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lunedì, 27/04/2009

What kind of animals are we?

Sarebbe facile liquidare Seasoned eyes were beaming, il primo disco solista di Sara Lov (appena uscito per Nettwerk), come una versione ridotta del suo progetto maggiore Devics. Del resto viene naturale pensarlo: mentre il suo socio Dustin O’Halloran si prende una pausa dal gruppo per occuparsi della sua carriera solista (decisamente impegnata dopo la benedizione di Sofia Coppola, che ne ha scelto vari pezzi nella colonna sonora di Marie Antoinette), lei ammazza il tempo pubblicando un disco solista.

 

Le coordinate musicali, peraltro, sono pressapoco le stesse: torch songs dolenti, ballate malinconiche, pop songs sontuosamente sconsolate. Gli arrangiamenti sono simili: sempre curati, classici, ricchi ma molto semplici. La canzone migliore (Animals) è un duetto con una voce maschile, che non è quella di Dustin O’Halloran ma gli somiglia (è Alex Brown Church dei Sea Wolf). E la voce di Sara, beh, QUELLA voce è sempre lei, ed è capace di afferrarti al torace e di aprirtelo in due come se fosse fatto di burro, esattamente come succedeva con il capolavoro dei Devics The stars at Saint Andrea.

 

Il disco di Sara Lov non è così diverso da un disco dei Devics, quindi. A scanso di equivoci, un gran bel disco dei Devics.
Eppure c’è qualcosa che non torna, qualcosa di leggermente differente, e non appena ti concentri su quella sfumatura più scura, su quell’ombra che prima non c’era, su quel bordo che ora non coincide, non riesci a fare più a meno di notarlo. La formula solista nasconde una nudità che ai Devics era sconosciuta, che è tanto più coraggiosa quanto più dolorosa, e che spesso rinuncia ai toni melodrammatici che una volta erano la cifra distintiva della band per preferirgli una malinconia in qualche modo più distante.

 

Malinconia più distante che forse è la rassegnazione di chi ha rinunciato, o che più probabilmente è la serenità maturata dagli occhi stagionati a cui il disco dedica il titolo. In ogni caso, è una prospettiva nuova su un panorama familiare, e un gioco che ti invita a trovare le differenze anche se queste non sono poi così importanti. Ma, soprattutto, è una domanda nuova che non ha risposta («Che tipo di animali siamo?») ma che è importante farsi.

 

 

Sara Lov – Seasoned eyes were beaming (MP3)

Sara Lov (feat. Alex Brown Chuch) – Animals (MP3)

 

 

 

Alla fine di questa settimana Sara Lov sarà in tour in Italia: 30 Aprile – Pisa, @ Circolo Caracol, 1 Maggio – Roma @ Circolo Degli Artisti, 2 Maggio – Torino @ Spazio 211, 3 Maggio – Marina di Ravenna @ Hana-bi, 4 Maggio – Milano @ Salumeria della Musica. Non provate a perderla. Ci vediamo a Ravenna.

 

sabato, 25/04/2009

Buon 25 Aprile

(via)

 

giovedì, 23/04/2009

La piccola agenda dei concerti di Inkiostro

Normalmente per la versione estiva dell’agenda dei concerti inkiostro-approved di Bologna e dintorni aspettavo fine Maggio, quando i club invernali sono chiusi e i giochi per i festival estivi sono già fatti. Quest’anno però l’Estate in città pare magra (niente fondi per JuLive o per il palco di S.Stefano), mentre Maggio presenta una densità di appuntamenti a tratti davvero imbarazzante.

 

Ce n’è per tutti i gusti, dall’indie al folk all’elettronica, passando per i festival piccoli medi e grandi (RockEr, Handmade, Musica nelle Valli, Homework, Express, Ferrara sotto le stelle), le ultime serate danzanti nei club e un sacco di piccoli eventi qua e là che la crisi non riesce a fermare. L’Estate si preannuncia più calma, ma dopo un Maggio così ci riposeremo.

 

Come sempre da stampare ed evidenziare, e suggeritemi le date mancanti. Buon divertimento.

 

 

Quando Chi Dove

Ven 24/04

Hot Gossip + Desanfetaminado Party

Julie’s Haircut + Les Fauves

Autokratz + Kitsunè Night

Yuppie Flu

Dente

Covo (BO)

Estragon (BO)

Mattatoio (Carpi – MO)

Bronson (RA)

Retro Pop (Pinarella – FC)

Non ho mai capito il perchè, ma spesso quando in regione passano dei nomi italiani interessanti, lo fanno tutti la stessa sera. Prendete stasera: al Covo gli Hot Gossip presentano il nuovo disco (seguiti dall’ incendiario Desanfetaminado Party di Arturo e Pullo – io sarò qua), all’Estragon fanno lo stesso Julie’s Haircut e Les Fauves; al Bronson ci sono gli Yuppie Flu e a Pinarella Dente. Scaglionarsi no, eh?

Sab 25/04

Butthole Surfers

Micah P. Hinson + Casador

The Rifles

Heike has giggles

Lomas

Estragon (BO)

Bronson (RA)

Covo (BO)

Diagonal (FO)

Mattatoio (Carpi – MO)

Dimmi che concerto scegli e ti dirò chi sei: Butthole Surfers? Hai più di trent’anni. Micah P. Hinson? Tendenze maniaco-depressive. The Rifles? Giovane e hipster. Heike has giggles? Romagnolo (e pigro). Lomas? Polaroid o Leonardo. :-)

Dom 26/04

Casino Royale + Neffa + Papa Ricky

Propagandhi

Passe Montagne

TPO (BO)

Estragon (BO)

Locomotiv (BO)

Lun 27/04

Ghost Bees + Aidan Smith

TREeSESSANTA (Gambettola – FC)

Mer 29/04

Bonnie Prince Billy

Estragon (BO)

Quatto quatto il Rocker Festival è arrivato alla quarta edizione, con meno fama di quanto merita ma una storia di eccellenti concerti portati sul finire della primavera sui palchi di Estragon e Covo. Anche quest’anno line-up notevolissima e assai versatile, su cui brilla il nome di Will Oldham e del suo folk senza tempo.

