giugno 2007

venerdì, 29/06/2007

Friday I’m in points

 

_Il nero va su tutto – Stasera a Get Black (lo aggiorniamo il blog prima o poi, prometto): tra le altre cose, ci sarà OfflagaDiscoMax che parlerà di Montale. Cioè: la volta scorsa abbiamo fatto l’esegesi di Tiziano Ferro, stavolta Montale. Io non ho parole.

 

_ Indovinate chi c’è per il numero uno – 100 movies 100 quotes 100 numbers.

 

_ David Hasslehoff guardati le spalle – Ronn Moss (esatto: Ridge di Beatiful) canta. Qui un po’ di mp3, qui il MySpace.

 

_Morrisey è come il papa: infallibile – Eppure, c’è qualcuno, qua, che osa dire che si sbagliava.
[bentornato Enzo. Cazzo, era ora]

 

_Contempt / Baffled anger / Humble submission – Female expressions cheat sheet. Non è mai abbastanza.

 

_Pink goes the night – Sabato sulla riviera romagnola c’è La notte rosa. Patti Smith a Misano è un po’ fuori mano (poi l’ho già vista a Barcellona), dalle parti del riminese non sembra esserci niente di interessante (ci sono Tiromancino, Neffa, Mau Mau, Max Gazzè, cose così), Ferrara non è in riviera ma presenta un poker come Verdena (in Piazza Castello, 21.30) e Pillow, Nuccini e Giardini di Mirò (da mezzanotte nel cortile del Castello Estense), alla Hana-bi ci sono i Jennifer Gentle che non mi hanno mai esaltato troppo, ma si balla fino alle tre e la tentazione di esserci è forte. C’è altro di interessante? Voi che fate?

 

giovedì, 28/06/2007

Totally awesome

Se dovessero chiedermi da quanto tempo The teenagers siano il gruppo più hip dell’universo, probabilmente non saprei cosa rispondere. Ho controllato la data, e l’mp3 più vecchio che ho risale all’autunno del 2006, proveniente da chissà quale M-blog; il loro leziosissimo mix di post new-wave, eurotrash e porno-pop (definizioni volutamente senza senso, sia chiaro) ci ha messo qualche mese a conquistarmi, ma è da un po’ che ho abbandonato ogni resistenza, e tutte le cose che inizialmente me li rendevano un po’ indigesti (il citazionismo sfrenato, i continui riferimenti sessuali, lo spoken svogliato e le basi che sembrano fotocopiate da qualche demo in bassa qualità dei primi New Order), ora mi divertono come poche altre.

Da allora il trio anglo-francese non ha fatto granchè per giustificare la sua fama. Ha pubblicato un singolo (il manifesto Homecoming, di cui potete ammirare il video quasi softcore qui sotto). Ha firmato un po’ di remix ad alcuni dei nomi più caldi che ci siano in giro (Simian Mobile Disco, Lo-fi-fnk, Au revoir Simone, New Young Pony Club, Air). Ha suonato qualche data live (anche a Roma, se non ricordo male; pare -e non fatico a crederlo- che dal vivo faccia abbastanza cagare).

Da un paio di settimane ho messo le mani su quello che è presentato come il loro primo LP ma che, a giudicare dal titolo (New songs and demos) e dalla scaletta un po’ insensata è semplicemente la raccolta dei vari mp3 diffusi dalla band in questi mesi. C’è il singolo Homecoming, l’anthem Starlett Johansson (la mia preferita), l’elogio onanista Selflove, la vecchissima Fuck Nicole, due versioni del racconto noir Sleeping bag e un po’ di altre cose.

E, alla fine, che sia davvero un disco o meno non importa granchè. Importa che, anche se probabilmente ci scorderemo di loro prima ancora dell’uscita del vero e proprio esordio (ammesso che esca mai), sono giorni che non riesco a smettere di ascoltarli. E già basta.

 

 

The Teenagers – Homecoming (MP3)

The Teenagers – Starlett Johansson (MP3)

The Teenagers – Selflove (MP3)

The Teenagers – Homecoming video (MOV)

 

mercoledì, 27/06/2007

Il personaggio misterioso

Ooops, avevo accidentalmente cancellato il post, quindi tutti i commenti sono andati. Ci rimetto quello con la soluzione, peccato per gli altri. Il bambino della Kinder o Jordy di Dud dur d’etre a bebè erano davvero delle belle idee… :)

Il personaggio qui sotto ha da poco compiuto 17 anni; con ogni probabilità avete visto una sua foto migliaia di volte. Chi è?
[Soluzione nei commenti]

 

martedì, 26/06/2007

You’d rather watch reruns than deal with the bad spin-off called life

Potrà sembrare una ballata acustica dal testo ironico e citazionista e di poche pretese, ma Overdosing with you, tratta dall’ultimo bel disco di Billie the vision and the dancers nasconde qualcosa in più. Non so bene perchè (o forse lo so), ma ho l’impressione che la foto che scatta (giochi di parole compresi) ritragga molti di noi in modo più preciso di quanto preferiremmo ammettere. Can you lend me a DVD box or sing me a lullaby?

