martedì, 07/02/2006

nessun titolo

Leggere inkiostro > Pagare il canone
E’ cosa nota che non pagare il canone RAI è uno degli sport nazionali più diffusi amati anche tra chi normalmente si fa vanto di non appartenere alle affollate file degli evasori fiscali. La motivazione, di solito, varia dal classico Non ho la TV al prevedibile Ce l’ho ma non la guardo al sempreverde La RAI fa schifo e non si merita i miei soldi. Basta però un’occhiata alla lettera che la solerte compagnia radiotelevisiva di bandiera manda agli insolventi per accorgersi che, a conti fatti, il canone con la RAI c’entra ben poco:

Come già ribadito, l’obbligo di legge del pagamento del canone di abbonamento deriva dal possesso o in ogni caso dalla disponibilità, all’interno del nucleo familiare (anagraficamente inteso), dell’appartecchio TV o comunque di un apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle trasmissioni televisive, compresi personal computer, decoder digitali e altri apparecchi multimediali.

Se state leggendo queste righe da casa possedete un PC, o comunque ne avete la disponibilità. Se avete un videofonino possedete un altro apparecchio multimediale atto o adattabile alla ricezione delle trasmissioni televisive; categoria in cui, a occhio e croce, ricadono pure l’iPod video, il Game Boy e pure certe lavatrici (giuro). Insomma, a meno che non passiate le vostre serate esclusivamente a leggere, accoppiarvi selvaggiamente o ubriacarvi, al canone RAI non potete sfuggire. La domanda, a questo punto, è perche non lo chiamino Tassa sulla tecnologia e tanti saluti.

16 Commenti a “nessun titolo”:

  1. medo ha detto:

    Sbagli. Nel 2004 è stato modificato quel particolare. Teoricamente in moltissimi non sono in regola.

    Ma prova a guardare i semafori a Roma, le auto in sosta a Milano, i sorpassi sulla tangenziale a Torino…

  2. Abboriggeno ha detto:

    però non si paga su una seconda casa o su una casa in affitto se è già pagato dal proprio nucleo familaire, o sbaglio?

  3. codyallen ha detto:

    Cazzo… ho sbagliato thread… chiedo venia ^^;

  4. codyallen ha detto:

    Chelsea Hotel e’ veramente un brano bellissimo. (Per la serie… la fiera delle ovvieta’)

    Penso che ognuno di noi abbia un ricordo particolare legato a quella canzone cosi’ struggente…

  5. codyallen ha detto:

    La mia scoperta del mese e’ Donna Lynn :P

  6. atrus ha detto:

    E infatti non è il canone RAI (ci sarebbero forse gli estremi per una denuncia per pubblicità ingannevole) ma la Tassa sul possesso dell’apparecchio radiotelevisivo; che i proventi di questa tassa poi vadano alla RAI è ‘puramente incidentale’.

    Certo che il canone lo pagherei più volentieri se alla Radiotelevisioneitaliana producessero film e serie tv di qualità come la BBC, più che la roba che ci propinano…

  7. inkiostro ha detto:

    _Neo75: dubito che qualcuno ti darà torto.
    _Delio: Vietate? E perchè?
    _Glogauer: Peccato. Tanto non ci si può fare nulla, come al solito. :O
    _Smasho: già sapevo (cfr. un paio di post fa). L’ha scritto Girolami, ed era una parafrasi per dire che io ho più capelli di lui.. :-P
    _Medo: in realtà mi si dice di gente che non l’ha mai pagato in 10 e passa anni, e che ora cammina impunemente a piede libero. In galera insieme a quelli che si fanno le iniezioni di marjuana, dovrebbero mandarli.

  8. medo ha detto:

    Il modo migliore di non pagarlo è non averlo mai pagato e cambiare residenza comunque ogni volta che arriva la raccomandata di sollecito o ogni 6 mesi.

    Questo è anche chiamato il trucco del trasloco permanente, utilizzato dalle comunità di cinesi quando accumulano citazioni in tribunale, multe, illegalità varie.

  9. smasho ha detto:

    rimane solo la cara vecchia carta stampata…

    a proposito…penso possa farLe/Ti piacere sapere che il suo blog è annoverato sul numero attualmente in edicola di Rumore come ‘risorsa di notizie e materiale che solo appassionati e competenti navigatori possono essere in grado di fornire‘ ;P

  10. Glogauer ha detto:

    “Se fossi una persona che non guarda la tv ma che lavora a casa con un PC (e quindi ricadessi a pieno titolo nella fattispecie suddetta), sarei parecchio incazzato.”

    Ecco, io lo sono, e sono incazzato.

  11. demu ha detto:

    la cosa curiosa è che, per dire, un ipod video non dovrebbe essere adattabile alla ricezione di segnali televisivi (e quelli radiofonici non contano, per inciso?) a meno di non compiere una qualche operazione di retroengineering – operazioni che, per quanto ne so, dovrebbero essere vietate anche in italia. e quindi?

  12. Neo75 ha detto:

    Meglio accoppiarsi, va’

  13. inkiostro ha detto:

    Peraltro non è una tassa solo sul possesso, ma anche sulla disponibilità. Questo, unita alla suddetta parola adattabile, rende praticamente tutti gli apparecchi tecnologici attualmente in vendita (anche un’automobile o una Playstation) soggetti al Canone televisivo. Una bella assurdità. Se fossi una persona che non guarda la tv ma che lavora a casa con un PC (e quindi ricadessi a pieno titolo nella fattispecie suddetta), sarei parecchio incazzato.

  14. utente anonimo ha detto:

    P.S.

    Forse oggi mi devo ancora svegliare… in effetti la parola adattabile c’è… Sorry Sorry Sorry…

    Gloutch

  15. utente anonimo ha detto:

    Non è una tassa sulla tecnologia. Come descritto “chiaramente” sul sito della RAI: Chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione dei programmi televisivi deve per legge R.D.L.21/02/1938 n.246 pagare il canone di abbonamento TV. Trattandosi di un’imposta sul possesso o sulla detenzione dell’apparecchio, il canone deve essere pagato indipendentemente dall’uso del televisore o dalla scelta delle emittenti televisive.

    La parola adattabile non compare e, di conseguenza, Ipod e computer (a meno che non siano già connessi a dispositivi di ricezione dei segnali televisivi) non entrano a far parte della categoria indicata dalla normativa vigente.

    Non bisogna poi dimenticare che, il canone rai non è l’unico che paghiamo per alimentare la TV. Non bisogna dimenticare che tutti gli spot televisivi (e le televendite) hanno un costo che ricade sempre sul prodotto pubblicizzato. Non sarà una spesa diretta ma, alla fine, la paghiamo comunque noi. Forse bisognerebbe cominciare a fare una lotta contro il ricarico delle pubblicità sui prodotti (che incidono molto di più sul bilancio familiare del canone rai) comprando merce che non viene pubblicizzata attraverso i canali televisivi piuttosto che prendercela con mamma rai!

    Ovviamente, questa è solo la mia opinione :)

    Ciao

    Gloutch

  16. utente anonimo ha detto:

    non so se il mio sia uno di quei nuclei familiari ormai rari, ma il mi’ babbo il canone l’ha sempre pagato.

    morde