Gio 30/04

Get Well Soon + Dear Reader

Boduf Songs + To kill a petty bourgeoisie + Larkin Grimm

Cristina D’avena + Gem Boy (!)

Balmorhea

Drunken Butterfly + Orange Lem

Covo (BO)

Almagià (RA)

 

Estragon (BO)

Mattatoio (Carpi – MO)

Arterìa (BO)

Ven 01/05

Handmade Festival (Yuppie Flu, My awesome mixtape, Blake/e/e/e, A classic education, Arnoux + altri)

UK Decay + LTD + Oltretomba

Balmorhea

 

 

Pino Scotto

The Cleb (Guastalla – RE)

 

Covo (BO)

Teatro Dimora – (Arboreto di Mondaino – RN)

Russi (RA)

Ho sentito belle parole sulle due edizioni precedenti dell’Handmade Festival, il primo maggio di indie italico che porta alcune delle migliori band nostrane nel sempre accogliente contesto dei festival do-it-yourself della bassa. Vari bei nomi sia tra le band che tra i DJ e anteprima assoluta per il nuovo materiale dei My awesome mixtape, direi che vale la trasferta. Speriamo sia bel tempo.

Sab 02/05

The Teenagers

Bugo

Icy Demons + Arnoux

Corona + Datura DJ set

Covo (BO)

Estragon (BO)

Locomotiv (BO)

Velvet (RN)

Irresistibili, non so trovare un’altra parola per definire i Teenagers. Hipsters francesi trapiantati a Londra, grandissime facce da schiaffi che suonano un indie-electropop-wave pornofilo che dovrebbe essere detestabile, invece è eccezionale. Già visti a Brooklyn l’anno scorso, e divertito assai. A seguire sono anche in consolle, per l’ultima volta della stagione al Covo. What a night.

Dom 03/05

Sara Lov

Hana-Bi (Marina di RA)

E a conclusione di un weekend intenso non c’è niente di meglio di un concerto sulla spiaggia, il primo dell’annata dell’Hana-bi. A suonare c’è Sara Lov, di cui tante volte avete letto su queste pagine. Imperdibile.

Mer 06/05

Love Is All

Covo (BO)

Gio 07/05

Holloys

Loco Squad (Milano Marittima – RA)

Ven 08/05

The Rakes

Action Beat + Edie Sedgwick + Bob Corn

Hanne Hukkelberg

 

DM Stith

Post contemporary corporation

Covo (BO)

Locomotiv (BO)

 

Retropop (Pinarella – FC)

Zuni (FE)

Estragon (BO)

Sab 09/05

Trail of dead

Themselves

Parker Lewis

Estragon (BO)

Hana-bi (Marina di RA)

Lego (CE)

Dom 10/05

A Life along the borderline – A tribute to Nico (feat. John Cale, Peter Murphy, Lisa Gerrard, Mark Lanegan, Mark Linkous, Mercury Rev, Soap and Skin)

Glasvegas

Teatro Comunale (FE)

 

 

 

 

Bronson (RA)

L’idea di fare una serata in onore di Nico con un cast stellare e di farla, di tutti i posti del mondo, a Ferrara, ha qualcosa di chiaramente surreale. Non oso immaginare che atmosfera ci sarà, ma sono sicuro che avrà qualcosa di magico. Temo proprio non ci sarò, ma sarebbe bello.

Lun 11/05

Tiziano Ferro

Futurshow Station (Casalecchio di Reno – BO)

Ven 15/05

Julie’s Haircut

 

Thee Second Kiss + Mashrooms

Retropop (Pinarella – FC)

Locomotiv (BO)

Sab 16/05

The Death of Anna Karina + Altro + Wax Anatomical models

Jamie Stewart (Xiu Xiu)

Locomotiv (BO)

 

Mattatoio (Carpi – MO)

Dom 17/05

Tender Forever

Mattatoio (Carpi – MO)

Lun 18/05

Tender Forever

Clandestino (Faenza – RA)

Mar 19/05

Crystal Stilts

Hana-Bi (Marina di RA)

Mer 20/05

Lydia Lunch with Teenage Jesus and the Jerks

Locomotiv (BO)

Gio 21/05

Boss Hog

Locomotiv (BO)

A quanto leggo nelle date di questo comeback tour la band di Jon Spencer e sua moglie Christina Martinez non suonano il loro hit single White Out. Potrebbe essere sufficiente per non andare a vederli? Mah.

Ven 22/05

Hatcham Social

Phosphorescent

Sleepy Sun + Pater Nembrot

Covo (BO)

Hana-Bi (Marina di RA)

TREeSESSANTA (Gambettola FC)

Sab 23/05

1990’s + closing party

Pink Mountaintops

Covo (BO)

Hana-Bi (Marina di RA)

Già protagonisti di un gran bel set alla chiusura di due anni fa, i 1990s tornano sul luogo del delitto per presentare il nuovo disco e traghettare i fedeli del club di Viale Zagabria verso la fine della stagione. Sarebbe un peccato non esserci.

Mar 26/05

Peter Broderick + The Veils

Hana-bi (Marina di RA)

Gio 28/05

Psychic TV

Homework Festival (Radiq + Hirnlego + Tomme)

Arena Puccini (BO)

Teatro San Leonardo (BO)

Ed ecco un altro weekend difficile da gestire. La concomitanza in zona di ben tre festival (l’Homework Festival con la sua elettronica miniale, Musica nelle valli con il suo folk e art-rock barbuto della bassa, l’Express con una all-star intellettuale e cross-genere) rende la pianificazione delle serate quantomeno difficile. Da queste parti tenteremo di passare da tutti e tre, ma è solo un’idea.

