Laptop dance
Ehi, stando alla newsletter della Morr Music il 10 Ottobre al Covo c’è Styrofoam. Yumm!
Laptop dance
Ehi, stando alla newsletter della Morr Music il 10 Ottobre al Covo c’è Styrofoam. Yumm!
There’s a bathroom in a gas station…
…and I’ve locked myself in it to think. Ani Di Franco non ha bisogno di presentazioni; complice un look a dir poco distintivo, l’invidiabile attitudine di chi non scende mai a compromessi e un notevole repertorio di grandi canzoni, la cantautrice di Buffalo è riuscita a conquistarsi un cospicuo seguito di fan anche dalle nostre parti. Visto che io cado sempre ed inevitabilmente vittima dell’accoppiata ‘ragazza con chitarra’, ovviamente io sono tra loro.
Come hanno già segnalato diversi blogger, la little folksinger è ora in Italia -per la terza volta in tre anni o giù di lì- per una serie di date. A differenza delle ultime volte, però, non sarà accompagnata dall’esplosiva band con cui ha registrato il doppio live So much shouting so much laughter (in assoluto uno dei migliori dischi dal vivo usciti negli ultimi anni), ma sarà tutta sola, voce e chitarra, per presentare al pubblico la sua nuova fase artistica. Io sarò della partita a Rimini (attenzione, alta concentrazione di blogger), nel frattempo qui è già comparso il setlist del concerto di ieri a Roma.
Della serie: sai che novità
– Il Guardian riporta che le porzioni di cibo oversize sarebbero collegate al cancro. Visto che tutto è collegato al cancro, sai che novità.
– Un’università belga ha scoperto la dipendenza da SMS. Visto che praticamente tutte le cose gradevoli (e ci sarebbe da discutere se gli SMS lo sono) creano dipendenza -se non altro psicologica-, sai che novità.
– Secondo un recente studio australiano, il testosterone accelera le malattie del cuore. C’era proprio bisogno di uno studio.
– Un’azienda americana ha svolto un’indagine sull’uso dell’Instant Messaging sul posto di lavoro e ha scoperto, udite udite, che la maggior parte dei messaggi scambiati non riguardano il lavoro ma le relazioni interpersonali. Ma và?
Potrei continuare, ma ora devo pubblicare la mia sorprendente e rivoluzionaria indagine sul contenuto dei blog, che è arrivata allo straordinario risultato secondo cui i blog per lo più parlano di fuffa. Perchè i quotidiani, invece…
Gladiatorama
Pare che a Nick Cave sia stato chiesto di collaborare nella scrittura della sceneggiatura de Il Gladiatore 2.
Continuiamo così, facciamoci del male.
In parole povere
Guarda un po’, Verisign ha comprato Internet.
Un disagio individuale
Rompiballe!!!!! Siete tutti dei rompiballe!!!!!
Ora mi affaccio alla finestra e lo dico al primo che passa: «Lei è un rompiballe!!».
E se vuole dununciarmi prego, faccia pure. Ma deve sapere che non vincerà, è un disagio individuale…
Niente decisioni drastiche, please
Kronik pubblica una lunga e bella intervista a Daniele Rumori, boss della Homesleep, una delle più famose e vitali indie label italiane, per cui pubblicano Giardini di Mirò, Yuppie Flu, Julie’s Haircut e molti altri. Vari e interessanti gli argomenti toccati, ma mi ha colpito il finale un po’ amaro, che la dice lunga sullo stato delle cose della discografia italiana.
