ahipod

giovedì, 04 12 2008

Pronti al POWERAGE

di

Avevo 15 anni.
Andavo due/tre volte la settimana a sfogliare e risfogliare gli scaffali del principale negozio di dischi della mia città.
Guardavo Videomusic.
Non compravo riviste.
Avevo una rarissima cassetta da 120 minuti – di quelle dannose per lo stereo perché troppo dure.
Avevo un timer impostato sullo stereo, tutte le domeniche alla stessa ora.
In qualunque posto fossi in quel momento (ma spesso ero prontissimo a casa), alle ore 20 scattava a registrare.
Registrava "Rock Hits", il riassunto settimanale del meglio del rock contemporaneo, condotto da Nikki su Radio Deejay.
L’ho fatto per circa due/tre anni filati, prima che Kurt Cobain rovinasse tutto – ma anche un po’ durante.
Insomma, Nikki è responsabile diretto di una buona metà della mia collezione di dischi.
Cito alcuni tra i gruppi meno banali: Mr. Big, Tesla, Warrant, Saigon Kick, Slaughter, Damn Yankees, Thunder, Winger, Firehouse.
Perché quando avevo 15 anni, il mio equivalente di "indie" era conoscere gruppi hard rock che nessun altro metallaro del quartiere conosceva.
E Nikki era il mio dealer. Il mio John Peel.
Quando a fine anno faceva lo specialone top 20, io ce li avevo TUTTI.
Ma voi indie-snob vi ricorderete di lui principalmente perché Nikki fu la Patti Smith a cui Springsteen/Max Pezzali regalò la sua "Because The Night"/"L’ultimo bicchiere" (oddio… questa per ora la lascio, ma se me lo chiedete l’ho scritta da sbronzo).

Fast-forward.
5 dicembre 2005.
Verso le 11 sono alla sede di Scienze della Comunicazione in via Azzo Gardino a Bologna a discutere la mia tesi di laurea sul bastard pop.
Alle 18 sono a Milano, a partecipare a un improbabile torneo promozionale di calcetto a quattro squadre.
Partecipano infatti: una selezione Rockstar/Rocksound; una selezione bloggers/varie (tra cui il sottoscritto); una selezione Radio Deejay capitanata da Nikki; gli Arctic Monkeys in persona, il cui primo album uscirà di lì a pochissimo.
Sì insomma, come avete capito l’evento è nel pre-partita: il cerchio si chiude, finalmente incontro Nikki.
Alla presenza degli immancabili paparazzi gli stringo la mano, "mi dichiaro", e in mancanza d’altro gli faccio firmare "F.U.C.K." dei Van Halen, sapendo che comunque erano il suo gruppo preferito e che quello era l’album uscito quando iniziai ad ascoltarlo in radio.
È decisamente uno di quei giorni che godranno di ampio spazio nella mia futura autobiografia.

Ri-fast-forward.
Il caro Girolami Andrea, che era presente a quello storico incontro, sa che non esiste persona più preparata di me a presentare il seguente filmato.
Si tratta del nuovo episodio di Pronti al Peggio, pregevole video-iniziativa da lui ideata e realizzata in collaborazione con IRagazzidellaprateria e Vitaminic, con l’obiettivo di mostrare angoli inediti sulla scena musicale italiana.
Il protagonista di questo numero, alle prese con un indegno test "iPod Casino" sulla sua indiscutibile cultura musicale, è appunto Nikki.

Oh, che vi aspettavate?
Sa quelle che deve sapere.
E non sa quelle che non ha bisogno di sapere (e qualcuna la sa lo stesso).
E confondersi su un proprio pezzo… beh, quella è la classe dei Grandissimi.

P.S.: lo stereo funziona ancora.

lunedì, 01 12 2008

The Simpsons think different

Chi l’avrebbe mai detto? Nella puntata trasmessa lo scorso 30 Novembre negli Stati Uniti i Simpson in persona si prendono gioco della Apple, esprimendo qualche dubbio su che cosa significhi in realtà "pensarla diversamente".