Ven 29/05

Homework Festival (Dorian Concept + Lukid + Grillo)

Musica nelle Valli (Bachi da Pietra, SJ Esau, Comaneci + altri)

 

God is an astronaut

Teatro San Leonardo (BO)

Barchessone Vecchio (San Martino Spino – MO)

Arena Puccini (BO)

Sab 30/05

Musica nelle valli (Callers + Father Murphy + Atlantic Cable + Majirelle + altri)

Homework Festival (Bruno Pronsato + Finale Elettrowave)

Matmos

Barchessone Vecchio (San Martino Spino – MO)

Teatro San Leonardo (BO)

Arena Puccini (BO)

Dom 31/05

Vivian Girls + The Pains of Being Pure at Heart

Akron Family + Women + His Clancyness

Yo la tengo

Musica nelle valli (Vialka + Dadamatto + Movie Star Junkies + altri)

Hana-Bi (Marina di RA)

 

Area Puccini (BO)

 

Sala Estense (FE)

Barchessone Vecchio (San Martino Spino – MO)

E nonostante i tre festival (che la domenica sono rimasti in due), anche il resto della regione spara delle belle cannonate. Ferrara mette in campo i sempre ottimi Yo la tengo, mentre l’Hana-bi mette in scena un’accoppiata da spiaggia che per il sottoscritto batte tutto il resto. Love love love per i The pains of being pucci at heart, un po’ meno per le Vivian Girls ma sono sicuro che all’Hana-bi riuscirò a divertirmi pure con loro. Concerto da spiaggia dell’Estate (per ora).

Lun 01/06

Sunn o)))

Chemical Brothers DJ set + Erol Alkan DJ set

Akron Family

Bowerbirds

Arena Puccini (BO)

Cocoricò (Riccione – RN)

Hana-bi (Marina di RA)

Mattatoio (Carpi – MO)

Confesso che non ho mai sentito un disco intero dei Sunn o))) , ma ho l’impressione che dal vivo possano essere notevoli. O noiosissimi. O più probabilmente, entrambe le cose contemporaneamente. Peccato perchè ad averci voglia poteva essere l’occasione per mettere piede al Cocoricò (dubito mi capiteranno altre occasioni, sto invecchiando) e ritrovarci due DJ set coi controfiocchi.

Gio 11/06

Jarboe + Rose Kemp

Rock Planet (Pinarella – FC)

Ven 12/06

A hawk and a hawksaw

Hana-bi (Marina di RA)

Sab 13/06

It’s a musical + Sin Fang Bogus + Borko – Thomas Morr DJ set

Zen Circus

TREeSESSANTA (Gambettola FC)

Arti vive (Soliera – MO)

Ven 19/06

Dredg

Bronson (RA)

Dom 21/06

Lords of Altamont

Hana-bi (Marina di RA)

Lun 22/06

Anthrax

Sottotetto (BO)

Mar 23/06

Kylesa + Coalesce

Sottotetto (BO)

Mer 24/06

Editors

Piazza Castello (FE)

Gio 25/06

Pete and the pirates

Hana-bi (Marina di RA)

Gio 27/06

Paolo Conte

Piazza Castello (FE)

Mer 01/07

Diamanda Galas

Rocca Brancaleone (RA)

Ven 03/07

Karma to burn

Hana-bi (Marina di RA)

Lun 06/07

Testament + Fear Factory

Velvet (RN)

Mer 08/07

The Dillinger Escape Plan

Velvet (RN)

Mer 15/07

Bloc Party + White Lies

Piazza Castello (FE)

Ven 17/07

Oblivians + The Gories

Hana-bi (Marina di RA)

Mar 21/07

TV on the radio + Animal Collective

Piazza Castello (FE)

A occhio è il concertone dell’Estate. Nella solita piazza di Ferrara gli autori di uno dei dischi più acclamati del 2008 e quelli di uno dei dischi più acclamati del 2009. Imperdibile, chevvelodicoaffà.

Mer 22/07

Emiliana Torrini

Verucchio (RN)

Ven 24/07

Bob Log III

TBA (BO)

 

 

(Eventuali) gite fuori porta

 

Quando Chi Dove

Lun 04/05

PJ Harvey & John Parish

Auditorium A. Gottardo (MI)
Direte: «ma l’hai già vista ad Austin!». Dirò: quando riuscirò a sposarla la vedrò ogni giorno della mia vita. Nel mentre, se devo fare 300 Km e pagare 60 euro mi pare già un buon affare.

Mer 03/06

Women + Banjo or Freakout + His Clancyness Rocket (MI)
Forse la più interessante tra le date dei Vitaminc Days, che purtroppo da bravo festival milanese presenta quasi tutti i concerti durante la settimana e non nel weekend. Solidissimi i Women, e da vedere il Clancy solista e Banjo Or Freakout, prima che la perfida Albione (e Pitchfork) ce lo rubino per sempre.

Sab 18/07

Kraftwerk + Aphex Twin

Italia Wave (LI)

Manco ad Italia Wave dai tempi in cui si chiamava ancora Arezzo Wave e la sua attrattiva principale oltre ai concerti ancora gratuiti era il meraviglioso e surreale campeggio. Questa serata potrebbe essere l’occasione per tornarci; un’accoppiata di principi della musica elettronica del genere ha pochi rivali.

 

mercoledì, 22/04/2009

Want it!

Oddfellows Artists: Andy Warhol, Salvador Dalì, Frida Kahlo, Vincent Van Gogh, Pablo Picasso. Fantastici.

