dicembre 2005

venerdì, 30/12/2005

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Inkiostro – I dischi del duemilacinque

10. Laura Veirs – Year of meteors (Nonesuch / Bella Union)
Un’erede credibile per Suzanne Vega, finalmente. Un occhio altrettanto obliquo e appassionato che ti spiazza con il suo acume e ti convince con una musica che guarda oltre il folk ma che al folk torna, ogni volta, con l’ingrediente che fa la differenza. Il fatto che sia pure adorabilmente impresentabile, poi, non fa che renderla più simpatica.
More: inkiostro.

Ascolta: Secret someones o Magnetized

9. Amari – Grand Master Mogol (Riotmaker)
Una band troppo. Troppo brava, troppo simpatica, troppo cazzona e contemporaneamente troppo cool, troppo capace di coniugare suoni quasi perfetti con una personalità unica e irresistibile, e troppo padrona nel confondere il pop più spudorato con i troppi generi che gli vengono in mente. Talmente bravi che ti fanno arrabbiare. E cantare.
More: Sentire Ascoltare.

Ascolta: Conoscere gente sul treno o Bolognina Revolution

8. Jens Lekman – Oh you’re so silent Jens (Secretly Canadian)
L’anno scorso l’abbiamo scoperto, e ciò che scrivevo allora si è avverato: Jens Lekman è già un classico. E pensare che il vero, grande, disco di Jens Lekman, è proprio questo, che raccoglie la produzione di tremila EP e singoli e contiene praticamente tutti i suoi pezzi più belli di sempre. Ascoltarli in fila è una vertigine. Pop at its best.
More: Indiepop.it.
Ascolta: Maple leaves o Pocketful of money


7. LCD Soundsystem – s/t (DFA/EMI)
E’ entrato e uscito più volta da questa classifica, l’esordio in LP del venerabile James Murphy e della sua spocchiosa intellighenzia danzante. Più una (anzi, due) raccolte di singoli che disco vero e proprio, con i vecchi anthems (su tutti l’epocale Losing my edge) a fare da contraltare a nuove produzioni per nulla inferiori. Un solo grido: More cowbell!
More: Stylus Magazine.
Ascolta: Tribulations o Losing my edge

6. Masha Qrella – Unsolved remained (Morr)
Mi è mancato un grande disco di elettronica glitchosa, quest’anno, ma in compenso ho avuto Masha Qrella. Beat geometrici e freddi come lame di ghiaccio (o come il suo sguardo), corde di chitarra acustica calde e familiari come i pensieri rimasti irrisolti che questo disco si porta dietro. Per troppa coerenza il capolavoro è solo sfiorato; ma le persone troppo coerenti, io, di solito le adoro.
More: inkiostro.
Ascolta: Everything shows o My Day


5. Art Brut – Bang bang rock’n’roll (Fierce Panda)
L’unica forma di punk possibile nel 2005? Probabile. Una band per nulla credibile con un disco sgangherato e divertentissimo che dissacra i Velvet Underground e NME, che parla di Arte Moderna e di fare cilecca a letto, e che infila qua e là frasi da diario postmoderno che non si può fare a meno di citare. Dietro l’apparenza, un progetto di una lucidità disarmante. Centro secco.
More: Pitchfork.
Ascolta: Emily Kane o Moving to L.A.

4. Offlaga Disco Pax – Socialismo tascabile (Santeria)
Il nostro piccolo caso. I blog mantengono la promessa, e scoprono per primi il trio reggiano che a fine anno sbanca ogni premio e riempe i locali come pochi in Italia. Qualcosa di grosso, quindi, ma anche qualcosa di piccolo e caro, una questione privata, che a distanza di mesi non perde il fascino e la capacità di generare sconcerto come solo le cose davvero aliene -o familiari- riescono a fare.
More: Losing Today.
Ascolta: De Fonseca o guarda il video di Robespierre



3. The boy least likely to – The best party ever (Too young to die)
Un fuorviante nome Morriseyano e un repertorio di ossessioni infantili mal celate dietro una giocosità ostentata e un arsenale di grattuge, xylofoni e coretti felici, e così un paio di pazzi inglesi tirano fuori un disco geniale e miracoloso. E che, dietro l’apparenza, fa davvero paura. I’m happy if you’re happy. But it breaks my heart. Cose così.
More: Batteria Ricaricabile.
Ascolta: Hugging my grudge o Be gentle with me



2. Stars – Set yourself on fire (Arts & crafts)
Il pop non si spiega, questo è un fatto. Anzi: più è ben fatto, e meno si spiega. Degli Stars, quindi, non si può dire quasi niente, se non che  se non vi piacciono, forse, è perchè non li avete mai ascoltati. O perchè non avete un cuore.
More: inkiostro.
Ascolta: Your ex-lover is dead o Reunion


1. Lucksmiths – Warmer corners (Matinèe)
Un disco che risponde alle domande, se va bene, capita una volta l’anno. Quest’anno, per fortuna, è capitato.
More: inkiostro.
Ascolta: The Music next door o Fiction

giovedì, 29/12/2005

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Natale in casa inkiostro
1. Chiamatemi Babbo Natale
Inkiostro si vanta con un amica dei regali che ha fatto.
inkiostro: Quest’anno sono stato l’unico della famiglia a fare regali a tutti gli altri.
amica: Sì, e che regali.. Una maglia dell’alternativissima Radio Città Fujiko a tua sorella che ascolta Shakira, una tazza a tuo fratello che ne ha già cambiate due in un anno, due pregiate bottiglie di vino, bianco e rosso, denominate rispettivamente Falce e Martello a tuo padre (ex) democristiano e una chiavetta USB a tua madre, che quando l’ha vista ha detto «Cos’è?».
inkiostro: E dire che hanno persino finto di averli graditi.
amica: E’ quello il vero regalo..