Nel centro commerciale di Spriengfield ha aperto un nuovo Mapple Store e i Simpson fanno visita al negozio. Lisa desidera ardentemente un Mipod, ma dovrà pagare il suo sogno a caro prezzo…

Lisa (rivolta alla cassiera):
I can’t afford any of your products but…can I buy some fake white earbuds so people will think I have a MiPod?

lunedì, 21 07 2008

Qualcuno vorrebbe anche averlo

di

L’italo spot dell’iPhone. Grazie a Vodafone.
(e io che mi vedevo già Totti che usava il multitouch al mare, Ilary che comprava i pannolini su Ebay con un’apposita app e Ringhio che insegnava a sua nonna a leggere i feed di Pornotube. Delusion is now.)

domenica, 08 06 2008

iPhone reloaded

Nelle ultime 2 settimane in giro per la rete si sono letti talmente tanti articoli che ne parlano che il cultore dello zeigeist che alberga in me non può fare a meno di rilanciarlo: domani all’Apple’s Worldwide Developer Conference di San Francisco Steve Jobs terrà uno dei suoi celebri keynote, gli eventi in cui il guru della Apple svela al mondo con quale aggeggio lucido e scintillante ha intenzione di cambiare il mondo questa volta.

 

La stampa è unita nel pensare a questo giro sarà il turno del nuovo iPhone 3G, e se tutti sono concordi nel dare come certo il supporto UMTS -conditio sine qua non per lo sbarco in parecchi paesi, come l’Italia-, sul resto delle caratteristiche le ipotesi si sprecano: GPS, doppia fotocamera per le videochiamate con una rinnovata versione di iChat (anche per Windows), diversificazione dei modelli e delle funzionalità, prezzo super-ridotto (si parla di soli 200$) quando è venduto in bundle con un abbonamento, apertura dello store con le applicazioni create da terza parti, fino a ipotesi più fantascientifiche come l’alimentazione a energia solare.

Eccovi un po’ di link, prima che, alle 19 di domani sera, diventino tutti inesorabilmente obsoleti:

 

_il riassuntone di MacRumours (se cliccate su un solo link, questo è il più completo).

_l’analisi delle foto leaked diffuse venerdì da Crunchgear.

_le specifiche leaked del nuovo firmare.

_le prove del fatto che milioni di esemplari del nuovo iPhone sono già nascoste sul territorio americano

_il Financial Times di ieri si dice sicuro che il prezzo del nuovo iPhone sarà «significativamente più basso».

_Forbes riporta che la Apple sta cercando di brevettare l’uso di celle a energia solare per i dispositivi portatili, da mettere sotto lo schermo LCD (testo del brevetto).

_Secondo Repubblica è imminente lo sbarco del nuovo iPhone in Italia (ah beh, se lo dicono loro).

_Popular Mechanics esplora le implicazioni e priorità di un nuovo iPhone con GPS integrato.

 

Bonus:

_iPhone wishlist.

_4 motivi per cui gli Early adopters non hanno bisogno di un upgrade all’iPhone 3G.

_Come lanciare un prodotto Apple in 5 facili step.

 

[per la cronaca: no, non penso che comprerò l’iPhone neanche se tutte o quasi le voci che girano fossero confermate, nonostante sia un oggetto bello e fatto molto bene. Mi trovo ottimamente col mio geekissimo Nokia]

 

lunedì, 25 02 2008

Trovatemi qualcosa di piu’ nerd, se vi riesce

Ladies and gentleman, la iBand.

 

mercoledì, 09 01 2008

Pensiero stupendo /3

[Mirco Credito – Deep fried iPod (via)]

martedì, 18 12 2007

Suonala ancora, Sam

Il regalo di Natale ideale per lei? La combinazione tra una chitarra elettrica, un Vox AmPlug e Oh my bod. La prima la suoni, il secondo amplifica, il terzo (un clone di iBuzz, originariamente fatto per essere attaccato ad un iPod) trasforma il suono in, ehm, piacevoli vibrazioni. Tutti i dettagli (e casto video illustrativo) qui.