Da non perdere anche i writers, i revolutionaries e i scientists.

(via)

 

martedì, 21/04/2009

Cosa fanno i computer quando sono da soli

In principio fu lo straordinario esperimento di un tizio qualunque chiamato James Houston. Approfittando del contest indetto dai Radiohead che invitavano i loro fan a remixare e reinterpretare il loro più recente singolo Nude, Houston produsse un video incredibile in cui la canzone era interamente risuonata attraverso un paio di stampanti, un hard disk e un vecchissimo computer.Una roba incredibile.

Su queste pagine ai tempi lo postò kekkoz, e parecchi mesi dopo io e Pirex l’abbiamo scelta come sigla di Impronte digitali, il magazine di web e tecnologia che da una paio di settimane conduciamo sulle frequenze di Radio Città Fujiko.

 

 

 

Lo sapevo che non sarebbe passato molto prima che altri facessero lo stesso. Ieri mi sono imbattuto (via) in questa versione del tema di Super Mario Bros interamente suonata da una tagliatrice laser opportunamente programmata.
Per i pazzi o gli ingegneri, abbondanza di dettagli tecnici qui.

 

 

 

Se non vi bastasse (e perchè dovrebbe?) c’è chi ha alzato il tiro. E ha prodotto nientemeno che la versione completa di Bohemian Rhapsody dei Queen suonata da due stampanti, un hard-disk, vari floppy disk e un vecchio Atari collegato a un oscilloscopio (se ho capito bene). Roba da spazzare via in un sol colpo decine di anni di imprese nerd.

 

 

Ora però voglio di più.
Voglio un’orchestra intera fatta di stampanti che suona i Concerti Brandeburghesi di Bach. Voglio un virus che prenda il controllo di tutti i computer del mondo e li costringa a riprodurre all’unisono The Wall dall’inizio alla fine. Voglio che il mio computer impari a suonare Moon River con i bip della scheda madre. Voglio che impari le canzoni da solo e sviluppo un gusto suo. Poi però non mi fiderei più a lasciarlo solo; e se finisse per appassionarsi a Laura Pausini?

 

lunedì, 20/04/2009

A morte i negozi di dischi

[un post volutamente attaccabrighe]

 

In Italia la notizia non è girata granchè (anche perchè le iniziative organizzate non sono state molte nè di particolare richiamo), quindi forse a qualcuno di voi è sfuggito: sabato scorso è stato il Record Store Day, il giorno dedicato alla celebrazione e alla difesa dei negozi di dischi.

 

Ogni appassionato di musica ama i negozi di dischi. E’ talmente scontato che non ha quasi senso scriverlo. Ciascuno di noi ne ha frequentati tanti, si è affezionato, ha ricordi memorabili legati a questo o a quell’acquisto e ha desiderato almeno una volta nella vita di fare il lavoro del protagonista di Alta Fedeltà. I negozi di dischi sono belli. Difendiamoli.

 

Qualche giorno fa, rincasato dal lavoro, ho trovato nella cassetta della posta la piccola montagna di cd dell’ultimo ordine che ho fatto su Play.Com . Un paio di vecchi best per colmare le lacune, tre cd dell’anno scorso che non mi erano piaciuti abbastanza da comprarli subito (ma non abbastanza brutti da decidere di non comprarli affatto), un po’ di roba varia ed eventuale trovata in offerta e un paio di vecchi dischi super-indipendenti praticamente introvabili in quasi tutti i negozi della città. Costo totale: una trentina di euro, spese di spedizione comprese.

 

Non ho mai comprato così tanti dischi come negli ultimi due anni, eppure quasi non riesco a ricordare l’ultima volta che ho comprato un disco in un negozio (in Italia). Ordinare online è incommensurabilmente più comodo: l’assortimento è imbattibile, i prezzi sono molto più bassi, lo puoi fare a qualsiasi ora (io ordino praticamente sempre all’una di notte, dopo ore di navigazione certosina) e se sei incerto a un click di distanza c’è sempre un MySpace e decine di m-blog su cui ascoltare qualche pezzo, e decine di recensioni da leggere per farsi un’idea più precisa.

 

Cercate di dimenticare per un attimo quello a cui siete abituati, e pensateci: un bene immateriale come la musica è fatto apposta per essere acquistato online, anche per chi come noi non può fare a meno dell’oggetto disco. E’ la piattaforma più completa per avere un assaggio di cosa si sta acquistando, prezzi onesti che tagliano le intermediazioni inutili, disponibilità illimitata che rispecchia la sempre più sterminata produzione discografica. In un negozio si compra a scatola chiusa, si è vincolati da una disponibilità ridotta e il prezzo paga anche la distribuzione e il punto vendita che non aggiungono quasi niente al valore del disco (per tacere dell’insensata IVA italiana).

 

I negozi di dischi hanno svolto un ruolo fondamentale nei decenni passati, ed è normale essere tristi per la loro inevitabile, progressiva, scomparsa. Ma il loro ruolo è finito, i tempi sono cambiati, e i pochi negozi che riusciranno a sopravvivere dovranno inventarsi modi diversi per sostenere il proprio business. Si ibrideranno con bar e locali, oppure con boutique e negozi di design (entrambe le cose stanno già accadendo); oppure -come dice il BDD– diventeranno più simili a degli antiquari, che vendono beni di lusso che vengono da un’altra epoca. Non potranno competere con la rete per prezzo e assortimento, e a breve non avranno più neanche clienti fedeli che comprano perchè affezionati o perchè non ancora avvezzi all’e-commerce.

