giugno 2003

mercoledì, 18/06/2003

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Texture Disturbate
Zen mi segnala che è online il nuovo, stilosissimo, sito di Frequenze Disturbate, il festival musicale più cool d’Italia, di cui ho già parlato e continuerò a parlare visto che schiera -tra gli altri- i miei beniamini Notwist. Ovviamente ancora mancano tutte le info rilevanti, e in più la texture settecentesca mi irrita assai. Allora è proprio vero, come diceva Cesare qualche settimana fa, che le texture barocche stanno tornando di moda. Non riesco ad immaginare niente di peggio. Nel campo del web design, beninteso…

mercoledì, 18/06/2003

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Il Cinese e turtlèin
E’ una notizia di qualche giorno fa, ma ci ho messo un po’ a digerirla: Sergio Cofferati sarà il candidato dell’Ulivo per la poltrona di sindaco di Bologna.
Prima reazione: Che bello! Stavolta vinciamo.
Seconda reazione: Ma non è un po’ sprecato come sindaco? L’anno scorso ad un comizio è riuscito a smuovere ed infervorare anche me, notoriamente piuttosto impermeabile alla retorica politica di piazza. Un altro po’ e mi sarei avvolto in una bandiera dell’URRS cantando L’internazionale…
Terza reazione: Tanto non gli avrebbero mai permesso di realizzare qualcosa, e un personaggio del genere, con dei principi, è davvero troppo estraneo al mondo politico per durare al governo. Molto meglio conentrarsi sul locale, al contatto col cittadino, dove puoi raggiungere obiettivi concreti senza dover litigare con tutti i partitucoli che vogliono spartirsi le poltrone. E se non altro, se vince, potrà bloccare il progetto assolutamente folle della metropolitana bolognese.
Basta che non mi sostituisce i tortellini col cibo cinese, però, perchè a quel punto è quasi meglio il macellaio Guazzaloca…
[altamente metaforico, leggeteci quello che volete]






mercoledì, 18/06/2003

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Qualche sera fa
E certe sere così, dal nulla, ti senti dentro una canzone. But I’m the luckiest guy of the lower east side -canti, memore di quel madornale cd con 69 canzoni d’amore- ‘cause I’ve got wheels and you wanna go for a ride. E non canti la versione, più pacata, dei Kings of Convenience, ma quella originale dei Magnetic Fields, con uno Stephin Merritt più sguaiato che mai che sfodera acuti tanto improbabili quanto inutili. E te ne freghi di tutti i segnali contraddittori e delle mile cose che non capisci: per una volta the luckiest guy sei tu.

mercoledì, 18/06/2003

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Labyrinth 2? No, ma quasi
Ve lo ricordate di Labyrinth, il leggendario e visionario film dell’86, con David Bowie nella parte del Re dei Goblin? Bene, pare che la Sony, dopo aver notato quanto abbia ancora successo e quanto la versione in DVD venda bene, abbia deciso di girarne il seguito. Una complessa questione di diritti ha però bloccato il progetto, che si è trasformato da sequel del celebre film in ‘qualcosa del genere’, senza i crismi dell’ufficialità ma con il modello originale ben in mente. Ma chi è all’altezza di scrivere una storia altrettanto fantasiosa e creativa, al pari dello script originale, scritto dal regista Jim Henson e, tra gli altri, da Terry Jones dei Monthy Python? Alla Sony hanno avuto l’idea giusta: Neil Gaiman.
Neil Gaiman è uno scrittore ed autore di fumetti tra i più geniali in circolazione (ho parlato di lui più volte: qui, qui e qui) e dal suo blog si evince che Mirror Mask -questo il titolo provvisorio- sarà un gran film. La regia, tra l’altro, è stata affidata a Dave McKean, illustratore, grafico e regista che ha lavorato più volte con Gaiman (celeberrime le sue copertine di Sandman, vere e proprie opere d’arte; andate qui e rifatevi gli occhi), ed ha anche lui un talento visionario eccezionale.
Le premesse ci sono tutte. E anche se non ci sarà David Bowie sono davvero ottimista.



