giovedì, 12/02/2009

Inkiostro does SXSW

Il South by Southwest di Austin è il sogno dell’appassionato di musica che diventa realtà. Ormai diventato uno dei festival musicali più importanti del mondo (ma noto anche per le sue versioni Film e Interactive), il South by Southwest (SXSW) si differenzia dai festival che conosciamo per l’assenza di palchi giganteschi, nomi altisonanti e folle oceaniche, e gli preferisce invece più di 50 luoghi medio-piccoli (club, bar e parchi, case private) in cui si suona più o meno ininterrottamente per 5 giorni. E così, per i musicofili di tutto il mondo, per 120 ore il centro di Austin (Texas) si trasforma nel centro del mondo.

 

Il focus è tutto sulle band giovani e sulle nuove sensazioni, che tipicamente trovano nella platea di Austin, composta in buona parte da addetti ai lavori, il pubblico giusto per emergere dall’anonimato o fare il salto che li porta sulle riviste, radio e siti web indipendenti di tutto il mondo. Andate a cercarvi gli autori dei dischi che compaiono più spesso nelle top 10 di fine anno; scoprirete che quasi tutti, a Marzo di quell’anno, sono passati per Austin.

E quest’anno al festival ci sarò anch’io, e, come è ovvio, vantarmene è lo scopo principale di questo post.

 

Per il momento la line-up (non ancora definitiva) elenca circa 1600 band, in cui i pochi nomi grossi (Primal Scream, PJ Harvey & John Parish, Echo and the bunnymen, The Decemberists, Tori Amos, Okkervil River, Katy Perry, Meat Puppets, New York Dolls) annegano nella marea di nomi medi e piccoli (tra cui cercherò di non perdermi Ra Ra Riot, +/-, Lisa Hannigan, Cut off your hands, Passion Pit, Crystal Stilts, M Ward, The pain of being pure at heart, Andrew Bird, Peter Bjorn e John, Gomez, Lemonade, Grizzly Bear, Department of eagles, Late of the pier, Au revoir Simone, Fanfarlo, The Soft Pack, Phosphorescent, The Whip, The Wrens, Telekinesis!, Cause co-motion, The Little Ones, Dent May, The Rural Alberta Advantage e poi ce ne sono ancora, non finiscono davvero più) che mi costringeranno spesso a scelte ardue o alla trilocazione.

Anche la delegazione di band italiana quest’anno è di tutto rispetto, e conterà su nomi molto apprezzati da questo blog come A Classic Education, Les Fauves e Afterhours per cercare di ottenere un po’ dell’attenzione estera che certamente meritano.

Strumenti indispensabili per orientarsi in questa marea di band sono la lista di DO512, la straordinaria web-app di Paul Lamere e il SXSW Blog di Shed.Org che aggregano dati e bio prese dalla rete, costruiscono classifiche sulla base degli ascolti su Last.fm, postano quotidianamente news su eventi, showcase e parties del festival e consentono di costruirsi la propria scaletta personalizzata.

 

 

Sulla strada per Austin, all’andata e al ritorno, mi fermerò per qualche giorno a New York City, giusto il tempo sufficiente per mangiare una bagel, fare un giro nel Lower East Side, trascinare mia sorella a concerti di band che non conosce, bere galloni di Red Stripe con Matte e twittare cose insopportabili che vi faranno venire voglia di uccidermi. E vedere i Modest Mouse al Terminal Five e Morrissey alla Carnegie Hall, certo.

Sarà dura aspettare ancora un mesetto (con tutto quello che sta succedendo in Italia, poi…se continua così provo a chiedere lo status di rifugiato, magari Obama ha pietà), ma con quello che mi attende, scommetto che ce la farò. Voi che dite?

 

19 Commenti a “Inkiostro does SXSW”:

  1. utente anonimo ha detto:

    e quando passi da New York se vuoi ci i prende un caffe’ or something, io vivo a Williamsburg.

    Elisa Graci, remember?

  2. inkiostro ha detto:

    No, solo il SXSW Music. Con l’appartamento sono full, sorry. :

  3. utente anonimo ha detto:

    ah non avevo letto

    che hai preso un apt

    possiamo divider le spese?

  4. utente anonimo ha detto:

    quasi quasi mi organizzo e cerco di venire anch’io da LA, ti fai tutto il festival dal 13 al 22?

  5. utente anonimo ha detto:

    come hai fatto? sono serio.

  6. utente anonimo ha detto:

    i’m gonna slap you so hard, slap you, slap slap slap you

  7. utente anonimo ha detto:

    ci si vede lì!

  8. utente anonimo ha detto:

    che invidia, cazzo!

  9. utente anonimo ha detto:

    mi associerei allo sciopero pure io se non fosse che (i) non ti scrivo una mazza dai tempi di mazzola e rivera, (ii) conto di venire ricoperto d’oro quando passerai a nyc e (iii) non escludo ancora il blitz giovedi’ sera/venerdi’/sabato. avresti posto, nevvero?

    matte

  10. utente anonimo ha detto:

    Incontrererai qualche fantasma in terra texana.

    Da veterano del festival ti posso assicurare che è un’esperienza incredibile!

  11. benty ha detto:

    decidi tu se preferisci essere sfanculato o ucciso da un lettore che sbava per l’invidia, quale il sottoscritto

  12. inkiostro ha detto:

    Per carità, stavolta mi ci mando anche da solo. :)

  13. utente anonimo ha detto:

    fanculo! senza offesa, eh! :)

  14. inkiostro ha detto:

    Buoooni… Se volete venire vi ospito nell’appartamento che ho preso a Austin, e prometto birre in qualità. Per il volo aereo però non posso fare niente, almeno finchè non apro la mia compagnia aerea…

  15. valido ha detto:

    Mi associo allo sciopero.

    (consigli: non perderti The Wrens dovesse anche essere l’unico concerto che ti vedi, e skippa tranquillamente i Cut Off Your Hands)

  16. utente anonimo ha detto:

    devi pagare il biglietto a tutti gli autori, sennò sciopero.

    trino

  17. danco ha detto:

    Invidia!

  18. utente anonimo ha detto:

    Inkiostro does SXSW -> quindi, dato che da un anno sappiamo che Inkiostro è una redazione di 16 persone, questo significa che andate in 16? Chissà che fior di foto e report! ;-)

  19. utente anonimo ha detto:

    sei un fanfarlone

    icepick