 

It’s evolution, baby, e combatterla è inutile. Per questo iniziative come il Record Store Day sono intrinsecamente contraddittorie e fuorvianti, oltre che incapaci di fermare il corso delle cose. Invece che celebrare un’istituzione che è ormai fuori del tempo, proviamo piuttosto a guardare avanti, e a risolvere il rompicapo dell’industria discografica, anch’essa destinata a morire ma priva di un modello alternativo realmente sostenibile che riesca a far convivere la libera condivisione dei contenuti in rete (che ormai è un dato di fatto, checchè ne dica la corte di Stoccolma) con la remunerazione degli autori dei suddetti contenuti (che permette la loro stessa esistenza). Quella è la vera sfida di questi anni.

Ai negozi di dischi va l’affetto e il ricordo di ogni appassionato, ma ormai il loro tempo è passato.

 

 

giovedì, 16/04/2009

Gusto Facebook senza panna

Con il bel tempo torna la stagione dei gelati, che cade a puntino per la segnalazione odierna, che viene dal Flickr di Pierotaglia (via Nipresa e un twit del BDD): a Bologna è arrivato il gusto Facebook. Io -da interfaccia- me lo immaginavo tendente al blu (come il leggendario Puffo), invece a occhio qua viaggiamo su amarena, vaniglia e una spruzzata di crema.

Direttamente dalla terrificante Gelateria Gianni, già nota per i gusti dai nomi improbabili e dall’incommensurabile pesantezza, che secondo il sottoscritto nulla può contro il dream team delle gelaterie bolognesi Stefino (Via Galliera) / Castiglione (Via Castiglione) / Il Gelatauro (Via San Vitale). In quest’ordine.

 

mercoledì, 08/04/2009

Anche Inkiostro è un po’ Pronto al Peggio

Non lo diciamo solo noi ma quasi tutte le riviste e i siti del settore e non: Pronti al peggio, la web tv dedicata alla musica indipendente italiana è stata una delle novità più belle nel panorama nostrano da un po’ di tempo a questa parte. Partendo da una serie di idee tutt’altro che originali, ma mettendo in campo una realizzazione tecnica eccezionale, una notevole capacità di scovare contesti significativi e la furbizia di chi guarda anche fuori oltre che dentro il solito orticello, il suo creatore Andrea Girolami (nome e faccia nota da tempo a chi bazzica la musica italiana e il web e il web che parla di musica) è riuscito a superare le perplessità iniziali di tanti e a mettere in piedi un prodotto di grande valore, complice il supporto del marchio Vitaminic.

 

Dalla settimana scorsa Pronti al peggio è uscito dalle proprie pagine per invadere quelle di un po’ di siti e blog amici con gli out-take inediti delle sessioni già pubblicate. Potevamo sottrarci all’opportunità di ospitare anche noi uno dei loro ottimi video? Giammai.  

Soprattutto quando ci sono stati offerti su un piatto d’argento (in esclusiva su queste pagine per 24 ore) i Settlefish che suonano The boy and the light (partendo con un accenno di Doors, chi l’avrebbe mai detto) camminando per Via dell’Archiginnasio tra gli sguardi allibiti degli umarells e delle zdaure.

 

Girolami  e Pronti al Peggio saranno anche tra i protagonisti di oggi di Impronte digitali, il nuovo spazio settimanale dedicato al web e alle tecnologie all’interno di Talk Radio, il magazine di informazione di Radio Città Fujiko, condotto da Filippo Piredda e con lo zampino del sottoscritto.
Oggi intorno alle 19.10 sui 103.1 FM a Bologna e dintorni, oppure in streaming.

 

 

lunedì, 06/04/2009

South by Southwest 2009: thumbs up and thumbs down

Se siete appassionati di musica, meglio se indipendente, avete probabilmente già letto un sacco di cose sul South by Southwest di Austin.

 

Il festival più bello del mondo, con la sua atmosfera unica data dall’incredibile fusione tra città e musica che trasforma tantissimi luoghi del centro in location per concerti, e la conseguente invasione della città da parte di migliaia di musicofili di ogni ordine e grado, dall’hipster (forma di vita dominante) al nerd metallaro, dal biker al redneck, dalle coppie più o meno attempate ai giovanissimi autoctoni con la X sulla mano (segno che sono under-21 e quindi non possono bere alcool) produce nei presenti l’irrefrenabile bisogno di scrivere, fotografare, documentare l’evento e raccontare agli altri gli esiti del proprio percorso musicale tra i quasi 2000 live act che hanno luogo in 4 giorni.

 

Ovviamente non posso esimermi dal fare lo stesso (del resto la scritta Press sul mio badge in qualche modo me lo impone, come me lo imporrà altrove), anche se farò in modo di essere sintetico, e di limitarmi a indicare brevemente le band più interessanti e quelle più deludenti tra le circa cinquanta che sono riuscito a vedere dal vivo.

 

[le foto sono tutte mie, se non è indicato altrimenti. Per questo alcune fanno un po’ schifo. :-\
Se volete vedere delle belle foto ci sono quelle di Giulia Mazza]

 

 

 

South by Southwest: thumbs up

[Attenzione, alta densità di superlativi]

 

 

Wavves

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Partivo super-prevenuto nei confronti del ragazzino californiano dalla faccia d’angelo e dal bizzarro spleen post-grunge. Invece, prima con un estemporaneo set acustico che ha svelato le melodie dietro la distorsione, poi con un notevolissimo set elettrico, mi sono dovuto ricredere: la stoffa c’è, le canzoni anche, il sound che frulla Cobain, Beck, la musica surf e le distorsioni totali dei My bloody Valentine dal vivo è più immediato e autentico che su disco. E in bella vista c’è un anthem molto lo-fi (So bored) che fa la differenza.

