From The Bad Seeds to the Evil Empire
Fino a qualche anno fa Nick Cave non se lo sarebbe mai immaginato. E non se lo sarebbero immaginati neanche i suoi fan. A parte gli anni della gioventù -quelli del punk, del post-punk, dell’eroina, degli arresti, degli sputi sul pubblico, delle comunità di recupero- il cantautore australiano è comunque rimasto un personaggio sui generis, di quelli anticonformisti anche a quarant’anni, che, anche se ora hanno moglie e prole, un ufficio, scrivono prefazioni al Vangelo e salgono sul palco in giacca e camicia, si fanno accompagnare da un gruppo chiamato I Semi del male, e non si sottomettono alle regole; semmai ne dettano di nuove. Non un Vasco qualsiasi, semmai un De Andrè, o un Battiato, per capirsi.
Finora, però. Perchè, dopo una carriera luminosa, con giusto qualche passo falso ogni tanto perchè nessuno è perfetto, Nick Cave si dev’essere stufano di essere uno alternativo. O, probabilmente, non gliene frega più nulla. E così, senza colpo ferire, si fa sponsorizzare un concerto da 2 delle più grandi mega-corporazioni del mondo, non cattive come la Nestlè o la Philip Morris, ma certamente responsabili di un sacco di brutte cose (tra le quali, ricordiamo, la diffusione del morbo Chihuahua). E, in definitiva, per nulla simpatiche.
Nick Cave & The Bad Seeds parteciperanno alla data bolognese del festival Coca Cola live@Mtv, il 5 Luglio al Made in Bo. I loro fan, per poter vedere il concerto, saranno costretti ad acquistare bottiglie e lattine della bevanda sturalavandini più venduta al mondo, sperando di essere estratti. Si tratta, infatti, dell’unico modo per partecipare al concerto.
Probabilmente Nick Cave neanche lo saprà. E, se qualcuno glielo dicesse, non gliene fregherebbe nulla. I semi del male sono germogliati.