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lunedì, 29/03/2010

Il coro delle indie-vergini suicide

Sulle Girl Crisis in rete si trova ben poco, e la cosa è quantomeno curiosa visto che il tasso di indie-notiziabilità del progetto è notevole, e anche il risultato artistico -se vi piace il genere- è tutt'altro che da sottovalutare.

Sotto questo nome si raccolgono una decina di interpreti e musiciste femminili dell'area di Brooklyn (tra cui le Au Revoir Simone, le Telepathe, Caroline Polachek dei Chairlift, Molly Shea degli Acrylics e varie altre) con l'idea di reinterpetare grandi classici del passato in scarne versioni quasi a cappella davanti all'obiettivo di tale Bek Anderen che riprende tutto in stile super 8.

Il risultato sono immobili e sfocati video spettrali (come se fossero vecchie polaroid appena animate) che sembrano ritrarre il coro di una sorority di vergini morte tragicamente in circostanze misteriose più di un secolo fa. Si tratta ovviamente di poco più di un esercizio di stile, ma lo stile c'è, e in casi come questo può già fare la differenza.

 

 

 

| # | indie-gestione, suoni | I Commenti sono chiusi

lunedì, 29/03/2010

Corri Gesù Corri

Run, Jesus, Run è un'altro degli spettacolari videogame politicamente scorretti di quei geniacci di Molle Industria (già autori di Faith fighter, McDonald's Videogame e Everyday the same dream). Vesti i panni di Gesù Cristo, corri e salva l'umanità: hai solo 10 secondi!

| # | gaming, oh my geekness | I Commenti sono chiusi

venerdì, 26/03/2010

30 years of Covo club

Per un locale notturno compiere 30 anni è una cosa ENORME. Pensate ai posti che frequentate, ovunque viviate. Pensate ai posti dove andate a vedere concerti, a ballare, a bere una birra con gli amici e a ricaricare le batterie nel weekend: quanti di essi sono in piedi da più di 10 anni? Quanti hanno mantenuto la stessa identità artistica e le stesse mura, e sono passati indenni attraverso quasi tutti i weekend stagionali dei rutilanti anni ottanta, dei nervosi novanta e degli spaesati zero senza perdersi per strada o mutare volto? Pochissimi, in Italia come nel mondo. E uno di questi è il Covo.

 

Il Covo ha di deciso di celebrare i suoi 30 anni di storia con un sito che raccoglie centinaia di foto scattate tra le sue mura (guardatele: potreste esserci voi che ballate, oppure Jarvis Cocker o, che ne so, i Modest Mouse) e l'elenco completo (o quasi) di tutte le band che ci hanno suonato. E ovviamente, con un festival.

 

Dopo l'anteprima di fine Febbraio che ha visto sul palco Adam Green (che pare si sia poi limonato mezzo locale) e in consolle la living legend britannica Alan McGee, ieri c'è stata l'apertura ufficiale, affidata all'interessante progetto Rain Machine di Kyp Malone, già voce, chitarra e surplus tricologico dei TV on the radio.

Stasera si comincia a fare davvero sul serio, con l'attesissimo Covo VS Bologna!: 7 band bolognesi, che negli anni hanno suonato più volte al Covo, alle prese con 20 classici del dancefloor del locale di Viale Zagabria (assegnatigli non senza una certa crudeltà). I Cut alle prese con i White Stripes? I Tunas che rifanno gli Oasis? I Valentines nei panni degli LCD Soundsystem? E i Settlefish che suonano gli Strokes? Davvero imperdibile. A seguire in consolle i guest saranno i Junior Boys.

Sabato un'altra serata dal sold-out annunciato: i protagonisti saranno i Giardini di Mirò (che suoneranno il loro capolavoro Rise and fall of academic drifting), i Massimo Volume (che suoneranno il loro capolavoro Stanze) e Manuel Agnelli degli Afterhours nella inedita e succosissima veste di DJ. Se volete entrare, vi consiglio di arrivare prestissimo.

