wild wild web

venerdì, 07 12 2007

Friday I’m in points

[quasi un tumblr, ma con un bel template e i commenti. Estetica? Democrazia? O vanagloria?]

 

_Se scrivi un post per punti vuol dire che non hai idee. O tempo. O che stavolta sei davvero alla frutta.

 

_Woody Allen per il Sindacato degli autori televisivi in sciopero. Alcune tra le sue battute migliori degli ultimi tempi.

 

– Le Breeders fanno un nuovo disco. I Moldy Peaches si sono di nuovo riuniti per uno show, e non escludono di farlo in pianta un po’ più stabile. I Led Zeppelin rimandano, ma confermano: sono tornati pure loro. Per i My bloody Valentine aspettiamo solo una data italiana (e anche qui, un disco). I Portishead tornano a calcare un palco stasera e domani nella versione natalizia dell’ATP (che curano), e a Marzo arriva quel disco che aspettiamo da 10 anni. Mancano i Wham e gli 883 e le abbiamo viste tutte.

 

Ricaricare un iPod con una cipolla? Ci eravamo cascati in tanti, ma pare essere una bufala; e dive c’è una bufala c’è Il Disinformatico di Paolo Attivissimo, che spiega il perchè.

 

– Se stasera passate a Bologna, mi trovate a mettere i dischi al Covo (al Gate 1, con Marina) dopo il concerto dei sempre ottimi Enon. Sarò più Starcastico che mai.

 

_ 20 most wanted Christmas gifts for the info-addicted. Sottotitolo: 20 idee regalo per i geek. A parte il Nabaztag regalatemi pure quello che volete, chè tra poco è pure il mio compleanno.

 

– Un Word Processor (letteralmente) fatto a mano: Word perhect. Bizzarro, ma affascinante.

 

– Diversissime eppure lanciate quasi in contemporanea, la 42 Records e RCRD LBL sono due ottimi esempi di quello che ci riserva il futuro nel campo della musica indipendente. Una è italiana, l’altra americana. Una è una vera e propria etichetta che pubblica dischi, l’altra è un m-blog che vanta contenuti legali (a fronte di registrazione dell’utente e pubblicità) e la sponsorship di varie etichette. La prima ci ha già regalato una ottima compilation in free download (con un sacco di eccellenti band italiane, tra cui Fake P, Magpie, Albanopower, København Store, A classic education e Cat Claws), la seconda una valanga di post dimenticabili e appena un paio di contenuti interessanti (un inedito dei Junip di Josè Gonzalez e un nuovo pezzo dei Zoot Woman) e poco di più.  Per ora vinciamo uno a zero. Anzi, 42 a 2.

 

_Per finire un pregevolissimo link postato da cru7do chez Il Boss: Topless Wii. E’ proprio quello che promette.

 

martedì, 04 12 2007

Affinita’ e divergenze

[da 20 Photographs taken at the exact right angle, (via)]

 

lunedì, 03 12 2007

No more office

venerdì, 30 11 2007

How to turn Scarlett Johansson into a zombie

Bonus (sempre lei):
The Teenagers
Starlett Johansson (MP3)

 

mercoledì, 21 11 2007

Call and response

[Devo spiegarvi a cosa servono le Call me panties, o ci arrivate da soli? Per gli ingenui, i puri e gli amanti di insoddisfacenti video softcore, qui ci sono anche un paio di mini-video di spiegazione. Peraltro, mi ha fatto tornare in mente il leggendario Lapjuicer, ve lo ricordate?]

 

venerdì, 16 11 2007

A ognuno il suo hobby

[Costui, chiunque esso sia, si diverte con le Matching album covers. Straordinariamente inutile, come è inutile dire che è il tipo di cose che mi entusiasmano ben più di quanto dovrebbero. Ne facciamo anche uno noi con i dischi italiani?]

 

giovedì, 15 11 2007

Se scrivi un post per punti vuol dire che non hai idee

 

_Se scrivi un post per punti vuol dire che non hai idee. O tempo. O voglia di dare forma a quelle idee. O un tumblr che  i lettori occasionali non leggeranno mai. O nessuna delle quattro cose contemporaneamente. Abbiate pazienza almeno voi, chè io la mia l’ho persa parecchio tempo fa e ho tentato di sostituirla con le serie tv americane, gli hobby ingombranti che ti fagocitano la vita e le camicie da stirare. Non funziona, ma almeno non mi annoio mai. Oppure sempre, in ogni singolo momento.

 

_Se scrivi un post per punti, è per segnalare il singolare mash-up tra Super Mario e Pc-man. Di parodie del genere ne esistono a palate, ma per motivi ignoti questa è ipnotica. (grazie a Felson)

 

_Se scrivi un post per punti, è per condividere una sommessa imprecazione per la cancellazione delle date italiane dei Go! Team, nonchè di quella dei Super Furry Animals. Al posto della prima si può andare al Covo a vedere Damon & Naomi (non è la stessa cosa, ma almeno ci sono i Magpie di supporto), al posto della seconda non so, facciamo una cena da me?