martedì, 17/06/2003

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Quando pure il cospirazionista è troppo ottimista
Tutti hanno almeno un amico teorico della cospirazione. Per intenderci, il tipo di persona che non è mai esplicito perchè ‘sicuramente stanno intercettando questa chiamata’, che non parla male del proprio capo via mail perchè ‘lo so, mi filtra i pacchetti’, che dietro l’11 Settembre vede l’inquietante zampino di Bill Gates ed è convinto che negli acquedotti vengano sciolti improbabili sostanze calmanti per controllarci. Tempo fa iniziammo a parlare delle fonti di energia alternative, del petrolio e del motore ad idrogeno, e lui ha, con l’aria di chi la sa lunga, ha liquidato la faccenda con un ‘il motore ad acqua esiste da anni, ma le multinazionali del petrolio non consentano che sia reso pubblico finchè tutti i pozzi non saranno esauriti’.
Confesso che ho sempre trovato questa interpretazione affascinante e in qualche misura anche plausibile. Leggo invece oggi che USA e UE starebbero, separatamente, studiando la questione del motore ad idrogeno. Che sia vero o meno (o meglio, che stiano facendo finta o meno), il metodo americano mi ha lasciato un po’ perplesso:
Sapendo che, pur avendo una meta comune – produrre idrogeno al più basso costo possibile – Europa e Stati Uniti hanno dichiarato apertamente ieri le strade diverse che percorreranno. La prima, quella delle energie rinnovabili e del nucleare, non avendo a disposizione petrolio o altri combustibili da bruciare per produrre l’energia necessaria a dividere l’acqua e a immagazzinare idrogeno; gli Stati Uniti invece investiranno molto sulle tecnologie per catturare e imprigionare le emissioni di CO2 derivanti dai processi di combustione.
Usare il petrolio per produrre idrogeno? Fare un motore che ha contemporaneamente bisogno di benzina ed acqua? Bella trovata! Così impoveriamo ancora di più gli stati africani (che di acqua hanno bisogno già ora: ma per berla), le compagnie pertoliefere continueranno a fare il bello e il cattivo tempo e in più dovremo tutti cambiare macchina. Forse il mio amico si sbagliava: era troppo ottimista…




martedì, 17/06/2003

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E via, crolla un altro mito
Da Il Nuovo:
MILANO – Roberto da Crema, il Baffo delle televendite, finisce in manette. L’uomo, dalla inconfondibile voce rauca, è accusato di bancarotta fraudolenta continuata. Insieme a lui sono indagate altre tre persone.
Anche Massaia, evidentemente sconvolta dalla notizia, è telegrafica:
Hanno mandato al gabbio pure lui.




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martedì, 17/06/2003

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I primi nomi (e i punti esclamativi)!!!
Rockstar, in coda alla terrorizzante notizia che Pink rifà Beck, snocciola altri nomi -qui dati per certi- di gruppi partecipanti a Frequenze Disturbate: Beck, Notwist, I am Kloot e Broadcast. E come si fa ad andare in vacanza con un appunamento simile ad inizio Agosto a pochi chilometri da dove sei nato?

martedì, 17/06/2003

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Degno di Susy Blady e Patrizio Roversi
Come dicevo qui, mi sembrava strano che nessuno avesse ancora stroncato Razorama, nuovo libro di Enrico ‘Jack Frusciante’ Brizzi. Ecco, ora l’hanno fatto.

martedì, 17/06/2003

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Un grande album di musica da ascensore
Non l’ho ancora ascoltato ma pare che Happy songs for happy people, il nuovo cd dei Mogwai, per dirla in gergo tecnico faccia cagare.
[leggete la recensione, se così vogliamo chiamarla, merita…]


martedì, 17/06/2003

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One (festival) with the freaks
Loschi figuri sostengono che, oltre a Beck, quest’anno a Frequenze Disturbate -miglior festival musicale italiano, come ho già detto varie volte- ci siano nientepopodimeno che i Notwist. Se è confermato, punti esclamativi!!!

