luglio 2004

lunedì, 19/07/2004

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Of two soft voices, blended in perfection
Io -lo dico sempre- le aspettative le odio: sono il primo passo per le delusioni, e spesso non hanno nulla a che fare con la qualità effettiva di ciò a cui sono rivolte. Ogni tanto, però, quando uno si aspetta poco o nulla, partendo già prevenuto e mettendo in conto di rimanere deluso, può anche succedere di essere deluso sì, ma dalle proprie aspettative. E di trovarsi davanti a una sorpresa, la sopresa della conferma.
Ok, «L’altra volta avevano un repertorio migliore», «Era stato folgorante e ineguagliabile», «E non c’era tutta la gente che li ha sentiti su RadioDeejay e che cerca il tormentone estivo nobile -tipo l’anno scorso i Tribalistas (copyright Colas)-», «E ormai sono separati in casa e dalle interviste pare di intuire un prossimo scioglimento», ma di fronte ai due norvegesi siamo (e siamo sempre stati) dalle parti del clamoroso. Il genere di concerti che è completamente inutile descrivere, perchè se non sei lì, a sentire l’intreccio delle voci e delle chitarre, ad ascoltare i siparietti di Eirik e a ridere per le facce buffe di Erlend, è assolutamente impossibile capire perchè un’esperienza del genere possa essere così straordinaria. Chiaramente, io non ci provo neanche.
[un po’ retorico, lo so, ma cosa ci volete fare, se uno non è retorico davanti a cose così..]



venerdì, 16/07/2004

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Una vita così è un lavoro a tempo pieno
Il titolare va a Roma per un paio di giorni a vedere i suoi divi da Festivalbar preferiti.
 

giovedì, 15/07/2004

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Spa-ghe-tti!!
Oggi si gioca a golf.

giovedì, 15/07/2004

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Grazie di esistere
Si fa presto a dire «basta parlare di blog». Io vi capisco, voi che continuate a ripetermelo, e che alzate gli occhi al cielo ogni volta che menziono un blogger, un post o qualcosa letto in giro; vi capisco, e probabilmente farei lo stesso. Sembra una setta da cui siete esclusi, col suo linguaggio in codice, un ritmo velocissimo cui non si riesce a stare dietro (..«a mano a mano che il nostro mondo sembra ‘accelerare’»..), e tutti questi blogorroici che scrivono scrivono scrivono e sono convintissimi che agli altri debba fregare qualcosa di quello che pensano. Vi capisco, e mi dispiace un po’ per voi, che rifiutando questo mondo, e che trattandolo con la puzza sotto il naso vi perdete il solito geniale post de laLauraquello couplandianissimo di Enzo, la poesia pura di Distilleria (ve lo ripeto: questo blog è sottovalutato), questo post strappalacrime di Zazie (e il mio gatto preferito, Mamolo -detto il Tarlino-, è morto proprio quel giorno), la monumentale riflessione di Leonardo sulla società e l’immigrazione (in tre parti: uno, due e tre; leggetela, perchè quest’uomo meriterebbe una rubrica fissa sul più letto dei giornali), e ce ne sarebbero altri da citare ma mi fermo qui. Mi spiace un po’ per voi; ma sono terribilmente contento per me.

mercoledì, 14/07/2004

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I soliti luoghi comuni. Veri.
Dai tempi degli ormai leggendari 90 motivi per cui è bello essere un uomo (cui fecero eco, ovviamente, i motivi per cui è bello essere donna
), da queste parti si è sempre riso un sacco per le liste dei luoghi comuni sui generi sessuali e i rapporti tra i sessi. Ora mi sono appena imbattuto in una pagina piena, in cui ho trovato geniali alcune delle 10 cose che un uomo non direbbe mai («Le sue tette sono davvero troppo grandi», «Certo, muoio dalla voglia di indossare un preservativo» «Mi sa che ci siamo persi. Faremmo meglio a fermarci e a chiedere a qualcuno») e delle 10 cose che una donna non direbbe mai («Questo vestito mi fa sembrare il culo troppo piccolo?», «Non buttare via quella maglietta…i buchi sotto le ascelle sono così carini», «Hai di nuovo ragione tu»). Perchè ognuno crede di sfuggire ai luoghi comuni e di essere uno sui generis, poi legge delle liste del genere e scopre che alcune cose valgono davvero per tutti.
[prevedo già commenti tesi a smentire questa tesi..]


