-Heavy rotation-

Daft Punk – Giorgio by Moroder

Adrian Tomine – New York Drawings

Mad Mern s06e06

L'enchillada di Alma a Red Hook

Phoenix – Chloroform

Lo Shedrain Windjammer

Awkward stock video

Gli Ava Luna alla Brooklyn Bowl

 

 

 

 

Archivio Autore

giovedì, 18/10/2012

Cassette to iPod converter

Forse non utilissimo, ma molto elegante nella sua compattezza che cita l'indimenticato walkman: il Cassette to iPod converter.

 

mercoledì, 17/10/2012

Heavy rotation (17/10/2012)

martedì, 16/10/2012

Riceviamo e volentier pubblichiamo: gli Arditi di Padre Pio

Non so bene chi si nasconda dietro il progetto Arditi di Pio, ma so che certamente ha troppo tempo libero e (spero) non tutte le rotelle a posto. Giorgio mi segnala il loro ultimo video Padre Pio ti amo abbestia, che segue il precedente Salvaci da Satana, Padre Pio e, come dire, già il titolo parla da sè. Buona visione.

 

 

lunedì, 15/10/2012

I bei vecchi tempi (più importanti) dell’indietronica che forse non torneranno più

La prima volta che ho sentito il nuovo singolo degli Amari, Il tempo più importante, non sapevo bene cosa pensare. Gli Amari che abbiamo sempre amato sono sempre lì da qualche parte, col loro talento nel riuscire a parlare sempre di noi (da Part(y)-time jobs, a Campo minato a Manager nella nebbia, se le metti tutte in fila erano sempre la canzone giusta al momento giusto, e questa non fa eccezione), la produzione sempre curatissima e la classe indiscutibile. Il vestito però stavolta è più classico che mai, quasi sanremese (facile pensare che c'entri qualcosa il fatto che da un po' Dario 'Dariella' Moroldo è anche autore di pezzi per gli artisti della Sony), e per i fan della prima ora è facile rimanere spiazzati. Dopo qualche ascolto, però, il verdetto non può che essere positivo: Il tempo più importante è un gran pezzo, e se gli darà finalmente un po' della visibilità che meritano e gli farà conquistare un po' degli ascoltatori di Lattemiele, sarà una buona cosa.

 

Certo, il loro sound delle origini, soprattutto quello del periodo più indietronico, un po' ci manca. E forse è quello che ha pensato anche il buon Maxcar, che è tornato sul suo Batteria ricaricabile per postare un mash-up indicativamente intitolato Il Tempo + Importante (Non Escludo Il Ritorno Andropausa Mashup), che mischia gli Amari col DJ e produttore inglese Boddika (che non ha neanche uno straccio di pagina wikipedia per far finta di sapere chi sia; a occhio è o era del giro dubstep, visto che ha firmato un po' di singoli con Joy Orbison) ottenendo quella che potrebbe quasi essere una outtake dei Notwist epoca Neon Golden.
Anche se i bei vecchi tempi del glitch-pop forse non torneranno più, i vecchi fan sono accontentati. E ora spazio a quelli nuovi: l'anno prossimo vogliamo vedere la nostra band friulana preferita sul palco dell'Ariston.

 

venerdì, 12/10/2012

Quando la macchina batte l’uomo, soprattutto se fatta di lego

Risolvere un cubo di Rubik in 6 secondi e 40? Questo impressionante robot (non posso chiamarlo direttamente) fatto di Lego mindstorms può. Sono pronto per il dominio delle macchine, soprattutto se fatte di lego. Ricordatevi degli amici.

(grazie a Checco)

 

giovedì, 11/10/2012

La sigla dei Simpson in carne e ossa

La sigla dei Simpson è ormai un pezzo di cultura pop che è stato remixato innumerevoli volte nel corso del tempo; però questo re-enactment fatto da attori veri (impressionante nella precisione dei dettagli) non l'avevo ancora visto.

