lunedì, 02/10/2006

Indie is a four letter word

Che noialtri si sia un segmento molto appetibile (e, se mi consentite, facile preda) per il marketing già si sapeva. Che certe etichette non significhino più da tempo quello che significavano anni fa è roba scontata. Che spesso e volentieri i gruppi che suonano negli stereo delle nostre camerette finiscano direttamente in heavy rotation su Mtv è una cosa che non fa più notizia. Ed è così che, con una sana -ennessima- scrollata di spalle, accogliamo la notizia che nientemeno che la CNN ha dedicato uno speciale alla scena indie: Inside the indie scene. C’è ancora qualcuno che ha la forza di scandalizzarsi, prendersela, o anche solo di stupirsi?

5 Commenti a “Indie is a four letter word”:

  1. utente anonimo ha detto:

    l’indie è finito quando gli hefner si sono sciolti.

    jules

  2. precipitandosivola ha detto:

    io si mi stupisco

  3. utente anonimo ha detto:

    Beh, la musica mainstream sta inglobando l’indie scene, quindi non c’è da stupirsi se ogni giorno ci troviamo di fronte a questi fenomeni. Forse il movimento indie è stato talmente d’impatto che è arrivato persino alle orecchie di chi non lo doveva ascoltare. Credo che la (nobile) natura dell’indie stia attraversando una fase degenerativa, sempre più confusa e sempre meno indiependente. Però…

    indisnotded

  4. Irrisolto ha detto:

    C’hai ragione.

    Su tutta la linea.

    Non esiste più indie…anche le etichette indie utilizzano gli stessi strumenti – ma in piccolo – delle major…non so più, francamente cosa sia indie….bellissimo blog, tra l’altro…linkerò al mio….

  5. boll ha detto:

    grande. anche solo per il titolo.