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sabato, 14/06/2003

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I’m no superman
Non sono superman, ma nel mio piccolo ci provo lo stesso, con questo caldo sahariano (mi rendo conto che sto parlando solo di questo da giorni, ma, capitemi, mi sto squagliando), a lavorare al computer rimanendo periodicamente incollato allo schienale a causa del sudore. E nonostante io sia qui davanti tutto il tempo non ho pensieri e parole da postare sul blog; è il caldo che me li toglie. Ritorno solo me stesso dopo le 11 di sera, all’aperto, possibilmente con una birra ghiacciata in mano, e a quel punto scusatemi ma di solito non ho un computer a portata di mano.
Spero rinascerò a nuova vita quando la temperatura scenderà e la mole di lavoro si assottiglierà: fino ad allora mi faccio tenere in vita dal the freddo e dai Pavement, mentre sgobbo e sudo.E quel qualcosa dentro di me aspetta.


venerdì, 13/06/2003

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Loser, my religion
Oggi si muore anche più di ieri, ma in più sono bloccato davanti al computer a causa di una montagna di lavoro da fare, senza la possibilità di fuggire e cercare ristoro in un qualunque luogo provvisto di condizionatore. L’unica cosa che mi tiene in vita è l’alto numero di bpm trasmesso a monito dalle casse dello stereo: in questo momento in onda il pregevole duetto di One Dimensional Man e Red Worm’s Farm reperibile su Loser, my religion #2. Come?? Non conoscete Loser, my religion?!? Vergogna!!
Trattasi di 2 (a giorni 3) compilation di mp3 liberamente scaricabili dal sito di Loser WebRock Radio, ormai punto di riferimento fondamentale per la musica indipendente italiana. In streaming ogni mercoledì alle 22 (ma ascoltabile poi per tutto il resto della settimana), Loser ospita ogni 7 giorni un gruppo italiano, diffonde il verbo della buona musica ed aiuta la scena underground nostrana a diventare un pochino più overground. Disponibili da tempo le prime due compilation in mp3, scaricabili gratis (lo grassetto, almeno anche i distratti non possono non notarlo), e a giorni ci sarà anche la terza, che sfodera nomi com Subsonica, Yuppie Flu, Estra, Midwest, Perturbazione, Zu, Eva Kant and many more. E in questo caso non si può non dire: check it out!


venerdì, 13/06/2003

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The comforting of a transparent life
Serata trasparente passata su una terrazza tra i tetti bolognesi rischiarata dalla luna quasi piena, a bere vino clamoroso e parlare -tra le altre cose- di musica, vita, Portogallo e depilazione (…). Dopo la maratona radiofonica di Polaroid -2 ore e passa di ottima musica, siparietti ghignanti ed aria di famiglia (non c’è niente da fare, ormai sono una vera blog radio)- sono fuggito dal forno che chiamo casa  per prendere un po’ di fresco, e mai mossa fu più azzeccata. Ora a nanna, e che domani sia una giornata proficua.

giovedì, 12/06/2003

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“Chi lo dice lo è”
Oggi Scintilla parla di Dave Eggers, e dà voce ai miei pensieri. Sottoscrivo ogni sua parola sul -presunto- formidabile genio.

giovedì, 12/06/2003

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Un post sul caldo, come un qualunque TG
Oggi, nel primo pomeriggio, ho avuto l’infelice idea di uscire di casa. Pessima mossa: muoversi per Bologna è come camminare in una galleria sull’autosole in un week-end di Giugno, oppure come fare jogging in un parcheggio sotterraneo; stessa temperatura -prossima ai 40°- stessa quantità di gas di scarico, stessa sensazione di vita che fugge dalle tue membra per cercare ristoro nel primo neogozio fornito di condizionatore. Aprire la manetta dello scooter al massimo lungo i viali non ha aiutato: era un po’ come avere un gigantesco phon puntato in faccia. Non fosse che ho i capelli quasi a zero mi avrebbe rifatto l’acconciatura.
Anche chiudersi in casa non aiuta. Continuo a boccheggiare, e ad ogni secondo davanti al computer aumenta il rischio di rimanere folgorato a causa del contatto tra i cavi e la pozza di sudore che si sta formando ai miei piedi. Fortuna che, quando mi sento mancare, leggo i geniali consigli dispensati dal TG o dal giornale di turno (qui quelli brillanti del Corriere: bere tanta acqua, evitare di esporsi al sole, riposare nelle ore calde…ma hanno ancora bisogna di scriverle ‘ste cose qui??) e ne esco rinfrancato. Se io sto male, c’è qualcuno su cui il caldo ha effetti anche peggiori..


