giugno 2006

venerdì, 30/06/2006

Disco drives

Benchè in questi giorni da queste parti si lavori un sacco, e benchè l’unico altro pensiero sia quello di sopravvivere al clima subtropicale, la movida estiva si fa sentire anche qui. A testimonianza di ciò, il sottoscritto stasera sarà impegnato in uno dei suoi rarissimi DJ set, a La Fonte di Arezzo (loc. Talzano), insieme al socio e con i visual di Milf_shake. Dopo la partita (è una serata win-win: se l’Italia vince, balliamo per festeggiare, se l’Italia perde balliamo per…vebbè, non ve lo dovrò mica spiegare io) e dopo il concerto dei sempre imperdibili Disco Drive, in giro per l’Italia a presentare il nuovo Very EP uscito su Unhip Records. Perchè tanto di questi tempi si suda anche a stare fermi. Quindi tanto vale ballare.

Disco Drive – A factory of minds (MP3)

venerdì, 30/06/2006

L’angolo Potemkin

Classic movies it’s okay to hate secondo The Onion A.V. Club. Tra gli altri, ci sono Guerre Stellari, Arancia Meccanica, L’esorcista, Fantasia e Il Grande Lebowski. Sull’ultimo, sommessamente, sono abbastanza d’accordo. E ora sparate pure.
[leggetevi le motivazioni, meritano]

giovedì, 29/06/2006

Cover me /2

Tunng – Pioneers [Bloc Party] (MP3)
I Bloc Party in versione folktronica? Possibile? Di più: notevole. I sempre bravissimi Tunng rileggono in chiave quieta ma inquieta questo singolo minore da Silent Alarm, traformandone il mood vagamente epico in dimesso mantra esistenziale, in cui spicca il testo insolitamente significante e un paio di cambi di ritmo un po’ spiazzanti. Ipnotica, e, in definitiva, un’ottima rilettura.

The Decemberists – Human Behaviour [Bjork] (MP3)
O la ami o la odi, questa reinterpretazione del primo singolo solista della diva avant-pop islandese, che risparmia al massimo sul tasso di bjorkismo per sopperire col fascino del suonato e con la sempre insolita voce nasale del buon Colin Meloy. Ci ho messo un po’ ad apprezzarla, ma ora sono dalla sponda giusta della barricata, forse. E voi?

Graham Coxon – Time for heroes [The Libertines] (MP3)
Ce n’era bisogno? Forse no. Anzi, decisamente no. Ma una bella canzone rimane una bella canzone, e se a cantarla non è un inglese strafatto di crack ma il nerd più talentuoso tra i chitarristi della sua generazione (anche lui non proprio lindo e pulito, ma chi siamo noi per giudicare), l’operazione non può che suscitare la nostra simpatia. Anche quando le due versioni sono, a conti fatti, esattamente identiche.

Lily Allen – Oh my God [Kaiser Chiefs] (MP3)
Un giorno non sei nessuno, il giorno dopo sei l’idolo -per quanto può contare- di decine di blogger: il copione è sempre lo stesso. Dietro la nuova beniamina degli hipsters di oltreoceano (e di oltremanica), però, c’è una major, e un progetto che pare partire dalla strada (come per M.I.A. e per Annie, ma anche per gli Arctic Monkeys -questi i nomi più citati come confronto) finisce a tavolino come per una qualunque starlette pop. Un po’ di talento c’è, e questa versione addomesticata quel tanto che basta del miglior pezzo dei Kaiser Chiefs ne è testimone; ma di strada da fare ce n’è non poca, e al primo passo falso sarà solo l’ennesima next big thing con un brillante futuro alle spalle.

mercoledì, 28/06/2006

You’re like a broken link to me

[Si compra qui]

martedì, 27/06/2006

Cover me /1

Bedhead feat. Macha – Believe [Cher] (MP3) (via)
Risale al 2000 e all’ultimo EP della fondamentale band americana prima dello scioglimento, questa bislacca versione della hit di Cher. I fratelli Kadane (poi artefeici, ma chevvelodicoaffà, del magnifico progetto The New Year) si fanno aiutare dai Macha per la doverosa reinterpretazione mesta e simil-acustica che ogni pezzo da classifica pseudo-dance si merita; la novità che scompiglia le carte sono i pulse telefonici stonati che donano al tutto il fascino che fa la differenza.

