giovedì, 07/12/2006

Istinto di autoconservazione

Quando mi chiedo per quale motivo io tenti di celare con tanta meticolosa attenzione i periodi di calo di motivazione o di voglia zero che spezzerebbero la quasi matematica cadenza quotidiana feriale di questo blog, non so mai darmi una risposta. Quando osservo i blog degli altri, tutti buchi e ritorni, momenti di frenesia grafomane alternati a lunghi silenzi senza spiegazione, chiusure più o meno temporanee e dichiarazioni più o meno credibili di mancanza di argomenti, tempo o stimoli a scrivere, sono affascinato ma privo di comprensione. Quando sulla scorta di quegli stessi cali di voglia e tempo, di solito abbinati alla svalutazione di tutto ciò che nel corso del tempo il blog, più o meno direttamente, ha portato nella mia vita e a una onnicomprensiva sfiducia nello strumento in sè, provo a prendere in considerazione l’ipotesi di mettere un punto a capo ai quasi 4 ininterrotti anni di queste pagine (millequattrocentoventisei giorni, duemilasettantasette post) per dedicarmi ad altro, non so bene come mi ritrovo sempre qui davanti, senza nulla di importante da dire ma con la voglia di farlo.
E’ un brivido con cui quasi mi sollazzo, quello di immaginare cosa (mi) succederebbe se lo facessi. Sprofonderei nell’alcool? Ricomincerei a leggere un numero decente di libri e ad andare al cinema almeno una volta a settimana? Tornerei ad avere una vita sociale? Gli amici scommetterebbero sulla mia durata senza un blog? Riprenderei a dormire più di 5 ore a notte? O, semplicemente, sarebbe come quando lasci una ragazza, in cui l’esaltazione iniziale lascia presto spazio a noia e disorientamento?
La risposta non la so. E non posso saperla a breve. Perchè persino quando vorrei e dovrei scrivere le banalità di cui sopra, o prendermi una pausa salutare dall’assillo autoimposto dell’aggiornamento giornaliero, non riesco a resistere e finisco per scriverci sopra un (meta)post. Temo proprio che non ci sia niente da fare.

12 Commenti a “Istinto di autoconservazione”:

  1. utente anonimo ha detto:

    non facciamo cazzate suvvía…

    ché ormai siamo una piccola comunitá rilassata. una piazzetta, meglio.

    e io? perché arrivo a commentare sempre con settimane di ritardo? valgono sempre i commenti postumi?

    Lebbia

  2. utente anonimo ha detto:

    lasceresti un bel vuoto anche a noi utenti anonmi..davvero!non scherzo

  3. medo ha detto:

    “Sulla via Gorochovaia, in uno dei grandi edifici i cui inquilini sarebbero bastati essi soli a popolare tutta una cittadina distrettuale, nel suo appartamento, Ilia Ilic Oblomov stava passando la mattinata a letto.

    Egli era un uomo di circa trentadue anni, di media statura, di aspetto piacente, con gli occhi di un grigio scuro, ma sui tratti del suo volto non v’era segno di un’idea ben definita ne’ di una qualunque forma di concentrazione mentale. Il pensiero gli passava sul volto come un libero uccello dell’aria, svolazzava negli occhi, si passava sulle labbra socchiuse, si nascondeva tra le rughe della fronte, per sparire poi completamente, e allora su quel volto splendeva soltanto la tranquilla luce dell’indolenza. Dal volto, l’indolenza si comunicava all’atteggiamento di tutta la persona e perfino alle pieghe della vestaglia.”

    da Oblomov di Goncharov

  4. utente anonimo ha detto:

    A me mancherà..

    fabio

  5. fooosco ha detto:

    più probabilmente, se tu lasciassi, nell’alcool ci sprofonderei io ;)

  6. utente anonimo ha detto:

    a me piaceva tanto il concetto di ‘meta-post’

    micro-bi

  7. utente anonimo ha detto:

    “Perpledere”?

    – Mike Vallely –

  8. codyallen ha detto:

    A mio avviso dipende dall’ottica con cui ti poni davanti al mezzo. Scrivi per te stesso o scrivi per gli altri? Sei piu’ un telegiornale o una pagina di diario aperta al mondo?

    Quando ero coppia io e lei avevamo un blog a cui partecivamo entrambe. Si chiamava “S&M, la fabbrica delle nuvole”. Io ero Mark McCloud e lei Spootnick Moonwalker. Ma ancora i Blog non andavano di moda… Era una “cosa nostra”.

  9. onanrecords ha detto:

    Io, “married with children”, ho scoperto questa droga e penso farò la tua stessa fine. Lo spero almeno.

  10. Nin-Com-Pop ha detto:

    scusa, non posso resistere, ma “sarebbe come quando lasci una ragazza” mi ha fatto pensare a “sei come la mia moto”..

    non so, io quando trovo una ragazza tendo a scrivere meno sul blog :P

    perché là fuori ci sarebbe una vita, sai com’è.

    e comunque il discorso non vale per il tuo blog. che io indulgo all’intimismo, tu no.

    non ci provare, valà. che da qui ci passo quella ventina di volte al giorno :)

  11. cometacaduta ha detto:

    Caspita! E’ un blog fantastico. Linkato.

    …nonostante fra me e il computer fino a poco tempo fa intercorresse una reciproca repulsione, capisco in pieno il bisogno di blog.

  12. manuconta ha detto:

    il sintomo è quello della coperta di Linus, ti ci sei aggrappato e adesso non puoi più farne a meno. in aggiunta c’è una certa routine addiction, altrimenti non si spiega il numero di post superiore a quello dei giorni di vita del blog.

    quello che mi perplede è il tuo entusiasmo nel ritornare single.

    purtroppo anche questa si spiegherebbe con il ritorno a delle abitudini che nel rapporto di coppia devono fare i conti con i compromessi.

    scusa, ma adoro psicanalizzare chi conosco pochissimo…:-P

    la parcella a fine mese.

    (diagnosi riciclabile se al posto dello scrivere in un blog metti shopping, cibo, sesso ecc.)