mercoledì, 03/12/2008

Storia di un cantautore un po’ sfigato

James Yuill è un cantautore talmente sfigato che la sua voce su wikipedia ha solo un paio di righe.

«James Yuill è un musicista folktronico inglese che viene da Londra, e che incide dischi per la Moshi Moshi» [#

Esauriente, non c’è che dire. Eppure Yuill è di Londra, terra nota per celebrare ogni promessa musicale come la next big thing ancora prima che questa abbia pubblicato alcunchè. Per giunta è arrivato già al secondo disco -uscito già da un paio di mesi- e online le recensioni (tutte assai favorevoli) si contano sulle dita di una mano.

 

Se lo merita? Direi di no.

Certo, Yuill si muove in un terreno già abbondantemente battuto (che ha come estremi da un lato i Tunng e i Mùm più pop, e dall’altro Styrofoam e i Postal Service), e lo fa con un’estetica da cameretta (cfr. l’immagine qui di lato, che viene dal suo sito ufficiale) ormai abusatissima. Eppure la sua è una proposta di ottimo valore, e il suo recente disco Turning down water for air è una delle cose che recentemente si è fatta più apprezzare da questo lato degli auricolari, grazie alla scrittura classica ma non scontata e alla produzione curata ma non patinata. Ma soprattutto grazie al pezzo migliore del lotto, quella No pins allowed che tocca le stesse alte vette da instant classic dei migliori Postal Service, mancando solo di poco la destinazione indie-dancefloor che pure gli sarebbe propria. Sempre la sfiga del suo autore, probabilmente.

 

 

James Yuill – No pins allowed (MP3)

 

 

6 Commenti a “Storia di un cantautore un po’ sfigato”:

  1. inkiostro ha detto:

    Farò il possibile sabato ma non garantisco, non è esattamente il massimo della ballabilità..

  2. utente anonimo ha detto:

    la voglio in pista al Covo, subito

  3. utente anonimo ha detto:

    so trova su emule?torrent?

    più sfigati sn più li apprezzo

  4. utente anonimo ha detto:

    E’ vero, è un plagio spudorato di Such Great Heights. Perciò è un’ottima canzone. Ora cerco il disco, se è tutto così…

    Comunque mai sentito neanche nominato, è vero. Troppa sfiga.

  5. utente anonimo ha detto:

    Una bomba! Il finale mi ricorda Blue Monday.

  6. io lo conoscevo per lo sneaky edit di Prins Thomas su This Sweet Love (grande pezzo antipasto)