 

Wavves – So bored (MP3)

Wavves – So bored (acoustic – live @ SXSW 2009) (MP3)

 

 

PJ Harvey & John Parish

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Prima assoluta dal vivo per i nuovi pezzi di Polly scritti in coppia col fedele John Parish e si nota subito un ritorno alla teatralità grottesca dei suoi dischi migliori, con grande interpretazione vocale e pezzi assai interessanti già al primo ascolto. Vederla urlare «I want you fucking ass!» in A woman a man walked by e sentirla abbaiare come una pazza su Pig will not è stato, francamente, ineguagliabile. Eccitante, pure.

 

PJ Harvey and John Parish – A woman a man walked by (MP3)

 

 

Grizzly Bear

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A detta di molti miglior live del festival, ed è difficile non pensarla allo stesso modo. La cosa è tutt’altro che una novità (era la quarta volta che li vedevo dal vivo), ma con gli anni il sound del quartetto di Brooklyn si è ulteriormente raffinato, i pezzi sono sempre più notevoli, l’esecuzione sempre più sopraffina. Averli visti suonare in una chiesa presbiteriana è stato il bonus.

 

Grizzly Bear – Cheerleader (MP3)

 

 

Little Boots

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Dite quello che vi pare, ma la nuova divetta pop-dance 2.0 (di cui su queste pagine abbiamo parlato qui) a me piace, e neanche poco, e dal vivo non ha deluso. Live act solido, il fedele nerdissimo Tenori-On in primo piano, voce e movenze da starlette ma l’attitudine e l’umiltà da chi ha la testa salda sulle spalle. Interessa poco se andrà lontano o meno, è stato una bel vedere.

 

Little Boots – Meddle  (MP3)

 

 

Daniel Johnston

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Avevo già visto dal vivo il songwriter texano (noto anche per i suoi problemi psichiatrici) in un live solitario a Bologna una sera d’Estate, e tanto quella volta era stato lacerante vederlo terrorizzato biascicare sul palco, quanto questa volta è stata una grande festa. Ad Austin giocava in casa, aveva una band che rockeggiava non poco, e da cui traeva una forza e una confidenza che gli credevo sconosciute. Pubblico in visibilio e gioia palpabile. Grandissimo set.

 

Daniel Johnston – Don’t let the sun go down on your grivances (MP3)

 

 

The Soft Pack

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Già tra i miei favoriti tra le nuove band americane, i Soft Pack (ex The Muslims) dimostrano attitudine a fiumi e l’autenticità svagata di chi pare trovarsi per caso su un palco. E che invece confeziona il miglior indie-rock senza tempo (ci si sente di tutto, dai Velvet Underground di Loaded ai Cure di Boys don’t cry agli Strokes di Is this it) e senza frozoli che si possa ascoltare al momento. Non saranno mai delle celebrità, meno male.

 

The Soft Pack – Brightside  (MP3)

 

 

 

Fanfarlo

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Il disco d’esordio supera a pieni voti le perplessità suscitate dall’EP (un po’ troppo fedele alla formula Arcade Fire + Beirut) e si conferma eccellente anche dal vivo. Trascinante ed emotivo, orchestrale ma compatto, il tipo di concerto che ti fa alzare le braccia al cielo e cantare a squarciagola. Anche se non sai le parole.

 

Fanfarlo – Harold T. Wilkins  (MP3)

 

 

 

The pains of being pure at heart

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Istantaneamente ribattezzati «The pains of being pucci at heart», per il sorriso ubriaco della tastierista Peggy che disegna cuoricini sui cd che autografa e per la faccia pulita del cantante Kip; e per le melodie di miele coperte di distorsione soffici e dolceamare del migliore indiepop d’altri tempi, che dal vivo non perdono un briciolo del loro fascino. Come direbbe una persona che conosco: «Love!».

 

The pains of being oure at heart – Young adult friction (MP3)

 

 

 

Titus Andronicus

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Nel 2009 il gruppo più punk del festival suona un power-pop alcolico quasi springsteeniano con voce sguaiata con cui il cantante (un incrocio tra Sylar e Aidan Moffat), contorcendosi come un ossesso dalla prima all’ultima canzone ci fora i timpani e ci frigge il cervello. Impossibile non rimanere colpiti. Li conoscevo poco, ora sono un fan.

 

Titus Andronicus – Titus Andronicus (MP3)

 

 

 

The Rural Alberta Advantage

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Meraviglia. Ancora semisconosciuti in America, ma adorati da tutti quelli che se ne sono imbattuti (io ve ne parlai l’Estate scorsa), i figliocci dei Neutral Milk Hotel sembrano fatti apposta per rendere ancora meglio dal vivo, con la batteria che romba, la chitarra acustica maltrattata, la voce sguaiata, i nervi scoperti. Finalmente se c’è accorto anche Pitchfork che dice «This band could be huge».

 

The Rural Alberta Advantage – Don’t haunt this place (MP3)

 

 

 

The Wrens

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Ci metterei la firma per essere a 40 anni come sono i Wrens. Indie-rock sincero e sudato, una manciata di canzoni memorabili, fan fedeli che li seguono da sempre nonostante le uscite (di dischi e concerti) più rade dei capelli del cantante. Un grandissimo ritorno.

 

The Wrens – Everyone chooses sides (MP3)

 

 

 

Here we go magic

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Non sapevo esattamente cosa aspettarmi da Luke Temple e soci (tra i primissimi set visti al festival, nel mezzogiorno caldo e assolato del patio del Mohawk), e ciò non ha fatto che rendere più piacevole il farsi conquistare dal suo pop psichedelico in salsa Remain in light. Che dal vivo guadagna quel tanto di forma dal colpire dove il disco (un po’ fuori fuoco) non riesce.