giovedì, 12/06/2003

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Phenomena? No, Velhomena
Un paio di sere fa, per sbaglio, mi sono imbattuto in Velone. Ne ho guardato un centesimo di secondo, ed è stato già abbastanza per farmi andare di traverso la cena e farmi passare deinitivamente la fame. Ora, non ho intenzione di sparare a zero sulla nuova e grottesca creatura di Ricci; troppo facile. Poi ci ha già pensato la Aspesi su Repubblica, trovando l’aggettivo perfetto per l’agghiacciante striscia quotidiana: un programma horror.

mercoledì, 11/06/2003

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Divide et impera
Tanto per cambiare, oggi Leonardo pubblica un post da incorniciare. Si parla, ma guarda, di Berlusconi.
Proviamo almeno a convenire su un punto: quest’uomo ci divide.
Più di ogni ideologia, che onestamente io non ho, e neanche voi penso che ce l’abbiate. Più di ogni differenza di classe, di generazione, di identità, di mentalità. Quest’uomo ci divide più di ogni altra cosa al mondo. Nel luogo di lavoro, nelle scuole, su Internet, in strada, in tv. Non esistono nemmeno più milanisti e interisti: ora si è berlusconiani o antiberlusconiani.
Forse Leonardo non dice niente di nuovo (tutt’altro), ma ogni volta che mi soffermo su questo punto non posso non meravigliarmi. Il fatto è che non riesco neanche a concepire non solo di essere berlusconiano, ma anche di avere amici berlusconiani. E non perchè io sia così politicamente schierato -tutt’altro- o creda in chissà quale ideologia: è che Berlusconi è talmente indifendibile che una persona che lo sostenga deve per forza avere qualcosa che non va. Siamo d’accordo che anche dall’altra parte non ci siano proprio i politici dei nostri sogni, ma non c’è paragone con i vertici di Forza Italia e l’insieme di faccendieri e loschi figuri che li compongono. Se non per fede politica o convinzione, li si vota perchè sono il male minore, e perchè dall’altra parte il male è proprio grande. E lo stiamo vedendo. Ogni giorno.
Negli altri paesi non è così, per quanto la divisione tra gli schieramenti possa essere netta si tratta solo politica, non si sconfina sul personale. Da noi, inevitabilmente, sì. E come potrebbe essere altrimenti con un premier così?





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mercoledì, 11/06/2003

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Un Mondo di Blog
Mi aggiungo al coro: ho finito di leggere Mondo Blog. Davvero notevole, non c’è che dire: non so quanti sarebbero riusciti a fare un libro che parla contemporaneamente di sè, del blog e di cosa reppresenta, e dei tanti legami che si sono stretti grazie ad esso. Ma forse il pregio principale del libro de La Pizia è proprio questo: è un libro. Ha un inizio e una fine, segue un filo preciso e logico -non senza qualche divagazione, come piace a noi- e non è nè un manuale nè un insieme di post. Riesce ad essere tutto questo ma ad avere una sua unità, e non era facile.

mercoledì, 11/06/2003

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La mia posizione in merito
Ah ieri c’era lo sciopero dei blog? E perchè?