 

La prossima settimana altre 4 serate che lasceranno il segno. Martedì 30 roba di altissima qualità con Lisa Germano (che presenta il suo ultimo disco Magic Neighbor) e Phil Selway dei Radiohead (che presenta il suo atteso e misterioso esordio solista); sono molto curioso. Giovedì 1 Aprile si torna negli anni '80 con la reunion dei Radio City, una delle band simbolo di quegli anni in città (nelle cui fila milita anche Capitan Fede Poggi Pollini); ad aprire gli Avvoltoi di Moreno Spirogi e a chiudere in consolle ci sarà nientemeno che Enrico Brizzi.

Venerdì 2 Aprile in scena ci saranno gli alfieri dell'indie-pop queer parrocchiale Hidden Cameras (che anni fa suonarono al Cassero, e sul palco a suonare il tamburello finì una delle autrici di questo blog), e a seguire una serata che si annuncia un delirio: al Gate1 sarà in consolle il Covo Original 90's Sound system (con alcuni dei migliori DJ degli anni '90 del Covo: Dedu, Yanez, Steve e i mitici Fede Ferrari e Alberto SImoni), mentre al Gate2 ci sarà il Covo Original 00's Sound system con i rappresentanti di questi cazzo di anni zero (Giovanni 'UDA' Gandolfi, Elisa Graci, MarinaP e il sottoscritto). A fine serata non credo sarò in grado di rispondere di me.

Sabato 3 Aprile un finale col botto, perchè sul palco di saranno i Teenagers, e in consolle da una parte Kate Jackson (degli indimenticati Long Blondes) e dall'altra la squadra di London Loves.

 

Buon compleanno, Covo.
Altri trenta di questi anni, e altri cento di questi festival.

giovedì, 25/03/2010

“Bonnie Prince Billy” e “Club version” nella stessa canzone

Sembra una delle cose più improbabili che possano succedere, invece è così: esiste una canzone per cui il nome «Bonnie 'Prince' Billy» e l'attributo «Club Version» compaiono insieme. Ci sono riusciti gli Hot Chip, in occasione della versione maxi del loro ultimo singolo I feel better (quello col video completamente fuori di testa in cui una boy-band incontra dei sanguinari santoni che emettonon raggi laser), che contiene vari remix tra cui quello con l'ospite inatteso di cui sopra. Vi dirò: funziona. Ed è decisamente meglio dell'originale!

[da poco annunciato: gli Hot Chip saranno all'Estragon di Bologna sabato 29 maggio]

 

 

MP3  Hot Chip feat. Bonnie 'Prince' Billy – I feel better (Club version)

 

 

 

[bonus che non c'entra niente, scovato a caso mentre cercavo su YouTube il video ufficiale da linkare: un tizio che suona I feel better per sola chitarra classica. Bella versione]

mercoledì, 24/03/2010

Tè? E chi zi aveva pensato, al tè?

Il terrorizzante cigarette tea, le simpatiche barchette di tPod Tea Bags, l'intelligente Tea Stick stirrer e il geniale Hanger tea. Questo e altro su Toxel, in Clever and creative tea packaging.

martedì, 23/03/2010

Konnexion

L'esperienza mi ha portato a diffidare delle librerie modulari, che di solito sono più belle vuote che piene e costano carissime, poi però ne vedo una, come questa Konnex di Florian Gross, e un pensierino quasi quasi…

(via)

lunedì, 22/03/2010

Canadians Day

In casa Ghost Records per promuovere il nuovo disco dei Canadians The fall of 1960  (in uscita il 9 Aprile) hanno avuto una buona idea.

In controtendenza rispetto alle solite strategie che vogliono l'esclusiva dello streaming data a questo o quel sito, il secondo disco della band indie-power-pop veronese da oggi si può ascoltare su una cinquantina di siti grandi e piccoli (lista completa), e chiunque può andare qui e reperire il codice per partecipare e diffonderlo a sua volta. Un'anteprima diffusa e democratica che rompe le vecchie regole e consente a tutti di ascoltare un disco che vede i Canadians ampliare il proprio spettro sonoro senza però perdere le coordinate Weezer / Grandaddy che ce li hanno fatti amare dall'inizio e che, anche se intitolato all'autunno, è gradevolmente primaverile. E in queste giornate Yes Man e Carved in the bark ci stanno da Dio.