mercoledì, 14/07/2004

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La caduta dei Re
Sapevamo che questo momento prima o poi sarebbe arrivato, ma ciò non rende le cose più facili. Andate in questa pagina, date un’occhiata al cast della serata del Festivalbar -registrata ieri a Lignano, e che sarà mandata in onda il 20 Luglio- e mettetevi le mani nei capelli: tra Antonacci, Pelù e Pezzali a cantare in playback sul palco più squallido e paraculo dell’Estate italiana ci sono anche i Kings of Convenience. Non so cosa dire: this is what it is.

martedì, 13/07/2004

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Powerpizzabook
Credo mi comprerò presto un computer portatile solo per avere questa fichissima borsa porta-computer a forma di cartone di pizza. Terribilmente geek e terribilmente pop.

martedì, 13/07/2004

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Da Lentissimo a Interminabile
Dopo l’orgia di concerti dei giorni scorsi -che rallenta, ma non ne vuole sapere di terminare- ci mancava giusto il concerto più lungo del mondo, che sta avendo luogo ad Halberstadt, in Germania, da 3 anni, e che finirà tra 636, e che vede l’esecuzione di una composizione di John Cage (e chi sennò?) chiamata appunto Organ squared/As slow as possible. Folle e affascinante l’idea di una chiesa abbandonata in cui le note possono continuare a vibrare nell’aria indisturbate per anni. Spero ne facciano una registrazione.

martedì, 13/07/2004

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La nobile arte del pornotitolo 2
Se n’era già parlato mesi fa, ora un post di Tom (e soprattutto i suoi commenti) riaccendono la discussione sulla genialità dei titoli dei film porno che riprendono e parodizzano i titoli dei classici più o meno Hollywoodiani. E dopo che sono usciti fuori titoli geniali come Io speriamo che me la chiavo, Quattro matrimoni e un foro anale, Il glande freddo, Harry ti violento Sally, Io mi bagno da sola, La caricano in 101 e molti altri, ecco c’è la pagina definitiva.

lunedì, 12/07/2004

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Zeitgeist VS Passéism
Dice: sei stato a 4 concerti fighissimi in 5 giorni e non ne parli? Hai ululato come un cucù durante i Belle & Sebastian e non scrivi niente? Hai partecipato all’evento hype dei funkytarri !!! e non ti produci anche tu in un post che renda giustizia a cotanta live band, e al suo effetto su noi discotecari frustrati, formerly known as indie kidz? Hai dondolato sulle ali di farfalla dei Blonde Redhead, mai così morbidi eppure mai così efficaci, sospirando davanti alle sottane della beautiful japanese Kazu e non ti lanci nella solita dissertazione poetica (intanto, per gradire 4 foto: Amedeo, Kazu, le sue sottane
e tutta la band)? Hai assistito a Suzanne Vega che festeggia live il suo compleanno e non ti metti –di nuovo– a spiegare quanto sia brava e mostruosamente sottovalutata, e quanto, alla sesta o settima volta che la vedi live in 5 anni, The queen and the soldier riesca ancora a farti emozionare?
E poi: non fai un post tutto pieno di oscuri riferimenti e messaggi in codice diretto ai tanti (26, solo tra quelli presenti nella colonna a sinistra…allucinante, se ci pensate) blogger incontrati, ospitati, conosciuti, ri-conosciuti, presi in giro, ringraziati e [aggiungere qui un altro participio passato a caso] nel giro di meno di una settimana? Non racconti in un post antropologico di come sia stato ritrovarsi all’aftershow party dei !!!, e di come non sia stata troppo diversa da una tipica festa studentesca bolognese in cui però tutti si sentono un po’ più fighi del solito solo perchè sono lì? Non dici che ci sei anche tu nel primo numero di Losing Today, facendogli la pubblicità che si merita perchè, conflitto d’interessi a parte, la qualità media (dalla carta alla grafica alle foto a quel che c’è scritto al cd allegato) è davvero alta (further info here)? Non fai uno di quei post criptici chè poi gli amici in privato ti chiedono cosa volevi dire esattamente perchè tanto credono già di sapere di cosa stai parlando (a buona ragione, di solito)? Non linki qualche sito bizzarro o ridicolo? Non racconti dei nuovi dischi che stai ascoltando? Frasi sagaci? Frizzi e lazzi?
La risposta è no: sono un po’ stanco. Di cosa? Di un sacco di cose, ma fondamentalmente di dovere, volere, e un po’ anche sapere, stare al passo con quello che c’è fuori dalla mia stanza. Quindi ora mi sa che spengo il computer, metto su i Piano Magic e mi sdraio sul letto. Il resto aspetterà.



venerdì, 09/07/2004

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Inkiostro music news aggregator
+ Domani, i Calexico suoneranno per la prima volta a Calexico, la città californiana da cui prendono il nome. Ma dai.
+ I ben informati lo sapevano da un po’, ma ora è ufficiale: i Micercars hanno firmato con Homesleep.