The Go! Team – Bull in the heather [Sonic Youth] (MP3) 
Pochi, pochissimi potevano osare: toccare questo classico dei Sonic Youth (tra i miei favoriti, all’interno del loro repertorio) senza fare una pessima figura è un’impresa da titani. Pochissimi potevano osare, e tra questi ci sono i Go! Team. Tra ricalco filologico e i soliti -mai così appropriati- cori da cheerleader, il collettivo inglese di pop aerobico supera se stesso. Un altro centro.

Cassettes won’t listen – Cut your hair [Pavement] (MP3)
Il solito gruppo che spunta fuori dal nulla, che non ha ancora pubblicato quasi nulla ma che ci sta simpatico già dal nome (e dal fatto che ha remixato i Midlake) è alle prese con uno dei pezzi più scanzonatamente pop dei Pavement. Se la cava con una buona dose di prevedibile elettronica a buon mercato e non osa toccare i coretti sotto copyright di Malkmus e soci. Non si poteva pretendere di più, e così direi che va già bene: funziona.

The Boy least likely to – Faith [George Michael] (MP3) 
Qualunque cosa la band inglese terrorizzata dall’età adulta tocchi diventa oro. C’è il banjo, la solita voce sussurrata, il flautino storto, gli handclapping, lo xilofono e tutte quelle cose lì, e per quanto mi riguarda potrebbe bastare. Ma poi c’è G-e-o-r-g-e—M-i-c-h-e-a-l, signori, il primo George Micheal solista nientemeno, vi rendete conto?

[come al solito i link sono un po’ pigri. ma funzionano]

martedì, 27/06/2006

Non saremo assimilati

[che il cappotto di ieri abbia trasformato i leghisti in Borg?]
[grazie a Checco]

lunedì, 26/06/2006

Lo struzzo metropolitano

[Che è un po’ come mi sento al momento. Si tratta di Embeds, installazione vagamente situazionista di Mark Jenkins. Qui l’inevitabile video con le reazioni dei passanti. Ma, ripeto, non è quello il punto]

lunedì, 26/06/2006

Ci sono cose che non si possono comprare. Per tutto il resto, ci si arrangia.

Sono al lavoro. Ci sono 35 gradi.

Costo di un condizionatore di media potenza: 4-500 euro.
Costo del condizionatore più la sua installazione, comprensiva della risoluzione di un numero rilevante di problemi logistici per nulla banali: troppo.
Costo di un ventilatore di potenza media: circa 20 euro.
Moltiplica l’effetto: per tre.
Sottrai: il calore prodotto dai computer accesi (8, in questo momento).
Costo di un paio di infradito di gomma della PAM: 3 euro.
Costo di un paio di pantaloncini corti di tela del mercato: 2 euro (cinesi).
Costo di una fornitura quotidiana di bevande ghiacciate (preferibilmente Fanta Icy Lemon): qualche euro.
Lavorare in un contesto che ti permette di andare a lavorare in shorts e infradito: non ha prezzo.

giovedì, 22/06/2006

Uomini e topi

Qualche anno fa qualcuno di mia conoscenza andava molto fiero del suo mouse a forma di M’n’Ms gigante. Niente a confronto con le meraviglie segnalate in Top 10 strangest computer mice da TecheBlog: vette di nerditune con il mouse a forma di Super Mario pixelato o con quello nascosto dentro il controller di un Nintendo NES, widget all-in-one con quello che include un telefono o un orologio (o un microfono spia) e bizzarri esperimenti di interazione uomo-macchina con quello comandato a pedali. Il topo standard è per chi non ha fantasia.