Homesleep è diventata per noi un` attività a tempo pieno, e purtroppo, nonostante tutti i nostri sforzi, non riesce ancora a darci uno stipendio dignitoso, in grado di farci arrivare alla fine del mese con la pancia piena… quindi spero davvero di poter presto riuscire a vivere senza preoccupazioni lavorando esclusivamente per Homesleep… Il fatto è che, se si continua così, presto o tardi saremo costretti a prendere delle decisioni drastiche sul futuro di Homesleep. Questi passati costruendo e coltivando la Homesleep saranno, ne sono certo, gli anni più belli della mia vita. Se dovessi rimanere senza Homesleep ricorderei questo periodo con una nostalgia allucinante… ecco, la mia più segreta speranza per homesleep è proprio questa, far sì che il giorno della nostalgia non arrivi mai…
Oggi niente spesa
Sono il primo ad essere scettico davanti ad iniziative simili, ma aderisco lo stesso, stavolta si è passato il segno: oggi c’è lo sciopero della spesa. Le motivazioni sono riassunte qui. Io aderisco, e rimando ai prossimi giorni ogni acquisto. Vediamo.
L’esorcista di Rio
Stasera, tanto per cambiare, non sapevo se uscire o no. Alla fine, complice una visita inattesa, la cena tardi e un po’ di cazzeggio, l’inerzia ha avuto il sopravvento e sono rimasto in casa. Una cosa tira l’altra: prima ho lavato i piatti guardando Will e Grace, poi ho notato che ne stavano dando un’altra puntata (due di fila? ma stasera non doveva esseci l’esorcista?), quindi è iniziato un inspiegabile Speciale Lucignolo, atto esclusivamente a ripetere decine di volte che film straordinario sia L’esorcista e quanto sia spaventoso (a letto i bambini e bla bla bla). Ero talmente pieno di ammirazione per la sfacciataggine con cui stavano continuando a procrastinare la messa in onda (non sapevo ancora che, dopo le polemiche dei giorni scorsi, era già stato deciso il rinvio di un’ora) che quasi senza accorgermene mi sono ritrovato a vederne le scene iniziali. E va bene, è arrivato il mio momento di vedere ‘il film più terrorizzante di tutti i tempi’. Vediamo un po’.
Il disappunto è stato notevole. Il ritmo del film è talmente lento che ho rischiato più volte di appisolarmi, la messa in onda di stasera è stata evidentemente flagellata da un numero straordinario di tagli (che sia una sapiente metafora del volto della bambina posseduta?), le interruzioni pubblicitarie sono state lunghe ed insistenti, ed il refrain Conoscete Sergio?!? irrompeva con una tale violenza nei silenzi carichi di tensione del film da risultare assai più spaventoso delle avventure della piccola Regan. Ad un certo punto, forse sotto l’effetto di qualche entità maligna, sono caduto in uno stato di trance e ho cominciato ad avere strane allucinazioni: sembra che padre Karras chieda alla bambina se conosce un tale Sergio di Rio, e che per l’esorcismo usi una bottiglia di Smirnoff Ice al posto dell’acqua santa; la bambina pare non gradire e inizia a vomitare una schifezza verde, forse è la vodka che gli ha fatto andare di traverso la peperonata.
Il film è finito e neanche me ne sono accorto. Quando ho rivisto la pubblicità dello Smirnoff Ice però ho avuto un brivido. Brr.
Cancerogeno pure questo, che noia
Fortuna che il sugo all’arrabbiata di solito me lo faccio da solo.
The state I’m in
Ho un amico, è uno strano.
Uno che continua a rimandare, che fa di tutto per perdere tempo, che si sveglia sempre più tardi e riesce a dormire anche 11 ore se nessuno lo ferma (la coscienza non ci riesce). Uno che forse ha trovato l’idea giusta o forse no, è un po’ indeciso ed ha bisogno di conferme che però non sa esattamente come ottenere. Uno che sta ascoltando da mezz’ora I’m a cuckoo dei Belle & Sebastian ma l’umore non migliora.