 

 

 

Update: Chiamatemi Alzheimer: l'ho già postato più di 6 anni fa. Aiuto.

mercoledì, 10/10/2012

La faccia di Morrissey quando gli dicono che in studio sta per entrare Johnny Marr

E' un vero spettacolo vedere per una volta uno dei musicisti più leggendari e stronzi (e leggendariamente stronzi) della storia della musica  veramente terrorizzato. Ci è riuscito Stephen Colbert, che ieri sera ha messo Morrissey sulla graticola per 5 minuti di esilarante botta e risposta in cui si potevano letteralmente contare le gocce di sudore sulla fronte del Moz. La regina, la reunion degli Smiths, il suo vegetarianesimo: questo e altro per 5 lungjissimi minuti di puro disagio. Vogliamo tutti bene a zio ciuffo, ma è difficile non godere un po' a vederlo per una volta soffrire un po'.

(via)

 

 

mercoledì, 10/10/2012

A questo punto potrei anche smettere di postare librerie

E' uscito da un po', ma solo recentemente Bookshelf – LIbrerie d'autore è caduto sotto le mie grinfie. Il bel libro di Alex Johnson (giornalista dell'Independent e titolare del meritorio The blog on the bookshelf) raccoglie centinaia di librerie spettacolari, molte delle quali nel corso degli anni sono finite anche su queste pagine (nell'apposita sezione). Un must per bibliofili e amanti del design.

 

 

martedì, 09/10/2012

Heavy rotation (09/10/2012)

lunedì, 08/10/2012

L’indie è morto e neanche io mi sento troppo bene

In questo blog, a differenza di quanto avveniva prima, da un paio d'anni a questa parte si parla piuttosto raramente di musica.

 

(Non perdo occasione per ricordarvelo, lo so. Ma visto che ben 1295 persone hanno votato inkiostro.com come miglior sito musicale ai Macchianera Internet Awards, facendolo finire davanti ad alcuni blog che rientrano davvero nella categoria e che meritavano assai di più quei voti, forse è il caso di continuare a ripeterlo)

 

Quando mi chiedono il perchè, faccio sempre un po' fatica a spiegarlo. Ho molto meno tempo libero di una volta, è vero, e quello che ho preferisco spenderlo divesarmente dallo scandagliare il web in cerca di dischi belli e spiegare qui per quale motivo meritano di essere ascoltati. Ha a che fare con me e con una crescente sensazione che le cose meritevoli di attenzione là fuori siano sempre di meno, e che la mostruosa quantità di roba che viene prodotta e diffusa ogni giorno abbia ormai portato un certo tipo di approccio musicale esplorativo al suo punto di non ritorno. Ma quella, forse, è una questione personale (anche se meno personale di quanto sono portato a credere, a occhio). Ha a che fare però anche con la rete, i blog e il loro ruolo nel parlare di musica, ruolo che ha molto meno senso ora di quanto ne avesse anni fa.

 

Come è già successo altre volte, le parole per spiegare questa condizione le ha trovate Hipster Runoff, nel suo recente post How Indie finally officially died: the broken indie machine. Al di là del solito cinismo cosmico, dei commenti tranchant ad alzo zero e dell'ironia parodistica meta-tutto che caratterizza sempre i suoi post, Carles esprime molte delle cose che mi ronzano per la testa da un po' di tempo a questa parte. Il post è lunghissimo e pieno di fuffa, ma al suo interno contiene non pochi sprazzi di verità; se avete tempo e siete un po' stanchi, vi consiglio di leggerlo.

As for ‘blogs,’ there isn’t really any incentive to ‘curate’ a legitimately authentic flow of content any more. Once again, not a new point, but just another part of the broken indie machine. Due to the symbiotic relationship between the media and the artists, we can never have buzz the way it once was. It’s just the same old song & dance over and over again. s00oo0oo0o bored. [...]