 

_Se scrivi un post per punti è per concederti, una volta ogni tanto, un link politicamente scorretto ma bizzarramente divertente: Men who look like old lesbians. Non so perchè, ma fa più ridere di quanto sembra.

 

_Se scrivi un post per punti è per ricordare un po’  di appuntamenti che ti riguardano (how shamelessly self-promoting of you!):
   – stasera (insieme ad Enzo) dirò qualche parola per presentare la proiezione di Souvenir of Canada, il documentario ispirato ai due omonimi libri di Douglas Coupland, all’interno della rassegna Pagine nascoste. Alle 21.00 in Sala 100fiori, Via Gorki 16, zona Corticella, Bologna (entrata dalla rotonda al termine di Via Byron, capolinea autobus 27). Ingresso 5 euro.
   – venerdì sera a Get Black si parlerà di teatro, e avremo finalmente in studio Marina Pitta, già voce di tutte o quasi le nostre sigle e i nostri reading. Un’attrice teatrale e insegnante di recitazione di lungo corso come lei avrà parecchie cose da raccontarci. E, sadicamente, potremo farle leggere di tutto.
   – sempre venerdì sera, a seguire, sarò in consolle al Covo (insieme a Marina), dopo il live dei sempre travolgenti Stereo Total. Una sera così ci vuole proprio.

 

_Se scrivi un post per punti è anche per ricordare che Google Maps e Google Earth non servono solo per cercare la strada che va dall’ufficio a quel nuovo centro commerciale, o per guardare la propria casa via satellite, ma anche per spulciare dall’alto il set di Lost, e vedere che forma ha, nel mondo reale, l’isola. E’ -tipo- un’isola.

 

_Se scrivi un post per punti è per assicurarti che tutti abbiano ascoltato i pezzi coverizzati dai Radiohead nella loro recente webcast: Unravel di Bjork, The Headmaster Ritual degli Smiths, Ceremony dei New Order. Tutte e tre notevoli, e tutte scaricabili da qui.

 

_Se scrivi un post per punti è per chiederti se lo Skypephone di Tre è una fregatura. ? No? Forse in effetti no. Ma boh, io aspetterei, e vedrei come va.

 

_Se scrivi un post per punti è per segnalare che è tornato Macromeo! Stesso talento sghembo, ma ora arrangiamenti assai più mainstream. Il successo è dietro l’angolo?

 

_Se scrivi un post per punti è per chiudere in bellezza, con la cover di Umbrella di Rihanna in svedese, in versione pianistico-confessional. Ella Ella Ella Eh Eh.

 

lunedì, 05 11 2007

Maurizio Costanzo perseguita me e la mia famiglia

 

 

 

 

Era da un po’ che non ridevo per segnalazioni così stupide eppure brillanti come quelle di Star Walls, il blog dedicato alle scritte sui muri (e affini). La cosa che merita di più sono i titoletti. Grazie a Mattia per la dritta.

[il titolo del post è una splendida scritta che c’era non lontano da casa mia fino a qualche anno fa. C’era tutto un filone sul tema, in giro per il quartiere]

 

mercoledì, 31 10 2007

Leggi e impara

Notevolissimo: 100 reasons why you’re still single.
Una selezione:
#2: Credi all’effetto Axe.
#15: Sei tu quello che dà il via al trenino.
#10: Sei Courtney Love.
#32: Tieni un diario dei tuoi sogni.
#52: Hai più di zero pelouches sul letto.
#62: Hai scritto "Dungeon Master" sui tuoi biglietti da visita.
#69: Hai un soprannome che fa rima.
#60: Consideri i Maroon 5 "il tuo gruppo"

 

[e sempre tra le ottime liste di Radar Online: 50 things you should never say (#1: Questa è la mia canzone preferita dei Creed. #9: Scusa, è solo che questa suoneria mi ricorda la mia ex… #47: Sono sempre stato il tipo da deodorante facoltativo) e 100 Self-Help books you can do without (#14 101 cose che avresti potuto portare a termine se avessi viaggiato indietro nel tempo fino al momento in cui hai cominciato a leggere il titolo di questo libro #39 L’orgasmo maschile elusivo #41 La risoluzione dei conflitti: il metodo Pol Pot #66 Sei sicuro che vuoi il secondo? Instillare disordini alimentari nei tuoi figli)]

 

lunedì, 29 10 2007

Meraviglia! Genio! Follia!

Si può essere sconfinatamente pieni di ammirazione nei confronti di una persona e insieme malignamente dubbiosi per la sua sanità mentale? Il creatore di TheDianaMistery.Com mi suscita proprio questa reazione. Quest’uomo ha evidentemente parecchio tempo libero, e ha deciso di investirlo per dimostrare al mondo l’esattezza della sua inquietante teoria: Morrissey è strettamente collegato alla morte di Lady Diana.