+ Lo sconto su biglietti e abbonamenti per l’Indipendent Days Festival (4 e 5 Settembre a Bologna, con Sonic Youth, Deus, The Darkness, Franz Ferdinand, Mark Lanegan e mezzo mondo ancora) continua fino alla fine di Luglio. Qualcuno di mia conoscenza farà meglio a muovere il culo…
+ Un pazzo ha assemblato e reso disponibile sul suo sito un cd con 100 canzoni. Musicalmente contiene un po’ di tutto (solo canzoni cortissime, ovviamente), ma l’idea è abbastanza folle da dargli un senso.
+ Primo ascolto di Antics: Mah. Che sono tutti quei ballatoni? Che è tutto sto pop? ‘Ndo stanno gli ostacoli e i personal digital assistant?
[Probabilmente è tutto un problema di aspettative, tra un paio di ascolti passa]
+ Non ditemi che non avete ancora scaricato il video di The first of the gang to die, nuovo singolo di Morrissey. Lo amiamo.
+ Nella bella intervista fatta da Indiepop.it al grandissimo Jens Lekman (il suo When I said I wanted to be your dog sarebbe sicuramente negli altri 5 dischi di questo primo semestre del 2004), alla domanda su perchè la scena indiepop svedese sia così straordinaria e prolifica, il nostro ha risposto:
Tutto funziona al rovescio in Svezia; dall’inizio degli anni 90 la musica indipendente è diventata molto popolare. Ho parlato a un tizio americano che mi ha detto che se oggi cresci ascoltando Morrissey negli States, sei ancora automaticamente uno di quelli che vengono picchiati. Quando io avevo 17 anni, venivo picchiato dai fans di Morrissey, erano loro i bulli, quelli di bell’aspetto e sempre in compagnia. Oh, inverted world.
+ Andate all’edicola più vicina, e chiedete di Losing Today. Per il resto, ci si vede stasera ai !!!. Quando l’hype chiama..










venerdì, 09/07/2004

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Il portapenne più venduto d’America*

[Grazie a Valentina. Sto ancora ridendo..]
[* Vogliamo la versione italiana!!]



venerdì, 09/07/2004

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Per esibizionisti timidi
Voi usereste un bagno pubblico che all’esterno è tutto coperto di specchi (e fino a qui…), ma che all’interno è completamente trasparente (come -ma anche di più- una cabina telefonica?). In Svizzera c’è. Mi immagino già la fila.

venerdì, 09/07/2004

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Dai, ok
Non ne parlo, ma metto online qualche foto, giusto per dare un senso allo sbattimento di esseri portato dietro la fotocamera. La qualità è quella che è, e non mi chiaro perchè sul mio computer appaiano così scure mentre sul Mac della Fattoria erano perfette, ma, boh, magari a qualcuno interessa. Un paio di foto degli sbarbi The Rapture (1 e 2), e tre degli ipersensibili Belle & Sebastian (1, 2 e 3). Enjoy.

giovedì, 08/07/2004

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Il blogger alternativo*
Si riconosce perchè va a uno dei concerti più fighi dell’anno, e non ne parla.
[* un termine volutamente metà anni ’90]


giovedì, 08/07/2004

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Da urlo
Spider man 2, in uscita in questi giorni negli States, ricostruito interamente coi Lego in un filmato strepitoso. Un piccolo capolavoro di nerditudine (soprattutto a pensare al tempo che ci avranno messo a costruire oggetti e scenari e a fare tutti quegli stop motion) declinato alla Hollywoodiana.
[ci mette un po’ a caricarsi, ma vale la pena]


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mercoledì, 07/07/2004

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Mi sembra in tono
Eurobad ’74
, una galleria di immagini dedicata agli interni più kitsch degli anni ’70. Una vera meraviglia.