martedì, 10/06/2003

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Salute al ladro
Da un paio di giorni sto ascoltando in heavy rotation Hail to the thief, nuovo ciddì dei Radiohead. Osservazioni sparse:
– La differenza con la versione provvisoria circolata in rete qualche mese fa si sente, e non poco. I suoni. E che suoni.
– Bello. Anzi, molto bello. Ma scomodare il White Album come ha fatto Aquaro sull’ultimo numero del Venerdì mi sembra un tantino eccessivo.
– Quando in 2+2=5 parte il ritornello mi viene voglia di pogare contro il muro, come fossi un giovincello qualunque alle prese con l’ultimo degli Offspring. E invece sono i Radiohead, ma guarda tu.
A wolf at the door è quasi perfetta.
– Unica pecca: il modo di cantare di Thom Yorke. Su voce e capacità interpretativa non si discute, ma in questo disco si è sforzato poco, e in tutte le canzoni canta nello stesso modo. Cioè come se lo stessero squartando con un coltello da macellaio. Bisogna applicarsi di più, e che diamine.
Pitchfork, ovvero la bibbia online del musicofilo snob, oggi spende fiumi di parole sul disco e gli assegna un 9.3 che è forse il voto più alto che abbia mai dato. E’ una notizia.
– Non ho ancora sentito er solito critico arternativo che dice che quest’album fa schifo. O che è troppo intellettuale. O che è troppo commerciale. O che è poco originale. O qualcos’altro. Mi sto preoccupando. 
E poi così che gusto c’è?









martedì, 10/06/2003

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Mi mancava
Iaia è tornata.

martedì, 10/06/2003

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Nastrone Estivo – The winner is (the winners are)
Un paio di settimane fa parlavo del Nastrone Estivo 2003, la compilation che ogni musicofilo che si rispetti -e che non abbia l’Ipod- prepara in occasione della bella stagione. Mi sono preso il tempo che ci voleva per comporre una scaletta equilibrata, integrata anche da un paio dei vostri suggerimenti, ed ora, dopo la produzione della prima copia, sono pronto a proporvela.
Alla fine non è uscita fuori esattamente come la volevo: mi sono preso troppo tempo per decidere, e l’impronta decisamente spensierata che in origine doveva avere è stata mitigata da qualche pezzo meno solare, diretta conseguenza del mio umore -assai più gloomy- nell’ultimo periodo. Tra l’altro, come mi hanno fatto notare, benchè non fosse espressamente voluto questo nastrone ha un’impronta assai più indie dei miei soliti mix. Frutto dei miei ascolti più recenti, probabilmente.
Dovrò stare attento e centellinarmela, per ora: l’Estate vera non è ancora iniziata. Ma adesso è un po’ più vicina.









Nastrone Estivo 2003
1. Lali Puna – Left handed
2. Yo la tengo – Season of the shark
3. The Radio Dept. – When damage isn’t already done
4. Sondre Lerche – Modern nature
5. Dave Brubeck – Take five
6. Violent Femmes – Blister in the sun
7. Calexico – Across the wire
8. Hot hot Heat – Talk to me, Dance with me
9. The Postal Service – Sleeping in
10. Death in Vegas – Hands around my throat
11. Yuppie Flu – Eyes of dazzling bright
12. The Dining Rooms – Tunnel
13. Pavement – Stereo
14. Broken Social Scene – Lover’s spit
15. Ant – Silence has broken
16. Pixies – Here comes your man
17. Baustelle – Le vacanze dell’83
18. Death Cab for Cutie – Styrofoam plates
19. Morphine – The night






