Le prove sono schiaccianti: dai testi di The Queen is dead (sì, anche quello di Vicar in a tutu) alla copertina del best Singles, dalle circostanze della morte di LadyD (come il numero del pilone su cui si è schiantata l’auto, o il monumento che sta sopra il tunnel dell’Alma) ad alcune dichiarazioni rilasciate negli anni da lui o da lei. Per i dettagli guardate il video qui sotto e spulciate il sito, che contiene una tale quantità di perle deliranti che alla lunga quasi il dubbio te lo fanno venire. A testimonianza del fatto che, con abbastanza tempo ed energie a disposizione, è possibile dimostrare (quasi) qualunque teoria balzana.

 

 

mercoledì, 24 10 2007

L’ho sempre saputo

Come forse saprete, il sottoscritto non ha mai letto (nè ha intenzione di farlo) i libri della saga di Harry Potter. Libri che, fino ad ora, hanno venduto nel mondo circa 325 milioni di copie tanto che, tra quanti non li hanno mai letti, c’è anche chi -come Chuck Klostermann sull’ultimo numero di Esquire– ha paura di rimanere tagliato fuori.

Come forse saprete, una manciata di giorni, fa J. K. Rowling ha rivelato che uno dei personaggi centrali della saga del maghetto di Hogwarts, Albus Silente (Dumbledore, in inglese), era gay. Due giorni dopo è già spuntato fuori un sito (Dumbledore Pride) in cui vengono vendute t-shirt ironiche sulla cosa. Quattro giorni dopo le parodie impazzano per tutta la rete (come questa finta copertina di People), e le t-shirt vendute sono già a quota settemila.

….rimanere tagliati fuori? Naaaa.

 

lunedì, 22 10 2007

Cerchi nel grano reloaded

[Il cosiddetto Indian with earbuds è solo una delle innumerevoli stranezze aeree scovate da quelli di Map of strange. Che fa le pulci agli errori di Google Maps, scova relitti di navi ed aerei, e mette in risalto un bel po’ di cose curiose che noi terricoli di solito non vediamo. Istruttivo.]

 

giovedì, 11 10 2007

Loro chiedono a me, io chiedo a voi

Oggi mi è arrivata una mail:

Ciao XXXXXXXX,
Scusa il disturbo, ho letto che ti interessi dei nuovi modelli di business intorno all’industria discografica, così ti contatto per lavoro per segnalarti questa iniziativa tutta italiana che si chiama Downlovers. Si tratta di un sito dove è possibile scaricare gratis delle canzoni a fronte di uno spot di pochi secondi. Benché sia in beta e con un catalogo ancora limitato a 15mila pezzi, mi sembra giusto segnalartelo: http://www.downlovers.it anche perché immagino che, da buon amante della musica, apprezzerai questo tentativo di venire incontro alle diverse esigenze di chi ascolta musica o la promuove.

In futuro, per il 2008, dovrebbero anche essere implementate delle funzionalità di social networking e di promozione di gruppi emergenti.

Naturalmente, non c’è problema – figurati – a condividere la notizia con i tuoi lettori se ti va. Inoltre, se vuoi darmi il tuo riscontro sull’iniziativa o hai qualche suggerimento, séntiti libero di contattarmi. Essendo downlovers ancora in beta, i tuoi consigli possono essere senza dubbio ben utili, soprattutto sul catalogo da sviluppare!

Oggi non ho molto tempo per guardarci e capire se si tratta dell’ennesimo buco nell’acqua impaccato di DRM e con un catalogo limitato, oppure di qualcosa di un po’ più interessante. Le possibilità sono cento a uno (e la grafica quantomeno povera, i pezzi presenti in homepage e il testo della pagina Chi siamo non consentono di essere ottimisti), ma l’idea di far finanziare il download da una pubblicità non è necessariamente cattiva, e io sono il tipo di persona che dà sempre il beneficio del dubbio. Dategli un’occhiata voi: vale la pena?

 

mercoledì, 03 10 2007

Maybe I’m craaaazy

Sublime: il ThereminBOT che suona Crazy degli Gnarl’s Barkley. Pure con le percussioni.

 

martedì, 02 10 2007

La ricerca della forma perfetta

Non ricordo la prima volta che l’ho letto. Doveva essere 5 o 6 anni fa, forse su un articolo di Wired; «Il blog è morto», diceva, spiegando come la moda di queste goffe piattaforme per pubblicare online i propri pensieri sarebbe presto finita. Dopo un po’ ne ho aperto uno, ed in Italia ce n’era appena qualche centinaio. Ora, solo qua, i blog sono circa mezzo milione.