mercoledì, 07/07/2004

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C’è qualcosa che non va in me: sono un cucù
Ieri notte ti ho sognata, era un sogno strano. Indossavi delle scarpe strambe e stavi per metterti a ballare; sono sicuro che ti vergogneresti, se solo te ne ricordassi. Peccato che è come una di quelle cose che si fanno da bambini: è inequivocabile che tu le abbia fatte, ma eri troppo piccola per ricordartene. Quindi le hai fatte, ma non ti sembra di averle fatte. Un’ipotesi interessante, e una buona scusa; dovresti prenderla in considerazione la prossima volta.
Il problema, se vogliamo, è continuare a interpretare tutto come se fosse un segno, e ad agire di conseguenza. Probabilmente il modo più insensato di agire, quindi, paradossalmente, una soluzione facile e indolore per tutti i problemi della vita. Non li risolve affatto, ovviamente, ma vuoi mettere la soddifazione di avere una vita punteggiata di filosofia stabilita da chissà quale ordine superiore?
Alla fine, il problema vero -se problema è- è essere come un cucù (oppure un cuculo, se preferiamo parlare in italiano): deporre le uova nei nidi altrui perchè la pigrizia e l’incapacità impedisce di covarle a dovere nel proprio; il cuculo non riesce ad evitare di seguire il solito, inevitabile, percorso, ma non riesce mai a farlo nel modo giusto, e fino alla fine. E come quando Stuart canta della dipartita di Isobel in mezzo a quei fiati che se non c’era Trevor si sarebbe sognato, così canticchiare I’m a cuckoo pensando alle cose che non si riesce a portare a termine -neanche al termine che di per sè non ci sarebbe e che si è deciso più o meno arbitrariamente di porre- può diventare la soluzione di tutti i problemi. Tu turati pure il naso, e fai le smorfie come se inghiottissi una medicina nauseabonda; mi troverai di là a cantare, e a pensare che a una canzone indiepop non vorrei mai chiedere niente di più.
[Belle & Sebastian, I’m a cuckoo, da Dear Catastrophe Waitress (2003)]




lunedì, 05/07/2004

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I 5 dischi del semestre
[Non ho voglia di premettere la solita pippa sul fatto che le classifiche sono stupide e superficiali e bla bla bla, come si fa di solito; quindi se siete di quelli allergici al gioco delle top ten e alla connessa leggerezza da pipparoli hornbyani fatevi un giro ed evitate commenti inutili]
Visto che da queste parti a fine anno ci si diverte a stilare la top ten di quelli che ci sono più piaciuti tra i dischi usciti nel corso dell’anno (qui quella dell’anno scorso -che ovviamente già cambierei…ma fa parte del gioco), questa volta ci portiamo avanti, ed essendo da pochi giorni scollinati sulla china del primo semestre dal 2004, ci fermiamo e facciamo il bilancio intermedio dei 5 dischi del semestre secondo il tenutario del presente blog.
In rigoroso ordine alfabetico:
Adem – Homesongs. Ci ha messo un po’ a convincermi, dovendosi far strada in mezzo al mio scetticismo da cheppalle-un-altro-disco-voce-e-chitarra: ma a forza di canzoni sussurrate come carezze eppure violente come spallate è entrato di prepotenza tra i miei dischi dell’anno, rovinandomi anche più di una giornata. Da prendere a piccole dosi.
Blonde Redhead – Misery is a butterfly. Non perchè da anni sono tra i migliori, non per la costante evoluzione senza passi falsi, non per l’hype che li circonda nè perchè 2/3 hanno origine italiana: solo e semplicemente perchè è bellissimo. E’ tautologico, lo so, ma davanti alla bellezza non c’è nient’altro da dire.
Modest Mouse – Good news for people who love bad news. Ha almeno 4 canzoni che già da sole basterebbero a qualificarlo come un disco enorme, e in America se ne sta accorgendo pure Mtv; ma qui si parla del disco giusto al momento giusto, che con la sua aura da the good times are killing me è stato la colonna sonora di un sacco di cose. Quei ricordi rimarranno attaccati come dei post-it, e il fatto di non poterli strappare via sarà contemporaneamente inebriante e insopportabile. Ed è esattamente ciò che dovrebbere accadere a tutti i buoni dischi.
Morrissey – You are the quarry. Lo so tutto a memoria, o giù di lì. E in questi tempi di fast music e overdose di dischi è una cosa più unica che rara. Il resto è un successo su tutta la linea: testi, musica, atmosfera, interpretazione e personalità. Il Moz rimane una certezza, e il fatto che non ci sperassimo più rende tutto ancora più bello.
Piano Magic – The troubled sleep of piano magic. L’ho capito dalle prime note di Saint Marie che un disco così fuori dal tempo, che se ne frega più o meno di tutto e di tutti, mi avrebbe conquistato. Colpisce al cuore più che al cervello, e non se ne va più.
[Poco rock con la ‘r’ maiuscola, poca elettronica vera e propria, pochi dischi seminali e fondamentali per il futuro, poco zeitgeist sulle tendenze dell’anno, niente di italiano (davvero sconfortante) e di 3 su 5 dischi non ho mai neanche parlato sul blog. Non ne sono soddisfatto. Ma credo fosse inevitabile.]









lunedì, 05/07/2004

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Passatempo del giorno
Incasinare la faccia di Bill Gates con AlexWarp. Prossimo passo: installarsi il programma sul computer e mettere le mani sulla mia faccia. Difficile che peggiori..