mercoledì, 21/06/2006

Beyond the valley of polka-dotted dolls

Lo ammetto, le ho liquidate in fretta. Ogni volta che nel corso dell’ultimo anno, in occasione dell’uscita di uno dei loro tremila singoli o del post di qualche blogger amante del genere (Polaroid su tutti, ovviamente), mi sono imbattuto nella musica delle Pipettes, ho fatto un sorrisetto e mi sono chiesto silenziosamente, storcendo il naso, cosa ci trovassero tutti nel trio vocale di Brighton. Il loro bubblegum pop a pois, ancorato a un punto non meglio precisato (e non sempre filologicamente preciso) tra gli anni ’50, ’60 e ’70 è tanto ben fatto quanto volutamente ruffiano, e l’impressione era quella che la band facesse di tutto non dico per non essere prese sul serio (quello, in qualche misura, è persino troppo ovvio; è retro-pop, mica musica concreta), ma che si esaurisse completamente in una messinscena macchiettistica e quasi parodistica.
Poi è arrivato il primo disco (We are the pipettes, in uscita a metà Luglio per la Memphis Industries), e al suo interno è arrivato un pezzo incredibile come Pull shapes, e mi sono sciolto. Per un breve periodo ascoltarle in cuffia è stato in grado di portare l’Estate ovunque fossi e qualunque cosa stessi facendo, che fossi su un autobus affollato o davanti a un computer sepolto dal lavoro. Il tipo di incanto che funziona da sè e per vie misteriose, e che ti costringe a metterti a canticchiare facendo le mosse anche e soprattutto nei contesti in cui sarebbe preferibile evitarlo. Come in un musical, solo che l’unico che si ferma e comincia a cantare e ballare sei tu.
Ma c’è dell’altro. Tutto questo, in ogni caso, è successo prima ancora di vedere il bel video di Pull Shapes, e di scoprire grazie a Max la nobile citazione cinematografica di cui si compone. Cosa che, se servisse ancora, complica e inficia in maniera irrimediabile la superficiale ipotesi parodistica.
Dopo l’entusiasmo, però, è venuta la paura. Siamo a metà Giugno, non c’è un tormentone estivo degno di questo nome da anni, e cosa mi spunta fuori? Un adorabile trio retrò con uno stile originale e distintivo, un singolo da paura e un video che cita le Las Ketchup.. Se se le fanno scappare sono dei pazzi.
Neanche il tempo di avere i sudori freddi per gli incubi a base di tatangele pipette mutanti (cit.), che da Colas scopro che l’irrimediabile è già avvenuto: non è ancora neanche uscito il disco e già le Pipettes sono state ospiti di Radio Deejay. La fine del fenomeno (o, se preferite, l’inizio del fenomeno) è imminente. Nella sua attesa, godiamoci le tre canzoni acustiche che il trio ha suonato su Deejay (in audio o in video, a vostra scelta). E non dimentichiamoci la maledizione del pop: quando funziona piace a tutti. Cantare con le mosse in mezzo a una folla, senza i sorrisi beffardi e gli sguardi di riprovazione, però, è molto meno divertente.

The Pipettes –
Pull Shapes (MOV)
Russ Meyer – Beyond the valley of dolls (original scene) (YouTube link)

Audio:
The Pipettes –
Pull Shapes (acoustic live @ Radio Deejay) (MP3)
The Pipettes – ABC (acoustic live @ Radio Deejay) (MP3)
The Pipettes – Why did U stay (acoustic live @ Radio Deejay) (MP3)

Video:
The Pipettes – Pull Shapes (acoustic live @ Radio Deejay) (WMV)
The Pipettes – ABC (acoustic live @ Radio Deejay) (WMV)
The Pipettes – Why did U stay (acoustic live @ Radio Deejay) (WMV)
[ogni tanto i server si incantano; se non riuscite a scaricare, riprovate tra un po’]

martedì, 20/06/2006

Na-na-na-na-na-na-fa-d-uei

Yesterduh.
[Sarà, ma questo rimane meglio]