lunedì, 09/06/2003

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La vita dopo Douglas Coupland
Sull’ultimo numero di Pulp -di cui parlavo qualche tempo fa– c’è anche una bella monografia di 4 pagine su Douglas Coupland. Uno dei miei scrittori preferiti, se foste stati distratti gli ultimi 6 mesi.
L’articolo, scritto da Claudia Bonadonna, ripercorre tutta la sua produzione, a cominciare da Generazione X, il suo esordio, datato 1992.
Coupland è motlo bravo nel dipingere questo tableau vivant dell’apatia di una generazione di "profughi della Storia". Una generazione che ha fatto della confusione e della pigrizia il proprio credo, che ha introiettato la rabbia dei padri trasfrmando la rivoluzione in un cinico ideale interiore, che sguiscia veloce attraverso concetti e catalogazioni, e che resiste passivamente.
Il libro seguente è Shampoo Planet (1994, tradotto furbescamente da noi col titolo di Generazione Shampoo), definito un modo molto ben strutturato per raschiare il fondo del barile e gettare in faccia agli insaziabili reporter di trend giovanili gli avanzi scaduti del sistema. Un libro effettivamente minore, di cui però si nota il nucleo: La magnifica utopia della guerra civile dei padri (durante i mitologici anni ’60) trasformata in distopia dai figli, nel mondo esploso e cinico del presente. (…) Ma la reazione non è violenta. Al contrario è un lasciarsi ribollire con freddezza e spavalderia, è un ridersi addosso con spleen superiore, è un raccontarsi con leggerezza graffiante e pop.
L’unico passo falso dell’articolo è probabilmente il modo in cui viene trattato La vita dopo Dio (1996), forse il libro di Coupland che a tutt’oggi preferisco. Un libro di un’intensità e illuminazione tale che definirlo una riposante parentesi verso un ordine maggiore delle cose sembra davvero un crimine. Prima o poi mi metterò giù, e scriverò un post per spiegarvi il valore di quel libro.
Microservi (1996), altro capolavoro del nostro, è uno di quei libri di cui un blogger che si rispetti non può fare a meno: è infatti scritto in forma di diario minimo -più o meno come un blog- e parla di un gruppo di amici e colleghi che lavorano alla Microsoft. E’ un libro di una ricchezza impressionante, pieno di osservazioni semplici e geniali sul mondo e sulla vita, e la sua intelligenza continua a stupirmi. Rispetto ai libri precedenti, Microservi ha il sapore di una gioiosa metafora di apertura alla vita, di un ottimismo giocattoloso e vagamente sentimentale che prende teneramente in giro certe inclinazioni narcolettiche. Dan e i suoi compagni sono nerd, è vero, eterni bambini aggrovigliati in un reticolo di chip e byte, spasmi d’amore e problemi d’interfaccia con il mondo reale, eppure escono e vivono. Rischio di essere retorico, ma è un libro che mi ha davvero insegnato qualcosa.
Una raccolta di saggi, articoli e racconti sparsi, eppure decisamente organica: Memoria Polaroid (1997) è il ritratto dello spaesamento per un’epoca che ha consumato in fretta i suoi miti e perso ogni senso storico d’appartenenza. Per un mondo che vive sui ricordi effimeri delle istantanee e delle cartoline, che ripiega sulla memoria a breve termine, come la RAM di un computer.
Gli ultimi 3 libri di Coupland vengono liquidati, forse inevitabilmente, abbastanza in fretta. A parte il più ambizioso Fidanzata in coma (1998) –che fiorisce, a cominciare dal titolo, di citazioni tratte dal repertorio degli Smiths, mentre il resto della storia trascolora in un bizzarro (diciamo pure, per l’ennesima volta, postmoderno) e calibrato cocktail di fantascienza, favola, tragedia e commediaMiss Wyoming (2001) e il recente La Sacra Famiglia (2003) sono piccoli capolavori di plateale divertissment e di commistione spiazzante di generi, che regalano piacevoli ore di lettura ed una narrazione sagace ed acuta ma meno originale che in passato.
Un gran bell’articolo, per un autore che tra qualche decennio comparirà senza dubbio sui libri di letteratura. Consigliatissimi a tutti; sia Coupland ed i suoi libri che questa notevole monografia.

lunedì, 09/06/2003

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Nothing
Qualcosa mi dice che non dovrei essere qui a suonare Pissing in the wind di Badly Drawn Boy a quest’ora. Qualcosa mi dice che dovrei essere già a dormire da un po’, chè domani mi devo svegliare presto, e non solo. Ma, lasciatemelo cantare un’altra volta: So give me something, I’ll take nothing

lunedì, 09/06/2003

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A perfect mess
Non è stata la prima volta che l’ho vista. Ma, in un senso importante, è stata la prima volta che l’ho vista davvero. Scalza, con una t-shirt bianca più grande di due taglie, spettinata e struccata, batteva furiosamente sui tasti del portatile maledicendo le sue capacità informatiche. Fumava, ma non smetteva di parlare e di scrivere. Ero ipnotizzato.
E ora, ora è un bel casino.


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