 

lunedì, 19 11 2007

Mp3 player blues

Come accennavo un mesetto fa, dopo due anni e mezzo di gloriosa e impeccabile carriera, il mio lettore mp3 mi sta purtroppo abbandonando. Dev’essere caduto qualche volta di troppo, il caro vecchio Zen Micro, e non riuscirò a sopportare ancora per molto lo spinotto delle cuffie ballerino e il conseguente audio a singhiozzo; urge un rimpiazzo. E qui, ovviamente, cominciano i dubbi.

 

Delle tre tipologie principali di lettori mp3 che esistono al momento (a. Stile Ipod Shuffle: piccoli, memoria flash tra 256 MB e 2 GB, senza display o con un display molto piccolo; b. Stile iPod Nano: medie dimensioni, memoria flash tra 1 e 8 GB, tutte o quasi le funzionalità più diffuse sui lettori mp3; c. Stile iPod Classic: grandi dimensioni, memoria hard-disk tra i 4 e gli 80 GB, full optional), il mio genere è decisamente il secondo: la memoria flash consuma meno batterie e si rompe con meno facilità, un display completo è indispensabile ma non serve che sia grandissimo (tanto non credo ci guarderò spesso dei video), e -vista l’altissima frequenza con cui aggiungo e tolgo canzoni e dischi- anche 4-8 GB di memoria possono bastarmi.

Contando che grazie a mia sorella che è negli States posso accedere direttamente alla disponibilità e ai prezzi (molto più economici dei nostri visto il dollaro debole) americani, cosa scelgo?

 

Opto per il nuovo iPod Nano, bruttino e -come tutti gli iPod- con meno feature e prezzo più alto dei concorrenti diretti (8 GB, 199$ = 136€)? Rimango fedele alle Creative e scelgo lo Zen V Plus, più economico e con più feature, ma che pure lui non scherza in quanto a bruttezza (8 GB, 159$ = 109€) oppure il nuovo Zen, più bello, più caro e con memoria espandibile (8 GB, 199$ = 136€)? Il Sony Walkman NWZ-A818 lo escluderei perchè proprio non mi piace..ma se mi sbagliassi (8 GB, 199$ = 136€)? E se invece mi buttassi sull’ iRiver Clix, decisamente più bello e lodato ovunque in rete per la sua qualità, ma con un prezzo forse un po’ esagerato (8 GB, 239$ = 162€)?

Oppure sparo più alto, e mi faccio conquistare dalla bellezza, dall’interfaccia (e dal wi-fi) dell’iPod Touch (8 GB, 299$ = 204€)? E dell’Archos 605 Wi-fi cosa vogliamo dire, con le sue feature di ogni genere e la sua memoria gigante, a fronte di un prezzo onestissimo; non è esattamente quello che mi serve (non sembra proprio tascabile..) ma quasi quasi (30 GB, 299$ = 204€)? E -siccome pure il mio cellulare è vecchio, ed è decisamente tutto tranne che smart- non vogliamo mica farci tentare dall’iPhone, che su eBay si trova sbloccato, e quindi funzionante anche in Italia, pur rinunciando agli aggiornamenti del firmware (8 GB, 549$ in media = 374€)?

 

Come avrete intuito, al momento ho le idee un po’ confuse.

A suo tempo (qui  e qui) in materia mi avevate dato diverse ottime dritte, quindi io ci riprovo. C’è qualche altro player (o smart-phone che funziona bene come lettore mp3) che non ho considerato? Voi quale scegliereste?

 

venerdì, 16 11 2007

Com’e’ dura ubriacarsi al giorno d’oggi

Mentre vorrei capire se la iFiaschetta esiste davvero o se se l’è inventata Girolami durante una di quelle serate house che piacciono a lui -e mentre sono lieto di imbattermi pochissimo nel suddetto problema; non sono più l’animale notturno di una volta, e forse non lo sono mai stato- non posso non rimbalzare il già pluri-linkato spot della Guinness (firmato da Nicolai Fuglsig, già autore dello splendido spot delle palline del Sony Bravia) segnalatomi da Kekkoz. Ubriacarsi non è mai stato così difficile come oggi, signora mia.