 

Here we go magic – Fangela (MP3)

 

 

 

South by Southwest: thumbs down

[Attenzione, alto tasso di giudizi tranchant]

 

 

Peter, Bjorn and John

Clicca sulle immagine per ingrandirla. Foto: Stereogum

Il backlash colpisce forte, la hit single Young Folks rimane ineguagliata, e con somma presunzione i nostri la escludono dalla scaletta preferendogli molti pezzi dal nuovo, mediocre, disco. Neanche brutto come live (funestato pure da problemi tecnici, tra l’altro), ma il dimenticatoio è dietro l’angolo.

 

Peter, Bjorn and John – Nothing to worry about (MP3)

 

 

Lemonade

Clicca sulle immagine per ingrandirla. Foto: PanicManual

Tanto su disco la loro proposta da !!! più psichedelici e meno punk-funk mi piace, tanto dal vivo è risultata spenta e priva di verve. Sarà che erano le due del pomeriggio, ma il segno lasciato non è stato dei migliori.

 

Lemonade – Big Weekend (MP3)

 

 

Lissy Trullie

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Stacco di coscia mica male, giacchetta in pelle e Stratocaster d’ordinanza per la scenester newyorkese con gli amici hipster e le serate da DJette nei posti giusti. La musica lasciamola fare a chi la sa fare, però.

 

Lissy TrullieSelf-taught learner (MP3)

 

 

Crystal Stilts

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Quando ad un concerto, dopo appena 5 minuti, tutto quello che vorresti fare è salire sul palco e strappare via dal microfono l’insopportabile filtro che trasforma la voce del cantante in quella di una versione mummificata di Ian Curtis che canta attraverso le crepe della sua bara, forse la band non ti sta piacendo granchè. La musica non sarebbe neanche male, in realtà, e la cosa rende il tutto ancora più irritante.

 

Crystal Stilts – Crystal Stilts (MP3)

 

 

Blank Dogs

Clicca sulle immagine per ingrandirla. Foto: The Grizzly Life

Stessa sensazione dei Crystal Stilts (ma qui dal vivo il filtro trasforma la voce in quella di un Ian Curtis cyborg che parla con il filtro vocale di Stephen Hawking hackerato dall’inventore dell’Atari), però con un sound più slabbrato e ancora meno convincente. Le canzoni forse sono migliori di quelle dei Crystal Stilts, ma è un po’ una guerra tra poveri. Meglio su disco, e anche lì, la maturità è ancora lontana.

 

Blank Dogs – Ants (MP3)

 

 

Alela Diane

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Normalmente amo molto le cantautrici acustiche ma qui…yawn. Boooooring.

 

Alela Diane – White as diamonds (MP3)

 

 

Cause co-motion

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Su disco non mi dispiacciono, dal vivo il loro indie-pop punk dipinge impietosamente quattro ragazzetti scalmanati i cui pezzi da un minuto sono troppo inutili persino per dare sui nervi ai presenti. Che infatti sono pochissimi, e una buona parte se ne va dopo 5 minuti, all’ottavo pezzo.

 

Cause co-motion – I lie awake (MP3)

 

 

Vivian Girls

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Simpatiche sono simpatiche, allegre sono allegre, carine direi pure (ho un debole per la bassista, ma anche la cantante col fascino da gioventù violata non è male) ma -come era chiaro già a priori- la sostanza è praticamente nulla. Speravo che fossero almeno divertenti dal vivo. Invece no.

 

Vivian Girls – Where do you run to (MP3)

 

 

Late of the pier

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Bizzosi e vezzosi, giovani e bellocci, gli inglesi devono sempre farsi riconoscere. Suonano svogliati e boriosi un set decisamente inutile, risollevato sul finale dai singoloni coi synth che dal vivo diventano quasi new-rave e colpiscono per potenza e precisione. Troppo poco e troppo tardi, però.

 

Late of the pier – Focker (MP3)

 

 

Hatcham Social

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Tanti ne dicono un gran bene, su disco sono interessanti ma non mi cambiano la vita, dal vivo hanno un sound tutto sbagliato e neanche troppa voglia di suonarlo. A Maggio vengono in Italia quindi vedremo se è stata solo una serata sfigata e se, in effetti, hanno nella manica gli assi che a Austin sono mancati.

 

Hatcham Social – So so happy making (MP3)

 

 

Dent May & his magnificent ukulele

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Potrebbe non starci simpatico un uber-nerd svedese che suona canzoni indie-pop all’ukulele? Giammai. Simpatico e basta, però, ché di canzoni buone ne ha solo un paio. E dal vivo si sente.

 

Dent May & his magnificent ukulele – Meet me in the garden (MP3)

 

 

Passion Pit

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Quando l’hype sbaglia tiro. Come sapete ero pronto a scommettere su di loro, e mi sa che sbagliavo. A parte il vecchio singolo Sleepyhead, del loro set non convince quasi nulla, dal tedioso falsetto del cantante agli arrangiamenti assai poco coesi che danno l’impressione di una band ancora alla ricerca di una forma precisa. Rimandati.

 

Passion Pit – Sleepyhead (MP3)

 

 

Honorable Mentions

• Micachu & The Shapes

• Graham Coxon

• Yelle

• The Thermals

• Au revoir Simone

• Blitzen Trapper

• Black Lips

• Primal Scream

• Lisa Hannigan

• American Analog Set

• Women

• Camera Obscura

 

giovedì, 02/04/2009

Sono tornato

[ma datemi il tempo di riprendermi. Intanto per la spettacolare libreria americana qui sopra grazie a thisKID]

 

mercoledì, 01/04/2009

Four random snapshots from Austin, Texas

[full post coming soon-ish]

 

 

[Fort Fader Headphones Tree]

 

 

["The Owl" skyscraper seen by a the back of a pedicab]

 

 

[The front porch at home]

 

 

[Tips, Texas Style – seen at Emo’s Annex]

 

mercoledì, 18/03/2009

Austin powers

Saluti, da Austin, TX.