martedì, 20/06/2006

Aria condizionale

Se passi buona parte di una radiosa domenica pomeriggio di metà Giugno chiuso in casa a sgrassare la cucina con Cillit Bang, buttando al vento con colpevole quanto non richiesta vocazione al martirio la metà precisa delle tue possibilità settimanali di mettere il naso all’aria aperta mentre il sole è ancora (o già) alto nel cielo, può essere che ci sia qualcosa che non va.
Ma quando più che la pura soddisfazione per averlo fatto è l’insano piacere nel raccontarlo ad esserne il motore, forse è davvero il caso di preoccuparsi. E non meravigliarsi se si passa tutta la settimana successiva a fingere di non interrogarsi sul modo in cui si passerà il weekend dopo; in pole position l’ipotesi di riordinare tutti i cd secondo l’ordine cromatico del dorsino, come nel retro della copertina dell’EP dei Disco Drive. Ma era solo un’idea.
Se poi prendi una decisione più o meno alle 3 di notte del venerdì sera, decidendo di cedere e di accettare un generoso invito a passare un paio di giorni al mare, probabilmente devi ringraziare il cielo per lo scampato pericolo; salvo poi pentirti della decisione circa un’ora dopo, durante una lotta titanica con le formiche alate che, alla faccia delle proprietà corrosive del Cillit Bang, hanno deciso di perseverare nella pratica che le vede farsi un giretto in massa nella tua cucina tutte le notti intorno alle 3 per poi sparire chissà dove verso le 7. Ma, se dio vuole, a volte pentirsi comporta conseguenze più complicate che tirare dritto, e la pigrizia finisce col pagare.
Qualora, inoltre, dovessi poi trovarti alle 10 di domenica sera ancora in costume, a ballare This charming man nell’unico Bagno rock’n’roll della riviera adriatica e forse del mondo (un posto in cui ci sono 40 gradi e la gente gira con gli anfibi e la polo a righe, e in cui Meg e il cantante dei Linea 77 camminano sul bagnasciuga mano nella mano), pieno di endofine per la giornata di sole mare pineta cazzate Jpod racchettoni Ghilardi grigliata Fischerspooner, può darsi che l’immagine che hai di te stesso abbia bisogno di essere un tantino rivista. Perchè, certo, sei stato a leggere Coupland sotto l’ombrellone e hai trovato interessante discutere dell’ipotesi per cui la copertina bianca con barcode e il dorsino di inchiostro colorato dei libri delle Edizioni ISBN siano appositamente pensati per completarsi l’un l’altro in un unico tripudio psichedelico (a causa delle inevitabili ditate di inchiostro -sciolto  dal caldo- sulla copertina), ma a chi la vuoi dare a bere, era domenica ed eri sulla riviera romagnola, quindi poche palle, sei uno qualunque anche tu. Se hai guardato le frecce tricolore sopra Cervia, hai seguito la partita dell’Italia mangiando il pesce e hai lanciato un paio di occhiate di troppo a qualche ragazza in costume, probabilmente non sei poi un caso così disperato, anche se ti ritieni tale.
E se per scrivere questo post hai dovuto controllare la grafia precisa di Cillit bang, hai scritto ben due volte la parola dorsino e hai usato almeno sette proposizioni condizionali di fila, forse è il caso di chiuderla qua. E, in futuro, di porsi meno condizioni.

venerdì, 16/06/2006

La perfetta via di mezzo tra uomo e libro

[Le solite librerie dei miei sogni: questa si chiama Bookman]

giovedì, 15/06/2006

Studiare studiare studiare

Come molti oggi, anch’io ho fatto il test di Kataweb, per scoprire quanto ne so del prossimo referendum confermativo sulla devolution che, lemme lemme, si è fatto quasi imminente nel silenzio generale. E infatti, con meno di 3/4 di risposte giuste sul totale, ne so molto meno di quanto pensassi, e ho l’impressione che questo sia un problema comune. E se ci preoccupassimo tutti un po’ meno delle dichiarazioni di quel buffone di Buffon e dei mancati concerti del weekend e un po’ di più di quei buffi omini che sventola(va)no forche e suonano il piano sui banchi del Parlamento?

giovedì, 15/06/2006

Oggi ho voglia di farmi (fare) del male

I miei colleghi non lo sanno ancora, ma tra un paio d’ore vorranno uccidermi. Sono al lavoro, e sto accendere le casse e mettere su le 18 versioni di There is a light that never goes out degli Smiths postate da My Old Kentucky Blog (all’interno della sua rassegna di multi-cover mono-canzone, iniziata con Love will tear us apart e continuata con Hallelujah, Where is my mind, Blue Monday, Enjoy the silence e parecchie altre), seguite dalle ulteriori 8 linkate da Copy, right?. Come ciliegina sulla torta darò il mio contrinbuto, e aggiungerò la tamarrissima versione techno-truzza dei Neuroticfish che manca entrambe le pagine, e che nella sua delirante mancanza di pudore è un ottima testimonianza del solito assioma che vuole che una canzone epocale rimanga tale anche se sottoposta al peggiore dei trattamenti. La domanda, a questo punto, è un’altra: rimarrà tale anche dopo l’ascolto ininterrotto di 27 variazioni sul tema?