 

mercoledì, 11 07 2007

Pensiero stupendo /2

[ Pensiero stupendo /1 invece vedeva come protagonista un iPod]

 

venerdì, 23 02 2007

Niente piu’ iNodi

Grazie (di nuovo) al blog del New Scientist e su segnalazione di Ganz, la soluzione a uno dei più tragici problemi che affliggono la iPod generation: il filo degli auricolari annodato. Funziona solo su lettori lunghi e stretti (come il nano, il vecchio shuffle o il mini) e richiede un certo esercizio, ma mi dicono che il risultato è garantito. Non aspettavate altro, suppongo.

giovedì, 21 12 2006

Pensiero stupendo

giovedì, 30 11 2006

Il piccolo isolazionista

In questo periodo cammino molto.

Infilo gli auricolari bianchi, rigorosamente non marchiati Apple per una sorta di buon senso anticonformista residuo degli anni del liceo, metto una giacca nera comprata qualche anno fa per pochi euro e una sciarpa di tre colori nessuno dei quali saprei definire e fendo il centro da una parte all’altra come un coltello.

Di prima mattina, quando il cielo è cupo, il sole -se c’è- freddo, e gli occhi faticano a stare aperti, di solito il mio bozzolo bianco contiene rock fatuo ed inutilmente entusiasta o indie-pop narcoticamente rassicurante nella sua prevedibilità, quasi a simulare un barlume di attività cerebrale che vorrebbe anche svegliarsi ma ha paura a farlo. Poi arrivo al lavoro, grugnisco un saluto ai miei soci che sanno che gli rivolgerò di nuovo la parola solo molte ore dopo, e accendo il computer. Un numero random di ore dopo saluto, mi infilo nell’ascensore e mi preparo ad altri 45 minuti di camminata, coi capelli mai abbastanza spettinati e lo sguardo di chi ha visto qualcosa di sconvolgente che non vuole raccontare. Il bozzolo bianco a quel punto contiene spesso e volentieri Silent Shout dei The Knife, ratificando la metafora del coltello di cui sopra in una simmetria troppo inquietante per essere meditata.

Le mie lunghe camminate soddisfatte e solitarie, col bozzolo bianco di Silent Shout e lo sguardo che attraversa i passanti ed è da essi attraversato, piacerebbero a Tommaso LaBranca, e in particolar modo alla sua versione confessional sfoderata nel corso delle 249 pagine de Il piccolo isolazionista. Nella sua, imperfetta, fusione di intimismo dichiaratamente a buon mercato, teorizzazioni di una metafisica pop sempre filosoficamente ineccepibili e divagazioni destrutturate che non avrebbero sfigurato in uno dei suoi leggendari blog, Il piccolo isolazionista fotografa le mie  inquietudini con una precisione che a volte mi spaventa. Certo, la musica non è la stessa, lo scenario periferico e metropolitano ha qui connotazioni di tutt’altro tenore e il tono dell’autore riesce sempre ad essere canzonatorio quel tanto che basta a non ricadere nell’autocompiacimento di cui commenti come quello che state leggendo, sono, invece, profondamente intrisi. Le differenze, però, non hanno altro effetto che quello di far risaltare ancor di più i punti in comune

