lunedì, 11/10/2010

Banksy sui muri di Springfield

I tempi in cui le puntate dei Simpson meritavano di essere viste riviste e straviste per la qualità stratosferica della scrittura e per la quantità di battute e frasi memorabili sono ormai lontani, purtroppo. I Simpson di questo decennio raramente sono stati all'altezza di quelli del precedente. Le uniche cose per cui vale la pena vederli sono le ospitate e le cosiddette "couch gag", cioè il siparietto che da vent'anni cambia alla di ogni sigla.

Ieri sera le due cose si sono fuse, e ne è uscita un'intera sigla pensata e diretta da Banksy (mi rifiuto di scrivere una parola in più, se siete attenti lettori di questo blog sapete bene chi è). Il risultato è in linea col personaggio: ironico, dissacrante, geniale.

 

 

Se poi, come me, sapete a memoria tutte le puntate di quando erano la cosa più rivoluzionaria della tv e vi basta un frame per cominciare a ridere, vi consiglio di fare un salto qui.

5 Commenti a “Banksy sui muri di Springfield”:

  1. Felson scrive:

    Concordo, Pyonyang è incredibile!

  2. [...] oggi non l’avete visto da nessuna [...]

  3. Gino Groening scrive:

    Io trovo che con l'ultima serie abbiano ripreso quota. Homer ha ripreso a fare cose scompiscianti, e il nonno è in ottima forma.

  4. ildottorGola scrive:

    Pyongyang è uno dei libri che ho regalato di più in vita mia. Bellissimo. Shenzen mi è piaciuto meno, ho avuto l'impressione fosse anche tradotto male…

  5. arco scrive:

    Bellissimo. Non posso fare a meno di pensare a Guy Delisle e ai suoi reportages dai luoghi dove vengono animati i cartoons occidentali (Shenzen http://fusiorari.it/delisle_she.htm o Pyongyang http://www.fusiorari.it/delisle.htm).

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