AAVV – There is a light that never goes out @ MOKB (link – 18 MP3)
AAVV – There is a light that never goes out @ Copy, right? (link – 8 MP3)
Neuroticfish – There is a light that never goes out (MP3)

mercoledì, 14/06/2006

Cosa succede ad avere troppo tempo libero

Cosa succede a mettere una Mentos dentro una bottiglia di Coca Cola probabilmente lo saprete già; in rete girano video sull’argomento da mesi, e solo su YouTube cercando coke and mentos escono 584 risultati. Forse, però, non avrete letto i commenti delle aziende produttrici sul fenomeno: la Perfetti, che produce le Mentos, lo vede come una straordinaria occasione pubblicitaria («pari a una campagna di marketing del valore di 10 milioni di dollari») mentre la Coca Cola si lamenta che l’esperimento «stona con la personalità del brand». Certe aziende fanno proprio di tutto per rendersi antipatiche.
Frattanto, la Perfetti sta pensando di assumere qualche specialista del trucchetto per scopi promozionali. La prima scelta, ovviamente, cadrà sui due protagonisti del video qui sotto, dei veri e propri artisti della fontana a base di acido carbonico, sciroppo di glucosio e estratti di menta. Dimostrare di avere tempo libero in eccesso a volte paga.

martedì, 13/06/2006

La recherche

Ok che i mondiali regalano serate inaspettatamente piacevoli in cui anche un completo ignorante del calcio come il sottoscritto si trasforma come tutti nel più esagitato dei tifosi e nel più saggio dei CT, ma quest’anno l’estate concertistica bolognese pare assai strana. Giugno quasi completamente vuoto, Luglio al di sotto delle aspettative, concerti che spuntano dal nulla tanto che sembrano delle bufale e date già smentite prima di essere annunciate ma misteriosamente comunque annunciate.
Mentre l’unica certezza pare la granitica e imperdibile data dei Tool il 22 al PalaMalaguti, l’annuale rassegna di rassegne raccolta sotto l’egida di BE – Bologna Estate lascia un po’ perplessi. Da un lato sulla pagina della rassegna compaiono una serie di eventi situati nell’insolita cornice del Parco Paleotto di Rastignano in cui vengono annunciati concerti imminenti e molto interessanti ma per cui è impossibile trovare un qualunque altro riferimento sul web: Four Tet (questo venerdì, il 16), i Mùm (il 23/06) e Moby (il 14/07). Volete farmi credere che viene un anti-divo da top 10 tra un mese e non c’è la città tappezzata di manifesti (e il web tappezzato di comunicati)? E che tra tre giorni uno dei nomi di punta dell’intellighenzia elettronica inglese sarà sotto le due torri senza che le radio abbiano neanche il tempo di dare all’evento il risalto che merita? Avere qualche dubbio è ben lecito; se non sulla veridicità della segnalazione, quantomeno sulle capacità degli uffici stampa degli organizzatori..
[Update: trattasi effettivamente di una bufala, non di concerti ma di ascolti musicali, come scritto qua. Grazie a Valeria, NCP e Cat]
Tornando a BE, dall’anno scorso fa parte della rassegna anche Julive, che, vedendo lo sforzo congiunto di Covo ed Estragon, proponeva un programma davvero notevole. Le date annunciate finora (che spero ancora parziali) sono interessanti ma un po’ scarsine: Twilight Singers il 18/07, Gomo il 21/07 Yuppie Flu (acoustic set) 25/07. Il programma segnala anche una data degli ottimi Whitest Boy Alive di Erlend Øye per il 27/07, che però Erlend in persona ha già smentito sul suo forum.
A latere dai primi annunci, un evento ormai classico come Vicolo Bolognetti pare molto sottotono, e l’unica altra certezza viene da Villa Serena e dai concerti ivi organizzati dalla Unhip (Settlefish (acoustic show) il 07/07, You should play in a band il 14/07, Amari il 21/07 , Altro il 28/07).
Altrimenti bisogna come al solito spostarsi di qualche decina di Km, e dirigersi verso Ferrara (Giadini di Mirò + Baustelle il 24/07, Flaming Lips + Ok Go il 01/07, Sigur Ròs + Amina il 04/07, Eels il 13/07, dEUS il 17/07, Piano Magic il 20/07), Marina di Ravenna (tra gli altri: Devics stasera, Bob Corn + Comaneci il 15/07, The Gossip il 27/07, Ciccone il 29/06, Austin Lace il 20/07, Perturbazione il 30/07, poi, ovviamente, c’è Agosto) o Montesole (Offlaga Disco Pax il 07/07, Cesare Basile + Paolo Benvegnù il 28/07). Chè là i concerti non mancano e sono sempre bei posti, ma d’Estate la voglia di fare dei chilometri ogni 2 giorni rischia di passare in fretta.
Sono benvenute ulteriori segnalazioni nei commenti. Intanto io triangolo tra concerti, partite, impegni di lavoro e vacanze, tentando di capirci qualcosa, e di farmi un’idea di cosa sarà questa Estate. Se butta male, è la volta che mi leggo Proust.

