Per i raggiungere i Pikachu di tutto il mondo
Finalmente inkiostro (anzi: Pi-pika-pika) è disponibile anche in un altra lingua.
(vista su Gokachu)
Per i raggiungere i Pikachu di tutto il mondo
Finalmente inkiostro (anzi: Pi-pika-pika) è disponibile anche in un altra lingua.
(vista su Gokachu)
Grazie, grazie (applausi)
Ieri inkiostro ha raggiunto la ragguardevole cifra di 129 accessi unici in un giorno, la cifra più alta dalla sua nascita. Potrei ringraziare chi viene su queste pagine regolarmente, legge e commenta, ma non vi prendo in giro: il merito è tutto di questo post, che mi ha fruttato solo oggi circa una trentina di accessi da Google e Virgilio. Fare accessi grazie a truffe e raggiri…mi sento un incrocio tra Striscia e Mi manda Raitre.
[E scusate anche l'effetto siparietto di ringraziamenti di Striscia di questo post. Prometto di non farlo più.]
Questi sono avanti (forse troppo)
Danimarca, video porno a scuola per imparare il sesso. E pensare che da noi in media non si può avere neanche un’educazione sessuale decente… Nel mio caso, la sessuologa che magnificava l’infallibilità dei metodi contraccettivi naturali era incinta. Per fortuna non l’ha ascoltata nessuno.
Baby you can turn me on
Un’orchestrina da ballo anni ’20 che canta Britney Spears? We will rock you puntaggiata di clarinetti e trombe? Questo ed altro fanno Max Raabe e la sua Palast Orchester. Avete presenta la Sex Bomb stravolta della pubblicità della Lancia Y? Ecco, sono loro.
Band di Berlino di culto nei paesi germanofoni, forte di un frontman dalla voce inconfondibile e di una strumentazione di tutto rispetto (12 elementi!), con una notevole abilità di passare dall’alto (le canzoni che Kurt Weill scriveva per le opere di Bertolt Brecht) al basso (tanto pop radiofonico che ci bombarda), la Palast Orchester ora si butta sul mercato italiano pubblicando un Greatest Hits.
Nulla di cui non si potesse fare a meno, probabilmente, ma vale la pena darci un’occhiata. Anzi, un’ascoltata.
Disgusto per Gusto
Io il somelier proprio non lo sopporto. Un minuto prima c’è un servizio sulla guerra o su bambini che muoiono di fame, e subito dopo c’è lui che sorseggia vini fruttati dal retrogusto tannico facendo roteare il calice in qualche cantina. Oppure c’è il macellaio di Viva la ciccia, che non so perchè mi ricorda tanto Pacciani. Per non parlare degli illustri chef che a causa del montaggio ellittico preparano piatti complicatissimi in un minuto, e così non ci si capisce niente.
Non sono il primo (Il Barbiere della sera ed Amelie, ad esempio) a scagliarmi contro l’improponibile rubrica enogastronomia del Tg5, e sicuramente non sarò l’ultimo, ma non posso davvero evitarlo. Fatelo anche voi, cambieremo le cose.
[il titolo è rubato]
Battuta rubata
Forest: Sabato a Roma, alla manifestazione per la pace, eravamo 3 milioni. Solo un milione, a dar retta alla procura.
Gialappa’s: E lei, Signor Forest, c’era?
Forest: Certo che c’ero. Ma la procura dice che ero a casa.
[da Mai dire Gol di questa sera]
Orso d’oro ai soliti profughi afghani
The Hours non ce la fa e si fa soffiare il massimo riconoscimento del festival del cinema di Berlino da In This world di Michael Winterbottom, film sull’odissea di due profugih afghani. So che non sono molto politically correct, ma ho già spiegato qui e qui perchè tifo senza riserve per il film di Stephen Daldry.
Essere Niccolò Fabi
Dai tempi di Lasciarsi un giorno a Roma ho un debole per la musica di Niccolò Fabi. Musicista non allineato, un po’ cantautore, un po’ sanremese, un po’ rocker, Niccolò Fabi produce album costeggiando i limiti del music business, rifiutando le lusinghe del singolo commerciale senza perdere la sua caratteristica cifra squisitamente pop. Il tutto con arrangiamenti molto curati -a volte troppo-, una gran bella voce e testi pregevoli. L’ultimo cd, La Cura del Tempo, è molto bello, e contiene almeno due grandi canzoni (il primo singolo E’ non è, un’acuta riflessione sul ‘mestiere’ di cantante, e la struggente ballatona Mimosa, sconsigliata a quelli con la lacrima facile).