 

 

 

lunedì, 22/03/2010

Let’s make some music make some money make some pretentious records

Non  so voi ma io non sono ancora riuscito a farmi un'idea precisa su Congratulations, il nuovo attesissimo disco degli indie-blockbuster MGMT che (dopo essere finito in rete nel corso del weekend) ora è in streaming integrale sul loro sito.

Chi si aspettava che avessero di nuovo in canna colpi come Time to pretend o Kids è rimasto inevitabilmente deluso, e invece di quei perfetti singoloni di pop ballabile si è ritrovato alle prese con un ambizioso opus psichedelico che fa venire in mente il vecchio Bowie, i Kinks, i Beatles, gli Zombies ma anche i Pink Floyd (argh!) o, tra le cose più recenti, gli Of Montreal. Niente di troppo imprevisto, a ben pensarci, e roba tutt'altro che di pessima qualità; però neanche niente per cui strapparsi i capelli, e di questi tempi chissà se un disco del genere avrà la forza di farsi ascoltare abbastanza da essere apprezzato oppure cadrà rapidamente nel dimenticatoio destinato ai passi più lunghi delle relative gambe.

 

Nel mentre, cade a fagiuolo questa interpretazione di Time di pretend suonata voce e piano un paio di giorni fa nello show di Jo Wiley su BBC Radio 1 dal cantante dei Sigur Rós Jónsi in libera uscita dalla sua soporifera band. Let's make some music, make some money, find some models for wives…sì.

 

 

MP3  Jónsi (Sigur Rós) – Time to pretend (MGTM cover)

venerdì, 19/03/2010

Alle porte di Tannhäuser

Blade Runner – Tears in Rain (in LEGO)

giovedì, 18/03/2010

Welfare pop

Ladies and gentlemen, there's a new band in town. Si chiama Lo stato sociale, e suona un indie-electro-pop verboso debitore in egual misura sia ai synth e ai beat post 80s dei Postal Service (con un po' di cassa dritta in più) sia a certa musica leggera italiana che, a volte te lo scordi, abbiamo un po' tutti nel DNA. Un coraggioso tentativo di declinare l'educazione per lo più sentimentale della scalmanata teppa bolognese in chiave di pop italico, con i suoni gommosi che piacciono a noi giovani, la cassa che spinge e già un po' di nostalgia per l'assistenzialismo pubblico drammaticamente in via di disfacimento.

 

Lo Stato Sociale presenteràla sua opera prima  Welfare Pop EP sabato al Covo in apertura al concerto dei My Awesome Mixtape (a seguire in consolle al Gate 1 il sottoscritto e Kozmik, al Gate 2 Anfetaminado con Art e Pullo) oppure il venerdì successivo a Villa Serena per la PRIMAveraFESTA, prima di partire in tour per mezza Italia. Come direbbe qualcuno, non osate fare gli assenteisti.

 

 

MP3  Lo Stato Sociale – L'apatico

MP3  Lo Stato Sociale – Magari non è gay ma è aperto

mercoledì, 17/03/2010

Rialzati Bologna

Il concerto/reading di Enrico Brizzi insieme a Yu Guerra alla sua band di sabato scorso è stato assolutamente superiore alle aspettative. Mi aspettavo che Dio salvi Bologna fosse poco più che un divertissment musical-letterario con una locandina indovinata basato sulla tragicomica situazione politica della città, invece sullo stile delle performance on stage di Brizzi (che negli anni ha portato in giro spettacoli con altre band, come i Frida X o i Numero 6) mi sono trovato di fronte a uno spettacolo assolutamente ben fatto.

 

Base di rock solido e roccioso, un performer in grande forma, ottimi testi basati sul bellissimo La vita quotidiana a Bologna ai tempi di Vasco (se vivete o avete vissuto a Bologna e non l'avete letto fatelo ADESSO), l'eccezionale featuring di Steno dei Nabat sull'anthem Oi Laida Bologna, per un omaggio ad una città che ha visto momenti migliori ma che si può ancora rialzare. Si sa che da queste parti ci piace cantarcele e suonarcele quindi non sono sicuro che una cosa del genere funzionerebbe altrove; io, però, ho avuto il groppo in gola per buona parte della performance.

