetta attrice all’inizio di Lost in Translation, scrivevo: 

La canzone ora ha anche un video, che potete vedere qua sotto, e che alterna dissolvenze incrociate di rara bruttezza con la bella idea di proiettare la band -e le sue tutine un po’ new-rave- sulla schiena nuda dell’attrice (o chi per lei), appena sopra le mutandine rosa che con tutta evidenza citano proprio l’immagine di Lost in translation. Come sembrano dire The Teenagers, per una volta con poca spocchia e molta naiveté, ogni tanto lasciateci sognare. [#]

 

 

Non so bene perchè mi piacciano così tanto i Teenagers. Non sono niente più che tre hipsters francesi che fanno base a Londra, suonano un indie-electropop-wave egocentrico e pornofilo e devono tutta la loro fama a un pezzo morboso che racconta di una banale storia di una notte tra una cheerleader americana (è amore) e un rocker inglese (è solo una scopata) e a una canzone d’amore dedicata (e intitolata) a Scarlett Johansson. Detestabili, e pure un po’ antipatici.

 

Eppure mi piacciono un sacco. Dietro alle loro t-shirt strette e jeans skinny, dietro ai loro pezzi da tre accordi, dietro ai loro arrangiamenti semplici al limite del banale, vedo una capacità di cogliere lo zeitgeist che pochi hanno, e di raccontare l’incoscienza esaltata di certi momenti dell’adolescenza (contemporaneamente filtrandoli con un occhio adulto e assai disincantato, e con un’autoironia abbastanza rara nella musica hipster) come pochi altri riescono a fare. Più l’intellighenzia li bolla come egocentici e fighetti, più la loro esaltazione di gioventù, sesso e stupidità mi pare più significativa di quanto sembra, e forse anche di quanto fosse nelle intenzioni della band stessa. E -cosa mai scontata- sanno scrivere della canzoni.

 

Sabato sera i Teenagers suoneranno al Covo, e sarà una bella festa. Chissà se inviteranno una folla di ragazze sul palco durante il finale con Homecoming (come fecero l’anno scorso quando li vidi a Brooklyn, vedi la foto qua sopra), e se si dimostreranno antipatici esattamente come sembrano. A seguire io e Art Compagnoni metteremo i dischi al Gate1 per l’ultima volta della stagione; e so già che sarà una delle serate migliori dell’anno.

 

The Teenagers – Trouble (MP3)

The Teenagers – Homecoming (MP3)

  

mercoledì, 29/04/2009

Ma non è lei che se ne va (forse)

Oggi potrebbe essere una buona giornata per fare un salto in libreria. Ieri infatti per Mondadori Strade Blu è uscito Sono io che me ne vado, il romanzo d’esordio di Violetta Bellocchio.

Oltre che blogger di lungo corso (la lista di URL che ha cambiato nel corso degli anni è più lunga della strada che porta in Versilia; al momento la trovate su Valley of the doll e Rimozione da Tiffany) Violetta è un’amica (un paio di volte ha pure scritto qui, e mi ha promesso che lo farà ancora), quindi sono tutt’altro che obiettivo nel dirvi che ho già letto il libro e che è fortemente consigliato. E’ il tipo di libro che non si riesce a raccontare, ma chi conosce Violetta e il suo stile denso, criptico e sorprendente sa bene che questo può solo essere un complimento.

Se avete dubbi, potete leggere un paio di capitoli sul sito, oppure dare un’occhiata alle surreali FAQ (un frammento qui sotto). Poi compratelo.

 

Dove abiti?

In una piccola città chiamata Non Sono Affari Tuoi.

 

Non fa ridere.

Hai ragione, col doppiaggio si perde sempre qualcosa.

 

Hai mai gestito un bed and breakfast?

No, e dubito che dopo questo libro qualcuno mi darà i soldi per aprirne uno. Però da ragazza ho fatto le pulizie in un ostello della gioventù. A Berlino. E’ stato il mio quarto d’ora di celebrità.

 

Hai mai avuto un "lavoro spiritualmente degradante"?

Dipende dai punti di vista.

 

[…]

 

Dimmi qualcosa che ancora non so.

Ho guardato più episodi di "Law and Order – Unità Vittime Speciali" rispetto a chiunque altro sulla faccia del pianeta.

 

E cosa vuoi, una medaglia?

Touché.

 

Questo romanzo è autobiografico?

Alcune cose sono successe, altre me le sono inventate, e non dirò mai cosa è cosa.

 

| # | inchiostro | I Commenti sono chiusi