Prima di tornare a casa, di solito, mi fermo al supermercato a fare la spesa. Mentre mi aggiro come uno zombie tra il reparto frutta e verdura e il pane, valutando attentamente quale prodotto sarà in grado di colmare il vuoto e di risollevarmi l’umore sul finire della giornata, non scambio parola con anima viva ma non riesco a fare a meno di osservare le altre persone e cosa i cestini della spesa svelano di loro.
C’è il vecchio che ha comprato solo confezioni di cibo per gatti.
C’è la signora di mezza età col petto di pollo e un po’ troppe bottiglie di Peroni.
C’è la ragazza che pare campare solo con insalata, Vitasnella e Filadelfia Light.
Ci sono gli studenti che questa sera banchetteranno con penne alle melanzane, lambrusco e saccottini.
Poi c’è un tizio anonimo, con lo sguardo perso, che ha nel cestino più o meno le stesse cose che ho preso io. Alzo lo sguardo, e mi accorgo che sto guardando la mia immagine, riflessa sul vetro degli sportelli del reparto surgelati. Non sono diverso da loro.
Prima di infilarmi di nuovo nel bozzolo bianco degli auricolari e di rimettere il pilota automatico per la strada verso casa, non posso fare finta che non sia così.

venerdì, 22 09 2006

Tune your Zune

Si chiama Zune, esce a Natale ed è l”iPod Killer. E porta nientemeno che il marchio della Microsoft. Riuscirà l’azienda  meno cool del pianeta a spodestare il dominio della scatoletta di titanio bianco più amata da grandi e piccini?
Alcuni indizi, forse per la prima volta, farebbero quasi pensare di sì. C’è uno schermo grosso il doppio di quello dell’iPod in cui forse guardare un film comincia ad avere un senso. C’è il wi-fi, che promette meraviglie (che -si spera- il DRM non infangherà), come la possibilità di scambiarsi musica e film con un click e senza fili o di creare delle instant-micro-radio personalizzate. C’è un design forse non esattamente sexy come quello dell’iPod ma non troppo lontano dalle sue linee morbide e stilose. C’è dietro una strategia di marketing all’avanguardia, gestita dallo stesso team che ha creato dal nulla l’XBOX e gli ha permesso di farsi spazio nell’affollato mondo delle console, che flirta con il mondo indie (con la Sub Pop, per la precisione), vanta come punti di riferimento blockbuster del web 2.0 come MySpace e YouTube e pare saperla lunga. E se ci si mette pure l’autorevole Gizmodo a spiegare Five reasons why the Microsoft Zune may succeed, forse questa volta ci siamo.
Voi che dite? Lo Zune ha speranze di avere successo? O l’iPod è destinato a rimanere il dominatore incontrastato dei player portatili ancora a lungo?
[ulteriori dettagli su questo articolo del Seattle Weekly e un po’ ovunque in rete]

martedì, 01 08 2006

Quattro link che mi avanzavano

_Brutte giornate, queste qua. Tra la calura bolognese, le interminabili due settimane di lavoro che ancora mi attendono e i muscoli doloranti, ogni giorno che passa è un traguardo. Vi regalo un po’ di link, in attesa di cose un po’ più sostanziose. 
_The popularity dialer ti chiama sul cellulare, così davanti ai tuoi amici e colleghi puoi fare la figura di quello popolare e impegnato. Indicativo, e sociologicamente per nulla stupido.
_Come forse saprete, a mesi uscirà Internet Explorer 7. La Microsoft avrà sicuramente già registrato qualche dominio per farsi pubblicità, no? Proviamo www.ie7.com … 
_ Avete mai provato a cercare le parole "Chuck Norris" su Google
_8 modi per uccidere qualcuno con un iPod nano. E non basta pensare a quanto sia stato un flop, anche se aiuta..

giovedì, 01 06 2006

iSheep, say beeeeh

«You know, you keep on innovating, you keep on making better stuff. And if you always want the latest and greatest, then you have to buy a new iPod at least once a year» (Steve Jobs)

