mercoledì, 05/01/2005

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Vie à gran vitesse
Sali sul TGV che parte tra un’ora, trovi il tuo posto nella carrozza numero 1 e ti siedi, chiedendoti cosa succederà in questa tratta del viaggio. Di mattina, in Intercity, hai incontrato una vecchia compagna del corso di Ergonomia, con cui vi siete riconosciuti dopo circa un’ora di inutili chiacchiere da treno. Qualche ora prima, in Eurostar, hai riconosciuto dalla voce un doppiatore di cartoni animati, che parlava al telefono di Domenica in e del fatto di aver passato il giorno di Santo Stefano a fare la voce di Geronimo Stilton. Ora invece sei circondato da americani, di cui ti stupisci di capire ogni parola, mentre leggi sul giornale gratuito del TGV un articolo su Camille, la chanteuse che ha cantato Too drunk too fuck sul disco di Nouvelle Vague. Davanti a te una ragazza molto bella legge Essere leader. La tua vicina è una distinta signora sulla cinquantina appisolatasi ascoltando Paolo Conte (così tipico) da un walkman del ’15-’18. Fuori c’è solo nebbia e neve, mentre pensi che non sei mai stato in Piemonte. Inizi a leggere il nuovo di Coupland che è come al solito infarcito di osservazioni geniali e che come al solito racconta una storia totalmente e fastidosamente inverosimile; rimpiangere i tempi de La vita dopo Dio e Microservi non servirà a niente. Ascolti i Bloc Party ma non si sposano con l’atmosfera, allora provi con Bright Eyes (che, wow, ti piace!) e coi Dears (che, wow, non ti piacciono!), e le cose vanno meglio. Quando passi la frontiera, il treno comincia ad andare velocissimo e la testa comincia a farti un po’ male. Tutta quella energia cinetica dovrà pur andare da qualche parte; ti pare addirittura di ricordare che secondo i principi della dinamica che hai studiato a scuola tu dovresti esplodere, bruciare o qualcosa del genere. Strana cosa, le leggi della fisica.

4 Commenti a “nessun titolo”:

  1. inkiostro ha detto:

    ascoltavo -shht!- i due nuovi; le cose vecchie, quando le ascoltai, non mi colpirono. per quanto riguarda i dears, non bene perchè, probabilmente sono troppo inglesi. Va bene gli Smiths, va bene i Pulp, ma qui si esagera. E sono pure canadesi, gesummio…
    [cmq non è che non mi piacciono…diciamo che non mi entusiasmano]

  2. utente anonimo ha detto:

    conor oberst…

    il mio amato.

    anzi, il nostro. (che marco se no si rabbia..)

    ma cosa ascoltavi di bright eyes? fevers and mirrors spero…

    elena.

  3. Enver ha detto:

    stavo per chiederti la stessa cosa. non me ne capàcito ;) (secondo me i tuoi brandelli in cielo [cit.] compongono la scritta ‘giochetto del lunedì’ :P)

  4. utente anonimo ha detto:

    per la precisione, dovresti esplodere in un tripudio di miccette. questo dice la quarta legge della termodinamica.
    (ma, hey, perché i dears non ti piacciono? vogliamo piú approfondimento!)

    delio