giovedì, 14/08/2008

Frequenze Disturbate 2008: due sere di mezza Estate

Ce l’hanno fatto sudare, ma alla fine, tra mille inciampi organizzativi, parecchie leggerezze e imprevisti di ogni genere, ci sono riusciti: Frequenze Disturbate è tornato in vita. Dopo la decima edizione di un paio di anni fa, il festival indie urbinate, per anni la migliore proposta in termini di qualità musicale e bellezza della location tra i festival (non solo estivi e non solo italiani), pareva definitivamente morto. A riesumarlo ci ha pensato un’entusiasta (e incosciente) associazione locale insieme a Live in Italy, che in tempi strettissimi sono riusciti a mettere in piedi un buon cast, e a porre le basi per un nuovo corso che, speriamo, riporterà il festival all’altezza delle migliori edizioni precedenti.

 

Come previsto debole (anche in termini di pubblico) la prima serata, aperta dalla gorgeggiante My Brightest Diamond in un noiosissimo set voce e chitarra; di tutt’altro tenore invece il set di St. Vincent, che ha abbandonato gli arrangiamenti barocchi del disco per proporre un set solitario intensissimo pieno di pezzacci blues e ballad che hanno inchiodato (e fatto innamorare) buona parte della platea. A seguire Cristina Donà e la sua band in una sorta di best of della carriera della cantautrice milanese (onesto e piacevole nei suoi molti ripescaggi, ma un po’ fuori luogo e alla lunga un po’ noioso). La serata è stata chiusa dal set acustico dei Le man avec les lunettes, al cui ottimo indie-pop dolceamaro ha fatto da cornice la spettacolare location dell’esedra del Teatro Sanzio (esattamente sotto la facciata del Palazzo Ducale con i suoi celebri Torricini), fornendo una chiusura di serata perfetta.

 

Decisamente più affollata la seconda serata, piena di nostalgici attirati dalla unica data nel centro Italia della reunion dei Massimo Volume e di devoti degli Okkervil River nella loro unica data estiva (ma torneranno in Italia in autunno). Da dimenticare il set dei Radio Dept. (breve, freddo e inutile), come al solito curioso e poco più il set notturno di Musica da cucina, mentre indimenticabile il live dei Massimo Volume, in forma come forse non lo sono stati mai, con un set eccezionale fatto di brani equamente distribuiti nella loro carriera e suonati con tutto il cuore e l’anima che gli sono propri. Un gruppo ancora enorme; peccato per le voci che danno questa reunion estiva come puramente episodica. A seguire gli Okkervil River hanno fatto il loro, con Will Sheff sguaiato, ubriaco e disperato come d’uopo; una band sempre eccellente, peccato perchè dopo i Massimo Volume non ce n’era più per nessuno.

 

Organizzazione soddisfatta, e fan con la pancia piena di crescia sfogliata e le orecchie che ancora risuonano delle belle versioni di Marry Me, Stagioni e For Real; direi che per il momento non si può chiedere di più.
Aspettiamo la nuova edizione, e speriamo che con più tempo a disposizione tra Comune e organizzatori i problemi di questa (il programma definitivo confermato a soli 3 giorni dall’inizio del festival, un sito e una grafica di rara bruttezza, l’abbonamento per i due giorni non disponibile alla cassa, tanto che c’è chi il secondo giorno è entrato con il biglietto del primo giorno con sopra un timbro e chi con una ricevuta di carta (!), l’assenza di un punto ristoro degno di questo nome all’interno, l’assenza di un aftershow party) vengano risolti. Perchè la storia del festival dalle sette vite non si ferma qui.

 

 

 

[Per concludere qualche foto. Un enorme grazie a Roi Rouager, sul suo set di Flickr ce ne sono molte altre]

 

 
 
 
 

Clicca sulle immagini per ingrandirle

 

11 Commenti a “Frequenze Disturbate 2008: due sere di mezza Estate”:

  1. cineblob ha detto:

    avremmo caldeggiato l’aftershow party, con ovvia tua cooptazione ai piatti ^^

  2. kontrasto ha detto:

    lo aspettavamo sto report.

    insomma posso ben rosicare di essermi perso i massimo volume..

  3. utente anonimo ha detto:

    rimane che St. vincent è troppo cucciolosa…

  4. DottorCarlo ha detto:

    Ancora mi sto mangiando le mani per i Massimo Volume; ero a un centinaio di chilometri ma ho avuto diversi imprevisti e cambi di programma, e alla fine sono rimasto fagocitato dalla campagna marchigiana e dal Bianconiglio.

    Che hanno comunque il loro buon perché.

  5. redrhum ha detto:

    a rendere completo il resoconto manca lo spettacolare servizio del Tg3 marche, con la cronista che sulle immagini dei MV ha cercato in mezzo minuto di dare una definizione della musica indie. kult totale.

  6. Blackhair ha detto:

    Oddio le foto di Roy mi fanno morire…

  7. utente anonimo ha detto:

    Concordo sulla piacevole sorpresa di St Etienne, sulla quale però a volte io ho sbadigliato…

    In totale disaccordo su My Brightest Diamond: è una donna incredibile, un talento mostruoso, il concerto è stato intenso!

    Entrambe le illinoisette amano prince a quanto pare…

  8. milkandmint ha detto:

    grazie per il resoconto, lo attendevo ;)

    condivido il giudizio ma mi sento ignorante per i Massimo Volume, gli Okkervil non li conoscevo emi hanno caricata. Ero venuta per i Radio Dept e ci sono rimasta di cacca. Musica da cucina mi vien voglia di regalargli un disegnino, mi sta simpatico, lui e il suo mondo fatto di cucchiai e scolapasta ;) a presto, spero!

  9. manuconta ha detto:

    abbè. io musica da cucina lo invito sicuramente per quest’inverno, e gli faccio anche usare le mie armi in dotazione :-)

  10. utente anonimo ha detto:

    io c’ero solo domenica. Sabato ho saltato per paura di innamorarmi troppo di Annie Clark, mettiamola così.

    Comunque concordo e mi vien da dire: ri-vedi i Massimo Volume e poi muori. Una classe immensa.

  11. Disorder79 ha detto:

    Beh, da neofita a me il festival nel giorno che ho visto (il 2°) è piaciuto, al di là dei concerti (ottimi MV e OR). L’ambientazione era bella, i live partecipati ma senza clima soffocante. Poi sarà che sono abituato a trovare ai concerti luridi cessi chimici, ma ho apprezzato il bagno pubblico, pulito e gratuito :)

    Tra i difetti concordo sulla mancanza di un aftershow, e aggiungerei che il disco dei MGMT è carino, ma magari usarlo negli intermezzi dell’INTERA giornata è un po’ troppo. La prossima volta magari potrebbero chiedere una compila in cd a inkiostro. :)

    Ah, riguardo alle foto

    1) rimpiango di non esserci stato il primo giorno, solo per vedere dal vivo la pettinatura “a schiaffo” di MBD

    1) la battuta sul “prossimo step” l’ho già sentita ;)