 

When I first started this blog, I used to be excited to contribute to an ongoing discussion about art, artists, music, 'the internet indie scene', and any sort of forward progress when it came to ‘the little genre that could.’ Sure, ‘indie’ as we once loved it has been dead for a while, but I can’t help but wonder if things are going to change, who is interested in bringing about change, and if there is anything to culturally look forward to any more. I used to feel like I was sharing a real part of myself when it came to the excitement and curation of independent artists, but now I am basically just bored, resentful, bored, and disconnected. [#]

Quanto a me, credo che ancora per un po' giocherò a questo gioco, con le nuove regole che non mi sono mai realmente dato ma che mi richiedono poco continuando però ancora a darmi qualcosa. Poi, a un certo punto, mi stuferò, e andrà bene così.

giovedì, 04/10/2012

Con la coda dell’occhio

Quando il mio amico Roberto 'Roi' Ruager mi ha detto per la prima volta che stava organizzando una mostra delle sue fotografie al TPO di Bologna, ho capito immediatamente che non si sarebbe trattato di una semplice mostra. Chiunque sia stato a una delle sue sontuose cene sa che la megalomania (nel senso migliore del termine) è un tratto inscindibile della sua personalità, e ovviamente non può che riverberarsi anche in questo evento. E infatti Con la coda dell'occhio pare essere un vero e proprio mini festival delle arti costruito intorno alle sue foto, una «mostra fotografica, performativa e sensoriale» che vede ogni sera una diversa performance, finger food servito a tema, e chissà cosa altro. L'ingresso costa solo 1 euro, e io sono molto curioso. Fossi in voi ci farei un salto.

 

mercoledì, 03/10/2012

Cavallo di troia 2.0

 

[HedonIsM(y) trojaner di Babis Cloud]

martedì, 02/10/2012

La più brutta scena di morte in un film di tutti i tempi

Avevo letto il titolo Worst movie death scene ever ma pensavo alla solita definizione esagerata (ormai se non c'è di mezzo un superlativo assoluto chi clicca più?). Poi l'ho guardata, e ho scritto il titolo di questo post.

(via ConteGola su FB)

 

lunedì, 01/10/2012

Sai posizionare su una mappa tutti gli stati degli USA?

Io, più o meno, sì. Ho sorpreso anche me stesso con un punteggio così elevato, ma al contempo ne sono fierissimo, quindi mi sento costretto a condividere con voi il risultato che ho raggiunto (al primo tentativo) nello US State matching game.

venerdì, 28/09/2012

Heavy rotation (28/09/2012)

venerdì, 28/09/2012

Tutto molto belloooo

L'anno scorso ci sono capitato un po' per caso e mi sono molto divertito, quindi anche quest'anno se il tempo tiene non mancherò di fare un salto domenica pomeriggio al Locomotiv di Bologna per Tutto molto bello, il secondo torneo di calcetto delle etichette indipendenti. L'ingresso è gratuito, il logo è splendido, il sorteggio dei gironi fatto da Max Offlaga e condotto da Michele Orvieti è avvincentissimo e una discreta dose di performance calcistiche assai discutibile è assicurata.

 

 

giovedì, 27/09/2012

11 cose fighe fatte con vecchie cassette

Custodie per telefoni e iPod, portafogli, cinture e persino un pianoforte, ma anche lampade, attaccapanni, opere d'arte varie e mobili in 11 cool things made from old cassettes.

mercoledì, 26/09/2012

Cinque twit sul concerto dei Radiohead che non ho scritto (perchè ero impegnato a sentire il concerto dei Radiohead) (e perchè la rete era morta)

Fidatevti: ho visto tanti concerti nella mia vita, ma il palco di questo tour dei Radiohead credo sia il più bello in assoluto. Il miglior uso di luci, schermi e video non fine a se stesso che io abbia mai visto in un live. Smentitemi.

Se me lo chiedessero direi che la miglior canzone mai scritta dai Radiohead è Idioteque. E per quanto sia bella, non hanno ancora imparato a suonarne una versione live che le renda giustizia. 

Un concerto dei Radiohead è un' esperienza talmente straordinaria che a un certo punto il pubblico si è messo a battere le mani a tempo su Kid A (la canzone). Ce l'avete presente? L'avreste mai immaginato quando 12 anni fa avete sentito per la prima volta Kid A (il disco)?

Il calo di prezzo dei LED è la cosa migliore successa alla musica live dall'invenzione degli amplificatori Marshall.

 

 

lunedì, 24/09/2012

Certi giorni tutto ciò che di cui hai bisogno è un iPhone 5 che viene cotto a microonde

giovedì, 20/09/2012

«Uhm, what would Benedict Cumberbatch do?»

TV shows: how to be a real fan

mercoledì, 19/09/2012

Heavy rotation (19/09/2012)

mercoledì, 19/09/2012

As long as you love me

Certamente sono io che mi sono rincoglionito ormai oltre ogni limite, ma questa versione a cappella di As long as you love me dei Backstreet Boys fatta dai brasiliani Ordinarius mi piace più di quanto dovrebbe.

 

martedì, 18/09/2012

Ti rubano un basso mentre sei sul palco? Tu lo recuperi senza smettere di suonare

Avete presente la famosa t-shirt di threadless interamente fatta di nomi di generi musicali ossimorici e insensati? Dai, che l'avete vista, ce l'ha talmente tanta gente che io ormai la uso praticamente solo per dormire. Tra i generi non ne sfigurerebbe uno con il nome di «soft metal», che è la definizione che mi è venuta in mente circa un anno fa quando ho visto dal vivo i Pinback, che suonavano al Locomotiv di Bologna per la loro prima data italiana di tutti i tempi.

 

 

 

L'amatissimo combo di San Diego (tutt'altro che nuovo su queste pagine) suona un indefinibile indie matematico praticamente senza paragoni, che gli deriva tanto dalle frequentazioni alternative che spesso hanno sfondato i confini del metal del chitarrista Rob Crow quanto al passato con gli indie heroes Three mile pilot (in cui milita anche Pall Jenkins dei Black Heart Procession) del bassista Zach Smith.
Dopo una lunga pausa i Pinback in questo periodo sono di nuovo in tour per presentare il loro nuovo disco Information retrieved, che esce tra circa un mese su Temporary Residence. Un paio di sere fa la band suonava nella sua città d'origine, e mentre era sul palco si è accorta che dal backstage era scomparso un preziosissimo basso personalizzato. Due terzi della band sono quindi scesi dal palco per investigare e inseguire il ladro, il tutto mentre il concerto continuava.
La storia la racconta il San Diego City Beat:

The celebrated local indie-rock band was playing at Sunset Temple in North Park to a packed crowd as part of San Diego Music Thing. The show started at around 11 p.m., and everything was going great until about half an hour into their set, when Pinback bassist / keyboardist / singer Zach Smith glanced over to the backstage area to his right.

"Hey," he said, "did somebody steal my second bass over there?"

The show ground to a halt as the three members–Smith, guitarist / singer Rob Crow and drummer Chris Prescott–dashed offstage to investigate. A few minutes later, a visibly frazzled Crow came back onstage to explain to the audience that Smith's bass had, indeed, been swiped mid-set.

The custom-built bass is very rare, very expensive and made by the company Alembic, Crow said…Pinback's drummer saved the day. While surveying the block, Prescott explained, he spotted a man stuffing the bass into a trashcan, and then saw the man run down the street. Prescott tried to stop him several times–at one point, he says, the man begged just to be let go–before successfully intercepting him inside Queen Bee's, a venue located a few blocks away from Sunset Temple on Ohio Street [#]

Brooklyn Vegan riferisce che il ladro è stato arrestato, e che durante l'inseguimento di cui sopra Rob Crow ha continuato a suonare da solo per una quarantina di minuti, prima che il resto della band tornasse sul palco per continuare il set come se nulla fosse con altri 50 minuti. Più due bis.