I’ve been thinking ‘bout Gabrielle Solis and all the desperate housewives. I’ve been thinking ‘bout Mike Delfino and his gun. I’ve been drawing patterns in my mind, but I can’t fall asleep. I’ve been counting all the sheep there is to count.

No, I can’t fall asleep, that’s why I’m here with you tonight. Can you lend me a DVD box or sing me a lullaby?

Hello Mrs. Van De Kamp did you clean the whole kitchen and drink all the wine? Hello Saferide, can you give me a safe ride back to sleep? Cause I wanna OD on DH. I wanna OD on DH. Let me overdose on DH with you.

I’ve been trying to kill the pain by watching make-believe people’s fake disasters. And think if I’d been Elaine this misery’d been followed by studio laughter. I’ve been looking so hard for someone who could love me like Will loves Grace, but they say “It’s not like on your flat screen TV”. It’s gotta be like on my flat screen TV.

I’ve seen you around I can tell that you’re just like me. You’d rather watch reruns than deal with the bad spin-off called life. I’ll put the kettle on. Let’s not speak, talk ruins every conversation. I’ve downloaded Dexter. Come, there’s room next to me.

Hello Mr Sipowicz, ‘ginning to understand why you act like you do. Hello Pablo, I got this vision we can dance to. I need to OD on NYPD. I need to OD on NYPD. Let’s overdose on NYPD when we’re blue. [#]

 

Billie the vision & the dancers – Overdosing with you (MP3)

 

 

lunedì, 25/06/2007

Ma proprio su tutto

Se il sottotitolo di Get Black è la trasmissione che va su tutto ci sarà un motivo.

Giunta all’ottava puntata (nona, contando la numero zero), la giovane creatura radiofonica che mi pregio di condurre il venerdì sera insieme a Fabio, Francesca a OfflagaDiscoMax sulla frequenze di Radio Città Fujiko ha toccato probabilmente il suo punto più alto e il suo punto più basso….contemporaneamente. Orfani di Max (in questo periodo spesso impegnato con la band), venerdì a darci man forte è stato Antonio, ed è stato il delirio. Canzoni su celebrities e per celebrities, l’inspiegabile successo di Harry Potter (senza spoiler), Tiziano Ferro (oggetto di uno scoop –chi è Nicola?- e di un reading assolutamente meraviglioso), la pillola black di Black Wave firmata da AndreaNP, le pubblicità fake di Magenta e Latour, un sacco di ottima musica e palate e palate di cazzate, per circa 90 minuti di follia radiofonica mediaticamente scorretta.

Get Black, la trasmissione che va su tutto. Ma proprio su tutto. 

 


Get Black –
 Podcast #8 (MP3)

 

lunedì, 25/06/2007

Raccordi e disaccordi

[In America li chiamano Malfunction Junctions o Spaghetti Intersections, indovinate un po’ perchè. Io, che non sono normale, trovo questa gallery di immagini quasi pornografica]

 

giovedì, 21/06/2007

Nema fictzione in patria

Due notizie:

La prima è che MySpace (o meglio, MySpace Italia) non è più il male. E’ sempre di Murdoch, è sempre tendenzialmente inutile ed è sempre tecnologicamente obsoleta, ma da quando la piattaforma è sbarcata anche in Italia (e si è accaparrata in redazione almeno un nome di sicuro valore) in campo musicale ci sono da segnalare diverse ottime iniziative: il full streaming del nuovo disco di Perturbazione, il brillante cd-mix degli Scuola Furano, le esclusive con i Verdena o i Casino Royale e, recentemente, la bella cover di Alessandro Raina che rifà i Bloc Party.

[a latere, io comunque continuo a non avere un MySpace, o meglio, ad averne uno vuoto]

 

E qui veniamo alla seconda notizia: non è più vietato apprezzare Alessandro Raina. Già voce dei Giardini di Mirò nel controverso periodo Punk…not diet!, autore di un disco solita uscito per Cane Andaluso e voce per i N00rda di Cesare Malfatti, Raina ha spesso attirato gli strali della indie-crew italica, tanto per motivi musicali (la voce fragile e talvolta incerta, l’accusa di aver snaturato il suono e l’immagine dei Giardini dopo le vette toccate nel periodo Rise and fall) quanto per motivi extra-musicali (pare che di lavoro faccia il commesso / modello in una boutique di Milano, e il suo MySpace incarna pressochè tutti i clichè negativi dell’artistoide bohémien). Ogni dubbio è stato però dissipato da Nema fictzione, eccellente progetto firmato insieme a Pierluigi Petris e Giacomo Spazio, in cui la confezione a dir poco sontuosa e la presunzione di «raccontare alcune figure centrali del novecento italiano» (c’è di tutto, da Calvino a Crialese, da Carla Bruni a Erika di Novi Ligure) non riesce a far ignorare pezzi e arrangiamenti eccellenti, «tra Yankee Hotel Foxtrot e Neon Golden», secondo la nota sul sito della Homesleep booking. E tra non molto giungerà a compimento anche l’ambizioso nuovo progetto Amor fu, condiviso con la parte strumentale dei La Crus e (udite udite) cantato in italiano.