Con gli anni, come è ovvio, le cose sono un po’ cambiate. Rispetto ad allora, oggi ciascuno ha un ventaglio di scelte molto più ampio per decidere che forma dare alla propria presenza online. Si può decidere di esserci anche solo con un volto, qualche parola e una rete di (presunte) amicizie virtuali, si può essere presenti con i propri gusti e consumi (musicali, letterari, cinematografici), si può comunicare unicamente in forma di immagini (ci sono degli account di Flickr così curati e aggiornati che valgono più di tante parole) o di video, oppure scegliere qualche piattaforma che consente di inviare aggiornamenti telegrafici sul modo in cui si passano le giornate e sui pensieri estemporanei che ti capitano. Se hai molto tempo libero, online puoi pure viverci in 3D.

Ci sono un sacco di modi di essere online, e praticamente tutti sono nati dopo il boom dei blog. Per eroderne la quota di utenti, imbrigliarla su piattaforme proprietarie (da rivendere poi a peso d’oro alla corporation di turno) e incantarla con la semplicità d’uso, il carattere distintivo e l’automatismo che un blog, nella sua versatilità, non può e non vuole avere.

Negli anni abbiamo osservato curiosi i collezionisti di account, spinti da un mix di completismo e paura di restare indietro, e ci siamo divertiti a guardare i tanti che passano da una forma all’altra, senza requie. Nascono blogger, si convertono a flickr, provano myspace ma poi no, hanno una breve parentesi come podcaster ma poi passano a twitter, ne capiscono la futilità e si buttano sul tumblr, e chissà cosa apre domani, loro sono pronti. Studiare questa frenetica ricerca della forma perfetta è divertente e istruttivo.

E’ divertente e istruttivo perchè dice tanto di noi, e del nostro modo di attribuire agli artefatti cognitivi che noi stessi creiamo dei significati che loro, di per sè, non avrebbero neanche per sbaglio. E’ interessante notare come sia più una ricerca di vincoli che di libertà, quella che ci guida, quasi che dovessimo farci dettare cosa fare principalmente dalle cose che non possiamo fare. Ci angoscia così tanto la responsabilità di avere un po’ di libertà?

Ultimamente va forte Tumblr, il dimesso mini-blog senza grafica, link e commenti. C’è chi ne apre uno come blocco di appunti semi-pubblico e sempre online, chi ne apprezza la possibilità di monologare senza il rischio di essere smentit da repliche o dal contesto, chi ci si inventa agenzia di stampa di virgolettati che non interessano a nessuno (producendosi nello stesso esercizio di distorsione della parole altrui tipico del pessimo giornalismo di cui non fa che lamentarsi), chi lo usa come minimale valvola di sfogo dalla propria identità online ormai diventata troppo ingombrante e chi, semplicemente, come archivio di quick link che non vada perso nel mare dei bit. E’ curioso notare come siano i vincoli e non le nuove potenzialità a delinearsi come una novità liberatoria.

Ogni anno spunta fuori la nuova piattaforma che ucciderà i blog. Dalla sua nascita li danno per spacciati, questi innocui siti gestiti da semplici CMS a ordinamento cronologico inverso, che ad alto livello diventano quasi dei giornali, a basso livello possono essere poco più che una serie di frasette svagate, che possono diventare affollati come forum, veloci come chat, descrivere il loro autore meglio di qualunque diario, svelarne e articolarne i gusti come neanche nei sogni del più fantasioso addetto marketing, eppure tecnologicamente rimangono più o meno gli stessi che erano quando sono nati.

La forma perfetta, per definizione, non esiste. Provate, però, a trovarne un’altra che le contenga (quasi) tutte, nello stesso modo disinvolto in cui ci riesce una cara vecchia piattaforma di blogging. La risposta, piuttosto, è un’altra: volete essere definiti da dei limiti, oppure da delle potenzialità?

 

lunedì, 01 10 2007

Inizia una lunga settimana

…e io non ho niente da mettermi. Ma ho un sacco di segnalazioni arretrate:

 

_Somewhere over the rainbow. Bum!! Dal nulla l’annuncio, e pare non essere un fake: tra 10 giorni esce In rainbows, il nuovo disco dei Radiohead. Parole chiave: offerta libera (per il download), 40 sterline (per la copia fisica, un pacco deluxe con cd, doppio vinile e frizzi e lazzi), niente etichetta (tecnicamente è autoprodotto). Roba da matti. Roba da Radiohead?

 

_Yawn and the city. Probabilmente lo sapete già: qualche settimana fa a Manhattan hanno cominciato a girare il film tratto da Sex & The City. Quello che non sapete, però, è la trama. The Hater dell’ A.V. Club parte da una foto di scena per esaminare i possible plotlines in the Sex & the City movie. L’ultimo (scaaarpee / di merdaaa) mi sembra il migliore.

 

_Frances Bean will have her revenge on Kelly Osbourne. La figlia del grunge, a 15 anni, è identica alla figlia dell’hard rock dieci anni fa. Corsi e ricorsi?