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lunedì, 05/07/2004

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You got me jumping like a Cat on the wall
Già il live che ho scovato online qualche giorno fa ha fatto prepotentemente tornare PJ Harvey in heavy rotation sul mio stereo; le canzoni dell’ultimo cd dal vivo acquistano quella intensità che la scarna produzione del disco ha voluto negargli, e questa nuova veste mi fa ricordare chiaramente perchè amavo tanto l’artista del Dorset. Se poi ci si mette anche Lucio a segnalare questa lunga e assolutamente imperdibile video-intervista in streaming realizzata da Les Inrockuptibles insieme all’inossidabile Maria Mochnacz (che è anche making of dei video, del servizio fotografico e, soprattutto, del bellissimo booklet di Uh Huh Her), il passo per cominciare a mettersi a ballare a piedi nudi in cucina cantando Cat on the wall è davvero breve.

venerdì, 02/07/2004

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L’ho trovata
E’ The end of the world dei Cure. Ma che avevate capito?

venerdì, 02/07/2004

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Inkiostro music news aggregator (live edition)
+ Che l’edizione di quest’anno del festival di Lollapalooza sia stata cancellata nonostante il cast stellare (Morrissey, PJ Harvey, Pixies, Michael Franti, Modest Mouse, Sonic Youth, Wilco, Flaming Lips) è cosa nota da un po’. Un bell’articolo di PopMatters specula sui motivi del fallimento commerciale del più famoso festival itinerante al mondo. Istruttivo.
+ I dubbi che sia davvero scritto da un diciassettenne sono tanti (troppi?), ma l’idea del Guardian di far raccontare i concerti di alcuni dinosauri del rock tornati di recente sulle scene (McCartney, gli Who, Brian Wilson, i Kraftwerk) a un adolescente di oggi allevato a pane, Muse e Mtv non è davvero niente male.
+ Se fossi dotato di teletrasporto, non mi perderei per nulla al mondo il concerto di Amari ed En Roco organizzato da Beatroce a Macerata per l’8 Luglio. Se siete da quelle parti non osate mancare.

+ Sul loro sito, i Telefon Tel Aviv segnalano la loro prossima data a Bologna (che dopo il clamoroso concerto-pacco del Link di 2 mesi fa mi perderò molto volentieri) come parte di una fantomatica Festa di Radio Città del Capo, descritta come una serie di concerti con PJ Harvey, Tortoise, Ms John Soda, Black Rebel Motorcycle Club, Belle & Sebastian, Rapture, Morrissey, ecc. O Città del Capo è potente come la Massoneria, oppure qualcuno ha fatto un po’ confusione e mischiato almeno 4 festival diversi..
+ E’ uscito il programma di Territorio Musicale, che come sempre ha un paio di nomi ottimi. Gli Altro li rivedo assai volentieri (scaricatevi Pitagora e capirete), Morose mi interessa assai, dei Ronin si dicono meraviglie e per il resto, come al solito, sono assai curioso. Del Gamma Gamma Day si sa nulla?
+ Amo la rete: sono passati solo due giorni, e il concerto che PJ Harvey ha tenuto allo Zenith di Parigi il 30 Giugno è già online, scaricabile da qui. Show completo, qualità ottima, e performance grandiosa. Scaricatevelo finchè c’è.






venerdì, 02/07/2004

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Ho sempre sognato di diventare una dot com
Gli altri splinderiani dovrebbero già saperlo: da ieri tutti i blog ospitati dalla più grande piattaforma italiana passano dal vecchio indirizzo http://nomeblog.splinder.it a un indirizzo .com . Fino alla fine di Settembre tutte le richieste di accedere ai vecchi indirizzi saranno automaticamente redirette ai nuovi, poi -suppongo- comparirà una delle splendide schermate di cortesia di Splinder che tanto amiamo, per dirci di aggiornare i bookmark. La morale, quindi, è: anche se è una rottura di balle, meglio farlo ora.

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