A ulteriore conferma del fatto che spesso non guasta andare oltre l’apparenza, la versione del più recente singolo dei Bloc Party (nonchè, forse, pezzo migliore dell’altrimenti discutibile A weekend in the city) da poco resa disponibile e promossa da Myspace è davvero un piccolo gioiello, che rivede in chiave glitch-folk quanto per la band londinese era semplice pop in maggiore un po’ alla U2. Bel colpo, direi

 

Alessandro Raina – I still remember (Bloc Party cover) (MP3)

Raina / Petris / Spazio – My fragile family 3 (MP3)

 

mercoledì, 20/06/2007

La mela di Newton reloaded

[Non so se starebbe bene nel mio salotto, ma certamente la Gravity powered bookshelf II di Leo Kempf è un bell’esercizio di design. Grazie a Giorgio per la segnalazione.]

 

martedì, 19/06/2007

La piccola agenda dei concerti

Puntuale nella sua non puntualità, torna il post che tenta di fare ordine nel marasma dell’agenda concertistica locale. Chiusi quasi tutti i club, inizia la stagione delle rassegne all’aperto e dei festival di provincia, che lasciano Bologna un po’ a bocca asciutta in favore delle piazze di città con amministratori un po’ più generosi e un po’ meno sceriffi, e costringono a macinare chilometri per vedere quasi tutti i live più interessanti. Anche se dopo l’abbuffata di Maggio e inizio Giugno non ci si aspettava nulla di diverso, è un vero peccato che le cose debbano andare così. Aspettiamo la festa dell’Unità (che comunque a parte l’Independent Days Fastival pare riserverà ben poco) e ancora di più la riapertura del Covo, e intanto armiamoci di pazienza, e cerchiamo di apprezzare quello che c’è. Ma, più che altro, facciamo il pieno alla macchina..

 

 

19/06 – Sara Lov (Devics) @ Hana-Bi (Marina di Ravenna)
Prima mondiale live del progetto solista della chanteuse della band californiano-romagnola. Immancabile.

 

20/06 – Devastations @ Hana-Bi (Marina di Ravenna)

20/06 – Signorine Tatytuc + presentazione Umarells @ Scandellara (BO)
Credo sceglierò la curiosa accoppiata di Scandellara al cupo crooning dell’Hana-bi. L’Umarell che è in me chiama.

 

21/06 – A hawk and the hacksaw @ Hana-Bi (Marina di Ravenna)

21/06 – The Tunas + Jack and the themselves @ Scandellara (BO)

21/06 – The Valentines @ Bolognetti (BO)

21/06 – Franklyn Delano + Late guests at the party @ Sputnik Festival (Castel Maggiore – BO)

21/06 – Blonde Redhead @ Corte degli Agostiniani (RN)
Scelta difficile. Scartati a priori i Blonde Redhead (moscio l’ultimo disco e moscissimi loro live a Barcellona), credo mi darò alla miscela di garage e psychobilly di Scandellara.

 

22/06 – Les fauves + Forty Winks @ Sputnik Festival (Castel Maggiore – BO)

 

23/06 – A hack and a hacksaw @ Villa Serena (BO)

 

26/06 – Bachi da pietra @ Hana-Bi (Marina di Ravenna)

26/06 – Matmos @ Museo internazionale della ceramica (Faenza – RA)

 

27/06 – You say party! We say die! @ Hana-Bi (Marina di Ravenna)

 

29/06 – Paolo Benvegnù @ Fossato della Rocca (Vignola – MO)

 

30/06 – Giardini di Mirò + Pillow + Nuccini @ Ferrara sotto le stelle (FE)
Annunciato quasi ovunque tranne sul sito del festival (dove per quella sera danno i Verdena). A chi dobbiamo dare retta?

30/06 – Jennifer gentle @ Hana-Bi (Marina di Ravenna)

30/06 – The Death of Anna Karina @ Murato – Villa Mazzacorati (BO)

 

01/07 – Cut + Les fauves + Beatrice Antolini @ Friction Festival (Spilamberto – MO)

 

03/07 – Offlaga Disco Pax @ La dodicesima luna (S. Felice sul Panaro – MO)
Ma l’avete sentita Dove ho messo la Golf? E Sensibile? Sempre enormi.

 

05/07 – Pretty and unsafe (Hugo Race, Marta collica, Giorgia Poli) @ Hana-Bi (Marina di Ravenna)

 

06/07 – Ex-otago + The Calorifer is very hot @ Murato – Villa Mazzacorati (BO)

06/07 – Sonic Youth @ Ferrara Sotto le Stelle (FE)
Massimo rispetto per la fu gioventù sonica, ma ho già dato a Barcellona, e Daydream Nation non è il mio album (sono più da Dirty). In più gli Ex-otago han fatto un disco niente male, e dal vivo sono incontenibili. Scelta fatta.