Presa da sola, questa frase di Steve Jobs riportata da Gizmodo non dice niente di particolarmente strano: se vuoi avere sempre l’ultimo ritrovato dela tecnologia e del design, al giorno d’oggi, non puoi certo adagiarti sugli allori. Ogni gioiellino tecnologico viene sempre superato in brevissimo tempo, e l’orizzonte dell’avanguardia tecnologica si sposta veloce quanto la più effimera delle mode.
La curiosa e probabilmente casuale coincidenza temporale della dichiarazione con il dossier del Guardian dedicato, per l’ennesima volta, a fare le pulci all’iPod suggerisce però riflessioni un po’ più inquietanti. Nulla di nuovo sotto il sole: l’iPod (nelle sue varie forme) è fragile, le sue batterie hanno la simpatica tendenza a morire presto e il drastico calo di performance che pare avvenire esattamente al termine della garanzia annuale fa il paio con un servizio clienti che lascia molto a desiderare.
L’apparentemente casuale temporizzazione del calo delle performance unita alle dichiarazioni di Jobs paiono suggerire ben di più delle due cose prese separatamente, quasi una visione in cui le componenti tendenza e design (fondamentali per il suo successo) si sommano e a volte coprono problemi di obsolescenza e malfunzionamento neanche troppo limitati, portando verso una stagionalizzazione francamente ridicola che ricorda, appunto, la moda. Ma si sa, le mode sono effimere. Proprio come la durata delle batterie dell’iPod.

giovedì, 30 03 2006

Carico e Scarico

Capito abbastanza spesso sul sito di M-o-d, di solito per leggere il loro bel blog, ed ogni volta non posso fare a meno di chiedermi una cosa: davvero c’è qualcuno che usufruisce dei loro servizi per l’iPod? Cioè, davvero c’è qualcuno che grazie ad iCarico si fa riempire l’iPod a pagamento (1,7€ per un cd, 0,99€ a pezzo comprato da iTunes, 50€ per un’ora di musica scelta da loro) e usa IMPod per farsi riempire e programmare l’iPod con musica da usare nel proprio studio/negozio/locale? La mia curiosità è genuina, e la mia ammirazione fa il paio solo con lo stupore che davvero da qualche parte esista qualcuno disposto a pagare per una cosa simile, eventualità, deduco, non così assurda. E’ affascinante.

giovedì, 26 01 2006

nessun titolo

Chi ha l’iPod è un coatto



[Altro che il vecchio ‘calzino’: da iAttire hanno la canotta, le mutande, gli slip e il negligè. In ogni caso, l’ormai classico dock da bagno rimane inarrivabile.]

martedì, 15 11 2005

nessun titolo

Huge buzz for iPod gizmo


[non è tanto quello che iBuzz fa (ooooh, un vibratooore!); è che, dannazione, lo fa a ritmo]

venerdì, 16 09 2005

nessun titolo

Design…superiore?

Perchè il design dell’iPod è percepito da tutti come perfetto e pulito? E’ un design bellissimo per un ottimo prodotto, nulla da dire, ma perchè è riuscito ad assumere un valore iconico tale da essere ormai comunemente indicato come l’esempio di design superiore? Un brillante post di Gizmodo fa un’ipotesi ardita che più ci penso più mi convince. E che farà inorridire gli iPoddari fondamentalisti, temo..

venerdì, 03 06 2005

nessun titolo

Lascia stare l’iPod di nonno, da bravo
Sottile e per molti versi più acuto di quello che sembra: Covers from the future, una raccolta delle copertine dei giornali del futuro. Compresi Newsweek, Esquire, People e il Reader’s digest.