martedì, 13/06/2006

Animator VS Animation

Lavorare al computer è una guerra.

lunedì, 12/06/2006

Dio è morto, il rock è morto e neanch’io mi sento troppo bene

«Com’è andato il viaggio? Riuscirai a scrivere un pezzo appassionante che analizzi a fondo la perversa ma innegabile relazione tra celebrità e mortalità? Il tuo racconto illustrerà il modo in cui la società rende affascinante la morte al fine di perpetuare la speranza che la morte legittimi la vita? Sarai in grado di dimostrare che vivere è morire e che stiamo tutti morendo in ogni istante della nostra vita?»
«Non ne sono sicuro» rispondo.
«Credo che dovresti farlo» dice Lucy Chance in tono inespressivo.
«Be’, l’idea era quella» dico. «Ma sai una cosa? Dopo che avrò scritto questo pezzo per "Spin", credo che lo svilupperò per farne un libro. Perchè è evidente che ho pensato parecchio a Diane, e che ho visto Lenore quando ero nel Minnesota, e che poco prima di vedere Lenore avevo fatto conoscenza con quella ragazza rock incredibilmente audace che si era arrampicata su un tetto a Minneapolis, e che ho conversato con quella interessante cameriera del North Carolina che legge Kafka ma non conosce gli Allman Brothers, e mi è appena successa questa cosa completamente folle con Quincy. E all’improvviso mi sento come se fossi stato all’interno di una macchina per mille anni, ad angosciarmi per le donne e a pensare alla morte e ad ascoltare i KISS e i Radiohead e tutte queste altre stronzate, e, per qualche ragione, continuo a scrivere queste cose ma senza sapere il perchè. Ma mi sembra tutto la stessa cosa, sai? Mi sembra che l’amore e la morte e il rock’n’roll si fondano sulla medesima esperienza.»
«Chuck, per favore, non scrivere un libro sulle donne di cui sei stato innamorato.»
«Perchè no?»
«Perchè è da profittatori. E da narcisisti. E un po’ da disperati, perchè dà l’idea che non riesci a sganciarti dal passato.»
«Ma è esattamente così» dico. «Non posso sganciarmi dal passato. Non riesco a disinnamorarmi di nessuna di queste donne. Posso solo esistere nel passato e nel futuro.»
«Lo so, lo so. Ne abbiamo già parlato. Ma chi vuole leggere un altro libro su un tossico ossessionato dalla morte che ascolta i Fleetwood Mac e sublima le donne che l’hanno fatto impazzire? A me sembra un’idea piuttosto discutibile. Diventerai l’equivalente maschile di Elizabeth Wurtzel.»
«Cristo, Lucy. Gliene vuoi davvero a quella stronza.»
«Voglio solo che sia attestato il fatto che trovo l’idea di scrivere un libro del genere assolutamente discutibile.»
«Ma se non scrivo il libro, questa conversazione non sarà registrata da nessuna parte. Il tuo sdegno potrà trovare espressione solo se faccio il contrario di ciò che mi consigli.»
«Bene, allora» dice. «Ma non venire a lamentarti con me quando quei cretini de blogger scriveranno cose di questo genere: "In fin dei conti, l’autore avrebbe dovuto dare ascolto alla sua amica Lucy Chance"; perchè sai che succederà .»
«Vero» dico.
«Sto solo cercando di essere la voce della ragione» dice Lucy. «Non capisco perchè tu voglia produrre un libro di nonfiction che sarà sfavorevolmente paragonato ad Alta fedeltà di Nick Hornby.»
«Be’, se menziono questa possibilità, forse non succederà. »

Il giorno in cui il rock è morto di Chuck Klosterman (Strade Blu, 15 €) è un gran libro. Oltre al passaggio che avete appena letto contiene un geniale paragone tra le relazioni della sua vita e i membri dei Kiss, le più intelligenti riflessioni che io abbia mai letto sul significato assunto dalla morte di Kurt Cobain, un inatteso e calzante collegamento tra Kid A e l’11 Settembre, un sacco di pensieri sulla musica e sul guidare (e sulla musica per guidare), una breve ma eccellente pagina sulla musica e il suicidarsi (e sulla musica per suicidarsi), parecchie camere di albergo, svariati incontri bizzarri, un sacco di riflessioni sulle donne, una moderata quantità di sesso, una più cospicua (ma sempre moderata) quantità di droga e -come ormai avrete sicuramente capito- una montagna di rock’n’roll.

venerdì, 09/06/2006

Vedo non vedo

Vai qui.

