lunedì, 17/11/2003

nessun titolo

Non è quello che avevi pianificato
Potrei incolpare l’overflow informativo del terzo millennio, dire che siamo bombardati da troppi stimoli per riuscire a dare a tutti l’attenzione che si meritano, potrei banalmente scaricare la colpa sul web o sui 30.000 blog di Splinder o nascondermi dietro la scarsità di tempo libero che ultimamente mi afflige. Oppure potri semplicemente ammetterlo: sia Pitchfork che Stylus Magazine un mesetto fa hanno usato per lo stesso cd l’espressione album dell’anno, e io non me n’ero accorto.
Rovesciando la frittata, potrei comunque dire che quel cd lo sto ascoltando da un po’, e che mi è piaciuto fin dai primi ascolti -nonostante io non sia molto famigliare con la storia del gruppo che l’ha prodotto- e che, alla fine, sono qui a scriverne. Meglio tardi che mai, si dice in questi casi.
I Wrens non facevano dischi da 7 anni. Tutti li avevano dati per morti: ormai sono sulla quarantina, hanno dei lavori rispettabili, uno è pure sposato; avranno messo la testa a posto e abbandonato il sogno di diventare rockstar, ti dici. E invece no: un paio di mesi fa i Wrens (gli scriccioli, nel senso ornitologico del termine) se ne sono usciti con The Meadowlands, un gran bel cd che suona come un disco rock di metà anni ’90 (in senso buono), con dentro ottime canzoni con titoli stupendi (The house that guilt built, Ex-girl collection, 13 months in 6 minutes, This is not what you have planned). Pitchfork ha sparato un 9.5, il voto più alto dato finora nel 2003, Stylus Magazine ha fatto al gruppo una (consigliatissima) intervista da fan devoti, piena di retroscena e candida ingenuità, Gomitolo ha dedicato al disco un post molto ispirato, e sospetto che sulla lunga distanza questo disco verrà fuori col successo che si merita. Perchè è rock senza se e senza ma, con lo spirito e la passione giusta, la rabbia e la frustrazione che ci vuole (ad esempio in Every year you wasted, la mia preferita), ma anche la dolcezza e la spensieratezza del pop, e lo scazzo più indie, e il sussurro di qualche ballata atmosferica e qualche pianoforte meditativo ogni tanto.
Proprio un bel disco, quello dei Wrens. Sicuramente non è quello che avevano pianificato. Ed è un bene, datemi retta.




3 Commenti a “nessun titolo”:

  1. colas ha detto:

    bel disco,belli voi, bello tutto

  2. gomitolo ha detto:

    loop, in emmepitre si trova addirittura la consigliatissima ‘limited edition’
    (grazie per la citazione, ink)

  3. looptrain ha detto:

    Wow, si trova in mp3? ;)