2. Cultura popolare
La mamma di inkiostro guarda Beautiful.
inkiostro:
«Ma ieri Ridge non stava amoreggiando con una mora?»
mamma: «Sì, era sua moglie. Mentre ora è sotto la doccia insieme a Brooke.»
inkiostro: «Ma non era con lei che era sposato?»
mamma: «Ha due mogli. Come Pupo.»

mercoledì, 28/12/2005

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Video Aggregator /Dicembre
[Tutti chiusi in casa ad annoiarsi e riempirsi di cibo; cosa c’è di meglio di un bel video aggregator?]
_Stars – Your ex-lover is dead
(download) Eterno splendore di una canzone immacolata? Di più: a essere memorabile e immacolato è pure il video, ottima intuizione dei registi
Experimental Parachute Moment (in c’è di mezzo pure Kevin BSS Drew), che per questo videoclip si ispirano a Gondry ma non a quello dei videoclip. Perfetto con il tema (l’eterno ritorno di un amore passato, l’eterna rimozione di un amore passato; è morto? Non è mai esistito? O è tutta colpa della Lacuna Inc.?), perfetto con la stagione, e girato da Dio. Meraviglia.
_Arcade Fire + David Bowie – Wake up (download) E fu così che, dopo che sono stati tra i dischi dell’anno di mezzo mondo e in almeno due anni diversi, e dopo che tutti, chi prima chi poi, ne hanno osannato la qualità, il famoso indieblogger (cit.) finalmente scoprì gli Arcade Fire. Mi ci voleva questo video live, in cui il pezzo più epico del disco è suonato dal collettivo canadese al gran completo insieme al fan David Bowie, per capitombolare senza speranza. E svegliarmi.
_Cardigans – I need some fine wine and you, you need to be nicer (downnload) Ora che la spotlight li ha abbandonati per seguire qualcosa di più effimero, la punta di diamante del pop svedese può tornare alle  belle canzoni di un tempo senza proeccuparsi troppo di apparire perfetta per l’Mtv style: l’amata Nina Persson è in versione rocker da 4 soldi e la band suona in una stanza senza tanti orpelli. Il resto sono immagini torride senza troppo fuoco e un video dall’apparenza costosa senza troppo senso. Ma noi li amiamo lo stesso, anzi, di più.
_Austin Lace – Kill the Bee (download) Copioincollo l’ottimo e meravigliosamente folle comunicato della Homesleep che presenta il video di questo pezzo che non riesco a smettere di ascoltare: Like any great modern parable, Austin Lace’s "Kill the Bee" encourages us to re-examine our own lives through refreshed eyes by including numerous elements to which we can immediately relate. Things like singing and dancing, grocery shopping and car washing, weddings and umbrellas, bubbles and troubles, catering and bicycles, turtleneck sweaters and misunderstandings, death and marching bands, exquisite cinematography and excellent music. I think it was Aristotle’s twin sister, Pam, who said it best: "Only boneheads skip the good stuff." Live and love and love some more. And then kill the bee.
_Wolf Parade – Shine a light (download) Non proprio il video che ci si aspettarebbe da una delle band dell’anno: mezzi poveri e gusto dell’orrido vanno a braccetto in questo clip volutamente brutto e inutile, con effetti speciali probabilmente realizzati con una versione craccata male di After Effects e una non-trama non degna di essere menzionata. Scelta discutibile e -personalmente- deludente, ma magari a qualcuno piace.
_Fiona Apple – O sailor (download) L’ultima agonia di Fiona Apple è inquietante e incantevole come da copione. Tragico e barocco, un po’ Titanic un po’ Moulin Rouge, il video del nuovo singolo ha in più quel tanto di languore malato che ha fatto la fortuna della cantautrice americana. E anche stavolta non fa eccezione.
_Why? – Rubber traits (download) Non ho ancora ascoltato il disco solista di Why?, ma non posso non notare che tutti quelli che lo fanno ne cadono
invariabilmente vittima anche se non sono avvezzi ai suoni Anticon. Io pure non sono mai stato un particolare fan dell’etichetta della formica nera, e questo pezzo non mi colpisce troppo. Il video cut-uppato, però, non guasta affatto. E forse, con un paio di ascolti in più..
_Out Hud – It’s for you (download) Da dei maestri del dancefloor come loro era lecito aspettarsi qualcosa di più frenetico e glamour, più in linea con la loro formula ormai brevettata «Me and Kylie down by the schoolyard». Invece i newyorkesi mettono in scena questa pantomima entomologica lumimosa, colorata e lenta, e perdono buona parte dell’Ibiza Connection che riescono a realizzare sotto le strobo. Controcorrente a tutti i costi.
_Liars – It fit when I was a kid (streaming) Arte arte arte, ormai i Liars sembrano urlarlo quasi disperatamente in qualunque cosa che fanno, che sia un concerto, la copertina hard-core di un singolo, il suddetto singolo che potrebbe essere un pezzo scartato degli Einsturzende Neubauten meno ispirati e il video del suddetto singolo, didascalico, surreale e iconoclasta quel tanto che basta per fregare a malapena i più ingenui. Goffo tentativo, anzichenò.
_Arab Strap – Dream sequence (donwload) Una sequenza onirica assai poco onirica per la premiata ditta Moffat / Middleton, che oltre a bucare singolo (molto meglio le belle Don’t ask me to dance e Speed Date) non si sforza troppo neanche per il video. Peccato, perchè anche se il loro immaginario è già ben definito e la loro carriera definitivamente avviata, un disco nuovo e coraggioso come The last romance avrebbe meritato un po’ di promozione in più. Accontentiamoci di un pianoforte infinito, delle guance rubizze di Moffat e dei dettagli delle corde di una chitarra, il resto limitiamoci a immaginarlo. O a sognarlo.
_The Doves – Sky starts falling (download) Arrivati a fine anno, spesso, ci si si guarda indietro, e ci si accorge di aver colpevolmente ignorato dischi come questo. Per poi imbattersi in uno splendido video tanto sgranato quanto hi-fi, con biplani che volano come farfalle e tazze da thè che cadono come fiocchi di neve, e desiderare di vivere in un mondo così. Colonna sonora compresa.
[i vecchi Video Aggregator]