Uno che venerdì sera è andato a vedere per la forse quindicesima volta gli Afterhours ed è rimasto colpito dal fatto che gli piacciano ancora e da come almeno una metà delle canzoni che hanno suonato siano indiscutibilmente grandi canzoni. Uno che sabato sera è andato all’Anti-Mtv Day, si è sentito fuori posto e vecchio e borghese ma si è divertito, ha avuto conferma che l’hardcore non è il suo genere ma ha cmq sentito un paio di gruppi niente male. Uno che ha maledetto il sito dell’Ikea perchè il catalogo è tutto in Flash ed è impossibile da navigare, uno in qualche modo deve capire che tipo di scaffalatura gigante comprare per mettere tutti i cd che non ci stanno più da nessuna parte e che adesso sono tutti in sacchetti e scatoloni al centro della stanza e fanno così pena, no? Sennò uno la compra alla Coop, chè c’è pure lo sconto soci… Uno che pensa perchè sto scrivendo queste cose, chè poi gli amici gli amici pensano sia depresso e gli mandano le mail per chiedergli se c’è qualcosa che non va. Uno che però adesso la smette. Lo giuro. Ecco, lo sapevo, mi sono tradito.
Blog Live
O sono ubriaco o qui a Bologna c’è appena stata una scossa di terremoto. Molto forte.
Update: Magnitudo 5.0, epicentro sull’Appennino, qualche dettaglio qui.
Il pomo della discordia, cogli la prima mela, una mela al giorno…
Ok, non ho abbastanza fantasia per farmi venire in mente un titolo più originale. E la storia è un po’ intricata, quindi non perdo tempo a spiegarvela: andate qui e scoprirete perchè i legali dei Beatles hanno recentemente fatto causa alla Apple. Centra una mela, ovviamente. Il pomo della discordia, appunto.
Il paradiso e l’inferno
Nick Cave sulla morte di Johnny Cash (dal Guardian, qui tutto l’articolo): «Poteva cantare un verso e dargli contemporaneamente il paradiso e l’inferno».
Xchè?
Dopo Xdono Tiziano Ferro ritorna con Xverso. X farla breve? Un Xdente.
Liberatorio
Stamattina ho fatto Book Shifting.
Per cominciare un Cunningham sopra un Wilbur Smith e un De Lillo sopra il best seller di Totti. Una soddisfazione.
Storcere il naso
Era stato un incontro dai connotati fatali, di quelli in cui sembra che il destino voglia dirti qualcosa. E io a queste cose, di solito, ci credo: così appena ho potuto ho comprato il disco d’esordio, omonimo, di Terje Nordgarden.
Nordgarden è un personaggio promettente; giovanissimo, cantautore acustico, norvegese trapiantato in Italia (il disco esce per la Stoutmusic ed è prodotto dal leggendario Paolo Benvegnù). Insomma, mi sono disposto all’ascolto del disco sapendo che c’erano gli ingredienti per qualcosa di più di una meteora musicale. Ma forse mi aspettavo troppo. Prima sono stato dubbioso, poi mi sono fatto conquistare dalla manciata di buone canzoni che contiene (in particolare Paint you a picture, ma anche All yr notes e Coming back home), ma alla fine mi sono dovuto arrendere: fato o meno, quel disco non mi avrebbe cambiato la vita. Proprio no.
Intendiamoci, il disco non è niente male, si ascolta bene ed è assolutamente piacevole. Ma una domanda è inevitabile: quando gente come Jeff Buckley o Nick Drake ha detto le stesse cose anni fa (in modo incommensurabilmente più originale e intenso, mi sia concesso), come si fa ad appassionarsi a dischi simili? Fosse stato un po’ più corto (13 canzoni in questo caso sono decisamente troppe), avesse avuto testi migliori e fosse stato costituito tutto di buone canzoni, lo si sarebbe salutato come un promettente disco d’esordio. E invece si è costretti a storcere il naso, a inventarsi giustificazioni e a rifugiarsi dietro i periodi ipotetici dell’irrealtà per parlarne.
Comunque Aspettiamo la prova live, solitamente questo genere di musica dal vivo rende di più. Ecco, l’ho fatto di nuovo, un’altra giustificazione.