lunedì, 09 05 2005

nessun titolo

Move your mp3
Un paio di giorni fa avevo un pensiero: mi serve un lettore mp3. Ora, un post e una trentina di commenti dopo, sto arrivando a delle conclusioni. Con le premesse da cui sono partito avrei 4 alternative, tutte in qualche modo poco convincenti. C’è lo Zen Touch: costa davvero poco, ma è tutt’altro che tascabile (e quella è forse la mia esigenza principale), e -per quanto mi riguarda- anche un po’ bruttino. C’è l’Iriver H320: ha tutte le caratteristiche che si potrebbero desiderare da un lettore, ma anche questo è poco tascabile, decisamente brutto ma -soprattutto- con un’interfaccia assai scarsa. C’è l’iAudio M3: bellissimo e iper-sottile ma…senza schermo, che è nel telecomandino a parte; immagino già il groviglio di cavi che provocherebbe, e non riuscirei a tollerarlo. Infine c’è il Sony NW-HD5; non costa proprio pochissimo, ma sembra la realizzazione di tutti i sogni: piccolo, carino, capiente e con tutte le caratteristiche che mi servirebbero. Il fatto che però sia appena uscito (e che quindi ci sia decisamente carenza di recensioni e pareri in giro) e che sembra esserci un unico posto *al mondo* dove comprarlo, depone decisamente contro: uno spende in totale 320 euro e rotti, e se poi si trova un pacco come il Rio Karma o i vecchi network walkman? Sono un po’ dubbioso.
La soluzione, probabilmente, è modificare le premesse: siamo sicuro che mi serva davvero un lettore da 20GB e che non me ne basti uno da 5, magari con qualche feature sempre utile come radio e microfono? Se la risposta è no, allora non ci sono alternative, il lettore per me è lo Zen Micro. Piccolo, versatile, economico (a Bologna si trova per meno di 200€) e carino. Vedete se riuscite a farmi cambiare idea. Altrimenti la decisione è presa.

venerdì, 06 05 2005

nessun titolo

AhiPod
Finora, seguendo il saldo principio del «Tanto non mi serve», avevo evitato questo momento. Mentre intorno a me uno ad uno tutti cadevano vittima delle attrattive del meraviglioso oggettino laccato di bianco, io stoicamente resistevo. Se non mi ascolto mai la musica in cuffia, non viaggio spesso e a casa ho già un buono stereo e un computer ad esso collegato, a cosa mi serve un iPod? A niente, è la risposta ovvia, e finora ne ho fatto tranquillamente a meno.
Adesso, però, le cose sono cambiate: ora che post-incidente sono tornato per lo più appiedato e che mi faccio svariate mezz’ore di camminata al giorno, comincio ad avere drasticamente bisogno di un dispositivo di portable audio decente. Il lettore di cd mp3 che ho tutt’ora è pessimo; talmente grosso che a malapena entra nelle tasche di un giaccone invernale (e adesso è Maggio), salta anche se lo tengo fermo e ha un’interfaccia progettata evidentemente da un ingegnere che in vita suanon ha mai usato neanche un walkman. Urge un lettore mp3, quindi, ma uno vagamente serio, uno con un hard-disk interno da una ventina di giga e non con una flash-memory da qualche centinaio di mega, un po’ di feature carine ma un costo non esorbitante.
So cosa state per dirmi. Ma -sapete una cosa?- io non voglio un iPod. E’ risaputo che non è affatto il miglior lettore della sua categoria, e viene surclassato da molti altri per qualità audio, durata delle batterie, funzionalità aggiuntive (radio, registratore) e prezzo. Probabilmente il più bello, sicuramente il più diffuso, ma non il migliore. E poi ora come ora ce l’hanno tutti; e io sono un anticonformista. La mia domanda quindi è: se non compro un iPod, cosa compro? Qualche suggerimento?

venerdì, 28 01 2005

nessun titolo

Grandi novità in casa Apple (2)
Gli hard disk portatili sono una grande idea, ma perchè sprecarli con la musica? Ecco a voi iPorn!
[grazie a Kit]

venerdì, 05 11 2004

nessun titolo

Sono un po’ in ritardo a parlare adesso di Halloween?
La sera del 31 Ottobre non so cosa ho fatto. Sono stato in casa, direi, credo a leggere o scrivere qualcosa (entrambe le cose, probabilmente), schivando i party tanto per pigrizia quanto per antipatia per le feste comandate. Se mi fossi travestito, però, non avrei certo scelto uno di questi disgustosi costumi (e guardate che dico sul serio, se cliccate sul link poi non lamentatevi con me); su quello da iPod Mini -con tanto di pubblicità- ci avrei fatto un serio pensierino, però.
[le osservazioni sociologiche sul fatto che l’iPod sia già entrato a questo livello nel nostro universo culturale le lascio a qualcun altro]