lunedì, 08/05/2006

Milano da fuori/da dentro

Questo weekend sono stato a Milano. La città della moda e del design, sì.


<dafuori> La trasferta era motivata dall’andare in un locale radical chic a vedere un musicista svedese ancora poco noto ma fortemente in ascesa, una cui canzone si sente nello spot di una linea di flat screen ad altissima risoluzione. Sabato, poichè chi mi dava un tetto e un abbondante rifornimento di pane carasau e burro di arachidi (una persona capace di mettersi
alle 4 di mattina a googlare il nome del suo compagno di gemellaggio olandese dei tempi del liceo) era impegnata, ho avuto la giornata libera. Su consiglio della mia gallerista di fiducia (ho una gallerista di fiducia, cose da pazzi) sono andato a una mostra di soluzioni abitative alternative al Padiglione di Arte Contemporanea; poi sono stato a pranzo con una lettrice di sceneggiature che mi ha regalato il libro di un giornalista di Spin e con cui ho parlato dell’articolo su Daniel Johnston presente su D di Repubblica e del fatto che Christian Ulmen de Le particelle elementari sia l’Andrea Pezzi tedesco. A seguire sono stato a sentire un DJ set di De Luca in uno store multimediale, in cui ho comprato un magazine di musica moda tecnologia style e design che non avevo mai sentito nominare e che aveva in copertina gli autori di uno dei miei dischi dell’anno; poi a cena nell’undicesima pizzeria migliore d’Italia insieme al più grande esegeta italiano di Sufjan Stevens. Domenica, prima di partire, brunch a Porta Ticinese.</dafuori>


<dadentro> Un bel weekend in compagnia di amici in un posto interessante che dà il meglio di sè nei fine settimana, quando nessuno lo guarda. Basta.</dadentro>

[Ho l’impressione di essere un tantino scollegato, in questo periodo.]

18 Commenti a “Milano da fuori/da dentro”:

  1. codyallen ha detto:

    Ti sei sentito fico, insomma.

  2. medo ha detto:

    Credevo d’esser l’unico ad avere il gallerista di fiducia; ora mi sento meno solo.

  3. utente anonimo ha detto:

    sento che manca qualcosa…quella chiusura mozzata sul brunch in porta ticinese…hai dimenticato il mio arrivo ritardatario e l’acqua brillante. Ahi ahi ahi.

    mt.

  4. Felson ha detto:

    Beh, saebbene a Milano ci vada spesso perchè abito in zona, vorrei anche io “una una mappa dei negozietti di cd usati, pizzerie buone nonchè esteticamente interessanti, mostre e gallerie varie”, sicuramente mi è scappato qualcosa (se non di più).

  5. negrohp ha detto:

    sarei molto curioso di sapere nome e indirizzo della pizzeria per fan di sufjan stevens… :)

    [OT: visto l’apprezzamento del titolare di questo blog per magazzenobis, mi permetto un piccolo autospot: sul mio blogghetto trovate una chicca dalla puntata fuorisede di giovedì scorso con benvegnù.]

  6. utente anonimo ha detto:

    ma perchè ho scritto sufjan e non daniel johnston?

    http://www.indiessolvenza.blogspot.com

  7. inkiostro ha detto:

    Ma che rebus, era un semplice post schizoide sul rendersi conto che da fuori le cose sembrano fighissime mentre da dentro sono solo normali. Il libro è Il giorno in cui il rock è morto di CHuck Klosterman, la rivista Pig magazine, non ho ancora letto nessuno dei due, e in caso vi farò sapere. Le particelle elementari capolavoro il libro, deludente il film, e l’articolo su Daniel Johnston era effettivamente su D e non Io Donna. Si vede che normalmente non sono un lettore di femminili?

  8. utente anonimo ha detto:

    però l’articolo su sufjan era su d la repubblica delle donne.

    Se invece era proprio su io donna vuol dire che i due femmenili allegati ai maggiori quotidiani di italia hanno entrambi parlato di daniel johnston.

    Segno inequivocabile che diventerò presto il capo del mondo.

    http://www.indiessovlenza.blogspot.com

  9. lonox ha detto:

    Forse scollegato, ma tutto molto divertente. Hehe.

  10. Extinction ha detto:

    una mappa dei negozi di cd usati può essere fornita anche a me? ^^””

  11. milkandmint ha detto:

    hai comprato PIG magazine eh??

    ahaha!!

    ho notato anche che stai ascoltando The Knife e Hot chip che erano recensiti nella rivista (la mia preferita in assoluto!!!)

    viva pig! e anche la sua radio!!

  12. BimboA ha detto:

    Scollegato tu…?

    Naaa.

    Noi stiamo ancora ballando la polka.

  13. utente anonimo ha detto:

    Alludevi al mio libro?

    Chuck Klosterman

  14. utente anonimo ha detto:

    adoro l’ermetismo.

    scioglierò i tuoi rebus.

    ps sono l’unico che ha disprezzato l’inutile accanimento delle particelle elementari nei confronti della vita?

  15. bebaccio ha detto:

    Io invece sono curioso di conoscere il nome della rivista di musica, moda, design & so on.

    E ti dirò di più, “lavoriamo” anche nella stessa radio [sono uno degli (ex) sbarbi di studenz on air].

    Ciao!

  16. utente anonimo ha detto:

    scusa la curiosità…il libro del giornalista di spin è how soon is never?

    lipstickboy

  17. utente anonimo ha detto:

    Eh la prossima volta che vieni e non sono distrutta come questo weekend ti faccio una mappa dei negozietti di cd usati, pizzerie buone nonchè esteticamente interessanti, mostre e gallerie varie. Things to do in Milan when you’re alive, si chiamerà :-)
    Kit

  18. boll ha detto:

    ho presente l’esegeta di sufjan stevens…io lo conosco più come l’alcolista salentino..