Fissa il punto per qualche secondo poi, senza muovere gli occhi, sposta il mouse sull’immagine. Poi sposta gli occhi, e scoprirai che stai guardando un’immagine in bianco e nero.

Si chiama persistenza retinica.

venerdì, 09/06/2006

Affittasi pentalocazione

Non c’è niente di meglio del weekend per rammaricarsi degli eventi che si perdono. Voi, però, ancora potete rimediare:
1. Se siete dalla parti di Firenze, non perdetevi Retroattiva ’80 all’Ambasciata di Marte. La serata di stasera è dedicata a Pier Vittorio Tondelli, con un reading che vedrà alternarsi dietro ai microfoni anche Max degli Offlaga Disco Pax e Francesca di GradoZero (anch’io dovevo essere della partita -anche se non dietro ai microfoni- ma ho dovuto dare forfait). Conoscendo le persone e conoscendo le parole di Tondelli, sarà un reading splendido.
2. Se siete dalla parti di Milano c’è il MiAmi. Ma questo, probabilmente, lo sapete già.
3. Se siete nel Centro-sud -tra l’Umbria e la Campania, più o meno- potete (anzi, dovete!) organizzarvi per incrociare almeno una data dei favolosi Billie the vision and the dancers, band svedese di pop assolutamente brillante e cristallino di cui si è già parlato e che merita tutta la vostra attenzione. Queste le date (tutte mostruosamente lontane da qui, sigh):
sabato 10 giugno – Ephebia Festival, Terni
domenica 11 giugno – Rama Beach, Napoli
lunedì 12 giugno – Villaggio Globale, Roma
martedì 13 giugno – B-cool, Roma

Billie the vision and the dancers – A man from Argentina (MP3)

4. Se siete a Bologna, vi piacciono minimal techno ed electro e amate perdervi nella pianura padana in cerca di ville immerse nel verde, Bucolica v.2.0 sembra fatta per voi.
5. Ma prima, se siete a Bologna o se rimanete in casa davanti a un computer connesso a internet, c’è la solita puntata di Airbag, che torna in diretta e in duo dopo un po’ di settimane un po’ strane. Stasera una svedese o presunta tale ci guida nella sua terra, tra luoghi comuni, divinità celtiche e la migliore scena indie del mondo. Dalle 21 sui 103.1 MHz FM a Bologna e dintorni o in streaming in tutto il mondo. Perchè si può perdere tutto, ma non proprio tutto.

giovedì, 08/06/2006

Chi di truffa ferisce di gogna (mediatica) perisce

La storia di Amir la sapete, no?
[riassunto]
Posto che i protagonisti della storia hanno entrambi una parte di torto e che si potrebbe anche trattare di un enorme bufala, facciamo il gioco della torre: chi buttate giù? Il net-truffatore o il web-sputtanatore?

giovedì, 08/06/2006

Scoop!

Il trailer di Scoop, il nuovo (di già?) film di Woody Allen in cui il nostro recita con Scarlett Johanson e Hugh Jackman. Niente di diverso dal solito, no. Ma, in fondo, chi vuole da lui qualcosa di diverso dal solito?

Woody Allen – Scoop – trailer (MOV)

