venerdì, 19/11/2010

The story of Common people

Se ne parlava proprio qualche giorno fa, di quanto Common People dei Pulp sia una gran canzone, e di quanto il suo testo, dietro una storia apparentemente semplice, abbia sfumature assai complesse e in qualche modo persino fastidiose. La reunion appena annunciata per la prossima primavera (anzi, Primavera) è un'ottima scusa per mettere di nuovo sul piatto un anthem che abbiamo ballato un milione di volte ma che raramente abbiamo ascoltato con l'attenzione dovuta, come sottolinea anche Cabal che in un bel post segnala lo spettacolare documentario The story of Common People e la bellissima analisi della canzone fatta da 33 revolutions per minute:

So, Pulp are back and with them comes Common People: arguably the defining British single of the 90s (“a song that was in the right place at the right time,” reflected Jarvis Cocker), and probably the most oversimplified. One critic recently described it, in passing, as “a freak call-to-arms”, but that’s true of Mis-Shapes, not Common People. It sounds like an anthem to be sure, with its krautrock/Roxy rush and mounting intensity, but anthems are meant to unite, and Common People, on every level, is about division. It is desperate, vengeful, bitter, and brutal. The vast majority of Pulp fans planning to sing along to it at Hyde Park next year are excluded from a song which speaks for such a specific stratum of the class system that, if it is a call-to-arms, then the only person it’s calling to arms is Jarvis himself, and even he’s not entirely sure. [#]

E nel cercare un MP3 con cui corredare l'articolo ho scoperto che curiosamente, ma forse prevedibilmente, là fuori praticamente non esistono cover degne di questo nome di una delle canzoni più famose degli anni '90. Qualcosa vorrà dire.

 

MP3  Tori Amos – Common People (live)

MP3  William Shatner – Common People

3 Commenti a “The story of Common people”:

  1. Lorenzo ha detto:

    Sottoscrivo anch'io la cover di Shatner… ma forse è l'anima trekkie dentro di noi che ce la fa apprezzare così tanto!

  2. Valido ha detto:

    Dai, quella di Shatner e' bella. E non bella ridicola tipo le sue cover dei Beatles, a me piace davvero… Ben Folds gliel'ha arrangiata a puntino

  3. Byron ha detto:

    Mi piace sempre leggere i tuoi post, e il link a 33rpm è molto benvenuto perché mi era sfuggito – grazie. In casa nostra Common People è tornata prepotentemente ad avere un significato da quando David Cameron si è candidato (e ha vinto, o no, a seconda di che dati vogliamo prendere in considerazione) le elezioni. Ne parlavo qui: http://junkiepop.com/2010/05/13/common-people/ La versione spoof che (oltre a far molto ridere) incarna perfettamente la situazione di oggi, guarda un po', non come inno, ma appunto come valvola di sfogo per le frustrazioni di un paese che pensa ancora come nel XIX secolo. 

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