 

_Janelas Vista. Chi è stato almeno una volta a Lisbona lo sa già. Gli altri devono accontentarsi di Lisbon Windows. Ovviamente non è la stessa cosa, ma è comunque un bell’accontentarsi.
[grazie a non ricordo più chi – ho perso la mail]

 

_Live and updated. La piccola agenda dei concerti è stata aggiornata. Qualche cancellazione, qualche sostituzione, e diverse aggiunte e integrazioni. Grazie a tutti per le segnalazioni (e scusate per la rima).

 

_Mi fa venire voglia di comprare un RAZR 2. Oppure di smettere do adorare Gondry, devo ancora decidere. In ogni caso, lo spot della Motorola girato da Michel Gondry somiglia alle sue cose più materiche (dal video di Bachelorette di Bjork a L’arte del sogno), ed è davvero bello. Link: Youtube, Hi-RES, VERY HI-RES) (via)

 

_Eternal Kindness. E di Gondry, peraltro, uscirà il 25 Gennaio (negli States) il nuovo film Be kind rewind, con Jack Black, Danny Glover, Mos Def e Mia Farrow. Spero nella commedia geniale, ma temo la vaccata à la Kevin Smith minore. Aspettiamo, và. (Trailer)

 

_Un fake, ma si guarda anche volentieri. La storia della finta Sex Tape di Meg White finita su Internet la sapete tutti, lo so. Ma io tra una cosa e l’altra il video non l’avevo ancora visto (lo trovate su Product Shop NYC). Basta guardarlo per capire che non è lei: va troppo a tempo.

 

_TAFKAUDA. Fino a ieri lo chiamavano UDA; ora Giovanni Unhip Gandolfi lo dovremo chiamare PDDA?

 

_Italia Pizza Spaghetti Moda Mafia. La campagna di promozione dell’Italia per l’estero The italian food collection è brillante o terrificante?

 

_Good news for people who love bad photos. Una curiosità: sono l’unico a trovare strepitoso il fotoblog ufficiale dei Modest Mouse (per foto tipo questa, questa o questa)?  

 

_ADSL-Team. Uno dei motivi per cui il web è bello, è perchè dentro ci sono anche cagate impagabili come Scopri quanto scarichi veloce con Mr.T. Roba di alta classe, altrochè.

 

venerdì, 28 09 2007

Forse il mio antispam non funziona troppo bene

Stamattina sulla posta del lavoro mi è arrivata una delle più belle mail di spam  che io abbia mai ricevuto:

 

martedì, 25 09 2007

NE(u)Trality

Essendo ancora nel bel mezzo di un Medio Evo informatico che ha ben altri problemi da risolvere, in Italia non se n’è mai parlato molto; eppure il tema della Net Neutrality è tutt’altro che una cosa da sottovalutare.

Neutralità della rete significa che, a prescindere dal provider con cui ci si connette alla rete, l’accesso ai contenuti deve essere lo stesso, tutti sono collegati a tutti.

Se la neutralità della rete viene a mancare può significare trovarsi a scegliere un provider di accesso ad internet sulla base dei contenuti (siti web, servizi VoIP ecc) che si possono utilizzare con quel provider. Se mancasse la neutralità i provider potrebbero fornire il servizio di connessione ad internet favorendo alcuni contenuti del web rispetto ad altri. [#]

Non è un concetto complicato (e neanche inattuale, come sa bene chiunque si sia trovato con la banda drasticamente ridotta a causa dell’uso di sistema di file sharing, come pare stia furtivamente cominciando a fare qualche provider italiano), ma non è neanche semplicissimo. Per questo qualche tempo fa un utente di un forum americano (i dettagli su Boing Boing) ha realizzato la finta pubblicità di un provider della futura, non auspicabile, Internet non neutrale che vale più di mille parole:

 

[clicca per ingrandire]

 

mercoledì, 12 09 2007

Il Grillo parlato

Più di una persona mi chiede via mail per quale motivo io non abbia scritto nulla del V-day. La risposta è che, oltre ad avere ancora le idee piuttosto confuse in merito (non ci sono andato perchè non è il tipo di cose che fa per me, e non sono neanche tanto sicuro che le proposte di legge che promuoveva siano così ineccepibili come sembrano aprima vista), non ho davvero nulla di interessante da dire sull’argomento. Qualcuno, però, ce l’ha.

 

Daniele Luttazzi (sul suo blog):

In soldoni, la proposta di legge per cui Grillo ha raccolto 300mila firme mi sembra che faccia acqua da tutte le parti.