 

07/07 – Kill the vultures + My awesome mixtape @ Murato – Villa Serena (BO)

 

10/07 – Bellrays @ Hana-Bi (Marina di Ravenna)

 

11/07 – Arcade Fire @ Ferrara Sotto le Stelle (FE)
Ci saremo tutti, lo so. Un po’ come un Capodanno.

 

12/07 – Anthony and the Johnsons @ Piazza Santo Stefano (BO)
A un quarto d’ora da casa. Gratis. Sarebbe proprio da andare, ma mi sa che quel giorno tira aria di trasferta…

 

13/07 – Bachi da pietra @ Murato – Villa Mazzacorati (BO)

 

14/07 – Arctic Monkeys + The Coral @ Ferrara Sotto le Stelle (FE)

 

15/07 – Rufus Wainwright @ Velvet (RN)

 

17/07 – Bright Eyes @ Ferrara sotto le stelle (FE)
Gratis, proprio come due anni fa. Non fu un live memorabile, ma c’era di mezzo il disco digitale. Ora che Conor è tornato al folk (e ha fatto Four winds) è quasi impossibile rinunciare.

17/07 – Tunng @ Julive – Piazza Verdi (BO)
Oh cazzo, ecco una serata da bilocazione. Anche loro gratis, live nel regno di universitari e punkabbestia. Mix curioso, ma i Tunng dal vivo sono un vero spettacolo.

 

18/07 – Joan as a Police woman @ TBA (Mirandola – MO)

18/07 – Damien Rice @ Ferrara Sotto le Stelle (FE)
Tra i due litiganti, mi sa che alla fine sto a casa.

 

19/07 – Polly Paulusma @ Julive – Piazza Verdi (BO)

 

20/07 – Dustin O’ Halloran @ Julive – Piazza Verdi (BO)

20/07 – Cinematic orchestra @ Strade Blu Festival (Faenza – RA)
Dustin solo piano in piazza è un rischio. Mi piace il rischio.

 

21/07 – A toys orchestra @ Murato – Villa Serena (BO)

21/07 – Au revoir Simone @ Verucchio Festival (Verucchio – RN)

 

22/07- Au revoir Simone @ Hana-Bi (Marina di Ravenna)

 

23/07 – Fr Luzzi @ Castello dei Pico (Mirandola – MO)
La signorina Luzzi vale la trasferta del modenese? Decisamente sì.

 

24/07 – Oneida @ Hana-Bi (Marina di Ravenna)

24/07 – Perturbazione @ Julive – Piazza Verdi (BO)

 

25/07 – Xiu Xiu @ Ferrara sotto le stelle (FE)
Come si diceva, gratis nel cortile del castello degli Estensi. Lacerante e bellissima anche solo l’idea.

25/07 – The Holloways @ Hana-Bi (Marina di Ravenna)

 

26/07 – Cuore a Nudo (feat. Joe dei La Crus) @ Julive – Piazza Verdi (BO)

 

26/07 – Nouvelle Vague + Sebastian Tellier @ Verucchio Festival (Verucchio – RN)
Scelta bizzarra, e ancor più bizzarro il fatto che pare suonino contemporaneamente, in punti diversi del paese. Un po’ fuori mano, ma la curiosità c’è.

 

27/07 – Robocop Kraus @ Rock Beach Festival (RN)

 

28/07 – I’m from Barcelona @ Hana-Bi (Marina di Ravenna)
Il concerto dell’Estate.

 

30/07 – Athebustop @ Giardini Lorusso (BO)
Se non lo conoscete, questo è il momento giusto.

 

03/08 – Barbara Morgenstern @ Coccobello (Carpi – MO)

 

06/08 – Howe Gelb @ Hana-Bi (Marina di Ravenna)

 

02/09 Nine Inch Nails + Tool + Maximo Park + Trail of Dead + Hot Hot Heat @ Independent Days Festival (BO)
Maximo e Hot Hot Heat, proprio come due anni fa. Se il resto della line-up (ancora da annunciare) manterrà quel livello, presenza assicurata.

 

23/10 Take That @ PalaMalaguti (Casalecchio di Reno – BO)
Want you baack Want you baaack Want you baack for goood

 

 

-Gite fuori porta-

[opzionali, ma auspicabili]

 

12/07 Daft Punk & LCD Soundsystem @ Traffic Festival (TO)
Trecento chilometri. Un giorno infrasettimanale. Fanno di tutto per rendere le cose difficili; ma per un accoppiata così, varrebbe la pena di andare anche su Marte.

 

18/07 Clap your hands say yeah + !!! + Tunng + Shitdisco + Disco Drive + Scissor Sisters @ Italia Wave (FI)
19/07 Kaiser Chiefs + CSS + Tunng + Shitdisco + A toys orchestra @ Italia Wave (FI)
20/07 The Good, the bad and the queen, Cassius, Trabant, Joan as a policewoman @ Italia Wave (FI)
L’ex Arezzo Wave cambia pelle, mette su un programma da paura e si trasforma in un villaggio/festival sullo stile dei grandi festival europei. Chapeau all’organizzazione.

 

lunedì, 18/06/2007

Quasi una serie di twit

Inkiostro oggi:

• è molto stanco

• è un po’ abbronzato

• è dispiaciuto perchè Get Black venerdì ha di nuovo saltato un turno (ma ci rifaremo)

• è soddisfatto per essere riuscito a non buttare via l’ennesimo weekend

• muore dalla voglia di ascoltare presto il nuovo disco dei Settlefish (che da quanto si è sentito live sabato sarà un vero spettacolo)

• continua a pensare che la domenica all’Hana-bi di Marina di Ravenna sia uno dei motivi per cui vale la pena vivere

• ieri ha visto la cantante e il chitarrista degli Asobi Seksu fare il bagno prima del concerto

• voleva fotografarli a tradimento e pubblicare sul blog un post in stile Novella 2000, ma il buon senso ha prevalso e si è rimesso a leggere

• sta cominciando ad apprezzare il libro di Ali Smith, perchè ha capito che gli ricorda un po’ Michael Cunningham

• ha poi visto il concerto degli Asobi Seksu all’aperitivo, ma non gli è piaciuto granchè

• ha passato una domenica in ottima compagnia, e non crediate che fosse scontato

• è tornato a casa all’una di notte, ed è franato a letto con i piedi ancora insabbiati

• ora però non ha neanche il tempo di respirare, e si rimette a lavorare

 

venerdì, 15/06/2007

Frontiere dell’advertising

Il modo migliore dopo i cerchi nel grano per impiegare un grande prato inutilizzato a poche centinaia di metri dalla pista di un aeroporto? Disegnarci una pubblicità che può essere vista solo dall’alto. Da qualche giorno, infatti, i passeggeri in arrivo a London Gatwick vengono salutati da una lapdancer dipinta di bianco della grandezza di 9000 m quadrati, che pubblicizza un sito web per adulti. Non vedo l’ora che la fotografi Google Maps.

venerdì, 15/06/2007

E speriamo che ora non tocchi alla canzone del sole

Di Fabio Viscogliosi, so solo tre cose:

• è un cantautore italo francese da noi ancora ignoto ai più (nonostante abbia vinto il Premio Ciampi nel 2003) mentre in Francia piuttosto amato dalla critica;

• gli piace Lucio Battisti;

• è amico di Amedeo Pace, voce dei Blonde Redhead.

 

Per appurare il primo punto è bastato un giretto su Google. Per il secondo fa fede già la (splendida) cover di Ancora Tu che aveva pubblicato anni fa con la sua vecchia band (i Married Monk). Per il terzo punto c’è un EP a quattro mani uscito qualche mese fa, che contiene anche un’altra cover di Battisti (questa volta dall’esito assai discutibile) in cui Amedeo Pace ci mette la voce stridula e Viscogliosi la solidarietà tra espatriati. A giorni esce il suo nuovo disco Fenomeno, che contiene alcune cose egregie ma che non riesce a conquistarmi; mi sa che è colpa della cover di Battisti.

 

Fabio Viscogliosi & Amedeo Pace (Blonde Redhead)Il nostro caro angelo (Lucio Battisti cover) (MP3)

Fabio Viscogliosi (Married Monk) – Ancora tu (Lucio Battisti cover) (MP3)

 

giovedì, 14/06/2007

Running the numbers – An American self portrait

[sono l’unico a trovare splendida e assolutamente inquietante la raccolta di opere Running the numbers – An American self portrait di Chris Jordan?]

 

mercoledì, 13/06/2007

Why did we care if good old Britney wants to shave her head?

L’avevamo già sentita durante il delirante e spassosissimo concerto di un mese fa al Bronson, comprendendone le parole e capendo che si trattava di una instant-song su Britney Spears e il suo recente drastico taglio di capelli. Ora la notizia è che Britney della band di 29 svedesi più amata che ci sia (gli I’m from Barcelona, ovviamente) uscirà come singolo a breve, e che è già online sul loro MySpace, in tempo per impararla a memoria in occasione delle prossime date in Italia della band.

Certo, l’idea della indiepop-song dedicata alla starlette trash di turno non è esattamente nuovissima (Jessica Simpson di Adam Green è difficile da battere, ma io ho un debole anche per l’esilarante Britney Spears di Casper the frieldy ghost, side-project ricilcato di Stefano dei Pecksniff), ma questa volta -forse- l’attualità del tema la rende qualcosa di diverso.

[O forse no. E il bello è che non importa neanche un po’]

Imparatevi il testo, chè all’imperdibile concerto di sabato 28 Luglio sulla spiaggia dell’Hana-bi di Marina di Ravenna (visto com’è andata la volta scorsa, non oso immaginare cosa combinerà la truppa degli svedesi nell’indie-bagno più celebre d’Italia) ci sarà da sgolarsi.

I’m from Barcelona – Britney (MP3)

 

martedì, 12/06/2007

Tuesday I’m in points

_Da queste parti in questi giorni c’è un po’ troppa carne al fuoco, e non c’è molto tempo per bighellonare su queste pagine. Il mio momento migliore della giornata di ieri, per dire, è stato incappare in un nubifragio mentre, verso le 9, tornavo a casa a piedi dal lavoro. Ero senza ombrello, completamente fradicio, e ridevo ascoltando il nuovo singolo degli Spoon. DI questi tempi va così.


Spoon –
The Underdog (MP3)

_Proprio quello di cui il mondo aveva bisogno: Safari per Windows. La mela è un po’ alla frutta.

_Hot 100 women chosen by lesbians. A parte il fatto che al primo posto c’è un attrice di L Word, diverse scelte mi giungono piuttosto imprevedibili; ma per la maggior parte difficile essere in disaccordo.

_Il trailer di Control, il film più o meno biografico sulla storia di Ian Curtis dei Joy Division, da poco presentato a Cannes, l’avete già visto tutti, no?

_Lonox (the blog previously known as Lonoise, and even before as Bluesharp) is back.

_Disturbante ma un po’ anche no: Selfkiss.

_Il contest per creare il video per Missed the boat dei Modest Mouse è finito, ma il vincitore non è ancora stato stabilito. Io tifo per questo, davvero eccezionale.

_Vecchio ma sempre buono: List of Homer Simpson’s jobs. Per ora siamo arrivati a 118.

_E infine, una bibbia: Top 10 Free Time Wasting Sites on the Net. La cosa divertente è che negli anni li ho segnalati quasi tutti..

 

lunedì, 11/06/2007

Nooooo! Bastardiiiii!

Acc, scopro solo ora, da Gecco, che lo scorso weekend mi sono perso il raduno dei fan di Ritorno al futuro e dei cultori della DeLorean (che più o meno è la stessa cosa) a Montegridolfo (nientemeno). Mi accontenterò delle foto su Flickr (c’era anche Paolo Attivissimo), ma non è la stessa cosa…
[il flusso canalizzatore!]

lunedì, 11/06/2007

Uh

Non si fa in tempo a smettere di parlare del loro ottimo set al Primavera Sound che Fujiya & Miyagi trovano il modo di far parlare ancora di loro. Come si fa a non segnalare l’uscita, tra un mesetto, del primo materiale nuovo dopo l’LP Transparent Things? Uh suona compatta e geometrica come i vecchi pezzi, con un retrogusto 90’s che trova il modo di farsi apprezzare e quella vena funkeggiante che, una volta svelatasi nel live, non si più far finta di non vedere. Già in heavy rotation.


Fujiya & Miyagi –
Uh (MP3)

 

giovedì, 07/06/2007

Sempre Primavera

Come vi dicevo, non sono un grande frequentatore di festival. E da scarso frequentatore quale ero (e rimarrò), non ho mai sopportato quei report lunghissimi, post o articoli che siano, che infilano pareri su decine di band, raccontano delle code al bagno o della qualità della birra, e si perdono nei millemila dettagli che rendono questo tipo di esperienze tanto straordinarie (perchè lo sono) quanto impossibili da essere davvero raccontate. Poi sarà il decimo post del genere su cui vi imbattete, e io ho ancora un po’ di pietà.

Mi concentro sui miei highlights personali tra i set che sono riuscito a vedere, con contributo fotografico e effetti speciali. Il resto, se vi interessa, ve lo racconto a voce.

 

 

Fujiya & Miyagi

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Nerdance! Miyagi si presenta sul palco con un improbabile maglioncino a rombi, ma alla chitarra è uno slego. Fujiya sembra uscito da una biblioteca di fisica, ma le macchine che governa sono implacabili. & (sì, si chiama proprio ‘&’; sono in tre, non lo sapevate?) suona il basso, e basta, ma non serve altro. Partono circospetti, ma un pochi minuti la platea è già la loro, e si balla che è un piacere. L’impressione è di una band dalle potenzialità assai superiori a quelle che emergono dal pur ottimo Transparent Things, e solo nel live si riescono davvero ad apprezzare i serrati incastri matematici dei giri di chitarra con la voce, le abbondanti venature funky e dei beat che, anche se non sembra, funzionano anche sul dancefloor. A questi livelli, una sorpresa.

 

 

Justice

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Intollerabili, insuperabili. La console è fronteggiata da una enorme croce illuminata, e circondata da un muro di amplificatori Marshall. Il duo francese sminuzza la pista con la grandeur e la violenza che gli sono proprie, e manda in delirio la folla che a quell’ora è lì solo per loro. Dopo un buon numero di scene surreali e una serie di acutocitazioni talmente spudorate da lasciare senza fiato,  fuggo dalla calca, e assisto alla fine del set un po’ in disparte, davanti al camioncino dei Churros. Eppure non riesco a smettere di muovere il piede.

 

 

The Apples in stereo

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L’unico concerto col sole, e non a caso: la band di Robert Schneider è quella che ci fa davvero divertire. Più una ghenga di quarantenni in vacanza che una serie di nomi storici del collettivo Elephant Six, sembrano leggeri leggeri mentre la maestria sotto è tanta, e il confronto con gli altri pochi set del genere non dà adito a dubbi. Portateli in Italia, please. E fate risposare Schneider con la ex batterista Hilarie Sidney, così magari fanno pure Sunndal Song

 

 

Modest Mouse

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Non vi dico nulla, chè se v’interessavano li avete già visti a Roma o Bologna. Che probabilmente sono stati superiori come scaletta, durata, strumentazione e quasi tutto il resto. Ma la prima volta non si scorda mai, come lo sguardo spiritato di Isaac Brock o le dita veloci di Johnny Marr sulla chitarra. I was there.

 

 

Built to spill

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Come sopra, con qualche problema tecnico in più, e un’umiltà che altre band della stessa statura si sognano. Sempre enormi.

 

 

Maximo Park (acoustic set)

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Sacrificato il loro set ufficiale in favore dei Modest Mouse, mi sono accontentato delo showacase acustico pomeridiano, offerto dallo stand di MySpace all’interno della Merienda Warp. Poche canzoni, ma un vero spettacolo scoprirle quasi perfette anche nella semplice veste voce-e-chitarra. Paul Smith ha una T-shirt di Leonard Cohen, sembra un po’ palestrato, sorride e dà davvero l’idea di essere uno simpatico. E Canta da Dio.

 

 

Smashing Pumpkins

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Difficile prescindere dall’aria di baracconata che circonda il concerto: i mantelli argentati, la bandiera americana, l’intro sulle note di Suspiria sono tutte cose che sembrano fatte apposta per mettere alla prova il buon gusto del pubblico, e per condannare Corgan a mettere in scena il suo definitivo tramonto da qui all’eternità, come un Elvis degli anni ’90. I pezzi nuovi (a parte il singolo Tarantula, che funziona) sono bruttini, ma sapientemente diluiti tra i vecchi classici sono inoffensivi. La scaletta contiene (quasi) tutto quello che serve. Rivoglio indietro la mia adolescenza, ora.

 

 

Menzioni d’onore:

_Grizzly Bear – sempre ispiratissimi, anche se rendono meglio nei piccoli club. Una certezza.

_The Fall – Mark E. Smith è insopportabile. Ancora e sempre un’icona.

_Band of Horses – dal vivo sanno davvero il fatto loro.

_Battles – chevvelodicoaffà.

_Architecture in Helsinki – ancora adorabilmente pasticcioni, ancora una piccola forza della natura.

_Wilco – sempre spettacolari.

 

 

[Altri report, ben più lunghi, da Max, Nin-Com-Pop, Colas e Giulia. Per un po’ di video, ovviamente c’è YouTube che già straripa. Sappiamo tutti che questi link non vi servono perchè del Primavera ne avete già le palle ben piene, ma sono un completista, lo sapete]

 

mercoledì, 06/06/2007

This is why events unnerve me

Era già uscita 5 anni fa (nel primo EP della band), ma io la scopro solo ora con la raccolta Remixed & covered: la versione di Ceremony dei New Order rifatta dagli Xiu Xiu riassume in maniera perfetta il mio umore (nonchè le mie condizioni psicofisiche) di questo periodo.
Il primissimo singolo dei New Order (che è anche l'ultima canzone dei Joy Division, scritta mentre ancora Ian Curtis era in vita – storia completa qui), sentita di recente anche nella colonna sonora di Marie Antoinette di Sofia Coppola, viene rivoltata come un calzino, e perde la sua nobile imperturbabilità per diventare un disperato urlo emo-industrial-lo-fi che non stonerebbe dalle parti della Tigerbeat6. A Ian Curtis forse sarebbe piaciuta; invece scommetto che a Sumner & Hook fa schifo. E va bene così.

[gli Xiu Xiu saranno in Italia per una data unica mercoledì 25 Luglio nel cortile del Castello Estense di Ferrara, a ingresso gratuito. Se non ci siete mai stati, è un posto assolutamente magico]
 

 

mercoledì, 06/06/2007

Non sono sordo, non ancora

Ve lo ricordate Tone deaf, il diabolico test di percezione musicale che misurava la capacità di riconoscere se due brevi melodie fossero uguali o meno? Il suo autore Jake Mandell ci ha preso gusto, e ora è la volta di Rhytm Deaf, che applica lo stesso principio con i due pattern ritmici.
Il mio risultato (80% tondo tondo) viene descritto come Outstanding, ma a giudicare dalla sonora umiliazione che mi avete inflitto la volta scorsa (i commenti erano del tenore: «80,6 con musica di sottofondo, perché non mi andava di umiliarvi tutti quanti», «88.9 con il muratore che trapana nel muro di fianco», «77,2%, soddisfacente dai. P.S. sono sordo»), non dubito che questa volta le cose non saranno diverse..

martedì, 05/06/2007

Your street in Google, Google in your street

La notizia tecnologica del giorno sembra essere il lancio da parte di Google della Street View per le Google Maps, ovvero le foto ad altezza ‘umana’ di tutte o quasi le strade di alcune delle più grandi città degli Stati Uniti, scattate in serie dal famigerato GoogleVan. Tutti pronti ad esaltarsi per la bellezza delle navigazioni stradali, a criticare chi si esalta per una cosa che in molti altri hanno da mesi (qua da noi non è niente male lo street level delle Pagine Gialle Visual) o a preoccuparsi per le eventuali violazioni della privacy che una tale ricognizione nella vita cittadina (e in chi ci abita) rischia di nascondere; in attesa di farci un’idea più precisa, da queste parti ci limitiamo a sorridere per la caccia al dettaglio imbarazzante che è partita in rete (su Boing Boing, da LaudonTech o da Paolo Attivissimo), e a ghignare per le contromisure proposte, come l’hacking di Ghats (che propone di mettere in automatico baffi finti e cappelli ai passanti, per nasconderne l’identità) o questo geekissimo robots.txt in 3D:

martedì, 05/06/2007

Parental control

[ Dal sempre fondamentale The joy of tech]

 

lunedì, 04/06/2007

Primavere

Cominciamo dalla fine.
Sono le 4 passate di sabato sera al Parc del Forum di Barcellona, e il sottoscritto vaga da solo dalle parti dell’Escenario Rockdeluxe, nel tentativo di riprendersi dall’uragano emotivo provocato dallo splendido set dei Wilco, appena finito. Sul palco ci sono i Battles, e nonostante stiano spaccando tutto come sono soliti fare, non riesco a prestargli molta attenzione; mi tengo a distanza, faccio qualche foto, mi distraggo un po’. Poi, dal nulla, parte Atlas, il loro ultimo, devastante, singolo, e non so come (o forse lo so) mi ritrovo in seconda fila nella bolgia più infernale, a saltare mentre il quartetto americano disintegra quello che conosciamo col nome di rock e lo ricompone a suo piacimento, dando fuoco alle ultime polveri di un festival che ha visto suonare in 3 giorni sui suoi 6 palchi un totale di più di 100 band. Recupero i miei compagni di avventura, appuro che rimarranno per Erol Alkan (ultimo act del festival, che salirà in console 40 minuti dopo, alle 5), li saluto e mi avvio per l’Avinguda Diagonal a piedi, verso casa. Questo è stato il mio congedo dal Primavera Sound Festival 2007, e devo dire che non riesco a immaginarne uno migliore.
L’ho vissuto come una gita, questo festival, un bagno nel mare colorato dell’indie nation internazionale, il cui popolo è stiloso e attento, snob e caciarone, fanatico e nerd, identico in tutto il mondo occidentale (in modo inquietante ed esaltante in parti uguali) ma sottilmente attraversato da un gran numero di differenze nazionali. Rimarranno un sacco di ottimi concerti e decine di dettagli: il barbone di Warren Ellis, il buio delle chitarre degli Slint, Paul Smith dei Maximo Park con cappellino e maglietta di Leonard Cohen allo showcase acustico dello stand di Myspace, l’occhio nero di Isaac Brock e lo stile impressionante di Johnny Marr [stasera i Modest Mouse sono a Bologna, non provate a perderveli, non pensateci nemmeno], la folla smisurata che assiste al concerto dei Wilco, il maglioncino a rombi di Mr. Fujiya e Miyagi, il look stile ‘Elio-che-imita-i-Rockets’ degli Smashing Pumpkins (e la loro scaletta impeccabile), la stempiatura di Robert Schneider degli Apples in stereo (e il sole!), Shannon Wright che soffre e sculetta, le rughe di Thurstone Moore, le rughe di Patti Smith, le rughe di Mark E. Smith, il nasone di Ed Droste dei Grizzly Bear, Kazu sferzata dal vento, il balcanismo cialtrone di Beirut e il limbo pasticcione degli Architecture in Helsinki, le Long Blondes sentite dal prato in mezzo a un branco di inglesi che commentano le grazie di Kate Jackson, la tamarrissima croce dei tamarrissimi Justice, i tamarrissimi fuseaux ghepardati di Marina Vello dei tamarrissimi Bonde do Role, la tamarrissima mancanza di originalità del tamarrissimo DJ set degli Shitdisco (Justice! Daft Punk! Gli Snap! Di nuovo Justice!), gli acuti, le barbe e le chitarre degli ottimi Built to spill (dopodomani a Bologna, anche loro imperdibili) gli acuti, le barbe e le chitarre degli ottimi Band of Horses, la folla silenziosa che assiste in silenzio ai Low, e moltissime altre cose che al momento sono ancora troppo stanco per ricordare. Un festival del genere è un’esperienza ubriacante. Più avanti vi dirò meglio; intanto ora tento di riprendermi dal tracollo fisico, e di tornare coi piedi per terra.