lunedì, 26/12/2005

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Monday gaming (Perchè tanto Sant Stefano è una non festa edition)
Copter è uno di quei giochi bastardi in cui chi ha un computer vecchio e lento è inequivocabilmente avvantaggiato su chi ha una macchina decente. In ufficio ho provato compulsivamente a superare i 700 punti senza riuscirci, mentre a casa dei miei già alla seconda partita ho raggiunto un risultato di circa al doppio e mi sono subito annoiato. Proprio quello che ci voleva, di questi tempi.

domenica, 25/12/2005

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Il vero blogger
Si vede perchè posta anche il giorno di Natale, ma non sa cosa scrivere.

venerdì, 23/12/2005

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Fretta e Natale rendono Inkiostro un blogger-a-punti*
Completamente inglobato nella frenesie compra-i-regali-per-tutta-la-famiglia-in-due-ore, chiudi-tutto-sul-lavoro, fai-le-valigie-per-una-settimana-dai-tuoi e prepara-lo-speciale-natalizio-di-Airbag (stasera qua), oggi non ho molto tempo. Vi regalo solo qualche link:
_Due cover: gli Stars che coverizzano Fairytale of New york dei Pogues (i Pogues stanno tornando di moda?) e un nuovo pezzo dei Postal Service, Grow old with me, cover di John Lennon. Il mio commento per entrambe è: fortuna che per Natale siamo tutti più buoni, sennò due tirate d’orecchie non ve lo toglieva nessuno.
_Secondo Forbes, che di queste cose se ne intende, il personaggio fittizio più ricco del mondo è Babbo Natale. La notizia è Monty Burns batte Zio Paperone, che smacco.
_Circa un mese fa, in Irlanda sono usciti al lotto i numeri di Lost. Tutti tranne uno, in realtà, che è uscito a cifre invertite. Secondo me vuol dire qualcosa.
_Ve lo ricordate che domani notte è il termine per la votazione degli Italian Blog Music Awards indetti da Cabal, vero? Affrettatevi! Il Disco Bravo di Gecco invece non scade mai, ma l’invito vale anche per quello, ovviamente…
_Era da un po’ che volevo segnalare G2G, innovativo sistema di file sharing che per scambiarsi i file utilizzava GMail sfruttandone capienza e potenzialità in modo inatteso e brillante. Ma non lo farò mai: l’hanno già fatto chiudere.
[* e a trattini]

giovedì, 22/12/2005

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Super Marimba Bros
La versione in tapping su basso a 11 corde rimane inarrivabile, ma anche questo medley di tutti i temi del primo indimenticabile Super Mario Bros suonati a 4 mani con la marimba ha un suo perchè. In ogni caso, propongo un’onoreficienza per il suo compositore.

giovedì, 22/12/2005

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Altro che chiavetta, qua siamo ai gamberetti

[The top 10 weirdest USB drives ever – include paperelle, bottiglie, sushi, piatti di pasta e, ovviamente, una Barbie]

mercoledì, 21/12/2005

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Inkiostro – Gli EP del duemilacinque
A breve anche i dischi, ma nel frattempo gli EP, un formato di solito ingiustamente discriminato, e quindi, per definizione, molto più snob.

6. Wolf Parade – s/t (Sub Pop)
Il successivo LP non mi ha convinto del tutto, anche perchè poteva ben poco dopo questo sestetto di pezzi che dice già tutto dei vice Modest Mouse canadesi: post punk teso ma melodico, voce sguaiata quanto basta per ricordarci che siamo nel 2005 e un paio di pezzi killer. 
Ascolta: Dear sons & daughters of the hungry ghosts


5. Canadians – The north side of summer (Hoboken)
Come ho già scritto più volte, centro secco al primo colpo per la nuova promessa dell’indiepop italico. Senza alcuna pretesa di originalità, e con una spudoratezza che dalle nostre parti è rara, gli ex Slumber fanno cantare e alzare le braccia al cielo come riescono a fare solo i migliori. Se il buon giorno si vede dal mattino…
Ascolta: Find out your 60’s


4. The Go! Team – Are you ready for more? (autoprodotto)
Arrivo spesso tardi sulle cose, già lo sapete. Ma arrivare tardi è un piacere se dopo l’incensato esordio Thunder, Lightning, Strike il combo inglese fa un ulteriore passo avanti con questo EP che parte dal pezzo migliore del disco (Bottle rocket) per perdersi in un universo che si divide equamente tra i soliti coretti da cheerleaders, certo post-pop strumentale e un po’ di adorabile twee sgangherato. In continua evoluzione.
Ascolta: Bottle rocket


3. Marcilo Agro e il duo Maravilha – Tra l’altro (Room Service)
Non sono in molti a saperlo, ma anche l’Italia ha i suoi Kings of Convenience, che vengono da Novara e imbastiscono melodie sussurrate in punta di chitarra e linee vocali intrecciate come i loro cugini norvegesi. La scarsa esperienza e la lingua di Dante spesso non aiutano, ma un paio di episodi perfetti riscattano il resto. Una promessa.
Ascolta: Zanzara


2. Macromeo – s/t
(Aiuola)
Da dove spunta fuori Macromeo? Il suo pop sghembo dopato dai suoni degli Amari (qui in cabina di regia) era troppo bello per rimanere chiuso in un cassetto? Oppure è l’etichetta piccola ma curata del nostro cuore che non poteva non sfornare anche quest’anno un piccolo capolavoro di musica da cameretta? Comunque sia, l’esordio di Macromeo è quasi troppo bello per essere vero. Un imperativo: procuratevelo.
Ascolta: Gommarosa

1. Iron and wine – Woman king (Sub Pop)
Ancora lui? Eh sì. Come non iscrivere a verbale la produzione finora più a fuoco di Sam Beam, che contiene il suo pezzo migliore di sempre (Woman king, un prodigio di corde percosse e di percussioni accordate in cui niente è fuori posto) e che lo proietta addirittura oltre l’empireo dei cantautori acustici che finora dominava? Col prossimo LP -se servissero ancora conferme- non ce ne sarà più per nessuno.
Ascolta: Woman king

martedì, 20/12/2005

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Lettera a Babbo Natale [³] (seconda parte)
Dunque, caro Babbo Natale, come dicevo un paio di giorni fa, ti sto scrivendo (di nuovo) questa letterina (anzi, lettera; in tutto questo tempo ‘letterina’ ha cambiato significato e ora vuol dire un’altra cosa) per chiederti cosa voglio per regalo, come facevo da bambino.
Gli anni scorsi ti avevo chiesto un sacco di cose; ho esagerato, lo so. In realtà si trattava semplicemente di un misto tra eccesso di zelo e fondamenti di statistica (su 20 richieste almeno una la esaudirà, no?), ma non posso pretendere che tu lo capisca. In ogni caso, alla fine, alcune richieste le hai davvero esaudite, altre le hai formalmente soddisfatte per poi incasinarne sadicamente i dettagli, altre ancora le hai hai bellamente ignorate come se non te le avessi mai fatte, quindi alla fine facciamo che siamo pari e che va bene così.
L’anno scorso partivo con un po’ di cinica sincerità, e ti chiedevo soprattutto tempo, gratificazione e denaro. Col tempo ho risolto gli ultimi due punti: la gratificazione va e viene ma per adesso va bene così, e il denaro, vabbè, col denaro ho lasciato perdere io. Però il tempo, quello davvero, me ne servirebbe un sacco. Anzi, dei sacchi. Sacchi e sacchi di tempo. Accetto persino contrappesi di carbone, ma voglio l’equivalente in tempo. Per uno come te che per 11 mesi all’anno non fa nulla è conveniente, dai.
Se il tuo potere di intervento non arriva a tanto (e sospetto di no), vorrei che i Lucksmiths venissero a suonare al Covo, e che magari dopo ci fosse Losing my badge, e che Tali White venisse a ballare The music next door in mezzo a noi. Vorrei che nella mia città natale Frequenze Disturbate tornasse ai fasti di un tempo, che ci venisse a suonare qualche gruppo canadese di quelli che piacciono a me e che la sera dopo il concerto venissero tutti nel giardino della casa dei miei a fare qualche pezzo mentre noi guardiamo le stelle cadenti. Ah, vorrei anche che il nuovo romanzo di Coupland uscisse presto (Giugno, pare) e che fosse bellissimo. In realtà ho seri dubbi in merito ad entrambe le cose, ho imparato a non sottovalutare la smodatezza delle mie aspettative e la conseguente inevitabile delusione, ma uno -per forza-ci spera.
Ma immagino che tu non possa far niente neanche per queste cose, e che tu voglia richieste più complete. Ok: voglio un Tivo, un nuovo scooter, una lavatrice (piccola e con carica dall’alto, grazie), una sedia ergonomica al lavoro, un rasoio elettrico, un sintonizzatore radio e tv per il PC e una di quelle belle librerie strambe che linko sempre da queste parti. Poi vorrei le tre stagioni di Scrubs in DVD, il libro di PostSecret, un po’ di quegli EP di Jens Lekman assolutamente impossibili da trovare, i biglietti per i concerti di Death Cab for Cutie e Clap your hands say yeah a Milano così ho una buona scusa per andarci davvero, un pigiama, delle scarpe nere e una borsa nuova chè tutte e tre le mie, dalla più sgarrupata a quella professional, sono ridotte piuttosto male. Tante cose, lo so, ma il buon segno è che per tirare fuori queste idee mi sono dovuto arrovellare non poco. Che sia l’inizio di una nobile separazione dai beni materiali per ascendere verso un paradiso Zen? Oppure è che sono semplicemente troppo esaurito anche solo per esprimere dei desideri? Mah.
Se non riesci a portarmi nessuno di questi regali, caro Babbo Natale, mi accontento di una cosa, sempre la stessa: vorrei che rinnovassi il miracolo che hai compiuto l’anno scorso, ovvero che mio zio non regalasse a mio padre un libro di Bruno Vespa, come in ciascuno degli undici anni precedenti. Lo ha sostituito con una bottiglia di vino rosso di quello buono. L’abbiamo stappato al pranzo del 25, con in sottofondo la colonna sonora di Via col vento. E, per un momento, quasi quasi credevo alla magia di Natale.

lunedì, 19/12/2005

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Monday gaming (Big in Pitchfork edition)
Giochino: domani Pitchfork (la webzine musicale più insopportabilmente e -misteriosamente- cool del pianeta, c’è qualcuno là fuori che ancora non lo sa?) pubblica la sua lista dei dischi dell’anno; secondo voi chi ci sarà al primo posto? Il prevedibilissimo Sufjan Stevens, che quest’anno sta sbancando tutte le classifiche? Il fenomeno Clap your hands say yeah? I promettenti Wolf Parade? Gli intellettuali Animal Collective? Il nuovo beniamino hip-hop Kanye West? La gasolina grime di M.I.A.? Il cantautorato queer di Antony? O qualche imprevedibile outsider? Dite la vostra nei commenti, a chi indovina una cascata di punti scena e sguardi ammirati la prossima volta che entra al Covo.

lunedì, 19/12/2005

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Inkiostro M-Blog linkaround (Xmas edition)
Cercando nuovo materiale per l’annuale speciale natalizio di Airbag che andrà in onda venerdì prossimo, mi sono imbattuto in una quantità pressochè smodata di mp3 che potranno agevolmente allietare il vostro indie Christmas. Qua c’è una compilation di 14 pezzi tra cui spiccano Death Cab, Go! Team, Sufjan Stevens, Raveonettes e Feist. Qua ce n’è un altra, in un pratico zippone che contiene quasi la stessa roba, ma in più un paio di perle di Jens Lekman e Daniel Johnson (senza ‘t’). Qua ce ne sono ancora. Qua c’è l’EP speciale della Memphis industries (con tanto di copertina scaricabile) con Pipettes, Go! Team e El perro del mar. Qua c’è una board straripante di link, con parecchi dei precedenti e molta roba in più. Per non parlare del fatto che Fidelio, You ain’t no Picasso e An aquarium drunkard continuano a linkare roba nuova a tema più o meno quotidianamente.
I consigli del sottoscritto sono:
Pas/Cal – Last Christmas
Forse persino migliore dell’ormai classica versione acustica di Erlend Øye. Per un attimo mi è sembrato di sentire del punk-funk.
Eels – Christmas is going to the dogs
Ha i campanellini, quindi è una canzone di Natale, ma ha la voce di E, quindi è una canzone degli Eels. Un mix che spacca.
The long Blondes – Christmas is canceled
Pop fotonico e schifosamente romantico, per una band di cui sentiremo ancora parlare. Come i Baustelle, meglio dei Baustelle. (via Indiepop blog)

Low – Just like Christmas
I Low allegri! Un miracolo di Natale.
Coldplay – Have yourself a merry little Christmas
Voce e piano, la voce di Chris Martin si fa leggera (o luce, a vostra scelta), come i cuori di chi ascolta la canzone. E’ già un classico.
Boy George e Antony – Happy Christmas
Eccessiva esattamente come ve l’aspettate, retorica e sublime. Perchè il Natale è soprattutto sofferenza, no?
Casiotone for the painfully alone – Cold white Christmas (un po’ lenta, ma si apre)
Anteprima dal nuovo disco, meno lo-fi del previsto, e per questo forse ancora più nerd. Perchè il Natale è anche molto nerd, dico io. E dice lui.

venerdì, 16/12/2005

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Conoscere gente su Airbag
Un breve reminder: stasera ad Airbag saranno ospiti Dariella, Pasta e Cero, ovvero il nucleo storico degli Amari, autori di uno dei dischi dell’anno e pronti a fare il grande salto a diventare la nuova boy-band più osannata del pianeta. Previsto un alto tasso di cazzate, la grande musica di casa Riotmaker e l’approfondimento di campisemantici più o meno insoliti e più o meno minati. I riferimenti sono sempre gli stessi: 103.1 MHz FM a Bologna e dintorni, e streaming per tutto il resto del mondo. Per comunicare con noi in diretta ci sono la mail e gli sms (333 1809494). Non mancate.

venerdì, 16/12/2005

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E quando brindate pensate anche al povero tappo

[Champichute, il paracadute per il tappo dello spumante. Se lo merita]

giovedì, 15/12/2005

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Lettera a Babbo Natale [³]
Caro Babbo Natale,
ho sempre trovato molto ingiusto il fatto che tutti da bambini ti scrivano, e che appena scoprono che non esisti lascino perdere e rivolgano le loro richieste alle autorità competenti, di solito dotate di portafoglio e patria potestà. E’ così noioso fare richieste direttamente a chi può soddisfarle, non c’è gusto. Prendi il blog: il gusto è tutto nel parlare al vento; il resto lo si potrebbe scrivere su un diario e in una manciata di mail. Ma vuoi mettere il piacere di un sanno vecchio Message in a bottle?
Così, negli ultimi due anni ti ho scritto, e la cosa è stata abbastanza catartica. Però le mie richieste non le soddisfi mai, e non fosse che parlare a vanvera è una cosa che mi piace davvero tanto, forse smetterei. Invece continuo, e, siccome non mi ascolti, ti scrivo sempre più o meno le stesse cose. Comprendimi, ormai è quasi una questione di tradizione. No, non c’entra niente la mancanza di tempo. E non è neanche un bieco trucco. Ma cosa ti viene in mente.
Da bambino comporre la lettera per chiederti cosa avrei voluto mi portassi in dono era una cosa che mi richiedeva dei giorni, ricordo interminabili pomeriggi passati a decidere se era meglio il castello dei Lego o una manciata di cattivi dei Masters, e per formulare complesse captatio che ti disponessero dell’umore migliore. Poi a un certo punto ho smesso: invece dei Masters cominciavo a desiderare dei videogiochi e non riuscivo a credere che i tuoi elfi avessero fatto un corso di aggiornamento per riuscire a produrre Super Mario. Poi a un certo punto mi hanno pure detto che non esistevi (ammettilo, la storia della slitta, delle renne e degli elfi non è molto credibile; per non parlare del fatto che vìola ogni legge della fisica), e la questione sembrava chiusa.
Ma ora ho deciso che visto che di Parmenide non c’ho mai capito nulla e che faccio sempre un gran casino tra essere e non essere, che tu esista davvero o meno non ha poi così tanta importanza. L’importante è poterti raggiungere, e il fatto che due anni fa tu avessi un blog (ottima cosa aprirne uno, è un’idea così originale!), l’anno scorso fossi pure reperibile via AOL Messenger e quest’anno ti fossi fatto anche un podcast, mi dà buone speranze.
Allora, caro Babbo Natale, cosa voglio per regalo? Ho pensato che le cose che vorrei di più sono tutte impossibili, quindi non te le chiedo neanche. Sarebbe bello se ci fosse la pace nel mondo, se il terrorismo scomparisse, se si trovassero cure definitive per AIDS, cancro e influenza aviaria (ammesso che esista), se il governo Berlusconi cadesse domani, se Costanzo scomparisse dalla faccia della terra insieme al suo baraccone di nani, ballerine, GrandiFratelli e Costantini e se le prossime versioni di Windows cominciassero non dico a funzionare ma almeno ad avere un funzionamento vagamente logico; ma sono tutte cose talmente improbabili che mi pare inutile chiedertele. Sono cose esagerate anche per te: tu non sei onnipotente, e l’unico che lo è ha uno strano senso dell’umorismo.
(continua)

mercoledì, 14/12/2005

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And now, for something completely different /2
Oggi -ma tu guarda- ancora un post per punti.
_Qualcosa è cambiato: www.macromedia.com.
_Dopo quella di Sexy Boy degli Air segnalata la settimana scorsa, i Franz Ferdinand si cimentano anche con la cover (stavolta live) di What you waitin’ for? di Gwen Stefani, con risultati nettamente superiori. Una potenziale hit. Di nuovo.
_Qualche giorno fa ho visto al cinema Me and you and everyone we know, la rivelazione del cinema indipendente americano della stagione. Ci ho visto molto Clowes, tanto Solondz (ma senza cattiveria) e un po’ di Coupland, attori molto ben assortiti e un’atmosfera lieve che non mi è affatto dispiaciuta. Forse non esattamente il film dell’anno, ma il tocco c’è.
_Gli anni passano, le classifiche si moltiplicano, eppure Disco Bravo, the real classifica dei dischi dell’anno dei blogger curata da Gecco, rimane una certezza. Alzate le palettine, su…
_…ma prima di farlo, leggetevi la preziosa guida How to make an hip end-of-the-year ‘Best Album’ list che prende amabilmente per il culo il fenomeno e che, ovviamente, non sbaglia neanche un colpo.

_Se state pensando di farmi un regalo di Natale, ecco qua una lista da cui NON prendere ispirazione.
_Violetta e Manu che parlano per un’ora e mezza della carriera di Shannen ‘Brenda’ Doherty? Un contributo culturale fondamentale per l’umanità (esilarante, ça va sans dire) che potete ascoltare qua.
_Maledetto Ben Gibbard: solo una data in Italia, per giunta di martedì sera, per giunta a Milano, per giunta al Transilvania. Dopo il pacco dell’ultima volta ci penso due volte prima di programmare la trasferta, eppure il tarlo ormai è lì..
_La geniale copertina di Now that’s what I call blogging, un disco che nessuno ha scritto ma che ovviamente è in testa alla classifica di Technorati. Lost all my archives (when I moved to MT) e Dropped from my blogroll sono già dei classici.
_E, ultimo ma non ultimo, venerdì puntata speciale di Airbag con ospiti d’onore gli Amari, autori di uno dei dischi più belli e ambiziosi dell’anno, e in concerto al Covo la sera successiva. Alle 21 su Radio Città Fujiko, 103.1 FM a Bologna o in streaming nel resto del mondo. Praticamente, ma anche teoricamente, imperdibile.

martedì, 13/12/2005

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Inkiostro – Le canzoni del duemilacinque
In giro hanno già cominciato da un po’, e da questa settimana si comincia anche qua con le classifiche di fine anno. Si parte con le canzoni -una per mese- tutte scaricabili (ma alcune solo per un po’).

Gennaio. Stars – Your ex lover is dead
La canzone potenzialmente più romantica dell’anno non si rammarica di niente, ed è così che dovrebbe essere anche durante e non solo dopo: violini, duetti e nessuno nessunissimo principio morale. Qui, via Max, il nuovo, bellissimo ed eternalsunshinissimo, video. E tutto torna.

Febbraio. New Order – Krafty
Dire che siamo vecchi dentro ci piace tanto, ed ogni occasione è buona per ripeterlo. E’ vero, ma è una excusatio non petita. Quando ti trovi davanti a 4 nonnetti brizzolati in grado di tirar fuori ancora così tanto entusiasmo, puoi fare solo una cosa. L’ho fatta.

Marzo. Offlaga Disco Pax – De Fonseca
Le avevo regalato delle pantofole color arancio, e sulla busta avevo scritto a pennarello De Fonseca. Qualche mese dopo le ho fatto un nastrone, e abbiamo passato una serata intera a litigare perchè, secondo lei, l’omonima canzone degli Offlaga era una chiusa troppo triste per una compilation che, in effetti, aveva tutt’altra atmosfera. Qualche mese dopo ci siamo lasciati. Le pantofole, però, le ha ancora entrambe lei.

Aprile. Masha Qrella – Everything shows
Dovevo capirlo dall’elettricità statica. Dovevo capirlo dall’inquietudine del synth che crepa di perplessità l’ottimismo del testo. Dovevo capirlo dal quasi inudibile -ma fortissimo- rumore di fondo. Se non da quello, almeno dal suo sguardo assassino e dalla pericolosa frangetta bionda. Poi l’ho capito. Poi.

Maggio. The Lucksmiths – The music next door
Una capriola meta-musicale nascosta dietro una pop-song in maggiore, che suggella il disco giusto al momento giusto. L’inevitabile correlativo oggettivo di sè stesso, a far balzare per la testa certi periodi ipotetici dell’irrealtà che sono come dei tarli e certe scoperte colpevoli che sanno tanto di sollievo.

Giugno. Yuppie Flu – Glueing all the fragments
Che rumore fanno i pezzi di un puzzle che tornano insieme? Che melodia ha l’Estate che arriva nelle cuffie stereo delle alzatacce bolognesi immerse nel sole? E quale canzone suona più credibile nell’assicurarti che, prima o poi, i pezzi si ri-incollano, sempre?

Luglio. Art Brut – Emily Kane
Le giornate intrappolate nell’improbabile lavoro a tempo pieno ufficio-aperitivo-concerto hanno bisogno di punk-rock sgarrupato e di un’enorme dose di autoironia per non diventare la caricatura di se stesse. Perchè caricature sono già, di quelle a cui non puoi credere perchè, già da sole, sono vere. [mp3 courtesy of Polaroid]

Agosto. Death Cab for Cutie – Summer skin

Eravamo sulla spiaggia, in una splendida cala rocciosa decisamente inaccessibile. Non c’era un filo d’ombra neanche a pagarlo, e da fuori il ritratto di noi che ci scioglievamo al sole poteva sembrare una fine che pare un inizio, o un inizio mascherato da fine. Nessuna delle due cose.

Settembre. Clap you hands say yeah – The skin of my yellow country teeth
Di pelle in pelle: una scoperta tardiva offuscata dalla coltre dell’hype, che rivela la sua reale potenza solo dopo che la si è ballata e urlata per tutta l’Estate. Se non tutto il disco, almeno la canzone: tra qualche anno ce la ricorderemo ancora.

Ottobre. The Magic Numbers – Forever lost
Un altro mondo è possibile. Quello in cui 4 cicciobombi inglesi fanno un disco pop bellissimo e finiscono su Mtv. Quello in cui una canzone che parla di separazione è l’esaltante sottofondo ideale per il suo contrario. Quello in cui, comunque la interpreti, fai finta di non vedere l’ingombrante Forever del titolo. Funziona, ma solo per la durata di una canzone. O poco più.

Novembre. dEUS – Bad timing
E’ tutto, sempre, questione di tempismo. Qualunque cosa è giusta nel momento giusto, tanto quanto è sbagliata nel momento sbagliato, e i dEUS che sottolineano il concetto inducono in tentazione. La tentazione di buttare via tutto, come un disco che non ascolti più. Ma il dubbio è duro a morire: Was it bad timing?

Dicembre. Josè Gonzàlez – Heartbeats
Una canzone posseduta dal mantra del repeat obbligatorio: ed è subito ossessione. Di quelle perle rare che ti accompagnano in testa e nelle orecchie per giorni interi, e senza il mondo non sembra più lo stesso. Tutto questo, per qualcuno, è partito da una pubblicità. Che follia.

lunedì, 12/12/2005

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Scratch my name on your arm with a fountain pen
(that means you really love me)

A contorno delle intricatissime vicende giudiziare che stanno mandando il buon Morrissey sul lastrico e arricchendo a dismisura l’abbastanza inutile batterista degli Smiths Mike Joyce, ecco una pagina che raccoglie varie decine di tatuaggi Mozzer-related. Posto che i tatuaggi in genere non sono molto il mio genere, una ragazza che porta sul pancino una meraviglia del genere potrei pure sposarmela.

lunedì, 12/12/2005

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Monday Gaming (IndovinaChi? 2005 edition)
[Un giochetto che ho già fatto 2 anni fa, e che allora era molto piaciuto. Lo remixo ora, con foto diverse e stessa impostazione.]
I lineamenti di una persona sono uguali fin da quando si è bambini? E questo vale anche per le celebrità?
Facciamo un gioco: ecco 20 celebri personaggi dello spettacolo (soprattutto musicisti e attori) in età 0-18. Chi riesce a riconoscerli? Alcuni sono di una facilità imbarazzante (la faccia da culo del 4, il sorriso della 6 e lo sguardo del 16 parlano chiaro), altri sono difficili ma ci si può arrivare (la 1 ora ha schiere di stylist che la guidano, il 5 ha degli occhi inconfondibili e il 12 doveva avere discreto successo con le donne già allora) e alcuni a me sembrano proprio impossibili (il 2, la 7 e il 17, ad esempio). Ma chissà che non ce la facciate. I commenti sono a vostra disposizione.

 
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venerdì, 09/12/2005

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Mamma, guarda, le luci di Natale!
E care le mie luci di Natale. Le luci di questo Christmas-light-house-sized-gettoblaster sono sincronizzate al suono di Wizards of Winter della Trans-Siberian Orchestra. Immagino cosa non sia viverci dentro.
[grazie a Wiseacre]

giovedì, 08/12/2005

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Inkiostro M-Blog linkaround
Come al solito quando mi capita di latitare da queste pagine, metto un po’ di musica.
_Laura Veirs – Live @KCRW
Nove ottime tracce da un live radiofonico per la mia folkie dell’anno. Meravigliose come previsto, stonature comprese. Dite a Laura che l’amo.
_Elefant – The clown
Un gruppo che dovrei detestare e che invece col suo strokesissimo esordio mi ha conquistato. Questa è una (non esaltantissima, ma comunque intrigante) anticipazione dal nuovo disco, fuori ad Aprile.
_Josè Gonzàlez – Tre cover: Teardrop (Massive Attack), Born in the U.S.A. (Bruce Springsteen), Hand on my heart (Kylie Minogue -!-)
Delle tre è al livello solo la terza (di cui però non conosco l’originale; ma immagino sopravviverò), ma ormai quest’uomo mi ha fatto secco. Punto.
_Josè Gonzalèz – Tre frammenti live (video!): la solita Heartbeats, la splendida Crosses e Love will tear us apart (sì, quella)
Cosa dicevo sopra? Meraviglia.
_The Knife – Heartbeats
Ultimo link Gonzàlez-related, prometto. Questo è l’originale coverizzato dal nostro nell’ormai celeberrimo video delle palline colorate. Tanto imbarazzante che rende il nostro ancora più geniale.

_Jens Lekman – Live in Gothemburg 2003 (video)
Anche questo è un video e non mp3, ma è una delle cose più belle che in cui io mi sia imbattuto ultimamente: 5 pezzi perfetti del più perfetto giovine cantautore in attività. Incantevoli. Che il processo di beatizzazione di Lonox abbia inizio.
_Iron and wine & Calexico – He lays in the reins (live – video)
Finalmente possiamo vedere in faccia il Pavarotti messicano che anche su disco rovina questo grande pezzo di un combo da infarto. I Calexico li ho già visti e ho sfiorato le lacrime. Per quanto riguarda Sam Beam, pagherei oro. E insieme? Brividi.
_Shout out louds – Streams of whiskey (live – The Pogues cover)
Di questa si faceva anche a meno, ma dà l’idea di quanto si divertano sul palco. Il 16 saremo tutti là sotto. Via SadPandas.
_The Rosebuds – Boxcar, Blue bird e Wildcat
Tre tra i pezzi migliori dal disco in heavy rotation della mia settimana. Una sorta di Maritime (meglio del Maritime?) post-Morriseyani con un po’ di indiepostemo in meno e un po’ di sixties (di matrice southern rock) in più. In più, Wildcat è un dichiarato omaggio a Teenage Kicks.
_Xiu xiu – Jack the ripper (Nick Cave cover)
Che’cce Jamie? Ci stiamo rammollendo? Sei alle prese con uno dei pezzi più tesi e violenti della (bistrattata) anima folk di Nick Cave e ti limiti a ululare con un po’ di eco e in sottofondo un loop di basso e batteria distorti? Ci vuole più impegno!

mercoledì, 07/12/2005

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Chi lo dice che devono stare in orizzontale?

[sì, lo so, sto diventando un po’ monotematico (1, 2, 3), ma è che trovo l’idea che sta dietro questo tavolo/libreria (che viene da qua) davvero brillante. Secoli e secoli di dominio dell’asse Y messi in discussione in un attimo. Assolutamente rivelatorio]

martedì, 06/12/2005

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Monday Tuesday gaming (vomitino edition)
La missione è rimanere in piedi, cosa che talvolta non è mica tanto banale. Il gioco si chiama Gyrorunner, ed è, come al solito, più difficile di quello che sembra. Il mio record è di un minuto e 20, e pare che con quel risultato io mi sia assicurato un buono da 20 sterline per non so quale fotocamera digitale. Interessa?

martedì, 06/12/2005

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And now, for something completely different
Oggi -ma tu guarda- un post per punti.
_Luca ‘Cabal‘ Castelli lancia gli Italian Blog Music Awards 2005. Qualcosa di simile, ma essenzialmente diverso, dalle solite top 10 dei dischi dell’anno, dedicata ai 5 dischi italiani dell’anno. I miei al 99% saranno: Offlaga Disco Pax – Socialismo tascabile, Amari – Grand Master Mogol, Yuppie Flu – Toastmasters – Disco Drive – What’s wrong with you, people? e Afterhours – Ballate per piccole iene. Dimentico qualcosa? E voi? Votate votate votate.
_Lo stesso Cabal, inoltre, qualche giorno fa dedicava un gran bel post all’omologazione delle fonti delle webzine e dei blog. Sottoscrivo (in più di un senso), e medito.
_Come convertire il joystick di un vecchio Atari in un vibratore. Si chiama Joy-stick mica per niente.
_Oibò, pare che io sia finito su Il Mucchio. E dall’altra parte dell’articolo, per giunta.
_Morire per un bacio al sapore di burro d’arachidi. Una piccola storia triste.
_Ideale per chi vuole smettere di fumare: il pacchetto di sigarette con dosatore. Immagino debba essere molto resistente.
_Dovreste saperlo già, ma se non avete ancora aggiornato i bookmarks, Valido (presto Dottor Valido) ha traslocato, ma è tornato.

lunedì, 05/12/2005

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The power is on
Quello dei Go! Team venerdì scorso al Covo è stato facilmente il concerto più aerobico che io abbia mai visto associato al solito fumoso prototipo di indie. Certamente anni luce di distanza dalla roba anaerobica che ascoltiamo di solito, e molto più coinvolgente anche della media di ciò di danzereccio che riesce a far breccia nei nostri cuori. Merito, come insinuava qualcuno, di un attentissimo casting per cui la line-up e il look della band sembrava un bignamino di stili metropolitani? Se è davvero così, ben vengano i casting, risponderei io. Per quanto mi riguarda non c’è stato niente fuori posto, dalla scaletta agli arrangiamenti alla tenuta del palco, merito soprattutto della straordinaria front-woman Ninja, una sorta di instancabile Barbara Bouchet nera che, peraltro, scopro essere ben al quindicesimo posto della Cool List di NME. Highlights i due singolacci Bottle rocket e Ladyflash, insieme al momento Afterhours in cui la Maureen Tucker del caso («una versione più carina e meno schizoide della coreana di Gilmore Girls», come dice Valido) è uscita dall’ombra della sua batteria per twee-eggiare una clamorosa Did you feel it too?. Belle foto da Delay-Decay-Attack e da Max (che li ha visti a Roma, e che come al solito ne racconta molto meglio di quanto sappia fare io). Are you ready for more?