Primo, perchè un parlamentare con più di due legislature è una persona la cui esperienza può fare del bene al Paese. Pensiamo a gente del calibro di Berlinguer o di Pertini ( talenti che non ci sono più, ma questo è un problema che non risolvi con una legge, ci vorrebbe il voodoo). […] 

Due, perchè chi è condannato in primo e secondo grado non lo è ancora in modo definitivo. In Italia i gradi di giudizio sono tre. Il problema da risolvere è la lentezza della giustizia. I magistrati devono avere più mezzi, tutto qui. ( "Tutto qui" è ovviamente l’understatement del secolo. )

C, perchè poter esprimere la preferenza per il candidato ha dei pro e dei contro che si bilanciano ( come capita nel modo attuale ). In passato, ad esempio, poter esprimere la preferenza non ha impedito ai partiti di far eleggere chi volevano ( collegi preferenziali eccetera ) . Nè ha impedito alla gente di scegliere, col voto di preferenza, degli autentici filibustieri.  [#]

Marco Travaglio (su L’Unità, da Onemoreblog):

In un Paese che ha smarrito la memoria e abolito la logica, questa inversione del vocabolario ci sta tutta: la vera politica diventa antipolitica, la partecipazione popolare diventa populismo, la sete di giustizia diventa giustizialismo, fare i nomi dei ladri anziché urlare «tutti ladri» è qualunquismo. E infatti, che il V-Day fosse antipolitico, populista, giustizialista e qualunquista, lorsignori l’avevano stabilito prim’ancora di vederlo, di sapere che cos’era. A prescindere.  [#]

Massimo Mantellini (sul suo blog): 

Anzi paradossalmente Internet è stata usata da Grillo (come per la verità fanno in molti) per verniciare di nuovo vecchi meccanismi aggregativi che hanno in passato ottenuto uguale successo di pubblico per altre vie. Grillo per esempio da tempo straparla di blog e del loro grande potere ma si capisce bene, ascoltandolo, che si sta riferendo al proprio blog e a null’altro. Perchè null’altro forse conosce. Da questo punto di vista la definizione di "leghista ripulito" che alcuni miei caustici commentatori hanno ritenuto di dargli, non è poi cosi totalmente assurda: racconta di un massimalismo con platea plaudente che assomiglia molto ad una certa retorica celodurista oggi fortunatamente quasi passata di moda (a parte Borghezio ma questa e’ un’altra faccenda). [#]

Fausto Bertinotti (via Margopolis):

Una vecchia regola della politica è che i vuoti si riempiono. Certo, non sempre i materiali che riempiono il vuoto sono eccellenti, ma non possiamo prendercela con chi li riempie.  [#]

Michele Serra (su Repubblica):

Di qui in poi, naturalmente, comincia il difficile, per Grillo e per il "suo" movimento. E’ proprio la natura rudemente politica delle richieste messe in campo che non consente comode ritirate nel mugugno o nello sberleffo. Si può essere genericamente riottosi o anche furibondi nella critica, ma una volta che l’umore raggrumato attorno a un leader popolare si fa piazza, si fa raccolta di firme, si fa manifestazione da titolo di telegiornale, muta la natura stessa della mobilitazione. Una proposta di legge non è una pasquinata, non è un gesto dell’ombrello contro il Palazzo, è un passo avanti dentro l’agorà, una pubblica assunzione di responsabilità.  […]

In altre parole, la rappresentanza della politica tradizionale è in crisi, ma sostituirla con altra politica è il solo metodo accertato di "cambiare lo stato delle cose", come già sapevano e dicevano i vecchi rivoluzionari. Amici e detrattori di Grillo, da oggi, seguiranno con mutata attenzione le sue mosse. Già altri movimenti impetuosi (da quello pro-giudici ai tempi di Mani Pulite ai girotondi a infiniti e ricorrenti subbugli studenteschi) sono finiti in niente dopo avere riempito piazze e giornali e telegiornali. E’ mancata, in quei casi, la capacità di trasformare in peso politico l’investitura popolare. Anche in questo caso non resta che aspettare. Cominciando, intanto, a prendere atto di una giornata non consueta, non facilmente incasellabile. [#]

martedì, 11 09 2007

Watermark orchestar

Intorno al 26 Agosto il nuovo disco di Beirut The flying club cup è stato messo online, un paio di mesi prima della sua data di uscita. Beirut è il nome dietro cui si nasconde Zach Condon, talentuoso ventunenne americano con la faccia un po’ antipatica (come la maggior parte dei ragazzetti telentuosi) e un’idea molto confusa della geografia (si chiama come la capitale del Libano, suona un mix tra indie-folk d’autore e musica balcanica, e il suo pezzo più bello e famoso si intitola Postcards from Italy).
Dicevamo: il suo nuovo disco è stato messo online mesi prima della sua uscita, come succede a molti altri dischi (quasi tutti): dov’è la notizia?

 

La notizia è che questa volta il disco era watermarkato, ovvero contrassegnato copia per copia nel suo contenuto, in modo che, nell’eventualità in cui fosse convertito in mp3 e messo online, sarebbe stato immediatamente possibile risalire al responsabile; si tratta di una pratica sempre più comune negli ultimi tempi (anche se non certo a prova di bomba), con cui le case discografiche mirano a scoraggiare tutti coloro che per motivi professionali ricevono copie promozionali del disco in anticipo (giornalisti, deejay, promoter, distributori) dal diffondere il disco online.