 

 

MP3  Enrico Brizzi e Yu Guerra – Rialzati Bologna

lunedì, 15/03/2010

Ga Ga GIF

Dopo l'equazione (RAH)² (AH)³ + RO (MA + MAMA) + (GA)² + OOH(LA)² di Bad Romance, Lady Gaga (imprescindibile padrona dello Zeitgeist musicale 2009/2010 detestata da metà degli autori di inkiostro e adorata dall'altra metà) è tornata con Telephone. Il clamoroso videoclip tarantiniano ormai l'avrete già visto tutti, e ne avete letto praticamente su ogni blog e sito web della terra; io, che vi voglio bene, mi limito a regalarvi una crisi epilettica grazie a questo set di GIF animate tratte dal video (trovato via). Party like its' 1996!

 

 

lunedì, 15/03/2010

Make your own kind of LOST opening credits

YouTube, croce e delizia del fancazzista, è una inesauribile fonte di perdita di tempo per chi guarda i video ma anche per chi, in modo più o meno amatoriale, li produce. L'anno scorso, in occasione del ComiCon, la ABC ha indetto un concorso che invitava i fan di Lost a produrre la loro versione dei titoli di testa della serie, rimontando immagini tratte da essa su un'altra musica e con uno stile diverso. Da allora la rete è invasa da decine di parodie, adattamenti a mash-up che periodicamente fanno il giro di siti e blog di mezzo mondo. La maggior parte sono fatti malino, alcuni sono brillanti e altri sono addirittura geniali per come riconstualizzano sequenze e inquadrature e trasformando la serie sull'isola più misteriosa della televisione in una sit-com, una commedia romantica o un medical drama.

 

Nei mesi io, come sicuramente anche voi, sono incappato in diversi di essi, ma solo recentemente sono entrato nel tunnel così tanto da trovarmi a scandagliare YouTube per non perdermene neanche uno. Questi i miei preferiti:

 

 

Lost meets Baywatch

 

 

 

Lost A-team

 

 

 

Lost – O.C. Style

 

 

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venerdì, 12/03/2010

E il baustellometro si impenna

Eccolo qua: da oggi è in rotazione in tutte le radio Gli Spietati, il nuovo singolo dei Baustelle che anticipa il nuovo disco I mistici dell'occidente (che esce il 26 marzo per per Atlantic/Warner) e Un romantico a Milano, il primo romanzo scritto dal cantante Francesco Bianconi (che esce il 30 marzo per Mondadori). Il primo è stato prodotto da Pat McCarthy (già con Madonna, U2 e REM) ed è introdotto da una citazione di Elémire Zolla, il secondo viene definito dalla sua scheda «La vita agra mezzo secolo dopo»: rassicurante vedere che il tasso di pretenziosità del tutto non è calato neanche un po'.

 

 

Io devo ancora farmi un'idea precisa, anche se al primo ascolto mi sembra un classico esercizio di stile baustelliano, forse un po' più orecchiabile e sanremese che in passato e con un testo più facilotto rispetto ai loro standard. A voi come sembra?

mercoledì, 10/03/2010

Barbie Mad Men, ma senza di whisky e sigarette

Visto quanto sono brutte pensavo fosse una parodia; invece le Barbie Mad Men sono una realtà (anche se epurata di alcool e tabacco).

Tutti i dettagli sul New York Times.

| # | tv series, want it | I Commenti sono chiusi

mercoledì, 10/03/2010

Damien Rice, a volte ritornano

Non so se interessa ancora a qualcuno nè se dopo quella ciofeca di 9 interessa nemmeno a me, ma c'è in giro un nuovo pezzo di Damien Rice (dato per disperso dal 2006), dalla compilation appena pubblicata Music of ireland – welcome home.
Si chiama Under the tongue e non sembra male: