maggio 2009

venerdì, 15/05/2009

Frequenze disturbate 2009?

Ancora non si sa nulla di sicuro, ma se incrociamo le dita anche quest’anno l’improbabile potrebbe accadere: nel 2009 una nuova edizione di Frequenze Disturbate potrebbe vedere la luce.

 

Gli anni delle elezioni amministrative non sono mai stati facili per il festival musicale di Urbino (il più bello d’Italia, secondo alcuni; certamente il più sofferto), eppure pare che, contrariamente a quanto sembrava all’inizio, la macchina organizzativa abbia cominciato ad avviarsi e (se tutto va bene) presto ne sapremo qualcosa di ufficiale. Pare ci sia già stato un incontro tra organizzatori e amministrazione (un cui succoso reperto è ritratto nella foto qua sopra), su Facebook c’è già un gruppo che reclama il festival a gran voce e speriamo di vedere presto un po’ di attività sul sito ufficiale (e magari pure un re-design grafico).

Nulla è ancora detto, ma se son rose fioriranno. Nel dubbio, mi mangio una crescia propiziatoria alla vostra -un po’ meno alle mia- salute, e incrocio le dita.

 

giovedì, 14/05/2009

La vita imita il cinema #1

di

A destra, il leggendario Cristo Compagnone, vestito in modo classico ma in posa ottimista e ammiccante da vero ggiovane, profetizzato ironicamente da Kevin Smith nello storico Dogma.
A sinistra, la statua di Gesù svelata ieri dalla Chiesa Cattolica di Nostra Signora Immacolata e San Filippo Neri di Uckfield, East Sussex (UK). Vestito in jeans e camicia come un tronista della De Filippi, e in posa da ballerino di Buona Domenica.
Nessuna sorpresa: aveva vinto il televoto.
Eppure, nonostante un costo di realizzazione di £35.000, nemmeno un paio di mocassini o una cravatta…

giovedì, 14/05/2009

Pillow fight!

Quando sono stanco morto e lavoro troppo (tipo adesso) di solito riesco a pensare a una sola parola: cuscino.

Così questa gallery dei 15 coolest pillows (grazie a Luca per il link) casca a puntino; il cuscino-gambe-di-donna e i cuscini-Scarabeo li avevo già linkati in passato, ma la testa di cavallo morto, il libro, il CTRL + ALT + DEL e il Boyfriend (provvisto di falangi e di camicia), tra gli altri, non sono male.

 

I migliori però nella lista mancano. Tamarrissimi, direttamente dalla mia stanza, i DJ Pillowcases:

 

 

martedì, 12/05/2009

Eggers + American Beauty + Juno + The Office = ??

E sono solo alcuni degli ingredienti della sapida ricetta di Away we go, il nuovo film di Sam Mendez (American Beauty) scritto da Dave Eggers (L’opera struggente di un formidabile genio) e Vendela Vida (sua moglie, niente grassetto perchè chi se la caga) e interpretato da John Krasinski (The Office, versione americana), Maya Rudolph (Saturday Night Live), Alison Janney (The West Wing) e Maggie Gyllenhaal (The Dark Night, intollerabile), che nel giro di un mese arriverà nelle sale amercane e dalla trama sembra un incrocio tra Juno e Little Miss Sunshine. Paura, eh?

 

Ecco un contributo dalla regia:

 

La musica è di Alexi Murdoch, bravo clone di Nick Drake già sentito più o meno solo come sottofondo di puntate di serie TV (The O.C., Dr. House, Prison Break, Ugly Betty, Dawson’s creek, Grey’s anatomy). Complimenti per il curriculum.

 

Praticamente un incubo.

 

 

Alexi Murdoch – All my days (MP3)

 

lunedì, 11/05/2009

G-E-N-I-O

Social Bench #5 di Jeppe Hein

 

sabato, 09/05/2009

Stessa idea, diverso svolgimento

The WisdomTree bookshelf, di Jordi Milà da Barcellona. Gaudì, anyone?

 

 

L’albero della sapienza, del Lo_dwn Design Studio, Torino. Didascalico.

 

 

 [(grazie a Nanna (per la prima) e a Valentina (per la seconda)]

 

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venerdì, 08/05/2009

Estinzione rimandata

Tutti conoscono la frase di Einstein (che peraltro forse non è sua) "Se un giorno le api dovessero scomparire, all’uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita". E tutti sanno che, da qualche anno, in molte parti del mondo le api stanno morendo come mosche (ehm), principalmente a causa di una misteriosa malattia nota come Colony Collapse Disorder (in italiano Sindrome dello spopolamento degli alveari). Si è sempre capito pochissimo delle sue cause. Un virus? Pesticidi velenosi? Parassiti? OGM? Radiazioni dei cellulari?

 

Ma è di queste settimane una buona notizia: degli scienziati spagnoli sono riusciti a scoprirne la causa (niente cellulari, solo un parassita, la Nosema ceranae), e a trattarla fino a far "guarire" l’alveare e le sue api. Non so a voi, ma a me questa sembra una gran bella notizia, e mi sembra di non averla sentita al telegiornale.
Tra una cazzata e l’altra del nostro presidente del consiglio devono aver scordato di dirci che l’estinzione della razza umana è, per il momento, rimandata.

 

giovedì, 07/05/2009

Awesome quakers and stunning live pics

Stasera al Sesto Senso di Bologna ci sono due piccoli eventi da tenere d’occhio.

 

Il primo ha come protagonista Maolo Torreggiani, già voce ed anima dei My awesome mixtape. In attesa dell’uscita del loro secondo disco (prevista per l’autunno per 42 Records), l’infaticabile capa rezza nostrano (minuscolo e con lo spazio) non ha perso tempo e ha messo in piedi Quakers and Mormons, progetto solista di matrice hip-hop sorprendentemente interessante. Nonostante solitamente io non bazzichi il genere, i primi pezzi di questa nuova creatura musicale (che non ha ancora neanche un Myspace) mi hanno molto colpito, non saprei esattamente spiegare il perchè. Ascoltate e ditemi anche voi.

 

Dopo l’aperitivo della settimana scorsa Quakers and Mormons debutterà ufficialmente questa sera al Sesto Senso di Bologna, in occasione dell’inaugurazione di (A)live!, la mostra dedicata alle foto di concerti di Emanuele Rosso. Già fumettista, fotografo, fotologger, speaker radiofonico e gran règaz, Emanuele (AKA EhiUomo!) ha raccolto i suoi migliori scatti live che verranno esposti per circa un mese.
Spesso brillanti e anticonvenzionali (come quella qua sopra, che ritrae per l’appunto i My awesome mixtape), le foto mostrano in azione -tra gli altri- Vampire Weekend, The Teenagers, Battles, Datarock, Amari e Settlefish. E gira voce che alcune riproduzioni saranno in vendita, quindi se avete la stanza da arredare…

 

Citando Enzo, direi proprio che ci si vede a banco.

 

 

Quakers and Mormons – Moldavia (MP3)

Quakers and Mormons – New York Town (MP3) 

 

giovedì, 07/05/2009

Toh, guarda, un post per punti

_Se scrivi un post per punti è perchè non hai tempo, o non hai idee, o non scrivi niente da più di 5 mesi. Oppure perchè ti pare sia passato un sacco dall’ultimo post per punti su Inkiostro.

_Questa cosa l’ho vista poco fa, magari però è vecchia, non so. Si chiama in Bb 2.0, che significa in Si bemolle due punto zero. La cosa interessante è che con qualunque tempistica si faccia play sui video il brano ha perfettamente senso. Nonostante sia piuttosto breve, potrei perderci tranquillamente la giornata (il mio strumento preferito da mettere e togliere è la tromba con la sordina).
(via Giavasan)

_L’altra sera c’era J.J. Abrahms da Stephen Colbert. "Quante foto hai di te nudo sulla poltrona del capitano Kirk? Perchè se io fossi te ne avrei un album intero". Non male, merita un’occhiata.

The Colbert Report Mon – Thurs 11:30pm / 10:30c
J.J. Abrams
colbertnation.com
Colbert Report Full Episodes Political Humor Gay Marriage

_A livello grafico, una delle cose più belle della storia della discografia mondiale sono state le copertine dei dischi della Blue Note degli anni 50 e 60 (qui ne trovate un bel po’). Sono semplicemente fantastiche, e spesso ti viene voglia di comprare il disco solo per quello.
Il Wu-Tang Clan è una delle cose più belle che l’hip hop abbia prodotto, e considero il loro primo album uno dei grandi capolavori della storia della musica, non solo hip hop. Per me è stato il punto di accesso ad un genere a cui col tempo mi sono appassionato, quindi anche se avete avuto un brivido lungo la schiena al solo sentire le due parole da tre lettere di cui sopra, io vi consiglio di dargli un’ascoltata, se ancora non l’avete fatto.
Comunque. Pur rendendomi conto che forse a molti di voi non frega nulla, per me queste finte copertine di dischi del Wu-Tang stile Blue Note sono stupende.

_Ieri sera ho giocato a tennis all’aperto per la prima volta nella stagione.
"E ‘sti cazzi n’ce li metti?"
Giusto. Però la cosa divertente è stata che in questo periodo a Milano ci sono "i pioppi", cioè quegli affari che svolazzano per l’aere facendo starnutire migliaia di persone in giro per la città. Ecco, nell’aria era pieno di questi affari, e non so se è perchè il campo era l’unico luogo illuminato nei dintorni, ma con questa miriade di piumini bianchi sospesi sopra la testa l’impressione era quella di giocare dentro una enorme palla di vetro di quelle con la neve dentro.
Ho vinto 6-4.

mercoledì, 06/05/2009

Mi-ca-chù!

Della musica di Micahu and the shapes mi sono innamorato fin dalla prima volta che l’ho sentita. Lo scorso autunno avevo scaricato da chissà dove (non riesco a ricostruirlo) uno sparuto mp3 che aveva avuto una certa gloria sul mio Winamp; della band che l’aveva prodotto si trovavano però pochissime informazioni, e in breve tempo il file è finito nel triste dimenticatoio riservato alle belle canzoni senza un disco intero o una storia a dargli il giusto contesto. Disco intero che è arrivato in primavera (sotto la prestigiosa egida di Rough Trade, tra l’altro), e con esso l’attenzione della stampa che conta e un rinnovato colpo di fulmine nello stereo del sottoscritto.

 

Jewellery è un disco strano e familiare al tempo stesso. Per esso è stata coniugata l’etichetta di «pop cubista», che pare curiosamente appropriata nel definire il modo in cui una materia fondamentalmente melodica viene scomposta e ricombinata in modo innovativo e sorprendente, incorporando un approccio lo-fi, inserti di elettronica a 8 bit, echi blues (a volte viene in mente persino Tom Waits) e irruenza punk.

La titolare del progetto – Mica Levi, classe 1987- ha un nome da pokemon e l’aria un po’ da freak ma studia a una scuola di musica e ad ascoltare bene la cosa si sente. In cabina di regia siede niente meno che Matthew Herbert, ed è probabile che un nome del genere non si scomodi se non ha a che fare con qualcosa di grosso.

 

Sono poi riuscito a vederla live al South By SouthWest, ma nell’apposito post è finita citata solo tra le honorable mentions (dal vivo il suo set è ancora un po’ acerbo; ma si farà); ne ho scritto un po’ di più nell’esteso report in bella copia che trovate sul numero di Rumore in questi giorni in edicola.
Dalle nostre parti capiterà per una sola data questo Sabato al Palazzo dei Congressi di Roma, all’interno del sempre eccellente festival Dissonanze (quest’anno tra gli altri ci saranno Moderat, Bat for lashes, Lindstrøm, Timo Maas, Laurent Garnier, Telepathe..) che insieme ai rigatoni alla gricia e ar colosseo è una delle cose che più invidio alla capitale. 

 

Al grido di: meno Totti, più pokemon cubisti.

 

 

Micachu and the shapes – Golden phone (MP3)

Micachu and the shapes – Calculator (MP3)

 

martedì, 05/05/2009

The Lord of the Bricks?

Senza parole. Presto sarà una maglietta in vendita qui. Nel caso conosciate qualcuno abbastanza coraggioso da indossarla. (via)

lunedì, 04/05/2009

Today we’re going to create a mash-up!


RiP!: A Remix Manifesto è un (bellissimo) documentario su come i concetti di diritto di autore e copyright siano cambiati radicalmente negli ultimi anni. Diretto dal canadese Brett Gaylor, fondatore del progetto Open Source Cinema, il documentario è stato girato e assemblato nell’arco di sei anni e segue da vicino la vita e le vicende di Gregg Gillis, noto ai più come l’artista del remix e del mashup Girl Talk. A fare da contorno una serie di personaggi che hanno studiato, modellato e decostruito il diritto d’autore sulla rete: c’è Lawrence Lessig, professore americano luminare del diritto digitale e fondatore dei Creative Commons, Cary Doctorow, giornalista e editore del blog Boing-Boing, e il musicista Gilberto Gil, ex-ministro della cultura brasiliano e pioniere del copyfree nel suo paese.

RiP! è, da una parte, un viaggio illuminante in una serie di dinamiche che fanno ormai parte della cultura pop e che per quanto ci possano sembrare familiari non smettono mai di essere eccitanti e rivoluzionarie. Ma è anche una vera e propria dichiarazione di guerra a chi è intenzionato a opporsi all’avanzata della cultura copyleft e copyfree. E riascoltare un album come Feed The Animals dopo aver visto questo film, diventa un’esperienza diversa, non solo musicale, ma quasi politica.

In pieno stile copyleft, il documentario non solo è disponibile gratuitamente sulla rete (qui) ma lo stesso Gaylor invita chi volesse a contribuire con nuovo materiale o a creare dei propri remix video che saranno integrati nella versione extended del documentario. Il primo documentario open-source della storia? Difficile a dirsi, vedremo il risultato. Vi lascio il trailer così vi fate un’idea.

lunedì, 04/05/2009

Career evolution in advertising

Da stagista a capo del mondo, gli strumenti di lavoro nel mondo della pubblicità. Triste ma vero.

 

sabato, 02/05/2009

Mentire sempre

[ovviamente Diesel Sweeties]