Bravo, onesto, intelligente, e pure belloccio. Effettivamente non dev’essere male essere Niccolò Fabi.
[Qui una bella intervista, qui riflessioni sul suo ultimo cd]
Googgler
Google compra Blogger, e tutta la blogosfera (Brodo Primordiale e 4 banalitaten, ad esempio) si interroga sulle conseguenze che ciò avrà sulla lunga distanza. Proprio qualche giorno fa c’era chi segnalava la sua nomina a Brand dell’anno e chi, invece, a Grande Fratello dell’anno. Finora Google erano uno dei buoni, vedremo se il suo strapotere lo farà passare dalla parte dei cattivi. Alleanze con Microsoft in vista?
Nel frattempo a me è venuto un dubbio: ma come fa Splinder a sopravvivere? Non visualizza banner, non è a pagamento, non ti sommerge di spam e non pare guadagnarci nulla dai 5000 e passa blog che ospita -fornendo, tra l’altro, un ottimo servizio. Qualcuno i server li dovrà pur pagare…
Non è che tra un po’ -quando la nostra dipendenza da blog sarà all’ultimo stadio- diventerà a pagamento, vero?
Un uomo e la sua autostima
Un autoritratto di Nick Cave.
Oggi
A Roma ci sono anch’io, anche se purtroppo solo con la mente.
Nostalgia nostalgia canaglia (2)
Dai diari del liceo. Continua l’outing dei passagi più imbarazzantemente adolescenziali.
Sarebbe strippico entrare nella testa della prof di Filo. Io me l’immagino come un supermercato, con tutti i prodotti ordinati nel loro scaffale, con il loro prezzo e la lora etichetta. Nulla furoi posto, nulla non etichettato, orari di apertura rigorosi e capocommessi precisissimi e rompicazzo.
Mi piacerebbe entrare in quel supermercato e fare un po’ di casino: buttare per terra un po’ di roba, scambiare prezzi ed etichette, subare qualcosa -chè la filosofia fa sempre comodo- e poi dare fuoco a tutto. Che bello sarebbe segare via quei tanto odiodi neuroni, quelle sinapsi, e fottere un po’ di cellule cerebrali! Prima o poi devo ripromettermi di farlo.
[Nostalgia nostalgia canaglia (1) è qui]
La mia rivolzione a colpi di grazie
Appena tornato dal concerto di Marco Parente all’Estragon. Il miglior cantautore giovane italiano? Fose no, ma certamente il miglior cantautore trasparente. Melodie eteree, canzoni splendide e destrutturate ed arrangiamenti curatissimi. Strumentazione raffinata (soprattutto chitarra acustica, pianoforte e tanti, tantissimi fiati), con il rock che resta dietro l’angolo senza fare quasi mai capolino. Sopratutto, una voce buckelyana da brividi ed una capacità interpretativa sopra la media. Peccato che la scaletta privilegi solo l’ultimo album Trasparente, quasi ignorando il bellissimo debutto Eppur non basta. Ma, si sa, in questi casi non si può accontentare tutti, no?
Tornano gli Ulan Bator
Il 21 Febbario esce Nouvel Air, il nuovo disco di Amaury Cambuzat e soci (tra cui, ora, Egle Sommacal, ex Massimo Volume), prodotto da Robin Guthrie dei Cocteu Twins e con copertina ed artwork dei Andy dei Bluvertigo.
Caldamente consigliato
E’ da un po’ che mi linka, ed ora ricambio, ma non solo per gentilezza: Massaia è un blog che merita di essere letto.
La sua autrice, come è già stato scritto, è degna di Aldo Nove.
A proposito di A proposito di Schmidt
Sono stato, per l’ennesima volta, truffato da un trailer. Sarà capitato a tutti almeno una volta: il trailer di un film promette battute a raffica e ci si trova davanti ad un film noiosissimo, oppure promette atmosfere rarefatte e meditative e mantiene intrecci banali. E’ che, almeno io, mi scordo troppo spesso che il trailer -come le quarte di copertina dei libri, o i servizi di Mollica al Tg- non è altro che una forma di pubblicità, per nulla diverso dallo spot degli assorbenti. Sono abituato a credere a quello che dice, e le mie tecniche di ermeneutica in questo campo non sono così sviluppate.
