Miscellanea

mercoledì, 26 03 2003

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Tornano i La Crus
Stando a quanto scritto sul loro lacunoso sito ufficiale (fortunatamente in costruzione), è uscito L’Urlo, nuovo singolo dei La Crus. Non sono ancor riuscito a sentirlo, ma ho trovato qui questa descrizione:
Il nuovo singolo dei La Crus, in attesa del nuovo album “Ogni cosa che vedo”, e’ un brano di forte connotazione elettronica di ispirazione inglese che ha nei Depeche Mode uno dei suoi gruppi di riferimento. (..) Il brano dal grande impatto emotivo e’ fortemente radiofonico e predisposto per diventare un successo anche nei club di tutta Italia.
Spero che radiofonico non voglia dire che è una cagata. L’album esce l’11 Aprile. Attendiamo fiduciosi.



martedì, 25 03 2003

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Prendi Ken Loach e portalo al sole
Ieri sera cinema, I lunedì al sole. Film spagnolo che ha fatto incetta di premi in patria (battendo pure Parla con lei del neo-premio Oscar Almodovar), è la storia di un gruppo di disoccupati galiziani impegnati a tirare avanti tra vita quotidiana, amicizia e problemi famigliari. Mi aspettavo qualcosa tipo Full Monty, invece siamo più dalle parti di Ken Loach, con le dovute differenze culturali e un sacco di spigoli in meno. Siamo comunque anche lontani dalla commedia, a meno che non si consideri tale l’amaro ridere delle disgrazie altrui.
Bello, e abbastanza triste. Mi rendo conto della scarso valore critico dei termini che ho usato, ma rendono l’idea più di cento giri di parole.


martedì, 25 03 2003

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Blog Thanks
Grazie a Polaroid per avermi fatto conoscere i Postal Service. Obrigado.

martedì, 25 03 2003

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Così si capisce un po’ di più (non che serva)
Se proprio non si può fare a meno di imbattersi in vari bollettini di guerra al giorno (io sto riuscendo ad evitarne gran parte), almeno capirci qualcosa: Severgnini spiega qui i termini americani che vanno per la maggiore.

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lunedì, 24 03 2003

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Bello smentire
Le accuse di pedofilia a Robert ‘3D’ Del Naja (leader dei Massive Attack) sono cadute.
(segnalato da FFWD)


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lunedì, 24 03 2003

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Il Grande Fratello? Ce l’hai addosso
Benetton ha annunciato che inserirà dei microchip nei propri abiti. Ufficialmente per combattere le contraffazioni…scommettiamo che poi trovano anche qualcos’altro da farci? 
Tra l’altro non sono i primi: un mese fa ci si è messa pure la Gillette.


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lunedì, 24 03 2003

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Listening room (4)
PGR – Montesole: Bello, molto bello. Ma pesante, molto pesante. Prendete i CSI, scarnificatene la musica, asciugatela, toglietele la batteria ed ogni riferimento al rock, lasciatele solo la forza delle parole, di due voci salmodianti e di tastiere evocative. Lo so, non è facile da immaginare, ma questo è Montesole, nuovo disco dei PGR di Ferretti e soci. Nuovo disco ma vecchio concerto: Montesole è infatti la registrazione del concerto di un paio di anni fa che ha segnato la nascita del gruppo dalle ceneri dei CSI. E sono infatti canzoni dei CSI, adeguatamente riarrangiate e ridotte all’osso, a fare la parte del leone; Guardali negli occhi è più solenne che mai, Unità di produzione diventa un inno (non fosse per quel vocoder stile Eiffel 65 alla fine…), Finisterre un salmo. E’ inevitabile trovarsi ad usare parole religiose davanti ad un disco del genere, perchè è proprio una messa cantata che viene in mente ascoltandolo. Non a caso tra le canzoni, a parte quelle già note, vari strumentali e un paio di pregevoli inediti (1/365 su tutti) spiccano 2 inni religiosi (che diventano tre con Madre). Il tutto è solenne ed evocativo. Bello, molto bello. Ma pesante, molto pesante.
Ulan Bator – Nouvel Air: Aria nuova fin dal titolo, per il gruppo italo-francese capeggiato da Amaury Cambuzat. Disco sfuggente e difficile da inquadrare, etereamente pop senza rinnegare il passato, ma dimenticandolo un po’. Poco rimane, infatti, delle strutture ipnotiche e ripetitive, parenti strette del post-rock, o delle code noise che caratterizzavano il suono della band, in particolare nel bellissimo Ego:Echo. Oltre ad un cambiamento nel songwriting (decisamente più focalizzato sulla forma canzone), il merito è probabilmente della produzione di Robin Guthrie dei Cocteau Twins, che smussa gli angoli ed elimina le asperità e le improvvise esplosioni tanto tipiche del sound della band.
Inevitabile quindi la sensazione di essere davanti ad un passo indietro per gli Ulan Bator, che guadagnano in leggerezza e facilità d’ascolto ma perdono, e molto, in intensità.
[Gli altri Listening Room: 1, 2 e 3]