 

 La copia finita online era stata inviata a Erik Davis, giornalista e scrittore americano che al momento scrive su due riviste di culto come Blender e Arthur che, non avendolo apprezzato granchè (del resto, se date retta a me, è in effetti una palla pazzesca) l’aveva bellamente venduto a un negozio di dischi usati in un periodico ripulisti di casa. Chi l’ha comprato non ci ha pensato due volte, e l’ha messo online alla faccia di Davis. L’intera storia è raccontata con dovizia di dettagli da Davis nel suo blog, in un post in cui il giornalista si interroga anche sui risvolti, per così dire, ‘filosofici’ della questione, per cui ciascuna copia del disco watermarkato porta al suo interno i dati del suo destinatario ed è, in qualche modo, in grado di ricattarlo e condizionarlo, come se, in un panorama segnato dalla crescente smaterializzazione dei contenuti culturali, gli oggetti stessero tentando di mettere in atto la propria vendetta.

Moreover, the watermarked disc itself is, in some informational sense, alive, or at least virally infected with the digital ghost of my life. When I let that Beirut advance slip out of my hands, a little piece of me went with it, a chunk of virtual identity that I hadn’t agreed for it to appropriate and that I didn’t even know about. Instead of the old informal economy of circulating copies of music, I had become enmeshed in an emerging and far more claustrophobic world of endless virtual contracts and licenses, a world where objects command and the turn against you, where music has become data, and enjoyment little more than the processing thereof. [#]

 

Beirut – Nantes (MP3)

Beirut – Postcards from Italy (MP3)

Beirut – Live @ San Francisco, 20 Oct 2006 (LINK > 15 MP3)

 

mercoledì, 05 09 2007

Sound of paper

[Paper record Player di Simon Elvis è interamente fatto di carta e va girato a mano, ma funziona. Basta solo stare molto zitti (il volume è un po’ bassino). E lontani dal fuoco]

 

mercoledì, 05 09 2007

Mi Illuminoid di immenso

Non è la prima volta e non sarà l’ultima che da queste parti si parla di Bastard pop. Ogni qual volta il non-genere (spesso dato per morto) in cui il pop divora se stesso e sputa i resti in rete regala qualche piccolo scampolo di genialità, non riesco mai a fare a meno di esaltarmi e di diffonderne il verbo quanto posso. Questa volta a farmi tornare verso qui lidi è stato imbattermi nello spartano sito di The Illuminoids, duo di DJ losangelini già gestori di un bel podcast settimanale (sempre a tema Bastard Pop) e autori di una serie di brillanti mash-up (quasi) tutti scaricabili da qui. I miei preferiti (alcuni recentissimi) qui sotto. Non male, per un genere nato morto.

 

 

!!! VS Velvet Underground VS Eric Clapton – Must be the cocaine man (The Illuminoids mash-up) (MP3)

 

Beck VS M.I.A. – Boy bomb (The Illuminoids mash-up) (MP3)

 

The Beatles VS Clapy your hands say yeah VS Edith Massey – Satan said Walrus eggs (The Illuminoids mash-up)  (MP3)

 

giovedì, 30 08 2007

I collezionisti di account

Nonostante io passi buona parte della mia giornata online (al lavoro, a casa, mentre dormo), e nonostante io sia in linea di principio un suo grande sostenitore, a parte il blog non sono un grande consumatore di servizi di publishing/community web 2.0. Oltre a queste pagine, a un ultra faceto account su Twitter (esattamente complementare a un blog: il bello è che non serve a niente, e che puoi smettere quando vuoi; vi ricorda qualcosa?) e a una recente infatuazione per Anobii (quasi inevitabile per un bookworm completista come il sottoscritto), mi tengo ben lontano da qualunque servizio 2.0 categorizzabile, a vari gradi, secondo la triade profiling/publishing/community. Vade retro ai profili vuoti di Myspace e alla sua comunicazione che si riduce a richieste e ringraziamenti, ai profili anche troppo pieni di Facebook e al chiacchiericcio di Jaiku, all’esibizionismo fotografico di Flickr e a quello audiovisivo di Youtube, al classifichismo musicale automatizzato di Last.fm e alla spartana laconicità mascherata da profondo ermetismo di Tublr (che non fa niente che non si possa fare anche su un blog, ma ora è più cool), e così via.

 

Capisco benissimo chi sceglie un servizio piuttosto che un altro per marcare la sua presenza online e i suoi contatti più o meno virtuali; ciascuno trova il proprio mezzo (e il proprio contesto) per pronunciare il fatidico «Hello world». Non capirò mai, invece, come riescano tanti ad avere un account su tutti o quasi i servizi elencati sopra, senza avere tutta la giornata a disposizione per coltivarli a dovere, oppure senza sprecarne le potenzialità a renderli, in definitiva, delle inutili tacche sul proprio fucile 2.0.