A proposito di A proposito di Schmidt, il trailer presenta un film brillante e sarcastico, una variazione sul tema Qualcosa è cambiato, con battute brillanti e un Jack Nicholson enorme. Beh, di tutte queste promesse l’unica mantenuta è Jack Nicholson. Il film è lento oltre ogni misura, in parte scontato, ed esistenzialmente tristissimo. Non che questi siano crimini, ma quando si val al cinema aspettandosi una commedia lo shock è inevitabile. Mi sento truffato, anche se temo che questo non impedirà che io venga truffato di nuovo. Ad esempio, il trailer di Muccino…
Monkey Bush
Probabilmente non farà progredire la discussione sulla guerra. Ma la somiglianza è inquietante.
(da LaBranca)
Frontiere del marketing (4)
Date un’occhiata al sito da cui proviene l’immagine qua a fianco, Date Jesus. Non è affatto una novità, ma ci sono capitato di nuovo e questa volta mi sono soffermato a leggere anche qualcuno dei testi. Non ho capito bene quanto ci sia di serio, se niente del tutto -come sembra a prima vista- oppure qualcosa. Quel che è certo, è che qualunque fosse lo sopo del suo creatore, è riuscito ad attirare l’attenzione e a far parlare di sè. E il merchandising è imperdibile.
Frontiere del marketing (3)
Le t.A.T.u. allo scoperto: non sono lesbiche ma bisex.
Questa rivelazione mi cambierà sicuramente la vita.
Frontiere del marketing (2)
A qualcuno probabilmente interessano i Soldatini in piombo dell’età medievale, la Whisky Collection e l’inquietante Gioca e impara coi Teletubbies. Ma che maghi del marketing ci vogliono per progettare e vendere la raccolta Camion d’epoca?
Qui l’elenco competo delle raccolte De Agostini. E se te lo stai chiedendo: sì, ci sono anche Gioielli e Bijoux e Il mondo del presepe (la cui pubblicità, ricordiamolo, andava in onda ad Agosto)…
Frontiere del marketing
Il gruppo spagnolo Cafè Quijano ha dato al suo ultimo album un titolo geniale: La taberna del Buda. Cos’è, speravano di confondersi con le trendissime compilation chill-out del Buddha Bar? A quando un disco di Michael Jackson chiamato Coffee of the Sea?
Frontiere del marketing
Il gruppo spagnolo Cafè Quijano ha dato al suo ultimo album un titolo geniale: La taberna del Buda. Cos’è, speravano di confondersi con le trendissime compilation chill-out del Buddha Bar? A quando un disco di Michael Jackson chiamato Coffee of the Sea?
Frontiere dello spamming
Mi è appena arrivato sul cellulare questo SMS: Congratulazioni! Ti è stato assegnato un Buono Vacanza di qualità, chiama subito da linea fissa allo 899…. per ritirarlo! www.nosms.com EUR:5/Tel . Ovviamente -anche se non è comunque il caso di esserne troppo sicuri- nessuno potrebbe cascarci. Più sottile è invece il riferimento al sito citato.
Un sito di due pagine (che volutamente non linko, anche se pare inoffensivo), dal titolo Stop Sms service, senza alcun marchio, nome di azienda, numero telefonico o il benchè minimo riferimento all’sms in questione. Solo una frase e un form: Signori se non desiderate piu ricevere un sms vi prego di digitare il vostro numero del cellulare allo spazio accanto & sarete cancellati del elenco. Mooolto sospetto…. Cos’è, una sinergia tra più servizi-truffa, oppure, iscrivendoti, ti autocondanni ad essere sommerso da valanghe di spam? Ho persino provato ad inserire un numero sicuramente inesistente, e la pagina seguente recita solo un laconico Thank you.
Non riesco a vedere esattamente dov’è la truffa, ma sono sicuro che c’è.
[ho poi scoperto di non essere l'unico ad aver ricevuto questo sms. Guardate qui.]
And the nominees are
Sono state rese note le nomination per gli Oscar. Come previsto trionfano Chicago -il musical di Rob Marshall con Renèe Zellweger e Richad Gere- con 13 nomination, Gangs of New York di Scorsese con 10 e The Hours con 9. Non l’ho ancora visto, ma dato che è tratto da uno dei miei libri preferiti, scritto da uno dei miei autori preferiti, io tifo spudoratamente per The Hours.