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sabato, 22 03 2003

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Loro lavorano e io faccio vacanza
Visto che a Splinder ci sono i lavori in corso, questo week-end mi prendo una vacanza dal blog. Torno lunedì.

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venerdì, 21 03 2003

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Chi l’ha detto che i geni sono sempre incompresi?
Il premio Nobel non ha bisogno di presentazioni. Il premio
Ig Nobel, ovvero il premio assegnato dall’ A.I.R. -gli Annals of Improbable Research– alle ricerche e scoperte scentifiche più improbabili e bizzarre, invece sì. L’Intercapedine gli ha dato un’occhiata, scovando tra gli ultimi vincitori il notevole calcolo esatto delle Probabilità che Gorbaciov sia l’anticristo, e il più scontato studio sulle Relazioni tra altezza, lunghezza del pene e misura di scarpe. A quest’ultimo la saggezza popolare (con l’arcinota regola della ‘elle’) era già arrivata da tempo…
[E’ la seconda volta in tre giorni che linko L’intercapedine. Come minimo le devo una cena…o lei a me?] :-)


venerdì, 21 03 2003

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::. Ieri. Ulan Bator live@Estragon
Gli Ulan Bator dal vivo sono portentosi. La loro musica, qualcosa che oscilla tra melodie ipnotiche ed esaltati cavalcate, sussurri ed esplosioni, dramma e ballata, dal vivo è nel suo habitat naturale. La joueuse de tambour è più cinematografica che mai, Merci x faveur è quello che il pop dovrebbe sempre essere e Soeur Violence ibrida qualcosa di jazzy, ballata, pop e rock con un fascino difficilmente eguagliabile. Amaury Cambuzat è carismatico quel tanto che basta per essere un ottimo leader senza risultare presuntuoso, la chitarra di Egle Sommacal è adeguatamente defilata ma presente, il basso sinuoso il giusto, e la batteria è tra le migliori che io abbia mai sentito (e visto); onore al merito di Matt Dainese, batterista geniale ed anfetaminico i cui ritmi in levare ed il cui stile sempre sopra le righe (movenze tarantolate comprese) sono forse il maggior merito del gruppo franco-italiano.
Peccato ci sia stato poco spazio per i brani vecchi, a favore delle canzoni dell’ultimo Nouvel Air (prossimamente su queste pagine), che privilegiano decisamente il pop e la forma canzone rispetto agli strumentali, alle improvvisazioni ed alle code rumoriste che hanno caratterizzato per anni il suono della band. Ma in fondo ci si può accontentare; solo quando è straordinario un concerto non basta mai.


venerdì, 21 03 2003

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Congratulations
Congratulazioni a Zenoid.

giovedì, 20 03 2003

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Infinite sadness
E’ molto triste che, nonostante fosse una guerra annunciata da mesi, la politica non sia riuscita a scongiurarla.
E’ molto triste che qualcuno, come Vespa ieri sera, presenti questa guerra come una partita di Risiko. Il sangue, però, quello è vero.
E’ molto triste che ci voglia una guerra per vedere un bel video dei Sigur Ros su Mtv alle 3 del pomeriggio.
E’ molto triste che oggi i server di Splinder siano lentissimi e vadano spesso in time-out, proprio nel giorno in cui Wittgenstein mi linka.
E’ molto triste che il massimo che io possa fare è bloggare la mia tristezza al mondo ascoltando Linea Gotica dei CSI.
E’ già qualcosa, lo so, ma è molto triste lo stesso.