Vi scrivo dalla veranda davanti alla casa che ho affittato sulle pendici delle colline del quartiere di Clarksville, poco distante dalla Sesta Strada. Ci sono 25 gradi, il sole, e gli uccellini che cinguettano. E, a una ventina di minuti di distanza, la movida del South By South West, il festival musicale più figo del paese (secondo qualcuno addirittura del mondo), di cui vi ho già parlato estesamente un mese fa.

A parte un paio di anticipazioni ieri sera, il grosso del festival comincia oggi, con una serie di ottimi day parties (Levi’s Fort Fader, Paste Magazine, Terrorbird Media, Hype Machine e Austinist sono quelli con le line-up migliori) che animano una serie di club e cortili cittadini con musica indie, birra a fiumi e barbecue gratis. In serata invece cominciano gli Official Parties, e non ho la più pallida idea delle band che deciderò di vedere nella miriade di opzioni disponibili.

Per avere un’idea, date un’occhiata qua sotto al widget di Sched, che consente di costruirsi il proprio programma personalizzato tra i quasi 2000 concerti previsti. Come noterete, in quasi qualunque momento dovrei essere in almeno 5 o 6 posti diversi. Il completista che è in me impazzirà presto.

Se a qualcuno interessa, qua c’è la playlist costruita in base alla mia schedule. Ve la consiglio, c’è un sacco di roba interessante.

 

 

 

Back to you in the next days, guys.

 

giovedì, 12/03/2009

Due tag con una fava

Lego Bookcase. Peccato per il colorino non proprio sobrio.
[grazie a ThisKid per la segnalazione]

 

martedì, 10/03/2009

Meglio di un milione di recensioni di Pitchfork

L’idea di raccogliere i pareri di persone di un’altra generazione sulla musica pop e rock contemporanea è tutt’altro che nuova. Ricordo uno dei primi numeri dell’edizione italiana di Rolling Stone, in cui c’erano anziane maestre di musica che recensivano non so più cosa; ma forse in qualche libro ho letto che l’aveva già fatto qualcuno con il punk, sottoposto, nel suo periodo d’oro, ad attempate e inorridite ladies britanniche.

 

Di recente sono arrivati anche i puntuali pareri in maceratese di mamma Fiorella in Pronti al Peggio, ma solo oggi (grazie a Gorilla VS Bear) ho scoperto lo spettacolare Breakfast at Sulimay’s, in cui degli allucinatissimi vecchietti un po’ rincoglioniti di Philadelphia si trovani alle prese con canzoni più o meno alternative da recensire (quando non gli fanno direttamente intervistare delle band, come i Fuck Buttons). Sentite cosa hanno da dire sui Blood Brothers, Peter Bjorn & John o Beirut, o i loro sboccatissimi pareri sui Thermals, Joanna Newsom, Pitchfork e i Decemberists. o le acide lamentele quando si trovano alle prese Santogold, i Portishead e i Death Cab for Cutie.

 

E, qua sotto, guardate cosa dicono dell’osannatissimo Merryweather post pavillon degli Animal Collective (proprio in questi giorni in tour in Italia): «I’m starting to get an headache», «I doubt that this group is not gonna get very far from Baltimore, Maryland» e così via.
Abbiamo trovato dei nuovi critici musicali di riferimento.

 

 

lunedì, 09/03/2009

L’Hipster Pod suona i Passion Pit

Tempo fa (via Onigiri) mi sono imbattuto nel video di presentazione dello straordinario Hipster Pod:

 

A parte il video in sè (che potreste trovare o non trovare divertente), è curioso che per indicare musica hipster si faccia ricorso a mostri sacri ormai riconosciuti da tutti come i Velvet Underground o i Sonic Youth o comunque a band non esattamente di primo pelo (e non certo modaiole) come gli Yo la Tengo. Se il video l'avessi fatto io, al tizio avrei fatto ascoltare Chunk of change, l'EP d'esordio dei Passion Pit.

 

Già incensati dai blog di mezzo mondo e (e già comparsi su queste pagine all'interno del report della CMJ Marathon di Matte), come da copione i Passion Pit non hanno ancora pubblicato un disco completo, e godono di una gloria effimera basata in larga parte su quello che potrebbero fare ma non hanno ancora fatto. Esattamente come succede a tutta la vera musica hipster, che nella sua perenne ricerca di anticipare tutti vive sempre in un futuro che non deve accadere mai.

 

Non che i Passion Pit non siano bravi; tutt'altro. Il loro sound flirta ora con l'indietronica dei Postal Service o degli Hot Chip ora con certo elettropop da classifica, con abbondanza di falsetti stralunati, campionamenti bizzarri e melodie pronte a stamparsi nella testa. Ottimi pezzi, per lo più, da godersi senza chiedersi se i nostri diventeranno grandi oppure scompariranno dopodomani. L'importante è che piacciono alle ragazze, e che quindi sull'Hipster Pod farebbero un figurone.

 

 

Passion Pit – Sleepyhead (MP3)

Passion Pit – Smile upon me (MP3)

venerdì, 06/03/2009

La simpatica carica dei ganzissimi fasci

Ci mancava solo questa:

Dal blog di Andrea Pomini, ecco gli screenshot del fantascientifico servizio di Top Girl dedicato ai neofascisti, Una nuova tribù urbana davvero troppo fiCa. Alla fine c’è pure una pratica dressing guide.

 

L’articolo intero ad alta qualità è qua. Io non ho davvero parole.

 

 

 

[Disclaimer: le pecette gialle sono state aggiunte da chi ha scannerizzato l’articolo. Ovviamente non ci sono sugli originali]

 

 

Update: l’inutile risposta della direttrice del giornale, su Lipperatura.