mercoledì, 07/06/2006

Blogger e’ chi il blogger fa

_Gea mi segnala la bizzarra disquisizione di Typohile sull’avvincente tema I caratteri tipografici usati in Lost. Ovviamente si sostiene che anch’essi giochino un ruolo di un qualche tipo nella decifrazione della trama. Il vero arcano, in realtà, non è tanto la follia degli autori di Lost, quanto l’esistenza di un sito chiamato Typophile: «Ciao, mi chiamo inkiostro, e anch’io sono un tipofilo».
_Sempre su Lost, mi ha fatto ghignare non poco il Lost theory generator, il generatore random di teorie di Lost (via 7 Sundays per bocca di Giorgio).
_Il tema di Tetris suonato su un piano scordato da una giapponese tutto pepe. Se volete lo scrivo di nuovo: il tema di Tetris suonato al piano da una giapponese tutto pepe. Di nuovo? (grazie a Federico)
_La prima a mandarmi il link è stata Magenta, ma l’avevo visto pure su Socks: Pendulumeca è il tipo di gioco che ti costringe a continuare finchè non batti il record del tuo vicino. Il mio è 1499, ma so di chi ha fatto più di 3000. Altamente additivo; avvisati, eh.
_Che dire del PC di lego fatto da Gecco? Sterminata ammirazione.
_Come forse avrete letto, la scorsa settimana The pirate bay, una delle più note board di Bittorent, di casa in Svezia, è stata fatta chiudere della polizia. Neanche tre giorni e il sito è tornato online (con un florilegio di proteste e manifestazioni che da queste parti sembrano fantascienza). Ecco l’esilarante chiosa dei suoi gestori.
_Io mi fermavo a Ken, Ryu, Blanka e Chun Li; chi se lo ricordava che in Street Fighter II c’era anche Bjork? (grazie a .doc)
_Ardua la scelta su cosa fare stasera. Da una lato al Circolo della Grada c’è la registrazione della nuova puntata di Magazzeno Bis sulla Bologna del ’77, con Freak Antoni, Oderso Rubini e membri di Gaznevada, Confusional Quartet, Wind open e Stupid set (ingresso gratuito con tessera ARCI). Dall’altro allo Zo’ Cafè c’è la serata finale di Murato con l’ottima Nedelle + Mimes of wine + Amy Blaunstein (ingresso 6 euro). Dove si prende si prende bene, ma ovunque si vada si sbaglia. L’importante, in ogni caso, è uscire di casa.

martedì, 06/06/2006

Storia di uno che non sa stare al posto suo

[perchè un posto suo non ce l’ha]

«Our record has gotten an amazing amount of unfavorable reviews in swedish newspapers today. We need your help: if you do like our record, please tell someone else»: comincia così un messaggio lasciato da Erlend Øye sul suo forum. Il disco a cui l’occhialuto e beneamato nerd dei Kings of Convenience si riferisce è ovviamente l’esordio del suo progetto collaterale The Whitest Boy Alive (di cui si è già detto qui e qui), che si intitola Dreams ed è da poco uscito in Svezia e Norvegia, e che vedrà la luce a fine mese anche da noi grazie alla nuova label Sleeping star.
Anche sorvolando sul fatto che i quotidiani di Stoccolma non sono esattamente Rolling Stone, Spin o Pitchfork, si tratta di una richiesta curiosa, visto che, a quanto pare, di recensioni sfavorevoli il disco sembra averne ricevute ben poche. Lo stesso Erlend -non che faccia testo- ne legge una in un mp3 disponibile sul loro Myspace, che suona più o meno così:
«I Whitest Boy Alive non fingono di essere quello che non sono e non tentano di fare ciò che non sanno fare. Suonano Funk come se fosse stato inventato nella nuova casa di Øye a Berlino, Disco come se fosse un seme gettato su un campo rovinato dalla pioggia nella sua natìa Bergen e House come se fosse sempre stata concepita per essere suonata da basso, chitarra, batteria e organo».
Ed è verissimo: quello che colpisce del disco è l’incredibile semplicità del sound e della produzione, l’essenzialità melodica e i richiami musicali clamorosamente fuori moda, che si incastrano tra loro in maniera a dir poco inverosimile per dar luogo a un ibrido tanto familiare al primo ascolto quanto indefinibile nella sua complessità. Un disco senza una collocazione precisa, esattamente come il suo artefice. E, appropriatamente, di più non risco a dirne.
Pare che la band girerà parecchio l’Italia questa Estate (per ora sono sicuri lo Spaziale di Torino e Frequenze Disturbate), mentre Erlend continua a collaborare come al solito in giro (non perdete la comparsata che fa nel disco di James Figurine AKA Dntel AKA Jimmy Tamborello AKA metà dei Postal Service), con l’eclettismo che gli è proprio e la naivetè di chi non riesce stare al posto suo. Perchè, ovviamente, un posto suo non ce l’ha. Unrest, ricordate?

The Whitest Boy Alive – Golden Cage (live @ P3 radio) (MP3)
The Whitest Boy Alive + Cat 5Sexy (live @ P3 radio) (MP3)
The Whitest Boy Alive + Cat 5Live @ P3 radio (RM video)
James Figurine feat. Erlend Øye – All the way to China (MP3)
Star you star me feat. Erlend ØyeA place in my heart (Jori Hulkkonen remix) (MP3)