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giovedì, 20 03 2003

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C’è chi colleziona francobolli e chi…
C’è chi ama le cose insolite. Come i bizzarri collezionisti che segnalavo la settimana scorsa, oppure come il gestore di The 555 list, sito che raccoglie una notevole quantità di numeri telefonici di personaggi di film e serie tv.
Siete alle prese con un X-files e avete bisogno di chiamare Mulder e Scully? Niente paura: Mulder risponde al 555-9355, e Scully al 555-1013. Volete fare 4 chiacchiere con Homer, Bart e il resto dei Simpson? Non avete bisogno dell’elenco di Springfield, basta chiamare il 555-8707. La vostra casa è infestata? Chiamate i Ghostbusters al 555-2020! E se avete bisogno di cambiare il presente (e ce n’è bisogno, di questi tempi), perchè non chiamare Emmet “Doc” Brown di Ritorno al futuro al 555-4385 e chiedergli di mettere in moto la DeLorean?
(Grazie Vinz)



giovedì, 20 03 2003

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Gente felice ma incazzata nera
Dalla homepage del sito dei Mogwai:
It’s official! Tony Blair is the biggest CUNT of ALL time.
Non siamo gli unici ad amare il proprio capo di stato…
Frattanto il gruppo scozzese ha resa nota la tracklist
dell’imminente nuovo album che si chiamerà, sorpresa sorpresa, Happy music for happy people.



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mercoledì, 19 03 2003

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Effettivamente non le uso più tanto spesso
Ma anni fa avevo un’attenzione speciale per il tipo di penna che mi capitava per le mani. A quanto pare, non ero il solo

mercoledì, 19 03 2003

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Ancora sulla questione Splinder
Come si auspicava ieri, Splinder ha cambiato il contratto delle condizioni d’uso, ed ha eliminato la clausola vessatoria contro cui si sono sollevate le voci dei blogger. Purtroppo non sono un esperto in diritto d’autore -anche se, in effetti, un po’ dovrei esserlo… ;-) – e non sono in grado di dire se nel contratto ci siano ancora cose che non vanno. Non credo che Splinder sia in malafede, e la pronta modifica alle condizioni d’uso -nonchè le cordiali e tempestive mail che mi hanno mandato in risposta alla mia protesta di ieri- mi dà in qualche misura ragione. Credo si trattasse di un eccesso di zelo, e ora che la clausola è stata eliminata possiamo dormire sonni tranquilli, come sostiene anche Mantellini nei commenti al suo post di ieri. Sempre che, chiaramente, le condizioni non vengano modificate di nuovo in corso d’opera, come ventila qui looptrain. La questione non è ancora conclusa ma quasi, e credo che un ulteriore chiarimento da parte di Splinder sia in qualche misura doveroso. Anche se, alla fine, abbiamo ottenuto ciò che volevamo, per lo più in tempi rapidi e senza dover alzare i toni, quindi non possiamo certo lamentarci.
Comunque terrò d’occhio l’homepage di Splinder.


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mercoledì, 19 03 2003

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Gonna be the revolution
Ho letto questo post su
>skip intro, segnalato anche da Manteblog, e sono arrabbiato. In due parole: grazie ad una clausola nel contratto che noi utenti di splinder abbiamo sottoscritto all’apertura del nostro blog, i diritti di sfruttamento economico di tutto ciò che scriviamo sono di Splinder. Ovvero: se in futuro i blogger di Splinder vorranno, ad esempio, pubblicare un libro con la raccolta dei loro post, non potranno.
Ora scrivo a Splinder, fatelo anche voi. O riusciamo a far cambiare le cose, oppure il cambiamento di piattaforma è inevitabile. Spero vivamente che Splinder dia ascolto ad i suoi utenti ed elimini la clausola, confermandosi, anche in questo caso, come la migliore piattaforma weblog italiana. Altrimenti, c’è l’imbarazzo della scelta.


martedì, 18 03 2003

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Confessa, confessa!
Tony Blair confessa di possedere la chitarra di Bryan Adams. Non so se abbia nessi con l’imminente (?) guerra, comunque anch’io un po’ mi vergognerei.

martedì, 18 03 2003

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Aveva un titolo tanto bello
All families are psychotic è l’ultimo romanzo di Douglas Coupland. Leggo qui che finalmente, a due anni dall’uscita originale, sta per essere pubblicato anche in Italia (proprio mentre negli States sta per uscirne un altro, Hey Nostradamus). Io l’ho letto qualche mese fa (un paio di citazioni qui e qui), ed è caldamente consigliato. Ma dovevano proprio cambiargli il titolo in Sacra famiglia?

martedì, 18 03 2003

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Questo è tempismo
Cantare I don’t mind at all di Bob Geldof, la sera di San Patrizio all’Auld Dubliner, con una pinta di weiss in mano. Come dire: c’ero quasi.

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lunedì, 17 03 2003

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Ci sono Ore e Ore
Ho provato a dirmi che era colpa della scomodità del cinema (è matematico: quando esce un film che aspetti con ansia, lo programmano sempre e solo nel cinema più infame), ho provato ad autoilludermi con il solito “il libro è sempre più bello del film”, ma non funziona: The Hours, diretto da Stephen Daldry, è proprio deludente.
E non azzardatevi a dire che era difficile renderlo, che il libro è complesso, e che quando un libro ti piace così tanto il film non può che deluderti; quando hai tra le mani uno dei migliori romanzi degli anni ’90 devi fare qualcosa di più. Non puoi accontentarti di pescare tre tra le migliori attrici sulla piazza, inventarti un naso finto ed assegnare la colonna sonora ad un compositore di fama (Philip Glass) sperando che basti.
The Hours di Michael Cunningham (il libro) è splendido: un’opera di rara poesia, con una meravigliosa prosa woolfiana, un intreccio notevole e l’intensità che pochi sanno trasmettere. The Hours di Stephen Daldry (il film) non raggiunge neanche un barlume della bellezza del libro di Cunningham, e il brutto è non ci prova neanche. Tenta di sostituire il flusso di coscienza della voce narrante con un ripetitivo e tediosissimo sottofondo musicale, sperando che lo spettatore comprenda da solo i mille non detti della storia e ne capisca l’intima bellezza. In questo modo tutto ciò che rimane è angoscia, e il film diventa un’esperienza terribilmente pesante.
Ecco come rovinare un gran libro. Complimenti, Mr. Daldry.
[Qui la recensione perplessa di Repubblica, qui la recensione del libro, qui la stroncatura di Slate, che 2 mesi fa mi sembrava eccessiva ma con cui ora mi trovo abbastanza d’accordo]





lunedì, 17 03 2003

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Nani e ballerine, pare
E’ iniziato il tour dei PGR. Se mi decido a comprare il biglietto per la data di Bologna vi saprò dire.

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domenica, 16 03 2003

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Se scrivessi canzoni con inni satanici nascosti…
…probabilmente mi offenderei per essere accomunato alle Las Ketchup. Pare infatti che ci sia qualcuno che pensa che Asereje, il tormentone estivo che ci ha perseguitato per vari mesi, sia un inno satanico. Paolo Attivissimo spiega perchè qui non lo è. L’inizio della spiegazione è particolarmente divertente:
Trovo particolarmente difficile spiegare come mai il testo di Asereje non è un inno a Satana, perché è assolutamente ovvio che non lo è. O almeno dovrebbe essere ovvio a qualsiasi persona di buon senso. E’ un po’ come tentare di spiegare perché l’acqua è bagnata. Ma ci provo lo stesso.



domenica, 16 03 2003

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Cos’altro?
Non basta il ritorno dei Savoia, adesso pare che ci siano pure i neoborbonici.

sabato, 15 03 2003

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Dovrei mettere in ordine
Si, lo so, dovrei mettere in ordine. Ma mettiamola così: quando hai avuto una settimana come la mia le condizioni di casa tua sono testimonianze importanti. Con un’adeguata esegesi delle tracce forse è addirittura possibile ricostruire la situazione politica mondiale, lo stato della libertà di stampa in Italia e il livello raggiunto dallo studio delle particelle subnucleari. Oltre alla mia settimana, s’intende.
Il divano è sommerso da una montagna di vestiti, per lo più appallottolati, e per lo più spochi, anche se tendenzialmente ancora gestibili. Il tavolo è pieno di giornali arretrati che non ho avuto tempo di leggere, e la scrivania è interamente coperta da cumuli di cd, testimoniando che, a destra, nella colonna Currently Listening dovrebbero esserci almeno 40 titoli invece dei 5-6 soliti. Sparsi nella stanza, in vari punti (rigorosamente ad intralciare il passaggio): uno zaino, una borsa, una valigia, la chitarra, due tubi di vitamina C, un dizionario di francese, un libro sull’Interazione Uomo-Macchina, due paia di scarpe, uno di pantofole e uno di ciabatte giapponesi, l’ultimo romanzo di Coe, un poster ancora arrotolato, una scatola semidistrutta di Risiko (con annessa scia di carri armati), un calendario non appeso, uno appeso, una cornice vuota.
La cucina è in condizioni ancora peggiori. Ma quella domani la pulisco, giuro.
Chissà che conclusioni trarrebbe un archeologo.




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