L’ultimo valzer
Negli anni ’90, in Italia, c’era una straordinaria rock band chiamata Scisma. Sei elementi, incommensurabili intrecci di chitarre elettriche e pianoforti, due voci a fondersi e distinguersi, testi illuminanti e visionari, lirici e poetici, e molto di più. Gli Scisma sono stati la miglior rock band italiana degli anni ’90. Parlo al passato perchè, dopo due album bellissimi (Rosemary Plexiglas e Armstrong), lo scarso riscontro di vendite e le divergenze artistiche interne hanno portato al loro scioglimento. Le cose belle finiscono, ma in questo caso c’è un ultima, imperdibile, opportunità: dopo 3 anni dal loro scioglimento, gli Scisma hanno deciso di regalare ai loro fan un ultimo concerto. Scisma, the last waltz avrà luogo il 10 Maggio al Flog di Firenze. Semplicemente imperdibile, e questa volta non è una frase retorica.
[Qui una pagina sulla band, qui una pagina creata in occasione per l’evento]


un pittore e architetto brasiliano, da qualche anno trapiantato in Francia. A Notre-Dame-de-la-Treille, a Lille, mi sono imbattuto la sua versione della via crucis, Le pas de la pasion, e ne sono rimasto folgorato. Classico, quasi rinascimentale per qualche verso, post-moderno e decostruttivista per molto altro; potrei continuare ad infilare sterili etichette, ma non arriverei comunque a trasmettere la sua intensità e la magnificenza dei suoi 14 quadri. Plasticità e fisicità che si disgrega lungo la via crucis, una vergine che piange fino a sciogliersi, ferite e cuciture nella tela come ferite e cicatrici nel corpo e nell’animo. Una scoperta folgorante, quasi violenta.