novembre 2007

lunedì, 05/11/2007

Confesso: Banksy sono io

 

Avete presente Banksy, il fantomatico e famosissimo street artist (di cui parlammo qui) dall’identità misteriosa e dalle opere che valgono ormai cifre astronomiche?

Pare che, nonostante la fitta nube di mistero che da sempre lo circonda, rencentemente l’abbiano beccato mentre era all’opera.

Sarà davvero lui? E’ la stessa persona ritratta in questa foto, che millanta conferme ufficiali? E, a sua volta, è poi lo stesso che era stato svelato -e poi smentito- qualche anno fa?

Oppure, come dicono molti, Banksy è ormai talmente ricco e famoso che non va più in giro da solo, e si occupa solo del design delle opere, mandando altri a fare il lavoro sporco per lui?

 

venerdì, 02/11/2007

La grande truffa del rock’n’roll?

[un post provocatorio pretestuoso]

I Radiohead hanno messo fine a settimane di speculazioni confermando di aver raggiunto un accordo con l’etichetta inglese XL Recordings per la pubblicazione fisica del loro nuovo disco, "In Rainbows". […]
Non è ancora stata diffusa una data di pubblicazione, ma diverse fonti suggeriscono che potrebbe coincidere con l’arrivo dell’edizione "discobox" dell’album, disponibile solo su Radiohead.com dal 3 Dicembre. Altri suggeriscono che potrebbe non succedere prima del prossimo anno.
La band aveva sconvolto le regole dell’industria discografica rendendo disponibile "In rainbows" in download il 10 Ottobre, dando ai fan la possibilità di pagare il prezzo da loro desiderato. [Billboard]

Un fan, per definizione, non può pensare male dei propri idoli.
Un fan dei Radiohead, per definizione, è quanto di più vicino a un fondamentalista religioso che si possa trovare nel mondo della musica di questi tempi, e ha cieca fiducia nell’operato di Yorke e soci.
Thom Yorke, poi, con quella faccia storta che si ritrova ha l’aria di essere talmente naif che se qualcuno non si prendesse cura di lui, si lascerebbe morire di fame mentre programma la drum-machine o scrive pamphlet contro l’inquinamento. Thom Yorke è puro.
I Radiohead sono BUONI, è chiaro.

Epperò.
Tentiamo di non pensare che sono i Radiohead (facciamo finta che siano un gruppo cattivo, tipo, non so, i Metallica), e limitiamoci ai fatti:
– la band ha ottenuto soldi (e neanche pochi, si parla di circa un milione di dollari) e un’enorme pubblicità per una cosa che succede a tutti: l’early leak del disco, prima della data di uscita della copia fisica;
– la band ha suggerito (se non apertamente affermato) che l’unica copia fisica del disco sarebbe stata la costosissima versione deluxe messa in vendita nel sito, che costa poco meno di 60 euro e contiene anche parecchie cose abbastanza inutili (la versione del disco sia in vinile che in cd, la versione digitale dell’artwork), incassando quindi anche moltissimi ordini dei fan che non volevano limitarsi alla misera copia digitale;
– dopo essersi goduta la pubblicità gratuita, il clamore, e la stima di tutto il mondo (e i soldi, eh), la band annuncia innocentemente che il disco uscirà anche nei negozi, come sempre.

Ne abbiamo parlato tutti come di una rivoluzione, e rimangiarsi la parola fa sempre un po’ male. Ma ora non posso fare a meno di pensare: non sarà che quella a cui abbiamo assistito è stata solo una grande, perfetta, operazione di marketing? Non sarà che i Radiohead hanno trovato un modo geniale per farsi pagare per una cosa che di questi tempi succede a tutte le band? Non sarà che con la versione deluxe si siano esosamente voluti approfittare dei fan che, pur di avere qualcosa di fisico, hanno comprato un box (che forse non vale quanto costa) in misura molto, molto maggiore di quanto avrebbero fatto se si fosse saputo che il disco sarebbe stato pubblicato anche in versione normale?
Non sarà che ci siamo proprio fatti fregare?