C’è chi già sbava all’idea
Massimo Coppola, che fino a un anno fa allietava le nostre serate casalinghe con i monologhi surreali di Brand:New, sta per tornare su Mtv con un nuovo programma. Per ora se ne sa poco, a parte il titolo, Pavlov, e la poco promettente definizione di “finto reality-show”. Tendo ad essere pessimista, anche se per ora Coppola tra Brand:New e Cocktail d’amore non mi ha ancora deluso. Speriamo bene.
Alta Fedeltà, Basso share
Dovrei metterlo tra i lavori demenziali dei miei sogni? Di norma no; eppure la mansione di costruire i palinsesti delle reti televisive non di rado approda a risultati quanto meno ridicoli.
Ecco un esempio: RaiUno ha per le mani la prestigiosa Prima Tv di Alta Fedeltà, tratto dal celeberrimo romanzo di Nick Hornby, con John Cusack, Tim Robbins e Catherine Zeta-Jones. Ok, il film non è un granchè (anzi, diciamo che è proprio bruttino), però è una prima visione, è un bollino verde e il titolo ha un certo richiamo. Voi quando lo programmereste? Io in una prima (al massimo seconda) serata infrasettimanale, l’ideale per avere l’attenzione del target di riferimento e conquistare la massima quota di share a disposizione. Pensate che a RaiUno abbiano ragionato in questo modo?
Vi sbagliate. Quelle volpi hanno deciso di mandarlo in onda Sabato 13 all’1 di notte. E, non paghi, gli hanno concesso un traino d’eccezione: prima la soporifera premiazione del Premio Campiello, poi una trasmissione interamente dedicata all’opera, condotta dal rutilante Antonio Lubrano. Quanti spettatori volenterosi -e rimasti a casa il sabato sera- credete riusciranno a rimanere svegli?
E ora prova a fare Ctrl + Alt + Canc…
Ieri sera, mentre camminavo, sono passato vicino alla pensilina dei bus di Piazza Minghetti, e ho notato una cosa nello schermo di una macchinetta per i biglietti. Invece che dalla consueta interfaccia -che non ricordo, visto che solo di rado uso gli autobus- lo schermo era occupato da uno splendido schermo blu di Windows, sintomo di un crash di sistema. Ho pensato che si sarebbe potuto riavviare, se almeno ci fosse stata una tastiera. Niente di che, giusto un sorriso appena accennato. Poi però mi sono ricordato di questa pagina, ho pensato al megaschermo di Macy’s e altro che risate…
Un’avanguardia del passato ora è una retroguardia?
Un bel post di Daniela Amenta (sì, quella Daniela Amenta) sugli Skiantos.
Eleanor Rigby in a coma (sembra il titolo di un mix bastard pop…)
In una lunga (e un po’ noiosa) intervista Douglas Coupland annuncia che sta già lavorando al suo nuovo romanzo, Eleanor Rigby, che parla di all the lonely people, where do they all come from. Messa così è un po’ terrorizzante…ma invece di scrivere per 12 mesi all’anno (Hey Nostradamus!, di cui ho scritto qui e qui, è uscito in America da non più di un paio di mesi), non potrebbe prendere le cose con calma e pensare anche a *cosa* scrive?
[grazie a Bout de la nuit per la dritta]
Referrers’ blues special
Avevo promesso di smettere, ma questi due referrer del mese scorso non possono passare sotto silenzio:
– a frequenze disturbate ho conosciuto una ragazza (se tu che hai cercato sei la suddetta ragazza, speri che qualcuno l’abbia scritto per rintracciarlo -disperato, ma ragionevole- mentre se sei tu ad aver conosciuto una ragazza, sei davvero una volpe ad usare una stringa di ricerca simile…)
– consigli per arredare con gusto una sala ristorante («con gusto?» Di grazia, c’è qualcuno che dà consigli per arredarla senza gusto?)