Quale servizio di messaggistica useranno i collezionisti di account? Quello di Myspace, di Flickr, di Twitter? Ma non c’era già la posta elettronica? E di quali friends (o follower, o vicini, o link nel blogroll, quel che è) sono più amici? Qual è la prima pagina che aprono appena accendono il computer, e quanto ci vuole prima che arrivino all’ultima? Quante informazioni sulla loro vita hanno bisogno di mettere in rete, prima di sentirsi completi?

 

lunedì, 27 08 2007

Inutilia del lunedi’

 

_Passatempi inutili: Faceball. Scopo del gioco, lanciarsi la palla in faccia. E basta.

 

_Eventi inutili: Tetramine day. Il raduno dei tetramini umani (ovvero -più o meno- persone travestite da pezzi di Tetris) è il 30 settembre a Bologna. 

 

_Blog inutili: Thanks4TheAdd.blogspot.com. Un blog che colleziona…indovinate cosa?

 

_Consigli inutili: 10 surprising uses for aspirin. Tra le altre cose smacchia, non fa seccare e combatte la forfora.

 

_Band inutili: Harptallica. Se pensavate che gli Apocalyptica fossero troppo, che ne dite di una tribute band dei Metallica per sola arpa?

 

_Notizie inutili: Giant Lego man found in the sea. Lo voglio!

 

_Foto sets inutili: Stormtroopers in love. Anche un po’ perversamente affascinante, però.

 

_Notizie inutili (2): Cuoce il laptop nel forno. Con finale a sorpresa.

 

_Tendenze inutili: Secondo il Times, le felpe col cappuccio passano di moda, quest’anno va il cardigan.  Una volta che ero alla moda, neanche lo sapevo.

 

_Fotomontaggi inutili: Steve Jobs grave. Fatal error occurred.

 

giovedì, 12 07 2007

Thursday I’m in points

 

Io ho sempre sognato di essere Madrox, l’Uomo multiplo –  9 Superhero Powers That Would Be More Trouble Than They’re Worth.

 

 

Eternal sunshine è qui – Che tra poco Lacuna,Inc. diventi realtà? (grazie Palaz)

 

 

Plagio, plagio! – L’ultimo singolo di Avril Lavigne, Girlfriendè copiato da I wanna be your Boyfriend, un oscuro pezzo di una oscura band della fine degli anni ’70? L’interessata smentisce offesa. Giudicate voi:

Avril Lavigne – Girlfiend (30 sec) (MP3)

The Rubinoes – I wanna be your boyfriend (30 sec) (MP3)

 

 

Non ve l’avevo mai detto? Nuxx è un genio –  Sul suo blog, Nuxx firma uno spettacolare mash-up verbale tra il testo di Robespierre degli Offlaga e  quello de Gli Anni degli 883:  883 Disco Max – Gli Anni di Robespierre.

 

 

Il brand è importante –  Interessantissima categorizzazione dei loghi delle organizzazioni terroristiche. Vanno per la maggiore: la stella (sì, ci sono anche le BR), un fucile, due fucili (o altre armi) incrociati, teschi, animali con più teste, simboli religiosi in genere.

 

 

I know a place where no cars go – Ieri sera a Ferrara gli Arcade Fire sono stati eccezionali. Non sono mai stato un loro grande fan (come avrete intuito dalle volte che ne ho parlato su queste pagine; e, ancor di più, dalle volte che NON ne ho parlato), ma il loro concerto è stato uno dei migliori che io abbia visto di recente. I pezzi che su disco non mi convincono dal vivo hanno un senso, i singoli spaccano, la band è eccellente e lo show è magnificamente orchestrato. Status di culto pienamente meritato. Scarica:

 

Arcade Fire – Live @ NPR 17/02/07 (MP3 – 1 file, 77 minuti)

Arcade Fire – Live in Boston, 10/05/07 (link – 19 MP3)

 

 

Quanto a fondo può zoomare? –  I rivoluzionari segreti del pinch, il gesto introdotto dall’iPhone per zoomare le immagini.

 

 

Gente con troppo tempo libero /1 –  Periodic table of the internet.

 

 

Gente con troppo tempo libero /2 –   Anch’io vorrei tanto inserire il mio cellulare nel joypad di un Nintendo NES.

 

 

Tale padre, tale figlio? – Jethro Lazenby, primogenito nato fuori dal matrimonio di Nick Cave,  dopo aver fatto il modello, ora ha recitato in un film. Nome d’arte? Jethro Cave, ovviamente.

 

 

Ci ha preso gusto –  Il misteriosissimo trailer del misteriosissimo film di JJ Abrahms (Mr. Lost): anche se il film magari farà cagare, è già l’operazione di marketing ad essere una piccola opera d’arte. (grazie Junkiepop)

 

 

Il solito, geniale, Leonardo –  Il duce,  le tette e la televisione estiva: Leonardo su Piste